Archivio mensile:Marzo 2016

Emissioni dalle centrali geotermiche in Amiata: chi controlla chi e cosa?

bagnore cassonettiMalori in concomitanza con “prove” ai pozzi: l’Enel è “esterrefatta” dagli “allarmisti”, ma i cittadini sono preoccupati …ed anche parecchio incazzati.

 

 

 

20160319_corr siena comunicato Enel

Corriere di Siena del 19 marzo 2016 – clicca sull’immagine per ingrandire –

Dunque, come da comunicato, Enel Green Power “…conferma, come già fatto a inizio del 2016, di essere esterrefatta di fronte a una costante attività di infondato allarmismo, priva di fondamento scientifico…” che impedirebbe “…un confronto serio e sereno sul tema dell’energia, e in particolare della geotermia…”.

Tutto nasce dal fatto che l’8 marzo scorso, durante normali prove sul pozzo PC38 in loc.Tre Case a Piancastagnaio, le popolazioni più vicine hanno lamentato il puzzo insopportabile e l’aria irrespirabile, arrivando, nel caso di una bimba e suo padre, a rivolgersi al pronto soccorso, prima di Abbadia e poi di Nottola, per disturbi agli occhi e alla pelle, diagnosticati come “iperemia congiuntivale oculare” ed “eritema”.
Ne abbiamo dato conto ricordando come non è la prima volta che si verificano danni più o meno gravi causati da emissioni geotermiche, fatti accertati anche dalla magistratura, l’Enel non faccia finta di non sapere…

A fronte quindi di una minaccia costante sulla testa delle popolazioni amiatine e la legittima preoccupazione nel vedere, e respirare, le “candide nuvole” che escono dalle centrali l’Enel non trova di meglio che snocciolare pagine di dati che dimostrano che quanto avvenuto è “impossibile”, in base ai dati “garantiti” dall’Arpat, l’agenzia alle dirette dipendenze della regione Toscana, che sarebbe responsabile dei monitoraggi, facendo sempre finta di non sapere che l’Arpat, sulle emissioni, demanda i controlli costanti alla rete di centraline, guarda caso, proprio dell’Enel, limitandosi a “verifiche” e “validazioni dei dati” come ha sempre dichiarato il dott.Pellegrini di Arpat, ex coordinatore di Area vasta sud: “La rete delle centraline QA di ENEL GP è molto ampia ed è composta da 17 centraline, che monitorano il parametro H2S. Questa rete fornisce una grande quantità di informazioni e copre praticamente tutti i centri abitati interessati dalle emissioni delle centrali geotermoelettriche. Come ARPAT ci siamo posti l’obiettivo di verificarne le modalità di gestione e la qualità dei dati.” (intervista pubblicata il 16.5.2013).
Strano? No, normale amministrazione.
Significa cioè che Arpat/Regione/Sindaci si limitano ad accettare la bontà del vino garantita dall’oste, cioè Enel, peraltro limitato al solo idrogeno solforato e mercurio e, sempre le stesse “autorità” dopo oltre 10 anni di costosi studi ancora non hanno individuato le cause dell’alta mortalità e altre patologie in eccesso rispetto alla media.

Sulla “qualità” delle emissioni, invece, sembra che l’unico interesse sia quello di monitorare l’idrogeno solforato e il mercurio, le uniche due sostanze per le quali hanno inventato dei filtri che, quando funzionano regolarmente, possono abbatterne fino al 90%.

marini arcidosso

Sindaco di Arcidosso Marini

Ma allora davvero, se si esclude “l’irrilevante” 10% di H2S e mercurio, dalle centrali esce vapor acqueo?
Avesse davvero ragione il sindaco di Arcidosso quando afferma che “…quello lì è vapore acqueo che fa parte del processo di produzione della centrale. Mah, ci saranno alcune volte che entrano a contatto con degli agenti atmosferici anche naturali, per cui il vapore si condensa di più, ma sempre vapore acqueo è.”. Benedetta verità…

Noi non vorremmo essere “allarmisti”, ma l’Arpat a suo tempo -probabimente quando faceva dei controlli in proprio- elencò che nelle tonnellate di sostanze emesse, oltre ai citati H2S e mercurio, ci sono anche arsenico, radon, ammoniaca, acido borico, anidride carbonica, metano ad altro ancora. Per la sola ammoniaca siamo al 17,7 % del totale delle emissioni di tutta l’Italia: farà mica bene?
Tanto che, in base ai dati delle emissioni, il prof.Basosi e il dott.Bravi hanno concluso un loro studio specifico sulle centrali amiatine dicendo che, per emissioni climalteranti, queste sono equiparabili, se non peggiori, delle centrali a combustibili fossili.
Saranno questi gli “allarmisti” di cui ciancia l’Enel?

enel montemaggi

Montemaggi di Enel Green Power

Possiamo tranquillamente dire all’Enel di “stare sereni”, perchè le cose che scriviamo arrivano sempre da fonti ufficiali e riscontrabili, abbiamo solo il vizietto di farle conoscere ai cittadini costretti a sorbirsi la geotermia in Amiata.
Quanto poi al clima che impedirebbe “…un confronto serio e sereno sul tema dell’energia, e in particolare della geotermia…” non possiamo che ribadire all’Enel che i comitati hanno sempre ricercato e promosso e sono sempre disponibili al confronto con chiunque ed, anzi, li sfidano ad un contraddittorio pubblico.
Il resto è propaganda.

Ancora arruolati: Amici della Terra …o della Trivella?

tommasi monica amici terra arruolatiC’è una lunga schiera di ex verdi, ex ambientalisti, associazioni di “ex combattenti e reduci” dell’ambientalismo nostrano che, nel corso degli anni, sono stati “folgorati sulla via di damasco” e sono passati, armi e bagagli, dall’altra parte della barricata, chi sostenendo le risorse fossili (petrolio, carbone, gas), chi le cosiddette rinnovabili, …però solo quelle che garantiscono ingiustificati e spropositati incentivi alle centrali: dalle “vecchie” centrali enel alle “nuove” della favoleggiata “buona geotermia”.

trivella san paoloAnche importanti associazioni che si spacciano per ambientaliste ce le siamo ritrovate spesso a sponsorizzare politiche per niente compatibili e rinnovabili. Oltre a Legambiente,  che tifa apertamente per la geotermia, ci sono una marea di gruppi, siti e blog che dietro gli aggettivi di “green”, “eco”, “ambiente”, “verde”, spesso lavorano per l’esatto contrario…

