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Poggio Montone, le osservazioni dei cittadini al progetto

In allegato riportiamo le Osservazioni presentate da alcuni cittadini di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e comuni limitrofi e dal Circolo della Rifondazione Comunista di Santa Fiora inviate alla Regione Toscana e relative al Progetto (con centrale) geotermico denominato “Poggio Montone” presentato dalla società Sorgenia Geothermal srl.

Il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stato avviato il 21 agosto 2017 e tutti gli Atti sono reperibili e scaricabili nella pagina internet della Regione Toscana sui procedimenti VIA; sono presenti nella documentazione anche i contributi e le osservazioni dei comuni e altre amministrazioni ed enti.

Le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio sono precedute da una premessa in cui si ricordano alla Regione Toscana le gravi problematiche che affliggono questo territorio, dove già insiste il pesante sfruttamento geotermico di Enel Green Power e che vengono riassunte in 4 punti: situazione sanitaria; abbassamento e inquinamento falda acquifera; inquinamento aria e suolo causato dalle emissioni di sostanze tossiche e nocive delle centrali; sismicità indotta.
Viene sottolineato come oltre al presente progetto su Piancastagnaio insistono altre richieste quali quella per la realizzazione dell’impianto Pilota in Loc. Casa Del Corto, al vaglio del Ministero dell’Ambiente, e il progetto Enel denominato PC6. Seguono ben 18 Osservazioni.

In conclusione i firmatari chiedono che venga immediatamente sospeso il procedimento di VIA per l’impianto, che è incompleto e in contrasto con i piani regionali e territoriali di sviluppo; che la Commissione VIA e la Regione Toscana esprimano parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto; che un eventuale nuovo studio di impatto ambientale presentato da Sorgenia venga immediatamente reso pubblico; che venga predisposta una inchiesta pubblica o attivato almeno il contraddittorio. 

QUI le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio

QUI le Osservazioni del Circolo della Rifondazione Comunista di S.Fiora


Per la cronaca, sul progetto Poggio Montone, riportiamo l’intervento sul Corriere Nazionale del 31/10/17 di Chicco Testa, attuale presidente di Sorgenia, ex Enel, ex Acea, ex Rothschild, ex Roma Metropolitane, ex deputato PCI/PDS, cofondatore di LEGAMBIENTE: “tutto bene, madamalamarchesa!” e ci mancherebbe…

Geotermia climalterante e incentivata impropriamente. Mozione in Consiglio regionale Toscana -aggiornamento: PD boccia mozione-

La mozione di Sì Toscana a Sinistra, che chiede coerenza sulle emissioni clima alteranti delle centrali geotermiche, merita il nostro apprezzamento poiché, utilizzando i numeri reali di CO2 emessa, cerca di eliminare una rendita parassitaria, molto dannosa alla collettività, per spostare i contributi pubblici, pari ogni anno a 5,8 miliardi di euro, sulle energie effettivamente rinnovabili; cioè a favore di investimenti sul calore geotermico o sul fotovoltaico, utili alla collettività e capaci di generare un grosso moltiplicatore di lavoro e reddito locale.

Ma, per inquadrare l’entità e la gravità di quanto sta accadendo, è necessario fare una breve sintesi dei recenti avvenimenti, dai quali il lettore potrà comprendere la natura etica e morale di quanti governano:

– nel 2010 viene pubblicato il primo studio epidemiologico sulla salute nei comuni geotermici e viene documentato che gli stessi inquinanti emessi in gran quantità dalle centrali geotermiche dell’Amiata concorrono a determinare un eccesso di mortalità negli uomini del +13%, cioè centinaia di morti in più del previsto;

– sempre nel 2010 la Giunta regionale approva una Delibera (n.344 + Allegato A) che documenta il fatto che in Amiata i flussi geotermici sono molto diversi e molto più pericolosi di quelli dell’area di Larderello, con emissioni di CO2 “con valori più che doppi rispetto all’area tradizionale…maggiori rispetto a quelle di una moderna centrale termoelettrica alimentata a metano o ad olio combustibile”;

– nel 2015 SOS Geotermia e NOGesi portano in audizione del Parlamento italiano diversi scienziati, che espongono i dati sulle emissioni in atmosfera delle centrali geotermiche. Le Commissioni VIII (Ambente) e X, (Attività produttive) all’unanimità approvano una Risoluzione con la quale “impegnano il Governo a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano ed ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”;

– viceversa, nel 2016 il Governo con Decreto rinnova i contributi alle centrali geo termoelettriche. A quelle dell’Amiata, che continuano ad alterare il clima, il Governo ha regalato nel 2016 oltre 90 milioni di euro, pagati dalle bollette dei cittadini;

– nel 2017, SOS Geotermia calcola il costo sanitario, pari a 88 milioni di euro per l’anno 2010, relativo alla sola emissione di ammoniaca in Amiata dalle centrali ENEL, che generano le micidiali Pm 2,5, utilizzando le stime del Rapporto CAFE 2005 dell’Unione Europea

Noi riteniamo, alla luce dei suddetti fatti, che il Governo nazionale e quello della Regione toscana abbiano legalizzato un inganno a danno della popolazione con effetti dannosi anche sul clima e che il Governo non rispetti né il Parlamento italiano, né la Costituzione Italiana.

SOS Geotermia


Aggiornamento 7/11/17: IL PD NELL’OZONO!

Marras in aula, a nome del PD, afferma che la mozione sia la “scusa” per dire NO alla geotermia; chiede, ed ottiene dal suo partito, i voti contro la mozione che viene quindi bocciata con 17 voti, contro 11 a favore e un astenuto. 
Resoconto sulla Nazione e Tirreno del 9/11/17:


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La Nazione 5/11/17

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Il Tirreno 5/11/17

La Postilla

Corriere di Siena 5/11/17

La Repubblica – Firenze 5/11/17

Amiata. Sabato 11 novembre 2017 manifestazione Abbadia-Piancastagnaio

> Per bloccare la realizzazione di ogni nuova centrale Flash o a Ciclo binario geotermica in Amiata e richiedere le “dismissioni” delle attuali centrali Flash Enel inquinanti e speculative;

> Per richiedere ai Sindaci e alla Regione Toscana una diversa politica territoriale che punti alla salvaguardia e alla valorizzazione del nostro grande patrimonio naturale e ambientale.

MANIFESTAZIONE
Sabato 11 novembre 2017
PROGRAMMA

Ore 14: concentramento davanti al Palazzo Comunale – Viale Roma – di Abbadia San Salvatore (Siena)

Ore 14,30: partenza del CORTEO Abbadia-Piancastagnaio (5 chilometri a piedi, con seguito di autovetture)

Ore 15,30: arrivo a Piancastagnaio. Manifestazione conclusiva ai Giardini “F. Nasini” (viale Gramsci, vicino al Palazzo comunale). Musica, flash mob, interventi dei comitati e dei cittadini, approvazione documento “Manifesto dell’Amiata”.

In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a sabato 18 novembre 2017

Lottiamo uniti per difendere la nostra Terra, la nostra Salute, le nostre Acque contro “gli interessi speculativi” dell’Enel e delle varie società geotermiche.
Un’altra Amiata è possibile!
Un altro Futuro è possibile diverso da quello del “Polo geotermico” che la Regione vuol realizzare in Amiata.

