Monthly Archives: marzo 2013

‘Le chiacchiere stanno a zero’. L’11 maggio parlano i cittadini

calling_megaf_ragazza_chiacchiere‘Le chiacchiere stanno a zero’, è un modo di dire che calza perfettamente all’uso di esperti scovati dall’altra parte dell’Atlantico dall’Enel, forse perchè ‘americano’ sembra più autorevole o forse perchè gli scienziati italiani sono più attenti a lasciarsi andare ad esternazioni che ‘certifichino’ l’innocuità della geotermia amiatina (anche se -a onor del vero- lo stesso prof.Horne non dice che sia innocua, sorvola sull’aspetto dell’impatto ambientale e sulla salute per concentrarsi sul prodigio tecnologico delle nuove centrali Enel).
Resta il fatto che i ‘misteriosi’ fenomeni del monte Amiata, come le tonnellate di inquinanti, la mortalità e le malattie in eccesso, la riduzione della falda e l’aumento dell’arsenico, restano e pesano come macigni in capo agli amministratori pubblici che, di fronte a questi fenomeni, anziché attenersi al ‘principio di precauzione’, recentemente ribadito dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) attraverso la sua direttrice Jacqueline McGlade, tacciono o si allineano al coro delle bugie veicolate in questi anni per cercare, inutilmente, altre e improbabili cause.
Dal canto suo il prof.Borgia ci tiene a ribadire la sua posizione, (che riportiamo di seguito, visto che ancora nessun giornale l’ha ripresa) che condividiamo, soprattutto nelle conclusioni: se in Amiata non si possono realizzare impianti sicuri, che allora non se ne facciano!
Questo chiederemo l’11 maggio, ma non solo: chiederemo una diversa politica di sviluppo del territorio, la difesa dei servizi (a cominciare dagli ospedali), il finanziamento di progetti che creino occupazione legati alla bonifica e messa in sicurezza del territorio, il sostegno alle piccole imprese locali e all’agricoltura, la valorizzazione delle risorse ambientali, turistiche, gastronomiche.
Già sono molte le adesioni qualificanti alla giornata dell’11 maggio, segno che la questione del monte Amiata è sentita ben oltre i confini territoriali, anche se i partiti tacciono.
Invitiamo tutti all’iniziativa che dovrà essere, oltre che un chiaro ‘no’ alle centrali, una giornata di incontri e di festa tra i cittadini, amiatini e non.
Il 5 aprile di nuovo Sos Geotermia si incontra con i cittadini per organizzare l’iniziativa dell’11 maggio.

di seguito la risposta del prof.Borgia del 24 marzo al prof.Horne:

Non desidero entrare in una banale polemica con Horne o Montemaggi, né sostenere tesi ambientaliste. Io sono favorevole alla geotermia, ma penso che debba essere utilizzata nel rispetto della salute degli abitanti e dell’ambiente. Sono certo che Horne e Montemaggi pensano esattamente come me. Per questo credo che non siano stati informati adeguatamente. Ma veniamo al dunque: gli impatti ambientali delle centrali geotermiche amiatine, sollevati dai Comitati, sono evidenziati nelle pubblicazioni scientifiche e nei documenti della Regione Toscana, di Arpat, dei Tribunali e di Enel stessa. Tali impatti sono generati, come per altro ampiamente indicato nelle lezioni di geotermia dell’ONU, dal fatto che Enel ha ridotto di 5-10 volte la pressione originaria dei campi geotermici e pertanto di oltre 300 m il livello della falda acquifera potabile. Montemaggi ha ragione quando dice che la falda negli anni ’60 era alla stessa quota di quella attuale, perché tale riduzione di pressione è stata indotta dal 1959 ai primissimi anni ’60 – se quindi ben sapeva che la falda era bassa, non si capisce però come mai Enel prima del 2010 nelle perizie giurate abbia sempre sostenuto che essa doveva trovarsi ad una quota molto superiore –. Ha ragione quando afferma che “una volta individuata la risorsa geotermica possiamo parlare di tecnologie”: i fluidi geotermici individuati in Amiata sono talmente carichi di sostanze tossico-nocive che solo utilizzando centrali a ciclo binario con la reiniezione totale (anche dei gas incondensabili) e con il mantenimento della pressione originaria dei campi geotermici può essere ipotizzata la geotermia. Horne stesso nella sua risposta non esclude che il ciclo binario possa essere utilizzato, come peraltro è utilizzato anche alle Hawaii su fluidi ad alta entalpia.
Chi ha detto a Montemaggi e Horne che le emissioni dalla centrali a ciclo binario sarebbero le stesse delle centrali attuali e in progetto? Non sanno che queste ultime oltre ai gas incondensabili (5-10% del totale) emettono in atmosfera fino a quasi 3/4 del fluido geotermico estratto (più di 300 tonnellate/ora fluidi!)? Se questa esorbitante quantità di fluidi tossico-nocivi non fosse spruzzata in atmosfera insieme ai gas incondensabili in prossimità di case e paesi, le emissioni di gas incondensabili risulterebbero probabilmente fuorilegge anche utilizzando gli abbattitori! Non sono al corrente che, avendo depressurizzato i campi geotermici, le sostanze tossiche dei fluidi estratti sono “distillate” dalle rocce sottostanti e salgono ad inquinare l’acquifero dell’Amiata? Non sono al corrente che la subsidenza indotta dalla depressurizzazione potrebbe essere ritenuta responsabile del cedimento del ponte sul Fiume Paglia? Montemaggi non è stato informato che i documenti ufficiali della Regione Toscana oltre a gran parte delle pubblicazioni scientifiche ed ai dati Enel affermano come vi sia interferenza tra il sistema idrotermale e l’acquifero potabile? Che le centrali geotermiche non hanno alcun monitoraggio in continuo delle emissioni sotto il controllo dell’Arpat? Non ricorda le almeno tre eruzioni dai campi geotermici indotte da Enel che hanno distrutto case, animali e piante? Non ha letto come l’Ars affermi che nei paesi geotermici dell’Amiata, negli ultimi 30 anni, vi sono stati almeno 700 morti in più di quelli attesi? Non è stato informato che all’Amiata, appunto negli ultimi 30 anni, l’unica attività industriale con un significativo impatto ambientale è stata la geotermia, che il principio di precauzione è legge, che non è accettabile barattare l’efficienza energetica con la salute?
Se Montemaggi e Horne sostengono che le centrali a ciclo binario non possano essere in nessun caso utilizzate all’Amiata (contrariamente a quanto affermato dagli altri operatori geotermici e da molti scienziati italiani oltre che dal sottoscritto), vogliono in realtà suggerire che sarebbe meglio chiudere le centrali attuali perché obsolete? Sono certo che questa decisione troverebbe d’accordo forse tutti gli abitanti dell’Amiata ed il mezzo milione di persone che ne bevono le acque ormai degradate.

La Nazione del 4 aprile 2013

Sos Geotermia, arrivano anche le proposte di sviluppo
AMIATA UN INCONTRO PER PREPARARSI ALLA MANIFESTAZIONE DI MAGGIO DAVANTI A BAGNORE-3
E’ FISSATO per domani l’incontro promosso dal comitato Sos Geotermia in attesa della manifestazione nazionale del prossimo 11 maggio. «Per la manifestazione dicono al comitato sono già numerose le adesioni e tutti si augurano che la partecipazione sia massiccia per una causa che sta sempre più coinvolgendo i cittadini del territorio. Su Internet già circola una lunga lista di nomi dei comitati che hanno aderito all’iniziativa. Da don Gallo e la Comunità di San Benedetto al Porto (Ge) ai Cobas, dal Forum nazionale dei Movimenti per l’acqua alla federazione nazionale dell’Unione sindacale di base. Una chiamata per tutti che parte dall’Amiata, non a caso il nome dell’iniziativa è «Amiata Calling». Per l’appuntamento di domani, è prevista una prima pianificazione della manifestazione di maggio con il comitato organizzatore che informerà la cittadinanza sull’iniziativa. Cosa c’è di nuovo nelle rivendicazioni del comitato, oltre alla notoria posizione antigeotermica sull’Amiata? E’ lo stesso comitato che comunica per cosa scenderà in piazza (metaforicamente perché la manifestazione di maggio si svolgerà davanti alla centrale di Bagnore-3) oltre alla richiesta di cambiare rotta sulla geotermia, con moratoria. «L’11 maggio si parlerà di una diversa politica di sviluppo del territorio, di difesa dei servizi a partire dagli ospedali, di finanziamenti su progetti che creino occupazione legati alla bonifica e messa in sicurezza del territorio, di sostegno alle piccole e medie imprese e all’agricoltura. Quindi una manifestazione che ha si il sapore della lotta verso l’utilizzo delle risorse geotermiche, ma anche con l’obiettivo di proporre alternative e nuove politiche di intervento sul territorio dell’Amiata. C.B.

GoNews.it del 30 marzo 2013

Arcidosso
SOS Geotermia: “L’11 maggio parlano i cittadini. Adesso le chiacchiere stanno a zero”
Il coordinamento dei movimenti amiatini: “L’Enel scova esperto oltre Atlantico per certificare l’innocuità dei loro impianti”

…segue il comunicato integrale

Il Tirreno del 7 aprile 2013

GEOTERMIA: IL DIBATTITO  SERVONO INFORMAZIONI ADEGUATE
IL PROFESSOR BORGIA Horne e Montemaggi ignorano alcuni dati sull’Amiata: qui è doveroso usare altre tecnologie
di ANDREA BORGIA*
Non desidero entrare in una banale polemica con Horne o Montemaggi, né sostenere tesi ambientaliste. Io sono favorevole alla geotermia, ma penso che debba essere utilizzata nel rispetto della salute degli abitanti e dell’ambiente. Sono certo che Horne e Montemaggi pensano esattamente come me. Per questo credo che non siano stati informati adeguatamente. Ma veniamo al dunque: gli impatti ambientali delle centrali geotermiche amiatine, sollevati dai Comitati, sono evidenziati nelle pubblicazioni scientifiche e nei documenti della Regione Toscana, di Arpat, dei Tribunali e di Enel stessa. Tali impatti sono generati, come per altro ampiamente indicato nelle lezioni di geotermia dell’Onu, dal fatto che Enel ha ridotto di 5-10 volte la pressione originaria dei campi geotermici e pertanto di oltre 300 m il livello della falda acquifera potabile. Montemaggi ha ragione quando dice che la falda negli anni ‘60 era alla stessa quota di quella attuale, perché tale riduzione di pressione è stata indotta dal 1959 ai primissimi anni ‘60. Ha ragione quando afferma che «una volta individuata la risorsa geotermica possiamo parlare di tecnologie»: i fluidi geotermici individuati in Amiata sono talmente carichi di sostanze tossico-nocive che solo utilizzando centrali a ciclo binario con la reiniezione totale (anche dei gas incondensabili) e col mantenimento della pressione originaria dei campi geotermici può essere ipotizzata la geotermia. Horne stesso nella sua risposta non esclude che il ciclo binario possa essere utilizzato, come peraltro è utilizzato alle Hawaii su fluidi ad alta entalpia. Chi ha detto a Montemaggi e Horne che le emissioni dalla centrali a ciclo binario sarebbero le stesse delle centrali attuali e in progetto? Non sanno che queste ultime oltre ai gas incondensabili (5-10% del totale) emettono in atmosfera fino a quasi 3/4 del fluido geotermico estratto (più di 300 tonnellate / ora fluidi!)? Se questa esorbitante quantità di fluidi tossico-nocivi non fosse spruzzata in atmosfera insieme ai gas incondensabili in prossimità di case e paesi, le emissioni di gas incondensabili risulterebbero probabilmente fuorilegge anche utilizzando gli abbattitori! Non sono al corrente che, avendo depressurizzato i campi geotermici, le sostanze tossiche dei fluidi estratti sono “distillate” dalle rocce sottostanti e salgono a inquinare l’acquifero dell’Amiata? Non sono al corrente che la subsidenza indotta dalla depressurizzazione potrebbe essere ritenuta responsabile del cedimento del ponte sul Fiume Paglia? Montemaggi non è stato informato che i documenti ufficiali della Regione Toscana oltre a gran parte delle pubblicazioni scientifiche ed ai dati Enel affermano come vi sia interferenza tra il sistema idrotermale e l’acquifero potabile? Che le centrali geotermiche non hanno alcun monitoraggo in continuo delle emissioni sotto il controllo dell’Arpat? Non ha letto come l’Ars affermi che nei paesi geotermici dell’Amiata, negli ultimi 30 anni, vi sono stati almeno 700 morti in più di quelli attesi? Non è stato informato che all’Amiata, appunto negli ultimi 30 anni, l’unica attività industriale con un significativo impatto ambientale è stata la geotermia, che il principio di precauzione è legge, che non è accettabile barattare l’efficienza energetica con la salute? Se Montemaggi e Horne sostengono che le centrali a ciclo binario non possano essere utilizzate in Amiata (contrariamente a quanto affermato dagli altri operatori geotermici e da molti scienziati italiani oltre che dal sottoscritto), vogliono in realtà suggerire che sarebbe meglio chiudere le centrali attuali perché obsolete? Sono certo che questa decisione troverebbe d’accordo forse tutti gli abitanti dell’Amiata.
*Geologo e vulcanologo Società Edra

‘AMIATA CALLING’: L’Amiata chiama! L’11 maggio una giornata di lotta in difesa della montagna

20130511_locandina_finale_72_600_imgMentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.
Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.
Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa.
Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata.
Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio.

Di seguito l’appello e le prime adesioni:

SCARICA IL VOLANTINO FRONTE/RETRO CON IL PROGRAMMA E LE ADESIONI

SCARICA LA LOCANDINA CON L’APPELLO IN FORMATO A3 (colori e bianco/nero, file zippato 11,6 Mb) oppure in FORMATO A4 (colori e bianco/nero, file zippato 5,6 Mb)

AMIATA CALLING: GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA TERRA!

> Contro il saccheggio del territorio in nome del profitto di pochi
> Per la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e ambientali. Per ridurre le morti da avvelenamento ambientale, le morti sul lavoro, la riduzione del servizio sanitario e degli ospedali e per il rilancio di una cultura della vita sana, delle cure gratuite e garantite per tutti.
> Contro la privatizzazione dei servizi, dei beni comuni, dell’acqua e per la difesa e rilancio di una economia ecosostenibile.
> Per la politica al servizio delle popolazioni per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio.
> Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria,
> Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente.

IL MONTE AMIATA -la montagna sacra, cuore dell’Italia- DIVENTI IL CENTRO DA CUI RIPARTIRE PER LE LOTTE COMUNI

La geotermia sul monte Amiata non è né pulita, né rinnovabile, né innocua, come dimostrato dalle stesse ricerche effettuate dalla Agenzia Regionale di Sanità:
-tonnellate di inquinanti fuoriescono dalle centrali geotermiche che concorrono a contaminare aria, terreno e falde ed entrano nel ciclo alimentare fino all’uomo;
-incremento della mortalità rispetto alle aree limitrofe e al resto della Toscana con un aumento statisticamente significativo del +13% per gli uomini e altre gravi patologie.
-depauperamento e inquinamento -soprattutto da arsenico- del bacino idropotabile amiatino con il rischio concreto della sua scomparsa e/o impossibilità per l’uso potabile;
-Diciamo basta alle centrali geotermiche Enel in Amiata, ma anche alle possibili future autorizzazioni ad altre compagnie!

