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Geotermia. Esame della situazione e richiesta formale incontro-audizione al Governo della Rete NoGESI

La Rete nazionale NoGESI ha inviato una informativa sulla geotermia al Governo e la formale richiesta di un incontro-audizione della Rete stessa.

 

Riportiamo di seguito il testo:

 

 

On. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico
On. Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno
On. Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente,
On. Giulia Grillo, Ministro della Salute,
On. Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e le Attività Culturali
On. Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
On. Davide Crippa, Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico
On. Vannia Gava, Sottosegretario di Stato All’Ambiente
On. Salvatore Micillo, Sottosegretario di Stato all’Ambiente
Dr.ssa Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico

e per conoscenza a:
On. Dario Tamburrano, Sen. Luca Briziarelli, On. Federica Daga, On. Gabriele Lorenzoni, Cons. Emanuele Fiorini, Cons. Valerio Mancini, Cons. Andrea Liberati, Cons. Silvia Blasi

Oggetto: Geotermia.
La Rete Nazionale NOGESI (“No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante”) raggruppa a livello nazionale i molti comitati di cittadini ed associazioni ambientaliste contrari alla politica seguita dai precedenti governi sulla geotermia.
Nata nel 2012 a Bolsena, al centro delle regioni Toscana, Lazio ed Umbria ove la privatizzazione del settore voluta dal Governo Berlusconi IV (D.Lgs.22/2010 e D.Lgs.28/2011) aveva avviato l’iter autorizzativo per future centrali geotermoelettriche “pilota”, la Rete Nazionale si era saldata alle lotte popolari contro la geotermia tradizionale (“flash”) dell’Enel in Amiata (Toscana) e con i primi comitati di opposizione nel Lazio ed in Umbria (in particolare Castel Giorgio).
Gli echi stampa e le proposte della Rete Nazionale NOGESI al Governo a valle delle due giornate di mobilitazione nazionale contro la geotermia elettrica alla Camera dei Deputati (del marzo 2014 e del novembre 2015) sono indicati in allegato n.1 e n.2 (geo.879, geo.800a e geo.800b). Rendendosi conto della mobilitazione messa in campo dalla Rete Nazionale la Commissione VIII (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) e la Commissione X (Attività Produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati ne richiedevano-in seduta congiunta- l’audizione il 19.01.2015 (allegato n.3-geo.678), oltre all’Enel e agli altri operatori attivati dalla predetta privatizzazione. Questi ultimi senza alcuna esperienza nel settore ed attratti solo dagli ingenti incentivi statali.
Nonostante qualche “apertura”, la Risoluzione finale del 14.05.2015 delle due Commissioni non centra i problemi denunciati dalla Rete Nazionale (allegato n.4-geo. 704). Noi l’abbiamo vissuta come un utile punto di partenza, purtroppo abortito. Ma oggi, nei confronti del nuovo Parlamento, ci è utile rammentarla come anche un nostro risultato positivo da cui avanzare. E infatti le iniziative negli anni prese dal MISE (anziché mesi, come voluto dal M5S) lasciano invariate le problematiche lamentate dai cittadini e dai loro comitati. E’ così che si incrudisce la lotta delle popolazioni in Toscana, Lazio ed Umbria (ed in Campania, con la bocciatura degli impianti pilota di Ischia(!) e Pozzuoli) con la discesa in campo dei sindaci dei siti prescelti dall’insediamento degli impianti geotermici pilota e tradizionali; in alcune località come a Castel Giorgio e Latera le lotte sono sostenute anche dai Consigli Regionali Umbria e Lazio, trascinati in particolare dai rappresentanti del M5S e della Lega.

Il Governo è in evidente difficoltà: dal 2011 non è stata realizzata alcuna centrale geotermica “pilota” e l’Enel con la sua tecnologia “flash” sente sempre di più opposizione ai suoi impianti che, in Toscana, non rispettano le vocazioni agricole e turistiche delle aree prescelte, oltre a creare problemi sanitari nei cittadini delle aree geotermiche (sono stati trovati livelli alti di mercurio e tallio nel loro sangue!): le aree geotermiche sono le più povere della Toscana e l’inquinamento da mercurio-provocato in Amiata dalle centrali geotermiche, via fiumi Paglia e Tevere- sta ormai invadendo il Centro Italia.

E così il Governo centrale indice a Firenze l’11.09.2017 sulla geotermia la più grande conferenza ministeriale di tutti i tempi che dovrà riunire rappresentanti del settore pubblico e privato per superare le barriere che hanno limitato finora la sua diffusione. Ma al di là delle pomposità della conferenza mondiale di Firenze gli “addetti ai lavori” confermano le criticità ed i rischi legati alle centrali geotermiche, come da anni i comitati denunciano.

E le “criticità” sono che (vedi allegato n. 5-geo.1726), secondo eminenti studiosi la produzione di gas climalteranti (in gran parte CO2) delle centrali flash dell’Amiata sono mediamente maggiori di quella di una centrale a metano, ed in alcuni casi vicina a quella di una centrale a carbone (e l’Enel a dire che nelle sue centrali geotermiche è assolutamente inevitabile che si emetta molta CO2!), le centrali pilota, con asserita totale re-immissione di gas nelle formazioni di provenienza, non riusciranno a farlo (è il parere di Enel, unica società in Italia con esperienza decennale nel settore geotermico) a causa dei troppo abbondanti gas disciolti nei fluidi geotermici tipici dell’Italia centrale (Toscana, Lazio e Umbria) con la conseguente produzione di inquinamento e gas climalteranti; non solo, ma la tecnologia flash dell’Enel emette idrogeno solforato e mercurio (anche uranio e tallio) per cui la stessa Enel sta cercando di parare il problema perché “la sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante!”. Ma c’è di più: nella recente apertura di un fascicolo di indagine contro Enel della Procura della Repubblica di Grosseto è emerso che a proposito dei filtri AMIS (per la riduzione dell’idrogeno solforato ed il mercurio) le goccioline di condensa nelle torri di raffreddamento provocano polveri sottili e ultrasottili che sono direttamente scaricate in atmosfera attraverso le stesse torri di raffreddamento. Cioè dato che circa 2/3 di fluido geotermico evaporano in atmosfera, circa 2/3 dei sali disciolti nel fluido geotermico vengono direttamente emessi in atmosfera, creando una fonte di inquinamento ancora più pericolosa che non le sostanze originarie, con evidenti riflessi sulla salute dei cittadini coinvolti.
E dell’importanza di ridurre gli impatti sui cambiamenti climatici per le loro conseguenze dirette sulla vita, i mezzi di sussistenza, il benessere, il tempo libero e le scelte delle persone, nonché la sicurezza e la salute della popolazione del pianeta, si è soffermato l’incontro internazionale di Katowice 2018 iniziato nei giorni scorsi, in quanto molti settori socio-economici sono direttamente dipendenti dalle condizioni climatiche e ne stanno già affrontando i cambiamenti: agricoltura, turismo, energia, salute, silvicoltura ne rappresentano alcuni esempi (Commissione Europea, 2013). E’ pertanto interesse del Governo ridurre la produzione di gas climalteranti prodotti dalla tecnologia geotermica “flash” e “pilota” e non incentivare tale scelta che ha effetti sul clima (vedi allegato n. 6- immagine a lato).

geo.2115

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La questione della geotermia finisce anche al Parlamento Europeo per merito del gruppo M5S. L’on. Tamburrano denuncia che nelle centrali geotermiche italiane “a causa della tecnologia che esse adottano e delle caratteristiche dei fluidi geotermici presenti nel sottosuolo, le emissioni che rilasciano in atmosfera contengono sostanze altamente tossiche provenienti dalle profondità della Terra come arsenico, mercurio, acido solfidrico, ammoniaca, radon. I cittadini della zona e numerosi geologi denunciano inascoltati questa situazione da anni. Noi siamo al loro fianco”. (vedi allegati n.7-geo.1805, n. 8-geo.1977 e n. 9- geo.1978).

Finché intorno alla geotermia ruoteranno enormi interessi legati agli incentivi statali, nonostante le crepe mostrate, si continuerà imperterriti a sfruttare e devastare i territori. Per cui crediamo necessaria una seria e profonda riflessione sull’energia geotermica in Italia e se non sia il caso di indirizzare gli incentivi al settore delle pompe di calore (come recita la predetta Risoluzione Parlamentare del 2015, finora inapplicata, “a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano”) ed alla ricerca e sviluppo della cosiddetta “geotermia di terza generazione” (come gli scambiatori di pozzo (DBHE) e i generatori termoelettrici (TEG), come stanno facendo paesi all’avanguardia della tecnica come gli USA ed il Giappone, e ridurre o annullare gli incentivi alla geotermia ad alta e media entalpia.

Abbiamo voluto portare la nostra esperienza di anni di lotta contro le scelte dei Governi precedenti sulla geotermia, perché il nuovo Governo ne tenga conto e decida nell’interesse dei territori, dei cittadini e del Paese.

Pertanto ci mettiamo a disposizione sin da subito, chiedendo di essere ascoltati.

Distinti saluti,
Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI

7.12.2018

I comitati fanno informazione, i sindaci minacciano denunce (con i soldi degli altri?)

