Monthly Archives: gennaio 2018

Castel Giorgio, 27 gennaio 2018. Grande partecipazione alla conferenza sulla geotermia

Castel Giorgio, sabato 27 gennaio 2018. Conferenza “No alla Geotermia Elettrica Speculativa ed Inquinante”, organizzata dalla Rete NOGESI. Grande partecipazione di pubblico.
L’interesse mirato dei cittadini verso gli interventi. Un crescendo di approfondimenti sul tema.

 

Si inizia con il sindaco del comune di Castel Giorgio, Andrea Garbini che riassume l’escursus della lotta contro la speculazione sul territorio di Castel Giorgio e dei comuni limitrofi su cui insistoni i progetti degli impianti in questione. Riferisce la contrarietà anche delle amministrazioni dei comuni di Allerona, Castel Viscardo, Orvieto ed Acquapendente.

Il dott. Fausto Carotenuto che sottolinea l’importanza dell’essere coesi sul tema alla lotta contro la geotermia di tutte le forze politiche locali che non conosce colori e bandiere e come è importante che la cittadinanza si faccia sentire.

Il dott. Roberto Barocci insieme alla commozione, coincidente con il giorno della Memoria per la shoah, a lui tornano alla memoria i volti dei tanti amici morti sull’Amiata. Si perchè sull’Amiata nelle vicinanze delle centrali geotermiche si è innalzata la mortalità a percentuali che sfiorano il 13% rispetto alla media nazionale. Il 13 % corrisponde a centinaia di persone.

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo riporta il caso dei campi Flegrei, il supervulcano, per il momento bocciato e di Ischia che resta in attesa. Territori già provati, storicamente, da terremoti e dissesti idrogeologici.

Il geologo Francesco Biondi che evidenzia le problematiche che possono scaturire dalle trivellazioni e dalla realizzazione dei pozzi geotermici, in un’area che ospita il bacino idrico da cui attingono acqua potabile svariati comuni dell’orvietano e non solo. Solo uno dei molteplici temi che mettono in mostra i dubbi sulla bontà della geotermia.

Riassumendo, lo stato di fatto dei territori locali si trova così configurato:
> il progetto pilota di Torre Alfina è stato bocciato per incompatibilità ambientale;
> il progetto pilota di Castel Giorgio ha superato tutti i livelli di approvazione e attende da troppo tempo che la regione Umbria neghi l’intesa. L’intesa è un atto politico, non di carattere tecnico.
> I due progetti per permesso di ricerca geotermico denominati “Monterubiaglio” e “Montalfina” sono stati autorizzati dalla regione Umbria, con l’opposizione dei sindaci e dei territori.

In ultimo dai cittadini un appello alla presidente Marini che si può vedere affisso nelle vie di Castel Giorgio (vedi immagine a lato)

 

CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI: Latera, 3 febbraio 2018

Nell’ambito del ciclo di conferenze e incontri 2018 promosso dalla Rete NoGESI presenta:

Sabato 3 febbraio alle ore 16,00 si terrà presso il Comune di Latera la quarta di una serie di conferenze organizzate dalla Rete Nazionale NOGESI (No geotermia elettrica speculativa ed inquinante). Il comune di Latera aderisce.

L’evento è stato organizzato per offrire alla popolazione un quadro chiaro dell’impatto che le centrali geotermiche, sia quella proposta da ENEL GREEN POWER, sia quella proposta da Latera Sviluppo, avrebbero su Latera e sui paesi limitrofi della Tuscia.

Il territorio ha una vocazione agricola, turistica, ricettiva e chi viene a visitare questi luoghi resta affascinato dall’accoglienza di un paese che conserva quasi intatto il proprio patrimonio storico, naturalistico, paesaggistico ed esprime tradizioni popolari di un innegabile fascino.

In questi luoghi è ancora troppo forte l’amarezza per l’esperienza disastrosa vissuta per alcuni mesi nel 1999, anno in cui la centrale di Latera, ormai in disuso ma mai smantellata, è stata avviata ed ha mostrato gli effetti devastanti di un impianto geotermico: immissione in atmosfera di sostanze inquinanti e maleodoranti che stazionavano all’interno delle abitazioni e nelle strade, occupando tutta la Caldera di Latera, raggiungendo Montefiascone, Bolsena, Pitigliano, Ischia di Castro, Canino e determinando il crollo delle attività turistiche e malori della popolazione.
Vogliamo dire NO perché è ormai chiaro che non solo le centrali che utilizzano la tecnologia “flash”, ma anche le centrali “a ciclo binario” non garantiscono emissioni zero, pertanto la loro energia non può essere considerata pulita. Ciò è emerso chiaramente da ultimo durante il convegno “Le nuove frontiere della geotermia – dalla geotermia elettrica alla cogenerazione geotermica “, che si è svolto a Roma presso il Gse, lo scorso 18 gennaio. Nel dibattito l’ing. Montemaggi di Enel GREEN POWER, ha ribadito che in presenza di una concentrazione di gas incondensabili superiore all’1%, la re-immissione totale dei fluidi geotermici non è realizzabile. A Latera gli incondensabili sono circa il 6%!
Invitiamo tutti i cittadini e gli amministratori della Tuscia a respingere uniti questi progetti speculativi tesi solo ad assicurarsi il godimento di lauti incentivi pagati peraltro dalle tasche dei cittadini e delle imprese!

