Progetto Scarfoglio, E’ COMINCIATA LA BOCCIATURA DEGLI IMPIANTI PILOTA GEOTERMICI: …E UNO!

30 giugno 2015, in piazza contro il progetto Scarfoglio, foto Zerottantuno.com

ARCHIVIATO DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE IL PROCEDIMENTO DI VIA DELL’IMPIANTO GEOTERMICO PILOTA “SCARFOGLIO” NEL COMUNE DI POZZUOLI (NA). LA REGIONE CAMPANIA AVEVA GIA’ DATO PARERE NEGATIVO

Progetto Scarfoglio della Geoelectric srl

Il primo dei 10 progetti pilota geotermici a media entalpia con tecnologia binaria è stato archiviato dal MATTM (Ministero dell’Ambiente) per mancata presentazione da parte della ditta Geoelectric srl della documentazione richiesta, come da comunicazione del Direttore Generale Giuseppe Lo Presti del 26.10.2017 (contenente parere negativo commissione tecnica VIA del 6.10.17).
Il che equivale ad una bocciatura del progetto, come del resto era stato chiesto dalla Regione Campania con il Decreto Dirigenziale n.111 del 26.09.2017.
La stessa Commissione Nazionale VIA-VAS –in seduta plenaria-con il suo parere n.2511 del 6.10.2017 aveva ritenuto-ai sensi dell’art.26, comma 3ter del D.Lgs.152/2006, previgente alle modifiche introdotte dal D.Lgs.104/2017- di “non procedere all’ulteriore corso della valutazione del progetto Scarfoglio visto che il proponente non ha ottemperato alle richieste di integrazioni da parte dell’autorità competente”.

E per fortuna che -come si legge nell’avviso ai giornali (Il Messaggero del 28.04.2015)– la società si vantava che “il progetto è stato sviluppato con il contributo scientifico di soggetti pubblici ai massimi livelli nazionali ed internazionali, quali l’INGV-Osservatorio Vesuviano e l’AMRA che detengono le più importanti competenze in ambito nazionale in relazione all’area di progetto”!

E’ chiaro che la società Geoelectric srl ha gettato la spugna, vista la bocciatura del progetto da parte della Regione Campania che si sarebbe tradotta poi in una mancata “intesa regionale” necessaria per l’approvazione del progetto.

Del resto la stessa Regione Campania era già intervenuta in data 16.06.2017 con parere negativo anche sull’analogo impianto geotermico pilota di Serrara Fontana nell’isola di Ischia, giusto in tempo prima del luttuoso terremoto del 21.08.2017 che ha provocato il crollo di numerose case e ha portato ad un bilancio di 2 vittime e 42 feriti.

Confidiamo che ciò sia di buon auspicio anche per l’impianto pilota di Torre Alfina nel comune di Acquapendente (Provincia di Viterbo) il cui procedimento VIA è al Consiglio dei Ministri per contrasto tra il MIBACT (e la stessa Regione Lazio) ed il MATTM. Nel senso che i primi due enti insistono sulla vigenza di un vincolo di notevole interesse pubblico instaurato nel territorio dal MIBACT con D.M. 12 maggio 2011. Come analogamente il comune di Acquapendente e la stessa Rete Nazionale NOGESI.

Del resto ormai non si capisce perché il Governo non ritiri la normativa che permette la realizzazione dei 10 progetti “pilota” binari, vista l’opposizione crescente di Comuni e popolazioni, impianti che peraltro hanno rendimenti bassissimi e difficoltà di re-immettere gli incondensabili nel sottosuolo (specialmente nel Centro Italia), alla faccia della loro ventilata “ecologicità”.

Quanto detto si amplifica se si pensa che la energia elettrica prodotta da tali impianti avrebbe un costo di ben 4 volte il costo medio dell’energia (finanziato con incentivi prelevati dalle bollette elettriche di cittadini ed imprese): un vero e proprio non-sense economico!

Terlizzese, MISE

Anche il Direttore Generale del MISE Ing. Terlizzese ha sostenuto recentemente- nell’intervista pubblicata su QualEnergia dell’8.09.17– che “…Non pensiamo però che i cicli binari siano la panacea: personalmente ho qualche dubbio sulla loro reale convenienza, ma certo bisognerà costruirne qualcuno ed effettuare più ricerca su questi sistemi per capirlo”

 

 

Allora, perchè continuare su una strada pericolosa e antieconomica?
Non sarebbe meglio annullarli tutti, come per Scarfoglio?


In merito alla società proponente scrive la D’Orsogna:

…Si trattava di un impianto geotermico “pilota” nell’area di permesso Scarfoglio, a Pozzuoli, Napoli come proposto dalla societa’ Geoelectric ed elaborato dall’ingegner Mario Massaro per conto di una ditta chiamata “ENvironment ENergy ENgineering” con sede a Roma.
Notare che questi studi specializzati in trivelle e tuttappostismi hanno sempre nel loro nome le parole “environment”, “ambiente”, “green” o “sostenibile”…
Ma poi, chi era questa Geoelectric?
Era una sorta di consorzio fra il gruppo Murena-Zecchina costruzioni, fra le prime 20 ditte italiane di edilizia e 500 impiegati che poi ha cercato di diversificare, specie con il fotovoltaico in Puglia; poi c’era il gruppo Marconi anche questa operante nel settore del fotovoltaico e infine il Gruppo Fiore che si occupa della costruzione di impianti complessi. Assieme volevano appunto dedicarsi al geotermico.
Chi li avrebbe aiutati ?
Ecco qui: l’INGV, l’istituto nazionale di geologia e di vulcanologia italiano, ente del quale non mi fiderei neanche per un millisecondo.
Vengono introdotti come partner della Geoelectric.
Ma puo’ essere che l’INGV si mette intanto ad aiutare una ditta di privati, e sopratutto che solo “pensi” che il tutto sia fattibile? Dove sta il loro senso della prevenzione? Il loro buonsenso? Come possono pensare che sia tuttapposto trivellare tra capannoni di automobili, fra le solfatare del Vesuvio? Alla fine il progetto e’ stato archiviato, ma loro si erano bene incamminati a dare il supporto a questo progetto…

