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La Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica chiede al Governo la MORATORIA e un TAVOLO TECNICO sulla geotermia

logo rete no geotermiaLa Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica, dopo la giornata nazionale del 5 marzo presso la Camera dei Deputati, scrive al Governo per chiedere la MORATORIA e l’istituzione di un TAVOLO TECNICO sulla geotermia.

Destinatari:
Federica Guidi, Ministro dello Sviluppo Economico
Gian Luca Galletti, Ministro dell’Ambiente
Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute
Simona Vicari, Sottosegretario dello Sviluppo Economico
Silvia Velo, Sottosegretario all’Ambiente

Ing. Franco Terlizzese, MISE/DGRME, direttore generale
Dott. Mariano Grillo, MATTM/VA, direttore generale
e, p.c.:                         Matteo Renzi, Presidente del Consiglio dei Ministri
e, p.c.  inoltre:         Catiuscia Marini, Presidente Regione Umbria
Francesco Pigliaru, Presidente Regione Autonoma della Sardegna
Enrico Rossi, Presidente Regione Toscana
Nicola Zingaretti, Presidente Regione Lazio

Oggetto: Giornata di mobilitazione  nazionale contro la geotermia elettrica speculativa e inquinante- Roma, Camera dei Deputati, 5 marzo 2014/ Richiesta di moratoria delle procedure in atto relative a permessi di sfruttamento geotermico “flash”, di impianti binari non innovativi, (soprattutto) quelli definiti “pilota” di cui  al D. Lgs.11 febbraio 2010, n. 22  nonché al D. Lgs. e ss. mm. e ii., nonché richiesta di riduzione/annullamento degli  incentivi alla geotermia elettrica di cui al D.M. 6.07.2012, nonché avvio di un piano nazionale di identificazione delle aree eventualmente suscettibili, in accordo con i territori / Richiesta di apertura di un tavolo tecnico di confronto  con il Governo e le Regioni interessate.