Il Tirreno 4 dicembre 2018

Ringalluzziti dal raduno pro centrali Enel di Larderello, ci vogliono portare in tribunale per “procurato allarme”. Peccato che gli stessi dati pubblici, gli scienziati e la magistratura si esprimano diversamente. Se questo è il confronto che vogliono lo faremo anche nei tribunali, ma (come fanno i comitati) che paghino le cause con i loro soldi e non con le casse pubbliche.

 

Il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini, afferma che sta lavorando con gli altri sindaci per avviare iniziative legali “forti” al fine di impedirci di “strumentalizzare il tema della salute pubblica” e invoca il reato di Procurato Allarme, scritto con lettere maiuscole per accentuare il suo pensiero, reato introdotto nel 1930 dal Codice Rocco, a cui tutti i democratici sono particolarmente legati. Lui parla di una “inesistente questione sanitaria” e chiude sollecitando gli altri sindaci: “dobbiamo intraprendere azioni legali anche insieme”, facendo intendere con i soldi della collettività.
Questi signori così disponibili alla libera espressione delle idee e al confronto civile di opinioni anche molto differenti, debbono sapere diversi fatti, che di seguito elenchiamo, per evitare di spendere inconsapevolmente e inutilmente soldi pubblici al solo fine di intimorire i loro avversari, perché potrebbero rispondere delle loro azioni personalmente davanti alla Corte dei Conti.

Questi i dieci fatti, che ci fanno sostenere che siamo in buona compagnia:

1-il CNR di Pisa, nel 2010, comparando i dati sanitari standardizzati, ha registrato un eccesso di mortalità negli uomini del +13% tra i residenti dei Comuni geotermici, sia nei confronti dei comuni limitrofi, sia nei confronti di quelli regionali, supposti pari a quelli attesi, collegandolo alle concentrazioni crescenti di diversi inquinanti emessi anche dalle centrali geotermiche e misurati nei vari comuni, come dimostra in modo chiarissimo l’Allegato 6 al suddetto Studio dal titolo significativo “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali
e dati sanitari” . Tali eccessi in diversi comuni raggiungono per i tumori negli uomini il + 30%. A pag.162 dello Studio, nel paragrafo 6.2, dal titolo significativo: “Considerazioni sui risultati delle analisi della Mortalità” si legge che: “Negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia al riferimento generale”. ARS e ARPAT non hanno saputo fino ad oggi individuare le cause di tali eccessi e non hanno saputo spiegare come mai il precedente Studio (1) dell’Istituto Superiore della Sanità dimostra che tali eccessi negli anni ‘80 in Amiata non esistevano. I molti studi di carattere sanitario, commissionati dalla Regione allo scopo di tranquillizzare, non hanno trovato ad oggi nessuna relazione. Dall’ultimo aggiornamento dello Studio InVetta emerge che il 64% delle persone sottoposte alle analisi risulta avere almeno un metallo pesante superiore ai valori di riferimento SIVR. Ciò nonostante, in questi anni sono stati in molti, dal presidente Rossi a diversi Sindaci ad attribuire tali eccessi di mortalità agli stili di vita, all’alimentazione, all’alcol, al tabacco, a Venere…, ma, sia l’ARS, che l’ha dimostrato analiticamente, sia tutti i residenti sanno che gli stili di vita dagli anni ‘80 agli anni 2000 non si sono affatto modificati e non sono particolari; è solo aumentata la potenza installata delle centrali geotermiche.
(1) G.A. Zapponi in “Geotermia e risorse naturali”, 1996, ed. LARAS, Comune di Piancastagnaio.

2- l’ENEL Green Power ha già tentato di far condannare dal Tribunale di Grosseto in ambito civile un attivista di SOS Geotermia, accusato dalla stessa ENEL G.P. di aver scritto che le emissioni geotermiche in Amiata erano costituite da sostanze inquinanti, pericolose per la salute pubblica. Il Tribunale ha scagionato il nostro compagno e ha condannato l’ENEL Green Power a pagare tutte le spese processuali;

3- la Procura della Repubblica di Grosseto ha aperto un fascicolo di indagini, iscrivendo l’Amministratore Delegato di ENEL Green Power, ing.Montemaggi, quale persona informata delle indagini a suo carico, per l’ipotesi di reato di emissioni fuori norma delle centrali di Bagnore di Santa Fiora. Il procedimento è in corso davanti al GIP;

4- il Prof.Riccardo Basosi, nominato dal Ministro della Ricerca quale rappresentante italiano nel Comitato di Horizon 2020, Programma della ricerca europea per le tecnologie energetiche, ha scritto in QualEnergia, giugno 2015: “Dal punto di vista del potenziale di acidificazione (ACP), l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone di pari potenza elettrica. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas”. E’ a tutti noto che le centrali a carbone sono le centrali più inquinanti e pericolose per la salute pubblica;

5- La Risoluzione 8-00103, votata all’unanimità il 15 aprile 2015 dalle Commissioni parlamentari VIII – Industria e Attività produttive (presidente On.Epifani) e X “Ambiente” (presidente On.Realacci), chiede al Governo esattamente quello che questi sindaci stanno contestando, cioè di “assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”, giustificando questo suo indirizzo, solo oggi in via di elaborazione al MISE, poiché ripetutamente sollecita che: “si tenga conto in particolare delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità”. Quelle due Commissioni avevano ascoltato in precedenti audizioni diversi scienziati;

6- il Parlamento Europeo ha segnalato la necessità di limitare i contributi pubblici alle tecnologie geotermiche più inquinanti;

7- la maggioranza dei Comuni geotermici e Comuni confinanti, consultati dalla Regione Toscana al fine di definire quali siano le Aree Non Idonee alla geotermia del loro territorio, hanno deliberato che il 100% del proprio territorio NON è idoneo a sopportare impianti geotermici a media e alta entalpia. Tali Comuni alla data del 15.4.2018, sono ben 28 su 44, tra cui diversi Comuni definiti Geotermici. Sono tutti allarmisti?

8- la Regione Toscana, avendo ricevuto dal Parlamento italiano la delega a stabilire i limiti di emissione per le centrali geotermoelettriche, ha ritenuto di fissare tali limiti con la Delibera di Giunta Regionale n. 344/2010, ma nel riportare i limiti di emissione premette che “…tali valori non costituiscono riferimenti per la tutela sanitaria, ma sono limiti tecnologici stabiliti sulla base delle “migliori tecniche disponibili” e in relazione alle caratteristiche dei fluidi utilizzati”. Ciò significa che il non superamento dei valori di emissione non garantisce affatto la tutela sanitaria;

9- nella stessa Delibera GR Toscana n. 344/2010 è scritto: “I livelli di emissione di ammoniaca sono estremamente significativi e rappresentano per importanza, dopo l’agricoltura, la seconda sorgente regionale di emissione per questo inquinante. A pagina 33, paragrafo 3, si legge relativamente alla ammoniaca: “La riduzione delle emissioni di questo inquinante è importante soprattutto perché, tra l’altro, l’ammoniaca partecipa alla formazione della componente inorganica del PM10 secondario sotto forma di solfati e nitrati di ammonio”. A Pagina 37 si fa notare: “come queste emissioni siano concentrate essenzialmente nell’area dell’Amiata, dove l’emissione specifica di NH3 per centrale è di circa 620 tonnellate [all’anno, n.d.r.] contro le 100 tonnellate nell’area tradizionale Val di Cornia, le 120 tonnellate nell’area Travale-Chiusdino e le 160 dell’area tradizionale Larderello. I dati mostrano chiaramente come le Centrali nell’area Amiata presentino emissioni specifiche di ammoniaca decisamente superiori a quelle di tutte le altre zone geotermiche. L’attuale tecnologia degli impianti geotermoelettrici non consente di ridurre in maniera significativa le emissioni di ammoniaca. Lo stesso AMIS ha un effetto parziale al momento non quantificabile rispetto all’emissione complessiva”.
A pag. 58: si delineano scenari riguardanti, tra le altre, le emissioni di mercurio e si afferma come “l’area amiatina rappresenta di gran lunga la maggior fonte di emissione di questo inquinante”;

10- nel parere con prescrizioni all’esercizio della centrale di Bagnore 4, a firma del dr. Spagnesi, dirigente della USL, si legge “…Si precisa che per i valori totali degli elementi chimici tossici si deve perseguire l’obiettivo di minimizzare la loro presenza sia in termini di concentrazione che di carico di massa. Gli attuali limiti di legge (Dlgs 152/2006 allegato 5 Tabella n.1) previsti per le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) nel suolo, sottosuolo e acque sotterranee per la destinazione d’uso di verde pubblico, privato e residenziale non devono essere considerati un limite auspicabile. Ciò che dobbiamo perseguire è la minimizzazione della contaminazione ambientale”.

Rattrista e fa indignare vedere come amministratori eletti per tutelare gli interessi e la salute dei cittadini, i loro territori e l’ambiente, assumano posizioni antiscientifiche, antieconomiche e anche contro il buon senso, senza rendersi conto che la geotermia industriale, inquinante e speculativa, che porta alla monocoltura, è ormai alla fine; è solo questione di tempo. Prolungarne la vita solo grazie agli incentivi pagati sulle bollette serve solo a prolungarne l’agonia e fare ulteriori e gravi danni alla salute e ai territori.