Abbadia SS, 2 dicembre 2017, giornata di studio. SULL’AMIATA STOP A NUOVE CENTRALI E AL POLO GEOTERMICO

Una partecipazione numerosa e interessata di cittadini provenienti dall’intero territorio amiatino ha vivacizzato la giornata di studio organizzata dalla Rete Nogesi e dai movimenti che lottano in difesa del Monte Amiata che si è tenuta ad Abbadia San Salvatore sabato 2 dicembre.
Rimarcata la totale assenza delle istituzioni, mentre le uniche risposte di impossibilità a partecipare sono arrivate dalla Protezione civile e da Acquedotto del Fiora.

Vulcanologi e geologi hanno concentrato i loro interventi sugli effetti e rischi che le trivellazioni e le centrali geotermiche arrecano al territorio, alle risorse idriche, all’ambiente e di conseguenza all’uomo, alla sua salute.

Cosa avviene nel sottosuolo andando a perforare sino a 4.000 metri per poi estrarre e reiniettare fluidi? Le centrali a ciclo binario della “Buona geotermia” sono davvero sicure e ad impatto zero? Quali le problematiche correlate ai fluidi geotermici e ai gas incondensabili? Quali conseguenze sul bacino idrico del Monte Amiata tra i più importanti del centro Italia con 700.000 utenze?
La montagna dell’Amiata, antico vulcano, ha caratteristiche geomorfologiche che la rendono un territorio tanto particolare quanto fragile, non a caso è considerata a rischio sismico e sottoposta a vincolo idrogeologico. Nella “Carta della pericolosità geologica” – ne ha parlato il geologo Massimo Bisconti – sono evidenziate le aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta. È anche emerso che talune centrali e pozzi sono stati realizzati da Enel in aree vincolate. A Piancastagnaio il territorio si è abbassato di un metro in circa 30 anni e ciò a causa dell’estrazione di vapore.
Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore Osservatorio Vesuviano, afferma che il fenomeno di subsidenza può anche accelerare fenomeni franosi. Non solo, è risaputo a livello mondiale che tra le conseguenze delle centrali geotermiche (anche a ciclo binario) vi sono quelle della sismicità indotta e dell’irreversibilità del danno per cui “quando andiamo ad intervenire con trivellazioni e centrali si va a modificare l’intero sistema in modo permanente e ad innescare processi irreversibili. “Proprio l’assoluta irreversibilità e l’imprevedibilità delle modificazioni termofluidodinamiche e meccaniche dei sistemi idrotermali, a seguito di trivellazioni, estrazioni e reiniezioni di fluidi impone la rigorosa applicazione del ‘principio di precauzione’. Tale principio obbliga a evitare azioni delle quali non sia prevedibile e quantificabile l’effetto a breve, medio e lungo termine, a tutela dell’ambiente naturale, delle risorse e della pubblica incolumità. In caso contrario si tratterebbe di sperimentazione non dichiarata ed eticamente e giuridicamente inaccettabile sull’ambiente e sulle persone”, ha dichiarato. Da qui la responsabilità soprattutto dei presidenti delle Regioni e dei sindaci primi responsabili della salute, della sicurezza del territorio e della tutela delle risorse anche per le generazioni future nel rispetto dei principi fondamentali della “geoetica”.
L’alterazione della falda acquifera interagisce con il sistema idrotermale: cosa può accadere alle sorgenti di Bagni San Filippo o Bagno Vignoni? Roberto Barocci nella sua presentazione evidenzia l’obbligo della Regione Toscana di applicare il Piano di Tutela delle acque e come tale obbligo venga omesso, contravvenuto. “Abbiamo già perso la metà della risorsa idrica e aumentato la presenza di sostanze inquinanti tra cui l’arsenico”. (scarica le slides, pdf 1,8 Mb)
Andrea Borgia, geologo, dopo aver ricordato che le popolazioni dell’Amiata sono soggette a un “lento avvelenamento” da mercurio, arsenico e uranio (confermato dalle analisi di laboratorio sui capelli e, di recente, dai primi esami del sangue dello studio epidemiologico InVetta – Ars), ha riferito il recente parere del settore idrogeologico regionale, sede di Pisa, secondo cui “i livelli piezometrici sono caratterizzati da cicli di recessione e di ricarica pluriennali, che sembrerebbero indipendenti dalle precipitazioni”. Mentre i dati dei piezometri della regione, fin dal gennaio scorso, hanno mostrato come l’acqua venga risucchiata verso il basso dallo sfruttamento del campo geotermico.

