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Mercurio e centrali geotermiche. Quando la toppa è peggio del buco

Aggiornamento importante 26/4/2017

A seguito dei nostri comunicati sull’incidenza delle centrali geotermiche nell’inquinamento da mercurio, riceviamo e pubblichiamo una informativa dell’Autorità di bacino del Fiume Tevere che ribadisce che le emissioni delle centrali geotermiche in Amiata sono indicate tra le sorgenti di inquinamento di mercurio del bacino del Paglia-Tevere:

si riscontra alla Vs. comunicazione e-mail informandoVi di aver disposto la pubblicazione sul sito istituzionale della scrivente Autorità di bacino, al link http://www.abdac.it/index.php/it/content_page/17-eventi/147-attivita-di-monitoraggio-del-mercurio, la seguente news/informativa che si riporta integralmente qui di seguito per opportuna conoscenza:

“In relazione ai diversi comunicati diffusi on-line sulla problematica, si ricorda
che è attivo dal settembre del 2016 presso lʼAutorità di bacino un tavolo di
coordinamento tra le Regioni Lazio, Umbria e Toscana, al quale lʼAutorità
assicura la trasmissione di ogni segnalazione da parte dei soggetti interessati
per le valutazioni delle Strutture competenti.
Il tavolo ha già licenziato un Piano di indagine per la verifica della
contaminazione da mercurio nel sistema fluviale Paglia-Tevere (scarica il Piano)
Con riguardo alla valutazione della componente della geotermia lo stesso Piano
dʼindagine afferma che : ”Occorre segnalare che il mercurio ha anche altre fonti
di emissione attive nel territorio amiatino, connesse agli usi geotermici delle
acque sotterranee, e che, per la sua volatilità, esistono fenomeni di ampia
diffusione a livello globale, tanto che nel 2013 è stata firmata la Convenzione
internazionale di Minamata sul Mercurio, per contenere lʼemissione di questo
metallo nellʼambiente, convenzione non ancora entrata in vigore per mancata
ratifica da parte di un numero sufficiente di stati. LʼItalia è tra i firmatari, ma non
ha ancora ratificato lʼaccordo”.
I dati e le informazioni che risulteranno dal programma di esecuzione del
suddetto Piano dʼindagine saranno resi pubblici e disponibili nel sito
istituzionale dellʼAutorità a conclusione della prima fase operativa.
Si ricorda anche con lʼoccasione che nel corso delle attività della prima fase del
Piano dʼindagine sono previsti ulteriori particolari momenti di partecipazione
pubblica che saranno tempestivamente promossi e divulgati, il primo dei quali
si è già svolto il 9 gennaio u.s. presso la Sala Consiliare di Orvieto (http://www.abdac.it/index.php/it/indagine-mercurio)”.

Ufficio di Segreteria Particolare – Autorità di bacino del Fiume Tevere


Comunicato stampa 23/4/2017

A seguito dei recenti convegni che la rete NoGESI ha organizzato ad Orvieto, Abbadia S.SalvatoreAcquapendente in merito all’inquinamento da mercurio del fiume Paglia, l’Enel il 19 aprile us con un comunicato (vedi sotto) si è evidentemente sentita in dovere di rispondere (ad “alcuni soggetti”). Ma la toppa, come spesso accade, è peggio del buco, come di seguito illustriamo.

 

L’Enel scrive che i nuovi impianti AMIS di abbattimento del Mercurio installati di recente nelle centrali geotermiche dell’Amiata consentono di abbattere la quasi totalità di tale inquinante e che le centrali dell’Enel non c’entrano con l’inquinamento accertato del fiume Paglia, che arriva al Tevere e fino al mar Tirreno.

Intanto c’è da prendere atto che l’ENEL ci dà indirettamente ragione ad aver sollevato molti anni fa il problema della nocività delle emissioni geotermiche in Amiata, se è vero che ha dovuto investire molto in 34 nuovi impianti per ridurre gli inquinanti a quel “quasi tutto”. Se non ci fosse stato l’allarme lanciato da semplici cittadini, si sarebbe continuato ad emettere quanto è stato documentato negli anni scorsi.

Ma che fine hanno fatto le tonnellate di Mercurio emesse quando gli impianti Amis non erano installati?
Ed oggi, quando tali impianti sono fuori servizio, il che succede spesso, quanto Mercurio esce?