Intervengono

Francesco DI BIAGI – Sindaco di Latera, Saluti e introduzione

Velio AREZZINI – Portavoce Rete Nazionale NOGESI, Presentazione

Andrea BORGIA – geologo dell’Università degli Studi di Milano, Le tecnologie ad alta e media entalpia

Giuseppe PAGANO – geologo, esperto in idrogeologia geotermica della Tuscia, Problematiche idrogeologiche

Fabio LANDI – Geologia e problematiche sanitarie

Amelia BELLI MINERVINI – presidente Accademia Kronos, L’esperienza delle serre di Latera

Spazio al Coordinamento dei Sindaci della Tuscia contro la geotermia

Sono stati invitati parlamentari e membri del consiglio regionale del Lazio

La conferenza sarà ripresa e trasmessa dalla TV – RTUA e visibile sul canale Youtube

Comune di Latera
Rete Nazionale NOGESI

Geotermia speculativa e inquinante: l’inizio della fine?

Vengono finalmente al pettine i nodi delle critiche e delle denunce dei comitati, bollati per anni come allarmisti e terroristi.

Forse non è la vittoria finale contro la geotermia speculativa e inquinante, ma quel che sta succedendo in questo primo scorcio del 2018 fa ben sperare.

Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili:
– al Parlamento europeo, con gli emendamenti Tamburrano ed altri, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente;
Enel Green Power di nuovo in Tribunale, stavolta come indagata, a rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata che utilizzano la vecchia tecnologia “flash” a rilascio libero in atmosfera;
– il Presidente della Regione Toscana Rossi costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, dichiarando perfino un (falso) sostegno agli emendamenti del Parlamento europeo. Riconoscendo quindi che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita». Cioè la riduzione delle emissioni, il che conferma che fino ad oggi tali centrali hanno inquinato (!), ma pensando però di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori. Certo che la campagna elettorale contribuisce alle sorprendenti e contraddittorie sortite del governatore Rossi;
– di certo i fatti accennati sparigliano le carte anche tra i sostenitori della cosiddetta “buona geotermia”, cioè le “piccole” centrali binarie, definite a reimmissione totale dei gas. Infatti al recente convegno “Le nuove frontiere della geotermia – dalla geotermia elettrica alla cogenerazione geotermica” del 18 gennaio u.s. il tema scottante è stato proprio il problema della reimmissione per il quale bisognerà cercare una soluzione in quanto, ad oggi, tale tecnologia non riesce a farlo; tanto che da più parti, considerato che le società che propongono tali centrali spesso non ne hanno mai realizzata neanche una, si chiede un aiuto proprio all’Enel che fino ad oggi avevano criticato per le vecchie centrali flash. Peccato che Enel Green Power, per bocca del suo rappresentante Montemaggi, confermi che in presenza di gas incondensabili superiori all’1%, come generalmente avviene in Italia, sia IMPOSSIBILE la totale reimmissione, certificando quindi che tale tecnologia è comunque inquinante.

Pertanto si pone concretamente –ed il presidente Rossi farebbe bene a valutarlo essendo governatore dell’unica regione italiana “geotermica” – come superare il tema delle tecnologie “inquinanti” (sia flash che binarie) e quindi, a seguito di una moratoria di ogni attività, avviare un tavolo di confronto e di studio sulle politiche energetiche, sulle alternative praticabili e sull’innovazione tecnologica (DBHE e TEG), come sta già avvenendo in USA ed in Giappone.

Noi crediamo che tanta frenetica attività serva solo ad evitare di affrontare una volte per tutte la questione geotermia nella giusta ottica che da sempre i cittadini, i comitati e tanti amministratori locali chiedono:
fermare subito tutti gli impianti inquinanti; moratoria sui progetti delle nuove centrali flash e binarie, spingere verso l’innovazione tecnologica;
utilizzo di risorse (ad esempio gli incentivi goduti impropriamente dalle attuali centrali) per la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, davvero pulite e rinnovabili nonché al risparmio energetico e l’efficientamento energetico degli edifici;
sostegno alle economie locali che valorizzino i territori e le produzioni locali.

Sappiano i sostenitori della geotermia speculativa e inquinante che su questo continueremo le nostre battaglie.

Rete Nazionale NOGESI


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CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI: Castel Giorgio, 27 gennaio 2018

Nell’ambito del ciclo di conferenze e incontri 2018 promosso dalla Rete NoGESI presenta:

 

Sabato 27 gennaio a Castel Giorgio-ore 10 presso il Comune si terrà la terza di una serie di conferenze organizzate dalla Rete Nazionale NOGESI (No geotermia elettrica speculativa ed inquinante).

