Monthly Archives: dicembre 2018

Geotermia. Esame della situazione e richiesta formale incontro-audizione al Governo della Rete NoGESI

La Rete nazionale NoGESI ha inviato una informativa sulla geotermia al Governo e la formale richiesta di un incontro-audizione della Rete stessa.

 

Riportiamo di seguito il testo:

 

 

On. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Luigi Di Maio, Vicepresidente del Consiglio e Ministro dello Sviluppo Economico
On. Matteo Salvini, Vicepresidente del Consiglio e Ministro dell’Interno
On. Sergio Costa, Ministro dell’Ambiente,
On. Giulia Grillo, Ministro della Salute,
On. Alberto Bonisoli, Ministro dei Beni e le Attività Culturali
On. Giancarlo Giorgetti, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
On. Davide Crippa, Sottosegretario di Stato al Ministero dello Sviluppo Economico
On. Vannia Gava, Sottosegretario di Stato All’Ambiente
On. Salvatore Micillo, Sottosegretario di Stato all’Ambiente
Dr.ssa Elena Lorenzini, Vice Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico

e per conoscenza a:
On. Dario Tamburrano, Sen. Luca Briziarelli, On. Federica Daga, On. Gabriele Lorenzoni, Cons. Emanuele Fiorini, Cons. Valerio Mancini, Cons. Andrea Liberati, Cons. Silvia Blasi

Oggetto: Geotermia.
La Rete Nazionale NOGESI (“No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante”) raggruppa a livello nazionale i molti comitati di cittadini ed associazioni ambientaliste contrari alla politica seguita dai precedenti governi sulla geotermia.
Nata nel 2012 a Bolsena, al centro delle regioni Toscana, Lazio ed Umbria ove la privatizzazione del settore voluta dal Governo Berlusconi IV (D.Lgs.22/2010 e D.Lgs.28/2011) aveva avviato l’iter autorizzativo per future centrali geotermoelettriche “pilota”, la Rete Nazionale si era saldata alle lotte popolari contro la geotermia tradizionale (“flash”) dell’Enel in Amiata (Toscana) e con i primi comitati di opposizione nel Lazio ed in Umbria (in particolare Castel Giorgio).
Gli echi stampa e le proposte della Rete Nazionale NOGESI al Governo a valle delle due giornate di mobilitazione nazionale contro la geotermia elettrica alla Camera dei Deputati (del marzo 2014 e del novembre 2015) sono indicati in allegato n.1 e n.2 (geo.879, geo.800a e geo.800b). Rendendosi conto della mobilitazione messa in campo dalla Rete Nazionale la Commissione VIII (Ambiente, Territorio e Lavori pubblici) e la Commissione X (Attività Produttive, Commercio e Turismo) della Camera dei Deputati ne richiedevano-in seduta congiunta- l’audizione il 19.01.2015 (allegato n.3-geo.678), oltre all’Enel e agli altri operatori attivati dalla predetta privatizzazione. Questi ultimi senza alcuna esperienza nel settore ed attratti solo dagli ingenti incentivi statali.
Nonostante qualche “apertura”, la Risoluzione finale del 14.05.2015 delle due Commissioni non centra i problemi denunciati dalla Rete Nazionale (allegato n.4-geo. 704). Noi l’abbiamo vissuta come un utile punto di partenza, purtroppo abortito. Ma oggi, nei confronti del nuovo Parlamento, ci è utile rammentarla come anche un nostro risultato positivo da cui avanzare. E infatti le iniziative negli anni prese dal MISE (anziché mesi, come voluto dal M5S) lasciano invariate le problematiche lamentate dai cittadini e dai loro comitati. E’ così che si incrudisce la lotta delle popolazioni in Toscana, Lazio ed Umbria (ed in Campania, con la bocciatura degli impianti pilota di Ischia(!) e Pozzuoli) con la discesa in campo dei sindaci dei siti prescelti dall’insediamento degli impianti geotermici pilota e tradizionali; in alcune località come a Castel Giorgio e Latera le lotte sono sostenute anche dai Consigli Regionali Umbria e Lazio, trascinati in particolare dai rappresentanti del M5S e della Lega.

Il Governo è in evidente difficoltà: dal 2011 non è stata realizzata alcuna centrale geotermica “pilota” e l’Enel con la sua tecnologia “flash” sente sempre di più opposizione ai suoi impianti che, in Toscana, non rispettano le vocazioni agricole e turistiche delle aree prescelte, oltre a creare problemi sanitari nei cittadini delle aree geotermiche (sono stati trovati livelli alti di mercurio e tallio nel loro sangue!): le aree geotermiche sono le più povere della Toscana e l’inquinamento da mercurio-provocato in Amiata dalle centrali geotermiche, via fiumi Paglia e Tevere- sta ormai invadendo il Centro Italia.

