Monthly Archives: dicembre 2017

BUON 2018! CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI DELLA RETE NOGESI SULLA GEOTERMIA ELETTRICA

Continua l’opera di informazione della Rete nazionale NoGESI, contro la geotermia inquinante e speculativa.
Il programma prevede una serie di conferenze e incontri tra Toscana, Lazio e Umbria da gennaio a marzo del 2018 alla presenza di persone attive nei vari comitati e nella difesa del territorio.

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Di seguito il primo calendario di incontri:

Sabato 20 Gennaio 2018 a Scansano (GR) con V. Arezzini, A. Borgia, F. Landi, R. Barocci
Sabato 27 Gennaio 2018 a Castel Giorgio (TR) con F. Carotenuto, G. Mastrolorenzo, R. Barocci, F. Biondi
Sabato 3 Febbraio 2018 a Latera (VT) con V. Arezzini, A. Borgia, G. Pagano, F. Landi
Sabato 17 Febbraio 2018 a Ischia di Castro (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, G. Mastrolorenzo, F. Landi
Sabato 24 Febbraio 2018 a Caprarola (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, F. Quattrocchi, F. Biondi
Sabato 3 Marzo 2018 a Terricciola (PI) con M. Rovini, P. Merisio, L. Micheli, M. Marchi
Sabato 10 Marzo 2018 a Casole D’Elsa (SI) con G. Limonta, P. Merisio, L. Micheli

 

Per Sabato 13 Gennaio 2018 dalle ore 9.30 alle 13.00 presso la Provincia di Viterbo, via Aurelio Saffi, 39 – Sala Conferenze – ci sarà un incontro/tavola rotonda organizzata dalla stessa Provincia di Viterbo in collaborazione con la Rete NoGESI e l’Ass.Lago di Bolsena.
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il programma:
● Ore 9:30 Conduce: Vittorio Fagioli, Rete Nazionale NOGESI Saluto: Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo Introduzione: Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI, “Le problematiche della geotermia elettrica”
● Ore 10:00 LE BELLEZZE DELLA TUSCIA: Geraldine Meyer, autrice di “Fuori luogo”, la prima guida sentimentale dedicata alla Tuscia viterbese
● Ore 10:15 LA SCIENZA – Prof. Andrea Borgia, geologo, Univ. Milano, “Le tecnologie ad alta e media entalpia” – Ing. Piero Bruni, presidente Assoc. Lago di Bolsena, “Geotermia e Lago di Bolsena” – Dr. Giuseppe Pagano, geologo, “Il termalismo in Tuscia”
● Ore 11:30 TAVOLA ROTONDA Sono stati invitati: – Mauro Buschini, Assessore Ambiente Regione Lazio – Eros Brega, Presidente Commissione Ambiente Regione Umbria – Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo – Angelo Ghinassi, Sindaco di Acquapendente – Paolo Equitani, Sindaco di Bolsena – Francesco Di Biagi, Sindaco di Latera
● Ore 12:30 CONCLUSIONI – Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo.

 

Anticipiamo inoltre che Sabato 10 febbraio 2018 – ore 9.00 Firenze, Consiglio Regionale Toscana – Auditorium, Via Cavour 4 – stiamo costruendo un importante incontro regionale –

LEGGI QUI IL PROGRAMMA

IERI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA BOCCIATO IL PROGETTO GEOTERMICO DI TORRE ALFINA… E DUE!

Dopo l’impianto geotermico pilota di Scarfoglio (NA), bocciato dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Campania, ieri, 22 dicembre 2017, il Consiglio dei Ministri ha bocciato il progetto pilota geotermico di Torre Alfina, nel comune di Acquapendente (provincia di Viterbo). Un nuovo colpo allo sgangherato piano Berlusconi –Scajola sulla privatizzazione della geotermia elettrica!

Infatti, attratte da vistosi incentivi statali (in realtà pagati dai cittadini e dalle imprese) aziende -spesso senza alcuna esperienza- si lanciano nel settore, che ha mostrato-al di là della facile pubblicistica- limiti tecnologici molto forti.

L’attività geotermica è una attività mineraria come il carbone, il gas, il petrolio, con tutte le problematiche tecnologiche, ambientali e di sanità che da sempre contraddistinguono tali settori.
Finché le tecnologie impiegate-vecchie di un secolo-non cambieranno sarà necessario spostare fluidi dal sottosuolo all’esterno, spesso-come in Centro Italia- con difficoltà immense, dipendendo dalla percentuale di gas incondensabili come l’acido solfidrico (quello che puzza di uova marce), mercurio, arsenico e perfino… uranio!