Saranno presenti delegazioni dei Comitati Rete NoGesi di Toscana, Lazio e Umbria

SOS Geotermia – Rete Nazionale NoGesi – Comitati NoGeo Amiata

scarica il volantino b/n             scarica la locandina col


Comunicato del 6/11/17

Manifestazione in difesa della Terra e del Futuro dell’Amiata

Amiata. Per sabato 11 novembre è stata indetta una manifestazione dai Comitati in difesa del Monte Amiata, dalla Rete Nazionale NoGesi e da Sos Geotermia contro la volontà della Regione Toscana di fare dell’Amiata e zone limitrofe un Polo geotermico industriale al pari di quello di Larderello con la costruzione di decine di nuove centrali. Tutto ciò comporterebbe lo stravolgimento di un’intera area e del suo patrimonio naturalistico, ambientale, storico e culturale ad alta vocazione turistica. Saranno presenti delegazioni dei Comitati Rete Nogesi di Toscana, Lazio e Umbria.

Gli aderenti all’iniziativa si troveranno alle ore 14 davanti al Palazzo comunale di Abbadia San Salvatore (Siena) – viale Roma – per poi dirigersi alle ore 14.30 a Piancastagnaio (5 km a piedi, con seguito di autovetture).

L’arrivo a Piancastagnaio è previsto per le 15.30 dove si terrà la manifestazione conclusiva ai Giardini “F. Nasini” (Viale Gramsci-Palazzo Comunale) con musica, flash mob, interventi dei comitati e dei cittadini e l’approvazione del documento “Manifesto dell’Amiata”.

Una giornata di mobilitazione per bloccare la realizzazione di ogni nuova centrale geotermica Flash o a Ciclo binario e richiedere le dismissioni delle attuali centrali Enel inquinanti e speculative, per bloccare questa fonte di energia non rinnovabile e climalterante e per difendere il territorio, la salute e le acque. Il bacino idrico del Monte Amiata, uno dei più importanti della Toscana, che rifornisce circa 700.000 persone, si è ridotto di circa il 50% e tra le cause, oltre la siccità, lo sfruttamento geotermico.

Ai Sindaci e alla Regione Toscana la richiesta urgente di riportare l’Amiata al centro di politiche di tutela e alla elaborazione di progetti condivisi tesi alla valorizzazione dell’intero territorio per un futuro e un modello economico durevole e partecipato.


Il 7 novembre “UNA PIZZA PER SOLIDARIETA'”, ad Abbadia SS presso il ristorante Fonte Magria, per sostenere le spese della Manifestazione dell’11 novembrescarica la locandina


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Ad Abbadia S.S. va in scena il tradimento della comunità

Gravissimo voltafaccia del Consiglio comunale di Abbadia San Salvatore che, il 27 settembre 2017, apre alla possibilità di realizzare centrali anche nel suo territorio tradendo la memoria storica che vedeva questo Comune e questa comunità da sempre contrari alla geotermia e soli a non aderire al Protocollo d’intesa del 2007 (scarica pdf) impedendo la realizzazione di centrali e rinunciando ai “trenta denari” delle compensazioni ambientali di cui beneficiano i Comuni “geotermici”.
Passa quindi la mozione della maggioranza che prevede, in ossequio alle direttive regionali sulla ANI, l’individuazione di un’area disponibile alla realizzazioni di centrali geotermiche; fatto ancor più grave è che ai voti della maggioranza si sono uniti quelli di due consiglieri di opposizione Andrea e Angela Tondi della lista civica “Abbadia Futura”, lista che ha sempre ribadito la contrarietà alla geotermia, tanto che il capogruppo Castro e l’altro consigliere Pacini hanno votato contro.

Pubblichiamo il comunicato distribuito in occasione del Consiglio del 27/9 dai Comitati e il resoconto del Corriere di Siena successivo.

 

Geotermia anche a Abbadia?

Il consiglio comunale di Abbadia San Salvatore assumerà oggi, mercoledì 27 settembre 2017, una decisione gravissima, che contrasta con la storia di una comunità fermamente contraria allo sviluppo geotermico nel proprio territorio e che si è nel tempo opposta a qualsiasi forma di “geotermia” per motivi di ordine ambientale, sanitario, economico-sociale e energetico (non c’è necessità di energia elettrica).

La mozione presentata dal gruppo di maggioranza sulle ANI (Aree non idonee alla Geotermia) chiede alla Regione Toscana che venga “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”.

Una “apertura” agli impianti “a ciclo binario”, di vecchia data e che presentano comunque seri problemi come sismicità, reimmissione degli incondensabili quando la loro percentuale (come in centro Italia) è alta, problemi alle falde acquifere, etc.

Una scelta economica e culturale miope e arretrata, che sostanzialmente avalla la strategia della Regione Toscana, che vuol fare dell’Amiata un secondo distretto geotermico, sul modello di Larderello, dove far confluire le mire speculative della lobby geotermica non più solo nazionale, ma mondiale.

Cosa sarà dell’Amiata se alle centrali inquinanti flash di Piancastagnaio e Bagnore si aggiungeranno decine di impianti in un’area limitata, che ha ben altre vocazioni ambientali e economiche?

Una scelta fuori tempo che contrasta con quella della maggior parte dei comuni geotermici della Toscana e delle regioni limitrofe (Umbria e Lazio), le cui amministrazioni e popolazioni ritengono la “geotermia” non sostenibile e anzi dannosa per le altre attività, sulle quali i territori investono per il loro futuro.

Per il futuro dell’Amiata gruppi di cittadini sempre più numerosi stanno pensando a altro, alla valorizzazione delle risorse autentiche della montagna e di quel patrimonio cospicuo di aria, acqua, foreste, storia e cultura che solo la realizzazione di un Parco Nazionale Naturale può tutelare, garantendo sostenibilità ambientale e crescita economica.

Comitato Ambiente Amiata – Movimento di Cittadinanza – Sos Geotermia

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Corriere di Siena 29/9/17

La mozione Pd sulle “Ami” spacca la lista civica “Abbadia Futura”

da sin.: Angela e Andrea Tondi, Rosario Castro, Andrea Pacini della lista Abbadia Futura

Abbadia San Salvatore. Colpo di scena mercoledì 27 settembre us durante la seduta del consiglio comunale di Abbadia San Salvatore, convocato per trattare diversi argomenti e, in particolare, l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare “Centrosinistra per Abbadia San Salvatore” sulle Ani (Aree Non idonee alla Geotermia). Un documento, nel quale il gruppo di maggioranza chiedeva alla regione toscana di considerare l’intero territorio comunale di Abbadia area “non idonea” alla attività geotermoelettrica, “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”. Una scelta contro corrente, che ha infranto il “mito” del comune di Abbadia quale ultimo baluardo resistente a difesa di un territorio che è sempre più meta di progetti speculativi della lobby geotermica nazionale e mondiale. L’ordine del giorno è stato approvato a maggioranza, con i due voti a favore dei consiglieri di minoranza (lista civica “Abbadia Futura”) Andrea Tondi e Angela Tondi, mentre il capogruppo Rosario Castro e il consigliere Antonio Pacini hanno espresso voto contrario. [M.B.]

Gita in Germania per i comuni interessati alla geotermia, tutto spesato dalla rete Geotermica

Proprio come le gite di due giorni dei venditori di pentole, la Rete Geotermica porta in gita gli amministratori locali. Noi non compriamo niente, grazie.

