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Santa Fiora, 14 ottobre 2017. Assemblea: L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?

Organizzata dal Circolo PRC Raniero Amarugi di Santa Fiora, sabato 14 ottobre 2015, alle ore 16, si terrà presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale una assemblea pubblica “L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?” con lo scopo di: ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO PRESENTATO DALLA SOCIETA’ SORGENIA GEOTHERMAL a r.l. PER LA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA CENTRALE ALL’INTERNO DEL PERMESSO DI RICERCA “POGGIO MONTONE”, A VALLE DEGLI ABITATI DI SARAGIOLO, BAGNOLO, MARRONETO E SANTA FIORA E PER DEFINIRE LE INIZIATIVE DI PROTESTA
DA METTERE IN ATTO.

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Riportiamo il relativo comunicato

L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?

La questione della GEOTERMIA sta diventando molto urgente, perché le prospettive che si aprono dopo le ripetute affermazioni sui suoi presunti benefici da parte delle Istituzioni e delle Società geotermiche, sono preoccupanti per il nostro immediato futuro.

Se fossero realizzati gli obiettivi che i nostri governanti nazionali e regionali caldeggiano, si avrebbe un’invasione di pozzi geotermici, di centrali sia del tipo flash che del tipo binario e cioè di quelle che immettono nell’aria tutto quello che estraggono e di quelle che dovrebbero reimmettere tutto ciò che estraggono nel bacino geotermico, anche se a una discreta distanza dal punto di estrazione.

Questo tipo soprattutto, definito con imprecisione, “a emissioni zero” che poi dopo un po’ è diventato “a emissioni quasi zero”, viene propagandato come la soluzione tecnologica che risolve tutti i problemi che fino ad ora ha posto la geotermia.

I motivi per cui ci sembra giusto continuare ad opporsi a questo tipo di sfruttamento delle risorse geotermiche sono stati evidenziati in molte occasioni con il contributo di scienziati esperti dell’argo-mento attraverso i loro studi e le ricerche sul campo. E ci sono anche motivi che, prescindendo dalla scienza e dalla ricerca, possono essere compresi e affermati da chiunque, solo confrontando alcuni dati.

Infatti, prima di individuare i motivi dei forti rischi per l’ambiente e per la salute umana, ce n’è uno di tipo economico. In una Toscana che ci viene invidiata per le bellezze storiche, paesaggistiche e per le produzioni agricole di qualità che qui si svolgono, si può verificare che, proprio nelle aree dove storicamente si sfrutta la geotermia, si registra l’età media più alta della regione e il reddito medio più basso, per l’esodo e la mancanza di occupazione tra i giovani.

Ove la geotermia ha caratterizzato il territorio con i suoi impianti industriali oggi abbiamo più alto il livello di povertà e di crisi, tanto che recentemente la stessa Regione Toscana ha individuato l’area nord, Larderello/Travale, come “area di crisi”, mentre il valore immobiliare è – con l’area sud/Amiata – il più basso della Toscana (vedi a lato il “borsino immobiliare”, da Il Tirreno del 10/6/17).

Nel territorio della provincia di Grosseto, come del resto in quelli dell’alto Lazio e dell’Umbria che sono pure coinvolti da richieste di decine di permessi di ricerca, si svolge un tipo di agricoltura tradizionale fatta essenzialmente di piccole e medie aziende che da anni hanno investito denari propri e contributi europei per sviluppare le loro attività legate alle produzioni agricole e al turismo. Tutto questo corre grossi rischi di essere demolito dalla conversione da area agricola ad area industriale per il massimo sfruttamento della geotermia.

Dopo il primo tentativo effettuato dalla Società TOSCOGEO s.r.l. di realizzare un impianto di tipo binario all’interno della Concessione di ricerca “Bagnolo”, al quale ha poi rinunciato lo scorso anno, ora è la volta della Società SORGENIA GEOTHERMAL s.r.l. a proporre un altro progetto all’interno della Concessione confinante, denominata “Poggio Montone”, che comunque prevede la realizzazione degli impianti nella zona a valle degli abitati di Saragiolo, Bagnolo, Marroneto e Santa Fiora.

Per opporsi a questa nuova aggressione al nostro territorio ed alle sue risorse, il Partito della Rifondazione Comunista di Santa Fiora organizza per SABATO 14 OTTOBRE, alle ore 16, presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale, un’ASSEMBLEA PUBBLICA alla quale sono invitati i cittadini, gli operatori economici e gli Amministratori, per illustrare il progetto e definire le iniziative di protesta da mettere in atto.

Non piove, governo ladro! Cosa succede all’acquifero amiatino?

Non ci sembra che il più grande serbatoio di acqua potabile del centro Italia goda di buona salute, la politica dovrebbe risponderne anzichè tranquillizzare. Nel caso gli venissero dei dubbi, agiscano in autotutela secondo anche il principio di precauzione e fermino le centrali

[PER QUANTO RIGUARDA LA SITUAZIONE NELL’AREA GEOTERMICA TRADIZIONALE (Larderello/Pomarance) SEGNALIAMO L’INTERESSANTE DOCUMENTO DEL COMITATO DIFENSORI DELLA TOSCANA pubblicato il 478717]

 

Dopo le denunce sugli sforamenti di arsenico e successive repliche, è di questi giorni l’allarme sulla siccità e sull’attenzione da prestare all’approvvigionamento idrico.