Con problemi ambientali e sanitari ormai dilaganti come in Toscana, sul monte Amiata, a causa degli impianti geotermici di ENEL Green Power che si ostina a seguire -senza alcuna innovazione- vecchie tecnologie, mentre nel mondo paesi più avanzati come gli USA ed il Giappone ne stanno sperimentando di nuove decisamente meno impattanti.
E intanto la magistratura sta aprendo inchieste giudiziarie sempre più puntuali contro i danni ambientali e sanitari sul Monte Amiata.

Quando il presidente della Regione Toscana Rossi si convincerà che il “vaso è colmo” e che decine di sindaci e di territori sono contrari alla geotermia elettrica idrotermale e che chiedono altri modelli di sviluppo del proprio territorio?

Ma torniamo all’impianto geotermico “binario” di Torre Alfina: bene hanno fatto – e come Rete Nazionale NOGESI li ringraziamo- i cittadini, le associazioni, l’amministrazione comunale di Acquapendente ed i sindaci umbri e della Tuscia, il Consiglio Regionale dell’Umbria, a dire forte e prolungato il loro NO agli impianti geotermici sulla Piana dell’Alfina e i minacciati impianti di Latera (!), Farnese- Ischia di Castro e Caprarola-Carbognano. Vogliamo in merito segnalare il grosso impegno dell’On. Alessandra Terrosi in difesa delle peculiarità dei territori umbro-laziali.

L’impianto bocciato è di fronte a quello previsto a Castel Giorgio, dove ancora la Regione Umbria non ha trovato la determinazione di bocciare tale impianto: speriamo che la recente bocciatura di Torre Alfina sblocchi anche Castel Giorgio, posto sullo stesso altopiano dell’Alfina, a poche decine di metri di distanza.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


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Progetto Scarfoglio, E’ COMINCIATA LA BOCCIATURA DEGLI IMPIANTI PILOTA GEOTERMICI: …E UNO!

30 giugno 2015, in piazza contro il progetto Scarfoglio, foto Zerottantuno.com

ARCHIVIATO DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE IL PROCEDIMENTO DI VIA DELL’IMPIANTO GEOTERMICO PILOTA “SCARFOGLIO” NEL COMUNE DI POZZUOLI (NA). LA REGIONE CAMPANIA AVEVA GIA’ DATO PARERE NEGATIVO

Progetto Scarfoglio della Geoelectric srl

Il primo dei 10 progetti pilota geotermici a media entalpia con tecnologia binaria è stato archiviato dal MATTM (Ministero dell’Ambiente) per mancata presentazione da parte della ditta Geoelectric srl della documentazione richiesta, come da comunicazione del Direttore Generale Giuseppe Lo Presti del 26.10.2017 (contenente parere negativo commissione tecnica VIA del 6.10.17).
Il che equivale ad una bocciatura del progetto, come del resto era stato chiesto dalla Regione Campania con il Decreto Dirigenziale n.111 del 26.09.2017.
La stessa Commissione Nazionale VIA-VAS –in seduta plenaria-con il suo parere n.2511 del 6.10.2017 aveva ritenuto-ai sensi dell’art.26, comma 3ter del D.Lgs.152/2006, previgente alle modifiche introdotte dal D.Lgs.104/2017- di “non procedere all’ulteriore corso della valutazione del progetto Scarfoglio visto che il proponente non ha ottemperato alle richieste di integrazioni da parte dell’autorità competente”.

E per fortuna che -come si legge nell’avviso ai giornali (Il Messaggero del 28.04.2015)– la società si vantava che “il progetto è stato sviluppato con il contributo scientifico di soggetti pubblici ai massimi livelli nazionali ed internazionali, quali l’INGV-Osservatorio Vesuviano e l’AMRA che detengono le più importanti competenze in ambito nazionale in relazione all’area di progetto”!

E’ chiaro che la società Geoelectric srl ha gettato la spugna, vista la bocciatura del progetto da parte della Regione Campania che si sarebbe tradotta poi in una mancata “intesa regionale” necessaria per l’approvazione del progetto.

Del resto la stessa Regione Campania era già intervenuta in data 16.06.2017 con parere negativo anche sull’analogo impianto geotermico pilota di Serrara Fontana nell’isola di Ischia, giusto in tempo prima del luttuoso terremoto del 21.08.2017 che ha provocato il crollo di numerose case e ha portato ad un bilancio di 2 vittime e 42 feriti.