Per gli ingegneri dell’ENEL la legge della conservazione delle masse sembrerebbe che non esista più. Hanno forse dimenticato che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma?

Queste sono le emissioni annuali, riferite agli anni 2007-2009 di alcuni inquinanti rilasciati in atmosfera dalle centrali geotermiche e misurate nel flusso di massa da ARPAT (nota del Dip. ARPAT di Siena del 12.5.2011 Prot. n° 32765): Acido solfidrico 2.799 t/a, Mercurio 889,14 kg/a Arsenico 28,97 kg/a, Ammoniaca 2.460 t/a.

Come si vede le quantità annue sono nell’ordine delle tonnellate, cioè 1.000 chilogrammi, uguale a 1 milione di grammi o ad 1 miliardo di milligrammi, 1.000 miliardi di microgrammi. E poiché per inquinare le acque potabili basta 1 microgrammo di Mercurio per litro, una sola tonnellata di Mercurio è in grado di avvelenare 1.000 miliardi di litri d’acqua, una quantità enorme, ben oltre le portate di qualunque sorgente e, purtroppo, è documentato dall’Allegato 6 allo Studio epidemiologico del CNR di Pisa del 2010 che nei paesi dell’Amiata al crescere delle concentrazioni di Mercurio misurate in quei paesi, crescono vertiginosamente le morti in un relazioni statisticamente significative, perché una parte di quel Mercurio è trattenuto anche dai corpi umani in gravissima sofferenza.

Oggi l’Enel afferma che esce solo “vapore acqueo per oltre il 99,5%”, ma non ci dice quanto è grande quel cento! 
Quando quel cento si misura in metri cubi con moltissimi zeri, allora quel 0,5% assume valori preoccupanti. Le attuali emissioni di Mercurio dalle centrali geotermiche del campo di Bagnore a Santa Fiora (con tutti gli impianti di abbattimento in funzione) secondo quanto misurato da Arpat sono pari a circa 10 grammi ogni ora. Vale a dire una quantità di Mercurio che rende non potabile (cioè sopra ai limiti di legge) una quantità di acqua pari a 10 milioni di litri all’ora o 10 mila metri cubi all’ora.

D’altra parte basta osservare quanto pubblicato in prestigiose riviste (e mai smentito), dal prof.Riccardo Basosi, docente all’università di Siena e rappresentate italiano in U.E. per le innovazioni tecnologiche in ambito energetico: dalle centrali dell’Amiata esce in atmosfera il 42,5% di tutto il Mercurio emesso da tutte le industrie in Italia (vedi tabella 2 sotto) ed è, anche per questo, che afferma che le centrali geotermiche in Amiata inquinano più delle centrali a carbone di pari potenza. Ma l’Enel le chiama pulite.

 

Comunicato Enel Green Power del 19/4/2017

MERCURIO, ENEL GREEN POWER: “TOTALE ININFLUENZA DEL MERCURIO DA COLTIVAZIONE GEOTERMICA SU RETICOLO IDROGRAFICO PAGLIA”

In riferimento agli ultimi dati diffusi da alcuni soggetti, in base ai quali il fiume Paglia avrebbe concentrazioni di mercurio superiori ai limiti di legge a causa delle centrali geotermiche, Enel Green Power smentisce nella maniera più categorica e precisa anzitutto che gli impianti AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato), installati su tutte le 34 centrali geotermiche toscane, consentono di abbattere la quasi totalità del mercurio e dell’H2S, tanto che dalle torri di raffreddamento esce vapore acqueo per oltre il 99,5% e ogni emissione di gas incondensabili, sostitutiva peraltro di emissioni naturali, è costantemente monitorata e molto al di sotto dei limiti di legge. I quasi 6 miliardi di kWh prodotti in Toscana consentono infatti di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 2.500 milioni di tonnellate di CO2 annue e di evitare l’utilizzo di 1,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.
Per quanto riguarda il mercurio, a seguito di cinque anni di monitoraggi, è acclarata la totale ininfluenza delle ricadute di mercurio da coltivazione geotermica sul reticolo idrografico che attraversa i territori delle centrali geotermiche per confluire nel fiume Paglia. Con le autorizzazioni degli ultimi anni per il riassetto di Piancastagnaio e per la costruzione della centrale geotermica Bagnore 4, infatti, è stata realizzata una rete di punti di controllo delle acque nei pressi delle centrali, composta da 8 stazioni di acque superficiali tra Piancastagnaio e Santa Fiora, 9 stazioni di acque di falda nei comuni di Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Castel del Piano, Santa Fiora e Arcidosso, 4 piezometri nei territori di Santa Fiora e Abbadia San Salvatore oltre a 3 punti di prelievo in località Merigar nel comune di Santa Fiora.
I risultati di questa importante e costante attività, in corso dal 2012 e svolta sia da Enel sia da Arpat in modo autonomo e indipendente, hanno confermato valori di concentrazioni di mercurio nelle acque di gran lunga al di sotto del limite di soglia previsto per le acque potabili che è di un microgrammo a litro. L’eventuale presenza di alte quantità di mercurio nelle acque del fiume Paglia, quindi, non può essere assolutamente imputata alle centrali geotermiche le cui acque circostanti sono tra le più monitorate della Toscana. Enel Green Power è a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.


