Ad Abbadia S.S. va in scena il tradimento della comunità

Gravissimo voltafaccia del Consiglio comunale di Abbadia San Salvatore che, il 27 settembre 2017, apre alla possibilità di realizzare centrali anche nel suo territorio tradendo la memoria storica che vedeva questo Comune e questa comunità da sempre contrari alla geotermia e soli a non aderire al Protocollo d’intesa del 2007 (scarica pdf) impedendo la realizzazione di centrali e rinunciando ai “trenta denari” delle compensazioni ambientali di cui beneficiano i Comuni “geotermici”.
Passa quindi la mozione della maggioranza che prevede, in ossequio alle direttive regionali sulla ANI, l’individuazione di un’area disponibile alla realizzazioni di centrali geotermiche; fatto ancor più grave è che ai voti della maggioranza si sono uniti quelli di due consiglieri di opposizione Andrea e Angela Tondi della lista civica “Abbadia Futura”, lista che ha sempre ribadito la contrarietà alla geotermia, tanto che il capogruppo Castro e l’altro consigliere Pacini hanno votato contro.

Pubblichiamo il comunicato distribuito in occasione del Consiglio del 27/9 dai Comitati e il resoconto del Corriere di Siena successivo.

 

Geotermia anche a Abbadia?

Il consiglio comunale di Abbadia San Salvatore assumerà oggi, mercoledì 27 settembre 2017, una decisione gravissima, che contrasta con la storia di una comunità fermamente contraria allo sviluppo geotermico nel proprio territorio e che si è nel tempo opposta a qualsiasi forma di “geotermia” per motivi di ordine ambientale, sanitario, economico-sociale e energetico (non c’è necessità di energia elettrica).

La mozione presentata dal gruppo di maggioranza sulle ANI (Aree non idonee alla Geotermia) chiede alla Regione Toscana che venga “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”.

Una “apertura” agli impianti “a ciclo binario”, di vecchia data e che presentano comunque seri problemi come sismicità, reimmissione degli incondensabili quando la loro percentuale (come in centro Italia) è alta, problemi alle falde acquifere, etc.

Una scelta economica e culturale miope e arretrata, che sostanzialmente avalla la strategia della Regione Toscana, che vuol fare dell’Amiata un secondo distretto geotermico, sul modello di Larderello, dove far confluire le mire speculative della lobby geotermica non più solo nazionale, ma mondiale.

Cosa sarà dell’Amiata se alle centrali inquinanti flash di Piancastagnaio e Bagnore si aggiungeranno decine di impianti in un’area limitata, che ha ben altre vocazioni ambientali e economiche?

Una scelta fuori tempo che contrasta con quella della maggior parte dei comuni geotermici della Toscana e delle regioni limitrofe (Umbria e Lazio), le cui amministrazioni e popolazioni ritengono la “geotermia” non sostenibile e anzi dannosa per le altre attività, sulle quali i territori investono per il loro futuro.

Per il futuro dell’Amiata gruppi di cittadini sempre più numerosi stanno pensando a altro, alla valorizzazione delle risorse autentiche della montagna e di quel patrimonio cospicuo di aria, acqua, foreste, storia e cultura che solo la realizzazione di un Parco Nazionale Naturale può tutelare, garantendo sostenibilità ambientale e crescita economica.

Comitato Ambiente Amiata – Movimento di Cittadinanza – Sos Geotermia

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Corriere di Siena 29/9/17

La mozione Pd sulle “Ami” spacca la lista civica “Abbadia Futura”

da sin.: Angela e Andrea Tondi, Rosario Castro, Andrea Pacini della lista Abbadia Futura

Abbadia San Salvatore. Colpo di scena mercoledì 27 settembre us durante la seduta del consiglio comunale di Abbadia San Salvatore, convocato per trattare diversi argomenti e, in particolare, l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare “Centrosinistra per Abbadia San Salvatore” sulle Ani (Aree Non idonee alla Geotermia). Un documento, nel quale il gruppo di maggioranza chiedeva alla regione toscana di considerare l’intero territorio comunale di Abbadia area “non idonea” alla attività geotermoelettrica, “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”. Una scelta contro corrente, che ha infranto il “mito” del comune di Abbadia quale ultimo baluardo resistente a difesa di un territorio che è sempre più meta di progetti speculativi della lobby geotermica nazionale e mondiale. L’ordine del giorno è stato approvato a maggioranza, con i due voti a favore dei consiglieri di minoranza (lista civica “Abbadia Futura”) Andrea Tondi e Angela Tondi, mentre il capogruppo Rosario Castro e il consigliere Antonio Pacini hanno espresso voto contrario. [M.B.]

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