Come a voi noto, si è tenuta il 5 marzo scorso a Roma la giornata di mobilitazione nazionale  contro la geotermia elettrica  speculativa e inquinante.
Scopo della giornata era quello di aprire un dialogo tra il pubblico ed il Governo sul tema della geotermia elettrica. In effetti, a livello amministrativo, il modo di procedere in questo settore presenta delle obiettive criticità che stanno creando forti disagi e risentimenti nelle popolazioni ed amministrazioni locali interessate nonché una rinnovata attestazione di criticità da parte del mondo scientifico.
Dalle numerose relazioni presentate al convegno di parlamentari, amministratori, comitati ed illustri esponenti del mondo scientifico, sono emersi alcuni punti importanti ed alcune precise richieste al Governo. Infatti, il piano governativo di espansione e sviluppo della geotermia, varato nel 2010 dal longevo governo Berlusconi IV, presenta una serie di problematiche, anche gravi, che non sono state sufficientemente considerate dalle istituzioni governative. Autorevoli scienziati a livello nazionale ed internazionale pongono il concreto problema dei danni per la salute, del depauperamento delle risorse idriche, della sismicità indotta ed innescata, della subsidenza ed, in genere, dell’inquinamento ambientale connessi con lo sfruttamento della geotermia per la produzione di energia elettrica.
Le zone nelle quali la geotermia tradizionale, con emissioni dirette ed indirette in atmosfera, è già sviluppata hanno rivelato enormi danni ambientali ed alla salute delle popolazioni (eppure per moltissimi anni è stato fatto credere colpevolmente che la “geotermia” era pulita e rinnovabile!). Le nuove forme di geotermia “a ciclo chiuso”, senza dichiarate emissioni in atmosfera, comportano tutta una serie di rischi, che in tutto il mondo – anche a seguito di incidenti verificatisi – hanno enormemente preoccupato le popolazioni e gli addetti ai lavori. Ciò ha dato luogo ad intensi programmi di ricerche sugli effetti delle tecniche di sfruttamento geotermico ed ha indotto le autorità locali a introdurre apposite normative tendenti a regolamentare il settore. Appare ormai chiaro a livello mondiale che lo sfruttamento geotermico per la produzione di energia elettrica ha degli impatti ambientali, che devono essere adeguatamente conosciuti, previsti e regolamentati. Esistono dei territori dove lo sfruttamento geotermico è sconsigliabile ed altri nei quali, con una serie di indispensabili accorgimenti a salvaguardia delle popolazioni e dell’ambiente, è invece possibile. In Italia, gli studi scientifici sul settore sono carenti, così come ancora del tutto carente è la normativa del caso.
Il principale problema da affrontare in Italia è quello dell’esistenza di un dogma culturale, dovuto a scarsa conoscenza del problema sia nell’opinione pubblica che negli ambienti della pubblica amministrazione: il Dogma della Ecocompatibilità della Geotermia. Secondo il quale la geotermia è sempre di per sé pulita e rinnovabile. Un dogma alimentato dal circuito degli imprenditori geotermici attratti dagli enormi incentivi statali, e fideisticamente accettato da molti ambienti governativi senza discussioni o veri approfondimenti.
La realtà della ricerca scientifica mondiale e delle esperienze sul campo mostra invece con tutta evidenza che questo dogma è inaccettabile, e che non può guidare l’azione del Governo, in quanto la geotermia in generale- e particolarmente in Italia – non è né pulita, né rinnovabile. Lo sfruttamento geotermico può diventare accettabile unicamente a determinate condizioni, che dipendono dalle specificità dei territori e dalle tecnologie impiegate.
Alcune tecnologie  cosiddette “flash”, lo dimostrano i dati sanitari del Monte Amiata, sono così inquinanti da aver trasformato la montagna amiatina tra i siti più inquinati del nostro Paese. Come recentissimamente sostenuto dai proff. Basosi e Bravi (Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy, M.Bravi et R.Basosi in Journal of Cleaner Production, Volume 66, 1 March 2014, Pages 301-308) :” In alcuni casi l’impatto della produzione di elettricità da geotermia è perfino maggiore di quello della produzione di elettricità da combustibili fossili “….inoltre :” la produzione di elettricità dalle centrali geotermiche dell’area del Monte Amiata non può essere considerata “carbon free” … le emissioni di gas serra sono in alcuni casi generalmente più alte di quelle prodotte da centrali a gas naturale ed in alcuni casi non molto lontane dai valori di centrali a carbone”.
Mentre le nuove tecnologie a “ciclo binario” a media entalpia (soprattutto quelli definiti “impianti pilota”) in itinere di approvazione in molte regioni del Paese (e segnatamente in Umbria, Lazio, Toscana e Sardegna) pur evitando l’emissione di veleni nell’aria, presentano numerose criticità, tra cui:
=seri rischi di sismicità indotta nelle zone ad alta sismicità naturale; seri rischi di inquinamento dei bacini idropotabili, in particolare da  arsenico, in territori che già sono al limite, se non al disopra, dei valori ammessi; possibili fenomeni di subsidenza dei terreni;
= rendimenti molto bassi, a fronte di enormi incentivi governativi;
= forti impatti negativi  sul territorio, sulle economie locali e sul paesaggio di zone di alto pregio con vocazione turistica e agricola;
=l’impiego di pochissimo personale mettendo a rischio altre attività produttive  che impiegano invece  molti più addetti;
=libero afflusso nel settore di società improvvisate, soprattutto interessate a lucrare sugli incentivi e prive di seri requisiti per occuparsi di impianti con notevoli tassi di rischio;
=libero afflusso nel settore di società con capitali da investire, disinteressate al bene comune ma interessate al riciclaggio del denaro oppure ad investimenti sicuri per anni, da utilizzare nei mercati finanziari mondiali;
=eccessiva facilità nelle procedure di autorizzazione di ricerca e di impianti geotermici,  stanti le attuali insufficienti normative;
=forte attivazione delle attività di lobbying politico per garantire permessi di ricerca e sfruttamento anche dove ciò presenta dei seri rischi;
=casi di evidente e forte conflitto di interessi; con funzionari operanti sia per conto delle società private richiedenti che per gli organi addetti alle procedure autorizzative del MISE o del  Ministero dell’Ambiente;
=crescente preoccupazione delle popolazioni, che non si sentono affatto tranquillizzate da un quadro di questo tipo;  nel quale – in assenza di salvaguardie – si sta sviluppando una sorta di corsa all’oro degli incentivi. Senza adeguate informazioni, condivisioni e predisposizioni cautelari.