Riferendoci al piezometro di Poggio Trauzzolo, in effetti, quest’anno, dal 6 luglio, abbiamo superato la quota 307, record negativo raggiunto solo il 30/10/2012 (e fino all’8/4/2013); allora si chiamò in causa la mancanza di precipitazioni degli ultimi anni, ma lo studio Mobidic, commissionato dalla Regione, smentì tali affermazioni e alla nostra denuncia non ci furono repliche…

Oggi l’Acquedotto del Fiora, col comunicato del 12 luglio scorso, lancia la “massima attenzione alla gestione della risorsa ma al momento nessun allarme”. Sacrosanto l’invito ad una gestione oculata della risorsa evitando gli sprechi e gli usi non domestici, anche se magari una altrettanto rigorosa politica sulle manutenzioni e il recupero delle perdite della rete e verifica dell’uso della risorsa da parte dell’utenza, forse aiuterebbe.

Dice il comunicato: “Si registra però un calo delle portate delle sorgenti, nell’ordine del 10-15%, dovuto all’assenza di nevicate invernali negli ultimi tre anni. Sono tenuti sotto stretta osservazione da parte del gestore i pozzi che integrano l’approvvigionamento di acqua proveniente dal Monte Amiata, i quali risentono in maniera immediata della mancanza di piogge e che in alcuni casi presentano riduzioni anche del 50%.”

Sembrerebbe quindi che anche questa volta si suggerisca che il calo delle sorgenti sia del tutto “naturale” legato alle precipitazioni.

Ma -sempre con riferimento al piezometro David Lazzaretti di Poggio Trauzzolo- siamo andati a verificare l’andamento delle precipitazioni in relazione al livello dell’acquifero, desunte dalle rilevazioni giornaliere del SIR (Settore Idrogeologico Regionale) Toscana.

Riportiamo la tabella che raccoglie i dati annuali che ci mostra che, in effetti, le annate con più precipitazioni causerebbero, a distanza di un anno, una risalita del livello dell’acquifero, ma –oltre all’anomalia che denunciammo per il 2012-2013, questo trend di nuovo non viene rispettato con le precipitazioni mediamente abbondanti del 2016 (circa 1400 mm, molto più di quanto rilevato nel citato studio Mobidic dal 1990 al 2007) che avrebbe dovuto causare quest’anno una risalita che, a tutt’oggi, non si rileva; anzi, pare che il trend sia in ulteriore discesa.

Dati SIR Toscana, clicca per ingrandire

Una ulteriore anomalia si può notare nell’andamento per gli anni 2014-2015 che seguono due anni di precipitazioni particolarmente abbondanti, il 2013 con circa 1700 mm e il 2014 con circa 1800 mm; la crescita, che pur si rileva, ha una strana discesa dal settembre 2014 con forti oscillazioni giornaliere che si interromperà nella primavera del 2015 quando riprenderà la presumibile continua risalita. C’è da notare la strana coincidenza con l’avvio della centrale di Bagnore 4 e lo “stranissimo” episodio dell’impazzimento del piezometro che avevamo puntualmente denunciato e di cui il prof.Borgia diede una lettura ben diversa della semplice rottura del rilevatore e che invitiamo a rileggere.Il sospetto che le cause delle anomalie del livello dell’acquifero non siano tutte così “naturali” lo abbiamo sempre espresso, ma ancora una volta chiamiamo in causa chi ne sa di certo più di noi e potrebbe dare risposte convincenti. A meno che, come nel 2012, ritengano di non dovere (o poter) dare risposte ai cittadini.


Leggilo su:

Il Cittadino online

OrvietoNews.it

Radiogiornale.info

La Città.eu


Aggiornamento 19 luglio 2017

Il consigliere di Arcidosso Corrado Lazzeroni (Insieme per Arcidosso) presenta interrogazione sulla questione acqua e arsenico:

 

Questione ripresa su Il Tirreno il 25 luglio 2017

E’ tornata primavera, 100 fiori contro la geotermia!

manifesto 100 fiori_00 cropCon l’iniziativa “100 fiori contro la geotermia” indetta nell’assemblea di Sorano il 21 febbraio scorso, dopo il convegno “Geotermia: Focus Toscana” del 9 aprile scorso a Firenze, i comitati rilanciano la battaglia contro la geotermia speculativa e inquinante e la difesa dei territori, del paesaggio, dell’ambiente  naturale, dell’economia locale e del patrimonio storico e culturale, che sono il vero tesoro dell’Italia.
Segue il comunicato.

