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GREENWASHING: DOPO L’ENEL, SORGENIA

Pubblichiamo di seguito, condividendone i contenuti, il comunicato del “Circolo Raniero Amarugi” di Santa Fiora in relazione all’ennesima iniziativa sull’Amiata con l’ennesima sponsorizzazione “geotermica”; unica novità, stavolta non è l’Enel che le centrali già ce l’ha, ma la Sorgenia che le centrali le vorrebbe!

 

 

 

TRA CANTI E MUSICA SI CELEBRA (IN ANTICIPO)
L’ENNESIMA DEVASTAZIONE AMBIENTALE DEL TERRITORIO

La società Sorgenia s.p.a. vuole costruire una nuova centrale geotermica binaria da 5MW a Saragiolo, con un progetto che prevede la perforazione di nuovi pozzi geotermici (da 10 a 17) a valle di Saragiolo, Bagnolo e Marroneto: un’operazione devastante in zone già dichiarate a rischio frane.

Come si fa a conquistare la benevolenza delle popolazioni per questo nuovo scempio ambientale? Semplice: basta sponsorizzare sagre, feste ed iniziative culturali con la tecnica del Greenwashing geotermico, (strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi prodotti dalle proprie attività), cosa in cui è maestra l’Enel.

E’ ovvio che per fare ciò è necessaria la disponibilità delle istituzioni locali ma anche questo non è un problema: con la enorme quantità di incentivi, (che rappresentano dal 20 al 25% delle bollette pagate dei cittadini), si possono dare agli enti locali affamati di risorse qualche compensazione ambientale e una piscina geotermica.

Sorgenia ha imparato bene la lezione Enel e, ancor prima di avere realizzato la centrale, è già partita con la sponsorizzazione di Canta Fiora (Festival di musica popolare dal 27 aprile al 1 maggio a Santa Fiora). Anche gli artisti devono vivere, però un problema etico se lo dovrebbero porre: ha senso farsi finanziare da società che fanno della devastazione ambientale la loro ragione di profitto?
Si canta e si balla mentre si devasta l’ambiente.
Basta con la colonizzazione dell’Amiata da parte delle multinazionali dell’energia.

Santa Fiora, 4 aprile 2018

Rifondazione Comunista per Potere al Popolo “Circolo Raniero Amarugi” Santa Fiora

Poggio Montone, le osservazioni dei cittadini al progetto

In allegato riportiamo le Osservazioni presentate da alcuni cittadini di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e comuni limitrofi e dal Circolo della Rifondazione Comunista di Santa Fiora inviate alla Regione Toscana e relative al Progetto (con centrale) geotermico denominato “Poggio Montone” presentato dalla società Sorgenia Geothermal srl.

Il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stato avviato il 21 agosto 2017 e tutti gli Atti sono reperibili e scaricabili nella pagina internet della Regione Toscana sui procedimenti VIA; sono presenti nella documentazione anche i contributi e le osservazioni dei comuni e altre amministrazioni ed enti.

Le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio sono precedute da una premessa in cui si ricordano alla Regione Toscana le gravi problematiche che affliggono questo territorio, dove già insiste il pesante sfruttamento geotermico di Enel Green Power e che vengono riassunte in 4 punti: situazione sanitaria; abbassamento e inquinamento falda acquifera; inquinamento aria e suolo causato dalle emissioni di sostanze tossiche e nocive delle centrali; sismicità indotta.
Viene sottolineato come oltre al presente progetto su Piancastagnaio insistono altre richieste quali quella per la realizzazione dell’impianto Pilota in Loc. Casa Del Corto, al vaglio del Ministero dell’Ambiente, e il progetto Enel denominato PC6. Seguono ben 18 Osservazioni.

In conclusione i firmatari chiedono che venga immediatamente sospeso il procedimento di VIA per l’impianto, che è incompleto e in contrasto con i piani regionali e territoriali di sviluppo; che la Commissione VIA e la Regione Toscana esprimano parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto; che un eventuale nuovo studio di impatto ambientale presentato da Sorgenia venga immediatamente reso pubblico; che venga predisposta una inchiesta pubblica o attivato almeno il contraddittorio. 

QUI le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio

QUI le Osservazioni del Circolo della Rifondazione Comunista di S.Fiora


Per la cronaca, sul progetto Poggio Montone, riportiamo l’intervento sul Corriere Nazionale del 31/10/17 di Chicco Testa, attuale presidente di Sorgenia, ex Enel, ex Acea, ex Rothschild, ex Roma Metropolitane, ex deputato PCI/PDS, cofondatore di LEGAMBIENTE: “tutto bene, madamalamarchesa!” e ci mancherebbe…

AMIATA: ARSENICO IN AUMENTO NELL’ACQUA, TUTTO TACE. O FORSE NO?

Se non sono capaci di garantire a tutti acqua e salute si dimettano, anziché finanziare con i soldi della geotermia i privati per istallare depuratori casalinghi

 

 

 

E’ record storico negativo per l’arsenico nelle sorgenti amiatine!
Il 4 aprile scorso Arpat rileva lo sforamento dei limiti di legge delle sorgenti Galleria Alta e Galleria Bassa di S.Fiora e della sorgente Ente di Arcidosso, 11 μg/L le prime due e 14 μg/L la terza, a cui non ci risulta siano seguiti provvedimenti né, tanto meno, informazione alla popolazione.

Come denunciamo da anni, in corrispondenza della realizzazione delle centrali di Bagnore e di Piancastagnaio c’è stato un progressivo aumento della concentrazione di arsenico nell’acqua del monte Amiata e una costante diminuzione della falda potabile; il prof.Borgia valutava, già anni fa, la perdita di una quantità d’acqua come il lago di Bolsena che basterebbe a dissetare la popolazione mondiale per un mese e il calo continuo della falda di un metro al mese in media.

Il caso della sorgente Galleria Alta, che è la più importante del monte Amiata, è la prova delle nostre denunce: dai dati pubblicati dalla locale USL e Acquedotto del Fiora, infatti, si rileva che da una concentrazione di 4 μg/L (microgrammi/litro) del 1999 si arriva al 4 aprile scorso al raggiungimento di 11 μg/L (vedi tabella), valore ormai fuorilegge oltre il limite di 10 μg/L.

Altra storia, non meno preoccupante, quella della sorgente Ente di Arcidosso che negli ultimi hanni ha spesso superato il limite di legge dei 10 μg/L, ma mai aveva raggiunto la concentrazione di 14 μg/L, indicando quindi un trend generalizzato di aumento della concentrazione di arsenico.

Ci si sarebbe aspettato che una qualche autorità, a cominciare dai sindaci che sono responsabili per legge della salute dei cittadini, alla Regione e Arpat/Ars, all’Acquedotto del Fiora, avessero avvisato la popolazione e rassicurato che il superamento del limite di legge fosse sotto controllo e che ai rubinetti delle famiglie comunque fosse garantita, se non la decantata acqua “pura” dell’Amiata, almeno acqua nei limiti di legge, tenuto anche conto che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda valori anche inferiori agli attuali limiti di legge, come anche i medici dell’ISDE, e sconsigliano l’uso potabile per bambini, donne in gravidanza e persone “fragili” con patologie quando le concentrazioni superino i 5μg/L. (per approfondire, LEGGI QUI)
Invece, passati oltre tre mesi, non ci risulta -e ci farebbe piacere essere smentiti- nessuna comunicazione in merito, se non l’allarme lanciato il 20 giugno dai cittadini attraverso il sito www.rifondazionesantafiora.it.

Tutto tace?

Emilio Landi, presidente Acquedotto del Fiora, all’incontro sui depuratori il 17/6/17. foto da facebook

No, perchè pochi giorni fa è avvenuta l’approvazione della Delibera di Giunta n.77 del comune di Arcidosso con la quale si concedono ai singoli cittadini fino a 250 euro per l’acquisto di impianti domestici di depurazione, in coincidenza sospetta con un incontro a Castel del Piano dove è stato presentato da una ditta privata un sistema di uso domestico per filtrare l’acqua alla presenza di molti amministratori locali, compreso il presidente dell’Acquedotto del Fiora ed ex sindaco di Arcidosso, Emilio Landi.

 

Locandina dell’incontro del 17/6/17. foto da facebook

Peraltro il finanziamento dei depuratori privati verrà fatto con i soldi del Cosvig (Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche), quindi con i finanziamenti i che dall’Enel transitano attraverso gli Enti locali.
Questa Delibera indirettamente conferma la relazione tra geotermia ed inquinamento crescente delle falde idriche e che l’amministrazione di Arcidosso considera l’acqua non un diritto, ma una merce.  

 

E’ evidente che ormai anche le amministrazioni e il gestore hanno preso atto del denunciato depauperamento del bacino potabile dell’Amiata e di fronte all’incapacità dei soggetti preposti alla tutela dell’acqua e della salute, ci si aspetta immediati provvedimenti per impedire a monte la distruzione e l’avvelenamento delle sorgenti, oppure scuse pubbliche e dimissioni.

Sos Geotermia aderente alla Rete nazionale NoGESI


Leggilo su:

La Nazione 11 luglio 2017 (clicca per ingrandire):

Il Tirreno 11 luglio 2017 (clicca per ingrandire)

Il Cittadino online

Contropiano.org

MaremmaNews.it

La Città.eu

OrvietoNews.it

Pisorno.it

QuiAmiataNews.it


Oggi,10 luglio, sul tema interviene anche Acqua Bene Comune Grosseto; leggi il comunicato su:

Il Cittadino online