SOS Geotermia, aderente alla Rete NoGESI


Leggilo su:

Amiatanews.it

StampToscana.it

“SEGUI I SOLDI”, PER QUESTA VOLTA NON PARLIAMO DI SALUTE

Aiutiamo i sindaci, consiglieri, onorevoli geotermici: la geotermia non conviene. Perchè allora trova sostenitori tra i rappresentanti eletti dei cittadini? Possibile non conoscano “i numeri” della geotermia?

 

 

 

Con la scomparsa degli incentivi alla geotermia nella bozza di decreto FER1 che è in itinere stiamo assistendo ai peana dei sindaci geotermici, di alcuni consiglieri regionali, di qualche parlamentare e del presidente della Toscana Rossi, che continuano a “dare i numeri” sui disastri che tale decreto causerebbe.

Oggi vogliamo, solo per un attimo, accantonare le ricadute sulla salute e sull’ambiente e fare due conti sui soldi e sui posti di lavoro.

Cercheremo di capire (e far capire ai paladini della geotermia) come funziona il meccanismo economico della geotermia, armatevi di santa pazienza e seguiteci…

A. QUALI SONO GLI INCENTIVI DI CUI BENEFICIA LA GEOTERMIA INDUSTRIALE (fino ad oggi solo Enel):

Gli incentivi statali attuali per la produzione di energia elettrica con la geotermia sono di 2 tipi:
1) Ex Certificati verdi per le centrali costruite fino al 2012;
2) Tariffe incentivanti definite dal D.M. 6 luglio 2012, aggiornato dal D.M. 23 giugno 2016, per le nuove centrali.

B. COME SI CALCOLANO GLI INCENTIVI -il riferimento è all’anno 2016 di cui si hanno tutti i dati-:

Gli incentivi sono erogati in base alla produzione di energia elettrica delle centrali; il loro valore viene definito di anno in anno secondo parametri che fanno riferimento al prezzo medio di cessione dell’energia elettrica.

CALCOLO DELL’INCENTIVO EX CERTIFICATO VERDE (CV)
Dal 2016, come previsto dal Decreto Ministeriale 6 luglio 2012, il meccanismo dei Certificati Verdi (CV) è sostituito da una nuova forma di incentivo. I soggetti che hanno già maturato il diritto ai CV (titolari di impianti a fonti rinnovabili) conservano il beneficio per il restante periodo agevolato, ma in una forma diversa. Il nuovo meccanismo, infatti, garantisce sulla produzione netta di energia la corresponsione di una tariffa in euro da parte dello Stato aggiuntiva ai ricavi derivanti dalla valorizzazione dell’energia.

L’incentivo, anche detto tariffa incentivante, viene così calcolato:
I = k x (180 – Re) x 0,78
L’incentivo (I) è dunque commisurato al prodotto tra il coefficiente (k) e la differenza tra il valore di riferimento di un CV (180 euro/MWh) ed il prezzo di cessione dell’energia (Re); il tutto moltiplicato per 0,78. (Fonte GSE)
Il coefficiente k per le centrali in funzione prima del 2007 è pari a 1 mentre per le centrali geotermiche entrate in funzione dopo il 2007 vale 0,9; il prezzo di cessione dell’energia Re per il 2016, calcolato dall’ Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA), è 42,38 €/MWh .

CALCOLO INCENTIVO CENTRALI COSTRUITE DOPO IL 2012 (1)
Per le centrali ad alta entalpia costruite dopo il 2012 il meccanismo di calcolo dell’incentivo fa riferimento al D.M. 6 luglio 2012 aggiornato dal D.M. 23 giugno 2016 (2). In questo caso si parte dalla Tariffa incentivante (Tb + Pr) definita in base alle caratteristiche della centrale ed a questa deve essere sottratto il valore orario del prezzo zonale (Pz) dell’energia immesso in rete. Nel calcolo successivo invece che Pz si fa riferimento al prezzo medio annuale Re definito dall’Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA). Nei decreti citati, vedi estratto sotto, sono specificati i meccanismi di calcolo delle tariffe incentivanti e dell’incentivo.
Nel caso di Bagnore 4, in Amiata, la tariffa incentivante è pari a 99 €/MWh quindi l’incentivo è:
Inuovo = Tb + Pr – Re = 99 €/MWh – 42,38 €/MWh = 56,62 €/MWh.

C. PRODUZIONE NETTA DI ENERGIA NELLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE ENEL NEL 2016 (Fonte: Enel )

La produzione netta delle centrali Enel nell’Anno 2016 è stata di 5.836,384 GWh così ripartita:
1) 4.986,151 GWh nelle centrali entrate in funzione prima del 2007
2) 513,251 GWh nelle centrali entrate in funzione tra il 2007 e il 2012
3) 336,982 GWh nella centrale costruita dopo il 2012 (BAGNORE 4)

D. INCENTIVI STATALI EROGATI NELL’ANNO 2016

Sulla base dei meccanismi di calcolo definiti nel punto B, gli incentivi per le tre tipologie di centrali sono i seguenti:
1) 107,344 €/MWh per le centrali entrate in funzione prima del 2007
2) 96,61 €/MWh per le centrali entrate in funzione tra il 2007 e il 2012
3) 56,62€/MWh per la centrale costruita dopo il 2012 (BAGNORE 4)

Quindi il valore degli incentivi è :

1) 4.986.151 MWh X 107,344 €/MWh = 535.233.393 € +
2) 513.251 MWh X 96.61 €/MWh = 49.585.179 € +
3) 336.982 MWh X 56,62 €/MWh = 19.079.921 € +

TOTALE INCENTIVI = 603.898.493 €

E. RICAVI DALLA VENDITA DELL’ENERGIA ELETTRICA

Oltre agli incentivi statali l’Enel incassa altri denari dalla vendita dell’energia eletrrica.
Facendo riferimento al valore medio di cessione definito dall’AEEG (ora ARERA) che per il 2016 è stato pari a 42,38 €/MWh, l’Enel ha ricavato dalla vendita dell’energia elettrica prodotta:

42,38 €/MWh x 5.836.384 MWh = 247.345.954 €

F. QUANTO COSTA REALMENTE L’ENERGIA GEOTERMOELETTRICA (2016):

Sommando quindi gli INCENTIVI e la VENDITA dell’energia, il RICAVO COMPLESSIVO dell’Enel per il 2016 è stato pari a:

603.898.493 + 247.345.954 = 851.244.447 €

Il COSTO REALE dell’energia geotermoelettrica è quindi:
851.244.447 € : 5.836.384 MWh = 145,85 €/MWh

mentre il valore medio definito dall’ Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA) è:
42,38 €/MWh

cioè L’ENERGIA GEOTERMICA COSTA PIU’ DEL TRIPLO!!!

F) INCENTIVI E POSTI DI LAVORO

Attualmente gli occupati in Toscana nel settore geotermoelettrico sono i seguenti:

Occupati ENEL (al 31 /12 /2016): 688
Occupati nell’indotto, prendendo per buoni i numeri dati dall’Enel nel 2016: oltre 1000
TOTALE: circa 1700 posti di lavoro
-considerando gli incentivi, costano 603.898.493 : 1700 = 355.234 € ciascuno

QUANTI STIPENDI SI POTREBBERO PAGARE CON QUESTI INCENTIVI
Ipotizzando un costo lordo annuo di 50.000 € per ogni posto di lavoro, si potrebbe, con i soli incentivi geotermici del 2016, garantire l’occupazione in attività più rispettose dell’ambiente a:
(Incentivi Geotermici) 603.898.493 € : 50.000 € = 12.078 POSTI DI LAVORO!

Si potrebbero anche incentivare i piccoli impianti fotovoltaici/pompe di calore per l’autosufficienza energetica…

G) SOLDI AGLI ENTI LOCALI DALLA GEOTERMIA

I contributi sono di 2 tipi:
1) Quelli previsti dalle leggi nazionali (D.L. 11 febbraio 2010 N.22)
2) Le compensazioni ambientali previsti dal protocollo d’intessa Enel- Regione Toscana del 2007

1) Contributi agli enti locali per lo sfruttamento della risorsa geotermica (articolo 16 del D.L. 11 febbraio 2010 N.22)

Canone annuo per la ricerca geotermica: 325 €/Km² alla regione
Canone annuo concessione geotermica: 650 €/Km² alla regione
Questi canoni vengono aggiornati annualmente tenendo conto del 100% dell’indice Istat.

Contributo ai comuni della concessione per la produzione di energia elettrica: 1,3 €/MWh
(Il 60% del contributo viene dato al comune sede di centrali, il resto ripartito tra gli altri comuni della concessione in base alla percentuale di territorio). L’energia elettrica prodotta nel 2016, dalle centrali Toscane, è stata 5.836.384 MWh quindi il contributo ai comuni è: 5.836.384 x 1,3 € = 7.587.299 € complessivi.