Confidiamo che ciò sia di buon auspicio anche per l’impianto pilota di Torre Alfina nel comune di Acquapendente (Provincia di Viterbo) il cui procedimento VIA è al Consiglio dei Ministri per contrasto tra il MIBACT (e la stessa Regione Lazio) ed il MATTM. Nel senso che i primi due enti insistono sulla vigenza di un vincolo di notevole interesse pubblico instaurato nel territorio dal MIBACT con D.M. 12 maggio 2011. Come analogamente il comune di Acquapendente e la stessa Rete Nazionale NOGESI.

Del resto ormai non si capisce perché il Governo non ritiri la normativa che permette la realizzazione dei 10 progetti “pilota” binari, vista l’opposizione crescente di Comuni e popolazioni, impianti che peraltro hanno rendimenti bassissimi e difficoltà di re-immettere gli incondensabili nel sottosuolo (specialmente nel Centro Italia), alla faccia della loro ventilata “ecologicità”.

Quanto detto si amplifica se si pensa che la energia elettrica prodotta da tali impianti avrebbe un costo di ben 4 volte il costo medio dell’energia (finanziato con incentivi prelevati dalle bollette elettriche di cittadini ed imprese): un vero e proprio non-sense economico!

Terlizzese, MISE

Anche il Direttore Generale del MISE Ing. Terlizzese ha sostenuto recentemente- nell’intervista pubblicata su QualEnergia dell’8.09.17– che “…Non pensiamo però che i cicli binari siano la panacea: personalmente ho qualche dubbio sulla loro reale convenienza, ma certo bisognerà costruirne qualcuno ed effettuare più ricerca su questi sistemi per capirlo”

 

 

Allora, perchè continuare su una strada pericolosa e antieconomica?
Non sarebbe meglio annullarli tutti, come per Scarfoglio?


In merito alla società proponente scrive la D’Orsogna:

…Si trattava di un impianto geotermico “pilota” nell’area di permesso Scarfoglio, a Pozzuoli, Napoli come proposto dalla societa’ Geoelectric ed elaborato dall’ingegner Mario Massaro per conto di una ditta chiamata “ENvironment ENergy ENgineering” con sede a Roma.
Notare che questi studi specializzati in trivelle e tuttappostismi hanno sempre nel loro nome le parole “environment”, “ambiente”, “green” o “sostenibile”…
Ma poi, chi era questa Geoelectric?
Era una sorta di consorzio fra il gruppo Murena-Zecchina costruzioni, fra le prime 20 ditte italiane di edilizia e 500 impiegati che poi ha cercato di diversificare, specie con il fotovoltaico in Puglia; poi c’era il gruppo Marconi anche questa operante nel settore del fotovoltaico e infine il Gruppo Fiore che si occupa della costruzione di impianti complessi. Assieme volevano appunto dedicarsi al geotermico.
Chi li avrebbe aiutati ?
Ecco qui: l’INGV, l’istituto nazionale di geologia e di vulcanologia italiano, ente del quale non mi fiderei neanche per un millisecondo.
Vengono introdotti come partner della Geoelectric.
Ma puo’ essere che l’INGV si mette intanto ad aiutare una ditta di privati, e sopratutto che solo “pensi” che il tutto sia fattibile? Dove sta il loro senso della prevenzione? Il loro buonsenso? Come possono pensare che sia tuttapposto trivellare tra capannoni di automobili, fra le solfatare del Vesuvio? Alla fine il progetto e’ stato archiviato, ma loro si erano bene incamminati a dare il supporto a questo progetto…

Abbadia SS, 2 dicembre 2017, giornata di studio. SULL’AMIATA STOP A NUOVE CENTRALI E AL POLO GEOTERMICO

Una partecipazione numerosa e interessata di cittadini provenienti dall’intero territorio amiatino ha vivacizzato la giornata di studio organizzata dalla Rete Nogesi e dai movimenti che lottano in difesa del Monte Amiata che si è tenuta ad Abbadia San Salvatore sabato 2 dicembre.
Rimarcata la totale assenza delle istituzioni, mentre le uniche risposte di impossibilità a partecipare sono arrivate dalla Protezione civile e da Acquedotto del Fiora.

Vulcanologi e geologi hanno concentrato i loro interventi sugli effetti e rischi che le trivellazioni e le centrali geotermiche arrecano al territorio, alle risorse idriche, all’ambiente e di conseguenza all’uomo, alla sua salute.

Cosa avviene nel sottosuolo andando a perforare sino a 4.000 metri per poi estrarre e reiniettare fluidi? Le centrali a ciclo binario della “Buona geotermia” sono davvero sicure e ad impatto zero? Quali le problematiche correlate ai fluidi geotermici e ai gas incondensabili? Quali conseguenze sul bacino idrico del Monte Amiata tra i più importanti del centro Italia con 700.000 utenze?
La montagna dell’Amiata, antico vulcano, ha caratteristiche geomorfologiche che la rendono un territorio tanto particolare quanto fragile, non a caso è considerata a rischio sismico e sottoposta a vincolo idrogeologico. Nella “Carta della pericolosità geologica” – ne ha parlato il geologo Massimo Bisconti – sono evidenziate le aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta. È anche emerso che talune centrali e pozzi sono stati realizzati da Enel in aree vincolate. A Piancastagnaio il territorio si è abbassato di un metro in circa 30 anni e ciò a causa dell’estrazione di vapore.
Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore Osservatorio Vesuviano, afferma che il fenomeno di subsidenza può anche accelerare fenomeni franosi. Non solo, è risaputo a livello mondiale che tra le conseguenze delle centrali geotermiche (anche a ciclo binario) vi sono quelle della sismicità indotta e dell’irreversibilità del danno per cui “quando andiamo ad intervenire con trivellazioni e centrali si va a modificare l’intero sistema in modo permanente e ad innescare processi irreversibili. “Proprio l’assoluta irreversibilità e l’imprevedibilità delle modificazioni termofluidodinamiche e meccaniche dei sistemi idrotermali, a seguito di trivellazioni, estrazioni e reiniezioni di fluidi impone la rigorosa applicazione del ‘principio di precauzione’. Tale principio obbliga a evitare azioni delle quali non sia prevedibile e quantificabile l’effetto a breve, medio e lungo termine, a tutela dell’ambiente naturale, delle risorse e della pubblica incolumità. In caso contrario si tratterebbe di sperimentazione non dichiarata ed eticamente e giuridicamente inaccettabile sull’ambiente e sulle persone”, ha dichiarato. Da qui la responsabilità soprattutto dei presidenti delle Regioni e dei sindaci primi responsabili della salute, della sicurezza del territorio e della tutela delle risorse anche per le generazioni future nel rispetto dei principi fondamentali della “geoetica”.
L’alterazione della falda acquifera interagisce con il sistema idrotermale: cosa può accadere alle sorgenti di Bagni San Filippo o Bagno Vignoni? Roberto Barocci nella sua presentazione evidenzia l’obbligo della Regione Toscana di applicare il Piano di Tutela delle acque e come tale obbligo venga omesso, contravvenuto. “Abbiamo già perso la metà della risorsa idrica e aumentato la presenza di sostanze inquinanti tra cui l’arsenico”. (scarica le slides, pdf 1,8 Mb)
Andrea Borgia, geologo, dopo aver ricordato che le popolazioni dell’Amiata sono soggette a un “lento avvelenamento” da mercurio, arsenico e uranio (confermato dalle analisi di laboratorio sui capelli e, di recente, dai primi esami del sangue dello studio epidemiologico InVetta – Ars), ha riferito il recente parere del settore idrogeologico regionale, sede di Pisa, secondo cui “i livelli piezometrici sono caratterizzati da cicli di recessione e di ricarica pluriennali, che sembrerebbero indipendenti dalle precipitazioni”. Mentre i dati dei piezometri della regione, fin dal gennaio scorso, hanno mostrato come l’acqua venga risucchiata verso il basso dallo sfruttamento del campo geotermico.

La non rinnovabilità di questa energia è provata inoltre dalle enormi emissioni di gas climalteranti, che sul Monte Amiata risultano pari, se non superiori a quelle delle centrali a carbone. L’equivoco della energia geotermica continua, troppi gli interessi dietro gli incentivi che arrivano a pioggia in modo del tutto improprio. Si capisce bene come il concetto della geotermia sia collegato strettamente al puro profitto.

Seguiranno altre iniziative in tutta l’Amiata, alta Tuscia e Toscana. E, nel mese di febbraio 2018, una forte mobilitazione in Regione Toscana.

Abbadia San Salvatore 04/12/2017

Rete Nazionale NoGesi
Comitati e Cittadini in difesa del Monte Amiata


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