La valutazione di questa serie di problemi non può essere lasciata ai centri di ricerca ed ai tecnici che lavorano per le società che fanno impianti geotermici. Troppo forti sono le attese e gli appetiti generati da incentivi governativi altissimi. Occorre che lo Stato riprenda in modo sostanziale e non solo formale la propria funzione di salvaguardia di tutti gli interessi in gioco, primo fra tutti quello delle popolazioni coinvolte.
Non si può portare avanti un piano di espansione della geotermia che appare procedere in modo frettoloso, improvvisato e per giunta a dispetto delle popolazioni locali.  Laddove la geotermia è praticabile e sostenibile, occorre fornire ai cittadini proposte valide, mostrare con sincerità ed onestà i problemi e convincerle nei vantaggi di queste tecnologie. Per averne il consenso. Non ci si può basare solo sul consenso di strutture politiche spesso troppo sensibili al lavoro lobbistico delle imprese.
Molte le pressioni per procedere di corsa con questo piano, ma è di tutta evidenza che non c’è alcuna fretta, per i seguenti motivi:
=il Paese ha già ampiamente raggiunto gli obiettivi previsti di produzione di energie rinnovabili;
=le capacità di produzione elettrica italiane sono elevatissime, con grandi impianti costretti a rimanere spenti per mancanza di domanda;
Questi incentivi e questa fretta appaiono-particolarmente nella situazione attuale- del tutto inappropriati e forzosi. A meno che essi non servano esclusivamente a favorire circuiti industriali dotati di forti connessioni politiche, come dimostrano i continui e pesanti interventi di modifica legislativa favorevoli agli imprenditori geotermici. Interventi spesso in palese contrasto con i regolamenti parlamentari, con la Costituzione e con le normative europee. Il modo di procedere attuale porta invece allo scontro con le opinioni pubbliche locali, ad impianti affidati frettolosamente a società inesperte,  ad un elevato rischio di incidenti e ad una conclusione che sarà: “o una geotermia fatta male o nessuna geotermia”.Questo noi cittadini e le istituzioni del nostro Paese non lo possiamo accettare.
Poiché diverse procedure autorizzative sono in corso occorre che il Governo ponga mano con urgenza al settore per bloccare questa deriva.
A livello di Unione Europea è in corso un progetto denominato Geiser, che ha coinvolto scienziati di tutto il mondo, per l’identificazione di “linee guida” nel settore dello sfruttamento geotermico. Un’intensa attività di ricerca e di consultazione è ormai giunta alle fasi finali e nei prossimi mesi dovrebbe essere emanata una normativa europea con le previste linee guida. Vista la carenza normativa italiana e le forti preoccupazioni, si ritiene auspicabile evitare ogni irragionevole fretta ed attendere le linee guida frutto di un intenso lavoro di studio.
E nel frattempo porre in atto una serie di passi ormai diventati urgenti e già praticati nelle legislazioni più avanzate nel resto del mondo:
=una nuova normativa, sia a livello nazionale che regionale, che pianifichi le aree di sfruttamento geotermico e definisca le zone a rischio nelle quali questo sfruttamento non può avvenire, ispirandosi ad un sostanziale e rigoroso principio di precauzione;
=un intervento ormai non più procrastinabile di riduzione/annullamento degli eccessivi incentivi alla geotermia elettrica, tenendo conto che essa è stata irragionevolmente considerata una energia rinnovabile o non esauribile (e non lo è scientificamente, poiché i pozzi di prelievo hanno una specifica durata dopo di che si esauriscono) e spesso non proprio “pulita” come sicuramente nel caso già detto dello sfruttamento ENEL in Amiata (no carbon free) ;
=più stringenti normative per la definizione dei soggetti dotati delle necessarie risorse e competenze per operare nel campo geotermico; trivellazioni profonde in zone spesso instabili e poco conosciute, richiedono altissime competenze e notevoli esperienze, e grandi e comprovate capacità di intervento finanziario e tecnico in caso di incidenti; non possono essere piccole società improvvisate ad hoc per lanciarsi in avventure geotermiche, come sta ora avvenendo;
=maggiori salvaguardie per impedire i ripetuti e inaccettabili conflitti di interessi; con funzionari operanti sia per conto dei privati richiedenti che per il MISE o per il Ministero dell’Ambiente;
=introduzione di procedure di maggiore coinvolgimento delle popolazioni in tutte le fasi autorizzative, ivi incluse le fasi preliminari, nel pieno rispetto della Convenzione di Aarhus, recepita con l’art.6 della Direttiva 2011/92/UE dalla Unione Europea (e ratificata in Italia con legge n. 108 del 16.03.2001) che prevede  che il pubblico debba essere informato “in una fase precoce delle procedure decisionali in materiale ambientale” e ben prima che sul progetto si pronunci l’amministrazione pubblica.

Per tutto quanto sopra esposto si richiede che il Governo, viste la crescenti e fondate preoccupazioni dell’opinione pubblica, e nelle more della predisposizione di più adeguate normative e della emanazione delle linee guida europee, emani un

PROVVEDIMENTO DI MORATORIA

sospensivo di tutte le procedure in atto relative a permessi di sfruttamento geotermico “flash”, di impianti binari non innovativi, (soprattutto) quelli definiti “pilota”, nonché un intervento di riduzione/annullamento degli incentivi relativi alla geotermia elettrica.  In attesa di disporre di un quadro normativo maggiormente idoneo alla salvaguardia delle popolazioni e dell’ambiente, che consenta di:
=ripensare l’economicità del piano di sviluppo geotermico;
=valutare in modo più approfondito e sistematico le criticità e gli impatti delle varie tecnologie ed adeguare la normativa in modo conseguente;
=mappare il territorio nazionale decidendo le zone di esclusione, dove gli impianti geotermici presentano rischi eccessivi o comunque si presentano come fortemente impattanti e non sostenibili.
Per impedire che la Geotermia, invece che rappresentare una risorsa, diventi un grave, ulteriore problema.
Si avanza altresì la  richiesta della  apertura, sui molteplici aspetti della tematica, di un

TAVOLO TECNICO

con il Governo e le Regioni interessate. Proponiamo che a tale tavolo partecipino per conto della scrivente Rete esperti sulle materie di cui trattasi ed esponenti del mondo scientifico “preoccupati” per lo sviluppo che la geotermia sta avendo nel nostro Paese.
Va da sé che in mancanza di un serio interesse del Governo e delle Regioni in indirizzo al dialogo con gli amministratori locali e le popolazioni coinvolte nei progetto geotermici la tematica continuerà a produrre  ed ampliare  estesi conflitti sociali.

24 aprile 2014

Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica

Umbria:
Comitato per la Difesa della Salute e del Territorio di Castel Giorgio;
Comitato Interregionale Salvaguardia Alfina (CISA),
Associazione WWF – sezione di Orvieto;
Associazione Altra Città di Orvieto;
Associazione La Renara per l’ecosviluppo del territorio di Castel Giorgio;
Associazione Italia Nostra- sezione di Orvieto;
Comitato tutela e valorizzazione Valli Chiani e Migliari di Ficulle;
Associazione Amici della Terra – Club di Orvieto;
Cobas Energia-Confederazione Cobas Umbria

Lazio:
Comitato Nazionale c. Fotovoltaico & Eolico Aree Verdi e Naturali;
Associazione lago di Bolsena;
Associazione sviluppo sostenibile e salvaguardia Alfina;
Associazione La Porticella di Capodimonte;
Comitato cittadino di Tutela ambientale Lago di Bolsena;
Comitato per l’acqua pubblica di Bolsena;
Associazione ReSeT – Rete di  Salvaguardia del Territorio di Tuscania;
Comitato lago di Bolsena Vivo di Montefiascone;
Cobas Energia-Confederazione Cobas Lazio

Toscana :
SOS Geotermia- Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata;
Comitato Difesa Val d’Orcia Inferiore;
Comitato Difensori della Toscana;
Associazione Italia Nostra Siena,
Associazione Casolenostra,
Associazione Ecomuseo Borgo la Selva,
Comitato Acqua Pubblica Senese,
Comitato Ambiente Amiata,
Comitato Beni Comuni della provincia di Grosseto;
Forum Toscano dell’Acqua;
WWF Siena
Forum ambientalista di Grosseto;
Associazione Albegna Viva;
Comitato Vivere le Crete;
Medicina Democratica Toscana
Rete dei comitati per la difesa del territorio

Sardegna :
No Trivelle Sardegna;
No Megacentrale  Guspini;
Terra che ci appartiene di Gonnosfanadiga;
No al Progetto Cuglieri;
Comitato Terrasana Decimoputzu;
Sa Nuxedda Free (Vallermosa);
No Trivel Paby (Pabillonis);
Medio Campidano Beni Comuni;
Basso Campidano-Aria-Terra-Acqua;
Progetto Comune Villacidro;
Comitato Acqua Bene Comune di Planargia e Montiferro;
Comitato S’Arrieddu Narbolia

SOS GEOTERMIA CHIEDE AI CANDIDATI SINDACI L’OPINIONE SULLA QUESTIONE GEOTERMIA

gas mask punto interrogativoRiprendono intanto gli incontri informativi, il 29 aprile ad Arcidosso sulla salute (leggi e scarica locandina)

Sei domande sulla geotermia in Amiata; è quanto Sos Geotermia vuole sapere dai candidati Sindaci e Consiglieri comunali alle prossime elezioni amministrative.

Abbiamo preso atto con soddisfazione che tra i temi in discussione nella campagna elettorale è finalmente comparsa la questione ‘geotermia’ e le ricadute sulla salute e sul territorio; ma abbiamo anche notato come spesso il tema viene trattato in ‘politichese’ e non siano chiare le opinioni in merito, né tantomento quali sono le azioni che si dovrebbero poi adottare sulla questione.

Chiediamo quindi ai candidati, anche a nome dei cittadini elettori dell’Amiata, di rispondere a 6 domande sugli aspetti principali legati all’attività geotermica e alle ricadute su salute e ambiente, sicuri che chi si propone alla guida delle Amministrazioni locali abbia una precisa opinione in merito e che, per sgombrare il campo da equivoci, voglia comunicarla ai cittadini affinchè questi possano esprimersi con convinzione nel voto tenendo conto, anche, di come si vorrà intervenire in futuro sul territorio.

Nel frattempo la nostra attività di informazione continuerà e già il 29 aprile prossimo, alle ore 17,30, presso la sala consiliare di Arcidosso, terremo un incontro su ‘LO STATO DI SALUTE DELLE POPOLAZIONI DELL’AREA GEOTERMICA DELL’AMIATA’ al quale invitiamo tutti i cittadini, le associazioni, i candidati in lista per le elezioni in tutto l’Amiata.

Leggi  e scarica le “6 DOMANDE AI CANDIDATI

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Il Tirreno del 29 aprile 2014
Sei domande ai candidati da Sos Geotermia
A domanda rispondano.  Sos geotermia chiede ai candidati sindaci e consiglieri dei 6 Comuni amiatini l’opinione sulla questione geotermia. «Abbiamo preso atto con soddisfazione che tra i temi in discussione nella campagna elettorale è finalmente comparsa la questione geotermia e le sue ricadute sulla salute e sul territorio; ma abbiamo anche notato come spesso il tema viene trattato in “politichese” e non siano chiare le opinioni in merito, né quali sono le azioni che si dovrebbero poi adottare sulla questione. Chiediamo quindi ai candidati, anche a nome dei cittadini elettori dell’Amiata, di rispondere a 6 domande sugli aspetti principali legati all’attività geotermica e alle ricadute su salute e ambiente, sicuri che chi si propone alla guida delle amministrazioni locali abbia una precisa opinione in merito e che, per sgombrare il campo da equivoci, voglia comunicarla ai cittadini, affinché questi possano esprimersi con convinzione nel voto». Una buona occasione per i sindaci c’è già oggi: alle 17,30 nella sala consiliare di Arcidosso incontro su “Lo stato di salute delle popolazioni dell’area geotermica dell’Amiata, al quale Sos geotermia invita cittadini, associazioni e candidati.