Contributo alla regione Toscana per la produzione di energia elettrica: 1,95 €/MWh.
Le concessioni geotermiche della Toscana sono complessivamente 492,95 Km² quindi il canone annuo da versare alla regione è: 492,95 Km² x 650 x 1,081* € = 346.371 € (* 1,081 rappresenta l’aggiornamento Istat rispetto al 2010)
Il contributo alla regione per energia prodotta nel 2016 è:
5.836.384 x 1,95 € = 11.380.949 €.

2) Compensazioni ambientali previste nell’accordo Enel – Regione Toscana

In base al protocollo d’intesa del 2007, l’Enel verserà ai comuni interessati dalle concessioni 650.000 € per ogni MW aggiuntivo rispetto all’esistente a titolo di compensazioni ambientali (articolo 4). Queste compensazioni sono ripartite in 10 anni ed il 60% è destinato al comune sede della nuova centrale.
Nel protocollo è previsto un ulteriore stanziamento a favore della regione, per iniziative varie, pari a 1.250.000 € per ogni MW aggiuntivo (articolo 5).
La potenza delle nuove centrali installate dopo il 2007 è 120 MW.
Quindi per queste nuove centrali, l’Enel verserà ai comuni della concessione complessivamente 78.000.000 € (7.800.000 € all’anno per 10 anni) e alla regione complessivamente 150.000.000 € (15.000.000 € all’anno per 10 anni) .

TOTALE INCASSATO NEL 2016 DAGLI ENTI LOCALI (Regione e Comuni)

Escludendo gli incassi derivanti dai canoni dei permessi di ricerca, sommando quindi: 1.Contributi e 2.Compensazioni, nell’anno 2016, il totale complessivo è il seguente:
Canone concessioni + Contrib. comuni + Contrib. regione + Compens. comuni + Compens. Regione = 346.371 € + 7.587.299 € + 11.380.949 € +7.800.000 € + 15.000.000 € = 
TOTALE ANNO 2016 = 42.114.619 € 

H. MA CHI PAGA GLI INCENTIVI ELARGITI DALLO STATO?

Gli incentivi per le centrali geotermiche sono prelevati dalle bollette elettriche pagate dai cittadini sotto la voce “oneri di sistema”.
La voce “oneri di sistema” relativa alle fonti energetiche rinnovabili, tra le quali è compresa la geotermia, si chiama “A3”.
Negli ultimi anni questa voce ha rappresentato una percentuale compresa tra il 19% e il 25% della bolletta di una famiglia media.

Questi sono i CONTI reali, al netto di possibili imprecisioni dovute al fatto che chi si batte nei comitati contro la geotermia non nasce esperto del settore, ma si è dovuto, nel tempo, documentare e studiare i dati.
Se ci siamo riusciti noi, ci chiediamo come è possibile che i nostri amministratori, i nostri sindaci, il presidente Rossi, non conoscano questi dati?
Con uffici tecnici e personale certo più preparato di noi dovrebbero da tempo sapere da dove vengono e dove vanno i soldi e a chi conviene davvero la geotermia industriale: perchè non mettono a conoscenza i cittadini che li hanno eletti degli enormi flussi di denaro che ruotano intorno alla geotermia??
Ci smentiscano con i dati oppure chiedano scusa, cambino rotta e si impegnino per la CHIUSURA delle centrali geotermoelettriche inquinanti e speculative come da anni chiedono comitati e cittadini.

Il giudice Giovanni Falcone usava dire “Segui i soldi”, noi aggiungiamo “…e capirai”.

Sos Geotermia


NOTE:
1) PRECISAZIONE SUL CALCOLO INCENTIVO CENTRALI COSTRUITE DOPO IL 2012

Nei calcoli che abbiamo fatto l’incentivo viene calcolato facendo riferimento al prezzo medio di cessione annuale dell’energia Re definito da ARERA nel 2016 invece che Pz quindi l’incentivo calcolato è approssimato, ma comunque reale.
Il meccanismo di calcolo dell’incentivo, a partire dalla tariffa incentivante prevista per le centrale costruita dopo il 2012, è in realtà più complesso di quello utilizzato in questo documento perché fa riferimento alla quotazione oraria dell’energia prodotta in quella zona. Qui di seguito è riportato parte della Tabella 1 del D.M. del MISE del 23 giugno 2016 relativa alla procedura di calcolo:
Il GSE provvede per ciascun impianto alla determinazione dell’incentivo Inuovo sulla base dei dati della produzione di energia elettrica netta immessa in rete e dei prezzi zonali orari, applicando per gli impianti nuovi la seguente formula:
Inuovo= Tb + Pr – Pz
dove:
* Tb è la tariffa incentivante base ricavata per ciascuna fonte e tipologia di impianto dalla tabella 1.1 nonché, qualora l’impianto abbia partecipato con esito positivo a una procedura d’asta, ridotta della percentuale aggiudicata nella medesima procedura;
* Pr è l’ammontare totale degli eventuali premi a cui ha diritto l’impianto;
* Pz è il prezzo zonale orario, della zona in cui è immessa in rete l’energia elettrica prodotta dall’impianto.
Nel caso in cui il valore dell’incentivo risulti negativo:
a) * esso è posto pari a zero per gli impianti che accedono agli incentivi a seguito di partecipazione alle procedure d’asta;
b) * per gli altri impianti, il valore è mantenuto negativo e il GSE effettua gli opportuni conguagli nell’ambito della liquidazione degli importi, con le modalità di cui all’articolo 22
del DM 6 luglio 2012.

2) ESTRATTI DAI D.M. 6 LGLIO 2012 e D.M. 23 GIUGNO 2019
TARIFFE INCENTIVANTI BASE (Tb) IN VIGORE DAL 2012 (Previste dal D.M. 6 luglio 2012 e aggiornate con D.M. 23 giugno 2016):

POTENZA CENTRALE
GEOTERMOELETTRICA (P) – KW 1<P≤1.000 1.000<P≤5.000 P>5.000

VITA UTILE DEGLI IMPIANTI – Anni 20 25 25

TARIFFA INCENTIVANTE BASE – €/MWh 134 98 84

PREMI PER L’USO DI TECNOLOGIE AVANZATE (Pr) (D.M. 23 giugno 2016 art.20 comma 1)
Le tariffe base sono incrementate di:
> 30 €/MWh in caso di totale reiniezione del fluido nella stessa formazione di origine
> 30 €/MWh per i primi 10 MW di impianti in nuove concessioni di coltivazione geotermica
> 15 €/MWh per impianti ad alta entalpia che abbattono il 95% di idrogeno solforato e mercurio.

TARIFFA INCENTIVANTE PER CENTRALI BINARIE MEDIA E ALTA ENTALPIA (D.M. 23 giugno 2016 art.20 comma 2)
Oltre alle tariffe incentivanti viste in precedenza (con i relativi premi), è prevista una tariffa incentivante specifica per centrali a media entalpia (max 151°C) o alta entalpia che utilizzano tecnologie avanzate non ancora pienamente commerciali (n.d.r. Centrali Binarie)
Questa tariffa è di 200 €/MWh per la media entalpia (max 151°C) ed è garantita per 25 anni.
Se la temperatura del fluido è superiore a 151°C la tariffa viene ridotta di 0,75€/MWh per ogni grado superiore a 151°C.

MIRACOLI DELLA GEOTERMIA: BASTA ANNUNCIARE CHE TOLGONO GLI INCENTIVI ALL’ENEL E IL LAVORO TRIPLICA!!

Dopo l’annuncio che (forse) la geotermia verrà esclusa dagli incentivi per le rinnovabili, in un solo mese i lavoratori di questo settore sono TRIPLICATI (!!!) passando da 1700 a 5000.

 

 

 

Il 2 novembre un articolo di Greenreport (sponsorizzato da Cosvig, che gestisce gli incentivi toscani…) dice che la geotermia toscana “occupa circa 1.700 addetti tra diretti e indotto”, riprendendo gli stessi numeri forniti da un dossier del Corriere della Sera (Corriere Fiorentino) del 18 settembre 2017 che indicava, appunto, “occupati tra 650 e 700, oltre a un indotto indiretto di circa mille posti di lavoro”. Questo dato è di fonte Enel (oste, com’è il vino?) come dichiararono i consiglieri PD Pieroni e Nardini che il 22 marzo 2016 visitarono le centrali con la Commissione regionale Ambiente e dichiararono: “i dati illustratici questa mattina dai dirigenti di Enel… …700 dipendenti diretti e più di 1000 nell’indotto”.

Poteva mancare il sindacato geotermico? La Cisl, per fare la brava arriva a “circa 1.800 persone, tra occupazione diretta e indotto” (ToscanaOggi.it fonte agenzia Dire).
La Cgil rilancia e parla di “oltre 2.100 occupati tra interni ed esterni” (Il Tirreno)

Il 9 novembre La Nazione dice che i lavoratori sono 2.150, “650 nelle centrali di Enel Green Power e 1.500 nell’indotto”.

Il 9 novembre un comunicato di Toscana notizie (organo della Regione) dice che “gli occupati diretti sono 650 e quelli dell’indotto circa 2000”, e siamo a 2.650. Ma non basta, poco sotto, aggiungendo …l’indotto dell’indotto dell’indotto…. si raggiungono le “oltre 4000 le persone coinvolte, così suddivise: addetti occupati direttamente 650, addetti dei fornitori 2.000, altri addetti attivati dai fornitori dei fornitori 780, addetti attivati dai lavoratori per i consumi 890”.