Degli Amici della Terra (Italia) avevamo già “apprezzato”, in merito alla geotermia, un lavoro della sezione di Firenze, del 2008, dal titolo “LA RISORSA GEOTERMICA PER USI ELETTRICI IN ITALIA: Energia, Ambiente e Accettabilità Sociale”, che vi invitiamo a scaricare e leggere.
Tale pubblicazione sembra un manuale ad uso degli amministratori pubblici e delle imprese (all’epoca solo l’Enel) che si vogliono, o debbono, confrontare con “…il conflitto ambientale emerso nell’ultimo decennio nel rapporto con comunità e istituzioni locali.”.
Chi scrive cerca di mantenersi al di sopra delle parti e fornisce utilissime strategie, soprattutto comunicative, per affrontare i “conflitti” con le popolazioni colpite, ma qui e là emerge la vera anima.
Indicativo è un passaggio sul “conflitto” già allora presente in Amiata dove si afferma: “…sicuramente non si può parlare di emergenza ambientale né, come viene sostenuto da parte del movimento di contestazione della geotermia in Amiata, di condizioni di insostenibilità ambientale, tali da richiedere una sospensione delle attività geotermoelettriche in nome del principio di precauzione…”.
Con questo prendendo definitivamente posizione sulla geotermia…

In vista del referendum contro le trivelle a mare (al quale vi invitiamo a partecipare votando SI’) la presidente dell’associazione, Monica Tommasi, il 1° marzo scorso prende posizione, ovviamente CONTRO, con argomentazioni che somigliano a quelle di governo e petrolieri; c’è anche da dire che il governo, pur di boicottare il referendum, spenderà 300 milioni di euro per organizzare la macchina elettorale, quando avrebbe potuto far coincidere la data con quella delle elezioni.
Ma ormai sui referendum di cui già sanno che hanno posizioni perdenti, da Craxi in poi, i governi tirano a boicottare la partecipazione e “mandare tutti al mare” piuttosto che argomentare e sostenere il NO.

Tornando quindi agli Amici della Terra – Italia -, questi erano collegati alla associazione internazionale Friends of the Earth; erano, in quanto da ottobre 2014 la stessa associazione madre, con un bel calcio nel culo, la allontana e non ne riconosce più l’appartenenza, con la seguente decisione (trad.automatica, qui la pagina originale):

A seguito di un approfondito processo di valutazione e discussione sullo stato di appartenenza Amici della della Terra nelle Amici della federazione Earth International, l’Assemblea FoEI Biennale Generale (BGM), riuniti a Kandy, Sri Lanka, nel mese di ottobre 2014, ha deciso di sospendere l’appartenenza di Amici della Terra.
Friends of the Earth International deplora che dopo trentasei anni di adesione, la visione della giustizia ambientale condiviso dalla federazione e la missione e la visione di Amici della Terra sono venuti a divergere in misura tale che l’adesione Amici della della Terra non è più sostenibile. Questa decisione ha effetto immediato e significa che a partire da ottobre 2014, Amici della Terra Internazionale non ha un gruppo membro in Italia.

Il 18 marzo scorso, la D’Orsogna pubblica sul suo blog un post in cui esplicita quella che a noi sembrava già una, fondata, impressione: che si tratti di Amici della Trivella.
Riportiamo quindi il testo con i links originali ( originale pubblicato QUI ) :

 

tommasi mMonica Tommasi, esponente di Amici della Terra.

Uno dira’, bene, e’ una Amica della Terra. Sicuramente vorra’ bene alla Terra, no? Sicuramente vorra’ proteggerla per le generazioni successive, migliorarla, farla piu’ verde, piu’ bella. E invece no. Monica Tommasi di Amici della Terra dice di essere favorevole al petrolio in Adriatico.

Perche’ chiamarsi “amici della terra” e dire cose assurde cosi? Perche’ farlo nel 2016 quando e’ una posizione intenibile?

Ma iniziamo con il chiederci chi e’ Amici della Terra. Amici della Terra e’ una supposta organizzazione ambientalista italiana il cui nome e’ la traduzione letterale di Friends of the Earth, un gruppo ambientale abbastanza famoso qui negli USA.

E siccome li conosco un po di esponenti di Friends of the Earth qui in California, mi disturba non poco che questi finti ambientalisti italici favorevoli al petrolio usino la traduzione letterale italiana di un gruppo serio.

Conosco di persona Nnimmo Bassey, nigeriano, che e’ stato direttore di Friends of the Earth dal 2008 al 2012, e che nel 2009 e’ stato anche nominato dal Time Magazine come uno dei piu’ influenti ambientalisti del pianeta. E’ stato uno dei firmatari della decsione di espellere Amici della Terra da Friends of the Earth e lo si vede nel comunicato in alto.

Nnimmo Bassey e’ un gran signore, e non ha niente a che vedere con Monica Tommasi, ve lo assicuro.

Eccola qui Monica, in uno dei tanti-video propaganda a favore del petrolio in mare. 

Sul TG2.

Ho dovuto veramente farmi forza per sentire le non-argomentazione e il vuoto logico di Monica, Amica della Terra che dice:

“Noi siamo favorevoli alle trivellazioni in Adriatico perche’ pensiamo che non si possa fare in altri paesi, verso altri popoli quello che non vogliamo fare a casa nostra. E quindi pensiamo che per tutto vada bene il chilometro zero e non comprendiamo bene perche’ non vada bene per il petrolio. 

Che mi tocca sentire. Nel 2016. Oddio.

Ovviamente ciascuno puo’ pensarla come vuole, ma allora, per coerenza, cara Monica inizi lei, Ci dia l’esempio. Forza. Si offra lei di fare pozzi e di estrarre la monnezza petrolifera nella localita’ marina di sua scelta. Dove va lei al mare, con i suoi figli, con la sua famiglia e il suo ombrellone. E scelga una localita’ dove vicino c’e’ una raffineria a terra o una nave FPSO.  E questi pozzi, a sua scelta, con tutta l’infrastruttura che si portano appresso devono essere a uno, due, al massimo cinque chilometri da riva, come e’ a Gela, come doveva essere a Vasto con Elsa, o ad Ortona con Ombrina, com’e’ in alcune localita’ dell’Emilia Romagna.

E poi mi dica.

Quello che lei dice cara Monica, e’ il solito argomentare del cosi’ fan tutte. Del siccome e’ gia’ fatto altrove facciamolo pure noi.