100 fiori contro la geotermia

Il 24 aprile i comitati contro la geotermia elettrica, speculativa e inquinante di diverse regioni (Umbria, Lazio e Toscana) hanno svolto una mobilitazione congiunta nei rispettivi territori.
Una giornata importante, la prima di altre che verranno, che ha dimostrato l’importanza di unificare le vertenze nei confronti dei progetti di speculazione geotermica che minacciano di invadere queste splendide zone o che purtroppo già da anni come nel caso del Monte Amiata provocano danni alla salute delle persone e all’ambiente.
Una giornata riuscita che ha puntato, attraverso linguaggi differenti, non solo a denunciare i pericoli delle centrali geotermiche ad alta e media entalpia ma anche a proporre e praticare modelli e prospettive differenti per i territori in questione.
Molto partecipati gli eventi sul monte Amiata dall’assemblea in comune a Castel del Piano, alla giornata popolare di Monticello Amiata, alle iniziative comunicative di Arcidosso, Santa Fiora e Abbadia San Salvatore ( che si è svolta il 22 durante la giornata mondiale della terra).
A Pitigliano si è svolto un evento musicale e culturale che ha coinvolto cittadini di ogni età mentre a Castel Giorgio in Umbria è stato allestito un banchetto informativo in attesa di un’altra grande giornata popolare organizzata dai comitati umbri e laziali della zona dell’Alfina.
E’ l’inizio di un percorso comune di contestazione delle politiche di totale sottomissione alle lobby geotermiche che terminato il monopolio di Enel vede oramai in competizione una vasta gamma di imprese che concorrono a partecipare al banchetto degli incentivi statali.
E’ una giornata che reclama diritti e dignità per le comunità locali che vogliono tornare protagoniste delle scelte che riguardano i territori che abitano.
E’ un monito per le amministrazioni regionali a non sostenere la devastazione delle nostre terre in nome del profitto nonchè per il governo Renzi follemente convinto della necessità del raddoppio della produzione geotermica toscana.
E’ solo una giornata di lotta ma lavoreremo perché si moltiplichi e raggiunga sempre più persone, paesi e comunità.

Assemblea dei comitati contro la Geotermia
Rete NoGesi – No Geotermia Speculativa e Inquinante

Alcune locandine e immagini, recuperate in rete, su alcune delle iniziative del 24 aprile:

Nell’iniziativa promossa ad Abbadia San Salvatore è stato presentato:

IL MANIFESTO DELL’AMIATA
PER COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO E UNA ECONOMIA DUREVOLE DEL TERRITORIO

L’Amiata è da sempre considerata una delle zone più ricche di biodiversità della Toscana e non solo: accoglie numerose specie botaniche da proteggere e da conservare. Possiede uno dei bacini idrici più importanti del centro Italia che rifornisce circa 700.000 persone tra le province di Siena, Grosseto, Viterbo; è ricca di acque calde e centri termali conosciuti e apprezzati in tutta Europa.
Ha cinque riserve naturali, siti di interesse regionale e comunitario nelle varie zone a tutela di aree di pregio naturalistico-ambientale; è ricoperta fino alla parte alta del cono vulcanico da una faggeta naturale tra le più significative d’Europa. Ha sviluppato una economia legata al turismo, all’artigianato, ai prodotti locali, agroalimentari, castagne, funghi, olio. Ha costruito percorsi naturalistici collegati anche con la Val d’Orcia e la Maremma.
Ha attratto e continua ad attrarre visitatori e turisti non solo per le sue bellezze naturali, ma anche per la sua arte, storia, cultura, borghi medievali, rocche, castelli. E’ una terra di grande spiritualità, monasteri, chiese, abbazie, eremi; meta di pellegrinaggio (la via Francigena); possiede rilevanti siti archeologici dal paleolitico agli etruschi; siti di epoca romana. L’Amiata è definita fin dall’antichità la Montagna Madre per la ricchezza delle sue risorse, la montagna che nutre, accoglie, ristora; apprezzata da Papi, Re, Imperatori.
Era candidata in passato dalla Regione Toscana a diventare un Parco Nazionale o Regionale a tutela e valorizzazione delle enormi risorse ambientali, storiche e culturali. È una terra di cui ci siamo sentiti sempre orgogliosi ed ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza.
È sottoposta a forti vincoli idrogeologici a tutela delle falde acquifere, vincoli paesaggistici a difesa delle bellezze naturali.
Eppure l’Amiata è uno dei territori toscani che sta subendo pesanti aggressioni; risorse di primaria importanza acqua, aria, boschi, beni comuni che dovrebbero essere protetti dalla pubblica amministrazione e dalla stessa Regione Toscana sono sottoposti ad un continuo ed intensivo sfruttamento che mettono a rischio interi equilibri ed economie legate a queste risorse.
Tra le cause principali di tale degrado ambientale, paesaggistico e culturale vi è lo sfruttamento del vapore per la produzione di energia da fonte geotermica. Sono cinque le centrali Enel, realizzate con tecnologie flash, tra le più inquinanti, per un totale di 120MW. Già accertati i danni all’acquifero, alla qualità dell’aria, alla salute; rilevante il fenomeno della subsidenza, del dissesto idrogeologico e della sismicità indotta. A questo la Regione Toscana intende aggiungere nuove centrali a media entalpia per un totale di 150 MW.
Noi cittadini, abitanti dell’Amiata, riteniamo tali progetti inaccettabili, poiché incidono pesantemente sugli equilibri già precari del territorio, senza oltretutto apportare vantaggi economici. Le zone geotermiche, infatti, sono le più povere e sottosviluppate della Toscana.
Riteniamo che l’Amiata, che ha forgiato la nostra identità e il senso di appartenenza, esiga il rispetto e l’attenzione che le politiche locali e regionali continuano a negarle, utilizzandola come merce di scambio e vendendola agli acquirenti di turno.
SULLA BASE DI QUESTO MANIFESTO AFFERMIAMO L’URGENZA E LA NECESSITÀ DI RIPORTARE L’AMIATA AL CENTRO DI INIZIATIVE DI DIFESA AMBIENTALE E ALLA ELABORAZIONE DI PROPOSTE E DI PROGETTI LOCALI TESI ALLA VALORIZZAZIONE DELL’INTERO TERRITORIO PER UN FUTURO E UN MODELLO ECONOMICO DUREVOLE E PARTECIPATO.