Il perché del NO alla geotermia:

No perché i territori hanno una vocazione agricola, turistica, ricettiva e tali caratteristiche si stanno orientando sempre più verso un’alta qualità.

No perché chi viene da fuori a visitare questi luoghi resta affascinato dall’accoglienza di un posto che conserva caratteri e bellezze naturali inglobate in un sistema antropico ancora rispettoso.

Luoghi dove si vive bene, dove in molti hanno deciso di traferirsi. Tutto questo non è compatibile con progetti speculativi ed industriali.

I cittadini sono preoccupati e snervati nel veder sorgere progetti speculativi sul proprio territorio.

Dopo Torre Alfina che è stato rigettato per incompatibilità ambientale, dopo Castel Giorgio che ha superato tutte le fasi di approvazione e sta attendendo da troppo tempo il NO da parte della Regione Umbria, sono stati autorizzati dalla stessa Regione Umbria 2 progetti di ricerca geotermica che interessano i comuni di Allerona, Castel Giorgio, Castel Viscardo ed Orvieto.

I cittadini non vogliono un territorio devastato. I cittadini non stanno in silenzio.

Dalla conferenza di Scansano richiesta di moratoria

Di seguito il comunicato di Scansano Sos Geotermia sula conferenza del 22 gennaio 2018

 

Sospendere tutte le procedure autorizzative inerenti i permessi di ricerca geotermici vigenti in Toscana: parte da Scansano l’appello alla Regione Toscana perché ogni decisione sia rinviata alla conclusione della mappatura delle Aree Non Idonee, già in discussione in Regione, e all’attuazione di quanto prescritto dal Decreto Legislativo 152/2006 in materia di mappatura e protezione delle falde acquifere.

La mozione, indirizzata alla Giunta Regionale Toscana e ai gruppi consiliari è stata approvata all’unanimità al termine di una partecipata conferenza pubblica organizzata dalla Rete Nogesi e dal Comitato Scansano Sos Geotermia, tenutasi sabato nella Sala del Consorzio Tutela del Morellino di Scansano.

Velio Arezzini, portavoce della Rete Nogesi, Roberto Barocci, Rete Nogesi, Fabio Landi, Sos Geotermia e Andrea Borgia, Geologo Università di Milano, hanno illustrato con ricchezza di dati e studi l’impatto ambientale, sanitario ed economico che la geotermia ha già avuto in un territorio particolare come quello dell’Amiata, il cui sottosuolo, di origine vulcanica e ricco di giacimenti e miniere, è ad altissimo rischio di inquinamento. Il pericolo non va esportato in Maremma.

Secondo i comitati che si battono contro lo sfruttamento industriale della risorsa geotermica in Maremma, per un elementare principio di precauzione, sarebbe illogico concedere altri permessi di ricerca prima che vengano individuate le Aree Non Idonee e le sorgenti idriche con le relative aree di salvaguardia.

Né vale l’argomento utilizzato dalle società che chiedono di poter proseguire il loro sondaggi, riducendo il tutto a mera ricerca mineraria: quelle perforazioni profonde sono altamente invasive e molto costose e dunque, da un lato comportano comunque rischi per l’ambiente e la salute, dall’altro proprio per il loro costo, sono finalizzate, con tutta evidenza, alla successiva richiesta di permesso a costruire le centrali.

Per tutto questo i comitati chiedono alla Regione di fermarsi in attesa che il quadro sia più definito e nello stesso tempo auspicano con forza che i sindaci dei comuni coinvolti dai vari progetti geotermici – come avvenuto nel viterbese, dove la Provincia si è assunta il coordinamento dei Sindaci della Tuscia – sappiano fare squadra e unire le forze per aprire una vera e propria vertenza con la Regione Toscana.

In questo avranno al loro fianco i cittadini, che in tutti questi mesi si sono impegnati per diffondere informazioni e notizie alla popolazione e sollecitare le prese di posizione delle più importanti realtà cooperative e produttive della Maremma.

Al termine della conferenza è stata approvata all’unanimità la seguente mozione:

Moratoria sulla geotermia in Toscana

I comitati territoriali che si battono contro la geotermia elettrica speculativa aderenti alla Rete NOGESI chiedono che la Regione Toscana sospenda ogni decisione sulla concessione delle VIA richieste per permessi di ricerca profonda in diversi comuni della regione fintanto che non si completi la zonizzazione delle aree idonee così come previsto dalla DELIBERAZIONE 15 maggio 2017, n. 516 della stessa Giunta regionale. La moratoria deve anche coprire il tempo necessario a dar seguito a quanto previsto dall’Art. 94 del D.Lgl. 152/2006 che impone alle Amministrazioni regionali la “Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.” In particolare la Legge impone che (comma 1) «su proposta delle Autorità d’ambito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano… nonché per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonché, all’interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda, le zone di protezione.»
È del tutto evidente che, nel rispetto del principio di precauzione, permessi di ricerca profonda, invasivi e con grande impatto ambientale, non possano essere concessi prima che sia definita, di concerto con i Comuni coinvolti la mappa delle Aree Non Idonee e delle sorgenti idriche da tutelare.
A tal proposito si auspica che, al pari di quanto avvenuto nel Lazio, dove la Provincia di Viterbo ha assunto su di sé il coordinamento dei sindaci della Tuscia per proporre l’allungamento della moratoria già prevista dalla Regione Lazio, i Sindaci dei Comuni della Maremma sappiano fare rete per coordinare il confronto con l’amministrazione regionale e così dare più forza alla difesa di un territorio unico che non può essere trasformato da polo di produzione di eccellenze agroalimentari e vitivinicole in distretto industriale geotermico.

Sono stati fatti molti passi avanti ma molti di più ne restano da fare, uniti si può!
Comitato Scansano Sos Geotermia


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La Nazione 24/1/18

 

 

 

 

 

 

 

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Sbornia elettorale: Rossi sostiene tutto e il contrario di tutto …smentito da tutti

Incredibile soddisfazione (!) del presidente della Toscana sulle mozioni sulla geotermia al Parlamento europeo, anche se proprio l’area PD ha cercato di bloccarle e solo due mesi fa il Consiglio regionale ne ha bocciata una analoga.

 

Sarà il vento elettorale che fa spiegare le vele dei candidati sempre a favore di qualsiasi avvenimento che possa portare consensi.
E’ il caso del presidente della regione Toscana Enrico Rossi che, all’indomani della messa sotto indagine dell’Enel per le centrali amiatine e dopo che il Parlamento europeo ha approvato due mozioni sostenute dall.on Tamburrano ed altri parlamentari UE, che sfatano il tabù della geotermia sempre e comunque pulita, si lascia andare a dichiarazioni di soddisfazione, ed anzi di primogenitura, di tale ultima iniziativa.

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Afferma infatti Rossi: “Il Parlamento europeo ha approvato un emendamento sull’energia geotermica che reputo positivo e per la cui approvazione io stesso sono intervenuto, sollecitando alcuni eurodeputati italiani a sostenerlo” e che l’emendamento “si colloca nel solco del lavoro fatto finora per ridurre le emissioni delle centrali geotermiche”.(vedi box a lato, Il Tirreno 19/1/18 oppure Ansa 17/1/18)

I fatti lo smentiscono.

Lo stesso on.Tamburrano (M5S), promotore degli emendamenti, ci racconta come è andato il voto: “L’assemblea plenaria dell’Europarlamento ha invece bocciato altri due emendamenti che avevamo presentato alla plenaria per rendere più rapida e più sicura la strada verso la normativa UE. Contro questi emendamenti le forze politiche europee di centrodestra e centrosinistra hanno alzato un muro. O, se preferite, hanno fatto l’ennesimo inciucio…“, “…L’emendamento sulla geotermia al quale l’Europarlamento ha detto di sì portava il numero 37… Si sono tenute due votazioni sull’emendamento 37, in modo che fosse possibile esprimersi separatamente sulla seconda parte del testo, quella che contiene i germogli di una legislazione UE sulle emissioni. Il PD italiano infatti voleva bocciarla. La prima parte del testo ha avuto un’approvazione quasi plebiscitaria: 628 sì, 42 no e 13 astenuti. La seconda e decisiva parte é stata approvata con 395 sì, 272 no e 10 astensioni…”; tra i NO proprio quelli di area PD: “Renata Bonafè, Mercedes Bresso, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Silvia Costa, Nicola Danti, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Michela Giuffrida, Roberto Gualtieri, Cécile Kashetu Kyenge, Luigi Morgano, Alessia Maria Mosca, Pina Picierno, Patrizia Toia, Daniamo Zoffoli”.
Non si capisce quindi Rossi su chi avrebbe fatto “pressioni” e con quali risultati se proprio i deputati della sua area hanno cercato di bloccare gli emendamenti!

Ma ancor più surreale è il fatto che il 7 novembre scorso, proprio nel Consiglio regionale della Toscana, il consigliere Tommaso Fattori aveva presentato una proposta che in qualche modo anticipava i contenuti degli emendamenti europei; anche in quel caso l’area PD compatta bocciava la proposta, come rileva oggi lo stesso Fattori: Peccato che PD e MDP solo pochi mesi fa abbiano bocciato in consiglio regionale un nostro atto che chiedeva esattamente l’approvazione dell’emendamento votato adesso dal Parlamento europeo. Peraltro usavamo le stesse identiche parole contenute nel testo approvato a Bruxelles, dico allora a Rossi e al PD, è singolare essere favorevoli al tetto alle emissioni e all’uso delle migliori tecnologie disponibili quando ne discutono gli europarlamentari ed essere invece contrari quando ne discutono i consiglieri regionali…” concludendo che “Da oltre due anni sto insistendo perchè il Consiglio regionale e la giunta pongano attenzione alla vera e propria emergenza degli impianti Enel in Amiata. Sono oggi tornato a chiedere, in via ufficiale, di convocare in audizione alcuni fra i principali studiosi che hanno pubblicato importanti studi scientifici che descrivono un quadro allarmante sugli impianti geotermici amiatini. Un’audizione che mi era stata assicurata ormai un anno fa, e adesso la Procura della Repubblica si è mossa prima del consiglio regionale, il che è vergognoso. La politica deve aver il coraggio di intervenire ma nessuno in questi anni ha osato alzare la voce con Enel, la quale, anzi, detta la linea indisturbata e non ha nessuna intenzione di investire soldi per minimizzare gli impatti su ambiente e salute.” (fonte, comunicato Tommaso Fattori-Sì Toscana)

Possiamo quindi comprendere che la “sbornia elettorale” provochi dichiarazioni avventate e meriti inesistenti, ma il presidente Rossi sappia che i cittadini e i comitati che da anni chiedono una vera moratoria sulla geotermia inquinante e speculativa e l’apertura di una discussione sulla geotermia toscana, hanno memoria lunga e ricordano bene il suo ruolo nell’intera vicenda, dai Protocolli con Enel e l’ex ministro Bersani fino alle odierne, e improvvide, dichiarazioni.


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Il Tirreno 21/1/18

 

 

 

 

 

 

 

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La Nazione 24/1/18

COMMEMORATA ALL’UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA A VITERBO LA FIGURA DEL PROF. ROBERTO MINERVINI AD UN ANNO DALLA SUA SCOMPARSA

Si è svolta stamattina a Viterbo la prevista cerimonia in ricordo del Prof. Roberto Minervini nell’aula magna dell’università della Tuscia, presso la quale ha insegnato Biologia della pesca e acquacoltura. La cerimonia era stata organizzata dall’associazione Accademia Kronos, di cui Roberto era stato per molti anni responsabile scientifico.

Ennio La Malfa ha introdotto la cerimonia parlando della competenza e dell’impegno di Roberto nell’associazione ed ha letto un messaggio del sindaco di Orvieto, città di residenza del professore, il quale ha ricordato in particolare “il suo impegno politico, le sue capacità professionali, il suo impegno civile e a tutela dell’ambiente e del territorio, ma soprattutto le sue grandi doti umane”.

La professoressa Anna Maria Fausto, Docente e Pro-Rettore della stessa Università, ha ricordato-non senza commozione- le collaborazioni avute con Roberto, la sua competenza e la sua straordinaria umanità. Il prof. Giuseppe Nascetti, direttore del Dipartimento di Ecologia e Biologia dell’Università della Tuscia, ha parlato della sua amicizia con Roberto da studenti all’Università di Roma per poi ritrovarsi molti anni dopo a lavorare insieme al Centro Ittiogenico Sperimentale Marino di Tarquinia. E’ poi intervenuto l’amico dott. Uranio Mazzanti.

E’ stata poi la volta di Vittorio Fagioli e di Mauro Favero, delle associazioni, che visibilmente commossi, hanno tracciato il loro ultradecennale rapporto con Roberto ed il loro impegno -per onorarne la memoria e l’insegnamento- a portare avanti con più determinazione la battaglie che avevano visto Roberto in prima fila. Ne sono testimonianza la nascita della sezione orvietana di Accademia Kronos con la presidenza affidata ad Amelia, moglie di Roberto, che ha inteso così continuare l’impegno del marito, il Parco Culturale in definizione ad Orvieto che porterà il nome di Roberto, la nuova collaborazione di Vittorio Fagioli con la rivista “AK informa” che partirà le prossime settimane sui temi dell’ecologia, ed in particolare sul tema geotermia, che proprio nei giorni scorsi ha visto –dopo anni di impegno a cui aveva partecipato anche Roberto- cadere finalmente due tabù: l’Europa prende atto che la geotermia può essere inquinante e per la prima volta il Tribunale di Grosseto incrimina l’ENEL per inquinamento ambientale per via delle emissioni prodotte dalle sue centrali geotermiche in Amiata.

E’ stato quindi proposto, prima di terminare la cerimonia, una futura edizione di un “premio alla memoria del Prof. Roberto Minervini” – di cui si farà attrice l’associazione Accademia Kronos- rivolto al mondo universitario perché non vadano dispersi la sua capacità professionale ed il suo impegno civico.

Geotermia, finalmente cadono due tabù: indagata l’Enel e l’Europa prende atto che la geotermia può essere inquinante

Montemaggi, Amministratore di Enel Green Power, indagato per le emissioni delle centrali geotermiche in Amiata. Il GUP ammette l’incidente probatorio sulle emissioni; al Parlamento europeo si prende atto che la geotermia non sempre è pulita e rinnovabile.

 

Massimo Montemaggi, legale rappresentante di Enel Green Power è indagato per ipotesi di reato, in relazione alle emissioni fuori norma delle centrali geotermiche di Bagnore sul monte Amiata.

Il GIP di Grosseto dr. Mezzaluna ha ammesso l’incidente probatorio affidando l’incarico al perito. Oggetto della perizia sono la conformità o meno alla normativa di settore delle emissioni relative agli inquinanti Ammoniaca e Mercurio e l’adozione di ENEL delle migliori tecnologie disponibili per contenere l’attività inquinante. Il GIP ha quindi convalidato l’indagine della Procura, attivata da un esposto, dopo che gli attuali amministratori dei Comuni dell’Amiata, con fare arrogante e di sfida, avevano invitato i militanti di SOS Geotermia a rivolgersi in Procura avendo questi divulgato documenti scritti da tecnici nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, mai smentitii.

Pertanto rammentiamo oggi tali documenti:
1- gli studi dell’autorevole prof. Riccardo Basosi dell’Università di Siena sulla illegalità degli inquinanti emessi dalle centrali di Santa Fiora. Il prof. Basosi e il dott. Bravi concludono “Riteniamo quindi anomalo che il nuovo impianto realizzato a Bagnore da 40 MW, inaugurato a fine 2014, non rispetti i limiti previsti dalla stessa Regione nella DGRT 344, dato che la tecnologia utilizzata (flash + abbattitore) non è quanto di più tecnologicamente avanzato disponibile oggi dal punto di vista ambientale, ma probabilmente solo la scelta più conveniente dal punto di vista economico-finanziario”.
2- gli studi del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze sulle diverse tecnologie alternative applicabili alle centrali di Bagnore, che conclude: “I risultati dimostrano che è possibile ottenere sostanziali benefici dal punto di vista della sostenibilità dei sistemi geotermici applicando diverse soluzioni tecnologiche; tuttavia, questo è inevitabilmente ottenuto al prezzo della prestazione termodinamica cioè, una riduzione della potenza dal 10% al 20% che dovrebbe essere accettata”.
A questi abbiamo aggiunto una lettera con cui l’Enel ammetteva che con gli impianti progettati in Amiata non stava nei nuovi limiti di legge e chiedeva alla Regione Toscana di modificarli (pensando evidentemente che la sua nota rimanesse riservata, scarica il pdf). Tuttavia la Regione non ha potuto assecondare le richieste di ENEL, 

perché le sole emissioni di Ammoniaca sono il 43% di tutte le emissioni regionali (vedi tabella a lato) e sarebbero intervenute le Autorità Europee. Infatti in Amiata la quantità di Ammoniaca emessa è nell’ordine di diverse migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE, afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5), il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa, il che significa che per il solo 2010 il costo per le emissioni in Amiata è stimato in oltre 90 milioni di euro.
Per valutare il valore etico e morale delle scelte dei Sindaci dell’Amiata, di seguito si riporta l’andamento, per il comune di Arcidosso, il più esposto ai vapori in uscita dalle centrali di Bagnore, i dati sanitari oggi scaricabili dal sito dell’Agenzia Regionale di Sanità, che denunciano un eccesso di mortalità

 per tumori nei maschi di circa il + 30%, rispetto ai dati regionali (vedi tabella a lato).

Nel rispetto della autonomia delle giurisdizioni, spetterà quindi al Giudice Penale stabilire, in contraddittorio tra le parti, la verità sulla pericolosità delle emissioni.

Rileviamo inoltre che proprio ieri, 17 gennaio, al Parlamento europeo è caduto il tabu della “geotermia rinnovabile sempre e comunque” e, su iniziativa dell’on. Tamburrano, è stato approvato “l’impegno della Commissione, entro il dicembre 2018, di valutare la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO 2 , che sono nocive per la salute e ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative, sulla base della considerazione che, a seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo e che gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali”.

Forum Ambientalista Grosseto – SOS geotermia – Rete nazionale NoGESI


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La Nazione 19/1

 

 

 

 

 

 

 

Corriere di Siena 19/1

 

 

 

 

 

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Il Nuovo Corriere dell’Amiata.it

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Greenreport.it (il solito articolo del direttore a favore dell’enel, senza se e senza ma…)

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La Nazione 24/1/18

Convegno Viterbo 13.1.2018. La Provincia coordinerà i Sindaci e proporrà moratoria nel Lazio

Buona partecipazione di pubblico al convegno della Provincia di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia.
La Provincia di Viterbo assumerà su di sé il coordinamento dei sindaci della Tuscia e proporrà l’allungamento della moratoria prevista dalla Regione Lazio. Approvato dal convegno l’appello dei parlamentari europei sul tema geotermia.

La contestazione alla geotermia elettrica speculativa e inquinante sbarca in Tuscia. Il convegno- organizzato dalla Provincia di Viterbo, con la collaborazione della Rete Nazionale NOGESI e l’Associazione lago di Bolsena- ha visto una buona partecipazione di pubblico (parlamentari –come gli On. Terrosi e Mazzoli-, amministratori, comitati, cittadini) ma si è qualificato per l’importanza delle tematiche sviluppate dai relatori che hanno messo a nudo, se ancora ce ne fosse bisogno, le problematiche, i rischi e le criticità della geotermia elettrica.
Dopo il saluto del presidente della provincia Pietro Nocchi che ha indicato le linee di sviluppo del convegno, Velio Arezzini, portavoce pro-tempore della Rete Nazionale NOGESI, ha posto sul tappeto con molta efficacia le considerazioni che fanno della geotermia elettrica (tecnologie flash e binarie) una attività non ecologica, come invece si vuol far credere, e che riceve ad oggi incentivi alle rinnovabili che sono la vera causa dello invadenza della geotermia. La scrittrice Geraldine Meyer ha sollevato la necessità-rivolta criticamente agli amministratori-di curare e di far conoscere ai cittadini le immense bellezze della Tuscia.
E’ seguita la sezione tecnica del convegno: il prof. Andrea Borgia, geologo, professore universitario, si è soffermato diffusamente –anche per chi si avvicina per la prima volta al tema geotermia- sulle varie problematiche (inquinamento dell’aria, consumo di acqua potabile, effetti sismici, subsidenza) che accompagnano sia la versione flash (come in Amiata e a Latera) che quella degli impianti binari, quando la percentuale di incondensabili-come è in Centro Italia-è molto alta. L’ing. Piero Bruni ha illustrato lo stato del lago di Bolsena e le conseguenze nefaste che porterebbe la realizzazione dell’impianto binario di Castel Giorgio, inserito nel bacino idrologico del lago. Da qui la necessità di estendere la tutela del lago anche al suo bacino. Molto interessante la relazione del dr. Giuseppe Pagano che si è soffermata sugli effetti nefasti della geotermia elettrica sul termalismo nel Lazio ed in Toscana, sia in termini di influenza sulla quantità dei fluidi che sulla qualità in quanto potrebbero mettere a rischio il “riconoscimento terapeutico” (le caratteristiche sanitarie) delle acque termali, producendo un duro colpo al settore che ha una evidente peso economico sulle economie della Provincia di Viterbo, in particolare.
Sono poi intervenuti vari amministratori dei comuni coinvolti (i sindaci di Acquapendente, Caprarola, Latera) che hanno ribadito la scelta di campo già fatta contro la geotermia, forti anche della recente bocciatura dell’impianto geotermico di Torre Alfina. Molto interessante l’intervento del responsabile tecnico della Provincia di Viterbo l’ing. Dello Vicario che ha spiegato l’attuale posizione critica della Provincia verso la scelta geotermica.
Prima della conclusione del convegno ad opera del presidente della Provincia, è intervenuto il prof. Angelo Bini, presidente dei produttori di castagne biologiche della Tuscia, il quale ha ricordato una storia del passato che vale la pena di raccontare, perché sia di insegnamento per l’oggi: che in occasione della battaglia contro il nucleare di Montalto di Castro (circa 40 anni fa) il PCI (lui era un militante comunista) era a favore del nucleare perché presi dal “lavoro” (molte cooperative rosse pensavano di lavorare con il nucleare), ma di fronte alle contestazioni- proprio nella sede della Provincia di Viterbo – si svolse una riunione con il prof. Ippolito, grande luminare in materia, segretario generale del CNEN e allora parlamentare europeo del PCI, sull’argomento “scorie nucleari” su cui Ippolito non poté negare l’esistenza irrisolta del problema e questo contribuì a far cambiare posizione al PCI sul nucleare.

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Il dr. Pietro Nocchi, presidente della Provincia di Viterbo- concludendo il convegno- ha assunto come Provincia l’impegno di coordinare i sindaci della Tuscia-convocando immediatamente i sindaci per decidere con loro le prossime mosse- e si adopererà come Consiglio Provinciale sull’allungamento della “moratoria” (che scade il 16.02.2018) già prevista dalla Regione Lazio nella legge di bilancio. Ha poi letto l’appello al Parlamento Europeo sulla geotermia, affinché sia sostenuta –in materia- la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, che è stato approvato dal convegno e sarà inviato ai parlamentari europei.

Dopo le conclusioni del presidente Nocchi è intervenuto brevemente l’eurodeputato Dario Tamburrano che ha illustrato l’appello appena letto, da inviare al Parlamento Europeo perché venga votato mercoledì 18 gennaio 2018.

L’intero convegno è stato ripreso dalla TV orvietana RTUA che lo manderà in onda sui programmi 18, 171 e 271 e si incaricherà di metterlo prossimamente sul canale Youtube. VEDI QUI


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Geotermia elettrica: appello in Europa

Un passo avanti contro la geotermia elettrica speculativa e inquinante. Sostegno della Rete NoGESI all’appello.