La Nazione, 25 novembre

Anche Greenreport, che di solito è la grancassa della geotermia industriale toscana, vedendosi superato a destra, sempre il 9 novembre, per bocca del sindaco di Pomarance, Martignoni, arriva a “circa 800 occupati diretti e 1.200-1.500 

nell’indotto”, quindi sui 2.000/2.300 totali.

Ma La Nazione non ci sta e il 25 novembre, riprendendo dichiarazioni del presidente Rossi, afferma che i lavoratori sono 650 enel + 4350 indiretti, quindi 5.000 !!!

E’ chiaro e scoperto il giochino del ricatto occupazionale che viene messo in atto ogni qualvolta si chiede a qualche padrone di rispettare le leggi (ultimo caso l’ILVA). La cosa che salta agli occhi sulla geotermia toscana è la cialtronaggine di quanti, per paura di veder scomparire gli incentivi (pagati dai soliti cittadini in bolletta), non esitano a fare a gara a chi la spara più grossa!
E ancora non siamo a Natale, chissà cos’altro s’inventeranno…

Ormai le persone sono stanche e arrabbiate con un sistema di sfruttamento selvaggio dei territori, che devasta salute e ambiente e, paradossalmente, NON PRODUCE OCCUPAZIONE IN PROPORZIONE AGLI INCENTIVI ELARGITI! se solo si investissero i 600 milioni di incentivi (anno 2016) in posti di lavoro, calcolando il costo di 50 mila euro per lavoratore, si creerebbero 12.000 posti di lavoro, altro che chiacchiere.

La cosa certa è che gli occupati delle centrali toscane arrivano a circa 600 addetti che sono pari a quelli occupati nel turismo nel solo comune di Casole d’Elsa, dove un sindaco più attento agli interessi e alla salute della sua comunità, ha preso atto che, a seguito di un referendum sulla realizzazione di un impianto in cui il NO ha raggiunto il 93,4 %, la geotermia nel suo comune “non s’ha da fare”.

Ribadiamo quindi che l’eliminazione degli incentivi alla geotermia industriale speculativa e non rinnovabile è sacrosanta; ci auguriamo che su questo il Governo resista alle pressioni dell’Enel, di Rossi e dei loro supporter e non faccia marcia indietro.

Proponiamo che quanto tolto alla geotermia sia investito nei territori cd. geotermici per convertire l’occupazione nello sviluppo di fonti realmente rinnovabili, a cominciare dai piccoli impianti fotovoltaici e pompe di calore, in grado di realizzare una vera autosufficienza energetica ed una economia locale di supporto.

Sos Geotermia, Comitato Salvaguardia Ambiente M.Amiata,
Rete NoGESI, Medicina Democratica


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Il Cittadino online

Geotermia esclusa -per ora- dalla bozza di decreto sulle rinnovabili, sindaci e sindacati geotermici sulle barricate

La risposta di Sos Geotermia ai lamenti di certi sindaci e sindacati sempre schierati con l’Enel. Anche Rossi dichiara “guerra”.

 

 

Nel nuovo schema di Decreto legislativo (scaricalo QUI), che stabilisce gli incentivi per orientare le produzioni di energia verso sistemi sostenibili, la Geotermia viene momentaneamente esclusa, dovendo tale Decreto essere coerente con le prescrizioni della Commissione Europea in materia di aiuti alle energie pulite.
Noi speriamo che questo nuovo approccio porti ad un cambiamento rispetto al passato.

Invece, le parole usate dal Sindaco Giacomo Termine in difesa del preesistente sistema di aiuti pubblici alle centrali geotermiche ad alta entalpia dimostrano una profonda ignoranza, in quanto sono parole in realtà a difesa di un sistema che, invece di incentivare le produzioni di energia elettrica da fonti pulite, ha concesso enormi incentivi, circa 600 milioni di euro nel 2016 in Toscana, dirottandoli ai peggiori inquinatori dell’atmosfera.
Infatti, Giacomo Termine ignora un fatto accertato e scritto dai nostri rappresentanti scientifici   in ambito Europeo (1): cioè che le centrali geotermiche in Amiata sono decine di volte più inquinanti e clima alteranti delle centrali elettriche alimentate a combustibili fossili e, ciò nonostante, ricevono incentivi come se fossero fonti pulite. Come definire questa distorsione dei fini se non una colossale truffa, legalizzata dai Governi precedenti?

L’entità annua di tali incentivi, pagati con le bollette elettriche dei cittadini che consumano elettricità, vengono sottratti alle fonti energetiche davvero pulite, come ad esempio al fotovoltaico sui tetti delle abitazioni o alle pompe per il calore geotermico nei fabbricati, che sarebbero in grado di produrre occupazione e reddito ad artigiani e piccole imprese decine di volte superiore all’occupazione che oggi sono capaci di offrire le centrali Enel. Ma il sindaco Termine ignora questo necessario cambiamento, che invece il Parlamento italiano (2) ha già maturato e invano sollecitato, visto che i Governi a guida PD non hanno voluto assecondarlo.

Giacomo Termine ignora anche che nella Commissione per l’Industria che votò una Risoluzione all’unanimità, assieme alla Commissione Ambiente (2), che impegnava il Governo nella direzione che oggi si intravede: “a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano; -ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale” non sono stati solo i parlamentari 5 Stelle a votarla, ma anche esponenti di primo piano del PD, come la on. Braga, Responsabile Ambiente della Segreteria nazionale del PD e i Presidenti di tali due Commissioni della Camera dei Deputati, gli on.li Epifani e Realacci.

Ciò è avvenuto perché il sistema attuale è una truffa, anche se consentita dai Governi, e non può essere tollerata a lungo, nonostante l’ignoranza dei sindaci, che pur di ricevere una piccola parte di quegli incentivi non spiegano ai propri cittadini come mai nell’area tradizionale di più antico sviluppo geotermico in Toscana, deliberata come area di crisi dalla Giunta Regionale, si registrano (vedi Quaderni Irpet) il reddito procapite più basso e la popolazione di età più alta della Toscana a dimostrazione che la Geotermia delle centrali elettriche porta ad un declino economico e sociale, dove solo in pochi fanno affari.

(1) Basosi: “Dal punto di vista del potenziale di acidificazione (ACP), l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone di pari potenza elettrica. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas” in QualEnergia, giugno 2015. Leggi QUI

(2) Risoluzione del 15.4.2015 delle Commissioni Parlamentari X (Industria) e VIII (Ambiente) Scaricala QUI


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MaremmaNews 9/11/2018

La Nazione 8/11/18

Titanic Amiata: anche l’ISDE conferma la gravità del problema salute, ma si continua a far festa come nulla fosse

Altro che moratoria, occorre chiudere subito le centrali enel; anche i Sindaci agiscano e la smettano con il teatrino delle sponsorizzazioni di sagre e feste.

 

 

Abbiamo chiesto allISDE, Medici per l’Ambiente, di analizzare la situazione sanitaria amiatina alla luce degli studi fatti e in corso, a cominciare dallo Studio epidemiologico fino al progetto InVetta.
L’ISDE, con una puntuale relazione (clicca qui per scaricare) del Dr. Ugo Corrieri, Presidente della Sezione di Grosseto e Coordinatore per il Centro Italia, forse per la prima volta analizza e mette a confronto i vari studi; dalla relazione ne esce un quadro, se possibile, ancora più grave di quello che da anni i comitati vanno denunciando.
Queste le conclusioni a cui giunge il relatore: “…Le rilevanti correlazioni statisticamente significative che emergono dall’Allegato 6 dello studio del CNR del 2010 – tra le maggiori concentrazioni degli inquinanti tipicamente emessi dalle centrali geotermiche e gli aumenti di ricoveri ospedalieri e di decessi negli abitanti dei Comuni più esposti – comportano, come scrivono gli stessi Autori del CNR, un evidente nesso di “Plausibilità eziologica”. Posta pertanto la ragionevole esistenza circa la sopraddetta associazione eziologica, per adottare decisioni di sanità pubblica non occorrerebbe altro. Tutto ciò, associato al parere (agli effetti pratici negativo) della Asl Toscana Sud-Est qui sopra riportato e ai recentissimi reperti di elevate concentrazioni d’inquinanti nel sangue, nelle urine e nei capelli degli abitanti dei Comuni amiatini sedi di centrali geotermiche, ad avviso del sottoscritto non può che imporre – in coerente applicazione dei Principi di Prevenzione e Precauzione e delle Prescrizioni dei decreti di VIA delle centrali geotermiche amiatine (che richiedono se necessario la riduzione fino alla chiusura della produzione dell’energia geotermica) – una unica soluzione: l’immediata chiusura delle centrali con loro dismissione e bonifica dei siti…”.

Quindi l’ISDE si spinge anche più in là della richiesta di moratoria dei comitati, ritenendo che la grave situazione sanitaria impone “l’immediata chiusura delle centrali con loro dismissione e bonifica dei siti”!