Cara Monica, io credo che se lei parlasse con un vero Amico della Terra, il mio amico Nnimmo Bassey sarebbe il primo, dalla Nigeria martoriata a dirle: fermatevi finche’ siete in tempo.

I luoghi dove gia’ trivellano devono esserci di monito, e le loro sofferenze devono servirci da un lato per apprezzare e migliorare quello che abbiamo e proteggerlo a spada tratta,  e dall’altro a fare tutto il possibile perche’ le cose siano migliori laggiu’.

Una vera Amica della Terra, cara Monica Tommasi con tutta la sua associazione, metterebbe su una campagna mediatica per esporre i misfatti dell’ENI in Nigeria, per fermare le trivelle laggiu’, per dar giustizia alla gente che vive all’ombra delle fiaccole perenni, per punire chi inquina, per far si che l’acqua si possa bere.

Una vera Amica della Terra avrebbe cose piu’ importanti da fare che star li a giustificare il petrolio in Adriatico.

Forse e’ per questo che quelli di Friends of the Earth vi hanno cacciato.

E ancora, lo sa, cara Monica che se veramente volessimo avere tutto il petrolio italico a chilometro zero dovremmo trivellare pure sotto la villetta dove abita lei? Perche’ — e sono dieci anni che lo ripetiamo! — di petrolio ne abbiamo poco e schifoso, e seppure trivellassimo ogni centimetro quadrato d’Italia non ce la potremmo mai fare.

La riposta e’ usare questo nostro tempo per CAMBIARE, per migliorare, per osare, per pensare. California, Germania, Svezia, Danimarca guardano al domani, e non all’altro ieri come fa lei.

Perche’ Amici della Terra, oltre alle campagne in favore della Nigeria martoriata da ENI e Shell, non fa campagne per l’Italia al 100% rinnovabile fra 10, 20, 30 anni invece che voler spremere fino all’ultima goccia di petrolio?

Forse perche’ Amici della Terra e’… finanziata per il 40% dall’ENI? Forse perche’ vi fate un po di tarallucci e vino in roboanti conferenze dal titolo: “Efficienza Italia” organizzata da Amici della Terra con la partecipazione di ENI? 

Forse perche’ nel 2014 siete stati esplusi da Friends of the Earth per connivenza con l’industria fossile e perche’ siete stati accusati di fare greenwashing?

Questo suo atteggiamento del “siccome abbiamo distrutto Nigeria e Ecuador, distruggiamo anche l’Italia” e’ un atteggiamento da perdenti, da vecchi, da deboli, da struzzi. Non e’ vero che siamo condannati a trivellare l’intero pianeta. Siamo piu’ intelligenti. E se in tutto il pianeta ci si ribellasse alle trivelle, e allora politici ed industriali dovranno *per forza* usare le alternative che gia’ esistono
invece che continuare ad assecondare le lobby petrolifere che pagano il 40% dei ricavati della sua associazione cara Monica.

Piu’ che una Amica della Terra, lei mi pare una Traditrice della Terra.

Fa pena anche il cronista del servizio che ovviamente, di tutto quello che Greenpeace dice, ricorda solo che il referendum costera’ fra i 350 e i 400 milioni di euro.  Meglio non sprecarli allora no? Meglio dire alla gente: visto che li sprechiamo, andateci a votare. No. Passa solo il messaggio che e’ uno spreco di soldi e che una amica della terra pensi che vada bene trivellare l’Adriatico. Un giornalismo proprio d’inchiesta e da Pulitzer Prize.

Purtroppo per noi, questo e’ il paese che abbiamo. Sta a noi cambiare le cose, per il poco che possiamo, ma ogni santo giorno, un pochettino almeno.

Infine, un sacco di gente mi chiede perche’ non vengo interpellata in queste interviste. La risposta e’ semplice: non mi ci vedrete mai alla TV italiana, hanno paura del confronto, cosi’ possono avere indistrurbati il TG1 e il TG2 e il TG3 e il TG345 a dire tutte le petrol-balle che piacciono a Matteo Renzi e ai suo petrol-amici.

Che democrazia malata e schifosa.

Maria Rita D’Orsogna

Arruolati alla geotermia: il caso dell’ex senatore verde Boco

boco arruolatoLeggiamo la puntuale lettera che Dario Conte, presidente del Comitato CasoleNostra, ha scritto e pubblicato all’ex senatore verde Stefano Boco che da quando ha dismesso la giacchetta da senatore si dedica attivamente, come imprenditore stavolta, a promuovere la nuova geotermia binaria.
Aggiorniamo dunque la lista degli “arruolati” alla causa geotermica riprendendo la lettera “Le Ragioni del Dissenso nei Confronti di un ex Senatore dei Verdi ora Presidente della Magma Energy” che ripubblichiamo di seguito (i grassetti sono nostri, ndr).

 

Gentile Presidente,

Lei ha ripetutamente affermato che “non si deve più parlare del Suo trascorso politico come Senatore dei Verdi”. Di fronte a tale richiesta i cittadini sono per lo meno stupefatti. Lei è stato votato per un partito del quale mi auguro fortemente (lo dico nell’interesse della Sua dignità) condividesse appieno gli ideali. Ora, rinnegare il proprio passato non è mai un segno di maturità perché significa affermare di essersi sbagliato in maniera grave proprio ad un’età nella quale gli errori gravi non sono più perdonabili.

Tuttavia, se Lei ora rifiuta quel passato, dovrebbe almeno, sempre per dignità personale, rinunciare anche a quell’inqualificabile privilegio rappresentato dal vitalizio. Lei percepisce 6.203,00 Euro al mese; avendo Lei abbandonato nel 2006 ed essendo oggi il 2016, Lei ha già percepito 120 mensilità pari a 744.360,00 Euro, equivalente (cambio Euro/Lira 1.936,27) a un miliardo, quattrocentoquattordici milioni e seicentoquarantanovemila vecchie lire. E questo, gentile Presidente è una cosa poco nobile, un’offesa ai Lavoratori e ai Pensionati che si sono spaccati la schiena per anni e che faticano ad arrivare a fine mese.