FERMIAMOLI ORA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!
MORATORIA IMMEDIATA DI TUTTA L’ATTIVITA’ GEOTERMICA IN AMIATA!
L’11 MAGGIO 2013 TUTTI IN AMIATA
PER UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE
A DIFESA DELLA NOSTRA TERRA

Questo il programma della giornata:

dalle 10,30 alle 12,30 ad Arcidosso (GR) in Piazza Indipendenza: L’Amiata accoglie i comitati, assemblea/incontro in piazza
– alle 14,00 in Località Aiuole, a pochi km tra Arcidosso e S.Fiora, Concentramento e Corteo fino al cantiere della centrale geotermica di Bagnore 4
– dalle 16,30 ad Arcidosso (GR) in Piazza Indipendenza, Manifestazione/Assemblea con interventi e testimonianze sulle varie esperienze di lotta dei comitati e associazioni partecipanti
– dalle ore 18,00: Festa e musica in piazza

Adesioni ad oggi:

> Don Gallo e la Comunità San Benedetto al Porto (GE)
> Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
> Comitato nazionale Stop Enel. Per un nuovo modello energetico
> Forum Ambientalista nazionale
> USB Unione Sindacale di Base, federazione Nazionale
> Confederazione COBAS
> ATTAC Italia
> Medicina Democratica Toscana
> Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi e Naturali
> Forum Toscano dei Movimenti per l’Acqua
> Federazione Toscana del partito dei CARC
> Ola – Organizzazione Lucana Ambientalista (No Triv)
> Assemblea Siena Beni Comuni (SI)
> DAS (Dimensione Autonoma Studentesca) di Siena
> Unione Sindacale di Base USB federazione di Grosseto
> Forum Ambientalista di Grosseto (GR)
> Comitato Beni Comuni Val di Cecina (Li/Pi)
> Carc, Abbadia San Salvatore (Si)
> Comitato Ambiente Amiata, Abbadia San Salvatore (SI)
> Lista Civica Per Abbadia, Abbadia San Salvatore (SI)
> Lista di Cittadinanza Prospettiva Comune, Piancastagnaio (SI)
> Comitato Difesa Ambiente Paesaggio Acquapendente (VT)
> SpeziaViaDalCarbone Comitato di cittadini (SP)
> Associazione di amicizia con il popolo Mapuche, Como
> Aldo Zanchetta, Fondazione Neno Zanchetta, Lucca
> ATTAC Roma
> ATTAC Chianti-Valdelsa
> Forum Cittadini del Mondo R.Amarugi, Grosseto
> ATTAC Vercelli
> Comitato Acqua Bene Comune di Vercelli
> Francesco Biagi, progetto Rebeldia, Pisa
> Associazione Yaku, Roma
> Comitato Beni Comuni di Manciano (Gr)
> Associazione Sanremo Sostenibile, Sanremo (IM)
>  Partito Comunista dei Lavoratori, Provincia di Grosseto
> Campagna Difesa del Latte Materno
> Comitato NO TUNNEL TAV Firenze
> Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Grosseto
> Partito della Rifondazione Comunista – Circolo di Santa Fiora e Amiata (GR)
> Spazi Liberati Firenze-Prato-Pistoia
> ALBA Grosseto
> Comitato Valdelsa – Comitato per la tutela e la difesa della Valdelsa
> Centro Donna di Grosseto
> Comitato Difensori della Toscana, Casole d’Elsa (SI)
> MPL Movimento Popolare di Liberazione
> Associazione Il Mulino, Abbadia San Salvatore (SI)
> Coordinamento Salviamo le Apuane
> Coordinamento dei Comitati e Associazioni Ambientali Provincia di Grosseto
> RETE AMBIENTALE VALDISIEVE (Associazione Valdisieve, Associazione Vivere in Valdisieve e Comitato Valdisieve)
> Associazione Re:Common
> Circolo Sinistra Ecologia e Libertà Amiata grossetana
> Associazione Vivamazzonia
> OGM Gruppo d’Opinione in Movimento di Pitigliano
> Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Toscana
> Comitato per la Difesa della Val D’Asso, S.Giovanni D’Asso
> Comitato per la Val D’orcia, l’Amiata e le Crete Senese
> Movimento 5 Stelle Grosseto
> Maremma Libertaria rivista on line Massa Marittima-Siena ex O.P.
> Italia Nostra – Consiglio Regionale Toscano
> Italia Nostra – sezioni di Grosseto e Siena
> perUnaltracittà – lista di cittadinanza, Firenze
> l’Altracittà – giornale della periferia, Firenze
> WWF Italia
> Comitato Non A Tutti I Costi Biogas, San Quirico d’Orcia
> Movimento 5 Stelle gruppo di Abbadia San Salvatore
> Comitato Acqua Bene Comune di Pistoia
> Movimento Rifiuti Zero, Toscana
> Associazione Ambiente e Futuro, Toscana
> Rete Ambientale della Versilia
> Movimento 5 Stelle gruppo di Montalcino
> Amici dei bagni di Petriolo
> Associazione Radicondoli Municipio Nuovo
> Associazione A Sud
> Associazione culturale Arci Veltha di Elmo, Sorano
> CRA – Comitato Risanamento Ambientale, Guidonia (RM)
> CISA (coordinamento interregionale Umbria-Lazio salvaguardia Alfina)
> Coordinamento regionale umbro sulle energie rinnovabili
> Comitato in Difesa Paesaggio – Camugnano (Bo)
> Gruppo di Piancastagnaio attivisti e simpatizzanti M5S
> Cinzia Bottene, consigliera comunale, Lista Civica Vicenza Libera No Dal Molin
> SEL Federazione Grosseto
> Comitato Rifiuti Zero Mugello

 

La Nazione del 25 aprile 2013

I comitati non si fermano «Amiata Calling» va avanti
In aumento le adesioni per la manifestazione di maggio
GEOTERMIA DEFINITO IL CALENDARIO CON MOMENTI DI FESTA
AMIATA CALLING: fervono i lavori per la manifestazione nazionale di sabato 11 maggio. I movimenti per l’Amiata, coordinati dal comitato SoS Geotermia, stanno da tempo organizzando una giornata di mobilitazione nazionale per dare voce alle loro preoccupazioni sullo sfruttamento geotermico. Il calendario della giornata prevede un’assemblea dei comitati alle 10.30 in piazza Indipendenza ad Arcidosso, un corteo alle14 che si snoderà tra Le Aiuole e la centrale geotermica (nella foto i lavori per Bagnore 4), una manifestazione alle 16.30 ad Arcidosso e dalle 18.30 in poi al Castello Aldobrandesco e in piazza Cavallotti «dibattiti, interventi, testimonianze, artigianato, musica e altre attività», dicono gli organizzatori. Molte le adesioni a questa iniziativa, da Don Gallo e la comunità di san Benedetto al Porto di Genova, al Wwf, al Forum per l’acqua. Questi ultimi sono di recente stati presenti, ad una delle riunioni dei comitati amiatini. Durante l’incontro sono stati discussi i temi che accomunano i comitati. Per far sì che le esigenze espresse dai movimenti che in tutta Italia cercano sistemi alternativi di sviluppo, di sfruttamento energetico e delle risorse naturali, dice Valerio del Forum per l’acqua, «non basta essere solidali gli uni con gli altri ma occorre riflettere sulle spinte interiori che animano i movimenti e imparare reciprocamente». Lorenzo, di Amiata autogestita, Onlus che ha sede ad Arcidosso, parla di «maggioranza fatta di minoranze e da qui il dibattito si apre sulla necessità di includere sempre più la cittadinanza amiatina nelle attività dei comitati, perché ad oggi il problema non sembra essere sentito dalla totalità della popolazione locale». Per informazioni sull’evento visitare la pagina Facebook di SoS Geotermia e il sito sosgeotermia.noblogs.org.

La Nazione del 19 aprile 2013

Manifestazione anti geotermia. Pronto il calendario della giornata
«GIÙ LE MANI dalla nostra terra»: si chiama così la manifestazione organizzata dal coordinamento Sos Geotermia in programma l’11 maggio. La mobilitazione è promossa dai cittadini e dai comitati per protestare contro l’utilizzo delle risorse geotermiche sul Monte Amiata. Alle 10.30 è in programma, in piazza Indipendenza ad Arcidosso, l’assemblea dei comitati. Alle 14 il corteo si sposterà verso la centrale di Bagnore 3, dove dovrà sorgere la super-centrale Bagnore 4. Alle 16.30 sono in cartellone interventi e testimonianze in piazza Indipendenza e a partire dalle 18.30 musica, artigianato e baratto-mercato in piazza Cavallotti e al castello Aldobrandesco.

Il Cittadino online dell’8 aprile 2013

Gli ambientalisti amiatini si riuniscono in un “supercomitato”
La molla che ha spinto a questa azione è stato l’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore 4
di Fabrizio Pinzuti
PIANCASTAGNAIO – Particolarmente attivi in questi ultimi tempi i comitati per la difesa dell’ambiente che non solo si sono riuniti in un supercomitato denominato SOS Geotermia, Coordinamento dei movimenti per l’Amiata, ma che hanno anche infittito la loro opera di informazione e di comunicazione con la loro email sos-geotermia@bruttocarattere.org.
La molla che ha fatto scattare la maggiore ricerca di incisività presso l’opinione pubblica da parte del movimento è stato l’inizio dei lavori della nuova centrale geotermica di Bagnore 4, vista come un ulteriore espansione  dell’attività dell’Enel e come un attentato o un impadronirsi dell’Amiata e delle sue risorse, non senza la complicità o la negligenza delle amministrazioni locali, richiamate continuamente a svolgere un’opera di sorveglianza sull’operato del colosso dell’energia. Significativo in proposito il titolo del primo documento emesso, “giù le mani dalla nostra terra”, qui di seguito ripercorso nelle linee fondamentali: “Nonostante il ricorso pendente al TAR e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, nel silenzio complice degli amministratori, l’Enel il 7 marzo ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore 4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore 3 (20 MW) fino a 60 MW. Pure il rinnovato interesse da parte dei media nazionali che hanno evidenziato tutte le problematiche legate alla geotermia amiatina, non è valso a far sì che da parte delle amministrazioni si aprisse un tavolo di verifica ed approfondimento sulla questione. Il Coordinamento SOS Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale, ha immediatamente deciso che non c’è più tempo da perdere ed annuncia l’indizione di una manifestazione a carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata il prima possibile e che abbia come temi l’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore 4 e dei cantieri del cosiddetto ‘piano di riassetto’ di Piancastagnaio”. L’iniziativa non è isolata e rientra nel disegno più vasto di andare “contro il saccheggio del territorio in nome del profitto di pochi. Per la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e ambientali. Per ridurre le morti da avvelenamento ambientale, le morti sul lavoro, la riduzione del servizio sanitario e degli ospedali e per il rilancio di una cultura della vita sana, delle cure gratuite e garantite per tutti. Contro la privatizzazione dei servizi, dei beni comuni, dell’acqua e per la difesa e rilancio di una economia ecosostenibile. Per la politica al servizio delle popolazioni, per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio. Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria. Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente”. Si denuncia anche l’insistenza “nel ricatto lavoro/salute, laddove si annuncia che i lavori inziali vengono affidati ad una ditta di Abbadia S.S., nel maldestro tentativo di dividere i cittadini tra loro e tra ‘campanili’ o, come per Floramiata, voler far credere che più geotermia porti più occupazione”. Non ci sono note per il momento reazioni né da parte dell’Enel né da parte delle amministrazioni locali, eccezion fatta per alcune puntualizzazioni del sindaco Verdi di Santa Fiora, sulle quali saremo più esaurienti nei prossimi giorni.

La Nazione del 27 marzo 2013

Sos Geotermia non dà tregua. Incontro per decidere la manifestazione
AMIATA. MENTRE L’ENEL continua a lavorare al cosiddetto Piano di riassetto di Piancastagnaio e dopo gli annunci sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento Sos Geotermia si è riunito in un’assemblea pubblica, peraltro molto partecipata, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi l’11 maggio. Su impulso dei cittadini e dei comitati, Sos Geotermia ha lanciato un appello nazionale a cui hanno già dato adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali. «PRIMO firmatario docono al comitato è don Gallo, che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere partigiani dell’Amiata e difendere la Terra», seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, Ata, l’Usb ed i Cobas. «L’elenco è lungo e qualificato incalza Sos Geotermia contando che ancora non è avvenuto l’annuncio ufficiale dell’iniziativa». «DA OGGI concludono lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi e partiti, invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata. Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio».

Contropiano.it del 27 marzo 2013

Amiata Calling! L’Amiata chiama! L’11 maggio una giornata di lotta in difesa della montagna
Mentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.
Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.
Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa.
Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata.
Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio.

SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata –
…segue l’Appello

Gonews.it del 27 marzo 2013

AMIATA
SOS Geotermia chiama a raccolta l’11 maggio i suoi sostenitori per una mobilitazione nazionale
Una giornata di lotta in difesa della montagna che già conta numerose adesioni. Prossima assemblea il 5 aprile
Mentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.
Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.
Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa.
Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata.
Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio.
Fonte: SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata

Maremma News del 26 marzo 2013

Giornata di lotta in difesa per l’Amiata
Amiata: Mentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia – scrivono i suoi esponenti – si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.
Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, di seguito riportato, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.
“Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa. Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata”, continuano gli esponenti. Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata – conclude il comitato SOS Geotermia – a partecipare al prossimo incontro, concludono,  che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio”.

PrimaPaginaChiusi.it del 26 marzo 2013

SOS GEOTERMIA AMIATA. L’11 MAGGIO GIORNATA DI MOBILITAZIONE
IN UN COMUNICATO STAMPA IL COMITATO AMIATINO ANNUNCIA L’INIZIATIVA: ” INVITIAMO TUTTI I CITTADINI DELL’AMIATA A PARTECIPARE AL PROSSIMO INCONTRO CHE SI TERRÀ IL 5 APRILE E A COLLABORARE CON IL COORDINAMENTO PER LA RIUSCITA DELLA GIORNATA DELL’11 MAGGIO

Prosegue senza soste la “battaglia” sull’Amiata del Comitato SOS geotermia che il 21 marzo si è riunito in assemblea pubblica e ha deciso una giornata di mobilitazione l’11 maggio.
Riceviamo e pubblichiamo il relativo comunicato stampa:
‘AMIATA CALLING’: L’Amiata chiama! L’11 maggio una giornata di lotta in difesa della montagna
Mentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo. Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali. Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa. Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata. Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio”.

Corriere di Maremma del 24 marzo 2013

L’11 maggio manifestazione anti-geotermia
ARCIDOSSO. Sos Geotermia ha organizzato l’11 maggio una giornata di mobilitazione per chiedere la “moratoria immediata di tutta l’attività geotermica in Amiata” Questo il programma della giornata: dalle 10,30 alle 12,30 ad Arcidosso, piazza Indipendenza, incontro con i comitati , i movimenti e le associazioni; alle 14,00 in Località Aiuole, a pochi km da Arcidosso e S.Fiora, concentramentoecorteofino al cantiere della centrale geotermica di Bagnore 4; dalle 16,30 ad Arcidosso, in piazza Indipendenza, manifestazione/assemblea con interventi e testimonianze sulle varie esperienze di lotta in difesa del territorio e dei beni comuni;inconclusionedigiornata,dalle ore 18,00, festa e musica in piazza.

La Nazione del 23 marzo 2013

I comitati non mollano Pronta la mobilitazione
UN INCONTRO con tanto pubblico quello di Arcidosso. Un incontro che ha definito una data certa: l’11 maggio dal comune di Arcidosso partirà la mobilitazione nazionale di protesta contro lo sfruttamento geotermico. Al «circolino» di San Lorenzo, dove era in programma l’assemblea organizzata dal coordinamento Sos geotermia, si sono presentati membri dei vari comitati ambientalisti e cittadini preoccupati sulle ripercussioni che lo sfruttamento di queste risorse potrebe avere sulla salute pubblica. L’assenza dei rappresentanti delle istituzioni non è passata inosservata. Un incontro organizzato per creare un confronto sui temi della salute e sulle conseguenze legate alla realizzazione delle centrali geotermiche sul Monte Amiata. La voglia di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni si è rafforzata dopo che Enel Green Power ha annunciato l’avvio dei lavori per Bagnore 4, tra i comuni di Arcidosso e Santa Fiora. «E’ stato — spiega Roberto Barocci — un incontro partecipato e un’occasione sia per ribadire la nostra contrarietà allo sfruttamento delle risorse geotermiche, sia per definire il percorso che porterà alla manifestazione nazionale dell’11 maggio. Abbiamo deciso — aggiunge Barocci — che la mobilitazione partirà dalla piazza centrale di Arcidosso dove in mattinata è in programma un’assemblea che vedrà la presenza anche di associazioni nazionali, poi ci sarà un corteo che, passando dalla località Aiuole arriverà al sito della centrale Bagnore4. Lì, il coordinamento Sos geotermia, denuncerà ancora una volta i dati allarmanti che derivano dallo sfruttamento geotermico del territorio.

‘Quindici uomini sulla cassa del morto’. Misteri, bugie e smentite sui decessi in Amiata

isola tesoro trivelleDalla pubblicazione, nell’ottobre del 2010, dello Rapporto Epidemiologico (clicca qui per scaricarlo), commissionato dalla Regione Toscana, attraverso l’Agenzia Regionale di Sanità (Ars), alla Fondazione “Gabriele Monasterio” e al Cnr di Pisa (Istituto di Fisiologia Clinica) ad oggi abbiamo assistito al macabro balletto di Regione, Enel e amministratori locali sui dati, incontrovertibili, di mortalità nell’area del monte Amiata, con l’uso strumentale di affermazioni della stessa Ars che sono contraddette nello stesso Studio.
Abbiamo analizzato il Rapporto e le nostre considerazioni sono riportate nel libretto, in fase in stampa, ‘ABGeoterma’ che verrà distribuito nei prossimi giorni.
Per adesso cerchiamo di dare qualche elemento per chiarire come si stia barando sui numeri che pure ci sono, evidenziati, nel Rapporto.
Intanto bisogna fare sempre attenzione a collegare i numeri con gli anni di riferimento (2000-2006, oppure 1980-2006), con il sesso, con l’area (Amiata, oppure area sud e nord assieme, oppure cluster significativi – i comuni più colpiti- nell’area di riferimento di 50 km) e con la patologia mortale (tumori, oppure tutte le cause). Questo perchè il Rapporto riporta più confronti e bisogna essere molto precisi.
In una prima conferenza stampa di due anni fa, mostrammo ai giornalisti le copie di due pagine del Rapporto ARS e illustrammo che l’incidenza era di 535 morti in eccesso per tutte le cause, quale somma nei due cluster statisticamente significativi per i maschi e per le femmine, di pag.81 e pag.82 dello stesso, per il periodo 2000-2006. Visto che i venti non rispettano i confini amministrativi, era importante questo dato oggettivo, ma subito dopo la Bramerini, per gettare discredito su quanto avevamo rivelato, disse che sbagliavamo perchè in tutti i comuni geotermici (mentre noi ci riferivamo chiaramente anche a quelli limitrofi) la somma per maschi e per le femmine era “solo” (disse così!) di 99 morti in eccesso (131 per i maschi e -32 per la femmine).
Oggi abbiamo una nutrita bibliografia tratta dalla letteratura scientifica internazionale sugli studi epidemiologici (vedi nota*) che smaschera le conclusioni della Bramerini & Co.: sono errori (volontari o meno) fatti per DILUIRE i risultati e ridurre l’effetto di dati altrimenti preoccupanti. Ma in Epidemiologia non è consentito confondere i dati per i maschi con quelli per le femmine, come non è consentito confondere i dati della zona nord (Larderello) con quelli dell’Amiata, perchè è documentata dagli stessi estensori dell Rapporto una notevole differenza di esposizione della popolazione ad inquinanti mortali diversi, quali il Mercurio, l’Arsenico, il Radon, ecc.; inoltre, sempre in Epidemiologia, è inammissibile non valutare l’azione cumulativa dei vari inquinanti presenti su un dato territorio. Mentre le ‘conclusioni’ del Rapporto, che contraddicono i contenuti dello stesso e sembrano scritte da mani diverse ma che continuano ad essere propagandate dagli interessati, compiono questi errori di diluizione arbitraria e non consentita che denunciamo con forza, proprio perchè è ormai noto e smascherato, nel mondo scientifico, questo tipo di manipolazione.
E’ esattamente, come denuncia il prof.Borgia, quello che fanno con le emissioni di sostanze tossiche nell’aria: per diluire la concentrazione degli inquinanti insieme ai gas estratti pompano aria pulita, ma le quantità, purtroppo, restano le stesse.
Una cosa è certa e non smentita da nessuno, riferito al periodo 2000-2006, è l’aumento statisticamente significativo di mortalità, nei maschi in Amiata,  del 13%, con punte in quattro comuni del 30% per tutti i tipi di tumori. Solo il Coordinatore di zona del PD può sostenere che questi dati non sono statisticamente significativi, come fatto all’incontro di Bagnoli il 15 marzo scorso.
Ai nostri amministratori rinnoviamo l’appello ad un serio confronto per diradare la confusione che -spesso indotta interessatamente- regna tra i cittadini dell’Amiata. Sarebbe un gesto di riscatto morale e politico quello di fermarsi un attimo a riflettere se e quanto sia utile e conveniente l’attività geotermica sul nostro territorio e valutare, senza paraocchi, le alternative compatibili con l’ambiente e che già oggi sono possibili, dalla geotermia a bassa entalpia al fotovoltaico (nel libretto avanziamo questa possibile scelta) come peraltro si sta facendo in altre zone del paese (con il concorso di Legacoop, che, ci risulta, vicina alle forze politiche che ci amministrano) ; segnaliamo anche il recente articolo che conferma che ormai si tratta di una tecnologia -anche- competitiva, scritto dal prof. Massimo Zucchetti del Politecnico di Torino.

(nota*)
a) S.Parodi, V.Gennaro, M.Ceppi, PL.Cocco Comparison bias and dilution effect in occupational cohort studies. Int J Occup Environ Health 2007; Apr-Jun: 13 (2): 143-52
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17718170
b) Hernberg. ”Negative” results in cohort studies: how to recognize fallacies.SJWEH.1981; 7:121-6
http://www.sjweh.fi/show_abstract.php?abstract_id=2589
c)  V.Gennaro, P.Ricci, AG.Levis, P.Crosignani. Epidemiology’s and epidemiologists’ vice and virtues. Vizi e virtù dell’epidemiologia e degli epidemiologi. Epi & Prev 2009; 33 (4-5), supp 2:49-56. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20124642
d)  N.Pearce. Corporate influences on epidemiology. Int J Epidem 2008; 37(1):46-53.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18245050
e)  V.Gennaro, L.Tomatis. Business bias: How epidemiologic studies may underestimate or fail to detect increased risks of cancer and other diseases. Int J Occup Environ Health 2005;11:356–359.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16350469
f) N.Bailar. How to distort the scientific record without actually lying: truth, and the arts of science. Eur J Oncol 2006; 11(4):217-224
g) D.Michaels. Doubt is their product. How industry’s assault on science threatens your health. Oxford University Press 2008.

Severo monito dell’Agenzia Europea dell’Ambiente: saranno ‘terroristi’ anche loro?

mcglade_rossi_bramerini_bocciatiIl ‘principio di precauzione’ è quello che da sempre invochiamo nella nostra richiesta di una moratoria sull’attività geotermica in Amiata, preoccupati soprattutto dalle ricadute sulla salute e sull’ambiente di tale sciagurata attività e per questo ci becchiamo continuamente dai politici, dall’enel e da certi ‘intellettuali de’ noantri’ le accuse di ‘allarmismo’, di ‘danneggiare l’immagine della montagna’, di essere dei ‘terroristi’.
Che le nostre argomentazioni siano invece ampiamente motivate ce lo conferma nientepopodimenochè l’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) che, attraverso la sua direttrice Jacqueline McGlade, bacchetta politici e (im)prenditori ribadendo, appunto, che tale principio ‘non è un lusso’, ma deve essere sempre rispettato e che “la priorità dei politici deve essere il mantenimento del benessere dei cittadini, non la competitività economica a tutti i costi”.
Ma si spinge anche oltre, rispondendo a chi lamentava che la crisi ci costringe a ‘tirare dritto’; dice infatti che “in un momento di crisi economica come l’attuale con la tesi che, al contrario, la sua assunzione (del principio di precausione, ndr) può essere di impulso per l’innovazione e non invece far perdere di competitività le industrie, anche perché è dimostrato che le aziende che rispondono positivamente ai preallarmi sono spesso all’avanguardia nel proprio settore”. Ma qui da noi funziona esattamente al contrario, col principio ‘pochi, maledetti e subito’: l’Enel che utilizza la tecnologia più redditizia ed i politici che sono allettati dal piatto di lenticchie delle ‘compensazioni ambientali’.
Leggendo ancora, con la lente della vicenda geotermia, la McGlade sottolinea che un problema, spesso sottaciuto, nel portare avanti tali ricerche sono le difficoltà incontrate dagli scienziati sul posto lavoro. Non di rado, infatti, è accaduto che gli studiosi che avevano denunciato un potenziale danno, pubblicando i risultati delle loro ricerche, abbiano perso il lavoro o subito rappresaglie: esattamente quello che è successo al prof.Borgia dopo che, con il suo studio Edra, aveva lanciato l’allarme sulla pericolosità della geotermia in Amiata.
Singolare in questa vicenda che a dare risalto a questa notizia sia proprio l’Arpat, che è una agenzia della Regione Toscana; ma il presidente Rossi, l’assessore all’ambiente (!) Bramerini e tutta la Giunta, li leggono questi documenti???
Probabilmente anche la EEA non potrebbe che bocciarli!
Riportiamo di seguito il testo integrale della notizia così come data dall’Arpat che può essere scaricata nel formato pdf cliccando qui.

IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE NEL PROCESSO DECISIONALE DELL’UE
La tutela dell’ambiente frontiera dell’innovazione e dello sviluppo. La direttrice esecutiva dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) ribadisce che “l’incertezza scientifica non è una giustificazione per l’inazione”.
È stata pubblicata in questi giorni su EurActiv, il più importante portale di informazione sull’Unione Europea, l’intervista che Jacqueline McGlade, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea dell’ambiente (EEA), ha rilasciato per controbattere le critiche mosse da alcuni gruppi imprenditoriali al recente report “Late lessons from early warnings 2013” nel quale l’EEA difende strenuamente il principio di precauzione all’interno del processo decisionale dell’UE. (vedi ARPATnews 053-13) –interessante, da leggere, ndr-
La McGlade controbatte all’osservazione che l’assunzione del principio di precauzione sarebbe un lusso non sostenibile dalle imprese in un momento di crisi economica come l’attuale con la tesi che, al contrario, la sua assunzione può essere di impulso per l’innovazione e non invece far perdere di competitività le industrie, anche perché è dimostrato che le aziende che rispondono positivamente ai preallarmi sono spesso all’avanguardia nel proprio settore.
I casi analizzati nelle “Late lessons 2013” rivelano quanto sia stato ottuso perseguire facili e immediati guadagni quando già si avevano a disposizione evidenze di pericolosità per l’uomo o l’ambiente.
Così è stato, per la pesca intensiva, l’uso di sostanze a basso costo come il benzene, il piombo nella benzina, l’amianto, gli insetticidi, gli ormoni della crescita per una maggior produzione di carne, ecc., mentre sarebbe molto più lungimirante, anche dal punto di vista economico, dare ascolto ai preallarmi perché in tal modo si eviterebbe sia di essere bloccati durante i processi produttivi, a causa di un danno dimostrato, sia di versare costosi risarcimenti (es. avvelenamento da mercurio in Giappone).
E comunque, citando la McGlade, “la priorità dei politici deve essere il mantenimento del benessere dei cittadini, non la competitività economica a tutti i costi”.
La direttrice ribadisce anche che, quando si valuta l’uso o meno di sostanze chimiche, è fondamentale pesare in maniera appropriata i costi e i benefici e che tutte le evidenze scientifiche siano prese in considerazione. Così nel caso del DDT non si è proceduto ad un divieto assoluto d’uso, ma con la Convenzione di Stoccolma è stato deciso che alcuni paesi possono continuare ad usarlo, in specifiche quantità definite da linee guida
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), come vettore di controllo di malattie, come la malaria.
La posizione ribadita più volte e in diverse forme nell’intervista è quella sintetizzata nel concetto che “l’incertezza scientifica non è una giustificazione per l’inazione, quando vi è evidenza plausibile di danno potenzialmente grave”, e che anche la paura di falsi positivi, come dimostrato nel report “Late lessons 2013”, è fuori luogo e non deve essere una giustificazione per evitare interventi precauzionali perché questi sono pochi e lontani tra loro rispetto a falsi negativi.
Basti pensare al caso degli interferenti endocrini (IE) dove con gli studi sugli animali, si hanno già a disposizione una molteplicità di prove che indicano una correlazione tra l’esposizione a sostanze chimiche e problemi alla tiroide, problemi immunitari, riproduttivi e neurologici, e molte di queste patologie, o disturbi similari, si possono riscontrare in aumento nella popolazione umana dato che sia l’uomo che gli animali possono essere esposti a queste sostanze chimiche nell’ambiente, o tramite l’acqua o la catena alimentare, dove tali sostanze possono accumularsi.
La McGlade sottolinea che un problema, spesso sottaciuto, nel portare avanti tali ricerche sono le difficoltà incontrate dagli scienziati sul posto lavoro. Non di rado, infatti, è accaduto che gli studiosi che avevano denunciato un potenziale danno, pubblicando i risultati delle loro ricerche, abbiano perso il lavoro o subito rappresaglie come nel caso di Snow (per i suoi studi sul colera), Selikoff (studi sull’amianto), Henderson, Byers, Patterson e Needleman (piombo nella benzina), Osakawa (studi sul mercurio), Putzai e Chapella (in materia di OGM), Schneider (cambiameti climatici), ecc., di conseguenza molti scienziati desiderano mantenere l’anonimato anche in considerazione del fatto che non esiste una legislazione adeguata che li tuteli.

Americani in Toscana: cosa non si fa per giustificare lo scempio!

americano_a_BagnoreL’Enel, in evidente difficoltà nel giustificare la sua geotermia in Amiata, continua ad avvalersi di pareri di ‘esperti americani’ che, al di là delle loro indubitabili capacità, probabilmente non hanno mai messo piede sulla montagna e forse non ne conoscono la particolarità geologica e quello che succede in questa zona in concomitanza con l’attività delle centrali.
Un caso recente è lo studio del prof.Bates sugli abitanti dell’isola di Rototua, Nuova Zelanda (il prossimo dove, su marte?), costretti a vivere in un territorio vulcanico ricco di emissioni ‘naturali’; presentato dall’ARS a Firenze lo scorso anno con il solo scopo di minimizzare l’impatto delle centrali nostrane, sbandierando ai quattro venti che l’acido solfidrico, H2S, non fa male, ma, anzi, potrebbe aiutare nei casi di asma.
I responsabili ASR toscana dovrebbero sapere che la letteratura scientifica ha segnalato come un grave errore, spesso voluto allo scopo di rassicurare e nascondere, non considerare l’effetto cumulativo e sinergico degli inquinanti presenti sullo stesso territorio e, nel caso specifico dell’Amiata, dovrebbero sapere che non ha alcun significato isolare l’acido solfidrico dal mercurio, dall’arsenico, dal radon, ecc.
La comparazione è talmente azzardata (nello studio si evidenzia solo l’H2S e l’incidenza dell’asma) che persino l’ARS stessa nella presentazione dello studio deve puntualizzare che “…del resto gli stessi autori non escludono la presenza di possibili fattori di distorsione (bias) dell’interpretazione dei risultati, come ad esempio un survivor effect, ossia il fatto che persone sofferenti di asma potrebbero essersi spostate dalle zone più esposte a H2S…”; cioè, traduciamo, che i risultati potrebbero non essere corretti perchè magari (ma che strani questi indigeni…) chi si ammala si allontana dalla zona, oppure, diciamo noi, è già morto e non può rispondere ai questionari. Tanto basterebbe a studiosi seri, ad amministratori attenti, ma anche a persone di buon senso per evitare confronti con la più tragica situazione amiatina, ma tant’è, come per le leggende metropolitane, l’Ars, l’Enel, politici di ogni genere e persino Legambiente continuano a riproporre la favola dell’acido solfidrico ‘buono’.
Degli ultimi giorni è invece lo scoop di un’intervista, o forse di un semplice parere adattato allo scopo, del prof.Horne, un altro americano, che viene a raccontarci come la tecnologia usata per le centrali amiatine sia all’avanguardia, e che ‘…i fluidi amiatini… …contengono alcuni gas incondensabili tali da non rendere applicabile proficuamente il ciclo binario…’: certo, lo sappiamo bene che i gas estratti contengono tante sostanze tossiche e che fare impianti che riducono tale impatto costano di più e rendono di meno, ed è proprio per questo che in Amiata si usano queste centrali, sfruttando il massimo dei vantaggi con il minimo di spesa, valutando -evidentemente- come ‘danni collaterali’ inevitabili gli effetti sulla salute, sull’acqua e sull’ambiente, come più volte ribadito anche dagli amministratori in pubblici atti che circoscrivono l’impatto e i danni ad una limitata porzione di popolazione e di territorio.
Ma in merito all’intervento del prof.Horne dice qualcosa di importante anche il prof.Borgia, italiano, che conosce benissimo il monte Amiata e che si è occupato a lungo della questione, almeno finchè non è stato estromesso dal suo ruolo in regione e ‘bandito’ da una parte dell’establishment dirigente di questo paese, e puntualizza alcuni aspetti che smenticono i facili entusiasmi lanciati dall’Enel e ripresi con enfasi sulla stampa.
Il prof.Borgia è lapidario ed afferma: ‘…Enel avrebbe dovuto già da molti decenni realizzare le centrali a ciclo binario che sono certamente molto più “environmental friendly” di quelle a “scarico libero” ed a “flash” nel campo geotermico! Le centrali attuali, invece, sono talmente inquinanti ed obsolete che tutte le società di geotermia che operano in Toscana propongono anche per l’Amiata centrali a ciclo binario! La tecnologia utilizzata attualmente in Amiata è in assoluto la forma più inquinante di produzione di energia elettrica, dannosa per l’ambiente e per la salute…’.
Continua evidenziando alcuni dei maggiori problemi specifici della geotermia amiatina (vedi nota*); è probabile che se il prof.Horne ne fosse a conoscenza forse non sarebbe così certo delle sue azzardate affermazioni.
In ogni caso, come coordinamento SOS Geotermia, rimaniamo dell’opinione che i 2 morti al mese in più, le malattie, le tonnellate di inquinanti sparse sull’Amiata, la riduzione e inquinamento dell’acqua, la sismicità, siano motivo di opporsi allo sfruttamento geotermico per invertire immediatamente la rotta, investendo e incentivando una economia legata all’unicità dell’ambiente e la tipicità delle sue produzioni agroalimentari, creando nuovi posti di lavoro nel risanamento, nel recupero e messa in sicurezza del territorio e nella difesa e ampliamento dei servizi ai cittadini e ai possibili flussi turistici.

(*) Horne è stato informato? Che:
> la pressione originaria dei campi geotermici è stata ridotta di 5 a 10 volte con un abbassamento del livello degli acquiferi potabili di oltre 300 m? E che questo ha comportato:
– una riduzione alla metà delle portate delle sorgenti maggiori e l’annullamento di molte delle sorgenti minori?
– la drastica riduzione delle sorgenti termali?
– la vaporizzazione del sistema geotermico con la formazione di gas incondensabili tossici tra cui CO2, H2S, Metano, Radon, Mercurio, Arsina, Ammoniaca, ecc.?
– la risalita dei gas incondensabili che vanno ad inquinare la falda potabile?
– la fuoriuscita incontrollata nell’ambiente di vapori geotermici dalle faglie e dalle gallerie, discenderie e sondaggi delle vecchie miniere?
– un rilevante grado di subsidenza che ha variato anche il livello di base dei fiumi?
> Le emissioni dalle centrali geotermiche:
– sono praticamente non controllate (vengono misurate solo alcune ore all’anno)?
– durante le manutenzioni ed i malfunzionamenti non sono sottoposte ad abbattitori e risultano totalmente incontrollate?
– per la vicinanza dei loro punti emissivi, interessano pesantemente le abitazioni circostanti?
– contengono talmente tanto mercurio che gli abbattitori AMIS dovrebbero eliminarne 100 volte di più di quanto fanno per rendere le centrali “environmental friendly”?
– contengono talmente tanta ammoniaca che nemmeno con gli abbattitori rientrano nei limiti di legge?
– per una stessa quantità di energia elettrica prodotta, contengono circa il doppio di CO2 di una centrale a gas a ciclo combinato?
– contengono talmente tanto H2S che spesso in prossimità delle Centrali non si respira?
f-ino a pochi mesi fa, in alcuni casi erano convogliate in atmosfera senza abbattitori all’altezza delle case poste solo ad alcune centinaia di metri di distanza?
> Le concentrazioni di inquinanti nei gas incondensabili sono talmente elevate da essere oltre i limiti di legge se fossero emesse da un normale camino e che invece, nel caso delle centrali geotermoelettriche in Amiata, l’escamotage adottato è quello di diluire i gas con milioni di metri cubi di aria pulita pompata ogni ora attraverso le torri di raffreddamento dalle quali, così, gli inquinanti escono evidentemente a concentrazioni più basse ma nelle stesse identiche quantità ancora letali di origine?
> I fluidi geotermici reiniettati sono soltanto circa 1/4 di quelli estratti dal campo geotermico (i restanti 3/4 sono emessi in atmosfera) e provocano una grande sismicità con terremoti che hanno generato anche danni ingenti alle case?
> Sono state indotte senza alcun preavviso da ENEL almeno tre eruzioni idrotermali che hanno devastato la vegetazione nel raggio di circa 100 m, ucciso gli animali, generato vulcani di fango anche dentro le case abitate, fatto scappare gli abitanti, salvatisi per mera fortuna? E che i tubi dei pozzi geotermici vicini a queste eruzioni non erano cementati fino ad una profondità anche di oltre 80 m!?
> Prima che le centrali dell’Amiata potessero ottenere le necessarie autorizzazioni, la Regione Toscana:
– ha rimosso dall’incarico molti tecnici e dirigenti esperti di geotermia (avevano valutato l’impatto ambientale delle nuove centrali geotermiche dell’area di Larderello)?
– non ha rinnovato il Comitato Tecnico per la Geotermia dell’Amiata, organo scientifico indipendente di consulenza della Regione Toscana, costituito per affrontare proprio i problemi generati dalla geotermia?
> Gli studi fatti dall’Agenzia Regionale per la Salute indicano che da circa 30 anni nei paesi “geotermici” di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Arcidosso e Castel del Piano vi sono in media 2 morti in più al mese rispetto ai paesi limitrofi per un totale di morti superiore a 700? E che sull’Amiata, l’unica attività industriale che ha un impatto ambientale notevolissimo è lo sfruttamento geotermico?

Il Cittadino online dell’11 aprile 2013

Tra studiosi americani e ambientalisti “smaliziati”….
Prosegue la polemica tra Enel e il supercomitato SOS Amiata
di Fabrizio Pinzuti
PIANCASTAGNAIO – “Americani in Toscana: cosa non si fa per giustificare lo scempio!” Così recita il titolo di un comunicato stampa di SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, a proposito di alcuni pareri di studiosi americani sulla geotermia a cui recentemente è ricorsa l’Enel. Si arricchisce, e si inasprisce, dunque di motivi scientifici, la polemica tra ambientalisti e colosso dell’energia, polemica nella quale viene coinvolta anche l’ARS (Agenzia Regionale Salute).
In una lunga e serrata nota i comitati ricordano che…  segue ns. comunicato e testo Borgia.

Corriere di Maremma del 20 marzo 2013

Bagnore 4, idee diverse allo specchio

SANTA FIORA. Dal 7 marzo l’Enel ha iniziato i lavori della centrale Bagnore4 e i Comitati Ambientalisti sono sul piede di guerra. Il Corriere di Maremma ha posto alcune domande sulla questione al dottor Andrea Borgia, vulcanologo e geologo vicino ai Comitati e all’ingegnere Massimo Montemaggi responsabile Geotermia Enel Green Power.
L’impatto sul territorio dell’Amiata delle tecnologie utilizzate da Enel per la produzione di energia geotermoelettrica è paragonabile a quello delle stesse centrali “a vapori di flash” realizzate in altri paesi? Negli Stati Uniti, in Germania, ad esempio, gli impianti come quelli di Piancastagnaio o di Bagnore come sarebbero considerati?
Borgia “Il problema è semplicemente legato alla concentrazione di sostanze tossiche che compongono appunto il vapore di flash. Nel caso dell’Amiata la concentrazione di sostanze tossiche in quel vapore è esorbitante e sono certo che in nessun paese civile del mondo sarebbe permesso emettere in atmosfera tali quantità di inquinanti in prossimità di bellissimi paesi turistici, di boschi dove esiste una grandissima biodiversità, e praticamente sopra l’area di ricarica del più importante acquifero potabile strategico della Toscana meridionale. La tecnologia attualmente utilizzata in Amiata è in assoluto la forma più inquinante di produzione di energia elettrica, e non può essere che dannosa per l’ambiente e per la salute”.
Montemaggi “Una volta individuata la risorsa geotermica intanto possiamo parlare di tecnologie: quella da adottare per la produzione di energia elettrica non è una scelta libera dell’operatore, ma dipende dal fluido geotermico del sottosuolo. Nel mondo sono presenti ben 526 impianti geotermici che producono complessivamente 67mila milioni di Kwh, in Italia se ne producono 5300, con un processo binario solo il 10%”.
Secondo un professore americano il problema maggiore per il ciclo binario è costituito (oltre all’aumento di suolo e all’impatto acustico) dai gas incondensabili che dovrebbero essere immessi in atmosfera. E’ vero?
Borgia “No, sono certo che il  professore non conosce a fondo il problema dell’Amiata. Le nuove tecnologie permettono di reiniettare nel sottosuolo anche i gas incondensabili. Tutte le altre società che in Toscana, Amiata compreso, propongono di sfruttare la geotermia si sono impegnate ad applicare cicli binari ad emissioni zero. In ogni caso, se all’Amiata si pensasse emettere in atmosfera i gas incondensabili attraverso un camino, le concentrazioni di elementi tossici nelle emissioni sarebbero di gran lunga sopra ai limiti di legge. È questo il motivo per cui credo sia stata chiusa la centrale a ciclo binario di Enel a Latera. Ritengo che non possa essere ammesso che qualora i gas incondensabili vengano emessi da un camino le emissioni siano fuorilegge, mentre qualora queste siano con un escamotage diluite con i miliioni di metri cubi di aria pulita che viene pompata pompata ogni ora attraverso le torri di raffreddamento, e che viene irrimediabilmente inquinata, rientrino nella norma!
Montemaggi “Se il fluido è ad alta entalpia (come questo di Bagnore) ad alto contenuto di gas, l’utilizzo del percorso binario non porta nessun vantaggio ambientale, ma anzi ne deriva un maggiore impatto perché è necessaria una superficie di suolo maggiore 5/6 volte di più, con un maggiore rumore e di contro non c’è un vantaggio dal punto di vista delle emissioni in atmosfera. L’impianto di Bagnore 4 sarà un impianto modello, con linee guida per tutti gli operatori geotermici nel mondo, con una efficienza del 95% di abbattimento di H2S, mercurio e un nuovo impianto di abbattimento di ammoniaca. Tra l’altro, a livello internazionale, le emissioni geotermiche sono considerate naturali”.
Il professore statunitense non fa alcun riferimento alla riduzione e alla contaminazione della falda acquifera. Il problema è da sottovalutare?
Borgia “No, anzi, come ben insegna l’Onu la riduzione della pressione originaria dei campi geotermici è probabilmente la maggiore causa di impatto ambientale. L’Enel ha ridotto tale pressione di 5-10 volte con conseguente: abbassamento, secondo i dati Enel, della falda acquifera anche di più di 300 metri; riduzione alla metà delle portate delle sorgenti maggiori ed annullamento di molte delle sorgenti minori; drastica riduzione delle sorgenti termali; vaporizzazione del sistema geotermico con formazione di gas incondensabili tossici tra cui CO2, H2S, Metano, Radon, Mercurio, Arsina, Ammoniaca; risalita dei gas incondensabili che vanno ad inquinare la falda potabile; fuoriuscita incontrollata nell’ambiente di vapori geotermici da faglie e da gallerie, discenderie e sondaggi delle vecchie miniere; subsidenza che ha variato anche il livello di base dei fiumi”.
Montemaggi “A uno dei numerosi studi dell’Università degli studi di Siena emerge chiaramente che non vi sono interferenze fra l’acquifero superficiale e il serbatoio geotermico. Le perforazioni attuali, inoltre, dimostrano lo stesso livello di quelle effettuate negli anni ‘60. Il livello non è cambiato ed è lo stesso di allora e dipende da piccole oscillazioni dovute alla piovosità ecc. Dai dati relativi agli anni ‘60 la falda era a quota 780 metri sul livello del mare esattamente come quella misurata dal piezometro di Poggio Trauzzolo del 2010, al netto delle variazioni stagionali. Anzi, attualmente i piezometri sono tre, quello citato, quello della Madonna del Castagno e La Valle e altri tre prescritti saranno piazzati entro l’estate”.
Molte persone che vivono sull’Amiata, nel leggere i dati dei monitoraggi Enel e Arpat, hanno qualche preoccupazione. E’ giustificata, secondo lei?
Borgia “Si, le emissioni sono praticamente non controllate (vengono misurate solo alcune ore all’anno), inoltre per la vicinanza dei loro punti emissivi alle abitazioni le interessano pesantemente; contengono talmente tanto mercurio chegli abbattitori Amis dovrebbero eliminarne 100 volte di più di quanto fanno adesso per rendere le centrali “environmental friendly”; contengono talmente tanta ammoniaca che nemmeno con gli abbattitori sembra che rientrino nei limiti di legge; per una stessa quantità di energia elettrica prodotta, contengono circa il doppio di CO2 di una centrale a gas a ciclo combinato; contengono talmente tanto H2S che spesso in prossimità delle Centrali non si respira; fino a pochi mesi fa, le emissioni erano, in alcuni casi, convogliate in atmosfera senza abbattitori all’altezza delle case poste solo ad alcune centinaia di metri di distanza”.
Montemaggi “No assolutamente, perché c’è un monitoraggio continuo, trasparente e controllato delle emissioni in aria dei vapori. Inoltre, allo scopo di ridurre i disservizi delle centrale, sarà anche installato un sofisticato sistema di telediagnostica in grado di preavvisare i nostri operatori di anomalie che possono verificarsi nel processo di produzione, molto prima che i sistemi di sicurezza intervengano mandando in blocco il gruppo”.
Se le tecnologie a ciclo binario non sono “proficuamente applicabili”, come dice il professore americano e quelle a vapori di flash, secondo alcuni, altamente inquinanti allora sull’Amiata non sarà possibile alcun tipo di sfruttamento geotermico?
Borgia “Questo non è esattamente vero. In ogni caso rimane aperta la strada della geotermia a bassa e media entalpia. Inoltre, il calore contenuto nelle rocce del sottosuolo non viene perso ma rimane ‘stoccato’ indefinitivamente pronto per essere usato quando avremo sviluppato tecnologie che lo potranno sfruttare senza fare gli attuali danni ambientali. In ogni caso, al fine di ridurre gli impatti all’ambiente ed alla salute, è necessario da subito ridurre l’utilizzo della risorsa geotermica fino al ripristino delle condizioni di pressione originarie. Gli studi fatti dall’Agenzia Regionale per la Salute indicano che da circa 30 anni nei paesi ‘geotermici’ di Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Arcidosso e Castel del Piano vi sono in media 2 morti in più al mese rispetto ai paesi limitrofi per un totale di morti superiore a 700. Mi sembra di capire che sull’Amiata, l’unica attività industriale che ha un impatto ambientale notevolissimo sia lo sfruttamento geotermico”.
Montemaggi “Come dicevo prima la risorsa geotermica dell’Amiata può essere sfruttata solo con una tecnologia a vapori di flash, in considerazione che i fluidi amiatini sono ad alta entalpia e dunque non è possibile realizzare una centrale a ciclo binario”

La Nazione del 20 marzo 2013

ARCIDOSSO GLI AMBIENTALISTI PRESENTANO GLI ULTIMI DATI CHE HANNO RACCOLTO
«No alla geotermia, parliamone»
I comitati indicono un’assemblea in vista della manifestazione
di Maria Brigida Langellotti
SI FA ANCORA più ampio il fronte dei cittadini amiatini che protestano contro lo sfruttamento geotermico del territorio. E per far sentire la loro voce e sensibilizzare le istituzioni locali, cittadini e comitati, nati per contrastare la nascita delle centrali geotermiche sul Monte Amiata, hanno organizzato un incontro pubblico. L’assemblea è in programma domani, alle 17,30 al «circolino» San Lorenzo di Arcidosso, in attesa della manifestazione di protesta prevista nel mese di maggio. L’OBIETTIVO è quello di affrontare l’argomento e esprimere tutte le preoccupazioni in merito ai temuti rischi per la popolazione. «L’Amiata chiama. Discutiamone insieme»: con questo motto i cittadini vogliono richiamare l’attenzione su una questione che li vede in subbuglio già da molti mesi. Cittadini e comitati, riuniti nel coordinamento Sos geotermia, da tempo protestano contro lo sfruttamento delle risorse geotermiche. Adesso la mobilitazione si è rafforzata ancora di più dopo l’annuncio di Enel Green Power dell’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4 nel territorio tra Santa Fiora e Arcidosso. «L’obiettivo spiegano da Sos geotermia è quello di promuovere un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. E’ importante discutere e decidere insieme le iniziative da sviluppare per la difesa del Monte Amiata. Per questo è importante che durante l’incontro ci sia la possibilità di confrontarsi anche con le istituzioni e le amministrazioni locali». Per il coordinamento Sos geotermia, i dati sono preoccupanti: «Le malattie, gli inquinanti sparsi sull’Amiata, la riduzione e l’inquinamento dell’acqua, rappresentino un motivo valido per opporsi allo sfruttamento geotermico e per invertire immediatamente la rotta, valorizzando un’economia legata all’unicità dell’ambiente e alla tipicità delle sue produzioni agroalimentari». TANTI i punti che saranno affrontati nel corso dell’incontro di domani. «Durante l’assemblea aggiungono da Sos geotermia si parlerà degli ultimi sviluppi e delle novità sulla questione geotermia, sarà presentato il resoconto degli incontri di Siena con i comitati toscani e di Roma con il forum nazionale Acqua pubblica. Inoltre, nell’occasione saranno valutate le proposte dei vari appuntamenti in programma nel mese di aprile nei comuni e nelle frazioni interessate alla questione dello sfruttamento geotermico e sarà presentata l’iniziativa nazionale che si svolgerà a maggio a Bagnore, nel territorio di Santa Fiora. L’incontro è aperto a cittadini e associazioni».

Prima Pagina Chiusi.it del 18 marzo 2013

GEOTERMIA SULL’AMIATA. LA RISPOSTA DEL COMITATO SOS GEOTERMIA ALLE DICHIARAZIONI DELL’ENEL
Continua il dibattito sul tema, avvalorato dagli studi di eminenti scienziati in contrapposizione tra loro. Il Comitato SOS geotermia: ” L’ENEL in evidenti difficoltà continua ad avvalersi di pareri scientifici americani che probabilmente non hanno mai messo piede in questa zona…”.
La questione geotermia accresce sempre di più il tenore delle dichiarazioni e delle polemiche contrapposte tra l’Enel ed il Comitato SOS geotermia. Venerdì abbiamo pubblicato sul sito di Primapagina, una nostra intervista all’ING Enel Montemaggi in cui, fra l’altro, si avvalorava la sicurezza ed il vantaggio della geotermia con studi di scienziati americani. A stretto giro di posta è arrivata la risposta del Comitato SOS Geotermia che ha anche avanzato delle ipotesi di un altro scienziato, italiano, a fronte degli studi USA dimostrati da ENEL.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Comitato amiatino che si intitola polemicamente “Americani in Toscana: cosa non si fa per giustificare lo scempio. (segue il ns. comunicato)

Contropiano.org del 18 marzo 2013

Americani in Toscana. Cosa non si fa per giustificare lo scempio
di  SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata
L’Enel chiama “esperti” Usa per far passare come “benefiche” le proprie iniziative contro l’ambiente. Una risposta allo statunitense Horne, probabilmente a corto di informazioni.
(segue il ns. comunicato)

Il Tirreno del 19 marzo 2013

Bagnore, ancora scontro fra comitati e Enel
Gli ambientalisti: «Horne fa affermazioni azzardate». Per gli altri, «la centrale è molto affidabile»
di Fiora Bonelli
AMIATA SoS geotermia in Amiata continua la sua battaglia, giudicando non affidabili le dichiarazioni e le interviste dei più autorevoli scienziati mondiali in fatto di geotermia. Per il comitato ambientalista, Enel scomoda la scienza americana pur di arrivare dove vuole. Quindi non è accreditato il professor Bates, non il professor Horne, ma viene dato credito solo al professor Borgia che afferma che «se Horne fosse a conoscenza di tutte le problematiche amiatine forse non sarebbe così certo delle sue “azzardate” affermazioni assai lusinghiere sullo sfruttamento geotermico in Amiata». In ogni caso, fanno sapere quelli del coordinamento SOS Geotermia, «rimaniamo dell’opinione che i 2 morti al mese in più, le malattie, le tonnellate di inquinanti sparse sull’Amiata, la riduzione e inquinamento dell’acqua, la sismicità, siano motivo di opporsi allo sfruttamento geotermico, investendo e incentivando invece una economia legata all’unicità dell’ambiente e la tipicità delle sue produzioni agroalimentari, creando nuovi posti di lavoro nel risanamento, nel recupero e messa in sicurezza del territorio». Dall’altra parte Enel ricorda che tutta la documentazione accumulata negli anni dalla regione Toscana, che ha incaricato Università e istituti di ricerca prestigiosi, ha dimostrato la sostenibilità della geotermia e tutte le autorizzazioni sono a posto. Per cui nulla vieta i lavori, e così prosegue la costruzione di Bagnore 4, con una capacità installata totale di 40 Mw, in grado di generare fino a 310 milioni di kilowattora all’anno. L’investimento totale previsto per la realizzazione di Bagnore 4 è di circa 120 milioni di euro. Il progetto prevede la realizzazione di due gruppi da 20 Mw ciascuno, che, con perfetto inserimento ambientale, andrà ad affiancare quella di Bagnore 3 da 20 Mw. «La centrale di Bagnore 4 è stata progettata tenendo conto dei migliori standard a livello mondiale e delle migliori tecnologie disponibili da un punto di vista ambientale – ribadisce Enel Green Power – L’impianto sarà dotato di un sofisticato sistema di monitoraggio e tele-diagnostica, in grado di garantire elevati standard di affidabilità e di efficienza».

Geotermia in Amiata. Se ne continua a parlare sui media…ma i politici tacciono

20130315_classtv_borgia_fermo_img2_elabDi nuovo ieri, 15 marzo 2013, la Tv si occupa di ‘Geotermia buona e cattiva’, titolo del servizio della trasmissione Prometeo in onda su Class Tv; a distanza di un paio di settimane dal precedente servizio che la stessa trasmissione ha fatto sull‘allarme mercurio in Amiata, questa volta viene intervistato il prof.Andrea Borgia, geologo e vulcanologo, che può essere considerato il maggior conoscitore delle criticità, dei danni e dei rischi legati allo sfruttamento geotermico in Amiata.
Lo stesso prof.Borgia oggi, 16 marzo, dalle colonne de Il Tirreno smorza i facili entusiasmi con cui la stessa Enel nei giorni scorsi aveva dato pubblicità a dichiarazioni del prof.Horn e denuncia anche i provvedimenti, a dir poco sconsiderati, presi a suo tempo dalla Regione Toscana in merito al controllo (mancato) sulla questione.

Nel box qui sotto potete ascoltare l’intervista (si tratta dell’audio, per chi volesse seguirla in video può collegarsi al servizio sul sito della trasmissione. (dal minuto 18’57” a 29’30”)

 

Questi gli articoli di oggi de ‘Il Tirreno’:

20130316_tirreno_borgia20130316_tirreno_borgia_box

La geotermia e l’ambientalismo embedded

legambiente_maskRipubblichiamo il post di Andrea Marciano per Beni Comuni Manciano su un intervento di Legambiente in difesa della geotermia a riguardo delle emissioni.

In un articolo sul sito online Green-report (che riportiamo di seguito ed è visibile in originale qui) a firma di Lucia Venturi, del circolo Legambiente di Rispescia, sulla geotermia in Amiata, l’autrice interviene per rassicurare ed appoggiare l’ENEL, nel bel mezzo di un’aspra campagna che oppone a questa azienda (ed all’apertura di una nuova centrale da 40Mw a Bagnore.) molti comitati ambientalisti locali   Il titolo già dice tutto: Geotermia e acido solfidrico: l’odore è sgradevole, ma non nuoce alla salute. Anzi . Come dire: “Venite, gente, venite tutti a respirare acido solfidrico, perché fa bene alla salute

Premesso che una associazione ambientalista, che da quella multinazionale percepisce congrue sponsorizzazioni, dovrebbe avere quantomeno il buon gusto di non produrre interventi in sua difesa, ci indigna la superficialità dell’intervento, che pilucca dagli studi scientifici citati, (In particolare quello su di una popolazione maori costretta a convivere con un vulcano attivo) solo quel poco che serve a scagionare l’ENEL da quel 13% di mortalità in eccesso registrata dallo studio ARS nei comuni geotermici dell’Amiata, ignorando tutto il resto.

Qui di seguito alcuni dettagli che potrebbero colmare le vistose lacune dimostrate dall’autrice del pezzo:

  • Lo studio sui nativi neozelandesi prende in considerazione una popolazione esposta ad un campo geotermico naturale, in cui la componente gassosa principale (e pressoché unica) è rappresentata dall’acido solfidrico, ma non tutti i campi geotermici sono uguali.  In quello amiatino, insieme all’acido solfidrico vengono emessi: mercurio, boro, arsenico ed ammoniaca, ma anche anidrite carbonica ed anidrite solforosa e tutto in quantità superiore a quelle ammesse per delle centrali termoelettriche a carbone di pari potenza, che sono governate da norme assai più stringenti. La sola quantità d’arsenico di cui viene autorizzata l’emissione ad ogni centrale, ammonta a 43 chilogrammi per anno, arsenico che, depositato al suolo, contamina ogni organismo vegetale ed animale, oltre, naturalmente, alle falde idriche.
  • Inoltre, lo studio dell’isola di Rotorua scagiona solo l’acido solfidrico dall’incidenza dell’asma, mentre sull’Amiata si parla di morti per tumore.
  • L’affioramento dei vapori geotermici in Amiata non è un fenomeno naturale: senza lo scavo di pozzi appositi, i vapori di cui sopra non raggiungerebbero mai, se non in rarissimi casi, la superficie.
  • la geotermia non è una fonte rinnovabile! Sfrutta il calore residuo della formazione del pianeta, ed i pozzi che vengono scavati, devono essere continuamente rinnovati ed approfonditi, dato che nel tempo esauriscono il loro potenziale, sia termico che idrico, questo la colloca tra le attività minerarie-estrattive, non tra le energie rinnovabile.  Ma il sistema di incentivazione la considera tale e da questo equivoco scaturisce tutto l’interesse dell’Enel per la geotermia: I certificati verdi che guadagna dalla gestione dei campi geotermici, (e dalle centrali idroelettriche che sta costruendo in Centro-America contro il parere delle popolazioni native) gli consentono di tenere aperte le numerose centrali a carbone che continua a gestire (invece di chiuderle, come ci si aspetterebbe, in un percorso virtuoso verso l’abbandono delle fonti fossili). Centrali come la famigerata Federico II di Brindisi repertoriata come uno dei siti industriali più inquinanti d’Europa dall’EEA (European Environment Agency)
  • La geotermia consuma (ed inquina) acqua potabile: l’interdipendenza tra le falde di superficie ed i bacini magmatici è stata provata da innumerevoli studi scientifici. Ed è importante ricordare che il bacino idrico dell’Amiata è quello che rifornisce l’Acquedotto del Fiora (700 mila utenti)
  • La mortalità in eccesso nei comuni geotermici dell’Amiata è un dato di fatto. Accertato da uno studio ARS commissionato dalla Regione Toscana, ed a nulla valgono gli insensati argomenti con cui si è cercato in seguito di smussarne il significato, quello studio di 166 pagine è un macigno che pesa sulle future carriere degli amministratori locali che continuano ad ignorarlo.

L’EEA ha prodotto uno studio sui costi indotti sulla società dall’inquinamento atmosferico (visionabile qui).

Dalle pragmatiche tabelle contenute a pagina 49 risulta che danni, malattie e decessi hanno un costo sociale che può essere accuratamente calcolato e che tale prezzo dovrebbe essere pagato per intero dal responsabile dell’inquinamento.  Non serve una calcolatrice per accorgersi che le indennità pagate dall’Enel ai comuni amiatini sono, al confronto, un’elemosina irrisoria, lontana anni luce dal conto che pagherebbe in un paese dove l’interesse dei cittadini fosse anteposto a quello degli azionisti, dei politici e dei loro “ambientalisti embedded”

Andrea Marciani

————————————-

A quanto detto nel post aggiungiamo quanto, nello studio Bates sugli indigeni di Rototua, viene rilevato anche dall’Ars ma taciuto da Legambiente:

“Del resto gli stessi autori non escludono la presenza di possibili fattori di distorsione (bias) dell’interpretazione dei risultati, come ad esempio un survivor effect, ossia il fatto che persone sofferenti di asma potrebbero essersi spostate dalle zone più esposte a H2S.”
…cioè, che i risultati potrebbero non essere corretti perchè magari (ma che strani questi indigeni…) chi si ammala si allontana dalla zona, oppure, diciamo noi, è già morto e non può rispondere ai questionari degli ineffabili studiosi americani.

——————————————

Geotermia e acido solfidrico: l’odore è sgradevole, ma non nuoce alla salute. Anzi
di Lucia Venturi
La presenza di acido solfidrico (H2S) nelle aree geotermiche toscane è ben nota, in particolare da chi vi abita. L’ARPAT e l’ARS sono ormai attive da molto tempo al fine di rilevare le eventuali conseguenze dal punto di vista ambientale e sopratutto sanitario. E proprio l’Agenzia Regionale di Sanità della Regione Toscana (ARS-Toscana) si è recentemente attivata per un confronto diretto con il gruppo di lavoro di Michael Bates, dell’Università della California che da tempo studia la popolazione di Rotorua, un‘isola vulcanica in Nuova Zelanda, caratterizzata, anch’essa, dalla presenza di emissioni naturali di acido solfidrico.
La popolazione di Rotorua, è la più ampia al mondo (60 mila persone) ad essere esposta ad emissioni geotermiche naturali, in particolare H2S e da tempo è sotto osservazione da parte del gruppo dei ricercatori guidati da Bates, che, in occasione del convegno su “Geotermia e Salute” organizzato dall’ARS per confrontare l’esperienza neozelandese e quella toscana, aveva anticipato alcuni risultati rassicuranti sugli effetti dell’esposizione ad acido solfidrico.
Lo studio neozelandese include varie linee di ricerca sugli effetti dell’esposizione a basse concentrazioni di H2S, tra cui l’asma ed effetti correlati.
La nuova ricerca, pubblicata su Environmental Research, si riferisce proprio a questo tipo di disturbi respiratori e mostra che l’esposizione cronica a basse concentrazioni di acido solfidrico non è associata a incrementi di rischio per asma e sintomi respiratori simili all’asma.
La nuova campagna di misurazioni effettuata dal gruppo di ricerca di Michael Bates mostra valori di concentrazione di H2S (sia in ambienti di vita che di lavoro) che si attestano nel range 0-64 ppb (0-91.4 µg/m3).
Valori, quindi, del tutto assimilabili a quelli  medi rilevati da ARPAT nel periodo 1997-2009 che sono risultati pari a 16.5 µg/m3 nell’area geotermica dell’Amiata senese, 2.8 µg/m3 nell’Amiata grossetana, 8.6 µg/m3 nell’area di Larderello-Lago e di 6.0 µg/m3 nell’area di Radicondoli-Travale.
Allo studio neozelandese, hanno partecipato 1.637 soggetti, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, che hanno compilato un questionario sulla salute respiratoria (in particolare diagnosi di asma e altri sintomi respiratori), sulla storia residenziale e lavorativa, sull’abitudine al fumo di tabacco e sulle caratteristiche sociali e demografiche (etnia, titolo di studio, reddito). I risultati non mostrano aumenti di rischio di asma all’aumentare dell’esposizione ad acido solfidrico. Al contrario suggeriscono una diminuzione della prevalenza di asma e sintomi asma-correlati nei soggetti esposti a concentrazioni più alte di H2S.
Oltre all’asma e a sintomi asma-correlati, i ricercatori americani hanno preso in considerazione altri esiti sanitari, che saranno oggetto di future pubblicazioni.
(8 marzo 2013)

CONFRONTO SULLA GEOTERMIA: VERDI RISPONDE, SOS RILANCIA

carte_confrontoSOS Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro.

Ora il Sindaco di Santa Fiora, Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha  problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”.(vedi articolo sotto)

Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti.

Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari.

Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente.

Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 18 aprile 2013

Geotermia, ora i sindaci si appellano ai cittadini
Landi: «Ci crediamo e vogliamo discuterne con loro»
ARCIDOSSO ANCHE VERDI (SANTA FIORA) È D’ACCORDO
di Maria Brigida Langellotti
DA UN LATO i cittadini preparano una mobilitazione contro lo sfruttamento geotermico dell’Amiata, dall’altro le amministrazioni comunali amiatine organizzano un’assemblea pubblica per presentare gli studi condotti finora sull’argomento che dimostrerebbero come le centrali geotermiche non danneggiano il territorio. L’assemblea è in programma all’inizio di maggio ed è organizzata dalle amministrazioni comunali di Arcidosso e di Santa Fiora. «Durante l’assemblea pubblica, che con molta probabilità si svolgerà ad Arcidosso ha spiegato il sindaco di Arcidosso, Emilio Landi verranno presentati gli studi elaborati dall’Ars (Agenzia sanitaria toscana) e dall’Arpat. I dati dell’Ars sono già stati presentati a Firenze e adesso saranno illustrati anche alla popolazione amiatina: lo studio dell’Ars ha riguardato lo stato di salute della popolazione residente nelle aree geotermiche toscane. Dagli studi effettuati abbiamo avuto garanzie che lo sfruttamento delle risorse geotermiche del nostro territorio non metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Inoltre, le amministrazioni locali, con l’Unione dei Comuni montani dell’Amiata grossetana, stanno attivando un Osservatorio, che si avvarrà delle competenze dell’Università, per avere dei parametri corretti. In più verranno installate delle centraline fisse di monitoraggio a ridosso delle centrali e abbiamo anche chiesto ulteriori piezometri per verificare l’incidenza delle centrali sulle acque». ANCHE il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, conferma l’intenzione dell’amministrazione di continuare a sostenere il progetto della geotermia: «Il Comune di Santa Fiora continua a credere nello sviluppo della geotermia, comunque continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per escludere un potenziale inquinamento. L’attenzione rimane alta, non a caso abbiamo in programma un’assemblea pubblica per analizzare gli studi effettuati sull’argomento». Intanto continua il «muro contro muro» tra coloro che da sempre si sono dichiarati contrari alla nascita delle centrali geotermiche sul territorio del Monte Amiata, tanto da aver dato vita al comitato «Sos geotermia», coloro che sostengono lo sfruttamento geotermico, considerato positivo per lo sviluppo dell’occupazione e delle fonti rinnovabili, e gli amministratori locali che non si sono opposti alla realizzazione delle centrali sull’Amiata. Il braccio di ferro si è fatto ancora più duro dopo che, alcune settimane fa, Enel Green Power ha annunciato il via ai lavori di realizzazione della nuova centrale Bagnore 4 che si aggiungerà alla centrale Bagnore 3, già presente nel comune di Santa Fiora. E proprio per protestare contro questa nuova centrale geotermica che il coordinamento «Sos geotermia» ha organizzato una manifestazione in programma l’11maggio. L’assemblea dei comitati è previsto alle 10.30 in piazza Indipendenza ad Arcidosso. Alle 14 partirà il corteo verso la centrale di Bagnore 4.

Il Cambiamento.it del 9 aprile 2013

Amiata: il sindaco di Santa Fiora replica ai comitati ambientalisti
Il Primo Cittadino si dichiara aperto al confronto
di Fabrizio Pinzuti

PIANCASTAGNAIO – Come era prevedibile il primo e, almeno a quanto ci risulta, unico amministratore pubblico a raccogliere l’appello e, in un certo senso, il guanto della sfida con i comitati ambientalisti di SOS Geotermia, è stato il sindaco Renzo Verdi di Santa Fiora, nel cui territorio comunale è cominciata la costruzione della megacentrale di Bagnore 4 (produzione prevista a regime 60 megawatt).  I comitati hanno sempre organizzato assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute e in questi ultimi tempi gli incontri si sono infittiti. Si sono però sempre lamentati di non aver “quasi mai avuto la possibilità concreta di incontrare gli a amministratori locali e di ragionare con loro”. Ora però il primo cittadino di Santa Fiora, uno dei comuni più geotermici, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Verdi insomma risponde e SOS Geotermia a sua volta rilancia replicando: “Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare dalle parole ai fatti”. Da parte nostra seguiremo con il massimo dell’attenzione e della puntualità questi momenti importanti di confronto tra amministratori e comitati per darne un’adeguata informazione.

La Nazione del 10 marzo 2013

«La manifestazione anti-geotermia? Ci auguriamo sia pacifica»
AMIATA IL SINDACO DI SANTA FIORA RESTA FEDELE AL FRONTE DEL «SÌ» INAUGURATO NEL 2007
«ERO E RESTO convinto che la geotermia può dare un valore aggiunto al territorio». Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, ribadisce il sostegno dell’amministrazione al modello energetico che prevede lo sfruttamento delle risorse geotermiche. Un tema «caldo» nel territorio amiatino che ha diviso i cittadini in due fronti: i favorevoli allo sviluppo geotermico e i contrari. Da questa frattura è nato il movimento Sos geotermia, che raccoglie i cittadini impegnati nella salvaguardia del Monte Amiata e nel contrasto allo sfruttamento geotermico. E proprio il coordinamento dei movimenti per l’Amiata Sos geotermia dopo l’annuncio di Enel Green Power dell’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4 a Santa Fiora e Arcidosso, è tornato a riaccendere i riflettori sulla querelle. Una battaglia che non preoccupa l’amministrazione. «IL COMUNE sottolinea il primo cittadino di Santa Fiora continuerà a sostenere il percorso intrapreso nel 2007, da quando partecipa con la Regione al tavolo istituzionale sulla geotermia. In ogni caso non abbasseremo la guardia e continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per l’abbattimento completo di un potenziale inquinamento». Il sindaco ammette di non essere a conoscenza della manifestazione annunciata dal coordinamento Sos geotermia: «Siamo in democrazia, ognuno può avere le proprie idee. Non sapevo della manifestazione: ne prendo atto, l’essenziale è che avvenga rispettando la legge e in maniera pacifica. Il Comune resta aperto al confronto, non abbiamo avuto un contatto con il coordinamento ma non abbiamo problemi a incontrare chi ne fa parte. L’amministrazione non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato».

La Nazione del 12 marzo 2013

Comitati pronti al confronto ma «decisi a non mollare»
Presa di posizione dopo l’annuncio dei lavori per Bagnore 4
AMBIENTE «SOS GEOTERMIA» ANNUNCIA UNA MANIFESTAZIONE
di Maria Brigida Langellotti
DISPONIBILI al confronto, ma determinati a difendere i loro principi e il loro territorio. Anzi più intenzionati che mai a continuare la lotta contro lo sfruttamento delle risorse geotermiche dei territori amiatini, in vista della manifestazione e che si svolgerà a maggio. Roberto Barocci, tra i membri del coordinamento Sos Geotermia, formato dai comitati ambientali e dai cittadini che si battono contro la realizzazione delle centrali geotermiche del territorio, nonché presidente del Forum ambientalista di Grosseto, spiega quali sono le azioni che il coordinamento ha previsto per contrastare lo sviluppo geotermico nei territori dell’Amiata. Un coordinamento formato dai comitati ambientali di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, da vari associazioni, due liste civiche di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore e tanti cittadini. Adesso la mobilitazione si fa ancora più articolata dopo che, la settimana scorsa, Enel Green Power ha annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4. «Non abbiamo intenzione sottolinea Barocci di stare a guardare. Per questo abbiamo annunciato la manifestazione di maggio, con molta probabilità a Santa Fiora, che coinvolgerà anche realtà nazionali. L’obiettivo è quello di chiedere una moratoria delle centrali geotermiche in Amiata». Barocci precisa che il coordinamento non ha mia negato il confronto: «chiediamo aggiunge al sindaco di Santa Fiora un incontro pubblico per parlare di salute e geotermia e per spiegare le nostre preoccupazioni. Il coordinamento continuerà a sostenere la validità delle proprie tesi, confermate anche da studi regionali: secondo la legge non si possono aggiungere altre condizioni di inquinamento in quei territori che già sono soggetti a fattori inquinanti».

Corriere di Maremma del 13 marzo 2013

Geotermia: Verdi risponde, Sos rilancia

Sos Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concretadi incontrare gli amministratori locali edi ragionare con loro. Ora il sindaco di Santa Fiora,Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presentioggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 14 marzo 2013

Sos Geotermia disponibile «Organizziamo un incontro»
AMIATA. «SOS GEOTERMIA in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per favorire il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute, ma quasi mai c’è stata la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro». Così il comitato interviene dopo le dichiarazioni del sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi che si era detto aperto al confronto con i cittadini per affrontare insieme il tema della geotermia. «Il sindaco Verdi continuano da Sos geotermia si dichiara aperto al confronto, aggiungendo che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e che l’amministrazione resta favorevole a un percorso partecipato. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi ai fatti». A tale proposito Sos geotermia propone un dibattito pubblico: «Proponiamo di organizzare ad Arcidosso o Santa Fiora, nel mese di aprile, in una data da concordare un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti».