MOVIMENTO DI CITTADINANZA e COMITATO AMBIENTE AMIATA (aderente a SOS Geotermia)

I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel

tre moschettieri enel_scrittaMarini, Vagaggini e Balocchi arruolati alla causa geotermica: no turismo e agricoltura, ma meccanica ed edilizia! Il 12 gennaio i tre moschettieri organizzano un incontro tra Enel e imprese locali.

Non avendo alcun alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale che si sta aggravando e i morti e malati in più sul monte Amiata, di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, per conto di Enel, organizzano un “banchetto” per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello.

Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati ufficiali della disoccupazione e della miseria economica nelle aree di Larderello, per inorridire all’idea di trasformare così le ricchezze ancora presenti dell’Amiata, ma evidentemente questi amministratori contano sulla labile memoria delle genti e sull’ingordigia di pochi.

Ma la realtà e la storia sono lì a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che la geotermia toscana fino ad oggi ha portato solo danni ambientali, alla salute ed economici.

Anche volendo foderarsi gli occhi di prosciutto, come evidentemente fanno i nostri sindaci, sui problemi sanitari ed ambientali, ma le ricadute per l’economia dove sarebbero?
Gli occupati delle 34 centrali toscane arrivano ai 600 addetti, che -calcola Italia Nostra- sono solo quelli occupati nel turismo nel solo comune di Casole d’Elsa, dove un sindaco più attento agli interessi e alla salute della sua comunità, ha preso atto che, a seguito di un referendum sulla realizzazione di un impianto in cui il NO ha raggiunto il 93,4 %, la geotermia nel suo comune “non s’ha da fare”.
Soltanto il sistema Montalcino, Montecucco, agroalimentare e olio extravergine -come affermano gli stessi imprenditori – fattura otre un miliardo di euro e dà lavoro a oltre 5mila persone; sistema che grazie alla geotermia rischia di saltare.
Ma poi, Piancastagnaio oggi, dopo decine di anni di sfruttamento geotermico, quanto ha guadagnato in termini di posti di lavoro?

Ma i nostri sindaci, evidentemente allettati dalle briciole che potrebbe (con il condizionale) elargire Enel, credono che la Toscana, e l’Amiata in questo caso, non possano vivere di turismo e agricoltura, ma che bisogna puntare sui settori meccanico ed edile.
Quindi trasformare un paradiso ambientale, storico, enogastronomico e di colture pregiate in un inferno industriale e di cemento!
Per il “ferro” ci sta ben pensando l’Enel e le altre decine di squali della manna incentivi energetici, ma per l’edilizia, veramente, di cosa stiamo parlando? L’Amiata, e ancor più l’area Larderello, sono le zone in cui il prezzo degli immobili è più basso, dove ci sono molti venditori e pochissimi acquirenti, e sarebbe strano il contrario, visto come stanno conciando questi territori.
Costruire per chi, per cosa??

L’unica cosa saggia che dovrebbero fare questi amministratori è prendere atto che sono degli irresponsabili nei confronti dei territori e dei cittadini e degli incompetenti anche solo da un punto di vista strettamente economico.
E quindi dimettersi.

 

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Il Tirreno del 13 gennaio 2015
«La geotermia porta decadenza economica»
CASTEL DEL PIANO La geotermia porterà all’Amiata la stessa decadenza che ha portato nel pisano e in Val di Cecina? A sostenerlo, ribadendo quanto già affermato nell’attacco ai sindaci che per lunedì hanno organizzato con le imprese un incontro affinchè possano beneficiare delle ricadute dello sfruttamento del vapore, è Sos geotermia. Il coordinamento dei comitati antigeotermici non ritiene veitiero che la geotermia sia un serbatoio di lavoro, che possa aiutare le imprese e dunque sia un motore dello sviluppo locale amiatino e anzi vuol dimostrare il contrario, mettendo a confronto i dati della zona geotermica di Larderello e gli altri centri dei soffioni con il comprensorio amiatino. «È possibile – spiega Sos geotermia – verificare i dati e il quadro della documentata decadenza economica, che emerge dai dati ufficiali della Regione Toscana per la zona di più antico insediamento geotermico in provincia di Pisa, nella Val di Cecina (Pomarance, Larderello, Castelnuovo) con dati in omogeneo calo per dotazione industriale, pil, popolazione, reddito pro-capite, occupazione, età media, attività turistiche ed agricole». Sos geotermia fornisce dunque i dati: in particolare il complesso economico della Val de Cecina è in netto ritardo rispetto alle performances della Toscana: gli addetti ad attività extra agricoltura sono in calo, c’è una costante diminuzione della popolazione, l’indice di vecchiaia è fra i più alti della Toscana, 2,48 a fronte dell’1,97 della Toscana. Il settore più consistente, di contro, è sempre quello del commercio e quello del turismo, di gran lunga sopra la media regionale. In sostanza si sottolinea che il numero di addetti nelle attività extra agricole è diminuito, dal 1991 al 2001 del 6,6% a fronte di un incremento regionale dei oltre il 4%. La produzione di energia elettrica, nonostante dal 1991 al 2001 abbia subito una forte riduzione, impiega il 9,1% di addetti. Va tuttavia rilevato, per chiarezza, che i dati messi in evidenza da Sos geotermia riguardano un campione di anni che vanno dagli ultimi anni ‘90, e arrivano fino al 2003. Di fronte alla lettura dei dati, Sos geotermia conclude: «Questo è il quadro di decadenza che si vuole imporre anche in Amiata assecondando le attività Enel». (f.b.)

La Nazione del 13 gennaio 2015
PIANCASTAGNAIO INCONTRO FRA I SINDACI DELLA MONTAGNA ED ENEL GREEN POWER
Geotermia, tariffe scontate per l’energia fornita alle aziende locali
ECONOMIA All’incontro fra i sindaci e Green Power erano presenti rappresentanti di 46 aziende locali
di Giuseppe Serafini
«FAREMO la nostra parte, con Enel Green Power. Vogliamo che questa opportunita’ di confronto con l’Enel e la geotermia sia davvero l’inizio di una collaborazione che possa portare nuove e incisive occasioni di sviluppo e lavoro sull’ Amiata». Il sindaco di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, assieme ai colleghi amiatini Marini di Arcidosso e Balocchi di Santa Fiora, è stato il promotore del primo faccia a faccia tra Enel Green Power e imprenditori dei due versanti della montagna. Erano presenti 46 aziende del territorio, che qualche giorno fa in un documento avevano caldeggiato il fattore geotermia come un’unica e irripetibile occasione di sviluppo economico dell’area. Geotermia come ricaduta nel territorio, dove l’indotto deve avere possibilita’ di sviluppo. Da parte sua, l’ingegner Montemaggi, responsabile dell’Enel, ha parlato di seicento milioni di investimenti nell’Amiata, a fronte delle nuove realizzazioni geotermiche. Green Power si e’ impegnata a far sì che le eventuali ricadute siano volano di sviluppo per le aziende del territorio. Da terra di conquista, come ha detto il sindaco di Arcidosso Marini, ad interlocutore privilegiato. Enel Green Power e’ una ricchezza sotteranea, come per anni lo e’stato il mercurio e le miniere. Tra le varie opportunita’ allo studio ci sono sconti sulle tariffe energetiche per le attivita’ produttive nelle aree geotermiche, attivazione del calore nelle aree di Casa del Corto e della Rota, per Piancastagnaio, e nell’aiola per Santa Fiora ed Arcidosso, con tariffe a basso prezzo. Per quanto riguarda il problema sanitario, il 22 gennaio sara’ aperto a Santa Fiora, come da protocollo Enel-Regione, il primo ambulatorio per il monitoraggio della salute dei cittadini, con riferimento alla geotermia. Un centro al quale tutti i cittadini amiatini potranno rivolgersi e che fara’ capo, con i suoi due medici, al dipartimento di sanita’ della Regione Toscana. Il pool di medici collaborera’ strettamente con i medici di base dei comuni interessati dalla geotermia.

La Nazione del 12 gennaio 2015
(ed.Grosseto)
«I sindaci dell’Amiata si dimettano. Con la geotermia nessuno guadagna»
Il comitato «Sos» contro Marini e Balocchi: «Dicano la verità»

IL TEMA geotermia continua a tener banco. Il comitato Sos Geotermia prende posizione e attacca a testa bassa i sindaci Marini di Arcidosso e Balocchi di Santa Fiora. «Non avendo alcun alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale che si sta aggravando e i morti e malati in più sul monte Amiata, di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso e Santa Fiora, per conto di Enel, organizzano un banchetto per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello». È una presa di posizione netta quella del comitato: «Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati ufficiali della disoccupazione e della miseria economica nelle aree di Larderello, per inorridire all’idea di trasformare così le ricchezze ancora presenti dell’Amiata, ma evidentemente questi amministratori contano sulla labile memoria delle genti e sull’ingordigia di pochi. Ma la realtà e la storia sono lì a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che la geotermia toscana fino ad oggi ha portato solo danni ambientali, alla salute ed economici. Anche volendo foderarsi gli occhi di prosciutto, come evidentemente fanno i nostri sindaci, sui problemi sanitari ed ambientali, ma le ricadute per l’economia dove sarebbero? Gli occupati delle 34 centrali toscane arrivano ai 600 addetti». «MA I NOSTRI sindaci, evidentemente allettati dalle briciole che potrebbe (con il condizionale) elargire Enel, credono che la Toscana, e l’Amiata in questo caso, non possano vivere di turismo e agricoltura, ma che bisogna puntare sui settori meccanico ed edile. Quindi trasformare un paradiso ambientale, storico, enogastronomico e di colture pregiate in un inferno industriale e di cemento! Per il ferro ci sta ben pensando l’Enel e le altre decine di squali della manna incentivi energetici, ma per l’edilizia, veramente, di cosa stiamo parlando? L’Amiata, e ancor più l’area Larderello, sono le zone in cui il prezzo degli immobili è più basso, dove ci sono molti venditori e pochissimi acquirenti, e sarebbe strano il contrario, visto come stanno conciando questi territori. Costruire per chi, per cosa?L’unica cosa saggia che dovrebbero fare questi amministratori è prendere atto che sono degli irresponsabili nei confronti dei territori e dei cittadini e degli incompetenti anche solo da un punto di vista strettamente economico. E quindi dimettersi».

(ed.Siena)
Geotermia. Ambientalisti all’attacco dei sindaci

AMIATA. OGGI I SINDACI di Piancastagnaio, Arcidosso e Santa Fiora si incontreranno con Green Power per chiedere alla società che sfrutta la geotermia di favorire una ricaduta positiva sull’economia locale. Il Coordinamento dei movimenti per l’Amiata criticano i tre sindaci Vagaggini, Marini e Balocchi e rimproverano loro di essere «arruolati alla causa geotermica», di non tenere in alcun conto le esigenze del turismo e dell’agricoltura ma solo quelle «della meccanica e dell’edilizia». «Non avendo alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale e i morti e malati in più sull’Amiata – dice il Coordinamento – di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, per conto di Enel, organizzano un banchetto per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello. Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati della disoccupazione e della miseria economica a Larderello, per inorridire».

Il Tirreno del 12 gennaio 2015
INTERVENTO
TRE SINDACI E LO SCEMPIO GEOTERMIA
…segue ns. comunicato.

Grosseto Notizie dell’11 gennaio 2015
Sos Geotermia: “Sindaci amiatini irresponsabili, si dimettano”
…segue ns. comunicato.

Il Giunco.net dell’11 gennaio 2015
Ambientalisti «Nella geotermia non c’è futuro, neppure occupazionale. Si distrugge un territorio»
…segue ns. comunicato.

Contropiano.org dell’11 gennaio 2015
Monte Amiata. I sindaci apparecchiano la tavola all’Enel
…segue ns. comunicato.

GoNews dell’11 gennaio 2015
Sos Geotermia: “I sindaci organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel”
…segue ns. comunicato.

QuiGrosseto dell’11 gennaio 2015
I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel
…segue ns. comunicato.

MaremmaNews dell’11 gennaio 2015
I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel
…segue ns. comunicato.

Il Cittadino online dell’11 gennaio 2015
Geotermia: Marini, Vagaggini e Balocchi arruolati alla causa
…segue ns. comunicato.

CONFRONTO SULLA GEOTERMIA: VERDI RISPONDE, SOS RILANCIA

carte_confrontoSOS Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro.

Ora il Sindaco di Santa Fiora, Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha  problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”.(vedi articolo sotto)

Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti.

Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari.

Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente.

Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 18 aprile 2013

Geotermia, ora i sindaci si appellano ai cittadini
Landi: «Ci crediamo e vogliamo discuterne con loro»
ARCIDOSSO ANCHE VERDI (SANTA FIORA) È D’ACCORDO
di Maria Brigida Langellotti
DA UN LATO i cittadini preparano una mobilitazione contro lo sfruttamento geotermico dell’Amiata, dall’altro le amministrazioni comunali amiatine organizzano un’assemblea pubblica per presentare gli studi condotti finora sull’argomento che dimostrerebbero come le centrali geotermiche non danneggiano il territorio. L’assemblea è in programma all’inizio di maggio ed è organizzata dalle amministrazioni comunali di Arcidosso e di Santa Fiora. «Durante l’assemblea pubblica, che con molta probabilità si svolgerà ad Arcidosso ha spiegato il sindaco di Arcidosso, Emilio Landi verranno presentati gli studi elaborati dall’Ars (Agenzia sanitaria toscana) e dall’Arpat. I dati dell’Ars sono già stati presentati a Firenze e adesso saranno illustrati anche alla popolazione amiatina: lo studio dell’Ars ha riguardato lo stato di salute della popolazione residente nelle aree geotermiche toscane. Dagli studi effettuati abbiamo avuto garanzie che lo sfruttamento delle risorse geotermiche del nostro territorio non metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Inoltre, le amministrazioni locali, con l’Unione dei Comuni montani dell’Amiata grossetana, stanno attivando un Osservatorio, che si avvarrà delle competenze dell’Università, per avere dei parametri corretti. In più verranno installate delle centraline fisse di monitoraggio a ridosso delle centrali e abbiamo anche chiesto ulteriori piezometri per verificare l’incidenza delle centrali sulle acque». ANCHE il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, conferma l’intenzione dell’amministrazione di continuare a sostenere il progetto della geotermia: «Il Comune di Santa Fiora continua a credere nello sviluppo della geotermia, comunque continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per escludere un potenziale inquinamento. L’attenzione rimane alta, non a caso abbiamo in programma un’assemblea pubblica per analizzare gli studi effettuati sull’argomento». Intanto continua il «muro contro muro» tra coloro che da sempre si sono dichiarati contrari alla nascita delle centrali geotermiche sul territorio del Monte Amiata, tanto da aver dato vita al comitato «Sos geotermia», coloro che sostengono lo sfruttamento geotermico, considerato positivo per lo sviluppo dell’occupazione e delle fonti rinnovabili, e gli amministratori locali che non si sono opposti alla realizzazione delle centrali sull’Amiata. Il braccio di ferro si è fatto ancora più duro dopo che, alcune settimane fa, Enel Green Power ha annunciato il via ai lavori di realizzazione della nuova centrale Bagnore 4 che si aggiungerà alla centrale Bagnore 3, già presente nel comune di Santa Fiora. E proprio per protestare contro questa nuova centrale geotermica che il coordinamento «Sos geotermia» ha organizzato una manifestazione in programma l’11maggio. L’assemblea dei comitati è previsto alle 10.30 in piazza Indipendenza ad Arcidosso. Alle 14 partirà il corteo verso la centrale di Bagnore 4.