La non rinnovabilità di questa energia è provata inoltre dalle enormi emissioni di gas climalteranti, che sul Monte Amiata risultano pari, se non superiori a quelle delle centrali a carbone. L’equivoco della energia geotermica continua, troppi gli interessi dietro gli incentivi che arrivano a pioggia in modo del tutto improprio. Si capisce bene come il concetto della geotermia sia collegato strettamente al puro profitto.

Seguiranno altre iniziative in tutta l’Amiata, alta Tuscia e Toscana. E, nel mese di febbraio 2018, una forte mobilitazione in Regione Toscana.

Abbadia San Salvatore 04/12/2017

Rete Nazionale NoGesi
Comitati e Cittadini in difesa del Monte Amiata


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ancora il 10/12 su Il Cittadino online.it

Viterbo, il Presidente della Provincia sostiene i Sindaci contro la geotermia

foto NewTuscia

Pubblichiamo il comunicato del Comitato Farnese:

 

 

Accogliamo con entusiasmo l’interesse dimostrato dal presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, in merito alla questione delle perforazioni e delle centrali geotermiche sparse a macchia d’olio nell’intero territorio della Tuscia.
Pochi giorni addietro, lo stesso Nocchi, ci ha ricevuti assieme ad altre realtà associative e politiche, negli uffici della Provincia.
Ancor prima, sempre Nocchi, aveva affrontato l’argomento ad Acquapendente, in occasione degli Stati generali della geotermia, promossi dalla Rete nazionale Nogesi.
Il presidente della Provincia si è detto preoccupato di un’aggressione così radicale del viterbese, area storicamente votata a ben altro sviluppo. Si è inoltre pronunciato come disponibile a promuovere “Il coordinamento dei sindaci della Tuscia contrari alla geotermia”, tramutando il coordinamento stesso in un tavolo tecnico-politico di difesa su scala provinciale. Ad oggi, va ricordato, il coordinamento ingloba una decina di primi cittadini dell’Alta Tuscia, laddove il problema è maggiormente diffuso (tre sono i progetti in ballo tra Latera, Ischia, Farnese e Valentano).
E a proposito di progetti, occorre sottolineare che l’emendamento passato in Regione lo scorso fine agosto, fortemente voluto sia dal consigliere Enrico Panunzi che dal pari ruolo Daniele Sabatini, avrà valore fine a febbraio. Rimane quindi pochissimo tempo per cooperare, prima che il blocco al geotermico imposto dalla Pisana cessi. A partire da marzo, infatti, si tornerà a dibattere di geotermia, e la speranza è che lo si faccia con un piano energetico locale che indichi nero su bianco le zone idonee e quelle non. E se non bastasse da agosto ad oggi la normativa vigente, su scala nazionale, è stata modificata ad hoc accelerare gli iter.
Per arrivare a tale data preparati, pronti, e certi che la geotermia non rappresenta una valida alternativa per il futuro della Tuscia, facciamo un appello trasversale al mondo politico. Comprendiamo che in vista delle elezioni nazionali di marzo, di quelle regionali estive, e delle comunali di Viterbo a seguire, non è questo il momento più semplice per affrontare questioni così delicate.
Ma proprio perché la speculazione geotermica è una piaga che ricadrebbe sull’intera provincia, senza distinzioni di credo politico, sarebbe opportuno che tutte le fazioni cooperassero nell’interesse dei propri elettori.
Rimaniamo a disposizione di chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento, sottolinenando che la nostra opera di vigilanza sul territorio proseguirà senza sosta.

Comitato Farnese – ambiente, salute e territorio


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Abbadia S.Salvatore, 2 dicembre 2017. “Effetti e rischi dello sfruttamento geotermico: dal sottosuolo all’ambiente e alla persona”, giornata di studio

Sabato pomeriggio 2 dicembre ore 15.00/19.00 si terrà ad Abbadia San Salvatore presso il Centro Giovani, via Mentana, una giornata di studio sul tema “Effetti e rischi dello sfruttamento geotermico: dal sottosuolo all’ambiente e alla persona”. Interverranno il geologo Massimo Bisconti con una introduzione sulla struttura vulcanica del M. Amiata e sugli aspetti geomorfologici; a seguire lo studioso Roberto Barocci del Forum Ambientalista di Grosseto sulla legislazione in essere in Toscana sulla tutela delle falde idriche e il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano INGV , il quale relazionerà sulle centrali pilota ad Ischia e Campi Flegrei sui rischi connessi all’attività di trivellazione e dello sfruttamento dell’energia geotermica. Il tema territorio e salute: inquinamento dalle centrali geotermiche sulle acque, suolo e aria verrà esposto dal geologo Andrea Borgia. L’iniziativa vuole essere un approfondimento sulle gravi conseguenze che le centrali geotermiche determinano sul bacino idrico e termale del M. Amiata, sulla salute umana e sull’ambiente. Da anni cittadini e comitati, sostenuti anche da Associazioni nazionali e da esperti del settore, accusano la Regione Toscana ed Enel Green Power di inquinamento ambientale e sanitario, del depauperamento delle acque e denunciano la non rinnovabilità della risorsa che tra l’altro implica enormi emissioni di CO2. In risposta la Regione intende trasformare il comprensorio del M. Amiata in un polo geotermico al pari di Larderello con la costruzione di decine di centrali non tenendo conto dell’importanza strategica del bacino idrico, del vincolo idrogeologico, paesaggistico, dell’alto rischio sismico e dei fenomeni di subsidenza già in atto.