Queste cose gliele avevo fatte già notare Venerdì 7 Febbraio 2014. Sono passati venticinque mesi, Lei ha incassato nel frattempo dallo Stato 65.075,00 Euro, pari a 126 milioni duemiladue centosettanta lire. E questo è puro guadagno senza lavoro, in altri termini senza che lei debba offrire in cambio alcun servizio ai cittadini. Un dono che persone pur in difficoltà economica sono costrette a farLe, solo perché lei è stato votato nel partito dei Verdi. Allora perché, visto che non vuole più sentir parlare del Suo passato, coerentemente non rinuncia ad un intollerabile privilegio medievale, devolvendo il tutto in beneficenza? La prego scriva due righe pubbliche, se trova le parole.
Consideriamo ora il Suo incomprensibile bisogno di guadagnare ancora più denaro pur avendo un reddito garantito di 6.203,00 Euro al mese. Come spiegare altrimenti la Sua incredibile pervicacia nel perseguire un progetto devastante per un Territorio unico al mondo? Il Dottor Batini e Lei avete detto che “nulla sarebbe stato fatto a fronte di un’opposizione dei Cittadini”; lo avete detto, e lo avete ripetuto, sottolineando con forza la verità di radicondoli vs bocoquesta affermazione. Ora, l’opposizione dei Cittadini è stata possente, univoca, intelligente e disinteressata. Vi è bisogno d’altro per fare le valigie e andarsene rinunciando ad un Progetto antistorico e irrispettoso dei valori profondi del Paesaggio sanciti dall’Articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana che lei ha preso l’impegno di rispettare durante il suo incarico di governo?

Da ultimo, occupiamoci della Sua evidente noncuranza per gli altri Imprenditori. L’Alta Val d’Elsa, ha puntato con persone illuminate, su un turismo sostenibile, divenendo un modello esemplare a livello europeo. In questa realtà che conta centinaia di eccellenze, turistiche e agro-alimentari incompatibili con l’introduzione di centrali devastanti. Lei, senza alcun criterio architettonico, paesaggistico, urbanistico o estetico (mi dimostri il contrario, se riesce, però con dati messi nero su bianco) vorrebbe inserire camuffandole per iniziative eco-compatibili, centrali geotermiche destinate esclusivamente a produrre energia da vendere, perché nel Senese di energia non vi è proprio bisogno e in Italia ancora meno. Lei o il Dottor Batini, potreste di grazia indicarci dove avete costruito l’ultima innovativa centrale; lo chiedo perché pare (ripeto pare …) che non ne abbiate costruita nessuna. Inoltre, nel Vostro plan (in inglese fa molto più chic) le centrali sono ricoperte di fiori, uccellini, gerani, oleandri, piante ornamentali e i tubi non si vedono! Ma come fanno quei cialtroni di Ecologisti a non apprezzare la meravigliosa bellezza di queste costruzioni?

Dal punto di vista tecnico poi, Le spiace spiegare come si possa voler realizzare una Centrale senza aver mai fatto dei collaudi veri.
Mi spiego diversamente; Lei ricorderà che anni fa, i modelli già definitivi della Mercedes Classe A furono ritirati clamorosamente dal commercio perché durante le prove sulla neve in Finlandia si erano miseramente capovolti. Ci fu una retromarcia storica e i modelli furono profondamente modificati in modo da renderli stabili. Anche le macchine più banali subiscono i crash test per valutarne la resistenza in caso di urto pericoloso e subiscono numerosi stress test per valutare l’affidabilità del modello stesso. È possibile che si costruisca una centrale senza aver mai fatto prove di questo tipo? Almeno ENEL ha un’esperienza centenaria, mentre nel caso delle Vostre centrali dovremmo solo fidarci dell’affermazione:
“sono belle, sono pulite, sono sane, sono ecocompatibili, sono meravigliose, non fanno rumore, non producono danni, favoriscono migliaia e migliaia posti di lavori, rendono un’immensa ricchezza che verra’ distribuita su tutto il territorio”. Sulla base di quale prototipo e di qual ecollaudo? C’è stata un’età in cui come tutti leggevo le fiabe ed ero convintissimo che fossero vere; purtroppo quel tempo è passato ma sembra che per la sua società le fiabe rimangono un caposaldo della comunicazione.

Mi fermo qui ma sono prontissimo a sostenere con Lei e con il Dottor Batini un dibattito pubblico, dovunque e in qualunque data. Anche perché, con il sacrificio di tanti amici perbene e con la schiena diritta, ci siamo fatti carico di analisi importanti soprattutto sull’impatto tragicamente negativo della geotermia sull’economia di un Territorio del quale, mi lasci concludere, ne’ Lei ne’ il Dottor Batini mostrate di aver capito le potenzialità profonde e la bellezza.

Dario Conte
Presidente CasoleNostra

Affinché possa rispondere adeguatamente, visto che non l’ha mail fatto prima, Le ricordo le tre lettere che Le avevo inviato:

Domenica 12 Febbraio 2014 (senza risposta)
Venerdì 07 Febbraio 2014 (senza risposta)
Lunedì 23 Marzo 2015 – Resoconto della riunione al Palazzone di Colle (senza risposta!)

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QUI LA RECENTE CONTESTAZIONE DI BOCO A RADICONDOLI

radicondoli_no_trivelle CROP

 

 

 

 

 

 

Altri articoli in tema:

suCasoleNostra;

suItalia Nostra Firenze.

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AGGIORNAMENTO IMPORTANTE SU ILSOLE24ORE.COM DEL 18 APRILE 2016

Gli interessi del “quartierino” sul settore geotermico
di Ivan Cimmarusti e Sara Monaci

Il “quartierino” dell’inchiesta di Potenza puntava a condizionare con norme di legge anche il settore geotermico. In questo campo il contatto utile sarebbe stato Stefano Boco (non indagato), gia’ sottosegretario dal 2006 al 2008 per le Politiche agricole e forestali (governo Prodi). E’ quanto emerge dalle nuove carte dell’indagine investigativa.

L’obiettivo di Boco era di incontrare l’allora ministro allo Sviluppo economico, Federica Guidi, attraverso il “quartierino romano”. Secondo la squadra mobile di potenza, Boco – in qualità di presidente del consiglio di amministrazione e consigliere delle società Magma Energy Italia srl e consigliere della Tosco Geo srl, entrambe controllate dalla Graziella Green Power – avrebbe cercato attraverso Gianluca Gemelli e Nicola Colicchi un contatto per le aziende di geotermia per le quali lavora.
In questo filone non ci sono né indagati. Tuttavia la squadra mobile della Polizia di Potenza sviscera tutta la vicenda in un capitolo contenuto nella terza informativa depositata alla Procura della Repubblica di Potenza, nell’inchiesta sul petrolio in Val d’Agri. Per gli investigatori questa vicenda sarebbe da mettere in relazione con l’emendamento alla Legge di Stabilità 2015 presentato dal deputato Ignazio Abrignani, che prevede agevolazioni per le società di geotermia.
Lo stesso Colicchi, in una intercettazione del 2 dicembre 2014, afferma che di «quell’emendamento non ce ne frega niente…quello era l’emendamento presentato da Abrignani che evidentemente l’ha ripresentato, ma è una marchetta, evidentemente per qualche impianto (di geotermia, ndr) che a lui interessa».

L’APPUNTAMENTO
Non è chiaro sulla base di quali riscontri la polizia ritenga esserci un nesso tra gli interessi di Boco e l’emendamento. Sta di fatto che il 9 dicembre Gianluca Gemelli sembra sia stato contattato precedentemente dallo stesso Boco. Ne parla con la compagna, l’ex ministro Guidi, la quale spiega che dovrà incontrare l’imprenditore: «Come si chiama quello lì che deve venire a parlarmi». «Stefano Boco, Stefano Boco», chiarisce Gemelli. La Guidi, dunque, spiega alla sua segretaria che «questo Stefano Boco, che mi vuol venire a parlare di geotermico…quando ti chiama bisogna che gli diamo un appuntamento». Poco dopo Gemelli invia un sms a Boco: «Ciao Stefano, chiama la segretaria che ti fa avere un appuntamento per la prossima settimana. Ti chiedo di darmi riscontro non appena ti conferma l’appuntamento». In una successiva telefonata, Gemelli «contatta nuovamente Boco», riassumono gli investigatori, per dire che all’incontro avrebbe partecipato anche il deputato Marco Donati ( estraneo alla vicenda). Inoltre, continua la squadra mobile nell’atto, «Boco spiega che si tratta della persona che gli ha presentato l’altro giorno. Gemelli risponde di ricordare, aggiungendo che si tratta di un deputato o senatore».

LA REGIONE TOSCANA
Le mire dell’ex sottosegretario, secondo gli investigatori della squadra mobile, emergerebbero il 16 gennaio. Il giorno precedente, infatti, il quotidiano Il Tirreno pubblica un articolo dal titolo: «Geotermia, ora basta con la corsa sfrenata. La Regione (Toscana, ndr) ha imposto una pausa di sei mesi all’apertura di nuovi pozzi. Attualmente ci sono 31 siti per la ricerca di questa preziosa energia». Nell’articolo si citano anche le società Magma Energy e Tosco Geo, di cui Bosco è nei consigli di amministrazione. Inoltre, nello stesso articolo si legge che «non è improbabile che qualche società si senta colpita» dalla decisione della Regione Toscana «e faccia ricorso al Tar». Così, il 16 gennaio Boco invia un sms a Colicchi: «Prova se vuoi a capire cosa è il problema. Tar e emendamento sono le sole vie rimaste». Non e’ chiaro a quale legge facciano pero’ riferimento, visto che la Stabilita’ a quel punto era gia’ stata approvata.

Enel in Amiata, dobbiamo aspettare il morto per fermare la geotermia?

cornaL’8 marzo, nel corso di “normali” operazioni intorno al pozzo PC38, “normali” emissioni e malori. Bimba e genitore al pronto soccorso. Chiediamo moratoria immediata e indagini rigorose sull’attività geotermica dell’Enel.

 

 

 

20160308_corriere di sienaL’Arpat, l’agenzia per la “protezione” ambientale alle dipendenze della regione Toscana, il 10 marzo us si vede costretta a “fornire informazioni” in merito a “una prova di produzione del pozzo” denominato PC38, l’8 marzo, in comune di Piancastagnaio, loc.Tre Case. “Costretta” perchè allarmata dal fatto che “sono apparsi sulla stampa locale di Siena alcuni articoli di stampa che hanno evidenziato il caso”, altrimenti sarebbe passato tutto sotto silenzio?

Ad ogno modo, per comunicare come tutto si sia svolto regolarmente e sotto stretto monitoraggio, Arpat mostra sì i monitoraggi, ma quelli dell’Enel (!) relativi ad un “Piano di Monitoraggio Ambientale – Pozzo PC38” che però sarebbe dovuto addirittura avvenire a luglio, come si legge in premessa: “Il periodo di test si svolgerà durante la prima settimana di luglio”. In base quindi ai controlli, “fatti dall’oste sul vino”, Arpat tranquillizza rilevando che durante tutto il periodo delle prove, dalle 10 alle 17, i limiti dell’idrogeno solforato (H2S) sono stati sembre ben al di sotto dai limiti previsti e, al massimo, “…è verosimile che una parte della popolazione abbia percepito le maleodoranze tipiche dell’H2S (uova marce)”.

20160313_corriere siena pronto soccorso_senza datiPurtroppo “parte della popolazione”, nell’area interessata dalle “prove”, sembra che si sia sentita proprio male tappandosi in casa, altro che “uova marce”; fino al caso della bambina e di suo padre che sono dovuti ricorrere al pronto soccorso, prima di Abbadia e poi di Nottola per disturbi agli occhi e alla pelle, diagnosticati come “iperemia congiuntivale oculare” ed “eritema”.
Ma se i valori dell’H2S, come ci racconta Arpat, erano molto al di sotto dei limiti, perchè ci sono stati malori?

Perchè l’Arpat si “accontenta” di far misurare solo idrogeno solforato e anidride carbonica?
E’ possibile che insieme all’H2S e alla CO2, le sole sostanze misurate dall’Enel, ci siano state -come in genere sull’Amiata- altre e altrettanto nocive sostanze come mercurio, arsenico, boro, radon, ecc.?
Abbiamo più volte denunciato come l’Arpat svolga il ruolo di “notaio” su quanto Enel dichiara, disponendo di pochi o niente mezzi autonomi di verifica, che spesso, come avvenuto all’accensione di Bagnore4, casualmente si guastano o sono in manutenzione

Non è la prima volta che l’Amiata deve subire danni a causa delle emissioni: oltre alle risultanze dello studio epidemiologico dell’Ars regionale che individua “eccessi significativi” di mortalità e altre patologie gravi rispetto ai comuni limitrofi e alla media regionale e che finora non hanno trovato “ufficialmente” una causa, e dovendo escludersi i famosi “stili di vita”, alibi buono per ogni disastro ambientale, nel corso degli anni più volte ci sono state fuoriuscite di gas che hanno provocato danni e moria di animali, per puro caso nessun umano, episodi di dominio pubblico, come il caso più eclatante al Podere Marchese nel settembre del 2000 (*), e alcuni dei quali già passati attraverso i tribunali con accertamento di responsabilità a carico dell’Enel.

20160308_terr abbadiaInoltre, di certo casualmente, durante le prove sul PC38, alle ore 12,46 a pochi chilometri di distanza, verso Abbadia, si verificava una scossa di magnitudo 1,6 a 6,8 km di profondità (fonte: INGV-Iside). Anche in merito agli episodi di sismicità indotta sono ormai acclarate le connessioni con la geotermia.

Da anni i comitati denunciano i gravi pericoli connessi alla attività delle centrali e dei pozzi geotermici dell’Enel in tutte le sedi, ma fino ad oggi né i sindaci, responsabili della salute pubblica, né le Asl, tantomeno la regione hanno imposto il fermo di tali attività.
Anzi, il “piano rossi” prevede un luminoso futuro per la geotermia in tutta la Toscana, soprattutto nell’area nord (Larderello) e in quella sud (Amiata) con l’aggiunta alle centrali ad alta entalpia dell’Enel anche decine di centrali a media entalpia, e nonostante che perfino quasi tutti i sindaci si siano mostrati, almeno a parole, contrari
Nel ribadire che non è questo lo sviluppo che vogliamo e che si merita una regione come la Toscana, trasformata in distretto industriale di produzione energetica, ribadiamo la richiesta di moratoria di ogni attività geotermia in Amiata, presente e futura; ci auguriamo altresì che la popolazione si faccia sentire presso i propri “eletti” e che finalmente qualche magistrato voglia prendere in carico la questione e verificare con rigore quanto accaduto e quanto sta accadendo sul monte Amiata.

(*) Emissioni che nel 1992 inquinarono l’area attorno al pozzo Senna 1 e che nei primi anni 2000 danneggiarono il Podere del Marchese, per il quale, con la nota sent. 692/09 R.S. pronunciata il 9.3.09 dalla IV Sez. Penale della Suprema Corte di Cassazione, veniva accertata in via definitiva la correlazione diretta fra le attività geotermiche svolte da Enel ed il disastro che ne derivò e per le quali l’allora Erga (l’attuale Enel Green Power) è stata condannata in primo grado, in sede civile, a risarcire il privato che le aveva subite, come non abbiamo dimenticato le emissioni che in loc. Lavinacci, sempre a Piancastagnaio, fecero evacuare varie case e per cui Enel ha risarcito i danni.
da Il Tirreno del 17 settembre 2000:
Eruzione devasta un podere. Intensa attività geotermica vicino a Piancastagnaio
AMIATA. Una casa è stata devastata, nelle adiacenze a Piancastagnaio, per un’esplosione di vapori gassosi, fango e sassi eruttati da un cratere che si è creato improvvisamente proprio sotto l’edificio,il «Podere del Marchese» in località «I Troni», di proprietà di Marcello Perugini. Era da mercoledì notte che in quell’area si registravano fenomeni di attività geotermica spontanea che avevano aperto un primo cratere, poi un secondo a poca distanza quando il primo era stato imbrigliato,ed infine il terzo – ieri mattina – che ha devastato l’edificio e causato, per le emissioni di gas venefici, la morte di alcuni gatti, di animali da cortile e dei pesci di un vicino invaso. L’assessore regionale all’ambiente e alla protezione civile, Tommaso Franci, ha dichiarato ieri pomeriggio che l’amministrazione regionale sta seguendo con attenzione quanto si sta verificando, e domani saranno a Piancastagnaio tecnici della Regione per una verifica della situazione e per dare supporto tecnico alla amministrazione comunale. Da diversi mesi l’attività sismica nella zona amiatina è in preoccupante aumento, ed è di ieri la notizia (la riportiamo a pagina VII della cronaca)che sono in arrivo gli assegni per le famiglie evacuate dopo il sisma del 1 aprile, sul versante senese dell’Amiata, che provocò solo a Piancastagnaio danni alle cose per un valore stimato di circa venti miliardi di lire. La delibera è all’ordine del giorno della prossima giunta regionale.

 

Sconti e piscine? Ridateci piuttosto quello che prendete dalle bollette e chiudete la baracca

paperone egp_medioE’ di ieri, 7 marzo, la notizia della firma di un ennesimo “protocollo” con Enel Green Power di cui la regione Toscana, a cominciare dal presidente Rossi all’assessora all’ambiente (?) Fratoni, vanno orgogliosi perchè -sorvolando su tutte le criticità che denunciano i comitati da anni- hanno ottenuto forti sconti, non per le famiglie, ma per le piccole e medie imprese, che “possono” arrivare fino -addirittura- al 10%. 
In più l’Enel cala l’asso e ci mette non una, ma due piscine (ma saranno quelle che sono anni che si rivendono a ogni elezione? boh…).
Quando il testo sarà pubblico sapremo davvero cosa c’è dietro a cotanti annunci e squilli di tromboni; per adesso, rimanendo nel campo economico, possiamo certamente dire che l’Enel non regala niente a nessuno e neanche rende lontanamente quanto incassa dallo Stato con gli incentivi che paghiamo noi tutti, popolo bue, nelle bollette.
Se questo è l’affare, meglio che Enel chiuda baracca e burattini.
L’Amiata, di certo, ne avrà maggior guadagno!

Ripubblichiamo i conti aggiornati (scarica e vedi anche le slides del convegno di Colle del 20 marzo 2015) e pubblicati dal PRC di Santa Fiora.

Quanto ci costa la geotermia amiatina

Aggiorniamo la situazione sugli incentivi statali alle centrali geotermiche amiatine alla fine 2015, con qualche riflessione sulla situazione occupazionale dell’Amiata.

Ricapitoliamo i tipi di incentivi statali per la produzione di energia elettrica mediante fonte geotermica:

  1. Certificati verdi per le centrali costruite fino al 2012 (nel nostro caso PC3-PC4-PC5 e Bagnore 3).
  2. Tariffe incentivanti definite dal D.M. 6 luglio 2012 per le nuove centrali (nel nostro caso Bagnore 4).

Gli incentivi sono erogati in base alla produzione di energia elettrica di queste centrali; il loro valore viene definito di anno in anno secondo parametri che fanno riferimento al prezzo medio di cessione dell’energia elettrica.

I certificati verdi (CV) sono erogati per la produzione di 1 MWh di energia elettrica; il prezzo di ritiro, definito dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, è stato di 89,28 €/CV per il 2013, di 97,42 €/CV per il 2014 e di 100,08 €/CV per il 2015.