La Nazione del 29 aprile 2014
Geotermia, incontro pubblico per parlare di salute pubblica
ARCIDOSSO IL COMITATO INVITA TUTTI I CANDIDATI
di Nicola Ciuffoletti
GLI ATTIVISTI di «Sos Geotermia» non placano le loro attività di informazione. Oggi a partire dalle 17.30, in sala consiliare ad Arcidosso un incontro dal titolo «Lo stato di salute delle popolazione dell’area geotermica dell’Amiata». Un dibattito aperto al pubblico, che vedrà l’intervento di Fabio Landi e Roberto Barocci, e a cui sono stati invitati a partecipare i candidati a sindaco in lista per le elezioni in tutta l’Amiata. Di fatto si tratta di sei domande sulla geotermia in Amiata; è quanto «Sos Geotermia» vuole sapere dai candidati sindaci e consiglieri comunali alle prossime elezioni amministrative. «ABBIAMO preso atto con soddisfazione che tra i temi in discussione nella campagna elettorale è finalmente comparsa la questione geotermia affermano gli attivisti di Sos Geotermia e le ricadute sulla salute e sul territorio; ma abbiamo anche notato come spesso il tema viene trattato in politichese e non siano chiare le opinioni in merito, né tantomeno quali sono le azioni che si dovrebbero poi adottare sulla questione». «Chiediamo quindi ai candidati dice i l comitato , anche a nome dei cittadini elettori dell’Amiata, di rispondere a 6 domande sugli aspetti principali legati all’attività geotermica e alle ricadute su salute e ambiente, sicuri che chi si propone alla guida delle amministrazioni locali abbia una precisa opinione in merito e che, per sgombrare il campo da equivoci, voglia comunicarla ai cittadini affinchè questi possano esprimersi con convinzione nel voto tenendo conto, anche, di come si vorrà intervenire in futuro sul territorio».

Il Cittadino online del 28 aprile 2014
Sos Geotermia: 6 domande ai candidati sindaco
Il Coordinamento vuole indicazioni sulla posizione rispetto al tema
…segue ns. comunicato

GoNews.it del 27 aprile 2014
Sei domande di “Sos geotermia” ai candidati sindaco
…segue ns. comunicato

Elezioni comunali. QUANDO MANCANO GLI ARGOMENTI…

altan_classe dirigente fuori vaso2Leggiamo su Il Tirreno del 24 aprile us che SEL denuncia di essere stato vittima di un ‘attentato’ contro la sua bacheca ad Arcidosso legando tale fatto allo  ‘…scontro politico… arrivato a livelli mai visti…’ sulla geotermia, con ‘…persone venute da fuori…’ che trascinano i pacifici cittadini locali ‘…verso questo approccio violento…’. CASPITA!

Che il danneggiamento della bacheca di una forza politica sia cosa deplorevole, è chiaro a tutti. Come ci sembra evidente che, tra le varie ipotesi possibili, rientri anche la bravata di qualche nottambulo magari ispirato da passione alcolica, piuttosto che politica.

Ma, siamo in campagna elettorale, ed il sospetto che si voglia strumentalizzare questo episodio, per quanto spiacevole, a meri scopi politici ci sembra fondato; ben si inquadrerebbe nella campagna denigratoria contro i chi sta lottando contro la geotermia, campagna portata avanti da esponenti locali e ripresa puntualmente dal Tirreno.

Ci chiediamo perchè, nelle sue dichiarazioni alla giornalista, il rappresentante di SEL tenga a precisare, “..non credo ci siano responsabilità da parte dei Comitati, né di alcun componente, organizzatore o simpatizzante…” mentre un attimo prima attribuiva l’acuirsi dello scontro politico alla questione geotermica, scagliandosi appunto contro …gente venuta da fuori… a fomentare gli animi… con insinuazioni… con attacchi quotidiani sulla rete …con un approccio violento…. coinvolgendo anche persone del territorio…”.

Noi di Sos Geotermia siamo avvezzi alla schiettezza, il piede di porco che intendiamo usare è la legalità e la trasparenza, al contrario di chi vuole tenere il piede in due staffe, magari riconoscendo la dannosità degli impianti geotermici in Amiata, ma non muovendo un dito per impedirla.