Il Tirreno del 14 marzo 2013

LA PROPOSTA DI LAZZERONI E BIANCHINI
Geotermia sì o no, in arrivo un referendum
di Fiora Bonelli
CASTEL DEL PIANO Adesso per la geotermia si va a chiedere un referendum. Lanciano l’idea Corrado Lazzeroni e Marcello Bianchini, che hanno organizzato una riunione per domani alle 20,30 presso le ex scuole elementari di Bagnoli. Per attivare il referendum, afferma Lazzeroni in una lettera aperta ai cittadini «è necessario raggiungere il 15% di firme dell’attuale corpo elettorale di ogni comune. Le opzioni potrebbero essere: favorevole alla geotermia, contrario alla geotermia, favorevole alla sola geotermia con ciclo binario con conversione delle precedenti centrali gà costruite». Anche Sos geotermia coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, propone un pubblico incontro sulla querelle geotermia con una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Ma a scanso di equivoci, anche Enel Green Power rilancia, dopo la notizia che anche un esperto mondiale di geotermia come il prof. Horne si era espresso in termini lusinghieri sulla centrale di Bagnore 4 di Santa Fiora, i cui lavori sono cominciati da una settimana: «Horne – spiega Montemaggi responsabile Geotermia Toscana – è un’autorevole personalità in campo scientifico, assolutamente obiettiva e neutrale, che presiede la più importante associazione geotermica a livello mondiale. Per il nostro lavoro, che ha affrontato un articolato iter a livello istituzionale con studi di università e soggetti terzi e un percorso di partecipazione che si è concluso con il contraddittorio in Regione con tutti i soggetti del territorio, abbiamo dato risposte precise e puntuali. Sappiamo quindi quanto sia affidabile e innovativa la nuova centrale geotermica Bagnore 4, ma ci fa molto piacere che a livello internazionale si riconosca la nostra eccellenza tecnologica e si ribadisca che la tipologia dell’impianto è una scelta da fare in base al fluido del serbatoio geotermico e non viceversa». Altre notizie positive in materia di geotermia arrivano dalla Nuova Zelanda e di nuovo dagli Usa: il professore Michael Bates dell’Università della California ha condotto uno studio sulla popolazione di Rotorua, esposta ad emissioni geotermiche naturali: la ricerca, pubblicata su Environmental Research mostra che l’esposizione cronica a basse concentrazioni di acido solfidrico non è associata a incrementi di rischio per asma e sintomi respiratori simili all’asma. Al contrario c’è una diminuzione della prevalenza di asma e sintomi correlati. «Infine – commenta Montemaggi – gli studi sulla salute fatti da istituzioni, enti di ricerca e soggetti terzi, assicurano che non ci sono rischi per la popolazione. In ogni caso, Enel Green Power ha brevettato gli impianti Amis che eliminano anche il tipico odore dell’acido solfridico. A Bagnore 4 vi sarà inoltre un innovativo impianto di abbattimento dell’ammoniaca, che sarà eliminata per la quasi totalità. Insomma, Bagnore 4 è un’opportunità di sviluppo per il territorio, in termini energetici ed economici, e potrà dare anche calore ai paesi e alle aziende della zona».

Bagnore 4, iniziato il cantiere della nuova centrale Enel. AMIATA CALLING: GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA TERRA!

bramerini 7 nani_600_72Nonostante il ricorso pendente al TAR e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, nel silenzio complice degli amministratori, l’Enel ieri, 7 marzo, ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore3 (20 MW) fino a 60 MW.
Pure il rinnovato interesse da parte dei media nazionali che hanno evidenziato tutte le problematiche legate alla geotermia amiatina, non sono valsi a far sì che da parte delle amministrazioni si aprisse un tavolo di verifica ed approfondimento sulla questione.
Il Coordinamento SOS Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale, ha immediatamente deciso che non c’è più tempo da perdere ed annuncia l’indizione di una manifestazione a carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata il prima possibile e che abbia come temi, oltre all’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e dei cantieri del cosiddetto ‘piano di riassetto’ di Piancastagnaio:

Contro il saccheggio del territorio in nome del profitto di pochi.
Per la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e ambientali. Per ridurre le morti da avvelenamento ambientale, le morti sul lavoro, la riduzione del servizio sanitario e degli ospedali e per il rilancio di una cultura della vita sana, delle cure gratuite e garantite per tutti.
Contro la privatizzazione dei servizi, dei beni comuni, dell’acqua e per la difesa e rilancio di una economia ecosostenibile.
Per la politica al servizio delle popolazioni per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio.
Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria.
Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente.

Denunciamo peraltro come si insista, anche stavolta, nel ricatto lavoro/salute, laddove si annuncia che i lavori inziali vengono affidati ad una ditta di Abbadia S.S., nel maldestro tentativo di dividere i cittadini tra loro e tra ‘campanili’ o, come per Floramiata, voler far credere che più geotermia porti più occupazione.
Preannunciamo da subito iniziative in tutti i paesi della montagna e invitiamo la popolazione a partecipare per fermare il saccheggio dell’Amiata.

La Nazione del 9 marzo 2013

AMIATA GEOTERMIA
«Azioni legali per l’impianto»
UNA MANIFESTAZIONE sul monte Amiata per protestare contro l’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4, nei comuni di Santa Fiora e Arcidosso. Lo ha annunciato il coordinamento Sos geotermia che sottolinea anche di aver «immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale». «Non c’è più tempo da perdere afferma il coordinamento organizzeremo il prima possibile una manifestazione a carattere nazionale sul monte Amiata, chiedendo l’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e dei cantieri del cosiddetto Piano di riassetto di Piancastagnaio. Annunciamo da subito iniziative in tutti i paesi della montagna e invitiamo la popolazione a partecipare per fermare il saccheggio dell’Amiata». Il coordinamento non nasconde la delusione dopo l’annuncio di Enel Green Power di avvio dei lavori. «Nonostante il ricorso pendente al Tar aggiunge il coordinamento Sos geotermia e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, l’Enel ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore3».

Il Tirreno del 9 marzo 2013

Via a Bagnore 4, è subito guerra
Il coordinamento Sos Geotermia annuncia mobilitazione e manifestazioni di portata nazionale    
di Fiora Bonelli
AMIATA. Sos Geotermia, il coordinamento dei comitati amiatini antigeotermici, annuncia una mobilitazione nazionale contro l’inizio dei lavori di Bagnore 4; se la prende con gli amministratori e invita la popolazione a «fermare il saccheggio dell’Amiata». Sos Geotermia, insomma, non sente ragioni e anche se le sue argomentazioni e alcuni dei suoi dati vengono ogni volta contestati e contraddetti da quelli forniti da Università e da Enel (è accaduto anche in una recente puntata di Striscia la notizia), il coordinamento va avanti e accusa tutti. «Nonostante il ricorso pendente al Tar e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, nel silenzio complice degli amministratori, l’Enel il 7 marzo ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore 4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore 3 (20 Mw) fino a 60 Mw». E il movimento non si accontenta della risonanza mediatica, ma prosegue utilizzando le vie legali: «Il Coordinamento Sos Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale, ha subito deciso che non c’è più tempo da perdere e annuncia l’indizione di una manifestazione a carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata il prima possibile e che abbia come temi non solo l’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e dei cantieri del cosiddetto “piano di riassetto” di Piancastagnaio». I temi che dovranno aggregare gli ambientalisti di tutta Italia sono infatti una lunga lista che Sos Geotermia sintetizza così: «Per la politica al servizio delle popolazioni, per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio. Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria. Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente». Sos geotermia trova anche da ridire su quello che in una nota definisce «il ricatto lavoro – salute, laddove si annuncia che i lavori iniziali di Bagnore 4 vengono affidati a una ditta di Abbadia San Salvatore, nel maldestro tentativo di dividere i cittadini tra loro e tra “campanili”; o, come per Floramiata, voler far credere che più geotermia porti più occupazione. Preannunciamo da subito iniziative in tutti i paesi della montagna», concludono. Intanto il dibattito prosegue a tutti i livelli. E mentre il Partito democratico annuncia un prossimo meeting sull’argomento con la partecipazione, se possibile del presidente regionale Rossi, a Bagnoli, nella sede delle ex scuole elementari, alcuni cittadini hanno organizzato un incontro per parlare di geotermia e per attivare un referendum consultivo con tre domande sul futuro della geotermia: favorevole, contrario, favorevole ma col sistema binario e non con il flash che è quello attuale. Insomma, il referendum che dovrebbe tentare la “mediazione”, se ancora mediare è possibile.

La Nazione del 10 marzo 2013

«La manifestazione anti-geotermia? Ci auguriamo sia pacifica»
AMIATA. IL SINDACO DI SANTA FIORA RESTA FEDELE AL FRONTE DEL «SÌ» INAUGURATO NEL 2007
«ERO E RESTO convinto che la geotermia può dare un valore aggiunto al territorio». Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, ribadisce il sostegno dell’amministrazione al modello energetico che prevede lo sfruttamento delle risorse geotermiche. Un tema «caldo» nel territorio amiatino che ha diviso i cittadini in due fronti: i favorevoli allo sviluppo geotermico e i contrari. Da questa frattura è nato il movimento Sos geotermia, che raccoglie i cittadini impegnati nella salvaguardia del Monte Amiata e nel contrasto allo sfruttamento geotermico. E proprio il coordinamento dei movimenti per l’Amiata Sos geotermia dopo l’annuncio di Enel Green Power dell’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4 a Santa Fiora e Arcidosso, è tornato a riaccendere i riflettori sulla querelle. Una battaglia che non preoccupa l’amministrazione. «IL COMUNE sottolinea il primo cittadino di Santa Fiora continuerà a sostenere il percorso intrapreso nel 2007, da quando partecipa con la Regione al tavolo istituzionale sulla geotermia. In ogni caso non abbasseremo la guardia e continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per l’abbattimento completo di un potenziale inquinamento». Il sindaco ammette di non essere a conoscenza della manifestazione annunciata dal coordinamento Sos geotermia: «Siamo in democrazia, ognuno può avere le proprie idee. Non sapevo della manifestazione: ne prendo atto, l’essenziale è che avvenga rispettando la legge e in maniera pacifica. Il Comune resta aperto al confronto, non abbiamo avuto un contatto con il coordinamento ma non abbiamo problemi a incontrare chi ne fa parte. L’amministrazione non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato».

Corriere di Maremma del 10 marzo 2013

“Una manifestazione nazionale contro i lavori a Bagnore 4″
SANTAFIORA – Il coordinamento Sos Geotermia interviene su Bagnore: “Nonostante il ricorso pendente al Tar e il crescente allarme tra la popolazione, l’Enel il 7 marzo ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore 4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore 3 (20Mw)fino a 60Mw. Il coordinamento Sos Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile, annuncia l’indizione di una manifestazionea carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata per l’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e controle morti da avvelenamento ambientale, la privatizzazione dei servizi, la falsa greeneconomy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria”.

PrimaPagina Chiusi.it dell’11 marzo 2013

GEOTERMIA SULL’AMIATA. L’AVVIO DEL CANTIERE DELLA CENTRALE ENEL DI BAGNORE 4 CONTINUA A CREARE POLEMICHE.
Il Comitato SOS geotermia esprime preoccupazione. Il comunicato stampa.
Proseguono le polemiche relative alla geotermia sull’Amiata. Nei giorni scorsi i media hanno dato notizia dell’avvio del cantiere della centrale Enel Bagnore 4. La questione, oltre le prevedibili dichiarazioni da parte di Enel che tutto è sicuro e che ci saranno nuove prospettive occupazionali, è che c’è il rischio che si riproponga il “modello ILVA”, cioè il binomio-ricatto lavoro/salute, come espressamente scritto dal comunicato del Comitato SOS geotermia, che riceviamo e pubblichiamo di seguito:
“Bagnore 4, iniziato il cantiere della nuova centrale Enel. AMIATA CALLING: GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA TERRA! Nonostante il ricorso pendente al TAR e nonostante il crescente allarme tra la popolazione, nel silenzio complice degli amministratori, l’Enel ieri, 7 marzo, ha dato il via al cantiere della centrale Bagnore4 che, se realizzata, triplicherà la potenza dell’esistente Bagnore3 (20 MW) fino a 60 MW. Pure il rinnovato interesse da parte dei media nazionali che hanno evidenziato tutte le problematiche legate alla geotermia amiatina, non sono valsi a far sì che da parte delle amministrazioni si aprisse un tavolo di verifica ed approfondimento sulla questione. Il Coordinamento SOS Geotermia, oltre ad aver immediatamente allertato gli avvocati per intraprendere ogni eventuale iniziativa possibile sul piano legale, ha immediatamente deciso che non c’è più tempo da perdere ed annuncia l’indizione di una manifestazione a carattere nazionale da realizzarsi sul monte Amiata il prima possibile e che abbia come temi, oltre all’immediata sospensione dei lavori della centrale di Bagnore4 e dei cantieri del cosiddetto ‘piano di riassetto’ di Piancastagnaio: “Contro il saccheggio del territorio in nome del profitto di pochi. Per la valorizzazione delle risorse naturali, culturali e ambientali. Per ridurre le morti da avvelenamento ambientale, le morti sul lavoro, la riduzione del servizio sanitario e degli ospedali e per il rilancio di una cultura della vita sana, delle cure gratuite e garantite per tutti. Contro la privatizzazione dei servizi, dei beni comuni, dell’acqua e per la difesa e rilancio di una economia ecosostenibile. Per la politica al servizio delle popolazioni per rivendicare il diritto a decidere su come utilizzare l’energia che serve al territorio. Contro le produzioni inquinanti, la falsa green economy, il consumo di suolo, l’avvelenamento dell’acqua e dell’aria. Per il rilancio di un programma nazionale di bonifica, messa in sicurezza e difesa idrogeologica del territorio che crei prevenzione e occupazione permanente.” Denunciamo peraltro come si insista, anche stavolta, nel ricatto lavoro/salute, laddove si annuncia che i lavori inziali vengono affidati ad una ditta di Abbadia S.S., nel maldestro tentativo di dividere i cittadini tra loro e tra ‘campanili’ o, come per Floramiata, voler far credere che più geotermia porti più occupazione. Preannunciamo da subito iniziative in tutti i paesi della montagna e invitiamo la popolazione a partecipare per fermare il saccheggio dell’Amiata.

Geotermia in Amiata. ‘Striscia la menzogna’…dell’Enel

striscia_montemaggi_romagnoliIl servizio di Striscia la Notizia di domenica 3 marzo us ci consente di dimostrare quanta siano mistificanti e fasulle le argomentazioni usate a difesa della geotermia Enel sul monte Amiata.

Il giornalista, dopo aver trasmesso l’intervento di SOS Geotermia, che riporta correttamente quanto è scritto a pag.162 dello Studio epidemiologico della Regione Toscana  sullo stato della salute dei residenti, e cioè che “…negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia a quello regionale..”, e che in Amiata tale eccesso è del 13%, come è riportato a pag.80 dello stesso Studio, passa la parola per la replica al responsabile Enel Green Power Massimo Montemaggi e all’ingegnere Paolo Romagnoli dell’Enel.

Questi afferma che lo Studio della Regione Toscana ha dimostrato che la mortalità in Amiata è invece in riduzione, con un andamento nel tempo minore di quello che si registra in altre aree, ma comunque in diminuzione.

Il telespettatore rimane perplesso: chi avrà ragione? C’è una riduzione di mortalità, come sostiene Enel, oppure un aumento, come sostiene SOS Geotermia? Il giornalista non si esprime.