 

 

La Rete Geotermica, rete di società per azioni che hanno lo scopo di realizzare impianti per la produzione di elettricità sfruttando i vapori geotermici, propone agli Amministratori dei Comuni geotermici e dei Comuni ad essi limitrofi, chiamati a indicare alla Regione Toscana quali aree del proprio territorio comunale sono idonee a sopportare tali impianti, una visita in Germania agli impianti geotermoelettrici a ciclo binario costruiti a 20 km a sud di Monaco di Baviera.

Siamo stati invitati anche noi, ma non andremo per i seguenti motivi:

1- la scelta di caratterizzare i territori come aree industriali è una scelta che deve passare attraverso un’analisi attenta dei Costi e Benefici per la collettività, specie quando questa ha da tempo investito in attività economiche antitetiche a quelle industriali.
Se si ragiona sui numeri della realtà oggi presente in alta Val di Cecina, dove per prime sono state agevolate le attività geotermiche toscane, da Larderello a Pomarance, possiamo dimostrare che la scelta geotermica è una scelta sbagliata, perché oggi in quell’area si trovano i Comuni più poveri della Toscana, con la popolazione più vecchia e bisognosa di sostegni esterni, perché definiti “area di crisi”.
Gli impianti geotermici portano ad una monocoltura industriale allontanando gli investimenti in produzioni agricole di qualità o in agriturismo o in attività turistiche, come invece è avvenuto intensamente in tutto il resto della Toscana meridionale.

2- Le emissioni “zero” sono una speranza della Rete Geotermica, nel caso migliore una pia illusione, in quello peggiore e stante allo stato delle attuali conoscenze tecniche nell’Italia centrale sono una menzogna. E’ banale dover rammentare che la composizione dei vapori geotermici varia notevolmente tra un’area ed un’altra, a seconda della natura geochimica del bacino sfruttato, e che mentre in altri paesi europei i gas incondensabili sono poca cosa, nel centro Italia sono nell’ordine dell’8% (!) e tali gas verrebbero immessi in atmosfera, perché non reinniettabili. Perfino il Governo in Parlamento ha dovuto ammettere che in realtà si tratta di “emissioni quasi zero”…

3- La Rete Geotermica non ha mai dato un contributo utile a denunciare lo stato di gravissimo inquinamento ambientale prodotto dalle centrali geotermiche a rilascio in atmosfera dell’Enel esistenti ed operanti in Toscana e, nonostante la sua asserita capacità tecnica, ha sempre coperto le scelte delle Amministrazioni della Regione Toscana, che hanno manipolato e falsato l’informazione sanitaria ed ambientale in materia di impatto geotermico, dimostrando l’inaffidabilità politica della loro organizzazione.
Inoltre riteniamo inaffidabile e avversario dei comitati e dei territori il suo vicepresidente Stefano Boco (ex senatore dei Verdi) nonché Presidente di Magma Energy Italia perché in questa sua ultima veste si è distinto prima non rispettando il referendum di Casole d’Elsa contrario al suo impianto mentre aveva dichiarato che si sarebbe attenuto al risultato e poi per aver portato in tribunale, perdendo, il sindaco Pii che, legittimamente, aveva fatto sospendere i lavori di ricerca.

4. Oggi, come certifica anche Terna, non c’è bisogno di altra energia elettrica e di altre centrali, tanto che Enel sta dismettendo parte delle sue, e, in ogni caso, ci sono alternative meno impattanti e pericolose della geotermia, come, ad esempio, il solare.

5. La Toscana e, in particolare l’Amiata “hanno già dato”, hanno pagato, anche caro, il contributo alla speculazione geotermica per cui bisogna oggi pensare come chiudere le centrali esistenti e non come farne di nuove.

6. Finchè la geotermia avrà gli incentivi dallo Stato (pagati dai cittadini in bolletta) che, di fatto, rendono questi investimenti privi di rischio, non ci può essere un confronto con chi, più che “imprenditore”, pare solo “prenditore”.

Per tutto questo non accettiamo di essere portati in giro, sia in senso letterale che figurato, e invitiamo sindaci e consiglieri a rifiutare questo inopportuno tentativo della Rete Geotermica di ingraziarsi gli amministratori pubblici che, ricordiamo, sono votati dai cittadini e non dalle imprese.


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Corriere di Siena 1 (pdf)

Corriere di Siena 2 (pdf)

Campagna di sostegno alle spese legali. CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO

Avremmo potuto non avviare iniziative legali a difesa della salute dei residenti, denunciando l’indifferenza della magistratura alle condizioni di vita e dell’ambiente in Amiata, avremmo potuto non presentare i Ricorsi al Tribunale Amministrativo della Regione Toscana contro le autorizzazioni alle centrali geotermiche di Bagnore. Oggi non saremmo chiamati a dare seguito all’ultima Sentenza di quel tribunale, che ci condanna a pagare le spese legali delle controparti, pari a diverse migliaia di euro.

Avremmo potuto riaffermare che in Toscana le vicende incredibili dell’inceneritore di Scarlino dimostrano che non esiste la legalità nell’azione delle Amministrazioni pubbliche (siamo alla quarta autorizzazione, rilasciata da Enti pubblici, allo stesso impianto a svolgere un esercizio dannoso alla collettività, dopo ben tre sentenze del Consiglio di Stato che hanno annullato le tre precedenti autorizzazioni, rilasciate negli ultimi quindici anni dagli stessi Enti pubblici) e citare nostri maestri, affermando che “…la legalità ha due facce: l’una interna, la sostanziale, l’altra esterna, la formale…Scambiando queste due facce ci si illude.
La realtà ha mostrato nel modo più evidente che la legalità è una sola ed esiste fin dove essa si concilia con gli interessi della classe dominante, vale a dire, nella società capitalistica, con gli interessi della classe padronale” (Antonio Gramsci- Scritti politici).

Se avessimo scelto questa strada qualcuno ci avrebbe sicuramente criticato come ideologici per questo abbiamo deciso di percorrere anche la strada delle iniziative legali.

Ci siamo forse anche illusi di raggiungere un esito positivo. Infatti avevamo documentato al collegio giudicante che la stessa Enel aveva affermato, con una lettera scritta alla Regione Toscana, che con le tecnologie scelte ed adottate in Amiata, non riesce a rispettare i limiti stabiliti dalla Regione. Quella lettera (che non avremmo mai dovuto leggere) è stata scritta nientemeno che dall’Amministratore Delegato dell’Enel Green Power, ing. Montemaggi, il quale, dopo la fissazione da parte della Regione dei nuovi limiti di legge per le emissioni di Ammoniaca, richiesti dalla Comunità Europea, esplicitamente proponeva alla Regione un diverso limite più permissivo.

Ci abbiamo messo la faccia, tanta energia e anche denari, senza mai chiedere o avere alcun tipo di finanziamento; oggi chiediamo a tutti coloro che davvero hanno a cuore il monte Amiata e sono indignati per la speculazione della geotermia in Toscana e non solo, di fare un piccolo passo avanti e sostenere, insieme a noi, le spese che il TAR ci ha condannato a pagare.

La battaglia deve continuare e può essere vinta solo se tutti si sentono coinvolti in prima persona, anche nel caso di far fronte a sentenze a noi contrarie.

Le sottoscrizioni debbono essere fatte utilizzando il seguente canale: https://sosgeotermia.noblogs.org/comesostenerci/

Grazie a tutti,
Sos Geotermia

qui la sentenza del TAR del 21/6/17


SOTTOSCRITTORI AL 28/10

Lorenzo B.               100
Guido C.                    50
Mauro B.                  100
Stefano G.                 20
Riccardo G.              100
Fiorella C.                  50
Lamberto S.              20
Giuliana G.                20
Pio G.                       100
Antonella P.              100
Gregorio C.                20
Antonella D.              30
Cristiana M.               50
Daniele M.                 50
Stefania C.                 50
Marina G.                   50
Carlo G.                     550 (raccolti a Arcidosso)
Carlo B.                     100
Giuliana G.               100
Roberto B.                100
Gemma C.                  50
Pino M.                     100
Roberto B.                200
Marzia G.                    70
Eleonora V.                50
Giacomo A.                10
Gauthier R.               100
Annamaria L.             20
Anna T.                      300
Luciano M.                  50
Gerardo M.                 20
Angelo P.                     30
Matteo C.                    60
Carlo B.                      250 (raccolti a S.Fiora)
Corrado L.                   20
Velio A.                       100
Mariella B.                 100
Alvaro G.                    100
Emilia S.                       30
Carlo G.                        50 
Gail A. – Walter A.M.   50
Lelia B.                         50
Andrea B.                     70

Un grazie a tutti voi e un invito a tutti gli altri:
FATE UNA DONAZIONE
FATECI SENTIRE CHE E’ GIUSTO E UTILE CONTINUARE LA LOTTA


21 SETTEMBRE 2017 – ABBADIA S.SALVATORE
“UNA PIZZA PER SOLIDARIETA'”
PARTECIPA ANCHE TU!

 


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Geotermia. Incredulità e delusione per la sentenza del TAR toscano sulle emissioni di ammoniaca della centrale Bagnore 3

Enel ammette di non poter rispettare i limiti, due università lo certificano, ma il Tar Toscana non raccoglie. Faremo ricorso al Consiglio di Stato, affinché sia fatta giustizia.

 

 

 

 

Smentite dal Tar due strutture universitarie toscane, quelle di Siena e Firenze, che con autonome e diverse pubblicazioni ci davano ragione sulle superate e illegali tecnologie in uso nelle centrali geotermoelettriche Enel in Amiata.

Incredibilmente non considerata la “ammissione” della stessa Enel, la lettera scritta nel 2011 alla Regione Toscana nientemeno che dall’Amministratore Delegato di Enel Green Power, ing. Montemaggi, il quale, dopo la fissazione da parte della Regione dei nuovi limiti di legge per le emissioni di Ammoniaca, richiesti dalla Comunità Europea, afferma che l’Enel, con le tecnologie scelte ed adottate in Amiata, non riesce a rispettare quei limiti ed esplicitamente proponeva un diverso limite più permissivo.

Ma la Comunità Europea, nel sollecitare limiti più restrittivi per le emissioni di Ammoniaca, ha giustificato tale scelta sulla base delle stime dei notevolissimi costi sanitari che producono tali emissioni, le quali percorrendo centinia di Km e andando a formare le famigerate PM2,5 e Pm10, sono causa di patologie molto serie. Pertanto quella lettera e quelle richieste, così in disprezzo della salute pubblica, non potevano e non sono state accolte dalla Regione Toscana.

La recente sentenza del Tar Toscano riesce quindi a disconoscere quanto la stessa Enel ha documentato: sarebbe davvero buffo se non fosse in gioco la salute pubblica, per questo dovremo continuare la battaglia anche proponendo ricorso al Consiglio di Stato.

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La notizia della sentenza su La Nazione del 20 luglio 2017

clicca per ingrandire

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Enel soddisfatta, sempre su Il Cittadino online

La Nazione 22 luglio 2017

Non piove, governo ladro! Cosa succede all’acquifero amiatino?

Non ci sembra che il più grande serbatoio di acqua potabile del centro Italia goda di buona salute, la politica dovrebbe risponderne anzichè tranquillizzare. Nel caso gli venissero dei dubbi, agiscano in autotutela secondo anche il principio di precauzione e fermino le centrali

[PER QUANTO RIGUARDA LA SITUAZIONE NELL’AREA GEOTERMICA TRADIZIONALE (Larderello/Pomarance) SEGNALIAMO L’INTERESSANTE DOCUMENTO DEL COMITATO DIFENSORI DELLA TOSCANA pubblicato il 478717]

 

Dopo le denunce sugli sforamenti di arsenico e successive repliche, è di questi giorni l’allarme sulla siccità e sull’attenzione da prestare all’approvvigionamento idrico.

Riferendoci al piezometro di Poggio Trauzzolo, in effetti, quest’anno, dal 6 luglio, abbiamo superato la quota 307, record negativo raggiunto solo il 30/10/2012 (e fino all’8/4/2013); allora si chiamò in causa la mancanza di precipitazioni degli ultimi anni, ma lo studio Mobidic, commissionato dalla Regione, smentì tali affermazioni e alla nostra denuncia non ci furono repliche…

Oggi l’Acquedotto del Fiora, col comunicato del 12 luglio scorso, lancia la “massima attenzione alla gestione della risorsa ma al momento nessun allarme”. Sacrosanto l’invito ad una gestione oculata della risorsa evitando gli sprechi e gli usi non domestici, anche se magari una altrettanto rigorosa politica sulle manutenzioni e il recupero delle perdite della rete e verifica dell’uso della risorsa da parte dell’utenza, forse aiuterebbe.

Dice il comunicato: “Si registra però un calo delle portate delle sorgenti, nell’ordine del 10-15%, dovuto all’assenza di nevicate invernali negli ultimi tre anni. Sono tenuti sotto stretta osservazione da parte del gestore i pozzi che integrano l’approvvigionamento di acqua proveniente dal Monte Amiata, i quali risentono in maniera immediata della mancanza di piogge e che in alcuni casi presentano riduzioni anche del 50%.”

Sembrerebbe quindi che anche questa volta si suggerisca che il calo delle sorgenti sia del tutto “naturale” legato alle precipitazioni.

Ma -sempre con riferimento al piezometro David Lazzaretti di Poggio Trauzzolo- siamo andati a verificare l’andamento delle precipitazioni in relazione al livello dell’acquifero, desunte dalle rilevazioni giornaliere del SIR (Settore Idrogeologico Regionale) Toscana.

Riportiamo la tabella che raccoglie i dati annuali che ci mostra che, in effetti, le annate con più precipitazioni causerebbero, a distanza di un anno, una risalita del livello dell’acquifero, ma –oltre all’anomalia che denunciammo per il 2012-2013, questo trend di nuovo non viene rispettato con le precipitazioni mediamente abbondanti del 2016 (circa 1400 mm, molto più di quanto rilevato nel citato studio Mobidic dal 1990 al 2007) che avrebbe dovuto causare quest’anno una risalita che, a tutt’oggi, non si rileva; anzi, pare che il trend sia in ulteriore discesa.

Dati SIR Toscana, clicca per ingrandire

Una ulteriore anomalia si può notare nell’andamento per gli anni 2014-2015 che seguono due anni di precipitazioni particolarmente abbondanti, il 2013 con circa 1700 mm e il 2014 con circa 1800 mm; la crescita, che pur si rileva, ha una strana discesa dal settembre 2014 con forti oscillazioni giornaliere che si interromperà nella primavera del 2015 quando riprenderà la presumibile continua risalita. C’è da notare la strana coincidenza con l’avvio della centrale di Bagnore 4 e lo “stranissimo” episodio dell’impazzimento del piezometro che avevamo puntualmente denunciato e di cui il prof.Borgia diede una lettura ben diversa della semplice rottura del rilevatore e che invitiamo a rileggere.Il sospetto che le cause delle anomalie del livello dell’acquifero non siano tutte così “naturali” lo abbiamo sempre espresso, ma ancora una volta chiamiamo in causa chi ne sa di certo più di noi e potrebbe dare risposte convincenti. A meno che, come nel 2012, ritengano di non dovere (o poter) dare risposte ai cittadini.


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Il Cittadino online

OrvietoNews.it

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La Città.eu


Aggiornamento 19 luglio 2017

Il consigliere di Arcidosso Corrado Lazzeroni (Insieme per Arcidosso) presenta interrogazione sulla questione acqua e arsenico:

 

Questione ripresa su Il Tirreno il 25 luglio 2017

AMIATA, ACQUA E ARSENICO. CI FANNO O CI SONO?

Se i responsabili della salute e dell’acqua non sanno è grave e se sanno e non dicono è gravissimo. Smentiscano con i documenti o si dimettano.

 

 

 

Troppa grazia! Dobbiamo aver toccato un nervo scoperto se dopo il nostro comunicato dell’8 luglio scorso e il successivo di Acqua Bene Comune di Grosseto, a stretto giro di posta arrivano le repliche del sindaco di Arcidosso Jacopo Marini in un comunicato del comune (che riportiamo in fondo) e del presidente dell’Acquedotto del Fiora Emilio Landi sulla stampa.

Chiediamo quindi indulgenza a chi vorrà leggerci, ma è nostro costume replicare argomentando.

Alle nostre denunce sul trend in aumento delle concentrazioni di arsenico nell’acqua e la strana vicenda dei depuratori casalinghi sponsorizzati dal comune e dal Cosvig (con i soldi dell’Enel), le risposte sembrano quelle che si possono ascoltare in un qualsiasi bar a tarda ora, anziché da soggetti che conoscono, o dovrebbero conoscere, le leggi e la documentazione ufficiale relativa alla questione arsenico nelle acque dell’Amiata.

Surreali le motivazioni del sindaco di Arcidosso Marini sulla delibera: “Il comune di Arcidosso ha voluto finanziare un bando che incentiva l’acquisto di depuratori domestici non perché l’acqua non è buona o, peggio, non potabile, ma perché vogliamo renderla ancora migliore.” Quindi l’acqua non solo è potabile, ma è anche buona, quindi tutto a posto? Invece no, incentiviamo i privati ad acquistare dei depuratori: come dire ad uno “sei vivo e sei anche in buona salute, allora dovresti farti una bella flebo…”. Affermazione “mistica”, forse con un pensiero a Gesù alle nozze di Cana che la trasformò in vino?

Poi non si capisce con chi ce l’ha dicendo che destituita di ogni fondamento è poi l’affermazione che l’amministrazione comunale avrebbe deciso di acquistare un depuratore dalla Sidea King’s Water.” Veramente lo afferma un titolo e articolo del Tirrenoche presumibilmente avrà i suoi riscontri, certo non noi che la delibera l’abbiamo letta.

Il collegamento poi tra Cosvig, che finanzia il progetto, e l’inquinamento della falda idrica a causa dell’attività geotermica è una incomprensibile iperbole…” Incomprensibile? Veramente finanziare l’acquisto di depuratori dell’acqua in Amiata non è proprio come sponsorizzare una sagra o dare borse di studio, tanto più se si insiste sulla potabilità e bontà dell’acqua, su cui diremo appresso.

Si lancia poi sulle spiegazioni scientifiche per confutare “affermazioni… sull’aumento della concentrazione di arsenico e dell’abbassamento della falda, (che) non tengono assolutamente conto del fatto che c’è una crisi idrica che riguarda tutto il territorio nazionale e regionale. Non dovrebbe sfuggire a chi si occupa di ambiente e di sostenibilità ambientale che per gli effetti dei cambiamenti climatici non nevica e non piove più in modo da ricaricare costantemente il bacino idrico… enon è, evidentissimamente, un problema solo amiatino. E’ probabile invece che le più alte concentrazioni di arsenico alla sorgente derivino da questo abbassamento della falda degli ultimi anni che… sull’Amiata incide maggiormente visto la presenza maggiore ed endemica di arsenico nel sottosuolo.”

Tutto normale e naturale? Vedremo che non è vero.

Poi anche noi ci auguriamo, come Marini, che “l’acqua che esce dai fontanelli pubblici e dai rubinetti delle case è buona e i parametri sono tutti entro i limiti di legge”, ma le rilevazioni dell’Arpat, misurate alle sorgenti ci dicono che non sempre sono rispettati i limiti di legge e comunque i livelli di arsenico sono quasi tutti tra 5 e 10 μg/L e quindi tanto buona l’acqua non può essere come afferma il sindaco.

Sorvoliamo sulle asserite polemiche basate sul nulla che ottengono il solo risultato di sfregiare l’immagine di un territorio straordinario, ricco di cose belle e buone” che è il solito refrain di accuse ai comitati di danneggiare l’immagine del territorio, non come l’Enel e il Cosvig che ci garantiscono buona aria, acqua, paesaggio e tante sponsorizzazioni…

Rispondendo alle nostre accuse di non informare i cittadini degli sforamenti dei limiti dell’arsenico, il presidente dell’Acquedotto del Fiora Emilio Landi dice che loro intendono “avvisare i cittadini sull’aumento dell’arsenico quando questo inquinante è sopra i limiti e oggi è dentro i parametri. Quando abbiamo ripetuto le analisi i valori erano rientrati. Oggi ci interroghiamo sicuramente sui motivi per cui questo inquinante può essere presente e sicuramente saranno messe in campo azioni concrete, ma al momento la situazione è all’interno dei parametri di legge.”

E dice poi che il calo dell’acqua presupponga (forse “provochi”, “causi”? ndr) l’aumento della percentuale degli inquinanti è vero, meno evidenti sono le cause. Su questo stiamo lavorando. Acquedotto in un anno compie circa 8mila analisi e controlli”.

Il 19 maggio aveva già detto, a proposito dei continui sforamenti dell’Ente, che la questione dell’arsenico nell’acqua amiatina è problema legato alla composizione del terreno e la sorgente di cui si tratta è quella dell’Ente. È un dato storico la presenza dell’arsenico anche prima delle centrali. Dal canto nostro abbiamo già impiantato abbattitori di arsenico che funzionano parzialmente e per stare dentro i limiti misceliamo l’acqua dell’Ente con quella delle Albure. Come acquedotto, con i nostri monitoraggi continui e non episodici, abbiamo verificato che a seconda della quantità di acqua che esce dalle sorgenti, di più se alimentata da pioggia e neve, di meno in caso di siccità, vi può essere un leggero cambiamento della quantità di arsenico. Ma è pochissima cosa. Altro dato: se le sorgenti sono più basse contengono più arsenico. Meno quelle più alte. La sua presenza, dovuta, come detto, alla composizione del terreno, fa sì che si abbia arsenico minimo, che non arriva nemmeno a 3 nelle sorgenti di Monte Labro e dei Poggi, dove il terreno è diverso da quello dell’Amiata… …non ci sono interferenze tra le perforazioni geotermiche e la falda acquifera e la causa non sta certo in quella che si definisce risalita. I fori geotermici arrivano a 3500 metri di profondità mentre le sorgenti si trovano a una profondità di 500 metri circa. Si continua sulla falsariga di un allarmismo che è fuori luogo, perché qui le cause sono solo naturali.”

Le tranquillizzanti affermazioni di Landi hanno per noi, e dovrebbero averlo per i cittadini, l’effetto opposto perché sono in contrasto e in contraddizione -non con le nostre opinioni, che ci starebbe pure– ma con documenti ufficiali dell’Arpat, dell’Enel e, addirittura, dello stesso Acquedotto del Fiora!

Un breve excursus di citazioni, rinviando a maggiori approfondimenti che noi faremo con i nostri poveri mezzi, ma che meglio dovrebbero fare le persone preposte a incarichi pubblici:

Arpat, 20 Febbraio 2006 “Sorgenti Monte Amiata – Santa Fiora (Galleria Bassa e Galleria Alta), Arcidosso (Ente) – Monitoraggio 1999-2006” (scarica Allegato – 1,3Mb), sull’arsenico dice che c’è un incremento dei valori in misura significativa e (la Galleria Alta) fino al 2001 presentava un valore medio di 3.8 μg/l e successivamente si è attestata intorno a 9,2 μg/l. All’Ente si registra nel 1999 un valore di 1.1 μg/l, mentre i dati successivi a partire dal 2002 si localizzano attorno a circa 12 μg/l. (si noti che il periodo di primo incremento della concentrazione di Arsenico nell’acqua corrisponde all’apertura della Centrale Geotermica Bagnore 3).

 

Acquedotto del Fiora, “Richiesta di deroga dei valori di parametro per le acque destinate al consumo umano”, fine 2003 (scarica Allegato – 8Mb):
“Altresì, ci preme sottolineare che importantissime fonti di approvvigionamento (quali la Galleria Grande, portata di 550 litri al secondo e la Galleria Bassa, portata 120 litri al secondo, entrambe nel Comune di Santa Fiora – GR) che, da sole, provvedono a coprire circa il 90% del fabbisogno idrico dell’intera Provincia di Grosseto nel corso del periodo invernale, e oltre il 50% nel corso del periodo estivo,
presentano tenori di Arsenico prossimi ai nuovi limiti di legge (9,7 μg/l). Peraltro, tali valori sono stati raggiunti a seguito di un progressivo aumento delle concentrazioni, particolarmente evidente negli ultimi anni, tale da provocare timori di superamento della nuova CMA in tempi prossimi. Se questo trend fosse confermato non sarebbe più possibile garantire il rispetto del valore di 10 μg/l in distribuzione per buona parte della provincia di Grosseto e per il Comune di Montalto di Castro (Regione Lazio)”.

Per quanto riguarda le cause, lo stesso documento dice:
La presenza di arsenico nella risorsa idrica distribuita alle utenze potabili dell’ATO 6 in misura superiore al limite previsto dal decreto può essere essenzialmente ricondotta a tre diversi fenomeni, arealmente distinti (tra cui):
…contaminazione di parte di fluidi idrotermali legati alle dinamiche endogene presenti in questa parte della Toscana…
…fenomeno è essenzialmente localizzato in corrispondenza dell’Amiata, sul cui margine meridionale è presente una importante attività geotermica, intensamente sfruttata da molti anni. Il modello idrogeologico dell’area mostra che l’acquifero dal quale scaturiscono le sorgenti utilizzate a scopo potabile sovrasta il reservoir geotermico mediante l’interposizione di unità idrogeologiche impermeabili. I due sistemi, tuttavia, possono essere in comunicazione idraulica tramite i camini di risalita del magma che ha portato alla formazione dell’apparato vulcanico amiatino”
.

“…Attualmente il tenore in As è inferiore al futuro limite, ma con un differenziale al primo decimale e con un trend in continuo aumento…”

Inoltre, in alcune sorgenti ubicate sul Monte Amiata sono stati osservati nel corso degli ultimi anni, preoccupanti progressivi aumenti nel contenuto di arsenico fino a valori molto prossimi a 10 µg/l…”

Sempre Acquedotto del Fiora nelle “OSSERVAZIONI AL PROGETTO PER LA COSTRUZIONE DELLA CENTRALE GEOTERMOELETTRICA BAGNORE 4” (scarica Allegato – 6,4Mb) dice:
“…Il progetto sottoposto a V.I.A., infatti,
costituisce un elemento di viva preoccupazione per le eventuali interferenze, anche nel lungo termine, con le caratteristiche qualitative della risorsa idrica effluente dalle sorgenti di Santa Fiora che permettono l’approvvigionamento idropotabile della Provincia di Grosseto; in particolare, tale preoccupazione riguarda il tenore in arsenico della risorsa che ha mostrato un sensibile aumento negli ultimi anni”.

E poi ancora: …Considerato che la centrale in progetto si colloca nelle immediate vicinanze delle sorgenti di Santa Fiora, utilizzate ad uso idropotabile per l’intera maremma toscana e parte di quella laziale, e che l’intero progetto prevede la riattivazione di un pozzo geotermico attestato nelle vulcaniti, che costituiscono l’acquifero di tali sorgenti, si ritiene necessario rappresentare la viva preoccupazione per le possibili interazioni tra sfruttamento dei vapori geotermici e la risorsa idrica.
Tale preoccupazione nasce innanzitutto dall’aumento tendenziale del tenore in Arsenico nella risorsa affluente dalle sorgenti di Santa Fio
ra
Come è noto, l’Arsenico è uno degli elementi che caratterizzano i fluidi geotermici dell’intera area e di quelle limitrofe (campo geotermico di Larderello)…”.
Sul fatto che gli alti tenori di arsenico non possano essere naturali, dice: “D’altra parte secondo le conoscenze attualmente in nostro possesso, non ci sono elementi che indicano inequivocabilmente una derivazione dell’arsenico dalle interazioni acqua – roccia costituente l’acquifero.
Viceversa,
l’analisi chimica condotta su un campione di roccia vulcanica prelevato all’interno di una galleria drenante indica un contenuto in arsenico piuttosto basso che difficilmente riesce a giustificare i contenuti rilevati nella risorsa…”.
Al contrario “...considerato che: …nei boschi del cono vulcanico è stata accertata una concentrazione di arsenico e boro nei muschi (Hypnea cupressiforme) maggiore della zona di Bagnore rispetto a quelle limitrofe di Santa Fiora e Bagnolo;
…si potrebbe ipotizzare una relazione tra vapori geotermici che dall’atmosfera ricadono sul suolo e presenza, in aumento nel tempo, di arsenico nella risorsa idrica, nella quale potrebbe essere veicolata dalla ricarica meteorica…
Pertanto, appare
assolutamente indispensabile che vengano condotte ricerche specifiche sulle possibili interferenze tra sfruttamento dell’energia geotermica e risorsa idrica”.

QUINDI LO STESSO ACQUEDOTTO DEL FIORA DICE CHE L’AUMENTO DELL’ARSENICO NON PUÒ VENIRE DAL DILAVAMENTO DELLE ROCCE E INDICA NELLE RICADUTE DALLE CENTRALI PROPRIO UNA DELLE POSSIBILI CAUSE

Per il Mercurio si è visto che l’entrata in funzione della centrale Bagnore 3 ha, secondo Loppi (2001), fatto raddoppiare il contenuto di mercurio nei licheni vicini alla centrale. E anche in questo caso certo il dilavamento delle rocce non può essere chiamato come responsabile.
Se uno poi volesse calcolare quanta roccia dovrebbe essere dilavata per fornire alle sorgenti del Fiora l’arsenico che attualmente contengono bisognerebbe estrarre completamente l’Arsenico da un volume di vulcaniti, con lo stesso tenore di arsenico indicato dall’acquedotto del Fiora, pari a circa 100 volte il volume dell’Amiata!

L’Enel, nello Studio di Impatto Ambientale della Centrale Bagnore 4 indica dove siano le aree di maggior ricaduta dell’Arsenico e Boro emessi dalle centrali geotermiche Bagnore 3 e Bagnore 4: proprio una delle aree di principali ricadute corrisponde alla zona di ricarica dell’acquifero che alimenta le sorgenti dell’Amiata, tra cui quelle dell’Acquedotto del Fiora. Tale aree di ricadute si estendono anche ben oltre il confine delle mappe presentate da ENEL e mostrano come con la nuova centrale Bagnore 4 le concentrazioni di massima ricaduta annua di arsenico aumentano da 2 a 7 volte!
Non solo; le misure della qualità dell’aria realizzate dalla stessa Enel in punti di controllo indicano che i valori di concentrazione d’inquinanti misurati siano effettivamente da 20 a 80 volte maggiori dei valori indicati dai modelli Enel! Cioè le ricadute al suolo dalle Centrali Geotermiche potrebbero essere anche 80 volte maggiori di quanto indicato nella modellistica!
È Enel stessa ad affermare come il suo modello sottostimi pesantemente i valori misurati!
Peraltro il modello Enel rappresenta le ricadute con gli abbattitori AMIS in funzione, mentre nella realtà spesso non funzionano.
Comunque ricordiamo che queste medie sono effettuate su di 1 ora e non su 30 minuti, come indicato dall’OMS, e quindi i superamenti potrebbero essere ancora più elevati.
Possiamo aggiungere che l’arsenico ed il mercurio, sostanze con altissimo grado di tossicità, deposti al suolo vengono assorbiti anche dai vegetali, e pertanto è possibile ritrovarlo nei funghi e nelle colture orticole tradizionali dell’Amiata.

In merito alle avventate affermazioni di chi sostiene che le concentrazioni di arsenico nelle acque siano da sempre elevate per la “natura vulcanica” del sottosuolo, citiamo il volume di O. Conio e R. Porro “L’arsenico nelle acque destinate al consumo umano”, edito da F. Angeli nel 2004. (scarica Allegato – 1,4 Mb)
Alle pag. 87 e 88, Tab. 4.8 – Concentrazioni di arsenico nelle fonti di approvvigionamento d’acqua potabile in Toscana, e Tab. 4.9 – Concentrazioni di arsenico nelle reti di distribuzione di acqua potabile in Toscana, vengono riportate per le varie province, la fonte (sorgente o pozzo) e i valori minimi e massimi delle concentrazioni in μg./l. (i dati sono estratti da: Montelli et al. (2002): Presenza di arsenico nelle acque di acquedotto e nelle fonti di approvvigionamento idrico in Toscana. Atti del III Convegno Nazionale sulla protezione e gestione delle acque sotterranee per il III millennio. Parma, 13 – 15 Ottobre 1999. Quaderni di geologia applicata, vol. 2, pp. 271-281).
Come si può leggere, i valori riportati si riferiscono alla fine degli anni ’90 e confermano quanto risulta anche dalle analisi effettuate dall’Ufficio Prevenzione di Arcidosso (Gr) relative al periodo 1999-2006: in Provincia di Grosseto e quindi nel versante grossetano dell’Amiata, i valori delle concentrazioni di arsenico erano effettivamente modesti sia nelle fonti di approvvigionamento di acqua potabile che nelle reti di distribuzione, al massimo raggiungevano i 4 e i 5 µg./l.

Si veda anche la Lettera dell’ASL 9 grossetana di Arcidosso – Dipartimento della Prevenzione del 24.04.2007, (scarica Allegato – 4,1Mb) indirizzata al Comitato per la salvaguardia dell’Ambiente Amiata Ovest al quale vengono rimessi i dati analitici dei risultati dei prelievi sulle acque potabili, relativi al parametro “arsenico” per i Comuni di Castel del Piano, Arcidosso e Santa Fiora. Dai grafici che sono stati allegati, si può osservare che prima del 1999, in ben quattro importanti sorgenti del grossetano la presenza di arsenico era molto modesta, risultando infatti compresa fra 1,5 e 4 μg./l., quindi notevolmente al di sotto della soglia di legge di 10; già si rileva, però, una costante crescita che raggiunge valori fra 12 e 15 μg./l.

In merito alla connessione tra l’acquifero superficiale (idropotabile) ed il bacino geotermico, verificato dallo studio EDRA (scarica Allegato – 5,2 Mb zip) su incarico della Regione nel 2006, si riporta anche il Verbale del Gruppo di Lavoro per il Bilancio idrico dell’acquifero dell’Amiata del 16.12.2010- Contributo istruttorio sulle integrazioni di ENEL, relativamente alla tutela della falda strategica del M. Amiata- (Procedura di VIA Progetto di riassetto area geotermica Piancastagnaio) (scarica Allegato – 7,4Mb), laddove, prima delle conclusioni, a pag.6, viene segnalato che nelle maggiore captazione acquedottistica dell’Amiata, le sorgenti del Fiora (portata: 650 l/s), questo inquinante ha superato il valore limite: “ … Si segnala inoltre che il monitoraggio in corso da parte di ARPAT relativo alla presenza di arsenico nelle sorgenti, sembra indicare un recente incremento di questo elemento. Lo studio 7 in bibliografia (Progetto MAC GEO, n.d.r.) riporta una concentrazione di arsenico nella principale captazione acquedottistica dell’Amiata (Santa Fiora) di 10,70 microgrammi/litro. Ciò potrebbe essere interpretato anche come una risalita di fluidi profondi nella falda superficiale.”

Chiediamo ai diretti interessati di smentirci e di dire ai cittadini, dati alla mano, la verità sullo stato dell’acqua, della sua qualità e delle prospettive. Altrimenti si dimettano.