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Geotermia, assalto alla diligenza con la complicità del postiglione

A fronte dell’opposizione delle popolazione coinvolte e con il timore che la zonazione sottragga i territori alla speculazione, Enel e nuovi (im)prenditori accelerano le procedure, complici i poteri centrali e regionali.

 

Sfatato ormai il mito della geotermia pulita e rinnovabile, si fa avanti la consapevolezza che le centrali, sia ad alta che a media entalpia, possono produrre danni all’ambiente e alla salute.

Dovunque si avvii la progettazione di un impianto puntualmente i cittadini si organizzano in comitato e, a volte, con il supporto dei sindaci e delle amministrazioni locali. E’ ormai patrimonio comune l’idea che la geotermia, sia ad alta che a media entalpia, produce danni all’ambiente e alle persone senza peraltro creare posti di lavoro, anzi, togliendo spazio all’economia locale fatta di turismo e produzioni di eccellenza.

Sul terreno della politica assistiamo allo sgretolarsi del fronte compatto pro-geotermico e ormai sono numerose le interrogazioni presentate sia in ambito parlamentare italiano che europeo ad opera delle forze di opposizione -ultime, le interrogazioni del sen.Pepe e dell’on.Tamburrano (qui  e qui) nonché la necessità della definizione delle “aree non idonee alla geotermia” nelle Regioni Lazio e Toscana. Il Governo centrale è stato, dal suo canto, costretto dalla Risoluzione parlamentare sulla geotermia del 15.04.2015 ad emettere prime linee guida e un inizio di zonizzazione che andrà a regime entro un paio di anni. Ciò, lungi da rappresentare la soluzione definitiva, avevano però fino ad oggi sospeso o rallentato le procedure per le nuove centrali.

Anche sul fronte giudiziario abbiamo avuto importanti pronunciamenti che hanno visto soccombere l’Enel mentre sono in corso indagini contro “ignoti” per le emissioni in aria degli impianti geotermici dell’Amiata.

Ed è forse proprio la “nuova aria che tira” che ha impresso una accelerazione ai progetti di centrali a media entalpia in diversi comuni toscani e laziali e alla richiesta di un nuovo impianto ad alta entalpia dell’Enel a Piancastagnaio, il PC6, per il quale il 6 aprile è stato pubblicato l’avviso di avvio delle procedure di VIA. Questo nuovo “assalto alla diligenza” sembra quindi smentire le prese di posizione di molti amministratori, soprattutto del PD, che si erano espressi pubblicamente a favore della c.d. “zonazione” di cui alla risoluzione regionale toscana assicurando anche, come il capogruppo regionale Marras, che nel regolamento delle “aree non idonee” sarebbero stati inseriti “di default (cioè di norma)” tutti quei comuni che ad oggi non ospitano alcun impianto geotermico e ribadito, sulla questione Amiata, quanto già declamato negli ultimi anni dai sindaci e assessori regionali e cioè che questo territorio ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali!

L’impressione, fondata, è che quindi si voglia creare una situazione “di fatto” con decine di centrali autorizzate in modo che anche una eventuale zonazione che tenga conto delle giuste aspettative dei cittadini diventi un inutile esercizio di retorica pseudoambientalista a fronte di territori che a quel punto saranno ormai compromessi. Ci aspettiamo, peraltro, che anche le opposizioni politiche al Consiglio Regionale delle due regioni, che pure si erano spese nella speranza che un percorso condiviso fosse possibile, si esprimano nel merito e chiedano la sospensione delle procedure avviate. Invitiamo peraltro i sindaci, espressione delle comunità e responsabili della tutela della salute e dei territori, a denunciare queste modalità e impedire l’apertura di cantieri di qualsiasi tipo.