In tale situazione anche i Sindaci, in quanto primi responsabili della salute pubblica, devono intervenire, come ancora auspica il relatore Dr.Corrieri: “…appare inevitabile che le Autorità Competenti sospendano, attraverso procedimenti in autotutela, tutti gli atti amministrativi propedeutici alla costruzione ed esercizio delle centrali geotermoelettriche attualmente in funzione in Amiata oltre a quelli relativi alle nuove eventuali autorizzazioni…”.

Invece, proprio come su Titanic che affondava mentre nel salone si faceva festa, assistiamo anche quest’anno al surreale teatrino di Cristicchi ad Arcidosso sponsorizzato -come al solito- dall’Enel

 che ormai sempre più scopertamente decide di dare i soldini solo per le iniziative degli amici delle centrali e “punire” quei sindaci che osano solo mettere in dubbio la bontà della geotermia, come è successo al sindaco Franci di Castel del Piano che si è visto negare la sponsorizzazione del Palio, una delle maggiori manifestazioni dell’Amiata. Questa è l’Enel, per chi non avesse capito…

Che nessuno domani dica quindi che non sapeva: governo, regione e comuni non si possono sottrarre alle loro responsabilità sul grave problema sanitario dell’Amiata. Diano seguito a quanto ormai da più parti viene denunciato e si arrivi al fermo delle centrali esistenti e di progetto.

Come Sos e come Rete nazionale continueremo puntualmente a denunciare la situazione e le responsabilità affinche si arrivi a tutelare davvero la salute dei cittadini contro i profitti delle società geotermiche e chiameremo le amministrazioni a rispondere delle eventuali omissioni e correità.

Sos Geotermia – Rete nazionale NoGESI


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Il Cittadino online.it

La Città.eu

Toscana. La Rete NoGESI scrive a Marras e ai consiglieri sulla proposta di legge presentata. -aggiornamenti-

Il 27 luglio scorso è stata depositata al Consiglio regionale Toscana una proposta di legge dal titolo “Disposizioni in merito al coordinamento tra le attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano energetico regionale (PAER) delle aree non idonee” (scarica QUI), a firma del presidente PD regionale Marras e dei consiglieri Bezzini, Scaramelli e Baccelli.

L’incontro tra Marras e la Rete NoGESI del 17 luglio scorso, sembrava aver aperto finalmente un confronto tra i comitati e la regione e si erano anche individuati punti di convergenza sugli aspetti ambientali e di salvaguardia della salute, ma la proposta di legge presentata, che non è la auspicata legge sulla geotermia, non sembra in continuità con quanto emerso da quell’incontro. Tanto che la Rete, a stretto giro di posta, scrive a Marras e ai proponenti per chiarire le posizioni e chiedere spiegazioni.

Di seguito il testo della lettera inviata il 13 agosto e la risposta di Marras.

Al Consigliere Leonardo Marras – Presidente del Partito Democratico Regione Toscana
Al Consigliere Simone Bezzini
Al Consigliere Stefano Scaramelli
Al Consigliere Stefano Baccelli

Egregio Presidente,
Le scrivo a nome e per conto della Rete Nazionale NOGESI in merito ad alcuni chiarimenti necessari riguardo alla proposta di legge regionale “Disposizioni in merito al coordinamento tra l’attività di sfruttamento della geotermia e l’individuazione nel Piano Energetico Regionale (PAER) delle Aree non Idonee”, da lei presentata, unitamente ai consiglieri Bezzini, Scaramelli e Baccelli, il 27 luglio 2018.
Ci eravamo lasciati nell’incontro con Lei avuto da una nostra delegazione a Firenze del 17 luglio u.s., dopo un proficuo confronto, con un impegno su alcuni punti essenziali, ripresi anche nel nostro comunicato stampa del 19 luglio u.s. che le abbiamo inviato:

a) la necessità da parte della Regione Toscana di completare l’iter per la approvazione delle ANI;
b) la posizione della Regione Toscana di uscire da “contratti” o “patti” con l’Enel;
c) la necessità invece che venga definito un quadro di riferimento chiaro e preciso a livello regionale, da raggiungere con una nuova legge sulla geotermia, che porti “a più ambiente e più lavoro”, come da lei direttamente affermato;
d) la valutazione di una moratoria per tutte le centrali e i permessi per il tempo necessario alla definizione della nuova legge, alla definizione delle ANI, alla definizione di nuovi limiti delle emissioni a tutela della salute dei cittadini.

Un percorso, in particolare quello sulla nuova legge sulla geotermia, che ci avrebbe permesso un confronto serio e di merito sul testo della stessa, per affrontare “le criticità” e i gravi problemi sanitari e ambientali che oggi le centrali geotermoelettriche flash dell’Enel e anche quelle a ciclo binario, pur con aspetti diversi, stanno creando in Toscana e, in particolare in Amiata, per la sua conformazione geologica e la presenza nel fluido geotermico di sostanze inquinanti e pericolose.

Inoltre riteniamo da tempo indispensabile che da parte della Regione Toscana si pervenga alla attuazione delle previsioni dell’art. 94 D.Lgs.152/2006, già art. 21 D.Lgs.152/1999, circa le aree idropotabili di ricarica, nell’ambito dei numerosi procedimenti amministrativi in materia di geotermia attualmente in corso, anche in comparazione con percorsi amministrativi ben più virtuosi seguiti in altre regioni, come ad es. Piemonte e Lazio. Tale definizione dovrebbe essere pregiudiziale alla stessa definizione delle ANI, nonché alla determinazione delle aree per permessi di ricerca e certamente per l’autorizzazione di impianti geotermici.

Ho quindi letto con attenzione la sua proposta di legge per coglierne i punti che ci potessero far fare un simile percorso e confronto di merito su tutta la problematica “geotermia” in Toscana e in Amiata.
Ma nella proposta di legge, da Lei presentata, non ho trovato alcun accenno al tema della necessità da parte della Regione Toscana di operare per la definizione della nuova legge sulla geotermia.
Infatti nella premessa e, in particolare nell’articolo 1 della proposta di legge, si cita “…fino alla approvazione dell’atto di integrazione del Piano Ambientale Energetico Regionale (PAER) con la individuazione delle aree non idonee per le risorse geotermiche, comunque, non oltre sei mesi della entrata in vigore della presente legge, sono sospesi i procedimenti…” e si parla quindi di una moratoria solo finalizzata alla definizione delle ANI (per un massimo di sei mesi) e non alla definizione di una nuova legge sulla geotermia. Nuova legge, che da lei è stata definita “importante” per avere un quadro di riferimento regionale ben preciso prima di procedere, nel caso, alla realizzazione di nuovi impianti.
Vi chiedo allora se queste mie considerazioni hanno un fondamento. Mi restano anche dei dubbi sulla tempistica per il fatto che i tempi di approvazione delle ANI potrebbero essere anche brevi (due, tre mesi dalla approvazione della legge sulla moratoria), mentre la approvazione della legge sulla geotermia potrà avere tempistiche maggiori, data la complessità del tema da affrontare. In sostanza, se si arriva alla definizione delle ANI entro breve tempo, secondo l’articolo 1, cessa la moratoria e ripartiranno da subito le procedure per le nuove centrali in Amiata e in Toscana, in particolare PC6 a Piancastagnaio, senza ancora avere la definizione e l’approvazione della nuova legge sulla geotermia promessa.
Credo che sia importante avere dei chiarimenti in merito a quanto da me esposto, anche per evitare interpretazioni o considerazioni non corrette da parte nostra sulle reali intenzioni dei promotori della legge.

Grazie per la sua attenzione e collaborazione. Un cordiale saluto.
Velio Arezzini
Portavoce pro-tempore Rete Nazionale NOGESI


RISPOSTA DEL PRESIDENTE MARRAS

lunedì 13/08/2018 h.20:00

Rispondo sinteticamente alle sue osservazioni rispetto alla nostra proposta di legge di sospensione dei procedimenti autorizzativi.
L’iniziativa è partita autonomamente suscitando come si è visto non poche reazioni perché l’incontro con il presidente Rossi per motivi oggettivi (firma degli accordi con Jindal, morte di un lavoratore al porto di Livorno) non si è potuto tenere nei tempi stabiliti e di conseguenza il procedimento più importante quello di PC6 avrebbe rischiato di procedere senza nessun nuovo condizionamento legato alle nuove norme di cui abbiamo parlato nell’incontro.
Sul punto della mancata citazione della nuova legge: non si presenta una legge che sospende qualcosa dichiarando di volerne approvare un’altra. Si dovrebbe invece presentare quella legge all’interno della quale eventualmente sospendere nelle more della sua efficacia alcuni effetti amministrativi. Non siamo in grado però senza un supporto tecnico specialistico di presentare la nuova legge dal consiglio ma deve necessariamente essere per lo meno preparata congiuntamente tra Consiglio e Giunta. Quindi, non è scritto ma è implicito. La necessità di una nuova legge è contenta nel documento che definisce le priorità di governo in questa ultima parte di mandato condivise anche con Rossi.
Sul punto dei tempi: la sospensione dei procedimenti autorizzativi è un provvedimento la cui legittimità è dubbia perché interviene in materia di diritto amministrativo che è competenza dello Stato nel mentre fra l’altro si consolida a procedimento amministrativo aperto e contingentato nel tempo dalla legge un diritto soggettivo di una parte istante tale da poter causare un danno. Appare chiaro che di fronte ad una impugnativa una legge del genere che sospende i termini di un procedimento amministrativo in corso potrebbe essere anche dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale. Il periodo di durata deve essere fissato in modo certo. La durata di 6 mesi appare congrua per arrivare al risultato di avere modificato il piano regionale con le ANI e avere una nuova legge, ma soprattutto è un tempo che ci permette di non incorrere nella scure di una eventuale impugnativa e nel giudizio della corte. Era il termine usato già da una precedente moratoria e quindi per analogia e per quel precedente è possibile passare il vaglio del giudizio di fattibilità degli uffici giuridici del Consiglio regionale senza alcun intoppo.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro.
Saluti. LM