E così il Governo centrale indice a Firenze l’11.09.2017 sulla geotermia la più grande conferenza ministeriale di tutti i tempi che dovrà riunire rappresentanti del settore pubblico e privato per superare le barriere che hanno limitato finora la sua diffusione. Ma al di là delle pomposità della conferenza mondiale di Firenze gli “addetti ai lavori” confermano le criticità ed i rischi legati alle centrali geotermiche, come da anni i comitati denunciano.

E le “criticità” sono che (vedi allegato n. 5-geo.1726), secondo eminenti studiosi la produzione di gas climalteranti (in gran parte CO2) delle centrali flash dell’Amiata sono mediamente maggiori di quella di una centrale a metano, ed in alcuni casi vicina a quella di una centrale a carbone (e l’Enel a dire che nelle sue centrali geotermiche è assolutamente inevitabile che si emetta molta CO2!), le centrali pilota, con asserita totale re-immissione di gas nelle formazioni di provenienza, non riusciranno a farlo (è il parere di Enel, unica società in Italia con esperienza decennale nel settore geotermico) a causa dei troppo abbondanti gas disciolti nei fluidi geotermici tipici dell’Italia centrale (Toscana, Lazio e Umbria) con la conseguente produzione di inquinamento e gas climalteranti; non solo, ma la tecnologia flash dell’Enel emette idrogeno solforato e mercurio (anche uranio e tallio) per cui la stessa Enel sta cercando di parare il problema perché “la sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante!”. Ma c’è di più: nella recente apertura di un fascicolo di indagine contro Enel della Procura della Repubblica di Grosseto è emerso che a proposito dei filtri AMIS (per la riduzione dell’idrogeno solforato ed il mercurio) le goccioline di condensa nelle torri di raffreddamento provocano polveri sottili e ultrasottili che sono direttamente scaricate in atmosfera attraverso le stesse torri di raffreddamento. Cioè dato che circa 2/3 di fluido geotermico evaporano in atmosfera, circa 2/3 dei sali disciolti nel fluido geotermico vengono direttamente emessi in atmosfera, creando una fonte di inquinamento ancora più pericolosa che non le sostanze originarie, con evidenti riflessi sulla salute dei cittadini coinvolti.
E dell’importanza di ridurre gli impatti sui cambiamenti climatici per le loro conseguenze dirette sulla vita, i mezzi di sussistenza, il benessere, il tempo libero e le scelte delle persone, nonché la sicurezza e la salute della popolazione del pianeta, si è soffermato l’incontro internazionale di Katowice 2018 iniziato nei giorni scorsi, in quanto molti settori socio-economici sono direttamente dipendenti dalle condizioni climatiche e ne stanno già affrontando i cambiamenti: agricoltura, turismo, energia, salute, silvicoltura ne rappresentano alcuni esempi (Commissione Europea, 2013). E’ pertanto interesse del Governo ridurre la produzione di gas climalteranti prodotti dalla tecnologia geotermica “flash” e “pilota” e non incentivare tale scelta che ha effetti sul clima (vedi allegato n. 6- immagine a lato).

geo.2115

clicca per ingrandire

La questione della geotermia finisce anche al Parlamento Europeo per merito del gruppo M5S. L’on. Tamburrano denuncia che nelle centrali geotermiche italiane “a causa della tecnologia che esse adottano e delle caratteristiche dei fluidi geotermici presenti nel sottosuolo, le emissioni che rilasciano in atmosfera contengono sostanze altamente tossiche provenienti dalle profondità della Terra come arsenico, mercurio, acido solfidrico, ammoniaca, radon. I cittadini della zona e numerosi geologi denunciano inascoltati questa situazione da anni. Noi siamo al loro fianco”. (vedi allegati n.7-geo.1805, n. 8-geo.1977 e n. 9- geo.1978).