Le tariffe incentivanti hanno un meccanismo di calcolo diverso dai certificati verdi (vedi D.M. 6 luglio 2012); per quanto riguarda Bagnore 4, secondo i dati del 2015, l’incentivo è pari a 48,31 €/MWh.

Vediamo di calcolare quanti incentivi statali, (scaricati sulle bollette dei cittadini), sono stati erogati nel 2013, nel 2014 e nel 2015 alle centrali Enel dell’Amiata.

La produzione di energia elettrica delle centrali amiatine, secondo dati Enel, è stata nel 2013 di 521 GWh, per l’anno 2014 la produzione è stata 661 GWh . Nel 2015 si devono aggiungere i 300 GWh prodotti dalla nuova centrale Bagnore 4.

Anno 2013

Produzione: 521 GWh (PC3, PC4,PC5 e Bagnore 3)

Incentivi (Certificati verdi): 521.000 MWh x 89,28 €/CV = 46.514.880 €

Anno 2014

Produzione : 661 GWh (PC3, PC4,PC5 e Bagnore 3)

Incentivi (Certificati verdi): 661.000 MWh x 97,42 €/CV = 64.394.620 €

Anno 2015

Produzione : 663 GWh (PC3, PC4,PC5 e Bagnore 3) + 300 GWh (Bagnore 4)

Incentivi (Certificati verdi): 663.000 MWh x 100,08 €/CV = 66.353.040 €

Incentivi (Tariffa incentivante): 300.000 MWh x 48,31 €/MWh = 14.493.000 €

Quindi l’Enel ha incassato come incentivi statali più di 46,5 milioni di € nel 2013, circa 64,4 milioni di € per il 2014 e 80,8 milioni di € nel 2015.

Praticamente in 3 (tre!) anni ENEL “Green Power”, con i soli incentivi statali della geotermia (191,7 milioni!!! ndr) si è più che ripagata la centrale Bagnore 4, che è costata circa 130 milioni di €.

Oltre a questi incentivi annuali ci sono gli incassi derivanti dalla vendita dell’energia elettrica prodotta; il prezzo di vendita è variabile e, con buona approssimazione, può essere compreso nella fascia tra 50 e 65 €/MWh.

Una prima considerazione che si può fare è quanti salari annuali, con attività produttive più rispettose del territorio amiatino, si sarebbero potuti garantire con questi incentivi statali. Ipotizzando un costo lordo annuale di 40.000 € per ogni posto di lavoro si sarebbero potuti garantire 1163 occupati nel 2013 , 1610 occupati nel 2014 e 2021 occupati nel 2015. Altro che qualche decina di occupati all’Enel!!

Mentre l’Amiata si dibatte in una crisi occupazionale drammatica, i nostri amministratori si baloccano con la piscina geotermica gentilmente promessa dall’Enel e la piccola riduzione del prezzo dell’energia a qualche azienda, il tutto però a carico delle bollette elettriche pagate da tutte le famiglie italiane: il costo degli incentivi rappresenta circa 24% delle tariffe elettriche. Per le famiglie dell’Amiata oltre al danno economico vi è la beffa delle emissioni di Ammoniaca, Mercurio, Acido Solfidrico, Arsenico, Boro, Metano, Radon, ecc. che devono sorbirsi quotidianamente dalle torri di raffreddamento delle centrali amiatine.

Circolo PRC “Raniero Amarugi” di S.Fiora /Amiata

Santa Fiora, 1 marzo 2016

La montagna che non vuol morire. Il punto sulla situazione sanitaria

PINOCCHIO AMIATA LETTO MALATOL’accavallarsi delle notizie in merito alla geotermia toscana rischiano spesso di far dimenticare questioni che, seppure già assodate e ormai patrimonio delle popolazioni, continuano a rimanere fondamentali per comprendere la dura opposizione di comitati e cittadini alla geotermia, soprattutto sul monte Amiata.
Per questo è bene riprendere, aggiornandoli, gli aspetti più gravi legati alla questione sanitaria sul monte Amiata.

 

Le emissioni e gli effetti degli impianti geotermici variano notevolmente da zona a zona, a seconda sia della natura mineralogica del bacino geotermico, che delle tecnologie utilizzate. Pertanto non si può mai generalizzare.
Le altissime temperature, con cui risalgono in superficie i vapori, fondono di norma i minerali presenti, i cui elementi vengono rilasciati in atmosfera dalle centrali “flash”, come quelle in Amiata, di più vecchia generazione. Esse immettono, salvo quanto trattenuto in parte dai filtri, quantità rilevanti di mercurio, arsenico, anidride carbonica, idrogeno solforato ed altri elementi tossici.

tabella2Ancora da ulteriori recenti pubblicazioni scientifiche, il prof. Riccardo Basosi e del dott. Mirko Bravi (*), le emissioni della geotermia dell’Amiata rappresentano il 17,7% per l’ammoniaca e il 42,5% per il mercurio di tutte le emissioni italiane relative ai settori industriali(clicca sulla tabella per ingrandire)

Per quanto riguarda le emissioni climalteranti delle centrali geotermiche dell’Amiata, gli stessi ricercatori scrivono in un recente studio (**) che: dal punto di vista dell’ACP [potenziale di acidificazione], l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas. Gli alti valori dell’ACP del campo geotermico di Bagnore rispetto a quello di Piancastagnaio, sono connessi alla grande quantità di ammoniaca (NH3) presente nelle emissioni di Bagnore 3”.

Le molecole di ammoniaca contribuiscono alla formazione delle polveri sottili Pm10 e Pm 2,5; sono trasportate a molte decine di Km di distanza e in atmosfera subiscono varie reazioni chimiche. Sulle più autorevoli riviste scientifiche (***) americane è aperto un dibattito sia sul costo sanitario delle emissioni di ammoniaca, stimato di recente pari a 100 dollari al kg, che sulla convenienza o meno di incrementare le produzioni agricole interne per l’esportazione di cereali e carne che richiedono dosi notevoli di concimi ammoniacali.