Spieghiamo l’inganno furbesco dei dirigenti Enel.
Lo Studio citato analizza anche l’andamento della mortalità in un lasso di tempo molto lungo, oltre trenta anni , e registra un fenomeno che è proprio di tutto il mondo occidentale, cioè una riduzione tendenziale della mortalità per un allungamento della vita che è generalizzato, tipico e frutto della ricerca medico scientifica del dopoguerra. Quindi anche in Amiata si registra tale fenomeno di positiva riduzione, come riferisce l’ingegnere dell’Enel, ma la riduzione in Amiata per i maschi è ben inferiore del 13 % a quella registrata nei comuni limitrofi e a quella registrata in Toscana, che è presa come andamento di normalità statistica. Se la riduzione dell’andamento positivo in Amiata è inferiore del 13%, matematicamente significa che c’è un pari aumento negativo rispetto ai comuni dove si registra una riduzione maggiore della sopravvivenza.

ars_tabella_tumori

Fino al 1990-99, sia in Toscana (viola) che nelle aree di Larderello (rosso) e dell’Amiata (blu), i tumori nei maschi sono in diminuzione, ma dal 1999, mentre il trend toscano e anche dell’area di Larderello diminuisce, nell’Amiata c’è un aumento

Cioè, in tutto il mondo occidentale, e in Toscana, c’è una tendenza a vivere di più e in maggiore salute, ma in Amiata non è così! La differenza è quel 13% in più di morti e l’aumento di altre patologie.

Nelle parole dell’Enel sta l’inganno. Non dire che la scienza statistica fa solo un confronto con una situazione di riferimento considerata la norma, che nel caso in esame è l’andamento registrato in tutta la Toscana. Non dire che una diversità negativa, rispetto ad un andamento positivo concordemente scelto come norma, è una differenza negativa.

Poi si parla di stili di vita…, fingendo di non sapere che tale ipotesi è stata definitivamente smentita dalla stessa Agenzia Regionale di Sanità, con il recente studio di Voller che dice: Il confronto tra la popolazione residente nei comuni delle due aree geotermiche e quella dell’area non geotermica compresa entro 50 chilometri dall’area geotermica, non rivela differenze rilevanti rispetto alle caratteristiche socio demografiche e agli stili di vita (fumo, alcol, dieta, attività fisica)”. Più chiari di così!

L’Ing.Paolo Romagnoli afferma inoltre che il valore del livello del bacino acquifero oggi è sostanzialmente uguale al livello presente negli anni ’60 al momento dell’inizio dello sfruttamento geotermico. E’ ancora falso! Perchè la superficie di falda risulta circa 200 metri al disotto delle misurazioni effettuate da Calamai -proprio per conto di Enel- negli anni ’60. Oggi, ogni mese il bacino si riduce di un metro come rilevato dal pozzo piezometrico di Poggio Trauzzolo, nonostante che negli ultimi anni le precipitazioni e le nevicate siano state le più alte degli ultimi 45 anni, accertato dalla stessa Regione con lo Studio MOBIDIC.

L’Ing.Romagnoli afferma che le tecnologie utilizzate sull’Amiata sono le migliori possibili e realizzabili in relazione al tipo di fluido disponibile a Piancastagnaio, ma non dice che tali tecnologie sono vietate nei paesi ‘civili’ come gli Usa o l’Australia e che sono invece usate in Italia e nel ‘terzo mondo’ perché rendono di più di quelle di nuova generazione che sacrificano parte della produzione al rispetto dell’ambiente e della salute.

Resta il fatto che le tonnellate di inquinanti ce le siamo sorbite tutte fino ad oggi senza limitazioni e non si è mai proceduto ad una valutazione di impatto sanitario che tenga conto dell’azione cumulativa e sinergica delle nuove emissioni con le forme di inquinamento già esistenti e documentate, come peraltro indicato dall’Europa.

Corriere di Maremma del 5 marzo 2013

Abbadia San Salvatore. I badenghi non apprezzano il servizio televisivo di Canale 5 “Striscia la notizia” parla di geotermia sull’Amiata
Abbadia San Salvatore. Domenica sera, canale 5, Striscia la notizia. Gli amiatini tutti (o quasi) davanti la TV per assistere al servizio, annunciato qualche giorni prima, sulla geotermia in Amiata. Servizio realizzato circa un mese fa a Piancastagnaio. Il parere dei comitati locali che vi hanno preso parte sono stati articolati. C’è chi ha sostenuto che “nel programma sono state tagliate alcune cose importanti, come il principio di precauzione e le nostre proposte. Ma ci sarà occasione di ritornarci sopra, coma ha detto Laudadio”. E chi ha ritenuto, invece, che rispetto alla usuale aggressività di Strisciaquesta volta Laudadio ha mostrato imperturbabilità nei confronti dei due ingegneri Enel, contenendo ogni forma di sarcasmo o di ironia. Quello, però, che non è andato proprio giù un gruppo di giovani badenghi è che gli stessi ingegneri, non sapendo come giustificare quei morti in eccesso (il 13% della popolazione maschile rispetto all’area di riferimento locale) emersi dallo studio commissionato da Ars Toscana alla fondazione “Gabriele Monasterio” e al Cnr di Pisa, ecco, quegli stessi ingegneri hanno detto che gli eccessi di mortalità e di patologie si devono “agli stili di vita” delle popolazioni amiatine (ipotesi assunta in un primo momento anche da Ars toscana, ma poi smentita e annullata). Ma come si è permessa Striscia di dipingere gli amiatini “di fronte alla nazione come una popolazione di trogloditi e avvinazzati”, dediti al mangiare eccessivo, alle libagioni e ai piaceri sregolati? E hanno così deciso di realizzare un “controservizio” su Amiata, stili di vita e benessere, che avvalori per assurdo questa tesi. E già si cercano figuranti per il video, che prenderà il via nei prossimi giorni.

Il Tirreno del 7 marzo 2013

Geotermia e salute, il caso finisce a Striscia
Il tg satirico sull’Amiata. Gli ambientalisti: «Mortalità in eccesso del 13%». Enel replica: «Non è vero»
di Fiora Bonelli
AMIATA. Il movimento SoS Geotermia è sbarcato anche a Striscia la Notizia in un servizio di due giorni fa. Durante le interviste dell’inviato Max Laudadio ha commentato le affermazioni che i vertici Enel hanno fatto nella stessa trasmissione. Per gli ambientalisti «in Amiata c’è un eccesso di mortalità del 13% e la falda acquifera sta diminuendo». Riprendendo, dunque, alcuni passaggi della trasmissione, in cui Enel, tramite l’ingegner Montemaggi, ha affermato che non c’è né eccesso di mortalità né diminuzione della falda, come da studi dell’Ars Toscana. «Chi avrà ragione? – il senso del servizio – C’è una riduzione, come sostiene Enel, oppure un aumento, come sostiene SOS Geotermia? Il giornalista non si esprime». SoS geotermia prosegue nel contestare la lettura di Enel. «Lo studio citato analizza anche l’andamento della mortalità in un lasso di tempo molto lungo, oltre trenta anni, e registra un fenomeno che è proprio di tutto il mondo occidentale, cioè una riduzione tendenziale della mortalità per un allungamento della vita che è generalizzato, tipico e frutto della ricerca medico scientifica del dopoguerra. Quindi anche in Amiata si registra tale fenomeno di positiva riduzione, come riferisce l’ingegnere dell’Enel, ma la riduzione in Amiata per i maschi è ben inferiore del 13 % a quella registrata nei comuni limitrofi e a quella registrata in Toscana. Se la riduzione dell’andamento positivo in Amiata è inferiore del 13%, matematicamente significa che c’è un pari aumento negativo rispetto ai comuni dove si registra una riduzione maggiore della sopravvivenza. Cioè, in tutto il mondo occidentale, e in Toscana, c’è una tendenza a vivere di più e in maggiore salute, ma in Amiata non è così! La differenza è quel 13% in più di morti e l’aumento di altre patologie». E a proposito dell’acqua l’ingegnere Enel Paolo Romagnoli nel servizio di Striscia ha affermato che il valore del livello del bacino acquifero oggi è sostanzialmente uguale al livello presente negli anni ’60 al momento dell’inizio dello sfruttamento geotermico. Per Sos Geotermia «è tutto falso! Perchè la superficie di falda risulta circa 200 metri al disotto delle misurazioni effettuate da Calamai – proprio per conto di Enel- negli anni ’60. Oggi, ogni mese il bacino si riduce di un metro come rilevato dal pozzo piezometrico di Poggio Trauzzolo, nonostante che negli ultimi anni le precipitazioni e le nevicate siano state le più alte degli ultimi 45 anni, accertato dalla stessa Regione con lo studio Mobidic». Resta il fatto, concludono gli esponenti di SOS geotermia, «che le tonnellate di inquinanti ce le siamo sorbite tutte fino ad oggi senza limitazioni e non si è mai proceduto ad una valutazione di impatto sanitario che tenga conto dell’azione cumulativa e sinergica delle nuove emissioni con le forme di inquinamento già esistenti e documentate, come peraltro indicato dall’Europa».

La Nazione del 6 marzo 2013

AMIATA. PER GLI AMBIENTALISTI CI SONO DIVERSE LETTURE DEI DATI
Striscia la Notizia parla di geotermia ma il comitato non è d’accordo
di Cristiano Bernacchi
IL COMITATO ambientalista Sos Geotermia esce allo scoperto dopo il servizio di Striscia la Notizia. «Il giornalista dicono dopo aver trasmesso l’intervento di Sos Geotermia, che riporta correttamente quanto è scritto nello studio epidemiologico della Regione, cioè che negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo, e che in Amiata tale eccesso è del 13%, passa la parola per la replica al responsabile Enel Green Power Massimo Montemaggi e all’ingegnere Paolo Romagnoli dell’Enel. Questi affermano che lo Studio della Regione Toscana ha dimostrato che la mortalità in Amiata è invece in riduzione, con un andamento nel tempo minore di quello che si registra in altre aree, ma comunque in diminuzione». Secondo il comitato «lo spaesamento per lo spettatore è certo, dato che le due ipotesi sostenute sono in netta contraddizione, ma il bandolo della matassa è rintracciabile solo nei dati statistici. Ovvero spiegano che il trend di moralità degli ultimi trenta anni sia diminuito è un fatto che si registra in tutto il mondo occidentale con un allungamento della vita generalizzato, ma allora quel 13% di mortalità in eccesso come si spiega?». Secondo i comitati è proprio quell’aumento di mortalità in eccesso con una differenza del 13% a dimostrare che nel resto del mondo occidentale si vive tendenzialmente di più, ma «in Amiata non è così».

Il Cittadino online.it del 5 marzo 2013

Sos Geotermia: “Fateci capire che succede in Amiata”
Morti e patologie legate alla risorsa naturale, sì o no?
di Fabrizio Pinzuti

AMIATA. Altra pagina di SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, contro l’Enel. “Striscia la menzogna dell’Enel”, recita più esattamente il titolo di una nota dei comitati. Il comunicato prende spunto da un servizio trasmesso da canale 5 in Striscia la notizia domenica 3 marzo sull’attività geotermica dell’Enel in Amiata. Il giornalista, dopo aver trasmesso l’intervento di SOS Geotermia, che riporta quanto è scritto a pag.162 dello Studio epidemiologico della Regione Toscana1 sullo stato della salute dei residenti, e cioè che “…negli uomini la mortalità generale osservata nell’intera area geotermica mostra un eccesso statisticamente significativo rispetto sia al riferimento locale sia a quello regionale..”, e che in Amiata tale eccesso è del 13%, come è riportato a pag.80 dello stesso Studio, passa la parola per la replica al responsabile Enel Green Power Massimo Montemaggi e all’ingegnere Paolo Romagnoli dell’Enel. Questi afferma che lo Studio della Regione Toscana ha dimostrato che la mortalità in Amiata è invece in riduzione, con un andamento nel tempo minore di quello che si registra in altre aree, ma comunque in diminuzione. Il telespettatore rimane perplesso: chi avrà ragione? C’è una riduzione di mortalità, come sostiene Enel, oppure un aumento, come sostiene SOS Geotermia? Il giornalista non si esprime. Questo il riassunto della trasmissione nella quale i Comitati intravedono “l’inganno furbesco dei dirigenti Enel”. Spiega la nota che “lo Studio citato analizza anche l’andamento della mortalità in un lasso di tempo molto lungo, oltre trenta anni, e registra un fenomeno che è proprio di tutto il mondo occidentale, cioè una riduzione tendenziale della mortalità per un allungamento della vita che è generalizzato, tipico e frutto della ricerca medico scientifica del dopoguerra. Quindi anche in Amiata si registra tale fenomeno di positiva riduzione, come riferisce l’ingegnere dell’Enel, ma la riduzione in Amiata per i maschi è ben inferiore del 13% a quella registrata nei comuni limitrofi e a quella registrata in Toscana, che è presa come andamento di normalità statistica. Cioè, in tutto il mondo occidentale, e in Toscana, c’è una tendenza a vivere di più e in maggiore salute, ma in Amiata non è così! La differenza è quel 13% in più di morti e l’aumento di altre patologie. Nelle parole dell’Enel sta l’inganno. Non dire che una diversità negativa, rispetto ad un andamento positivo concordemente scelto come norma, è una differenza negativa. Poi si parla di stili di vita…, fingendo di non sapere che tale ipotesi è stata definitivamente smentita dalla stessa Agenzia Regionale di Sanità, con il recente studio di Voller che dice: “Il confronto tra la popolazione residente nei comuni delle due aree geotermiche e quella dell’area non geotermica compresa entro 50 chilometri dall’area geotermica, non rivela differenze rilevanti rispetto alle caratteristiche socio demografiche e agli stili di vita (fumo, alcol, dieta, attività fisica)”. Più chiari di così! L’Ing. Paolo Romagnoli afferma inoltre che il valore del livello del bacino acquifero oggi è sostanzialmente uguale al livello presente negli anni ’60 al momento dell’inizio dello sfruttamento geotermico. E’ ancora falso! Perché la superficie di falda risulta circa 200 metri al disotto delle misurazioni effettuate da Calamai – proprio per conto di Enel – negli anni ’60. Oggi, ogni mese il bacino si riduce di un metro come rilevato dal pozzo piezometrico di Poggio Trauzzolo, nonostante che negli ultimi anni le precipitazioni e le nevicate siano state le più alte degli ultimi 45 anni, accertato dalla stessa Regione con lo studio Mobidic. L’Ing.Romagnoli afferma che le tecnologie utilizzate sull’Amiata sono le migliori possibili e realizzabili in relazione al tipo di fluido disponibile a Piancastagnaio, ma non dice che tali tecnologie sono vietate nei paesi ‘civili’ come gli Usa o l’Australia e che sono invece usate in Italia e nel terzo mondo perché rendono di più di quelle di nuova generazione che sacrificano parte della produzione al rispetto dell’ambiente e della salute. Resta il fatto che le tonnellate di inquinanti ce le siamo sorbite tutte fino ad oggi senza limitazioni e non si è mai proceduto ad una valutazione di impatto sanitario che tenga conto dell’azione cumulativa e sinergica delle nuove emissioni con le forme di inquinamento già esistenti e documentate, come peraltro indicato dall’Europa”.