REPLICA DELLA RETE NOGESI

martedì 14/08/2018

Egregio Presidente,
La ringrazio per la tempestiva risposta alla mia lettera del 13 agosto (vedi sopra) nella quale Le chiedevo dei chiarimenti in merito alla proposta di legge da lei sottoscritta, unitamente ad altri consiglieri del suo gruppo, sui temi della geotermia e della “moratoria”.
Al di là delle sue considerazioni di merito e degli aspetti tecnici e giuridici per noi è fondamentale la sua affermazione della volontà del suo gruppo consiliare di fare una nuova legge regionale sulla geotermia con l’accordo –da lei affermato- anche della Giunta regionale del presidente Rossi.
Ci auguriamo che ciò rappresenti una svolta profonda nel modo di agire da parte del governo della Regione Toscana sul tema dello sfruttamento della geotermia che ha prodotto fino ad oggi un uso esclusivo da parte di ENEL, ed anche di altre società del settore, ai fini di centrali elettriche, con gravi problemi ambientali e sanitari nei vari territori ed in particolare in Amiata.
Occorre, con la nuova legge sulla geotermia, affrontare finalmente i problemi posti sul tappeto da amministratori, comitati e cittadini sui temi delle criticità ambientali e sanitarie oggi presenti, coinvolgendo nella sua elaborazione i territori.
E domandarsi se le tecnologie finora usate (flash e binari) siano compatibili con le vocazioni dei territori e se non sia ora, con l’occasione di questa legge reclamata da anni, di immettere –come si fa nei paesi più avanzati- elementi di ricerca tecnologica verso soluzioni ambientalmente e sanitariamente più avanzate, previlegiando l’uso diverso da quello elettrico della geotermia (fornitura di calore, l’uso della bassa entalpia, ecc.) verso progetti gestiti e concordati con i territori.

Avremo modo, alla ripresa dell’attività politica, di confrontarci su tali problematiche e certamente la moratoria è indispensabile per svolgere un sereno e proficuo confronto. La Rete Nazionale NOGESI non mancherà, anche in questa occasione, di dare il suo supporto di stimolo nell’interesse dei territori.
Grazie per la sua attenzione e collaborazione.
Un cordiale saluto.
Velio Arezzini – Portavoce pro-tempore Rete Nazionale NOGESI

17 luglio 2018, INCONTRO CON IL PRESIDENTE PD AL CONSIGLIO REGIONALE LEONARDO MARRAS

Quello che si è tenuto a Firenze martedì 17 luglio 2018 nella sede del gruppo PD del Consiglio Regionale con il capogruppo Marras è stato un incontro per alcuni aspetti positivo, ma da verificare con il Presidente Rossi e la Giunta sulle reali intenzioni che gli stessi vogliono portare avanti sia riguardo al tema della nuova centrale flash PC6 di 20 MW, proposta da Enel a Piancastagnaio, sia sul tema della “Moratoria” e della nuova legge regionale sulla Geotermia.

Alle posizioni espresse dai rappresentanti dei Comitati ambientalisti di SOS Geotermia e della Rete Nazionale NOGESI, che hanno evidenziato, con la relativa documentazione, le criticità e i gravi problemi ambientali e sanitari, già oggi presenti in Amiata a causa delle attuali cinque centrali di Piancastagnaio e di Bagnore, e quindi la gravità che avrebbe la realizzazione del nuovo impianto flash PC6 e delle altre previste in Amiata e in Toscana a ciclo binario, il capogruppo consiliare PD Marras ha espresso alcune posizioni e considerazioni condivisibili e sostanzialmente riassumibili nei seguenti punti principali:
– La necessità da parte della Regione Toscana di completare l’iter e la approvazione delle Aree Non Idonee (ANI), dopo il pronunciamento dei vari Comuni dell’Amiata e della Toscana, in gran parte contrari a centrali geotermiche nel proprio territorio;
–  La posizione che deve assumere la Regione Toscana di uscire da “contratti” o “patti” con l’Enel e quindi la non accelerazione di tali accordi;
– La necessità, invece, che venga definito un quadro di riferimento chiaro e preciso a livello regionale, da raggiungere con una nuova normativa sulla Geotermia e la revisione del Paer sulle Fonti rinnovabili, che portino, a detta di Marras, “a più ambiente, più lavoro”;
– La valutazione di una “Moratoria” per le centrali in Toscana, compresa quella di PC6, da attuare per il tempo necessario alla definizione della nuova legge sulla Geotermia, alla definizione delle ANI, alla definizione dei nuovi limiti delle emissioni a tutela della salute dei cittadini.

Il problema è che tali posizioni condivisibili dovranno trovare consenso e attuazione da parte del Presidente Rossi e della Giunta Regionale. Marras ha comunicato che incontrerà Rossi su tali problematiche e, in particolare, sulla necessità di definire una legge sulla geotermia e di conseguenza di valutare la necessità di una moratoria sui procedimenti in corso, il giorno 31 luglio p.v. Ci auguriamo che in tale incontro prevalgano le posizioni espresse da Marras e che siano fatte proprie dal Presidente e dalla Giunta.

In caso contrario, e in particolare se si dovesse perseverare sulla realizzazione della nuova centrale PC6 di Piancastagnaio, i Comitati della Rete Nazionale NOGESI organizzeranno tutte le manifestazioni e le iniziative di lotta per respingere tale sciagurata scelta.

Amiata, 19 luglio 2018

SOS Geotermia Amiata – Rete Nazionale NOGESI

Accordo sulla geotermia del governatore Rossi: No alla monetizzazione della salute!

Al “mercante” rispondiamo che non esistono popolazioni amiche della geotermia e popolazioni nemiche, ma solo popolazioni inquinate, del cui inquinamento Enel e le amministrazioni regionali (non solo Rossi) e comunali dovranno rispondere, di fronte alla storia e alla magistratura.

 

L’edizione del “Il Tirreno” del 7 luglio 2018 -vedi in fondo- ci dà notizia delle intenzioni del governatore Rossi di spillare più quattrini all’Enel per la geotermia nell’Alta Val di Cecina e nell’Amiata. Secondo il giornale l’accordo sarebbe vicino.
Le intenzioni del “mercante in fiera” Enrico Rossi, verso la scadenza del suo doppio mandato, sono abbastanza trasparenti: monetizzare la salute della popolazione, tentando di dividere popolazioni buone (quelle della zona geotermica nord, acquiescenti ai disastri della geotermia) da quelle cattive (quelle dell’Amiata, più riottose) con un po’ più di fondi da spillare ad Enel, briciole rispetto a quanto quest’ultima ottiene dagli incentivi statali.

Inoltre, l’accordo in preparazione perché fa parti diseguali fra uguali? L’ospedale di Volterra perché andrebbe salvaguardato più degli ospedali amiatini? E perché il fiume Cecina andrebbe salvaguardato più del fiume Fiora e del Paglia, forse l’acqua non è il bene più essenziale per tutti? E poi sul Cecina non dobbiamo dimenticare il famoso sbandieratissimo accordo del 2003, (ministro Matteoli gran cerimoniere, cecinese) “Cecina bacino pilota”, finanziato con ben 35 milioni di euro, che non ha affrontato né tanto meno risolto neanche uno solo degli enormi problemi di questo fiume, dagli enormi prelievi d’acqua di Solvay per estrarre salgemma, all’inquinamento pregresso da mercurio, dagli scarichi della Società chimica Larderello alla discarica di rifiuti pericolosi di Bulera (recentemente ri-autorizzata per altri 9 anni dalla Giunta Regionale), dai ladrocini irreparabili di ghiaie dal suo alveo allo spandimento per tutta la valle di Gabbriccio contenente amianto e cromo, agli scarichi della geotermia, ecc.

