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Titanic Amiata: anche l’ISDE conferma la gravità del problema salute, ma si continua a far festa come nulla fosse

Altro che moratoria, occorre chiudere subito le centrali enel; anche i Sindaci agiscano e la smettano con il teatrino delle sponsorizzazioni di sagre e feste.

 

 

Abbiamo chiesto allISDE, Medici per l’Ambiente, di analizzare la situazione sanitaria amiatina alla luce degli studi fatti e in corso, a cominciare dallo Studio epidemiologico fino al progetto InVetta.
L’ISDE, con una puntuale relazione (clicca qui per scaricare) del Dr. Ugo Corrieri, Presidente della Sezione di Grosseto e Coordinatore per il Centro Italia, forse per la prima volta analizza e mette a confronto i vari studi; dalla relazione ne esce un quadro, se possibile, ancora più grave di quello che da anni i comitati vanno denunciando.
Queste le conclusioni a cui giunge il relatore: “…Le rilevanti correlazioni statisticamente significative che emergono dall’Allegato 6 dello studio del CNR del 2010 – tra le maggiori concentrazioni degli inquinanti tipicamente emessi dalle centrali geotermiche e gli aumenti di ricoveri ospedalieri e di decessi negli abitanti dei Comuni più esposti – comportano, come scrivono gli stessi Autori del CNR, un evidente nesso di “Plausibilità eziologica”. Posta pertanto la ragionevole esistenza circa la sopraddetta associazione eziologica, per adottare decisioni di sanità pubblica non occorrerebbe altro. Tutto ciò, associato al parere (agli effetti pratici negativo) della Asl Toscana Sud-Est qui sopra riportato e ai recentissimi reperti di elevate concentrazioni d’inquinanti nel sangue, nelle urine e nei capelli degli abitanti dei Comuni amiatini sedi di centrali geotermiche, ad avviso del sottoscritto non può che imporre – in coerente applicazione dei Principi di Prevenzione e Precauzione e delle Prescrizioni dei decreti di VIA delle centrali geotermiche amiatine (che richiedono se necessario la riduzione fino alla chiusura della produzione dell’energia geotermica) – una unica soluzione: l’immediata chiusura delle centrali con loro dismissione e bonifica dei siti…”.

Quindi l’ISDE si spinge anche più in là della richiesta di moratoria dei comitati, ritenendo che la grave situazione sanitaria impone “l’immediata chiusura delle centrali con loro dismissione e bonifica dei siti”!

In tale situazione anche i Sindaci, in quanto primi responsabili della salute pubblica, devono intervenire, come ancora auspica il relatore Dr.Corrieri: “…appare inevitabile che le Autorità Competenti sospendano, attraverso procedimenti in autotutela, tutti gli atti amministrativi propedeutici alla costruzione ed esercizio delle centrali geotermoelettriche attualmente in funzione in Amiata oltre a quelli relativi alle nuove eventuali autorizzazioni…”.

Invece, proprio come su Titanic che affondava mentre nel salone si faceva festa, assistiamo anche quest’anno al surreale teatrino di Cristicchi ad Arcidosso sponsorizzato -come al solito- dall’Enel

 che ormai sempre più scopertamente decide di dare i soldini solo per le iniziative degli amici delle centrali e “punire” quei sindaci che osano solo mettere in dubbio la bontà della geotermia, come è successo al sindaco Franci di Castel del Piano che si è visto negare la sponsorizzazione del Palio, una delle maggiori manifestazioni dell’Amiata. Questa è l’Enel, per chi non avesse capito…

Che nessuno domani dica quindi che non sapeva: governo, regione e comuni non si possono sottrarre alle loro responsabilità sul grave problema sanitario dell’Amiata. Diano seguito a quanto ormai da più parti viene denunciato e si arrivi al fermo delle centrali esistenti e di progetto.

Come Sos e come Rete nazionale continueremo puntualmente a denunciare la situazione e le responsabilità affinche si arrivi a tutelare davvero la salute dei cittadini contro i profitti delle società geotermiche e chiameremo le amministrazioni a rispondere delle eventuali omissioni e correità.

Sos Geotermia – Rete nazionale NoGESI


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Il Cittadino online.it

La Città.eu

Toscana. La Rete NoGESI scrive a Marras e ai consiglieri sulla proposta di legge presentata. -aggiornamenti-

Il 27 luglio scorso è stata depositata al Consiglio regionale Toscana una proposta di legge dal titolo “Disposizioni in merito al coordinamento tra le attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano energetico regionale (PAER) delle aree non idonee” (scarica QUI), a firma del presidente PD regionale Marras e dei consiglieri Bezzini, Scaramelli e Baccelli.

L’incontro tra Marras e la Rete NoGESI del 17 luglio scorso, sembrava aver aperto finalmente un confronto tra i comitati e la regione e si erano anche individuati punti di convergenza sugli aspetti ambientali e di salvaguardia della salute, ma la proposta di legge presentata, che non è la auspicata legge sulla geotermia, non sembra in continuità con quanto emerso da quell’incontro. Tanto che la Rete, a stretto giro di posta, scrive a Marras e ai proponenti per chiarire le posizioni e chiedere spiegazioni.

Di seguito il testo della lettera inviata il 13 agosto e la risposta di Marras.

Al Consigliere Leonardo Marras – Presidente del Partito Democratico Regione Toscana
Al Consigliere Simone Bezzini
Al Consigliere Stefano Scaramelli
Al Consigliere Stefano Baccelli

Egregio Presidente,
Le scrivo a nome e per conto della Rete Nazionale NOGESI in merito ad alcuni chiarimenti necessari riguardo alla proposta di legge regionale “Disposizioni in merito al coordinamento tra l’attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano Energetico Regionale (PAER) delle Aree non Idonee”, da lei presentata, unitamente ai consiglieri Bezzini, Scaramelli e Baccelli, il 27 luglio 2018.
Ci eravamo lasciati nell’incontro con Lei avuto da una nostra delegazione a Firenze del 17 luglio u.s., dopo un proficuo confronto, con un impegno su alcuni punti essenziali, ripresi anche nel nostro comunicato stampa del 19 luglio u.s. che le abbiamo inviato:

a) la necessità da parte della Regione Toscana di completare l’iter per la approvazione delle ANI;
b) la posizione della Regione Toscana di uscire da “contratti” o “patti” con l’Enel;
c) la necessità invece che venga definito un quadro di riferimento chiaro e preciso a livello regionale, da raggiungere con una nuova legge sulla geotermia, che porti “a più ambiente e più lavoro”, come da lei direttamente affermato;
d) la valutazione di una moratoria per tutte le centrali e i permessi per il tempo necessario alla definizione della nuova legge, alla definizione delle ANI, alla definizione di nuovi limiti delle emissioni a tutela della salute dei cittadini.

Un percorso, in particolare quello sulla nuova legge sulla geotermia, che ci avrebbe permesso un confronto serio e di merito sul testo della stessa, per affrontare “le criticità” e i gravi problemi sanitari e ambientali che oggi le centrali geotermoelettriche flash dell’Enel e anche quelle a ciclo binario, pur con aspetti diversi, stanno creando in Toscana e, in particolare in Amiata, per la sua conformazione geologica e la presenza nel fluido geotermico di sostanze inquinanti e pericolose.

Inoltre riteniamo da tempo indispensabile che da parte della Regione Toscana si pervenga alla attuazione delle previsioni dell’art. 94 D.Lgs.152/2006, già art. 21 D.Lgs.152/1999, circa le aree idropotabili di ricarica, nell’ambito dei numerosi procedimenti amministrativi in materia di geotermia attualmente in corso, anche in comparazione con percorsi amministrativi ben più virtuosi seguiti in altre regioni, come ad es. Piemonte e Lazio. Tale definizione dovrebbe essere pregiudiziale alla stessa definizione delle ANI, nonché alla determinazione delle aree per permessi di ricerca e certamente per l’autorizzazione di impianti geotermici.

Ho quindi letto con attenzione la sua proposta di legge per coglierne i punti che ci potessero far fare un simile percorso e confronto di merito su tutta la problematica “geotermia” in Toscana e in Amiata.
Ma nella proposta di legge, da Lei presentata, non ho trovato alcun accenno al tema della necessità da parte della Regione Toscana di operare per la definizione della nuova legge sulla geotermia.
Infatti nella premessa e, in particolare nell’articolo 1 della proposta di legge, si cita “…fino alla approvazione dell’atto di integrazione del Piano Ambientale Energetico Regionale (PAER) con la individuazione delle aree non idonee per le risorse geotermiche, comunque, non oltre sei mesi della entrata in vigore della presente legge, sono sospesi i procedimenti…” e si parla quindi di una moratoria solo finalizzata alla definizione delle ANI (per un massimo di sei mesi) e non alla definizione di una nuova legge sulla geotermia. Nuova legge, che da lei è stata definita “importante” per avere un quadro di riferimento regionale ben preciso prima di procedere, nel caso, alla realizzazione di nuovi impianti.
Vi chiedo allora se queste mie considerazioni hanno un fondamento. Mi restano anche dei dubbi sulla tempistica per il fatto che i tempi di approvazione delle ANI potrebbero essere anche brevi (due, tre mesi dalla approvazione della legge sulla moratoria), mentre la approvazione della legge sulla geotermia potrà avere tempistiche maggiori, data la complessità del tema da affrontare. In sostanza, se si arriva alla definizione delle ANI entro breve tempo, secondo l’articolo 1, cessa la moratoria e ripartiranno da subito le procedure per le nuove centrali in Amiata e in Toscana, in particolare PC6 a Piancastagnaio, senza ancora avere la definizione e l’approvazione della nuova legge sulla geotermia promessa.
Credo che sia importante avere dei chiarimenti in merito a quanto da me esposto, anche per evitare interpretazioni o considerazioni non corrette da parte nostra sulle reali intenzioni dei promotori della legge.

Grazie per la sua attenzione e collaborazione. Un cordiale saluto.
Velio Arezzini
Portavoce pro-tempore Rete Nazionale NOGESI


RISPOSTA DEL PRESIDENTE MARRAS

lunedì 13/08/2018 h.20:00

Rispondo sinteticamente alle sue osservazioni rispetto alla nostra proposta di legge di sospensione dei procedimenti autorizzativi.
L’iniziativa è partita autonomamente suscitando come si è visto non poche reazioni perché l’incontro con il presidente Rossi per motivi oggettivi (firma degli accordi con Jindal, morte di un lavoratore al porto di Livorno) non si è potuto tenere nei tempi stabiliti e di conseguenza il procedimento più importante quello di PC6 avrebbe rischiato di procedere senza nessun nuovo condizionamento legato alle nuove norme di cui abbiamo parlato nell’incontro.
Sul punto della mancata citazione della nuova legge: non si presenta una legge che sospende qualcosa dichiarando di volerne approvare un’altra. Si dovrebbe invece presentare quella legge all’interno della quale eventualmente sospendere nelle more della sua efficacia alcuni effetti amministrativi. Non siamo in grado però senza un supporto tecnico specialistico di presentare la nuova legge dal consiglio ma deve necessariamente essere per lo meno preparata congiuntamente tra Consiglio e Giunta. Quindi, non è scritto ma è implicito. La necessità di una nuova legge è contenta nel documento che definisce le priorità di governo in questa ultima parte di mandato condivise anche con Rossi.
Sul punto dei tempi: la sospensione dei procedimenti autorizzativi è un provvedimento la cui legittimità è dubbia perché interviene in materia di diritto amministrativo che è competenza dello Stato nel mentre fra l’altro si consolida a procedimento amministrativo aperto e contingentato nel tempo dalla legge un diritto soggettivo di una parte istante tale da poter causare un danno. Appare chiaro che di fronte ad una impugnativa una legge del genere che sospende i termini di un procedimento amministrativo in corso potrebbe essere anche dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Il periodo di durata deve essere fissato in modo certo. La durata di 6 mesi appare congrua per arrivare al risultato di avere modificato il piano regionale con le ANI e avere una nuova legge, ma soprattutto è un tempo che ci permette di non incorrere nella scure di una eventuale impugnativa e nel giudizio della corte. Era il termine usato già da una precedente moratoria e quindi per analogia e per quel precedente è possibile passare il vaglio del giudizio di fattibilità degli uffici giuridici del Consiglio regionale senza alcun intoppo.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Saluti. LM


REPLICA DELLA RETE NOGESI

martedì 14/08/2018

Egregio Presidente,
La ringrazio per la tempestiva risposta alla mia lettera del 13 agosto (vedi sopra) nella quale Le chiedevo dei chiarimenti in merito alla proposta di legge da lei sottoscritta, unitamente ad altri consiglieri del suo gruppo, sui temi della geotermia e della “moratoria”.
Al di là delle sue considerazioni di merito e degli aspetti tecnici e giuridici per noi è fondamentale la sua affermazione della volontà del suo gruppo consiliare di fare una nuova legge regionale sulla geotermia con l’accordo –da lei affermato- anche della Giunta regionale del presidente Rossi.
Ci auguriamo che ciò rappresenti una svolta profonda nel modo di agire da parte del governo della Regione Toscana sul tema dello sfruttamento della geotermia che ha prodotto fino ad oggi un uso esclusivo da parte di ENEL, ed anche di altre società del settore, ai fini di centrali elettriche, con gravi problemi ambientali e sanitari nei vari territori ed in particolare in Amiata.
Occorre, con la nuova legge sulla geotermia, affrontare finalmente i problemi posti sul tappeto da amministratori, comitati e cittadini sui temi delle criticità ambientali e sanitarie oggi presenti, coinvolgendo nella sua elaborazione i territori.
E domandarsi se le tecnologie finora usate (flash e binari) siano compatibili con le vocazioni dei territori e se non sia ora, con l’occasione di questa legge reclamata da anni, di immettere –come si fa nei paesi più avanzati- elementi di ricerca tecnologica verso soluzioni ambientalmente e sanitariamente più avanzate, previlegiando l’uso diverso da quello elettrico della geotermia (fornitura di calore, l’uso della bassa entalpia, ecc.) verso progetti gestiti e concordati con i territori.

Avremo modo, alla ripresa dell’attività politica, di confrontarci su tali problematiche e certamente la moratoria è indispensabile per svolgere un sereno e proficuo confronto. La Rete Nazionale NOGESI non mancherà, anche in questa occasione, di dare il suo supporto di stimolo nell’interesse dei territori.
Grazie per la sua attenzione e collaborazione.
Un cordiale saluto.
Velio Arezzini – Portavoce pro-tempore Rete Nazionale NOGESI

17 luglio 2018, INCONTRO CON IL PRESIDENTE PD AL CONSIGLIO REGIONALE LEONARDO MARRAS

Quello che si è tenuto a Firenze martedì 17 luglio 2018 nella sede del gruppo PD del Consiglio Regionale con il capogruppo Marras è stato un incontro per alcuni aspetti positivo, ma da verificare con il Presidente Rossi e la Giunta sulle reali intenzioni che gli stessi vogliono portare avanti sia riguardo al tema della nuova centrale flash PC6 di 20 MW, proposta da Enel a Piancastagnaio, sia sul tema della “Moratoria” e della nuova legge regionale sulla Geotermia.

Alle posizioni espresse dai rappresentanti dei Comitati ambientalisti di SOS Geotermia e della Rete Nazionale NOGESI, che hanno evidenziato, con la relativa documentazione, le criticità e i gravi problemi ambientali e sanitari, già oggi presenti in Amiata a causa delle attuali cinque centrali di Piancastagnaio e di Bagnore, e quindi la gravità che avrebbe la realizzazione del nuovo impianto flash PC6 e delle altre previste in Amiata e in Toscana a ciclo binario, il capogruppo consiliare PD Marras ha espresso alcune posizioni e considerazioni condivisibili e sostanzialmente riassumibili nei seguenti punti principali:
– La necessità da parte della Regione Toscana di completare l’iter e la approvazione delle Aree Non Idonee (ANI), dopo il pronunciamento dei vari Comuni dell’Amiata e della Toscana, in gran parte contrari a centrali geotermiche nel proprio territorio;
–  La posizione che deve assumere la Regione Toscana di uscire da “contratti” o “patti” con l’Enel e quindi la non accelerazione di tali accordi;
– La necessità, invece, che venga definito un quadro di riferimento chiaro e preciso a livello regionale, da raggiungere con una nuova normativa sulla Geotermia e la revisione del Paer sulle Fonti rinnovabili, che portino, a detta di Marras, “a più ambiente, più lavoro”;
– La valutazione di una “Moratoria” per le centrali in Toscana, compresa quella di PC6, da attuare per il tempo necessario alla definizione della nuova legge sulla Geotermia, alla definizione delle ANI, alla definizione dei nuovi limiti delle emissioni a tutela della salute dei cittadini.

Il problema è che tali posizioni condivisibili dovranno trovare consenso e attuazione da parte del Presidente Rossi e della Giunta Regionale. Marras ha comunicato che incontrerà Rossi su tali problematiche e, in particolare, sulla necessità di definire una legge sulla geotermia e di conseguenza di valutare la necessità di una moratoria sui procedimenti in corso, il giorno 31 luglio p.v. Ci auguriamo che in tale incontro prevalgano le posizioni espresse da Marras e che siano fatte proprie dal Presidente e dalla Giunta.

In caso contrario, e in particolare se si dovesse perseverare sulla realizzazione della nuova centrale PC6 di Piancastagnaio, i Comitati della Rete Nazionale NOGESI organizzeranno tutte le manifestazioni e le iniziative di lotta per respingere tale sciagurata scelta.

Amiata, 19 luglio 2018

SOS Geotermia Amiata – Rete Nazionale NOGESI

Accordo sulla geotermia del governatore Rossi: No alla monetizzazione della salute!

Al “mercante” rispondiamo che non esistono popolazioni amiche della geotermia e popolazioni nemiche, ma solo popolazioni inquinate, del cui inquinamento Enel e le amministrazioni regionali (non solo Rossi) e comunali dovranno rispondere, di fronte alla storia e alla magistratura.

 

L’edizione del “Il Tirreno” del 7 luglio 2018 -vedi in fondo- ci dà notizia delle intenzioni del governatore Rossi di spillare più quattrini all’Enel per la geotermia nell’Alta Val di Cecina e nell’Amiata. Secondo il giornale l’accordo sarebbe vicino.
Le intenzioni del “mercante in fiera” Enrico Rossi, verso la scadenza del suo doppio mandato, sono abbastanza trasparenti: monetizzare la salute della popolazione, tentando di dividere popolazioni buone (quelle della zona geotermica nord, acquiescenti ai disastri della geotermia) da quelle cattive (quelle dell’Amiata, più riottose) con un po’ più di fondi da spillare ad Enel, briciole rispetto a quanto quest’ultima ottiene dagli incentivi statali.

Inoltre, l’accordo in preparazione perché fa parti diseguali fra uguali? L’ospedale di Volterra perché andrebbe salvaguardato più degli ospedali amiatini? E perché il fiume Cecina andrebbe salvaguardato più del fiume Fiora e del Paglia, forse l’acqua non è il bene più essenziale per tutti? E poi sul Cecina non dobbiamo dimenticare il famoso sbandieratissimo accordo del 2003, (ministro Matteoli gran cerimoniere, cecinese) “Cecina bacino pilota”, finanziato con ben 35 milioni di euro, che non ha affrontato né tanto meno risolto neanche uno solo degli enormi problemi di questo fiume, dagli enormi prelievi d’acqua di Solvay per estrarre salgemma, all’inquinamento pregresso da mercurio, dagli scarichi della Società chimica Larderello alla discarica di rifiuti pericolosi di Bulera (recentemente ri-autorizzata per altri 9 anni dalla Giunta Regionale), dai ladrocini irreparabili di ghiaie dal suo alveo allo spandimento per tutta la valle di Gabbriccio contenente amianto e cromo, agli scarichi della geotermia, ecc.

In questo disperante contesto la banda ultra larga sembra, per lor signori, proprio la priorità assoluta, se a suggerirla al “mercante” sono le élite locali, quelle che hanno sostenuto questi scempi sistematici per decenni. Quanto poi al ripopolamento delle colline della val di Cecina, bisognerebbe riflettere profondamente sui motivi del loro spopolamento: in effetti i comuni di Castelnuovo e Pomarance (i più geotermizzati al mondo) sono tra i più poveri e con la popolazione più anziana della Toscana, con punte fino al 35% di ultrasessantacinquenni ed è proprio la monocoltura geotermica ad aver creato questa situazione. Non c’è lavoro, oltretutto l’aria è irrespirabile, i giovani ed intere famiglie emigrano in città. Un parzialissimo ripopolamento è costituito da immigrati albanesi e macedoni, che si adattano a fare i boscaioli, anche visto che Enel sta già affiancando le biomasse legnose ai fluidi geotermici in declino nelle centrali geotermiche.
Ma pare proprio che anche i sindaci toscani dell’Alta Val di Cecina, oltre a quelli dell’Amiata, non siano immensamente felici di colare a picco con Rossi…
Insomma, occorrerebbe una svolta radicale nelle politiche delle aree finora asservite alla geotermia, che invece il mercante Rossi conferma fino alla fine dei suoi giorni, in danno alla salute e al lavoro.

Da parte nostra continueremo fino alla vittoria a contestare la politica geotermica della Toscana, unica regione nel panorama nazionale rimasta “geotermica”. Anche se un recente studio commissionato dal PD di Grosseto individua una della cause del tracollo elettorale del PD appunto la geotermia. Seguire Rossi non porta bene…

Rete nazionale NoGESI – Medicina Democratica


Il Tirreno – Pomarance – del 7 luglio 2018

«Faremo l’accordo con Enel» rassicura il governatore Rossi. La Regione vuole incassare di più a vantaggio dei Comuni
Geotermia, protocollo chiuso entro l’estate
di SAMUELE BARTOLINI

Oggi al Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, uno dei luoghi simbolo del turismo geotermico in Toscana, la serata “Italy Gold”, spettacolo con canzoni italiane d’autore interpretate dal soprano Silvia Dolfi e dalla sua band. Si esibiranno in uno scenario di rara bellezza quale l’anfiteatro naturale delle Biancane immerso nelle volute di vapori e giochi notturni di luci.Dalle 18 porte aperte all’impianto geotermico Enel Green Power di Monterotondo con visite guidate; alle 19.30 l’apericena geotermico al Parco delle Biancane e a seguire lo spettacolo serale “Italy Gold”.
LARDERELLO. «La trattativa è ancora in corso, ma entro l’estate raggiungeremo l’accordo». Il presidente della Regione Enrico Rossi non dice di più. La discussione tra Regione ed Enel Green Power sul nuovo protocollo della geotermia è ancora aperta, ma evidentemente il governatore è sicuro di chiuderla entro la fine della bella stagione. Rossi non lo dice, ma gli uffici regionali non smentiscono.La Regione vuole arrivare all’incasso di 60 milioni di euro l’anno con il nuovo accordo sulla geotermia. Se poi sarà qualche milione in meno, poco importa. Ma è quanto la Regione vuole da Enel Green Power per lo sfruttamento dei soffioni boraficeri nell’Alta Valdicecina e nell’Amiatino. È esattamente il doppio di quanto incassa finora. O meglio. È il doppio di quanto incassa ogni anno il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig). Ma la Regione è dentro il capitale sociale di Cosvig. Un accordo da chiudersi dunque a vantaggio delle casse regionali. Oggi è il 6% del fatturato. La Toscana vuole salire al 10. La discussione ruota attorno a questo principio: io Regione permetto a te Enel Green Power di aumentare il numero delle centrali geotermiche, ma tu Enel Green Power mi garantisci un numero uguale o inferiore di emissioni inquinanti in atmosfera. Detto in altri termini: io Regione concedo a te Enel Green Power più autorizzazioni, incasso i soldi in più delle autorizzazioni, ma tu Enel adotti tecnologie ambientali così evolute da garantire emissioni bassissime.E fanno da modello le centrali geotermiche Bagnore 3 e 4 in attività nel comune di Santa Fiora. Bagnore 3 in funzione dal 1998 sviluppa 20 megawatt di potenza; Bagnore 4 accesa a dicembre 2014 e inaugurata a luglio 2016, il doppio. Ma sono entrambe dotate di un filtro chiamato Amis che abbatte il mercurio e l’idrogeno solforato. La Bagnore 3 ce n’ha uno, la Bagnore 4 ce n’ha due. Sono collegati l’uno con l’altro. E messe insieme, le due centrali consentono di ottimizzare le emissioni complessive. Regione ed Enel Green Power le prendono a esempio per scrivere il nuovo protocollo sulla geotermia.E i 60 milioni di euro che arriveranno dove andranno a finire? Anche qui Rossi non si espone, ma tutto fa pensare che andranno a disposizione dei territori. Le priorità dei cinque Comuni dell’Alta Valdicecina – Castelnuovo, Montecatini, Monteverdi, Pomarance e Volterra – sono sul tavolo del presidente Rossi da alcuni mesi. Aspettano solo di essere realizzate. Ecco cosa dicono. Stop ai tagli all’ospedale di Volterra. Ammodernamento della strada 439. Messa in sicurezza del fiume Cecina. Rilancio dell’economia tramite la banda ultra larga e il ripopolamento delle colline dell’Alta Valdicecina. E i 60 milioni di euro sarebbero come oro per la realizzazione di quei progetti. È la “roadmap” tracciata nella conferenza stampa di fine marzo a Palazzo Strozzi Sacrati presenti tutti i sindaci. Alberto Ferrini per Castelnuovo, Sandro Cerri per Montecatini, Carlo Giannoni per Monteverdi, Loris Martignoni per Pomarance, Marco Buselli per Volterra. Per la Regione l’assessore Vittorio Bugli e il consigliere Pd Antonio Mazzeo.


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Piancastagnaio, 10 luglio 2018. Manifestazione contro centrale PC6

Il Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata e la Rete Nazionale Nogesi promuovono una manifestazione per martedì 10 luglio 2018 a Piancastagnaio, ore 17 – 20,30, presso i Giardini Nasini contro la paventata realizzazione di una nuova centrale flash, la PC6 da 20MW, in località ASCA, dove già esiste la centrale PC3 da 20 MW.

 

Di seguito il comunicato/volantino (che puoi scaricare CLICCANDO QUI):

 

Il Sindaco di Piancastagnaio Vagaggini e la Giunta favorevoli
alla nuova centrale flash PC6 di 20 MW

Eppure solo un anno fa proprio il sindaco Vagaggini si era dichiarato nettamente contrario a un nuovo impianto flash di Enel; anzi, contrarissimo, aggiungeva, perché la sua priorità era quella di tutelare la salute dei cittadini!
Affermazioni condivisibili considerate le problematiche derivanti dalle centrali esistenti, di cui ora sembra essersi scordato, PC3, PC4, PC5 relativamente alla qualità dell’aria e alle sostanze potenzialmente nocive che dalle stesse fuoriescono.
Ci saremmo aspettati che il suo NO, e quello della sua Giunta, fosse ancora più forte ora che i risultati dello studio InVetta hanno evidenziato la presenza allarmante di metalli pesanti nel sangue degli amiatini, e ora che è in corso un procedimento penale per la centrale Bagnore 4, presa a riferimento da Enel per il nuovo impianto che intende costruire a Piancastagnaio.
Invece, il primo cittadino, insieme alla sua Giunta, ha espressamente affermato dinanzi alla commissione VIA che “in merito alle emissioni in atmosfera, se gli impianti Amis assicurano prestazioni dichiarate, essendo il progetto presentato migliorativo rispetto alla situazione attuale, non può che dichiararsi favorevole alla centrale PC6, essendo interessato alla salute dei cittadini”.
Dimentica il Vagaggini che gli Amis abbattono e non totalmente solo due delle sostanze normate, nessuna certezza e/o protezione sembra esistere per le altre sostanze, alcune non normate, che secondo i dati Arpat, fuoriescono dalle centrali Enel. Dimentica anche che durante i fuori servizio le centrali emettono totalmente le sostanze in atmosfera senza alcun filtro.
Allarmante anche il silenzio assordante dei Sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata – Val d’Orcia che qualche mese fa avevano espresso la loro assoluta contrarietà alla realizzazione di qualsiasi installazione di centrali flash.
Eppure lo stesso Presidente Rossi dichiarava che dopo il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4 l’Amiata aveva raggiunto il suo punto di saturazione. No ad altre centrali!
Come si vede il Presidente Rossi e il sindaco Vagaggini si servono della stessa tecnica: prima rassicurano i cittadini e poi, a distanza di tempo, continuano a perseguire le logiche di sfruttamento del territorio adottate da sempre.
Il Presidente Rossi vuole trasformare il Monte Amiata nel secondo polo industriale geotermico: Larderello oggi ha più di trenta centrali elettriche alimentate da geotermia, l’Amiata quante ne deve “ospitare”?
È ormai chiaro a tutti che il Sindaco Vagaggini assecondi questo disegno svendendo il territorio che dovrebbe invece tutelare insieme alla salute dei cittadini, andando contro il parere stesso dell’Usl Sud-Est che chiede integrazioni in merito “al contesto e all’analisi dei rischi per quanto riguarda metalli pesanti, ambiente idrico, radioattività, coltivazioni locali”.

I Comitati Ambientalisti non intendono stare a guardare questo ulteriore disastro e preannunciano le più forti ed incisive azioni a salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita.

Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018: Giù le mani dalla nostra terra

4a edizione di “Giù le mani dalla nostra terra”, la Festa dei Comitati contro la Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante, che si terrà a Monticello Amiata (Gr) il 7 e l’8 luglio 2018.

 

 

Qui di seguito il Programma della due giorni:

Giù le mani dalla nostra terra (scarica il manifesto)
Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018

sabato 7 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 17.00 – Giardinetti
Mercato Artigiano, Mostra fotografica sui Grani Antichi, Accompagnamento musicale
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 19.30 – Giardinetti
proiezione video a cura di Genuino Amiatino
• ore 20.30 – Giardinetti
CONCERTO CON LE “RADICI NEL CEMENTO”, REGGAE DA ROMA ! ! ! ! ! ! !

domenica 8 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 08.00 – Giardinetti
Partenza Passeggiata attraverso la Riserva di Poggio all’Olmo fino a Salaiola e ritorno, con sosta al campo di Alberto
• ore 11:30 – Campo di Alberto
Stollo dei Pensieri, Letture, Performances, Aperitivo
• ore 12.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 14.00 – Giardinetti
Monticello in piazza: Mercato contadino, Artisti di strada, Artigianato,
Laboratori, Musica
• ore 15.00 – Giardinetti
assemblea dei Comitati contro la Geotermia Speculativa ed Inquinante
• ore 17.00 – Giardinetti
Canti popolari con i cori: “La Monticellese” e “Gli strillozzi“
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ORE 19.30 – GIARDINETTI
Dj-set reggae-dancehall con CECCODELLAROCCA

COMITATO AGORÀ-CITTADINANZA ATTIVA

Per contatti:
agora-cittadinanzattiva@inventati.org
http://agorattiva.noblogs.org/

Firenze, 20 giugno 2018. DOSSIER GEOTERMIA AMIATA

In occasione dell’incontro con dell’incontro con le forze di minoranza del
Consiglio Regionale della Toscana del 20 giugno 2018, la Rete nazionale NoGESI ha presentato il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA, suddiviso in 5 capitoli:

 

 

1 – LE EMISSIONI DELLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE IN AMIATA
2 – ACQUIFERO DEL MONTE AMIATA E GEOTERMIA
3 – AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI ARSENICO NELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
4 – QUESTIONI SANITARIE
5 – APPUNTI PER UN’ALTERNATIVA POSSIBILE ALLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE AMIATINE 

Scarica il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA 

Subsidenza da sfruttamento geotermico. Perchè nessuno ne parla?

Ripubblichiamo l’articolo dei Difensori della Toscana pubblicato il 26/5/18

 

 

Che cos’è la subsidenza?

La subsidenza è un fenomeno di abbassamento del suolo che può avere cause naturali, legate a processi geologici, e cause artificiali o antropiche legate alle azioni dell´uomo, una di queste è il prelievo di fluidi dal sottosuolo.

Proviamo ad immaginare i serbatoi geotermici come delle grandissime spugne immerse nel sottosuolo formate da rocce porose, fratturate in più punti, dove il fluido geotermico a temperature e pressioni elevate riesce a scorrere e diffondersi lentamente e liberamente (ricordiamo che il fluido geotermico è composto da acqua per circa il 95%, per il restante 5% da gas, acidi, sali ed altre sostanze più o meno velenose). Dopo anni di sfruttamento in cui il fluido viene sottratto dai pozzi geotermici, senza un’adeguata reiniezione che compensi quanto sottratto, sotto la compressione dei pesanti strati geologici soprastanti le spugne indebolite dallo svuotamento inesorabilmente collassano e si schiantano. Il processo avviene lentamente nel tempo, centimetro dopo centimetro, con microterremoti che si ripetono a breve distanza di tempo altrimenti con terremoti più potenti ogni tot anni. Questo processo di sprofondamento è irreversibile. La spugna di roccia non ha proprietà elastiche e una volta schiacciata rimane in questa condizione per sempre. Anche se finisce lo sfruttamento il volume perso non potrà più tornare. Le generazioni future potranno sicuramente ingegnarsi nello sviluppare nuove tecnologie per sfruttare l’energia geotermica in modo rispettoso per l’ambiente, ma la terra che troveranno sarà già stata profondamente modificata da chi purtroppo oggi l’ambiente non lo rispetta, così come troveranno ormai impoveriti i serbatoi di energia presenti nel sottosuolo.

Nell’area circostante le centrali di Larderello, in un raggio di 5 km, tra il 1923 e il 1986 lo sprofondamento medio è stato di 120 cm, come dire 2 cm all’anno. In quell’area sono presenti centinaia di case abitate. Inutile ricordare che dove c’è subsidenza ci sono dissesti e frane. Nell’area vicina alle centrali di Sasso Pisano la velocità di sprofondamento ha raggiunto i 3,5 cm all’anno. Intorno alle centrali di Radicondoli, nelle vicinanze di Montalcinello, tra il 1973 e il 1991 lo sprofondamento è arrivato fino a 40 cm (Arpat). Prendendo questi ultimi dati abbiamo provato a calcolare il volume scomparso sotto agli impianti di Radicondoli: in soli diciotto anni il serbatoio sotterraneo si è ridotto di oltre un milione di metri cubi.

Parliamo ora della reiniezione dei fluidi. Viene raccontato da Arpat che la reiniezione mitiga i fenomeni di subsidenza. Arpat si è però dimenticata di dire che quando la reiniezione non viene fatta nello stesso serbatoio di provenienza non mitiga un bel niente. Gli acquedotti aziendali che Enel ha cominciato a costruire negli anni ’90 per convogliare le acque di condensa verso i pozzi di reiniezione, purtroppo per noi non si fermano negli immediati dintorni delle singole centrali, ma viaggiano per decine di chilometri (rete acquedotti). Accade così che i fluidi in uscita dalle centrali di Radicondoli, invece di essere reiniettati sul posto, vengono dirottati verso Larderello per essere reiniettati in altri serbatoi lontani da Radicondoli.  Per negare la dannosità di tale attività qualche geologo prezzolato potrà sempre raccontare che la Toscana è caratterizzata dall’avere un unico grande serbatoio geotermico e che anche dal punto di vista normativo non esiste nessun problema.

C’è un’altra questione sulla reiniezione e riguarda anche i progetti relativi alle centrali binarie. Anche se fosse effettuata la reiniezione totale la subsidenza ci sarebbe lo stesso perchè non possono essere reiniettati i fluidi troppo vicino al punto di estrazione e perché il volume dei fluidi raffreddati in uscita dall’impianto è inferiore rispetto al volume dei fluidi entranti. Per quanto riguarda le centrali Enel è ancora peggio, forse nemmeno il 35% del quantitativo totale di fluido estratto viene recuperato per essere reiniettato. Per la maggior parte i fluidi vengono dispersi in atmosfera attraverso le torri evaporative (es. progetto-Milia pag. 19). Sull’argomento spreco di acqua e soldi pubblici torneremo prossimamente e parleremo di cosa succede in Val di Cornia.

Ma come viene affrontato il problema della subsidenza a livello europeo? L’Europa affronta la questione in modo molto serio. L’ESA, l’ente spaziale europeo, ha avviato fin dal 1991 un progetto di monitoraggio dei vari parametri della superficie terrestre lanciando nello spazio i satelliti ERS a cui sono seguiti i satelliti Envisat e i Sentinel. Questi satelliti riescono a misurare la subsidenza anche se è solo di un millimetro.

Ma cosa fa la Regione? Mentre con una mano stanzia 650000 euro per monitorare dissesti, frane e subsidenza con l’altra mano firma un’autorizzazione che in pratica consente ad Enel di poter reiniettare i fluidi dove e come gli pare  disinteressandosi completamente della subsidenza (decreto-5756-2015).

Fine della prima parte

Difensori della Toscana

Fonti: Arpat, Enel, Regione Toscana, ESA

Piancastagnaio, 18 maggio 2018. Conferenza Salute e Geotermia: quale compatibilità?

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Continuano le iniziative che Sos Geotermia, unitamente alla Rete Nogesi, ed ai gruppi locali (No Geo Amiata), sta portando avanti per informare la cittadinanza sullo stato dello sviluppo geotermico e salute nel territorio amiatino, anche alla luce dei risultati preliminari dello studio InVetta che non possono che contribuire ad alimentare uno stato di allerta e preoccupazione per le sorti di una popolazione la quale, ormai da anni, è sotto l’assedio di un indiscriminato sfruttamento geotermico.

Gli organizzatori degli eventi, reduci dalla partecipatissima assemblea del 12 maggio scorso ad Arcidosso, comunicano che intendono essere presenti con assemblee e presidi in tutti i comuni dell’Amiata, anche per supplire alle carenze informative degli organi istituzionalmente preposti, lamentando il fatto che ad oggi i risultati preliminari dello Studio InVetta siano stati presentati solo ad Arcidosso.

I militanti delle predette associazioni, anche supportati da soggetti politici ed istituzioni annunciano di avere già chiesto nelle deputate sedi la moratoria dell’attività di Enel e l’arresto di tutti i progetti di sfruttamento del territorio che sono in corso ed al vaglio della commissione VIA Regionale, e che intendono perseguire tutte le azioni giudiziarie più opportune a tutela della salute e del territorio.

Alle assemblee sono invitati a partecipare tutti gli esponenti politici locali che hanno a cuore le sorti del territorio e che sono chiamati ad esprimere il loro effettivo pensiero sul “quadro ambientale e sanitario” che si sta delineando, senza potersi ormai nascondere dietro ambiguità e mezzi termini.

I cittadini avranno modo di capire chi effettivamente non teme il confronto ed è disposto a schierarsi davvero per la tutela della salute, applicando anche il principio di precauzione e chi, al contrario, continua a sottostare alle logiche di uno sviluppo che ha portato i Comuni dell’area storica della Geotermia, in alta Val di Cecina, ad essere i più poveri della Toscana e con l’età media della popolazione residente la più vecchia della Toscana.

Per questo VENERDI’ 18 MAGGIO 2018, alle ore 21,00 presso la Saletta Comunale di Piancastagnaio (Si) si terrà una

CONFERENZA PUBBLICA
Tutela della Salute e Sviluppo Geotermico:
quale compatibilità?

INTRODUCE: Velio Arezzini – Portavoce Rete Nazionale NOGESI

RELAZIONE: Fabio Landi – ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) – “Lo Studio Epidemiologico ARS (Agenzia Regionale di Sanità). Primi risultati del Progetto InVetta”

INTERVENTI: Roberto Barocci– Forum Ambientalista Grosseto – “Iniziative a difesa delle falde idropotabili”;
Beatrice Pammolli – SOS Geotermia – “Iniziative dei Comitati rispetto ai Progetti Geotermici in corso a Piancastagnaio;
Silvia Perfetti e Lapo Rossi– Attivisti Movimento 5 Stelle – “Petizioni lanciate in Europa e iniziative a livello Regionale”

DIBATTITO PUBBLICO

CONCLUSIONI: Cinzia Mammolotti – Comitato No GEO Amiata

Sono invitati i Cittadini, i Sindaci, I medici, I Consiglieri, i Partiti Politici,
Le Organizzazioni e Associazioni dei Comuni dell’Amiata


Leggilo su:

Amiatanews.it

Corriere di Siena 15/5/18 (clicca per ingrandire)

Larderello, 8 maggio 2018. 200 ANNI DI GEOTERMIA: ORA BASTA!

Inquinamento, malattie, terremoti, povertà: hanno fatto un deserto e lo chiamano sviluppo sostenibile

Condividiamo e pubblichiamo il comunicato di Medicina Democratica sull’iniziativa dell’8 maggio 2018 a Larderello.

Martedì 8 maggio Enel ha promosso una kermesse a Larderello con il CNR e altri soggetti, per festeggiare i suoi enormi profitti estratti dalla geotermia, a forza di inquinamento, malattie nella popolazione, terremoti e povertà.

In breve, cominciamo dalla povertà: i Comuni di Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina sono i più poveri della Toscana, dalle statistiche dell’IRPET (Istituto regionale programmazione economica Toscana), a causa della monocoltura geotermica. Basso reddito pro-capite, popolazione che invecchia e diminuisce, natalità molto bassa, valore degli immobili in picchiata. Un territorio senza prospettive, che è costretto a pietire le imposizioni e le elemosine della multinazionale.

Terremoti: sono stati almeno una decina nell’ultimo mese di aprile 2018, di cui due di grado 3,6 della scala Richter, gli ultimi di migliaia di terremoti che hanno terrorizzato le aree geotermiche nord e sud negli ultimi decenni, specialmente da quando si tenta di re-iniettare nel sottosuolo una parte dei fluidi geotermici. Si aspetta che “ci scappi il morto” per prendere seriamente in considerazione questo aspetto inquietante? Strettamente correlata ai terremoti è la subsidenza dei terreni, vastissimi, osservata e misurata dagli organismi competenti, con una maggiore messa in pericolo di strutture pubbliche e private.

Malattie e morti: l’indagine CNR/2010 metteva in evidenza 535 morti in più nelle aree geotermiche, a confronto dei comuni confinanti, che certo non sono “bianchi” cioè immuni dall’inquinamento geotermico. I successivi studi della Regione Toscana confermano questo impatto sanitario, pur ridimensionandolo nei numeri e soprattutto nella lettura: “le cause non sono correlabili con la geotermia – dicono – ma con gli stili di vita ed altre cause”. Invece valga per tutti l’esempio di Volterra, comune confinante: mortalità superiore del 10,2% alla media toscana negli anni dal 2005 al 2014, ospedalizzazione superiore del 7,3% alla media toscana negli anni 2012/2016 (vedi QUI). Preoccupanti infine i primi risultati dello studio INVETTA (analisi del sangue e delle urine di oltre mille amiatini) con concentrazioni di metalli pesanti anche tre volte superiori a quelle di un qualsiasi italiano.

Inquinamento di aria, acqua, suoli: (calcoli del movimento su dati orari Arpat 2013/2015) con 1812 kg di mercurio/anno, 1463 kg di arsenico/anno, 3.202 tonn/anno di ammoniaca (obiettivo da raggiungere), 4.849 tonn/anno di acido solfidrico, oltre a 69.944 kg di acido borico e molte altre sostanze cancerogene in tracce, come cadmio radon uranio e cromo, e sostanze climalteranti come il metano e la CO2, la geotermia toscana si rivela un enorme disastro ambientale, che costerà molto di più per le bonifiche di quanto adesso renda ad Enel in incentivi statali e vendita di energia elettrica

Conclusione: fermare le centrali geotermiche, cominciando da subito, sostituendole con fotovoltaico ed eolico, nessun nuovo permesso di sfruttamento geotermico.