Di certo i cittadini e i comitati metteranno in campo ogni iniziativa necessaria a impedire che si prosegua a saccheggiare i territori.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


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Monte Amiata e fiume Paglia. Emergenza mercurio: inquinamento inaudito, è ora di incominciare a chiedere i danni! -video-

Il 42,5% di tutto il mercurio emesso in atmosfera dal comparto industriale italiano, ed il 2,1% di tutto quello emesso dal comparto industriale europeo, viene emesso dalle centrali geotermiche del Monte Amiata, ed il fiume Paglia ha concentrazioni di mercurio abbondantemente superiori ai limiti di legge.

Di questo si è parlato sabato 8 aprile 2017 ad Acquapendente, nel corso del convegno sul tema “Dall’Amiata alla Valle del Tevere: l’inquinamento da mercurio lungo il Fiume Paglia” organizzato dal Comune di Acquapendente con la collaborazione della Rete Nazionale NOGESI. (qui il programma)

La giornata, moderata da Solange Manfredi, portavoce della rete nazionale NOGESI, si è aperta con i saluti del sindaco di Acquapendente Angelo Ghinassi che, sull’immagine del capolavoro di Brueghel il Vecchio, “La parabola dei ciechi”, ha esortato tutti a smettere di essere ciechi, e ad aprire gli occhi davanti alle minacce che minano il territorio e la salute e che rischiano di compromettere anni di sviluppo votato al turismo.

E la minaccia mercurio nel nostro territorio, secondo i dati ufficiali riportati dagli esperti intervenuti, è grave, perché il mercurio, uno dei metalli più tossici per l’uomo e l’ambiente, è estremamente persistente, una volta emesso nell’aria o nell’acqua può percorrere considerevoli distanze; ha la capacità, quindi, di distribuirsi globalmente e, dato il suo alto livello di tossicità, per la salute dell’uomo, la fauna e dell’ambiente, ha effetti devastanti sulla salute e sugli ecosistemi.

Ha aperto i lavori il dott. Maurizio Marchi, responsabile di Medicina Democratica di Livorno e della Val di Cecina, che ha evidenziato come, seppur dopo anni di battaglie, l’Unione Europea sia intervenuta per far convertire le industrie della zona della Val Cecina – che utilizzavano nei loro processi produttivi l’elettrolisi a mercurio e che, secondo i dati ufficiali, nel 2007, emettevano 143 kg di mercurio in aria e 143 kg di mercurio in acqua – e non sia intervenuta sugli impianti geotermici dell’Amiata che, sempre secondo i dati ufficiali, nello stesso anno, il 2007, emettevano in atmosfera circa 1500 kg di mercurio.

Ha proseguito l’analisi il prof. Andrea Borgia, geologo dell’Università di Milano che, avvalendosi dei dati ufficiali delle ARS, ARPA e Università, ha evidenziato come gli impianti geotermici dell’Amiata abbiano emesso in atmosfera, dall’inizio del loro sfruttamento, 52 tonnellate di mercurio: “Per avere una idea, è una quantità di mercurio sufficiente a portare sopra i limiti di legge l’acqua potabile che beve tutto il mondo in 100 anni (calcolando un consumo di due litri al giorno per abitante)….Ma non solo mercurio esce dagli impianti geotermici, anche CO2 – le centrali geotermiche emettono circa 2 volte più CO2 di una centrale a gas per produrre la stessa quantità di energia – metano, acido solfidrico, ammoniaca e l’acido borico, quest’ultimo poi lo ritroviamo nella frutta”.
Ed ancora: “…uno studio dell’università di Siena mostra come dalle centrali geotermiche esca anche uranio, cadmio, cobalto, cromo, antimonio, arsenico, tutti elementi dannosi per la salute che non hanno limiti di legge per le emissioni, possono emetterne quanto ne vogliono, emettono più radioattività delle centrali nucleari”. Quindi, conclude il prof. Borgia: “Come è possibile che nessuno si renda conto della gravità della situazione, e che queste centrali godano dei certificati verdi e degli incentivi? Questa è la forma più inquinante al mondo per produrre l’energia elettrica”.

Il dott. Federico Silvestri, Servizio tutela delle acque – Direzione regionale ambiente e sistemi naturali – Regione Lazio, ha, quindi, illustrato il Piano d’indagine nelle aste fluviali del F. Paglia e del F. Tevere per la verifica dello stato di contaminazione da mercurio elaborato dalle Arpa delle tre Regioni (Lazio, Umbria, Toscana), dopo la denuncia di danno ambientale inoltrata dalla Regione Umbria al Ministero dell’Ambiente, evidenziando come la prima fase dovrebbe concludersi verso la fine di luglio e, successivamente, elaborati i dati, verrà programmata una seconda fase di approfondimento.

Il prof. Endro Martini, geologo, presidente dell’Alta Scuola ha sottolineato come indagare la matrice ambientale dell’inquinamento da mercurio sia doveroso ed obbligatorio ma come, contestualmente, debba partire anche una indagine di tipo epidemiologico, per capire se nei nostri territori già ci sia qualche segnale di accumulo di mercurio nell’organismo umano. Ha concluso, quindi, auspicando che questa effettiva e doverosa collaborazione interregionale sul problema mercurio nel fiume Paglia possa svilupparsi, ricordando che i contratti di fiume sono strumenti importanti per i territori, riconosciuti come strumenti funzionali anche nella strategia di sviluppo e di adattamento ai cambiamenti climatici, strumenti che favoriscono il dialogo sociale e le linea guida del dissesto idrogeologico.

Il Dr. Rosario Castro, infine, Presidente della Commissione bonifica mineraria di Abbadia San Salvatore ci ha illustrato la situazione dello stato di avanzamento dei lavori di bonifica delle miniere di mercurio di Abbadia San Salvatore, evidenziando come, nel 2013, sia stato realizzato un canale idraulico avente la funzione di raccogliere le acque affluenti dai corpi idrici posti a monte dell’area mineraria bypassando così le zone inquinate della miniera. Il dott. Rosario ha concluso ricordando come la lista civica di cui è capogruppo, “Abbadia futura” sia contraria alla geotermia a livello industriale e si batta per un tipo di sviluppo sostenibile che punti sul turismo, sulla storia, cultura ed una agricoltura di qualità.

Ha chiuso il convegno il sindaco di Acquapendente, Angelo Ghinassi che, dopo aver ringraziato i relatori per i loro importanti contributi, ha sottolineato come: “Il tema dell’ambiente e della salute è un tema talmente trasversale che deve superare ampiamente gli schieramenti e le posizioni di parte, purtroppo sono proprio queste posizioni di parte che hanno generato per troppi anni una cecità e una barriera al dialogo e al confronto. Oggi abbiano avuto un’ennesima prova dei pericoli che gli impianti geotermici determinato sul nostro territorio. Qui non è più questione di confini amministrativi. È un problema interregionale molto serio. Devo ringraziare il dott. Silvestri per averci fornito le informazioni sul programma di indagine sul Fiume Paglia che Toscana, Lazio e Umbria intendono avviare in tempi brevi, e mi auguro che, da queste indagini, possano scaturire le cause che hanno generato l’inquinamento, in modo da utilizzare queste risultanze per contrastare la realizzazione di ulteriori impianti geotermici e per intraprendere iniziative giudiziarie per chiedere il giusto risarcimento dei danni arrecati, sotto il profilo ambientale, paesaggistico e sanitario. E chiudo sul contratto di fiume. Secondo me va fatto, va fatto per il carattere interregionale del bacino del Paglia. Se il sindaco di Orvieto si fa promotore di questo incontro tra sindaci del bacino, io aderirò sicuramente. Ringrazio ancora la Rete Nazionale NOGESI per aver promosso questo incontro, che ha aggiunto ulteriori elementi di spunti e riflessioni su questo tema, contribuendo a superare la sottovalutazione di cui è stato oggetto sino ad ora”.