 


Comunicato del Sindaco del Comune di Arcidosso dell’11 luglio 2017:

Dimettiamoci dalle polemiche basate sul nulla

Abbiamo avuto modo di evidenziare più volte, prove alla mano, che l’acqua che esce dai rubinetti è buona. Tutti i parametri rientrano nei limiti di legge, e i controlli sono frequenti e rigorosi. Altre interpretazioni della realtà, quali quelle che abbiamo potuto leggere da parte di alcuni comitati, non sono possibili se non a patto di stravolgerla a fini di polemiche del tutto strumentali.
Il comune di Arcidosso ha voluto finanziare un bando che incentiva l’acquisto di depuratori domestici non perché l’acqua non è buona o, peggio, non potabile, ma perché vogliamo renderla ancora migliore. Si tratta di una scelta amministrativa, fra le tante, a cui non eravamo assolutamente obbligati, così come quando abbiamo finanziato bandi per le ristrutturazioni degli edifici privati o per l’apertura di nuove attività produttive nei centri storici.
Destituita di ogni fondamento è poi l’affermazione che l’amministrazione comunale avrebbe deciso di acquistare un depuratore dalla Sidea King’s Water. Con la delibera citata del 16 giugno non abbiamo acquistato nulla, ma abbiamo dato mandato a Cosvig di emanare un bando pubblico per incentivare l’acquisto di questi depuratori nel libero mercato.
Mi risulta che anche sulle reti televisive nazionali ci siano pubblicità di società che vendono questi prodotti e non crediamo che la pubblicità sia rivolta esclusivamente al pubblico amiatino. Ovviamente nessuno ha gridato all’emergenza sanitaria, in nessun territorio coinvolto da tale pubblicità. In Italia, benché l’acqua pubblica sia molto migliore da un punto di vista organolettico di quella delle bottiglie di plastica, tanti consumatori bevono acqua in bottiglia, che costa molto di più ed ha un significativo impatto ambientale, sia in termini di produzione di rifiuti che di emissioni. Crediamo quindi che con questa misura si possa incentivare maggiormente il consumo di acqua pubblica per fini alimentari.
Il collegamento poi tra Cosvig, che finanzia il progetto, e l’inquinamento della falda idrica a causa dell’attività geotermica è una incomprensibile iperbole. Cosvig finanzia questo progetto come tanti altri ha finanziato e tanti altri ancora finanzierà. L’elenco è lungo e non staremo qui a ripeterlo.
Altre affermazioni, tra le quali quella sull’aumento della concentrazione di arsenico e dell’abbassamento della falda, non tengono assolutamente conto del fatto che c’è una crisi idrica che riguarda tutto il territorio nazionale e regionale. Non dovrebbe sfuggire a chi si occupa di ambiente e di sostenibilità ambientale che per gli effetti dei cambiamenti climatici non nevica e non piove più in modo da ricaricare costantemente il bacino idrico. E’ in ragione di ciò che molti sindaci hanno emanato ordinanze ad hoc, per limitare l’uso di acqua potabile. Anche sindaci che non hanno sul proprio territorio la geotermia. Non è, evidentissimamente, un problema solo amiatino. E’ probabile invece che le più alte concentrazioni di arsenico alla sorgente derivino da questo abbassamento della falda degli ultimi anni che, ripetiamo, è generalizzato, ma che sull’Amiata incide maggiormente visto la presenza maggiore ed endemica di arsenico nel sottosuolo. Ma, ripetiamo: l’acqua che esce dai fontanelli pubblici e dai rubinetti delle case è buona e i parametri sono tutti entro i limiti di legge.
Insomma, anche noi siamo convinti che bisognerebbe dimettersi tutti. Dimettersi dalle polemiche basate sul nulla che ottengono il solo risultato di sfregiare l’immagine di un territorio straordinario, ricco di cose belle e buone. Così inoltre avremmo tutti più tempo da dedicare al bene comune.
Jacopo Marini


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AMIATA: ARSENICO IN AUMENTO NELL’ACQUA, TUTTO TACE. O FORSE NO?

Se non sono capaci di garantire a tutti acqua e salute si dimettano, anziché finanziare con i soldi della geotermia i privati per istallare depuratori casalinghi

 

 

 

E’ record storico negativo per l’arsenico nelle sorgenti amiatine!
Il 4 aprile scorso Arpat rileva lo sforamento dei limiti di legge delle sorgenti Galleria Alta e Galleria Bassa di S.Fiora e della sorgente Ente di Arcidosso, 11 μg/L le prime due e 14 μg/L la terza, a cui non ci risulta siano seguiti provvedimenti né, tanto meno, informazione alla popolazione.

Come denunciamo da anni, in corrispondenza della realizzazione delle centrali di Bagnore e di Piancastagnaio c’è stato un progressivo aumento della concentrazione di arsenico nell’acqua del monte Amiata e una costante diminuzione della falda potabile; il prof.Borgia valutava, già anni fa, la perdita di una quantità d’acqua come il lago di Bolsena che basterebbe a dissetare la popolazione mondiale per un mese e il calo continuo della falda di un metro al mese in media.

Il caso della sorgente Galleria Alta, che è la più importante del monte Amiata, è la prova delle nostre denunce: dai dati pubblicati dalla locale USL e Acquedotto del Fiora, infatti, si rileva che da una concentrazione di 4 μg/L (microgrammi/litro) del 1999 si arriva al 4 aprile scorso al raggiungimento di 11 μg/L (vedi tabella), valore ormai fuorilegge oltre il limite di 10 μg/L.

Altra storia, non meno preoccupante, quella della sorgente Ente di Arcidosso che negli ultimi hanni ha spesso superato il limite di legge dei 10 μg/L, ma mai aveva raggiunto la concentrazione di 14 μg/L, indicando quindi un trend generalizzato di aumento della concentrazione di arsenico.

Ci si sarebbe aspettato che una qualche autorità, a cominciare dai sindaci che sono responsabili per legge della salute dei cittadini, alla Regione e Arpat/Ars, all’Acquedotto del Fiora, avessero avvisato la popolazione e rassicurato che il superamento del limite di legge fosse sotto controllo e che ai rubinetti delle famiglie comunque fosse garantita, se non la decantata acqua “pura” dell’Amiata, almeno acqua nei limiti di legge, tenuto anche conto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda valori anche inferiori agli attuali limiti di legge, come anche i medici dell’ISDE, e sconsigliano l’uso potabile per bambini, donne in gravidanza e persone “fragili” con patologie quando le concentrazioni superino i 5μg/L. (per approfondire, LEGGI QUI)
Invece, passati oltre tre mesi, non ci risulta -e ci farebbe piacere essere smentiti- nessuna comunicazione in merito, se non l’allarme lanciato il 20 giugno dai cittadini attraverso il sito www.rifondazionesantafiora.it.

Tutto tace?

Emilio Landi, presidente Acquedotto del Fiora, all’incontro sui depuratori il 17/6/17. foto da facebook

No, perchè pochi giorni fa è avvenuta l’approvazione della Delibera di Giunta n.77 del comune di Arcidosso con la quale si concedono ai singoli cittadini fino a 250 euro per l’acquisto di impianti domestici di depurazione, in coincidenza sospetta con un incontro a Castel del Piano dove è stato presentato da una ditta privata un sistema di uso domestico per filtrare l’acqua alla presenza di molti amministratori locali, compreso il presidente dell’Acquedotto del Fiora ed ex sindaco di Arcidosso, Emilio Landi.

 

Locandina dell’incontro del 17/6/17. foto da facebook

Peraltro il finanziamento dei depuratori privati verrà fatto con i soldi del Cosvig (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), quindi con i finanziamenti i che dall’Enel transitano attraverso gli Enti locali.
Questa Delibera indirettamente conferma la relazione tra geotermia ed inquinamento crescente delle falde idriche e che l’amministrazione di Arcidosso considera l’acqua non un diritto, ma una merce.  

 

E’ evidente che ormai anche le amministrazioni e il gestore hanno preso atto del denunciato depauperamento del bacino potabile dell’Amiata e di fronte all’incapacità dei soggetti preposti alla tutela dell’acqua e della salute, ci si aspetta immediati provvedimenti per impedire a monte la distruzione e l’avvelenamento delle sorgenti, oppure scuse pubbliche e dimissioni.

Sos Geotermia aderente alla Rete nazionale NoGESI


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Oggi,10 luglio, sul tema interviene anche Acqua Bene Comune Grosseto; leggi il comunicato su:

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