Il Cambiamento.it del 9 aprile 2013

Amiata: il sindaco di Santa Fiora replica ai comitati ambientalisti
Il Primo Cittadino si dichiara aperto al confronto
di Fabrizio Pinzuti

PIANCASTAGNAIO – Come era prevedibile il primo e, almeno a quanto ci risulta, unico amministratore pubblico a raccogliere l’appello e, in un certo senso, il guanto della sfida con i comitati ambientalisti di SOS Geotermia, è stato il sindaco Renzo Verdi di Santa Fiora, nel cui territorio comunale è cominciata la costruzione della megacentrale di Bagnore 4 (produzione prevista a regime 60 megawatt).  I comitati hanno sempre organizzato assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute e in questi ultimi tempi gli incontri si sono infittiti. Si sono però sempre lamentati di non aver “quasi mai avuto la possibilità concreta di incontrare gli a amministratori locali e di ragionare con loro”. Ora però il primo cittadino di Santa Fiora, uno dei comuni più geotermici, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Verdi insomma risponde e SOS Geotermia a sua volta rilancia replicando: “Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare dalle parole ai fatti”. Da parte nostra seguiremo con il massimo dell’attenzione e della puntualità questi momenti importanti di confronto tra amministratori e comitati per darne un’adeguata informazione.

La Nazione del 10 marzo 2013

«La manifestazione anti-geotermia? Ci auguriamo sia pacifica»
AMIATA IL SINDACO DI SANTA FIORA RESTA FEDELE AL FRONTE DEL «SÌ» INAUGURATO NEL 2007
«ERO E RESTO convinto che la geotermia può dare un valore aggiunto al territorio». Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, ribadisce il sostegno dell’amministrazione al modello energetico che prevede lo sfruttamento delle risorse geotermiche. Un tema «caldo» nel territorio amiatino che ha diviso i cittadini in due fronti: i favorevoli allo sviluppo geotermico e i contrari. Da questa frattura è nato il movimento Sos geotermia, che raccoglie i cittadini impegnati nella salvaguardia del Monte Amiata e nel contrasto allo sfruttamento geotermico. E proprio il coordinamento dei movimenti per l’Amiata Sos geotermia dopo l’annuncio di Enel Green Power dell’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4 a Santa Fiora e Arcidosso, è tornato a riaccendere i riflettori sulla querelle. Una battaglia che non preoccupa l’amministrazione. «IL COMUNE sottolinea il primo cittadino di Santa Fiora continuerà a sostenere il percorso intrapreso nel 2007, da quando partecipa con la Regione al tavolo istituzionale sulla geotermia. In ogni caso non abbasseremo la guardia e continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per l’abbattimento completo di un potenziale inquinamento». Il sindaco ammette di non essere a conoscenza della manifestazione annunciata dal coordinamento Sos geotermia: «Siamo in democrazia, ognuno può avere le proprie idee. Non sapevo della manifestazione: ne prendo atto, l’essenziale è che avvenga rispettando la legge e in maniera pacifica. Il Comune resta aperto al confronto, non abbiamo avuto un contatto con il coordinamento ma non abbiamo problemi a incontrare chi ne fa parte. L’amministrazione non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato».