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Introduzione Dott.ssa Solange Manfredi
portavoce della rete nazionale NOGESI
Saluti Dott. Angelo Ghinassi
sindaco di Acquapendente

Dott. Maurizio Marchi
responsabile di Medicina Democratica di Livorno e della Val di Cecina

Prof. Andrea Borgia
geologo, Università di Milano

 

 Dott. Federico Silvestri
Servizio tutela delle acque, Direzione regionale ambiente e sistemi naturali, Regione Lazio

 Prof. Endro Martini
geologo, presidente dell’Alta Scuola 

 Dott. Rosario Castro
Presidente della Commissione bonifica mineraria di Abbadia San Salvatore 

 Conclusioni Dott. Angelo Ghinassi
sindaco di Acquapendente


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Dall’Amiata alla Valle del Tevere: l’inquinamento da mercurio lungo il Fiume Paglia. Convegno 8.4.17 Acquapendente (VT)

Sabato 8 aprile 2017 ore 14,30-19,30 ad Acquapendente (Viterbo) presso il cinema teatro Olympia si terrà un convegno sul tema “Dall’Amiata alla Valle del Tevere: l’inquinamento da mercurio lungo il Fiume Paglia”, organizzato dal Comune di Acquapendente con la collaborazione della Rete Nazionale NOGESI.

Sarà un pomeriggio di analisi e approfondimento delle tematiche della geotermia nel Monte Amiata, delle loro emissioni in atmosfera di inquinanti, con effetti sulla salute dei cittadini, sull’ambiente, sull’inquinamento da mercurio sul territorio dei comuni dell’Alto Lazio e dell’Umbria.

Il Monte Amiata è al centro di un ecosistema a rischio, la cui salvaguardia e valorizzazione riguarda ben tre regioni: Toscana, Lazio e Umbria. Per questo il convegno vedrà la presenza di professori esperti in materia e di amministratori, per spiegare alla popolazione gli effetti di tale inquinamento e per cominciare a trovare le adatte soluzioni.

Una giornata di “riflessione collettiva” sulle scelte che riguardano il futuro dell’Amiata e del Centro Italia. Si può e si deve puntare a un altro sviluppo economico, sostenibile del centro Italia, che si basi sul grande patrimonio ambientale, storico e culturale e sulla valorizzazione delle risorse del territorio (bio-agricoltura, turismo, artigianato locale, natura, etc.).

PROGRAMMA

Ore 14:45 ACCREDITO PARTECIPANTI

Ore 15:15 APERTURA LAVORI
Presidenza: Vittorio Fagioli, Rete NOGESI
Saluti: Dr. Angelo Ghinassi, sindaco di Acquapendente
Introduzione: Dr.ssa Solange Manfredi, portavoce Rete Nazionale NOGESI

Ore 15:30 MERCURIO ED ALTRI INQUINANTI PRODOTTI DALLA GEOTERMIA
Prof. Andrea Borgia, geologo, Univ. Milano: “Il velenoso cocktail di inquinanti prodotto dalla geotermia dell’Amiata”
Dr. Maurizio Marchi, responsabile di Medicina democratica di Livorno e della Val di Cecina: “Mercurio in Val di Cecina dalla geotermia e dall’industria cloro-soda”
Dr. Federico Silvestri, Servizio tutela delle acque – Direzione regionale ambiente e sistemi naturali – Regione Lazio ARPA LAZIO: “Il piano di indagine delle regioni Toscana, Lazio e Umbria sul mercurio”
Dr. Endro Martini, geologo, presidente Alta Scuola: “Strumenti innovativi di governance e di partecipazione democratica: i contratti di Fiume”

Ore 17.00 IL TERRITORIO, sono stati invitati i sindaci:
Giuseppe Germani (Orvieto) Sauro Basili (Allerona) Andrea Garbini (Castel Giorgio) Jacopo Marini (Arcidosso) Daniele Longaroni (Castel VIscardo) Cinzia Pellegrini (Proceno) Luigi Vagaggini (Piancastagnaio)
Francesco Fabbrizzi (Radicofani) Fabrizio Tondi (Abbadia San Salvatore) Massimo Galli (Roccalbegna) Fosco Fortunati (Castell’Azzara) Federico Balocchi (Santa Fiora)

Ore 18.00 LA POLITICA, sono stati invitati:
On. Alessandra Terrosi (Commissione Agricoltura Camera dei Deputati), Mauro Buschini, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti. Fernanda Cecchini, Assessore Ambiente, Regione Umbria Federica Fratoni, Assessore Ambiente, Regione Toscana Enrico Panunzi, Consigliere regionale Lazio, Presidente della VI commissione Ambiente

Ore 18:30 DIBATTITO Conclusioni:
Sindaco Dr. Angelo Ghinassi

 

Sono invitati alla partecipazione, i cittadini, i comitati, i movimenti, gli amministratori, i partiti politici, le associazioni e organizzazioni di categoria, la stampa e le TV locali, regionali e nazionali.

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