Abbiamo sempre sostenuto che quando si parla di geotermia elettrica non si può mai generalizzare, come invece è stato fatto in sede legislativa nazionale ed Europea, ma tutto deve essere analizzato e valutato rispetto alle peculiarità dei territori, poiché a differenza di altre fonti energetiche, il cui impatto ambientale è definibile e spesso indipendente dal territorio, in ambito geotermico esso varia notevolmente tra un’area ed un’altra a seconda della natura e delle quantità di sostanze inquinanti presenti nei fluidi geotermici, delle caratteristiche idrogeologiche del sottosuolo, degli equilibri tettonici, delle vocazioni economiche già radicate in superficie, dalle attività agrituristiche a quelle termali, oltre che delle tecnologie utilizzate.

Pertanto sottoscriviamo e salutiamo come una iniziativa di buon senso, necessaria e indice di coerenza l’appello ai Parlamentari Europei (leggi sotto) affinché sia sostenuta la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, attenta in particolare alle emissioni che non siano clima-alteranti oltre che pericolose per la salute umana. Chiediamo anche noi che si votino gli emendamenti numero 357 e 358 (leggi sotto) presentati dall’On. Tamburrano e da numerosi altri parlamentari europei e in discussione nei prossimi giorni nel Parlamento Europeo.

Non è tollerabile che con le risorse pubbliche si continui a finanziare la produzione di energia elettrica con un potenziale di acidificazione delle emissioni pari a 2,2 volte superiore rispetto all’energia elettrica prodotta da centrali a carbone, come nel caso del Monte Amiata, oppure con una quantità di Ammoniaca emessa, nell’ordine di migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE (Clean Air for Europe), afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5) per circa il 20% in massa, il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa.

Riteniamo quindi che ogni iniziativa che vada verso una regolamentazione stringente di tutti gli impianti geotermoelettrici esistenti e di progetto (compresi gli impianti cosiddetti binari) sia da sostenere, certi che si tratta di un ulteriore passo in avanti affinché anche la geotermia non venga più considerata tout court come pulita e rinnovabile, ma, come per ogni altro impianto industriale, sia sottoposta alle adeguate verifiche e all’impatto che questa produce sul paesaggio, sulla salute e sull’economia esistente e di sviluppo dei territori interessati.

Ieri 13.01.2018, nel corso dei lavori del Convegno di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia, organizzato dalla Provincia di Viterbo con la collaborazione della Rete NOGESI, il suddetto appello letto dal dott. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo, è stato approvato all’unanimità dei presenti.

Chiediamo in primis agli amministratori a tutti i livelli (comunali, provinciali, regionali), ai medici, ai comitati e a tutti i cittadini sui cui territori si manifestano le contraddizioni immesse dalla geotermia elettrica di prendere posizione a favore di tale appello.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


APPELLO GEOTERMIA AL PARLAMENTO EUROPEO

Le 34 centrali geotermiche italiane immettono nell’atmosfera enormi quantità di gas serra e di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente. Secondo i dati ufficiali del 2007 – gli unici disponibili – in un anno questi impianti diffondono nell’aria 1,5 tonnellate di mercurio, 16.181 tonnellate di idrogeno solforato e 6.415 tonnellate di ammoniaca.
La legislazione dell’Unione Europea non prevede limiti di emissioni in atmosfera per le centrali geotermiche.
Siamo cittadini, medici ed amministratori dei Comuni che ricadono nelle aree geotermiche italiane. Siamo docenti universitari e geologi. Chiediamo che anche le centrali geotermiche debbano rispettare norme europee a difesa della salute e dell’ambiente. Chiediamo al Parlamento Europeo di approvare gli emendamenti numero 357 e 358 alla Direttiva sulla promozione dell’impiego di energia da fonti rinnovabili, tra le quali l’Unione Europea inserisce la geotermia che andranno al voto a Strasburgo mercoledì 17 gennaio 2018.
Gli emendamenti chiedono alla Commissione Europea di approfondire il problema delle emissioni inquinanti legate al funzionamento delle centrali geotermiche e, se lo ritiene opportuno, di presentare una proposta legislativa per normarle.
Dire sì a queste richieste ci pare un atto di puro buonsenso. Confidiamo che questo atto venga compiuto.


Emendamenti proposti dall’On Tamburrano
sottoscritta da 40 parlamentari di vari schieramenti politici

n.357
(31 ter) Al fine di preservare l’integrità della presente direttiva, la Commissione dovrebbe affrontare le lacune normative a livello di Unione, che poi si riflettono a livello nazionale, in modo che ogni forma di sfruttamento dell’energia geotermica sia considerata un contributo alla lotta al cambiamento climatico, anche quando le centrali geotermiche producono gas a effetto serra e altre sostanze provenienti da fluidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo che sono comparabili alle fonti convenzionali.

n.358
2 bis. Entro dicembre 2018 la Commissione dovrebbe effettuare un’analisi approfondita di tutte le sostanze, fra cui la CO2, che vengono prodotte dalle centrali geotermiche, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative, che sono nocive per la salute e l’ambiente, e presenta i risultati al Parlamento europeo e al Consiglio. Sulla base dei risultati ottenuti, la Commissione presenta, se del caso, al Parlamento europeo e al Consiglio una proposta legislativa in materia entro il 31 dicembre 2019.


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