Programma:

GIORNATA DI STUDIO
EFFETTI E RISCHI DELLO SFRUTTAMENTO GEOTERMICO:
DAL SOTTOSUOLO ALL’AMBIENTE E ALLA PERSONA
SABATO 2 DICEMBRE 2017 ORE 15/19 ABBADIA SAN SALVATORE
CENTRO GIOVANI, VIA MENTANA 16

PARTECIPANO
VELIO AREZZINI,”SALUTO”, PRESIDENTE PRO TEMPORE RETE NAZIONALE NOGESI
CINZIA MAMMOLOTTI, “INTRODUZIONE AI LAVORI E MODERATRICE”, RETE NOGESI
MASSIMO BISCONTI: “LA STRUTTURA VULCANICA DEL M. AMIATA”, GEOLOGO
ROBERTO BAROCCI: “LA MANCATA DIFESA DELLE FALDE IDROPOTABILI IN TOSCANA, FORUM AMBIENTALISTA GROSSETO aderente a SOS GEOTERMIA
GIUSEPPE MASTROLORENZO: “CENTRALI GEOTERMICHE PILOTA A ISCHIA E CAMPI FLEGREI: RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ DI TRIVELLAZIONE NELLO SFRUTTAMENTO DELL’ENERGIA GEOTERMICA”, PRIMO RICERCATORE OSSERVATORIO VESUVIANO. VULCANOLOGO INGV.
ANDREA BORGIA: “TERRITORIO E SALUTE: INQUINAMENTO DELLE CENTRALI GEOTERMICHE“ GEOLOGO , ESPERTO CAMPO GEOTERMICO DEL M.AMIATA

ORGANIZZANO
RETE NAZIONALE NOGESI
COMITATI E CITTADINI IN DIFESA DEL MONTE AMIATA

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Medicina Democratica sollecita tutti i Comuni toscani a dichiarasi indisponibili alla geotermia

Logo Medicina Democratica

Il Coordinamento toscano di Medicina Democratica, in vista della scadenza del 1 dicembre prossimo per la presentazione alla regione Toscana delle dichiarazioni da parte dei Comuni in merito alle ANI, Aree non idonee alla geotermia, invita tutte le amministrazioni toscane a pronunciarsi per scongiurare il rischio di vedersi appioppare una bella centrale per aver taciuto.
Riportiamo la lettera inviata a tutti i comuni toscani:

Oggetto: Delibera regionale 516 Del 15.5.2017 Linee guida per l’identificazione delle aree non idonee (ANI) all’attività geotermoelettrica in Toscana: tutti i comuni dichiarino il proprio territorio non idoneo alla geotermia

Si premette che questa associazione onlus è fortemente preoccupata per l’estendersi in atto della richiesta di concessioni geotermiche, specialmente in Toscana, ma non solo, dopo la “liberalizzazione” del settore decretata con decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010. Se anche una parte delle concessioni richieste fosse assentita, si assisterebbe ad un peggioramento drastico della qualità delle falde idriche, perforate ed inquinate, e della qualità dell’aria ambiente. D’altra parte si ritiene che potenzialmente tutta la Toscana abbia risorse geotermiche a media entalpia, da ciò si desume che tutti i comuni , anche quelli qui indicati come in 3° fascia (tutti i comuni toscani), non confinanti con quelli tradizionalmente geotermici, siano interessati ad esternare alla Regione la loro non disponibilità a ospitare impianti geotermici.

La Regione Toscana, ai sensi della Delibera in oggetto, sta raccogliendo i pronunciamenti dei Comuni toscani circa il loro interessamento o meno ad accogliere centrali e/o perforazioni geotermiche.

La delibera 516 in oggetto (scarica qui il testo e qui l’allegato A) recita : “Ai fini della definizione delle ANI (Aree non idonee alla geotermia) interessano la alta e la media entalpia, in presenza delle quali si può ipotizzare uno sfruttamento del fluido geotermico per la produzione di energia elettrica.”

Ed ancora: “Comuni delle restanti parti del territorio toscano, storicamente non interessati dall’attività geotermoelettrica, si presume saranno per lo più caratterizzati dalla presenza di aree non idonee riscontrabili nella vincolistica esistente e nelle colture di pregio di cui alle aree D.O.P., I.G.P., S.T.G., D.O.C., D.O.C.G. ecc. Ad ogni modo anch’essi potranno avanzare proposte volte a contenere le aree non idonee a parti specifiche del proprio territorio.

Nei successivi 60 giorni (nei mesi di ottobre e novembre 2017, ndr) la Regione Toscana verificherà la coerenza delle proposte delle Amministrazioni Comunali, anche avvalendosi di una commissione tecnica rappresentativa delle competenze in materia ambientale, paesaggistica ed economica, e procederà con l’approvazione delle ANI e con il successivo adeguamento del PAER.”

Ciò premesso, da una nostra ricerca effettuata in rete, solo circa 50 comuni su 240 toscani, risulta abbiano risposto alla Regione, mentre il grosso non ha risposto né negativamente né positivamente, esponendosi con questo silenzio alle attenzioni delle numerose ditte interessate allo sfruttamento geotermico.

Si fa presente che il Comune di Castagneto Carducci (fascia 2°) e quello di Montecatini Val di Cecina (fascia 1°) hanno già esternato alla Regione Toscana la loro indisponibilità ad ospitare impianti geotermici, rispettivamente con delibera 188 del 29.9.2017 e delibera n. 85 del 27.9.2017. Mentre non risulta nessuna risposta da comuni nella fascia 3°.
Il Comune di Montecatini Val di Cecina è coinvolto in ben due progetti geotermici, quello cosidetto “Guardistallo” e quello cosidetto “Cortolla”.
In particolare il progetto “Guardistallo” coinvolge per i pozzi geotermici il territorio del Comune di Montecatini val di Cecina, ma la concessione territoriale comprende anche altri 6 comuni (Cecina, Riparbella, Bibbona, Casale, Montescudaio, Guardistallo) dove potenzialmente potrebbe essere costruita la centrale elettrica da 5 Megawatt da parte della ditta Geothermics di Bolzano, che nel frattempo ha chiesto una concessione geotermica anche per il Comune di Milano e comuni limitrofi.

Da queste righe si può capire che nessun comune può sentirsi al sicuro dall’invadenza della geotermia, liberalizzata come scritto sopra con decreto legislativo n. 22 dell’11 febbraio 2010.

Si invitano perciò tutti i comuni in indirizzo, a partire da quelli in fascia 1° e 2°, ma anche quelli in fascia 3° a scrivere alla Regione Toscana al più presto – comunque non oltre il 1.12.17 – , dichiarando la propria indisponibilità ad accogliere impianti geotermici, con le motivazioni che ogni comune riterrà di esporre, tra cui quella della difesa della risorsa idrica, già duramente compromessa in buona parte della Toscana.

Si resta a disposizione per ogni chiarimento, distinti saluti.

17/11/2017

Per Medicina democratica Coordinamento toscano Maurizio Marchi
maurizio.marchi1948@gmail.com 

1° fascia, comuni geotermici:
Abbadia San Salvatore, Arcidosso, Castel del Piano, Castelnuovo Val di Cecina, Chiusdino, Montecatini Val di Cecina, Monterotondo Marittimo, Monteverdi Marittimo, Montieri, Piancastagnaio, Pomarance, Radicofani, Radicondoli, Roccalbegna, San Casciano dei Bagni, Santa Fiora e Massa Marittima.

2° fascia comuni confinanti con quelli geotermici: 
Cinigiano, Campagnatico, Scansano, Semproniano, Castell’Azzara, Cetona, Sarteano, Seggiano, Roccastrada, Monticiano, Sovicille, Casole d’Elsa, Volterra, Lajatico, Riparbella, Guardistallo,Bibbona, Castagneto Carducci, Sassetta, Suvereto, Follonica, Scarlino, Gavorrano Castiglione d’Orcia, Pienza e Montalcino.”

3° fascia: tutti gli altri comuni della Toscana


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Il Cittadino online

Abbadia/Piancastagnaio, 11 novembre 2017. Riuscita manifestazione per dare un futuro all’Amiata

In 400 da tutta la Toscana per chiedere la moratoria di ogni attività geotermica esistente e di progetto per dare una prospettiva di sviluppo diversa.

 

 

 

Organizzata da SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi e Comitati NoGeo Amiata una marcia liberatoria da Abbadia S.Salvatore a Piancastagnaio, un corteo determinato e colorato come non se ne vedeva dall’11 maggio 2013 a Bagnore, tanti amiatini e tanti in rappresentanza degli altri territori toscani sotto attacco dei progetti di nuove centrali.

Dietro il grande striscione d’apertura “NO ALLA GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA, INQUINANTE!” tante bandiere colorate con il “no alla geotermia”, contro i progetti in Val d’Orcia, a Radicondoli, in Valdera e in Valdelsa e gli altri progetti cd.binari.

Ma anche per la moratoria delle più inquinanti centrali Enel, vero trave che tanti amministratori ancora non riescono, o non vogliono, vedere; proprio tre giorni prima, l’8 novembre scorso, anche il consiglio regionale ha dovuto prendere atto, approvando la mozione del M5S per il NO alla nuova centrale Enel PC6, che la geotermia “flash” dell’Enel non è più sostenibile, come espresso chiaramente nel “Manifesto dell’Amiata” e rilanciato nelle conclusioni.

Conclusione del corteo a Piancastagnaio dove si è discusso e confermato che un futuro possibile per l’Amiata e tutta la Toscana è legato ad una nuova e più forte spinta sull’economia legata alle eccellenze del territorio, dal paesaggio alle produzioni enogastronomiche; interventi e discussioni anche sulle proposte di un Parco Naturale e dell’utilizzo della geotermia a bassa entalpia mediante pompe di calore che potrebbero attivare una filiera con maggiori prospettive di posti di lavoro, come anche il rilancio del termalismo e lo sviluppo del turismo naturalistico, storico e spirituale.

Insomma, tante potenzialità e proposte per un diverso futuro dell’Amiata, ma una unica certezza: basta con la geotermia speculativa e inquinante.

SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi



Servizio di Carla Pampaluna


GALLERIA FOTOGRAFICA
(grazie a Daniela, Silvia, Yuri, Mauro, Beatrice, Simonetta, Silvia, Roberto, Gabriele, Lapo, Mariella, Comitato Difensori della Toscana, Comitato x Radicondoli, AmiataNews, a cui appartengono le immagini)


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Il Tirreno 12/11/17

Corriere di Siena 12/11/17

Corriere Fiorentino 12/11/17

La Nazione 12/11/17

Toscana Oggi

PC6: questa centrale non s’ha da fare. Approvata in Consiglio regionale mozione M5S per il NO alla centrale Enel in Amiata

Firenze, 8 novembre 2017, il Consiglio regionale all’unanimità approva la mozione del M5S con emendamenti del PD (leggi il testo e gli emendamenti), che impegna la Giunta ad esprimere parere negativo sul progetto della centrale Enel, di 20 MW, PC6 in loc.Asca, comune di Piancastagnaio in Amiata.

La mozione presentata dal M5S ed approvata riprende sostanzialmente le critiche sollevate dai comitati in merito all’ennesima megacentrale Enel da 20 MW di vecchia concezione a tecnologia “flash” con rilascio libero in atmosfera.

Una vittoria che sorprende, considerato che appena il giorno prima, 7 novembre, lo stesso Consiglio con i voti della maggioranza PD bocciava una mozione presentata da Sì Toscana che analogamente denunciava le emissioni climalteranti delle obsolete centrali Enel.

Lo stesso PD oggi approva la mozione del M5S e ne rivendica il risultato: sembra quasi che da un giorno all’altro abbia cambiato opinione. Se lo chiede anche il sito GreenReport sponsorizzato dal Cosvig.

Plaudono quindi i Comitati che da anni denunciano i gravi problemi legati alla geotermia ed in particolare alla geotermia Enel e sfidano la “politica” ad essere conseguente con una moratoria generale (che chiedono da anni) e una discussione seria sulle politiche economiche ed energetiche di questa Regione.


Comunicato Consiglio regionale Toscana n. 1526 del 8 novembre 2017

Geotermia: Piancastagnaio, mozione per dire no a nuova centrale
L’aula approva all’unanimità l’atto presentato dal gruppo del Movimento 5 Stelle e emendato dagli stessi firmatari e dai consiglieri Pd Stefano Scaramelli e Simone Bezzini

Firenze – Mozione unanime, in Consiglio regionale, per impegnare il Presidente e la Giunta regionale a “esprimere parere negativo sulla richiesta di Via, da parte di Enel, per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel comune di Piancastagnaio, in località Asca”, nonché per attivarsi nei confronti di Enel affinché vengano applicate le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti. L’atto, a firma del gruppo Movimento 5 Stelle, è stato presentato in aula da Giacomo Giannarelli che, partendo da quando la mozione è stata protocollata, 21 settembre 2017, si è soffermato sul momento giusto per discuterla e approvarla, visto che sabato 11 novembre ci sarà un corteo per dire no alla nuova centrale.
Parere favorevole per la consigliera Monica Pecori (Gruppo misto Toscana per tutti), che ha posto in dubbio che la geotermia sia fonte di energia rinnovabile. Stessa espressione di parere anche per Stefano Scaramelli (Pd) che, soffermandosi sul testo emendato, ha puntualizzato di essere a favore di una geotermia che può modernizzare le tecnologie. Gli emendamenti, proposti dai firmatari della mozione insieme ai consiglieri del Pd Scaramelli e Simone Bezzini, infatti, tendono a sottolineare maggiormente la necessità di attivarsi nei confronti di Enel per aggiornare le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti sul territorio dell’Amiata. I dati sono incontrovertibili, ha affermato il consigliere Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra), quindi è fondamentale dire no ad Enel e applicare le migliori tecnologie. (ps)


Comunicato M5S del 9 novembre 2017

CONSIGLIO DICE NO ALLA NUOVA CENTRALE DA 20 MW, PARTITI COSTRETTI A VENIRCI DIETRO
Da Giacomo Giannarelli

Ieri il Consiglio regionale ha approvato, con emendamenti una nostra mozione molto importante.
La Regione dirà no alla nuova centrale ENEL da 20Mw a Piancastagnaio e chiederà all’azienda di aggiornare le tecnologie degli impianti già esistenti in Amiata, per ridurre le emissioni.
Uno spartiacque per le politiche regionali, dopo decenni di genuflessione davanti ad Enel.
Abbiamo costretto i partiti a venirci dietro, raggiungendo un obiettivo finora irraggiungibile per i cittadini del territorio. Per l’ennesima volta è il Movimento 5 Stelle a restituire dignità alle istituzioni. Finalmente infatti la Regione alzerà la schiena e si metterà dalla parte dei cittadini dicendo no ad un impianto che, bene ricordarlo, Enel dichiarava portatore di “limitati” effetti sulla salute perché la ricaduta degli inquinanti avrebbe riguardato aree poco popolate.
I cittadini abbiano memoria, da quando siamo entrati in Consiglio regionale la geotermia ad alta entalpia non è più un totem e i territori possono indicarsi non idonei allo sfruttamento geotermico. Due risultati che nessuna altra forza politica prima era riuscita a centrare. Prossimo obiettivo convincere il Consiglio ad abbracciare la nostra linea: sì a bassa entalpia, media entalpia solo se per autosufficienza di una comunità che la richiede,per progetti di economia circolare, e ad emissioni zero. I modelli ci sono, basta adattarli alle nostre esigenze paesaggistiche: si guardi l’impianto geotermico tedesco di Sauerlach, da 5 Mw con impatto zero grazie alle “migliori tecnologie disponibili” che qui ARPAT ascrive alle “flash” di ultima generazione.
N.B. l’atto approvato ieri impegna quindi la giunta a
– Esprimere parere negativo sulla richiesta di VIA per la realizzazione di una nuova centrale da 20MW nel Comune di Piancastagnaio
– Attivarsi nei confronti di ENEL affinché vengano applicate le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali esistenti
Ora tutti sabato a Piancastagnaio per la manifestazione indetta da SOS Geotermia – Rete nazionale NoGesi – Comitati NeoGea Amianta


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Corriere Fiorentino

Corriere di Siena 9/11/17

Poggio Montone, le osservazioni dei cittadini al progetto

In allegato riportiamo le Osservazioni presentate da alcuni cittadini di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e comuni limitrofi e dal Circolo della Rifondazione Comunista di Santa Fiora inviate alla Regione Toscana e relative al Progetto (con centrale) geotermico denominato “Poggio Montone” presentato dalla società Sorgenia Geothermal srl.

Il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è stato avviato il 21 agosto 2017 e tutti gli Atti sono reperibili e scaricabili nella pagina internet della Regione Toscana sui procedimenti VIA; sono presenti nella documentazione anche i contributi e le osservazioni dei comuni e altre amministrazioni ed enti.

Le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio sono precedute da una premessa in cui si ricordano alla Regione Toscana le gravi problematiche che affliggono questo territorio, dove già insiste il pesante sfruttamento geotermico di Enel Green Power e che vengono riassunte in 4 punti: situazione sanitaria; abbassamento e inquinamento falda acquifera; inquinamento aria e suolo causato dalle emissioni di sostanze tossiche e nocive delle centrali; sismicità indotta.
Viene sottolineato come oltre al presente progetto su Piancastagnaio insistono altre richieste quali quella per la realizzazione dell’impianto Pilota in Loc. Casa Del Corto, al vaglio del Ministero dell’Ambiente, e il progetto Enel denominato PC6. Seguono ben 18 Osservazioni.

In conclusione i firmatari chiedono che venga immediatamente sospeso il procedimento di VIA per l’impianto, che è incompleto e in contrasto con i piani regionali e territoriali di sviluppo; che la Commissione VIA e la Regione Toscana esprimano parere negativo sulla compatibilità ambientale del progetto; che un eventuale nuovo studio di impatto ambientale presentato da Sorgenia venga immediatamente reso pubblico; che venga predisposta una inchiesta pubblica o attivato almeno il contraddittorio. 

QUI le Osservazioni dei cittadini di Abbadia S.S. e Piancastagnaio

QUI le Osservazioni del Circolo della Rifondazione Comunista di S.Fiora


Per la cronaca, sul progetto Poggio Montone, riportiamo l’intervento sul Corriere Nazionale del 31/10/17 di Chicco Testa, attuale presidente di Sorgenia, ex Enel, ex Acea, ex Rothschild, ex Roma Metropolitane, ex deputato PCI/PDS, cofondatore di LEGAMBIENTE: “tutto bene, madamalamarchesa!” e ci mancherebbe…

Geotermia climalterante e incentivata impropriamente. Mozione in Consiglio regionale Toscana -aggiornamento: PD boccia mozione-

La mozione di Sì Toscana a Sinistra, che chiede coerenza sulle emissioni clima alteranti delle centrali geotermiche, merita il nostro apprezzamento poiché, utilizzando i numeri reali di CO2 emessa, cerca di eliminare una rendita parassitaria, molto dannosa alla collettività, per spostare i contributi pubblici, pari ogni anno a 5,8 miliardi di euro, sulle energie effettivamente rinnovabili; cioè a favore di investimenti sul calore geotermico o sul fotovoltaico, utili alla collettività e capaci di generare un grosso moltiplicatore di lavoro e reddito locale.

Ma, per inquadrare l’entità e la gravità di quanto sta accadendo, è necessario fare una breve sintesi dei recenti avvenimenti, dai quali il lettore potrà comprendere la natura etica e morale di quanti governano:

– nel 2010 viene pubblicato il primo studio epidemiologico sulla salute nei comuni geotermici e viene documentato che gli stessi inquinanti emessi in gran quantità dalle centrali geotermiche dell’Amiata concorrono a determinare un eccesso di mortalità negli uomini del +13%, cioè centinaia di morti in più del previsto;

– sempre nel 2010 la Giunta regionale approva una Delibera (n.344 + Allegato A) che documenta il fatto che in Amiata i flussi geotermici sono molto diversi e molto più pericolosi di quelli dell’area di Larderello, con emissioni di CO2 “con valori più che doppi rispetto all’area tradizionale…maggiori rispetto a quelle di una moderna centrale termoelettrica alimentata a metano o ad olio combustibile”;

– nel 2015 SOS Geotermia e NOGesi portano in audizione del Parlamento italiano diversi scienziati, che espongono i dati sulle emissioni in atmosfera delle centrali geotermiche. Le Commissioni VIII (Ambente) e X, (Attività produttive) all’unanimità approvano una Risoluzione con la quale “impegnano il Governo a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano ed ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”;

– viceversa, nel 2016 il Governo con Decreto rinnova i contributi alle centrali geo termoelettriche. A quelle dell’Amiata, che continuano ad alterare il clima, il Governo ha regalato nel 2016 oltre 90 milioni di euro, pagati dalle bollette dei cittadini;

– nel 2017, SOS Geotermia calcola il costo sanitario, pari a 88 milioni di euro per l’anno 2010, relativo alla sola emissione di ammoniaca in Amiata dalle centrali ENEL, che generano le micidiali Pm 2,5, utilizzando le stime del Rapporto CAFE 2005 dell’Unione Europea

Noi riteniamo, alla luce dei suddetti fatti, che il Governo nazionale e quello della Regione toscana abbiano legalizzato un inganno a danno della popolazione con effetti dannosi anche sul clima e che il Governo non rispetti né il Parlamento italiano, né la Costituzione Italiana.