Finché intorno alla geotermia ruoteranno enormi interessi legati agli incentivi statali, nonostante le crepe mostrate, si continuerà imperterriti a sfruttare e devastare i territori. Per cui crediamo necessaria una seria e profonda riflessione sull’energia geotermica in Italia e se non sia il caso di indirizzare gli incentivi al settore delle pompe di calore (come recita la predetta Risoluzione Parlamentare del 2015, finora inapplicata, “a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano”) ed alla ricerca e sviluppo della cosiddetta “geotermia di terza generazione” (come gli scambiatori di pozzo (DBHE) e i generatori termoelettrici (TEG), come stanno facendo paesi all’avanguardia della tecnica come gli USA ed il Giappone, e ridurre o annullare gli incentivi alla geotermia ad alta e media entalpia.

Abbiamo voluto portare la nostra esperienza di anni di lotta contro le scelte dei Governi precedenti sulla geotermia, perché il nuovo Governo ne tenga conto e decida nell’interesse dei territori, dei cittadini e del Paese.

Pertanto ci mettiamo a disposizione sin da subito, chiedendo di essere ascoltati.

Distinti saluti,
Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI

7.12.2018

I comitati fanno informazione, i sindaci minacciano denunce (con i soldi degli altri?)

Il Tirreno 4 dicembre 2018

Ringalluzziti dal raduno pro centrali Enel di Larderello, ci vogliono portare in tribunale per “procurato allarme”. Peccato che gli stessi dati pubblici, gli scienziati e la magistratura si esprimano diversamente. Se questo è il confronto che vogliono lo faremo anche nei tribunali, ma (come fanno i comitati) che paghino le cause con i loro soldi e non con le casse pubbliche.

 

Il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini, afferma che sta lavorando con gli altri sindaci per avviare iniziative legali “forti” al fine di impedirci di “strumentalizzare il tema della salute pubblica” e invoca il reato di Procurato Allarme, scritto con lettere maiuscole per accentuare il suo pensiero, reato introdotto nel 1930 dal Codice Rocco, a cui tutti i democratici sono particolarmente legati. Lui parla di una “inesistente questione sanitaria” e chiude sollecitando gli altri sindaci: “dobbiamo intraprendere azioni legali anche insieme”, facendo intendere con i soldi della collettività.
Questi signori così disponibili alla libera espressione delle idee e al confronto civile di opinioni anche molto differenti, debbono sapere diversi fatti, che di seguito elenchiamo, per evitare di spendere inconsapevolmente e inutilmente soldi pubblici al solo fine di intimorire i loro avversari, perché potrebbero rispondere delle loro azioni personalmente davanti alla Corte dei Conti.

Questi i dieci fatti, che ci fanno sostenere che siamo in buona compagnia:

1-il CNR di Pisa, nel 2010, comparando i dati sanitari standardizzati, ha registrato un eccesso di mortalità negli uomini del +13% tra i residenti dei Comuni geotermici, sia nei confronti dei comuni limitrofi, sia nei confronti di quelli regionali, supposti pari a quelli attesi, collegandolo alle concentrazioni crescenti di diversi inquinanti emessi anche dalle centrali geotermiche e misurati nei vari comuni, come dimostra in modo chiarissimo l’Allegato 6 al suddetto Studio dal titolo significativo “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali
e dati sanitari” . Tali eccessi in diversi comuni raggiungono per i tumori negli uomini il + 30%. A pag.162 dello Studio, nel paragrafo 6.2, dal titolo significativo: “Considerazioni sui risultati delle analisi della Mortalità” si legge che: “Negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia al riferimento generale”. ARS e ARPAT non hanno saputo fino ad oggi individuare le cause di tali eccessi e non hanno saputo spiegare come mai il precedente Studio (1) dell’Istituto Superiore della Sanità dimostra che tali eccessi negli anni ‘80 in Amiata non esistevano. I molti studi di carattere sanitario, commissionati dalla Regione allo scopo di tranquillizzare, non hanno trovato ad oggi nessuna relazione. Dall’ultimo aggiornamento dello Studio InVetta emerge che il 64% delle persone sottoposte alle analisi risulta avere almeno un metallo pesante superiore ai valori di riferimento SIVR. Ciò nonostante, in questi anni sono stati in molti, dal presidente Rossi a diversi Sindaci ad attribuire tali eccessi di mortalità agli stili di vita, all’alimentazione, all’alcol, al tabacco, a Venere…, ma, sia l’ARS, che l’ha dimostrato analiticamente, sia tutti i residenti sanno che gli stili di vita dagli anni ‘80 agli anni 2000 non si sono affatto modificati e non sono particolari; è solo aumentata la potenza installata delle centrali geotermiche.
(1) G.A. Zapponi in “Geotermia e risorse naturali”, 1996, ed. LARAS, Comune di Piancastagnaio.