In questo disperante contesto la banda ultra larga sembra, per lor signori, proprio la priorità assoluta, se a suggerirla al “mercante” sono le élite locali, quelle che hanno sostenuto questi scempi sistematici per decenni. Quanto poi al ripopolamento delle colline della val di Cecina, bisognerebbe riflettere profondamente sui motivi del loro spopolamento: in effetti i comuni di Castelnuovo e Pomarance (i più geotermizzati al mondo) sono tra i più poveri e con la popolazione più anziana della Toscana, con punte fino al 35% di ultrasessantacinquenni ed è proprio la monocoltura geotermica ad aver creato questa situazione. Non c’è lavoro, oltretutto l’aria è irrespirabile, i giovani ed intere famiglie emigrano in città. Un parzialissimo ripopolamento è costituito da immigrati albanesi e macedoni, che si adattano a fare i boscaioli, anche visto che Enel sta già affiancando le biomasse legnose ai fluidi geotermici in declino nelle centrali geotermiche.
Ma pare proprio che anche i sindaci toscani dell’Alta Val di Cecina, oltre a quelli dell’Amiata, non siano immensamente felici di colare a picco con Rossi…
Insomma, occorrerebbe una svolta radicale nelle politiche delle aree finora asservite alla geotermia, che invece il mercante Rossi conferma fino alla fine dei suoi giorni, in danno alla salute e al lavoro.

Da parte nostra continueremo fino alla vittoria a contestare la politica geotermica della Toscana, unica regione nel panorama nazionale rimasta “geotermica”. Anche se un recente studio commissionato dal PD di Grosseto individua una della cause del tracollo elettorale del PD appunto la geotermia. Seguire Rossi non porta bene…

Rete nazionale NoGESI – Medicina Democratica


Il Tirreno – Pomarance – del 7 luglio 2018

«Faremo l’accordo con Enel» rassicura il governatore Rossi. La Regione vuole incassare di più a vantaggio dei Comuni
Geotermia, protocollo chiuso entro l’estate
di SAMUELE BARTOLINI

Oggi al Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, uno dei luoghi simbolo del turismo geotermico in Toscana, la serata “Italy Gold”, spettacolo con canzoni italiane d’autore interpretate dal soprano Silvia Dolfi e dalla sua band. Si esibiranno in uno scenario di rara bellezza quale l’anfiteatro naturale delle Biancane immerso nelle volute di vapori e giochi notturni di luci.Dalle 18 porte aperte all’impianto geotermico Enel Green Power di Monterotondo con visite guidate; alle 19.30 l’apericena geotermico al Parco delle Biancane e a seguire lo spettacolo serale “Italy Gold”.
LARDERELLO. «La trattativa è ancora in corso, ma entro l’estate raggiungeremo l’accordo». Il presidente della Regione Enrico Rossi non dice di più. La discussione tra Regione ed Enel Green Power sul nuovo protocollo della geotermia è ancora aperta, ma evidentemente il governatore è sicuro di chiuderla entro la fine della bella stagione. Rossi non lo dice, ma gli uffici regionali non smentiscono.La Regione vuole arrivare all’incasso di 60 milioni di euro l’anno con il nuovo accordo sulla geotermia. Se poi sarà qualche milione in meno, poco importa. Ma è quanto la Regione vuole da Enel Green Power per lo sfruttamento dei soffioni boraficeri nell’Alta Valdicecina e nell’Amiatino. È esattamente il doppio di quanto incassa finora. O meglio. È il doppio di quanto incassa ogni anno il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig). Ma la Regione è dentro il capitale sociale di Cosvig. Un accordo da chiudersi dunque a vantaggio delle casse regionali. Oggi è il 6% del fatturato. La Toscana vuole salire al 10. La discussione ruota attorno a questo principio: io Regione permetto a te Enel Green Power di aumentare il numero delle centrali geotermiche, ma tu Enel Green Power mi garantisci un numero uguale o inferiore di emissioni inquinanti in atmosfera. Detto in altri termini: io Regione concedo a te Enel Green Power più autorizzazioni, incasso i soldi in più delle autorizzazioni, ma tu Enel adotti tecnologie ambientali così evolute da garantire emissioni bassissime.E fanno da modello le centrali geotermiche Bagnore 3 e 4 in attività nel comune di Santa Fiora. Bagnore 3 in funzione dal 1998 sviluppa 20 megawatt di potenza; Bagnore 4 accesa a dicembre 2014 e inaugurata a luglio 2016, il doppio. Ma sono entrambe dotate di un filtro chiamato Amis che abbatte il mercurio e l’idrogeno solforato. La Bagnore 3 ce n’ha uno, la Bagnore 4 ce n’ha due. Sono collegati l’uno con l’altro. E messe insieme, le due centrali consentono di ottimizzare le emissioni complessive. Regione ed Enel Green Power le prendono a esempio per scrivere il nuovo protocollo sulla geotermia.E i 60 milioni di euro che arriveranno dove andranno a finire? Anche qui Rossi non si espone, ma tutto fa pensare che andranno a disposizione dei territori. Le priorità dei cinque Comuni dell’Alta Valdicecina – Castelnuovo, Montecatini, Monteverdi, Pomarance e Volterra – sono sul tavolo del presidente Rossi da alcuni mesi. Aspettano solo di essere realizzate. Ecco cosa dicono. Stop ai tagli all’ospedale di Volterra. Ammodernamento della strada 439. Messa in sicurezza del fiume Cecina. Rilancio dell’economia tramite la banda ultra larga e il ripopolamento delle colline dell’Alta Valdicecina. E i 60 milioni di euro sarebbero come oro per la realizzazione di quei progetti. È la “roadmap” tracciata nella conferenza stampa di fine marzo a Palazzo Strozzi Sacrati presenti tutti i sindaci. Alberto Ferrini per Castelnuovo, Sandro Cerri per Montecatini, Carlo Giannoni per Monteverdi, Loris Martignoni per Pomarance, Marco Buselli per Volterra. Per la Regione l’assessore Vittorio Bugli e il consigliere Pd Antonio Mazzeo.


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Piancastagnaio, 10 luglio 2018. Manifestazione contro centrale PC6

Il Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata e la Rete Nazionale Nogesi promuovono una manifestazione per martedì 10 luglio 2018 a Piancastagnaio, ore 17 – 20,30, presso i Giardini Nasini contro la paventata realizzazione di una nuova centrale flash, la PC6 da 20MW, in località ASCA, dove già esiste la centrale PC3 da 20 MW.

 

Di seguito il comunicato/volantino (che puoi scaricare CLICCANDO QUI):

 

Il Sindaco di Piancastagnaio Vagaggini e la Giunta favorevoli
alla nuova centrale flash PC6 di 20 MW

Eppure solo un anno fa proprio il sindaco Vagaggini si era dichiarato nettamente contrario a un nuovo impianto flash di Enel; anzi, contrarissimo, aggiungeva, perché la sua priorità era quella di tutelare la salute dei cittadini!
Affermazioni condivisibili considerate le problematiche derivanti dalle centrali esistenti, di cui ora sembra essersi scordato, PC3, PC4, PC5 relativamente alla qualità dell’aria e alle sostanze potenzialmente nocive che dalle stesse fuoriescono.
Ci saremmo aspettati che il suo NO, e quello della sua Giunta, fosse ancora più forte ora che i risultati dello studio InVetta hanno evidenziato la presenza allarmante di metalli pesanti nel sangue degli amiatini, e ora che è in corso un procedimento penale per la centrale Bagnore 4, presa a riferimento da Enel per il nuovo impianto che intende costruire a Piancastagnaio.
Invece, il primo cittadino, insieme alla sua Giunta, ha espressamente affermato dinanzi alla commissione VIA che “in merito alle emissioni in atmosfera, se gli impianti Amis assicurano prestazioni dichiarate, essendo il progetto presentato migliorativo rispetto alla situazione attuale, non può che dichiararsi favorevole alla centrale PC6, essendo interessato alla salute dei cittadini”.
Dimentica il Vagaggini che gli Amis abbattono e non totalmente solo due delle sostanze normate, nessuna certezza e/o protezione sembra esistere per le altre sostanze, alcune non normate, che secondo i dati Arpat, fuoriescono dalle centrali Enel. Dimentica anche che durante i fuori servizio le centrali emettono totalmente le sostanze in atmosfera senza alcun filtro.
Allarmante anche il silenzio assordante dei Sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata – Val d’Orcia che qualche mese fa avevano espresso la loro assoluta contrarietà alla realizzazione di qualsiasi installazione di centrali flash.
Eppure lo stesso Presidente Rossi dichiarava che dopo il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4 l’Amiata aveva raggiunto il suo punto di saturazione. No ad altre centrali!
Come si vede il Presidente Rossi e il sindaco Vagaggini si servono della stessa tecnica: prima rassicurano i cittadini e poi, a distanza di tempo, continuano a perseguire le logiche di sfruttamento del territorio adottate da sempre.
Il Presidente Rossi vuole trasformare il Monte Amiata nel secondo polo industriale geotermico: Larderello oggi ha più di trenta centrali elettriche alimentate da geotermia, l’Amiata quante ne deve “ospitare”?
È ormai chiaro a tutti che il Sindaco Vagaggini assecondi questo disegno svendendo il territorio che dovrebbe invece tutelare insieme alla salute dei cittadini, andando contro il parere stesso dell’Usl Sud-Est che chiede integrazioni in merito “al contesto e all’analisi dei rischi per quanto riguarda metalli pesanti, ambiente idrico, radioattività, coltivazioni locali”.

I Comitati Ambientalisti non intendono stare a guardare questo ulteriore disastro e preannunciano le più forti ed incisive azioni a salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita.