La rivoluzione dell’Enel è la solita vecchia minestra

starace roger rabbit copiaIn due articoli usciti contemporaneamente il 19 settembre us su Il Fatto quotidiano.it e sul sito EnergiaFelice.it si paventa una rivoluzione dell’Enel con la dismissione di ben 23 centrali a combustibili fossili con una nuova politica che “guarda al futuro”. Vediamo di cosa si tratta.

Il passaggio iniziale recita: “Con l’avvento di Francesco Starace alla guida di Enel (maggio 2014), la politica dell’ex monopolista elettrico ha subito una decida sterzata. Il nuovo

Le 23 centrali in chiusura

Le 23 centrali in chiusura

amministratore delegato, in una audizione al Senato nell’ottobre dello stesso anno, spiegò che in uno scenario così rivoluzionato, come quello della generazione elettrica, Enel doveva chiudere senza esitazioni ben 25 mila MW di centrali termoelettriche, divenute ormai una zavorra difficile da sostenere.
Eccesso di offerta di elettricità, calo dei consumi, aumento della generazione rinnovabile sono l’origine di questa colossale iniziativa di chiusura di centrali che hanno fatto la storia del nostro Paese…”.

CI FACCIA CAPIRE IL SIG.STARACE: VUOLE CHIUDERE CENTRALI PER 25.000 MW CON UN OCCHIO ALLA SOSTENIBILITA’, AL RISPETTO DEI TERRITORI E DELL’AMBIENTE, MENTRE DIFENDE CON LE UNGHIE E CON I DENTI I MISERI 120 MW DI CENTRALI GEOTERMICHE DELL’AMIATA PER LE QUALI CITTADINI E COMITATI NE CHIEDONO LA CHIUSURA PER GLI STESSI MOTIVI PER CUI SI STANNO CHIUDENDO LE ALTRE.
ALLORA, PERCHE’ MAI??

Leggendo gli articoli e quanto altro scritto anche nel documento completo di EnergiaFelice.it e anche facendo un giro sull’apposito sito dell’Enel sembra, come anche denunciano i sindacati, che sia in atto un disinvestimento nell’energia tradizionale diventata ormai poco remunerativa e problematica e una sterzata verso investimenti e speculazioni immobiliari, si parla infatti di vendita e “valorizzazione” delle vecchie centrali.

Starace e Renzi in Nevada (2016)

Starace e Renzi in Nevada (2016)

ALLORA PERCHE’ MANTENERE I 120 MW DI GEOTERMIA DEL MONTE AMIATA ED, ANZI, DOPO IL VIAGGIO IN NEVADA CON RENZI SI PROSPETTEREBBE UN RADDOPPIO DELLE CENTRALI, QUINDI 240 MW, CHE COMUNQUE RISPETTO AI 25.000 MW CONTINUANO A RIMANERE UN MISERO 1% SCARSO??

FORSE PERCHE’ CON LE POLITICHE DEGLI INCENTIVI (pagati da noi in bolletta!) LE CENTRALI GEOTERMICHE, ANCHE SE INQUINANO TANTO QUANTO QUELLE A COMBUSTIBILE FOSSILE (in proposito si veda lo studio Basosi-Bravi ), PRODUCONO ANCORA UN ALTO PROFITTO E VALE LA PENA FARNE ANCHE ALTRE NONOSTANTE LE PROTESTE?

giudice morton roger rabbit

Facendo il conto della serva partendo dai circa 31 milioni di euro all’anno che renderebbe Bagnore 4 con una potenza di 40 MW e moltiplicando per 3 per arrivare ai 120 MW si raggiungono 93 MILIONI DI EURO ALL’ANNO.
Se si arrivasse al raddoppio della potenza, raddoppierebbero i ricavi, quindi 186 MILIONI DI EURO ALL’ANNO.

E’ QUESTA LA “RIVOLUZIONE” DELL’ENEL O E’ LA SOLITA POLITICA SPECULATIVA E INQUINANTE??

 

(sulle politiche degli incentivi scarica e leggi il documento presentato l’anno scorso al Convegno di Colle Valdelsa)

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100 fiori contro la geotermia sbocciano: assemblea del neocostituito comitato a Roccalbegna

assemblea-rocca1webIl virus dell’informazione contro la geotermia speculativa e inquinante, negata per decenni in Amiata, in Maremma e nella Toscana tutta, dove si è sempre sostenuto la sostenibilità e rinnovabilità di tale sfruttamento all’ombra delle compensazioni ambientali e delle sponsorizzazioni di sagre e feste da parte di Enel, ormai si va diffondendo in ogni borgo del nostro amato territorio, come era l’auspicio lanciato con le mobilitazioni dei “100 fiori contro la geotermia”.
Salutiamo l’esordio dell’appena costituito “Comitato per la Tutela del Territorio di Roccalbegna” che, con una partecipata assemblea pubblica alla quale -e non è una novità- si è sottratto il sindaco, ha iniziato la sua attività proprio con una giornata di informazione.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del comitato.

 

GRANDE AFFLUENZA ALL’ASSEMBLEA PUBBLICA ORGANIZZATA DAL COMITATO PER LA TUTELA DEL TERRITORIO DI ROCCALBEGNA
I CITTADINI IN PIAZZA PER INFORMARSI SULLA GEOTERMIA!

Domenica 28 agosto 2016 si è svolta a Roccalbegna un’assemblea pubblica informativa sullo sfruttamento industriale della geotermia, nei territori Maremmani ed Amiatini. Erano presenti i relatori Pino Merisio (di SOS Geotermia) -SCARICA LA PRESENTAZIONE- ed il prof. Andrea Borgia (geologo), che hanno condotto l’assemblea davanti a circa 200 partecipanti, comprendenti sia abitanti di Roccalbegna e dei paesi vicini, sia molti rappresentanti dei diversi comitati, contrari alla geotermia industriale e speculativa, provenienti dalla Maremma e dall’Amiata.

Gli argomenti trattati sono stati vari: emissioni inquinanti nell’aria e nelle falde acquifere con relativi danni alla riserva idrica e alla salute; la spiegazione delle diverse tecnologie, utilizzate ad oggi dalle compagnie energetiche, per l’estrazione dei fluidi geotermici e conseguente conversione delle risorse termiche ad elettriche. Particolare enfasi è stata data alla bassa efficienza di questi processi, resi possibili economicamente solo grazie agli incentivi governativi, provenienti dai prelievi sulle bollette energetiche ai cittadini.

Dagli interventi fatti dai partecipanti, è apparsa evidente una forte preoccupazione e si è espresso l’auspicio di un utilizzo più efficiente di questi incentivi, che dovrebbero essere destinati alla diffusione delle fonti veramente rinnovabili; l’unica svolta possibile dallo sfruttamento delle fonti fossili e, come nel caso della geotermia industriale, da quelle fortemente impattanti per l’ambiente e per l’economia delle aree che le subiscono.

Al termine dell’assemblea e conseguente dibattito è stato proiettato il documentario indipendente “Un monte d’acqua” del regista Toni Montagna (2014).

L’evento è avvenuto a dieci giorni dalla costituzione del Comitato per la Tutela del Territorio di Roccalbegna, il più recente in Maremma, a testimonianza dell’aumento del dissenso verso l’industrializzazione geotermica.

assemblea-rocca2webI cittadini riunitisi ieri a Roccalbegna, hanno espresso il desiderio di un futuro diverso per i territori, con un fermo no all’industrializzazione e, dando voce al Comitato, nei giorni scorsi hanno accompagnato questa fermezza con intenti propositivi sul rilancio del territorio stesso, con la ricerca di dialogo con le amministrazioni locali e offrendo cooperazione nei progetti di sviluppo. E’ dispiaciuto quindi che il sindaco di Roccalbegna, Massimo Galli, abbia declinato l’invito a partecipare all’evento. Sarebbe certamente stato un confronto moderato e piacevole, con la stessa atmosfera pacata che ha caratterizzato tutta l’assemblea.

Guardando al futuro, ad un contesto di unione degli sforzi dei singoli comitati, le recenti energie impiegate sia in Maremma, che in Amiata ma anche nel resto della Toscana, Lazio ed Umbria, hanno visto partecipare all’assemblea informativa anche rappresentanze di queste zone, quali: Rete SOS Geotermia, SOS Geotermia Scansano, difesa dell’Alta Valle dell’Albegna di Semproniano, rete Centrali Zero, Agorà CittadinanzAttiva di Monticello Amiata, Fumarole della Selva, No Geotermia Seggiano, TerrAmiata di Castel del Piano, ed entrambi i meetup Arcidosso 5 stelle ed Amiata a 5 stelle.
Ringraziamo tutti per la partecipazione.

Comitato per la Tutela del Territorio di Roccalbegna


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ABBADIA S.SALVATORE. IL SINDACO TONDI RIFIUTA L’INCONTRO PUBBLICO CON COMITATI E CITTADINI SULLA GEOTERMIA

tondi buona geotermAvevamo chiesto, come Comitato Ambiente Amiata (aderente a SOS Geotermia) e Movimento di Cittadinanza di Abbadia, un incontro pubblico al sindaco sul tema “Geotermia” da tenersi nel piazzale antistante il comune per martedì 30 agosto 2016. Il sindaco, con lettera del 23 agosto, ha “declinato” la nostra richiesta “in quanto non se ne ravvisa a oggi l’utilità” e che “il luogo istituzionale per dibattere ogni azione amministrativa e di indirizzo è il consiglio comunale, dove sono insediati i consiglieri democraticamente eletti dal popolo”.

E pensare che il sindaco aveva detto ufficialmente nel consiglio comunale del 16 /06/2014 (deliberazione n.° 24, avente per oggetto “Approvazione delle linee programmatiche…da realizzare nel corso del mandato”): “sarà impostato un modo nuovo di fare comunicazione e di coinvolgimento della cittadinanza su quello che sta facendo l’amministrazione. In sostanza il cittadino dovrà essere al centro della azione amministrativa”. Bel modo di porre al centro dell’azione amministrativa “il cittadino”, se poi si rifiuta un confronto pubblico su un tema così importante e dibattuto nella nostra comunità, non ritenendolo addirittura utile.

Avremmo posto al sindaco, nell’incontro pubblico richiesto, diverse domande sul tema e principalmente quali sono le sue “reali e chiare intenzioni” sulla eventuale realizzazione di una nuova centrale geotermica nel nostro comune. Oppure se pensa e se è d’accordo con il presidente Rossi, che vuole realizzare nell’Amiata e dintorni (Val d’Orcia e Maremma) un “polo geotermico” con il rilascio di circa 20 permessi di ricerca per una superficie di 1500 kmq e la conseguente realizzazione di altrettante centrali.
O quali azioni e iniziative intende intraprendere, perché si giunga alla dismissione delle attuali centrali flash Enel di Piancastagnaio e di Bagnore, fortemente inquinanti, che coinvolgono anche la salute della nostra popolazione e le prospettive economiche del nostro comune. O se ritiene che, in alternativa, occorra programmare un “piano energetico di zona”, che punti prioritariamente al risparmio e all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, all’uso di pompe di calore, di bassa entalpia, solare e minieolico.
Progetto da costruire insieme ai comitati e ai cittadini. O se ritiene ancora valida la delibera consiliare approvata unitariamente dal consiglio comunale il 30 aprile 2013 (n° 25) e dare seguito agli impegni in essa contenuti. O se è d’accordo con la nostra proposta che non è con altre centrali che si assicura il futuro economico e occupazionale dell’Amiata, ma con la ricerca di linee progettuali da finanziare e realizzare nel campo della valorizzazione delle immense risorse ambientali, naturali, storiche e culturali, che sono la nostra vera ricchezza. O sul fatto che l’Amiata è unica e va rilanciata con la realizzazione di un “parco”, proposta per la quale stiamo raccogliendo centinaia di firme tra i nostri cittadini.

Ma forse chiediamo troppo a un sindaco, che da quando è stato eletto, sembra non abbia altro scopo che quello di presentare in tutta Italia la “Buona Geotermia” e “piazzare” altre centrali nell’Amiata e nel nostro comune.

Anche se il sindaco ha declinato l’incontro, noi saremo ugualmente in piazza,
DAVANTI AL COMUNE, MARTEDÌ 30 AGOSTO DALLE ORE 17 ALLE 20 CON UN SIT IN per dare voce alle nostre posizioni e ai pareri dei cittadini. 

COMITATO AMBIENTE AMIATA (aderente a SOS GEOTERMIA)
MOVIMENTO DI CITTADINANZA di ABBADIA SAN SALVATORE

Scarica il volantino


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Intanto prosegue ad Abbadia la diffusione e la discussione sul “Manifesto dell’Amiata” (scaricalo qui) opera del COMITATO AMBIENTE AMIATA (aderente a SOS GEOTERMIA) e del MOVIMENTO DI CITTADINANZA di ABBADIA SAN SALVATORE

IL MANIFESTO DELL’AMIATA
PER COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO E UNA ECONOMIA DUREVOLE DEL TERRITORIO

L’Amiata è da sempre considerata una delle zone più ricche di biodiversità della Toscana e non solo: accoglie numerose specie botaniche da proteggere e da conservare. Possiede uno dei bacini idrici più importanti del centro Italia che rifornisce circa 700.000 persone tra le province di Siena, Grosseto, Viterbo; è ricca di acque calde e centri termali conosciuti e apprezzati in tutta Europa.

Ha cinque riserve naturali, siti di interesse regionale e comunitario nelle varie zone a tutela di aree di pregio naturalistico-ambientale; è ricoperta fino alla parte alta del cono vulcanico da una faggeta naturale tra le più significative d’Europa. Ha sviluppato una economia legata al turismo, all’artigianato, ai prodotti locali, agroalimentari, castagne, funghi, olio. Ha costruito percorsi naturalistici collegati anche con la Val d’Orcia e la Maremma.

Ha attratto e continua ad attrarre visitatori e turisti non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua arte, storia, cultura, borghi medievali, rocche, castelli. E’ una terra di grande spiritualità, monasteri, chiese, abbazie, eremi; meta di pellegrinaggio (la via Francigena); possiede rilevanti siti archeologici dal paleolitico agli etruschi; siti di epoca romana. L’Amiata è definita fin dall’antichità la Montagna Madre per la ricchezza delle sue risorse, la montagna che nutre, accoglie, ristora; apprezzata da Papi, Re, Imperatori.

Era candidata in passato dalla Regione Toscana a diventare un Parco Nazionale o Regionale a tutela e valorizzazione delle enormi risorse ambientali, storiche e culturali. È una terra di cui ci siamo sentiti sempre orgogliosi ed ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza.

È sottoposta a forti vincoli idrogeologici a tutela delle falde acquifere, vincoli paesaggistici a difesa delle bellezze naturali.

Eppure l’Amiata è uno dei territori toscani che sta subendo pesanti aggressioni; risorse di primaria importanza acqua, aria, boschi, beni comuni che dovrebbero essere protetti dalla pubblica amministrazione e dalla stessa Regione Toscana sono sottoposti ad un continuo ed intensivo sfruttamento che mettono a rischio interi equilibri ed economie legate a queste risorse.

Tra le cause principali di tale degrado ambientale, paesaggistico e culturale vi è lo sfruttamento del vapore per la produzione di energia da fonte geotermica. Sono cinque le centrali Enel, realizzate con tecnologie flash, tra le più inquinanti, per un totale di 120MW. Già accertati i danni all’acquifero, alla qualità dell’aria, alla salute; rilevante il fenomeno della subsidenza, del dissesto idrogeologico e della sismicità indotta. A questo la Regione Toscana intende aggiungere nuove centrali a media entalpia per un totale di 150 MW.

Noi cittadini, abitanti dell’Amiata, riteniamo tali progetti inaccettabili, poiché incidono pesantemente sugli equilibri già precari del territorio, senza oltretutto apportare vantaggi economici. Le zone geotermiche, infatti, sono le più povere e sottosviluppate della Toscana.

Riteniamo che l’Amiata, che ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza, esiga il rispetto e l’attenzione che le politiche locali e regionali continuano a negarle, utilizzandola come merce di scambio e vendendola agli acquirenti di turno.

SULLA BASE DI QUESTO MANIFESTO AFFERMIAMO L’URGENZA E LA NECESSITÀ DI RIPORTARE L’AMIATA AL CENTRO DI INIZIATIVE DI DIFESA AMBIENTALE E ALLA ELABORAZIONE DI PROPOSTE E DI PROGETTI LOCALI TESI ALLA VALORIZZAZIONE DELL’INTERO TERRITORIO PER UN FUTURO E UN MODELLO ECONOMICO DUREVOLE E PARTECIPAT0.

MOVIMENTO DI CITTADINANZA e
COMITATO AMBIENTE AMIATA (aderente a SOS Geotermia)

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Benni molla l’evento sponsorizzato dall’Enel e il sindaco Marini perde le staffe

benni sindacoInformato della situazione in Amiata, lo scrittore abbandona Cristicchi mentre il sindaco se la prende con i comitati antigeotermici
Lo scrittore Stefano Benni, ospite della serata clou di “Narrastorie” di Cristicchi sponsorizzato da Enel, coerentemente e a fronte dell’impossibilità di garantire anche soli tre minuti prima del suo spettacolo ai comitati antigeotermici, rinuncia a partecipare all’evento. Non possiamo che ammirare il gesto e la coerenza.
Ci auguriamo che anche altri “artisti” del cartellone ne seguano l’esempio, a cominciare da Paolini che pure, in “Vajont”, attaccava qella che sarebbe diventata l’Enel e che già causava tanti danni e morti.

Tale rinuncia deve aver colpito il sindaco di Arcidosso, Marini, che in un infuocato comunicato stampa (leggi sotto) se la prende con i comitati e i cittadini antigeotermici accusandoli di “atto vandalico.., …atto gravissimo che sfregia la manifestazione” contestando “con fermezza il modo di porsi quasi “intimidatorio” di alcuni esponenti dei comitati”, chiamando in causa per nome e cognome anche un consigliere dell’opposizione e un membro del M5S amiatino e accusando tutti anche di arrecare un danno economico per il turismo. Peccato non sia così puntuale nel contestare il ventilato raddoppio delle centrali amiatine annunciato dal suo premier Renzi e, di fatto, avallato dal governatore Rossi nella sua ultima sortita in Amiata o, ancora, non dica nulla sul furto di striscioni e opere artistiche dei bambini avvenuto il giorno che lui inaugurava la centrale di Bagnore 4 e invochi la censura per i comitati nelle iniziative dei paesi dell’Amiata, sembrerebbe addirittura -ma stentiamo a crederlo- andando a misurare quanti centimetri di suolo pubblico occupavano i banchetti antigeotermici.

Il Sindaco parla inoltre della necessità di limitare il diritto di critica, ma sembra che non sappia che diversi reati di opinione del codice fascista Rocco, come quello che mandava al confine chi si era dimostrato “capace di provocare il deperimento del sentimento patriottico” sono stati annullati dalla Corte Costituzionale, prima ancora che dal Parlamento. A lui quel codice manca e li invoca.

In realtà Marini non vuole rispondere su due fatti, ampiamente documentati da autorevoli scienziati, ai quali non ha mai potuto replicare:
1- con quale argomentazione logica ha approvato con la centrale Bagnore 4 l’ immissione in atmosfera di ulteriori inquinanti, sapendo che nello Studio epidemiologico del CNR del 2010, in Allegato 6 dal titolo significativo: “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari. Analisi dei ricoverati e analisi delle mortalità” sono state individuate e registrate ben 54 relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie mortali nei residenti dei comuni geotermici e le concentrazioni crescenti degli stessi inquinanti, emessi dalle centrali Enel, presenti e misurati nei comuni geotermici?

2- come può sostenere che le centrali ENEL meritano i contributi pubblici per le energie pulite quando in articoli recenti di autorevoli scienziati, si afferma che le emissioni della geotermia dell’Amiata rappresentano il 17,7% per l’ammoniaca e il 42,5% per il mercurio di tutte le emissioni italiane relative ai settori industriali. Per quanto riguarda le emissioni climalteranti delle centrali geotermiche dell’Amiata, gli stessi ricercatori scrivono in un recente studio, validato dalla comunità scientifica internazionale, che dal punto di vista del potenziale di acidificazione, l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermiche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio per Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas?

Non solo Marini non può spiegare le sue scelte, non sa dare una spiegazione al fatto conclamato che i suoi concittadini sono esposti da molti anni ad eccessi di mortalità e cerca di riesumare il Codice Rocco, ma si inventa pure che la stragrande maggioranza dei cittadini di Arcidosso la pensano come lui e che i contrari alla geotermia “sono un numero risibile”. In realtà lui governa con il consenso di un partito di minoranza solo grazie al fatto che gli altri tre partiti presenti alle ultime elezioni tutti e tre contrari alla geotermia, non si sono coalizzati, ma che in ogni caso nell’insieme rappresentano la maggioranza dei cittadini votanti.


di seguito il comunicato stampa del sindaco Marini di Arcidosso:

Comunicato stampa/Il sindaco Marini spiega le cause della mancata partecipazione di Stefano Benni al festival “Narrastorie”
COMUNE DI ARCIDOSSO·MERCOLEDÌ 17 AGOSTO 2016
Questa mattina ho convocato una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della mancata partecipazione di Stefano Benni a “Narrastorie”, il festival del racconto di strada che si terrà nel comune amiatino dal 23 al 28 agosto.
L’autore Stefano Benni (come tutti gli altri artisti che prenderanno parte al “Narrastorie”) è stato tempestato da una notevole mole di messaggi privati (mail) e pubblici (su FB e siti) da parte di alcuni esponenti dei comitati antigeotermia, che hanno chiesto di avere degli spazi all’interno del suo spettacolo e della manifestazione per parlare della questione geotermica. Alcuni di questi messaggi, in particolare, sono stati inviati da un consigliere di minoranza del comune di Arcidosso, Corrado Lazzeroni e da un’esponente dei comitati, Silvia Perfetti e sono apparsi sul sito ufficiale di Benni. Conseguentemente al pesante clima di tensione provocato ad arte, Benni ha deciso di disdire il suo spettacolo, ritenendo che non ci fossero le condizioni di serenità necessarie per la sua performance.
Sono molto amareggiato per la mancata presenza di un nome di prestigio come quello di Benni all’interno del programma di “Narrastorie” e ritengo che l’intervento d’intromissione di questi esponenti dei comitati sia un atto gravissimo che sfregia la manifestazione, uno degli eventi più importanti dell’estate toscana, ed esprimo solidarietà a Simone Cristicchi, direttore artistico del festival, anch’esso fortemente dispiaciuto. Questa, infatti, non è un’azione contro il primo cittadino e l’amministrazione comunale di Arcidosso né contro Enel, che è uno degli sponsor del festival, ma è un autentico atto vandalico contro l’immagine del nostro territorio e di chi ci lavora, con ricadute negative per tutti gli operatori nel pieno della stagione turistica.
Mi preme sottolineare che in democrazia tutte le opinioni vanno ascoltate e rispettate, ma contesto con fermezza il modo di porsi quasi “intimidatorio” di alcuni esponenti dei comitati antigeotermia in contesti e luoghi non appropriati come quello di una manifestazione dedicata all’arte e alla cultura, momento di aggregazione per tutti. Cosa che è avvenuta per esempio anche il 13 e il 14 agosto scorsi, quando alcune persone distribuivano volantini contro la geotermia durante il Music Parade di Montelaterone e durante la Festa della Luna a Salaiola. Anche quest’anno si è ripetuto purtroppo quello che avvenne l’anno scorso quando Cristicchi portò a Monte Labbro lo spettacolo su David Lazzaretti. Le questioni geotermiche possono e devono essere affrontate nelle sedi opportune, come è stato sempre fatto in numerosissime occasioni ormai da molti anni, ma è gravemente sbagliato e scorretto sfruttare l’attenzione che possono offrire certi eventi per portare avanti una protesta che nuoce all’immagine dell’intero territorio.
“Narrastorie” va avanti e offrirà spettacoli di livello nazionale di altissima qualità e intrattenimento per tutti, grandi e piccini. Sarà importante non solo per la comunità di Arcidosso ma per tutta l’Amiata. Di questo voglio ringraziare tutti coloro che direttamente e indirettamente stanno lavorando per l’organizzazione dell’evento e in particolare Simone Cristicchi che, oltre ad essere un grande e sensibilissimo artista, è un vero e sincero amico dell’Amiata. Simone è stato oggetto di squallidi attacchi personali da parte di alcuni esponenti dei comitati, pur non avendo percepito nessun compenso né l’anno scorso con il progetto su Davide Lazzaretti, che sta portando in scena in tantissimi teatri italiani facendo conoscere Lazzaretti e il Monte Labbro, né quest’anno come direttore artistico del festival.


Manifesto apparso in questi giorni ad Arcidosso:

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25 luglio 2016. Centrale di Bagnore 4, l’inaugurazione in “pompetta magna”

20160725_bagnore_0000Giocano a nascondino per arrivare a tagliare il nastro senza incontrare i cittadini…

Era partita in silenzio, senza annunci né diffusione di notizie, l’inaugurazione della centrale di Bagnore 4.

Solo attraverso i cittadini, sempre attenti, s’è scoperto che oggi, 25 luglio, presenti tutte le autorità, da Rossi ai sindaci geotermici, si sarebbe proceduto all’inaugurazione di una centrale che, peraltro, è in funzione e ci delizia con le sue emissioni da quasi due anni.

20160725_bagnore_34Ed è bastato si annunciasse un presidio di protesta che quella che secondo loro doveva essere la festa per il meraviglioso futuro geotermico dell’Amiata, si trasformasse in una inaugurazione blindata, ormai in “pompetta magna”, con i cittadini in attesa all’ingresso della centrale Bagnore 4 e i “conigli” fatti entrare da Bagnore 3 per evitargli anche solo qualche pernacchia…

Nonostante abbiano fatto di tutto per nascondersi ed evitare la presenza della popolazione amiatina, in un assolato lunedì di luglio, chiusi dalle recinzioni e difesi da uno schieramento spropositato di forze dell’ordine, Rossi, i suoi sindaci e l’Enel hanno proceduto al taglio del nastro ed al brindisi di rito.

Ma Rossi che si presenta come alternativo a Renzi (non certo sulla geotermia in Amiata) ed i sindaci che ribadiscono sempre l’equidistanza con comitati e l’enel, avranno perlomeno avuto un sussulto mentre tagliavano il nastro di un’altra centrale fonte di emissioni che sono concausa di una situazione sanitaria ed ambientale drammatiche?

Un plauso a tutti coloro che hanno, anche in questa occasione, testimoniato che la montagna vuole vivere, e non di geotermia.


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Il 25 luglio e la “misteriosa” inaugurazione della centrale geotermica di Bagnore 4. Ci saremo.

20160725_bagnore4 invito inaugurazioneA cercare in rete non troverete una sola notizia che riporti l’avvenimento che pur dovrebbe invece essere vanto dell’Enel e dagli amministratori, da Rossi in giù, visto che continuano a parlare e proporre la geotermia come panacea di tutti i mali di questa sventurata parte della Toscana.

Così non la pensano comitati e cittadini che, nonostante l’aura di segreto che circonda l’avvenimento, saranno comunque il 25 luglio mattina a presidiare le centrali di Bagnore ed accogliere rumorosamente i “papaveri”.
Bene ha fatto il gruppo dei 5stelle di Arcidosso ad organizzare una iniziativa di protesta alla quale come Sos Geotermia non potevamo che aderire convinti.

20160725_bagnore locandina 5stelle

Diamo appuntamento a quanti vorranno unirsi nel “comitato d’accoglienza” presso il bivio delle Aiole, zona piazzola elisoccorso, intorno alla 10 di lunedì 25 luglio, per poi recarci al presidio presso le centrali.

E’ proprio il caso di dire “Accorrete numerosi…e rumorosi!”.

 

Sos Geotermia


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I COMITATI
Agorà CittadinanzAttiva, Comitato Fumarole, MaremmAttiva,
No Geotermia Seggiano, TerrAmiata
scrivono una
Lettera Aperta agli Amministratori Amiatini

Esiste una montagna verde, piena di boschi, animali selvatici e tante persone che la abitano e la vivono, ed esistono delle multinazionali che su quella montagna hanno fatto e vogliono fare dei buchi per fare soldi.

Questi buchi provocano danni alla salute delle persone che la abitano, agli animali e alle acque, alla montagna tutta intera. Al di là dei giri di parole e degli scaricabarile, ci sono due parti in campo: da una parte le multinazionali con i loro buchi ed i loro profitti, dall’altra parte le persone, gli animali, la montagna tutta, con le sue ricchezze.

Esistono momenti in cui ognuno è chiamato a scegliere una parte, a decidere, ad essere partigiani.

Noi, pensando ai nostri figli, alla terra dove abitiamo, alle attività economiche, alle ricchezze naturali, culturali e sociali, noi che vogliamo vivere e vivere felici, una parte l’abbiamo scelta.

Il governatore della regione ha scelto l’altra.

Non è possibile lasciare in mano alle multinazionali e al partito trasversale degli affari il futuro e la vita della nostra montagna. E’ necessario che gli amministratori si prendano sino in fondo la responsabilità. La responsabilità di un cambio di rotta forte per tutto il territorio amiatino. La visione di un territorio, non è un discorso economico che riguarda pochi privilegiati, ma dei progetti con una prospettiva per tutti a impatto zero.

E’ necessaria una difesa del paesaggio, dell’ambiente e della salute perché è quello che gli amministratori sono chiamati a fare.

Invitiamo quindi gli amministratori a boicottare la cerimonia di inaugurazione del mostro di Bagnore 4 prevista per Lunedi 25 Luglio, dando un segnale positivo e una presa di posizione pubblica nei confronti di speculatori e complici.

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20160725_bagnore4_inaugurazione_sogno_realta

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Geotermia. Proposta Marras, l’inutile foglia di fico per coprire le speculazioni e gabbare i cittadini

foglia di fico pd trivellabastoniL’introduzione dell’art.13 bis alla legge regionale 39/2005 non modifica di una virgola l’iter autorizzativo delle centrali, né da maggior peso a comuni e cittadini, ma si rivela la solita vuota e mistificante risposta alla crescente protesta dei territori.

 

 

Alla domanda, che indaga sul contenuto delle nuove norme da introdurre nella legge regionale sulla Geotermia, proposte dal consigliere Marras, il Sindaco di Castel del Piano, on. Franci, conferma: “Certo non c’è obbligatorietà, ma nel caso di disaccordo (con il Comune), la Regione avrebbe molti bastoni tra le ruote, visto che i Comuni sono interlocutori a tutti gli effetti.”

Non viene detto, perché di fatto inesistenti, quali siano questi “bastoni” che i Comuni possono usare contro la Regione, che mantiene la piena discrezionalità delle decisioni circa la localizzazioni degli impianti, come ben puntualizza Marras alla stampa: “L’intesa, tuttavia, non sarà obbligatoria. «Ma se raggiunta – precisa Marras – è vincolante e i termini dell’iter autorizzativo restano i medesimi: entro trenta giorni dalla richiesta deve essere avviata la conferenza dei servizi»”.

A questo punto onestà vorrebbe che i consiglieri del PD, i quali si apprestano ad introdurre modifiche inutili e minimali alla normativa regionale che ancora, in modo del tutto scandaloso, non detta nessuna regola circa la localizzazione degli impianti industriali geotermici, chiariscano quale sia l’interesse pubblico perseguito dagli amministratori del PD in materia di Geotermia.

Questa necessità deriva dal fatto che se le modifiche proposte dai consiglieri del PD mantengono ampia e assoluta discrezionalità alla Regione nello stabilire i luoghi dove realizzare tali impianti industriali, anche se il Comune non è d’accordo, tale discrezionalità non potrà decadere in arbitrio a favore di interessi privati, solo se l’interesse pubblico verrà esplicitato e sopratutto documentato.

Noi crediamo che, stante i risultati fallimentari nel primo distretto storico geotermico della Val di Cecina, sarà difficile dimostrare l’utilità sociale ed economica in Amiata di tali impianti. E’ ormai chiaro a tutti che a Pomarance, Larderello e Castelnuovo Val di Cecina la Geotermia ha di fatto impedito e allontanato ogni altro investimento, al punto che oggi gli stessi consiglieri regionali del PD e i sindacati di riferimento chiedono a gran voce che tale distretto sia dichiarato “zona di crisi”, bisognosa di assistenza e finanziamenti pubblici.

Allora o si dimostra che gli impianti geotermici favoriscono investimenti e valorizzazione delle risorse ambientali di un territorio, quindi sono concretamente produttori di un interesse pubblico, oppure la vecchia e logora discrezionalità e la mancanza di regole certe del PD sono solo finalizzate a coprire ed avallare interessi speculativi privati.
Alla faccia della sbandierata democrazia e partecipazione!


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Il Cittadino online 18/7/2016

Il Tirreno 19/7/2016

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Geotermia Toscana. Cresce l’opposizione nei territori e in Consiglio, inadeguate risposte del PD

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…d’altro canto se l’assessora Fratoni va a braccetto con Enel ad inaugurare centrali geotermiche anziché incontrare i comitati qualcosa significherà…

LA LUNGA MOBILITAZIONE DELLA ASSOCIAZIONI, DEI COMITATI DI CITTADINI E DEI SINDACI PORTANO ALLA RIBALTA IL TEMA GEOTERMIA IN TOSCANA: SCOMPOSTE REAZIONI DELL’ASSESSORE FRATONI E INSUFFICIENTI PROPOSTE DI MARRAS. CI VUOLE BEN ALTRO PER AFFRONTARE CON RESPONSABILITA’ IL TEMA DELLA GEOTERMIA IN TOSCANA. LE OPPOSIZIONI IN CONSIGLIO REGIONALE DEVONO PORTARE FINO IN FONDO LE ISTANZE DEI TERRITORI.

 

 

Il convegno di Firenze sulla geotermia del 9 aprile scorso nei locali del Consiglio Regionale della Toscana –organizzato dalla Rete Nazionale NOGESI– portava a compimento la diffusa mobilitazione di questi anni in Toscana contro la geotermia elettrica, speculativa e inquinante. Anche in questa regione cominciava ad incrinarsi il collaudato consenso sulla geotermia per cui l’attuale partito di maggioranza, il PD, veniva costretto ad occuparsi della vicenda, sospinto anche dalle opposizioni -e segnatamente dal M5S, Lega Nord e SI Toscana a Sinistra- che hanno cominciato a rendersi conto della potenzialità sociale della tematica geotermia e della possibilità di aprire di fatto una vertenza presso il Consiglio regionale.

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La Commissione Ambiente regionale in Amiata il 10 maggio 2016

E così la Quarta Commissione (Ambiente) si è dovuta spostare nei territori (particolarmente acceso è stato il dibattito in quel di Seggiano del 10 maggio scorso!), audiva i giorni scorsi l’assessora del ramo Federica Fratoni, il PD stesso imbastiva una proposta di legge per cercare di venire incontro ai “mal di pancia” di molti sindaci (ma –come vedremo- senza pagare troppo pegno…). I giornali danno molto risalto alle (prime?) dichiarazioni della Fratoni sulla materia che mostra tutta l’inadeguatezza di chi per anni non è stata costretta a prendere pubbliche posizioni sulla materia.

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L’arch.Zita al convegno del 9 aprile 2016

E così che comincia –come Rossi– con lo stanco ritornello che “la geotermia può essere la leva per rilanciare lo sviluppo economico” a cui ormai alcun amministratore crede più, preferendo al suo posto il rilancio delle produzioni di eccellenza, del turismo, della storia e del paesaggio toscano famoso nel mondo.
E prosegue dicendo che “quanto è successo a Bagnore 4 è increscioso”: certo assessore, molto increscioso per la Regione se sono vere -e non abbiamo motivo di ritenere che non sia così- le dichiarazioni del dr. Zita su cui la attivata Magistratura speriamo si esprima presto!

Circa poi le vecchie centrali Enel dell’Amiata -le cui concessioni scadono nel 2024- l’assessora, bontà sua, dichiara ”…che a quel tempo si potrà vedere se rinnovare (o meno) le concessioni”, ignorando l’annoso inquinamento ambientale e sanitario dell’area che dovrebbe continuare per circa un ulteriore decennio…

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L’Assessora regionale all’Ambiente e difesa del suolo Federica Fratoni

Si è poi soffermata sul tema della “zonizzazione”, operazione prevista dal PAER per l’individuazione delle cosiddette “aree non idonee”: e qui si è superata, mostrando tutta la sua incompetenza in materia!
Infatti mostra di non conoscere che la richiesta di “zonizzazione “è contenuta nella Risoluzione Parlamentare delle Commissioni VIII (Ambiente) e X (Attività Produttive) della Camera dei Deputati –approvata all’unanimità in data 15.04.2015- che impegna il Governo ad attivarsi per immettere nella legislazione di settore ben 12 interventi, tra cui il primo è appunto la “zonizzazione”! Attività che il Governo -in ritardo sui tempi stabiliti dalla Risoluzione- sta facendo con una commissione nominata nel maggio 2015, mostrando che la “zonizzazione” è possibile, sbugiardando la contraria tesi dell’assessore Fratoni per cui “la attività di ricerca geotermica per sua natura è libera e quindi inevitabile”. Questo è vero ad oggi grazie alla “privatizzazione” immessa dai Decreti Legislativi 22/2010 e 28/2011 del duo Berlusconi-Scajola, ma il Parlamento ha chiesto modifiche anche alla legislazione del settore.

E sul tema della cosiddetta “ricerca geotermica” vogliamo soffermarci essendo un vistoso “cavallo di Troia” per realizzare impianti geotermici in aree in cui la effettiva “adeguatezza” non è sancita da necessari pareri delle istituzioni, ma dalle mire economiche –legate ai favolosi incentivi alla produzione elettrica geotermica- di una miriade di piccole e piccolissime imprese, peraltro quasi sempre senza alcuna esperienza precedente! Non solo: dobbiamo -sulla base delle esperienze che abbiamo fatto in molti territori- imparare a riconoscere la geotermia come una attività industriale a sé stante, ove ogni attività “di ricerca” è propedeutica alla costruzione, produzione e commercializzazione di energia elettrica e non solo alla estrazione di materia. Finché continuiamo ad assimilare la geotermia ad una attività mineraria con le regole conseguenti siamo fermi a 15 anni fa. Senza considerare che le concessioni minerarie non pongono limite al numero di pozzi/ gallerie nel territori oggetto di concessione.

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…intanto, a Scansano, si iniziano i pozzetti esplorativi!

Circa poi la dichiarazione “ingenua” dell’assessore per cui “anche a seguito di un pozzo esplorativo -peraltro molto costoso- non corrisponda la realizzazione di un impianto: ha mai inteso parlare l’assessore di denuncia per danni? e poi che senso ha arrivare alla perforazione di un pozzo, se non si intende autorizzare un impianto geotermoelettrico? Infatti come è noto il pozzo esplorativo rappresenta il terzo step di questo processo (rilevazioni superficiali, pozzetti geotermometrici e, quindi, pozzo esplorativo). Quando siamo arrivati a questo punto il principio di continuità ci danneggerà in ogni tribunale: se mi hai detto di sì fino ad ora, non puoi cominciare a dirmi di no adesso che ho investito un sacco di quattrini, addirittura in un pozzo esplorativo …quindi faremo la centrale!

Circa la dichiarazione dell’assessora: “Segnalo però che non è possibile individuare aree idonee e non idonee per la ricerca”. Ci sono aree idonee e non idonee alle centrali non alla ricerca, che è – come detto ormai infinite volte – solo un passaggio nel processo di progettazione/ realizzazione di impianto geotermoelettrico.

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Leonardo Marras, capogruppo PD in Regione Toscana

In merito poi alla proposta di legge Marras [pdl n. 93, prot. 14796/2.6 del Consiglio regionale in data 1.06.2016 “Disposizioni in materia di impianti geotermici. Modifiche alla legge regionale 24 febbraio 2005, n.39 (Disposizioni in materia di energia)”] siamo veramente al ridicolo: la montagna ha partorito il topolino!
Si propone infatti che, all’inizio della procedura di valutazione di un progetto geotermoelettrico, venga ricercata dalla Regione una intesa con i comuni coinvolti. Se l’intesa (a costruire l’impianto) non viene realizzata, la Regione procede nell’iter autorizzativo dell’impianto! E’ questa la traduzione normativa della “ferma volontà di coinvolgere i territori” sbandierata da Marras? E’ molto, ma molto inferiore, a quanto la stessa Risoluzione parlamentare del 15.04.2015 citata che testualmente recita “si impegna il Governo…a prevedere nella fase pre-realizzativa un pieno coinvolgimento delle amministrazioni e delle popolazioni locali nel processo decisionale favorendo l’eventuale applicazione del principio di precauzione!

E’ pertanto di fronte a queste posizioni che le opposizioni -in sinergia con i movimenti ed i cittadini dei territori (come le elezioni amministrative recentissime dimostrano vince chi è legato ai territori ed ascolta la voce dei cittadini!)si giocano la reale possibilità di statuire in Toscana, ma per l’importanza che la Toscana ha sempre avuto storicamente nel settore geotermico, per tutto il Paese, una più avanzata normativa nel settore, visto ancora il permanere della inadempienza da parte del Governo circa il rispetto della Risoluzione parlamentare citata, su cui la Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica, Speculativa e Inquinante insisterà anche con mobilitazioni nazionali entro l’autunno.

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Le centrali Enel in Amiata

Senza dimenticare -ma anzi facendone un punto di battaglia politica- la necessità di avviare una specifica Commissione di inchiesta-con tecnici che possano rappresentare il punto di vista delle associazioni del territorio- sulla annosa vicenda dell’inquinamento ambientale e sanitario provocato dalle centrali geotermiche utilizzanti tecnologia “flash” in Amiata; problematica che –come è comparso alla ribalta i giorni scorsi- si sta allargando all’inquinamento da mercurio sui corsi d’acqua toscani-laziali-umbri fino al mar Tirreno.

 

 

RETE NAZIONALE NOGESI – NO GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA E INQUINANTE

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CONVEGNO “LA STRADA DEL MERCURIO”: ENEL CONVITATO DI PIETRA

mercurio inquinamentoAvevamo già segnalato come l’attività degli “Amici della Terra” in realtà si spendeva piuttosto a favore della “Trivella”, come la posizione a favore delle piattaforme petrolifere espressa in occasione del recente referendum. Tornano, i nostri eroi, ad esercitarsi in ambigue operazioni di finto ambientalismo, o ambientalismo reticente, stavolta impegnandosi in uno studio sull’inquinamento da mercurio che dal monte Amiata arriva al mare, ignorando o facendo finta di non sapere che oggi di certo è altrettanto importante, se non maggiore, il contributo che le centrali Enel danno a tale inquinamento piuttosto che le ex miniere in parte bonificate. Perchè tale omissione?

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CONVEGNO “LA STRADA DEL MERCURIO”: ENEL CONVITATO DI PIETRA

Nell’abbondanza di dati sull’inquinamento da mercurio dall’Amiata al mare non c’è traccia delle centrali geotermiche dell’Enel a rilascio libero in atmosfera che sono sicuramente concausa dell’inquinamento da mercurio ed altro ancora.

 

L’Associazione “Amici della Terra”, presente il Ministero dell’Ambiente nella persona del Capo della Segreteria tecnica Carlo Maria Medaglia, ha presentato il 14 giugno us a Roma un rapporto sull’inquinamento da mercurio nel comprensorio Tosco-Umbro.

Il Prof.Costagliola, dell’Università di Firenze, ha presentato i dati emersi da una ricerca ricordando che il minerale era estratto sin dalla fine dell’800 in maniera “sporca”, e tutt’oggi sia i residui di lavorazione che il minerale stesso sono rinvenibili in più luoghi del vasto comprensorio minerario. La ricerca esaminava da diversi punti di vista la grave contaminazione del territorio del monte Amiata fino ad interessare pesantemente in particolare il Fiume Paglia e, passando per il Tevere, anche le coste tirreniche.

2000-2007 emissioni fonte toscana evidenza mercurio

Nella tabella i dati delle emissioni al 2000 e 2007 rilevati dalla Regione Toscana (clicca per ingrandire)

In tutta la relazione, inspiegabilmente, non si citava minimamente le enormi quantità di mercurio che sono state emesse, ed ancora oggi vengono emesse sempre nell’area dell’Amiata dalle centrali geotermiche ENEL. Come pure ha rilevato a suo tempo l’Arpat, che misurava le emissioni per il solo mercurio in 889,14 kg nel 2008 e 162,90 kg nel 2011, anno quest’ultimo riferito alla presenza di centrali per complessivi circa 60 MW e dotate di abbattitori, mentre oggi, con le nuove centrali realizzate nel frattempo, siamo addirittura a 120 MW, il doppio, con un evidente aumento delle emissioni di mercurio, e non solo.

Come rilevano pure numerosi e prestigiosi ricercatori italiani (Basosi, Bravi, Borgia, ecc) tali centrali “flash”, a rilascio libero in atmosfera dei vapori estratti, sono tecnologicamente superate, ma molto convenienti per il gestore Enel che, incredibile a dirsi, percepisce per queste anche contributi pubblici per decine di milioni di euro all’anno quali produttori di “energia pulita e rinnovabile”.

Anche la recentissima “Bagnore 4” è considerata (cfr. Basosi, Bravi, 2015) una centrale inquinante paragonabile ad analoghe centrali a combustibili fossili, e proprio a causa delle incontrollate emissioni degli inquinanti fluidi geotermici. L’inquinamento da mercurio, dunque, non può essere solo quello generato dalle vecchie miniere che per continuo dilavamento in tutti questi anni avrebbe presumibilmente dovuto ridurre la sua presenza nell’ambiente.

Alla domanda posta da uno di noi al prof.Costagliola sul perché non era stato considerato l’inquinamento geotermico da mercurio come una concausa dell’aumento di questi ultimi anni del mercurio nel Fiume Paglia (e nei suoi pesci) non è stata fornita alcuna risposta: più che con il Ministero dell’Ambiente sembra di interloquire con il Ministero dell’Industria.

Il rapporto presentato evidenzia quindi un aspetto paradossale e veramente sconcertante: una ricerca sul mercurio di una prestigiosa Università italiana ignora totalmente l’influenza che il mercurio emesso dalla geotermia Enel può esercitare sul bacino idrografico del Paglia e del Tevere.
Quindi certamente utile e necessaria la bonifica delle discariche e dei siti minerari dismessi, ma anche la chiusura degli altrettanto inquinanti impianti come le centrali geotermiche.

Non considerare questo contributo rilevante è fare un servizio di “distrazione di massa”, a cui riteniamo grave che si sia prestata l’associazione “Amici della Terra”.

Sos Geotermia, aderente alla Rete nazionale NoGesi

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Per chi volesse approfondire, segnaliamo anche questo studio:
“Differential Absorption Lidar Mapping of Atmospheric Atomic Mercury In Italian Geothermal Fields”, pubblicato in Journal of Geophysical Research fine e scaricabile in formato pdf

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Corriere di Siena, 21 giugno 2016

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Terremoto Lazio-Umbria-Toscana. Centrale geotermica ITW-LKW, gli scheletri nell’armadio

SCHELETRI ARMADIO ITWLKWSulla questione delle centrali geotermiche in progetto in Umbria, Toscana e Lazio da realizzarsi in aree evidentemente sismiche, a seguito del sisma iniziato il 30 maggio us e tutt’ora in corso, con un picco -ricordiamo- di 4,1 gradi di M e numerose altre scosse tra 2 e 3,4, interviene il COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI ORVIETANO, TUSCIA E LAGO DI BOLSENA con un puntuale comunicato che spazza via ogni dubbio sui rischi e mette a tacere le false rassicurazioni che -ancora due giorni fa (vedi Ansa in fondo)- vengono diffuse dalla società ITW-LKW titolare di un permesso che, come vediamo, si sovrappone proprio all’area centrale interessata dal fenomeno sismico di questi giorni.

 

Il terremoto è avvenuto proprio dove vogliono realizzare gli impianti geotermici di Castel Giorgio e Torre Alfina. Ecco la prova dell’enorme rischio sismico e di disastro ambientale.

Con una precisione che ha dell’incredibile, la grave scossa di terremoto del 30 maggio a Castel Giorgio, e gran parte dello sciame che sta seguendo, sono proprio all’interno dell’area assegnata ad una società privata per la realizzazione di due impianti geotermici: quello di Castel Giorgio e quello di Torre Alfina.
Tutta la popolazione ha colto con grande allarme questa coincidenza, anche perché ci sono stati danni ad abitazioni e strutture. E’ infatti cosa nota che l’attività geotermica – con la tecnologia proposta – genera sismi. Prove effettuate dall’ENEL negli anni ‘80, con pressioni minori di quelle ora previste, generarono sismi fino a 3 gradi Richter. Abbastanza forti e chiaramente sentiti dalla popolazione.
La ditta proponente ha sempre sostenuto che non ci sono rischi, perché la zona secondo loro sarebbe tettonicamente sicura, e ha fornito molti dati a sostegno di questa tesi, che hanno convinto i tecnici ministeriali e regionali. Per di più, proprio nelle more della presentazione del progetto, qualcuno fece in modo che la zona di Castel Giorgio fosse retrocessa nella Classificazione Sismica Regionale da zona 2 a zona 3. Strano, visto che in tempi recenti – nel 1957 – un serio terremoto aveva reso inabitabili quasi tutte le case del Paese. Una declassificazione che ha ovviamente facilitato l’iter per l’approvazione dell’impianto.
Risulta anche – secondo importanti scienziati – che i rassicuranti dati tecnici forniti a supporto del progetto dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia siano una “vera e propria truffa” volta a rassicurare e sottacere i rischi. E per di più predisposti – in quanto funzionaria pubblica in grave conflitto di interessi – proprio da una funzionaria INGV che è anche la moglie del progettista privato dell’impianto.
Fino ad ora – in attesa di un intervento della magistratura – i politici e i funzionari responsabili dell’iter autorizzativo hanno fatto finta di non sapere e di non vedere. Evidentemente sottoposti ad enormi pressioni lobbistiche, visto il grande interesse economico speculativo legato alla realizzazione di questi progetti, che godono di altissimi incentivi pubblici.
Ma…come si dice: “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi…” Ed ecco arrivare il 30 maggio un terremoto piuttosto forte, con danni ad edifici e la gente terrorizzata che da giorni dorme per strada per via del perdurante sciame sismico.

Cosa viene a dire questo terremoto? Ma è chiarissimo: vuole dire che la zona è sismicamente fragile e che quindi non si possono realizzare impianti che, alla già precaria e rischiosa situazione, aggiungeranno il peso di una continua attività di pressione nel sottosuolo che – come provato dall’ENEL – innesca fenomeni sismici.
Se i pozzi geotermici fossero già realizzati cosa sarebbe successo? Chi si prende la responsabilità, data la natura sismica della zona, di sostenere che i danni provocati alle persone ed alle cose dai sismi previsti non saranno causati dalla realizzazione degli impianti geotermici?

20160603_com stampa mappa A

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Sarebbe come stuzzicare il drago del terremoto giorno e notte per decenni. Là dove un drago c’è e lo sta ora dimostrando con chiarezza con un terremoto che mette a tacere le fumose rassicurazioni di tecnici interessati o – come minimo – palesemente incompetenti.
A dimostrazione del fatto che la zona scelta per gli impianti è la meno adatta, riportiamo due mappe: una della zona di concessione per lo sfruttamento geotermico (mappa A), e l’altra del previsto posizionamento dell’impianto di Castel Giorgio (mappa B).
Si vede chiaramente che gran parte dello sciame sismico in atto è proprio all’interno di questa area (mappa A), e per giunta che le scosse più forti sono state proprio in prossimità dei pozzi dell’impianto (mappa B).

20160603_com stampa mappa B

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A questo si aggiunge che la profondità delle scosse è molto vicina alla profondità dei pozzi che si vogliono scavare, e che le scosse sono – sia per profondità che per estensione – proprio all’interno del bacino di sfruttamento geotermico.
Si vuole quindi con l’impianto andare a produrre sismi nella zona più fragile. E i dati questa volta non ce li danno tecnici interessati o incompetenti vicini alla ditta, ma la stessa Madre Terra ce lo ha segnalato con enorme e drammatica evidenza, con forti scosse proprio in quella zona. Facendo piazza pulita di ogni interessata rassicurazione.
Occorre poi sottolineare che il terremoto viene ad evidenziare un altro importante rischio: non solo con l’impianto si vanno ad innescare artificialmente dei terremoti, ma una forte scossa come quella del 30 maggio, vicinissima al pozzo, avrebbe potuto facilmente far saltare le tubature dell’impianto, contenenti enormi quantità di gas e liquidi velenosi ad alta pressione, che sarebbero finiti nelle falde acquifere, nella terra e nell’aria. Avvelenando in modo grave tutta la zona e producendo un enorme disastro ambientale.
E’ ormai chiaro che i cittadini non accetteranno mai questo impianto, dai rischi enormi per le loro vite, i loro beni ed il loro territorio. Occorre ora che la Giunta Regionale si esprima finalmente rifiutando l’intesa all’impianto, e che i Ministeri competenti ritornino sul progetto per bocciarlo e dissipare definitivamente questa pesante ombra dal futuro della gente della Tuscia.

Lo devono ai cittadini che amministrano, e che in questi giorni dormono terrorizzati per le strade dell’Alfina.

COORDINAMENTO ASSOCIAZIONI ORVIETANO, TUSCIA E LAGO DI BOLSENA


Ansa del 1/6/16 della ITW-LKW

articolo righini ansa

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