2- l’ENEL Green Power ha già tentato di far condannare dal Tribunale di Grosseto in ambito civile un attivista di SOS Geotermia, accusato dalla stessa ENEL G.P. di aver scritto che le emissioni geotermiche in Amiata erano costituite da sostanze inquinanti, pericolose per la salute pubblica. Il Tribunale ha scagionato il nostro compagno e ha condannato l’ENEL Green Power a pagare tutte le spese processuali;

3- la Procura della Repubblica di Grosseto ha aperto un fascicolo di indagini, iscrivendo l’Amministratore Delegato di ENEL Green Power, ing.Montemaggi, quale persona informata delle indagini a suo carico, per l’ipotesi di reato di emissioni fuori norma delle centrali di Bagnore di Santa Fiora. Il procedimento è in corso davanti al GIP;

4- il Prof.Riccardo Basosi, nominato dal Ministro della Ricerca quale rappresentante italiano nel Comitato di Horizon 2020, Programma della ricerca europea per le tecnologie energetiche, ha scritto in QualEnergia, giugno 2015: “Dal punto di vista del potenziale di acidificazione (ACP), l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone di pari potenza elettrica. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas”. E’ a tutti noto che le centrali a carbone sono le centrali più inquinanti e pericolose per la salute pubblica;

5- La Risoluzione 8-00103, votata all’unanimità il 15 aprile 2015 dalle Commissioni parlamentari VIII – Industria e Attività produttive (presidente On.Epifani) e X “Ambiente” (presidente On.Realacci), chiede al Governo esattamente quello che questi sindaci stanno contestando, cioè di “assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”, giustificando questo suo indirizzo, solo oggi in via di elaborazione al MISE, poiché ripetutamente sollecita che: “si tenga conto in particolare delle implicazioni che l’attività geotermica comporta relativamente al rischio di inquinamento delle falde, alla qualità dell’aria, all’induzione di micro sismicità”. Quelle due Commissioni avevano ascoltato in precedenti audizioni diversi scienziati;

6- il Parlamento Europeo ha segnalato la necessità di limitare i contributi pubblici alle tecnologie geotermiche più inquinanti;

7- la maggioranza dei Comuni geotermici e Comuni confinanti, consultati dalla Regione Toscana al fine di definire quali siano le Aree Non Idonee alla geotermia del loro territorio, hanno deliberato che il 100% del proprio territorio NON è idoneo a sopportare impianti geotermici a media e alta entalpia. Tali Comuni alla data del 15.4.2018, sono ben 28 su 44, tra cui diversi Comuni definiti Geotermici. Sono tutti allarmisti?

8- la Regione Toscana, avendo ricevuto dal Parlamento italiano la delega a stabilire i limiti di emissione per le centrali geotermoelettriche, ha ritenuto di fissare tali limiti con la Delibera di Giunta Regionale n. 344/2010, ma nel riportare i limiti di emissione premette che “…tali valori non costituiscono riferimenti per la tutela sanitaria, ma sono limiti tecnologici stabiliti sulla base delle “migliori tecniche disponibili” e in relazione alle caratteristiche dei fluidi utilizzati”. Ciò significa che il non superamento dei valori di emissione non garantisce affatto la tutela sanitaria;

9- nella stessa Delibera GR Toscana n. 344/2010 è scritto: “I livelli di emissione di ammoniaca sono estremamente significativi e rappresentano per importanza, dopo l’agricoltura, la seconda sorgente regionale di emissione per questo inquinante. A pagina 33, paragrafo 3, si legge relativamente alla ammoniaca: “La riduzione delle emissioni di questo inquinante è importante soprattutto perché, tra l’altro, l’ammoniaca partecipa alla formazione della componente inorganica del PM10 secondario sotto forma di solfati e nitrati di ammonio”. A Pagina 37 si fa notare: “come queste emissioni siano concentrate essenzialmente nell’area dell’Amiata, dove l’emissione specifica di NH3 per centrale è di circa 620 tonnellate [all’anno, n.d.r.] contro le 100 tonnellate nell’area tradizionale Val di Cornia, le 120 tonnellate nell’area Travale-Chiusdino e le 160 dell’area tradizionale Larderello. I dati mostrano chiaramente come le Centrali nell’area Amiata presentino emissioni specifiche di ammoniaca decisamente superiori a quelle di tutte le altre zone geotermiche. L’attuale tecnologia degli impianti geotermoelettrici non consente di ridurre in maniera significativa le emissioni di ammoniaca. Lo stesso AMIS ha un effetto parziale al momento non quantificabile rispetto all’emissione complessiva”.
A pag. 58: si delineano scenari riguardanti, tra le altre, le emissioni di mercurio e si afferma come “l’area amiatina rappresenta di gran lunga la maggior fonte di emissione di questo inquinante”;