La Nazione del 12 marzo 2013

Comitati pronti al confronto ma «decisi a non mollare»
Presa di posizione dopo l’annuncio dei lavori per Bagnore 4
AMBIENTE «SOS GEOTERMIA» ANNUNCIA UNA MANIFESTAZIONE
di Maria Brigida Langellotti
DISPONIBILI al confronto, ma determinati a difendere i loro principi e il loro territorio. Anzi più intenzionati che mai a continuare la lotta contro lo sfruttamento delle risorse geotermiche dei territori amiatini, in vista della manifestazione e che si svolgerà a maggio. Roberto Barocci, tra i membri del coordinamento Sos Geotermia, formato dai comitati ambientali e dai cittadini che si battono contro la realizzazione delle centrali geotermiche del territorio, nonché presidente del Forum ambientalista di Grosseto, spiega quali sono le azioni che il coordinamento ha previsto per contrastare lo sviluppo geotermico nei territori dell’Amiata. Un coordinamento formato dai comitati ambientali di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, da vari associazioni, due liste civiche di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore e tanti cittadini. Adesso la mobilitazione si fa ancora più articolata dopo che, la settimana scorsa, Enel Green Power ha annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4. «Non abbiamo intenzione sottolinea Barocci di stare a guardare. Per questo abbiamo annunciato la manifestazione di maggio, con molta probabilità a Santa Fiora, che coinvolgerà anche realtà nazionali. L’obiettivo è quello di chiedere una moratoria delle centrali geotermiche in Amiata». Barocci precisa che il coordinamento non ha mia negato il confronto: «chiediamo aggiunge al sindaco di Santa Fiora un incontro pubblico per parlare di salute e geotermia e per spiegare le nostre preoccupazioni. Il coordinamento continuerà a sostenere la validità delle proprie tesi, confermate anche da studi regionali: secondo la legge non si possono aggiungere altre condizioni di inquinamento in quei territori che già sono soggetti a fattori inquinanti».

Corriere di Maremma del 13 marzo 2013

Geotermia: Verdi risponde, Sos rilancia

Sos Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concretadi incontrare gli amministratori locali edi ragionare con loro. Ora il sindaco di Santa Fiora,Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presentioggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 14 marzo 2013

Sos Geotermia disponibile «Organizziamo un incontro»
AMIATA. «SOS GEOTERMIA in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per favorire il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute, ma quasi mai c’è stata la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro». Così il comitato interviene dopo le dichiarazioni del sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi che si era detto aperto al confronto con i cittadini per affrontare insieme il tema della geotermia. «Il sindaco Verdi continuano da Sos geotermia si dichiara aperto al confronto, aggiungendo che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e che l’amministrazione resta favorevole a un percorso partecipato. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi ai fatti». A tale proposito Sos geotermia propone un dibattito pubblico: «Proponiamo di organizzare ad Arcidosso o Santa Fiora, nel mese di aprile, in una data da concordare un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti».

Il Tirreno del 14 marzo 2013

LA PROPOSTA DI LAZZERONI E BIANCHINI
Geotermia sì o no, in arrivo un referendum
di Fiora Bonelli
CASTEL DEL PIANO Adesso per la geotermia si va a chiedere un referendum. Lanciano l’idea Corrado Lazzeroni e Marcello Bianchini, che hanno organizzato una riunione per domani alle 20,30 presso le ex scuole elementari di Bagnoli. Per attivare il referendum, afferma Lazzeroni in una lettera aperta ai cittadini «è necessario raggiungere il 15% di firme dell’attuale corpo elettorale di ogni comune. Le opzioni potrebbero essere: favorevole alla geotermia, contrario alla geotermia, favorevole alla sola geotermia con ciclo binario con conversione delle precedenti centrali gà costruite». Anche Sos geotermia coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, propone un pubblico incontro sulla querelle geotermia con una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Ma a scanso di equivoci, anche Enel Green Power rilancia, dopo la notizia che anche un esperto mondiale di geotermia come il prof. Horne si era espresso in termini lusinghieri sulla centrale di Bagnore 4 di Santa Fiora, i cui lavori sono cominciati da una settimana: «Horne – spiega Montemaggi responsabile Geotermia Toscana – è un’autorevole personalità in campo scientifico, assolutamente obiettiva e neutrale, che presiede la più importante associazione geotermica a livello mondiale. Per il nostro lavoro, che ha affrontato un articolato iter a livello istituzionale con studi di università e soggetti terzi e un percorso di partecipazione che si è concluso con il contraddittorio in Regione con tutti i soggetti del territorio, abbiamo dato risposte precise e puntuali. Sappiamo quindi quanto sia affidabile e innovativa la nuova centrale geotermica Bagnore 4, ma ci fa molto piacere che a livello internazionale si riconosca la nostra eccellenza tecnologica e si ribadisca che la tipologia dell’impianto è una scelta da fare in base al fluido del serbatoio geotermico e non viceversa». Altre notizie positive in materia di geotermia arrivano dalla Nuova Zelanda e di nuovo dagli Usa: il professore Michael Bates dell’Università della California ha condotto uno studio sulla popolazione di Rotorua, esposta ad emissioni geotermiche naturali: la ricerca, pubblicata su Environmental Research mostra che l’esposizione cronica a basse concentrazioni di acido solfidrico non è associata a incrementi di rischio per asma e sintomi respiratori simili all’asma. Al contrario c’è una diminuzione della prevalenza di asma e sintomi correlati. «Infine – commenta Montemaggi – gli studi sulla salute fatti da istituzioni, enti di ricerca e soggetti terzi, assicurano che non ci sono rischi per la popolazione. In ogni caso, Enel Green Power ha brevettato gli impianti Amis che eliminano anche il tipico odore dell’acido solfridico. A Bagnore 4 vi sarà inoltre un innovativo impianto di abbattimento dell’ammoniaca, che sarà eliminata per la quasi totalità. Insomma, Bagnore 4 è un’opportunità di sviluppo per il territorio, in termini energetici ed economici, e potrà dare anche calore ai paesi e alle aziende della zona».