Anche a prescindere dal problema terremoti, dagli allarmanti dati sulla salute, la preoccupante e vistosa diminuzione delle falde idriche, vorremmo che fosse chiaro che non è certamente questo, il futuro che auspichiamo per il Monte Amiata, una orrenda copia di Larderello, che precluderebbe per sempre la vocazione turistica, artigianale ed agroalimentare d’eccellenza del nostro territorio.

Non siamo disposti a barattare la sicurezza della popolazione della Montagna con i denari delle compensazioni ambientali. Non siamo disposti a sacrificare i nostri paesaggi, la nostra acqua, la faggeta più grande d’Italia, né la salute dei nostri figli e nipoti per far arricchire una multinazionale, che non darà occupazione, e che quando i pozzi si esauriranno lascerà solo macerie ed inquinamento.

Non si creda di spostare un dibattito, reale, sul futuro di un territorio che si vorrebbe ‘geotermico’, in una caccia alle streghe, a causa di poco credibili attentati, per sottrarsi a difficoltà politiche e/o per avere visibilità. Noi siamo sempre aperti ad un confronto, duro ma leale, al quale chiamiamo proprio coloro che si candidano ad amministrare i nostri comuni, per avere chiare le posizioni e le prospettive che ciascuno ha in programma, ed informandone gli elettori.

di seguito l’articolo de Il Tirreno del 24 aprile 2014:

Rotta la bacheca Sel «Per il patto col Pd»
ARCIDOSSO. Atto intimidatorio nei confronti di Sel di Arcidosso, a causa dell’alleanza del partito di Vendola con il centro sinistra? Un atto di violenza legato alla “battaglia geotermica?”. «Un atto che non deve essere tollerato, né sottaciuto, tanto violento quanto vigliacco, tipico di chi vuole intervenire in maniera violenta senza dichiararsi in prima persona», dichiara il coordinatore di zona di Sel Michele Nanni. Durante la notte del Venerdì Santo, infatti, è stata danneggiata la bacheca informativa di Sel, collocata ad Arcidosso all’accesso del parco del Pero. Lo sportello è stato divelto e probabilmente, a giudicare dai segni di effrazione presenti, il “lavoro” è stato fatto con un piede di porco. Lo sportello in ferro e vetro di sicurezza, di un certo peso e ingombro, è stato portato via. E con esso i manifesti informativi. Nanni ha sporto denuncia ai carabinieri di Arcidosso, lo stesso lunedì ed è ancora sbalordito dell’accaduto. «È da più di due anni che la bacheca è presente sul corso – spiega Nanni – e questa è la prima volta che succede una cosa del genere. Il danneggiamento è avvenuto dopo l’affissione dei manifesti della lista civica “Arcidosso comunità viva”, in seguito cioè all’alleanza con il Pd per le amministrative di Arcidosso, per cui potrebbe trattarsi di un atto intimidatorio nei confronti della scelta politica di Sel: ecco perché il gesto preoccupa molto più del fatto in sé», afferma Nanni. Un sospetto che, se confermato, sarebbe gravissimo. Ma non è l’unico che Nanni ha circa quest’episodio. «Non c’è dubbio – prosegue il coordinatore di Sel – che lo scontro politico sia arrivato a livelli mai visti soprattutto sul tema della geotermia. Negli ultimi anni si sono viste partecipare alla “lotta contro la geotermia” persone venute da fuori, che niente hanno a che fare con la storia pacifica degli abitanti del paese, e che ormai siano stati trascinati verso questo approccio violento anche cittadini locali. Mi riferisco al linguaggio adottato, alle insinuazioni e agli attacchi quotidiani presenti sulla rete, ma anche alla strisciante attività quotidiana che consiste nel fomentare gli animi». Nanni però esclude la responsabilità dei comitati antigeotermici: «Ci tengo a precisare – afferma – che non credo ci siano responsabilità da parte dei comitati, né di alcun componente, organizzatore o simpatizzante delle altre liste, ma invito anche loro a monitorare la situazione in modo che non si inasprisca ulteriormente». (f.b.)