L’ammoniaca è infatti universalmente riconosciuta come un precursore del particolato inorganico, i cui effetti pericolosi e nocivi per la salute umana sono ormai accertati da almeno un decennio. Le polveri sottili sono costituite chimicamente, per circa il 70%, da sali ammoniacali: Nitrato di Ammonio e Solfato di Ammonio. Mentre nelle città e nelle aree industriali gli ossidi di zolfo e di azoto vengono emessi dalle auto, dalle fabbriche e dagli impianti di riscaldamento, l’ammoniaca di solito proviene dalle attività agricole di concimazione e di allevamento del bestiame. In Italia anche dalla geotermia dell’Amiata.
Ciò nonostante, il danno sanitario alla popolazione non viene considerato. A denunciare tale situazione, come riportato nelle pubblicazioni citate, è il prof. Riccardo Basosi, che scrive: ”Paulot e Jacob, chimici dell’Harvard University, descrivono le modalità di interazione dell’NH3 in atmosfera per formare particelle nocive e calcolano che l’impatto sulla salute umana (secondo l’EPA) negli Stati Uniti è pari a 100 $ al kg di NH3 emesso in atmosfera. Il problema dell’ammoniaca è stato discusso nel 2014 anche da Eric Stokstad sulla rivista Science giungendo alle stesse conclusioni. A livello europeo, il CAFE aveva quantificato nel 2005 i danni generati dall’NH3 specifici per l’Italia in media pari a 20,5 euro/kg di NH3”.
Pertanto il costo sanitario annuo delle emissioni di ammoniaca dalle centrali geotermiche dell’Amiata, che sono ammontate nel 2010 a 4.334 tonnellate, è stimato solo per quell’anno in oltre 90 milioni di euro. Cifre simili vengono invece date al gestore degli impianti sotto forma di incentivi per le energie rinnovabili.

La Regione Toscana ha pubblicato nel ottobre 2010 uno studio epidemiologico del CNR per verificare i possibili danni alla salute dei residenti nei sedici comuni della Toscana, sede di impianti geotermici, situati in due differenti aree: quella tradizionale nei comuni di Pisa e di Siena di Larderello e Pomarance e quella dell’ Amiata. Tale studio è stato aggiornato nel 2012 ed è ancora oggi oggetto di revisione, ma non viene più aggiornato il suo Allegato 6, che nel 2010 ha accertato per 54 patologie che ci sono evidenti correlazioni statisticamente significative tra l’aumento dei casi accertati di tali malattie e le concentrazioni crescenti di mercurio, arsenico, acido solfidrico… …misurate nei paesi geotermici e prodotte in gran quantità anche dalle centrali geotermiche.

L’analisi dei dati forniti dallo studio epidemiologico del 2010 sull’inquinamento di aria, acqua e suolo, rilevati nelle due aree geotermiche, ha messo in evidenza diversità importanti tra le due aree geotermiche per la quantità e qualità degli inquinanti rilasciati in atmosfera.
Lo studio per gran parte degli effetti sanitari, tiene correttamente ben separate le due are geotermiche, mettendo in evidenza i risultati per zona e per popolazioni esposte, segnalando sostanziali diversità tra uomo e donna e per area geografica.
Dall’analisi dei dati prodotti in suddetti studi emerge che, per i tumori, nei maschi residenti nei comuni geotermici dell’Amiata si registra un eccesso statisticamente significativo del + 13% (2010) e +10% (2012).
Per tutti i tumori sono segnalati eccessi statisticamente significativi intorno al + 30% in diversi comuni.
Nonostante tali dati, le conclusioni sono state fatte sui dati complessivi delle due aree geotermiche, aggregando valori molto differenti tra loro e diluendo situazioni molto preoccupanti in violazione di molti autorevoli studi in materia, che denunciano (****) tali metodi errati di confondimento, cumulando dati ricavati su popolazioni diversamente esposte.
E’ peraltro accertato anche in studi successivi che non hanno rilevanza i presunti diversi stili di vita” delle popolazioni locali, inizialmente ipotizzati dalla Giunta della Regione Toscana.

 

Note:

(*) Il prof. Riccardo Basosi, ordinario di Chimica Fisica presso l’Università di Siena, è stato nominato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, tra i Rappresentanti italiani nel Comitato di Horizon 2020, Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020: http://www.dbcf.unisi.it/en/department/people/academic-staff/riccardo-basosi
Il dott. Mirko Bravi è laureato in Economia Ambientale e con PhD in Scienze Chimiche indirizzo Ambientale (ottenuto sotto la direzione del Prof. Enzo Tiezzi), è socio fondatore ed E.S.Co. & LCA-LCC Manager di LMS ENERGIA. La sua esperienza unisce aspetti della ricerca scientifica dell’industria e della finanza, con l’obiettivo di implementare nuove opportunità di sviluppo sostenibile.

(**) M. Bravi-R. Basosi, Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy, in “Journal of Cleaner Production”, 66 (2014), pp. 301-308
http://www.arpat.toscana.it/notizie/arpatnews/2014/12214/Bravi%20M%20Basosi%20R%20Environmental%20impact%20of%20electricity%20from%20selected%20geothermal%20power.pdf
http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0959652613007798

(***) Si segnalano due lavori:
–F.Paulot e D.J.Jacob, “Hidden Cost of U.S. Agricultural Exports: Particulate Matter from Ammonia Emissions” in Environmental science & technology, 2014, 48 (2), pp 903–908: 
http://pubs.acs.org/doi/abs/10.1021/es4034793
–Erik Stokstad, “Ammonia Pollution From Farming May Exact Hefty Health Costs”, in Science 17 January 2014: Vol. 343: 
https://www.sciencemag.org/content/343/6168/238.summary?related-urls=yes&legid=sci;343/6168/238

(****) Si segnalano diversi studi che denunciano l’opera di confondimento:
a) V.Gennaro, P.Ricci, AG.Levis, P.Crosignani. Epidemiology’s and epidemiologists’ vice and virtues: Vizi e virtù dell’epidemiologia e degli epidemiologi. Epi & Prev 2009; 33 (4-5), supp 2:49-56. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20124642
b) V.Gennaro, L.Tomatis. Business bias: How epidemiologic studies may underestimate or fail to detect increased risks of cancer and other diseases. Int J Occup Environ Health 2005;11:356–359:  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16350469
c) S.Parodi, V.Gennaro, M.Ceppi, PL.Cocco Comparison bias and dilution effect in occupational cohort studies. Int J Occup Environ Health 2007; Apr-Jun: 13 (2): 143-52:  http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17718170
d) Hernberg. ”Negative” results in cohort studies: how to recognize fallacies.SJWEH.1981; 7:121-6: http://www.sjweh.fi/show_abstract.php?abstract_id=2589
e) N.Pearce. Corporate influences on epidemiology. Int J Epidem 2008; 37(1):46-53: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18245050
f) N.Bailar. How to distort the scientific record without actually lying: truth, and the arts of science. Eur J Oncol 2006; 11(4):217-224.
g) D.Michaels. Doubt is their product. How industry’s assault on science threatens your health. Oxford  University Press 2008.