10- nel parere con prescrizioni all’esercizio della centrale di Bagnore 4, a firma del dr. Spagnesi, dirigente della USL, si legge “…Si precisa che per i valori totali degli elementi chimici tossici si deve perseguire l’obiettivo di minimizzare la loro presenza sia in termini di concentrazione che di carico di massa. Gli attuali limiti di legge (Dlgs 152/2006 allegato 5 Tabella n.1) previsti per le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) nel suolo, sottosuolo e acque sotterranee per la destinazione d’uso di verde pubblico, privato e residenziale non devono essere considerati un limite auspicabile. Ciò che dobbiamo perseguire è la minimizzazione della contaminazione ambientale”.

Rattrista e fa indignare vedere come amministratori eletti per tutelare gli interessi e la salute dei cittadini, i loro territori e l’ambiente, assumano posizioni antiscientifiche, antieconomiche e anche contro il buon senso, senza rendersi conto che la geotermia industriale, inquinante e speculativa, che porta alla monocoltura, è ormai alla fine; è solo questione di tempo. Prolungarne la vita solo grazie agli incentivi pagati sulle bollette serve solo a prolungarne l’agonia e fare ulteriori e gravi danni alla salute e ai territori.

SOS Geotermia, aderente alla Rete NoGESI


Leggilo su:

Amiatanews.it

StampToscana.it

“SEGUI I SOLDI”, PER QUESTA VOLTA NON PARLIAMO DI SALUTE

Aiutiamo i sindaci, consiglieri, onorevoli geotermici: la geotermia non conviene. Perchè allora trova sostenitori tra i rappresentanti eletti dei cittadini? Possibile non conoscano “i numeri” della geotermia?

 

 

 

Con la scomparsa degli incentivi alla geotermia nella bozza di decreto FER1 che è in itinere stiamo assistendo ai peana dei sindaci geotermici, di alcuni consiglieri regionali, di qualche parlamentare e del presidente della Toscana Rossi, che continuano a “dare i numeri” sui disastri che tale decreto causerebbe.

Oggi vogliamo, solo per un attimo, accantonare le ricadute sulla salute e sull’ambiente e fare due conti sui soldi e sui posti di lavoro.

Cercheremo di capire (e far capire ai paladini della geotermia) come funziona il meccanismo economico della geotermia, armatevi di santa pazienza e seguiteci…

A. QUALI SONO GLI INCENTIVI DI CUI BENEFICIA LA GEOTERMIA INDUSTRIALE (fino ad oggi solo Enel):

Gli incentivi statali attuali per la produzione di energia elettrica con la geotermia sono di 2 tipi:
1) Ex Certificati verdi per le centrali costruite fino al 2012;
2) Tariffe incentivanti definite dal D.M. 6 luglio 2012, aggiornato dal D.M. 23 giugno 2016, per le nuove centrali.

B. COME SI CALCOLANO GLI INCENTIVI -il riferimento è all’anno 2016 di cui si hanno tutti i dati-:

Gli incentivi sono erogati in base alla produzione di energia elettrica delle centrali; il loro valore viene definito di anno in anno secondo parametri che fanno riferimento al prezzo medio di cessione dell’energia elettrica.

CALCOLO DELL’INCENTIVO EX CERTIFICATO VERDE (CV)
Dal 2016, come previsto dal Decreto Ministeriale 6 luglio 2012, il meccanismo dei Certificati Verdi (CV) è sostituito da una nuova forma di incentivo. I soggetti che hanno già maturato il diritto ai CV (titolari di impianti a fonti rinnovabili) conservano il beneficio per il restante periodo agevolato, ma in una forma diversa. Il nuovo meccanismo, infatti, garantisce sulla produzione netta di energia la corresponsione di una tariffa in euro da parte dello Stato aggiuntiva ai ricavi derivanti dalla valorizzazione dell’energia.

L’incentivo, anche detto tariffa incentivante, viene così calcolato:
I = k x (180 – Re) x 0,78
L’incentivo (I) è dunque commisurato al prodotto tra il coefficiente (k) e la differenza tra il valore di riferimento di un CV (180 euro/MWh) ed il prezzo di cessione dell’energia (Re); il tutto moltiplicato per 0,78. (Fonte GSE)
Il coefficiente k per le centrali in funzione prima del 2007 è pari a 1 mentre per le centrali geotermiche entrate in funzione dopo il 2007 vale 0,9; il prezzo di cessione dell’energia Re per il 2016, calcolato dall’ Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA), è 42,38 €/MWh .

CALCOLO INCENTIVO CENTRALI COSTRUITE DOPO IL 2012 (1)
Per le centrali ad alta entalpia costruite dopo il 2012 il meccanismo di calcolo dell’incentivo fa riferimento al D.M. 6 luglio 2012 aggiornato dal D.M. 23 giugno 2016 (2). In questo caso si parte dalla Tariffa incentivante (Tb + Pr) definita in base alle caratteristiche della centrale ed a questa deve essere sottratto il valore orario del prezzo zonale (Pz) dell’energia immesso in rete. Nel calcolo successivo invece che Pz si fa riferimento al prezzo medio annuale Re definito dall’Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA). Nei decreti citati, vedi estratto sotto, sono specificati i meccanismi di calcolo delle tariffe incentivanti e dell’incentivo.
Nel caso di Bagnore 4, in Amiata, la tariffa incentivante è pari a 99 €/MWh quindi l’incentivo è:
Inuovo = Tb + Pr – Re = 99 €/MWh – 42,38 €/MWh = 56,62 €/MWh.

C. PRODUZIONE NETTA DI ENERGIA NELLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE ENEL NEL 2016 (Fonte: Enel )

La produzione netta delle centrali Enel nell’Anno 2016 è stata di 5.836,384 GWh così ripartita:
1) 4.986,151 GWh nelle centrali entrate in funzione prima del 2007
2) 513,251 GWh nelle centrali entrate in funzione tra il 2007 e il 2012
3) 336,982 GWh nella centrale costruita dopo il 2012 (BAGNORE 4)

D. INCENTIVI STATALI EROGATI NELL’ANNO 2016

Sulla base dei meccanismi di calcolo definiti nel punto B, gli incentivi per le tre tipologie di centrali sono i seguenti:
1) 107,344 €/MWh per le centrali entrate in funzione prima del 2007
2) 96,61 €/MWh per le centrali entrate in funzione tra il 2007 e il 2012
3) 56,62€/MWh per la centrale costruita dopo il 2012 (BAGNORE 4)

Quindi il valore degli incentivi è :

1) 4.986.151 MWh X 107,344 €/MWh = 535.233.393 € +
2) 513.251 MWh X 96.61 €/MWh = 49.585.179 € +
3) 336.982 MWh X 56,62 €/MWh = 19.079.921 € +

TOTALE INCENTIVI = 603.898.493 €

E. RICAVI DALLA VENDITA DELL’ENERGIA ELETTRICA

Oltre agli incentivi statali l’Enel incassa altri denari dalla vendita dell’energia eletrrica.
Facendo riferimento al valore medio di cessione definito dall’AEEG (ora ARERA) che per il 2016 è stato pari a 42,38 €/MWh, l’Enel ha ricavato dalla vendita dell’energia elettrica prodotta:

42,38 €/MWh x 5.836.384 MWh = 247.345.954 €

F. QUANTO COSTA REALMENTE L’ENERGIA GEOTERMOELETTRICA (2016):

Sommando quindi gli INCENTIVI e la VENDITA dell’energia, il RICAVO COMPLESSIVO dell’Enel per il 2016 è stato pari a:

603.898.493 + 247.345.954 = 851.244.447 €

Il COSTO REALE dell’energia geotermoelettrica è quindi:
851.244.447 € : 5.836.384 MWh = 145,85 €/MWh

mentre il valore medio definito dall’ Autorità per l’energia e il gas (ex AEGG ora ARERA) è:
42,38 €/MWh

cioè L’ENERGIA GEOTERMICA COSTA PIU’ DEL TRIPLO!!!

F) INCENTIVI E POSTI DI LAVORO

Attualmente gli occupati in Toscana nel settore geotermoelettrico sono i seguenti:

Occupati ENEL (al 31 /12 /2016): 688
Occupati nell’indotto, prendendo per buoni i numeri dati dall’Enel nel 2016: oltre 1000
TOTALE: circa 1700 posti di lavoro
-considerando gli incentivi, costano 603.898.493 : 1700 = 355.234 € ciascuno

QUANTI STIPENDI SI POTREBBERO PAGARE CON QUESTI INCENTIVI
Ipotizzando un costo lordo annuo di 50.000 € per ogni posto di lavoro, si potrebbe, con i soli incentivi geotermici del 2016, garantire l’occupazione in attività più rispettose dell’ambiente a:
(Incentivi Geotermici) 603.898.493 € : 50.000 € = 12.078 POSTI DI LAVORO!

Si potrebbero anche incentivare i piccoli impianti fotovoltaici/pompe di calore per l’autosufficienza energetica…

G) SOLDI AGLI ENTI LOCALI DALLA GEOTERMIA

I contributi sono di 2 tipi:
1) Quelli previsti dalle leggi nazionali (D.L. 11 febbraio 2010 N.22)
2) Le compensazioni ambientali previsti dal protocollo d’intessa Enel- Regione Toscana del 2007

1) Contributi agli enti locali per lo sfruttamento della risorsa geotermica (articolo 16 del D.L. 11 febbraio 2010 N.22)

Canone annuo per la ricerca geotermica: 325 €/Km² alla regione
Canone annuo concessione geotermica: 650 €/Km² alla regione
Questi canoni vengono aggiornati annualmente tenendo conto del 100% dell’indice Istat.

Contributo ai comuni della concessione per la produzione di energia elettrica: 1,3 €/MWh
(Il 60% del contributo viene dato al comune sede di centrali, il resto ripartito tra gli altri comuni della concessione in base alla percentuale di territorio). L’energia elettrica prodotta nel 2016, dalle centrali Toscane, è stata 5.836.384 MWh quindi il contributo ai comuni è: 5.836.384 x 1,3 € = 7.587.299 € complessivi.

Contributo alla regione Toscana per la produzione di energia elettrica: 1,95 €/MWh.
Le concessioni geotermiche della Toscana sono complessivamente 492,95 Km² quindi il canone annuo da versare alla regione è: 492,95 Km² x 650 x 1,081* € = 346.371 € (* 1,081 rappresenta l’aggiornamento Istat rispetto al 2010)
Il contributo alla regione per energia prodotta nel 2016 è:
5.836.384 x 1,95 € = 11.380.949 €.

2) Compensazioni ambientali previste nell’accordo Enel – Regione Toscana

In base al protocollo d’intesa del 2007, l’Enel verserà ai comuni interessati dalle concessioni 650.000 € per ogni MW aggiuntivo rispetto all’esistente a titolo di compensazioni ambientali (articolo 4). Queste compensazioni sono ripartite in 10 anni ed il 60% è destinato al comune sede della nuova centrale.
Nel protocollo è previsto un ulteriore stanziamento a favore della regione, per iniziative varie, pari a 1.250.000 € per ogni MW aggiuntivo (articolo 5).
La potenza delle nuove centrali installate dopo il 2007 è 120 MW.
Quindi per queste nuove centrali, l’Enel verserà ai comuni della concessione complessivamente 78.000.000 € (7.800.000 € all’anno per 10 anni) e alla regione complessivamente 150.000.000 € (15.000.000 € all’anno per 10 anni) .

TOTALE INCASSATO NEL 2016 DAGLI ENTI LOCALI (Regione e Comuni)

Escludendo gli incassi derivanti dai canoni dei permessi di ricerca, sommando quindi: 1.Contributi e 2.Compensazioni, nell’anno 2016, il totale complessivo è il seguente:
Canone concessioni + Contrib. comuni + Contrib. regione + Compens. comuni + Compens. Regione = 346.371 € + 7.587.299 € + 11.380.949 € +7.800.000 € + 15.000.000 € = 
TOTALE ANNO 2016 = 42.114.619 € 

H. MA CHI PAGA GLI INCENTIVI ELARGITI DALLO STATO?

Gli incentivi per le centrali geotermiche sono prelevati dalle bollette elettriche pagate dai cittadini sotto la voce “oneri di sistema”.
La voce “oneri di sistema” relativa alle fonti energetiche rinnovabili, tra le quali è compresa la geotermia, si chiama “A3”.
Negli ultimi anni questa voce ha rappresentato una percentuale compresa tra il 19% e il 25% della bolletta di una famiglia media.

Questi sono i CONTI reali, al netto di possibili imprecisioni dovute al fatto che chi si batte nei comitati contro la geotermia non nasce esperto del settore, ma si è dovuto, nel tempo, documentare e studiare i dati.
Se ci siamo riusciti noi, ci chiediamo come è possibile che i nostri amministratori, i nostri sindaci, il presidente Rossi, non conoscano questi dati?
Con uffici tecnici e personale certo più preparato di noi dovrebbero da tempo sapere da dove vengono e dove vanno i soldi e a chi conviene davvero la geotermia industriale: perchè non mettono a conoscenza i cittadini che li hanno eletti degli enormi flussi di denaro che ruotano intorno alla geotermia??
Ci smentiscano con i dati oppure chiedano scusa, cambino rotta e si impegnino per la CHIUSURA delle centrali geotermoelettriche inquinanti e speculative come da anni chiedono comitati e cittadini.

Il giudice Giovanni Falcone usava dire “Segui i soldi”, noi aggiungiamo “…e capirai”.

Sos Geotermia


NOTE:
1) PRECISAZIONE SUL CALCOLO INCENTIVO CENTRALI COSTRUITE DOPO IL 2012

Nei calcoli che abbiamo fatto l’incentivo viene calcolato facendo riferimento al prezzo medio di cessione annuale dell’energia Re definito da ARERA nel 2016 invece che Pz quindi l’incentivo calcolato è approssimato, ma comunque reale.
Il meccanismo di calcolo dell’incentivo, a partire dalla tariffa incentivante prevista per le centrale costruita dopo il 2012, è in realtà più complesso di quello utilizzato in questo documento perché fa riferimento alla quotazione oraria dell’energia prodotta in quella zona. Qui di seguito è riportato parte della Tabella 1 del D.M. del MISE del 23 giugno 2016 relativa alla procedura di calcolo:
Il GSE provvede per ciascun impianto alla determinazione dell’incentivo Inuovo sulla base dei dati della produzione di energia elettrica netta immessa in rete e dei prezzi zonali orari, applicando per gli impianti nuovi la seguente formula:
Inuovo= Tb + Pr – Pz
dove:
* Tb è la tariffa incentivante base ricavata per ciascuna fonte e tipologia di impianto dalla tabella 1.1 nonché, qualora l’impianto abbia partecipato con esito positivo a una procedura d’asta, ridotta della percentuale aggiudicata nella medesima procedura;
* Pr è l’ammontare totale degli eventuali premi a cui ha diritto l’impianto;
* Pz è il prezzo zonale orario, della zona in cui è immessa in rete l’energia elettrica prodotta dall’impianto.
Nel caso in cui il valore dell’incentivo risulti negativo:
a) * esso è posto pari a zero per gli impianti che accedono agli incentivi a seguito di partecipazione alle procedure d’asta;
b) * per gli altri impianti, il valore è mantenuto negativo e il GSE effettua gli opportuni conguagli nell’ambito della liquidazione degli importi, con le modalità di cui all’articolo 22
del DM 6 luglio 2012.

2) ESTRATTI DAI D.M. 6 LGLIO 2012 e D.M. 23 GIUGNO 2019
TARIFFE INCENTIVANTI BASE (Tb) IN VIGORE DAL 2012 (Previste dal D.M. 6 luglio 2012 e aggiornate con D.M. 23 giugno 2016):

POTENZA CENTRALE
GEOTERMOELETTRICA (P) – KW 1<P≤1.000 1.000<P≤5.000 P>5.000

VITA UTILE DEGLI IMPIANTI – Anni 20 25 25

TARIFFA INCENTIVANTE BASE – €/MWh 134 98 84

PREMI PER L’USO DI TECNOLOGIE AVANZATE (Pr) (D.M. 23 giugno 2016 art.20 comma 1)
Le tariffe base sono incrementate di:
> 30 €/MWh in caso di totale reiniezione del fluido nella stessa formazione di origine
> 30 €/MWh per i primi 10 MW di impianti in nuove concessioni di coltivazione geotermica
> 15 €/MWh per impianti ad alta entalpia che abbattono il 95% di idrogeno solforato e mercurio.

TARIFFA INCENTIVANTE PER CENTRALI BINARIE MEDIA E ALTA ENTALPIA (D.M. 23 giugno 2016 art.20 comma 2)
Oltre alle tariffe incentivanti viste in precedenza (con i relativi premi), è prevista una tariffa incentivante specifica per centrali a media entalpia (max 151°C) o alta entalpia che utilizzano tecnologie avanzate non ancora pienamente commerciali (n.d.r. Centrali Binarie)
Questa tariffa è di 200 €/MWh per la media entalpia (max 151°C) ed è garantita per 25 anni.
Se la temperatura del fluido è superiore a 151°C la tariffa viene ridotta di 0,75€/MWh per ogni grado superiore a 151°C.