SOS Geotermia


Aggiornamento 7/11/17: IL PD NELL’OZONO!

Marras in aula, a nome del PD, afferma che la mozione sia la “scusa” per dire NO alla geotermia; chiede, ed ottiene dal suo partito, i voti contro la mozione che viene quindi bocciata con 17 voti, contro 11 a favore e un astenuto. 
Resoconto sulla Nazione e Tirreno del 9/11/17:


Leggilo su:

La Nazione 5/11/17

GoNews.it

Il Cittadino online

Il Tirreno 5/11/17

La Postilla

Corriere di Siena 5/11/17

La Repubblica – Firenze 5/11/17

Amiata. Sabato 11 novembre 2017 manifestazione Abbadia-Piancastagnaio

> Per bloccare la realizzazione di ogni nuova centrale Flash o a Ciclo binario geotermica in Amiata e richiedere le “dismissioni” delle attuali centrali Flash Enel inquinanti e speculative;

> Per richiedere ai Sindaci e alla Regione Toscana una diversa politica territoriale che punti alla salvaguardia e alla valorizzazione del nostro grande patrimonio naturale e ambientale.

MANIFESTAZIONE
Sabato 11 novembre 2017
PROGRAMMA

Ore 14: concentramento davanti al Palazzo Comunale – Viale Roma – di Abbadia San Salvatore (Siena)

Ore 14,30: partenza del CORTEO Abbadia-Piancastagnaio (5 chilometri a piedi, con seguito di autovetture)

Ore 15,30: arrivo a Piancastagnaio. Manifestazione conclusiva ai Giardini “F. Nasini” (viale Gramsci, vicino al Palazzo comunale). Musica, flash mob, interventi dei comitati e dei cittadini, approvazione documento “Manifesto dell’Amiata”.

In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a sabato 18 novembre 2017

Lottiamo uniti per difendere la nostra Terra, la nostra Salute, le nostre Acque contro “gli interessi speculativi” dell’Enel e delle varie società geotermiche.
Un’altra Amiata è possibile!
Un altro Futuro è possibile diverso da quello del “Polo geotermico” che la Regione vuol realizzare in Amiata.

Saranno presenti delegazioni dei Comitati Rete NoGesi di Toscana, Lazio e Umbria

SOS Geotermia – Rete Nazionale NoGesi – Comitati NoGeo Amiata

scarica il volantino b/n             scarica la locandina col


Comunicato del 6/11/17

Manifestazione in difesa della Terra e del Futuro dell’Amiata

Amiata. Per sabato 11 novembre è stata indetta una manifestazione dai Comitati in difesa del Monte Amiata, dalla Rete Nazionale NoGesi e da Sos Geotermia contro la volontà della Regione Toscana di fare dell’Amiata e zone limitrofe un Polo geotermico industriale al pari di quello di Larderello con la costruzione di decine di nuove centrali. Tutto ciò comporterebbe lo stravolgimento di un’intera area e del suo patrimonio naturalistico, ambientale, storico e culturale ad alta vocazione turistica. Saranno presenti delegazioni dei Comitati Rete Nogesi di Toscana, Lazio e Umbria.

Gli aderenti all’iniziativa si troveranno alle ore 14 davanti al Palazzo comunale di Abbadia San Salvatore (Siena) – viale Roma – per poi dirigersi alle ore 14.30 a Piancastagnaio (5 km a piedi, con seguito di autovetture).

L’arrivo a Piancastagnaio è previsto per le 15.30 dove si terrà la manifestazione conclusiva ai Giardini “F. Nasini” (Viale Gramsci-Palazzo Comunale) con musica, flash mob, interventi dei comitati e dei cittadini e l’approvazione del documento “Manifesto dell’Amiata”.

Una giornata di mobilitazione per bloccare la realizzazione di ogni nuova centrale geotermica Flash o a Ciclo binario e richiedere le dismissioni delle attuali centrali Enel inquinanti e speculative, per bloccare questa fonte di energia non rinnovabile e climalterante e per difendere il territorio, la salute e le acque. Il bacino idrico del Monte Amiata, uno dei più importanti della Toscana, che rifornisce circa 700.000 persone, si è ridotto di circa il 50% e tra le cause, oltre la siccità, lo sfruttamento geotermico.

Ai Sindaci e alla Regione Toscana la richiesta urgente di riportare l’Amiata al centro di politiche di tutela e alla elaborazione di progetti condivisi tesi alla valorizzazione dell’intero territorio per un futuro e un modello economico durevole e partecipato.


Il 7 novembre “UNA PIZZA PER SOLIDARIETA'”, ad Abbadia SS presso il ristorante Fonte Magria, per sostenere le spese della Manifestazione dell’11 novembrescarica la locandina


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