Tag Archives: monte amiata

Santa Fiora, 14 ottobre 2017. Assemblea: L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?

Organizzata dal Circolo PRC Raniero Amarugi di Santa Fiora, sabato 14 ottobre 2015, alle ore 16, si terrà presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale una assemblea pubblica “L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?” con lo scopo di: ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO PRESENTATO DALLA SOCIETA’ SORGENIA GEOTHERMAL a r.l. PER LA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA CENTRALE ALL’INTERNO DEL PERMESSO DI RICERCA “POGGIO MONTONE”, A VALLE DEGLI ABITATI DI SARAGIOLO, BAGNOLO, MARRONETO E SANTA FIORA E PER DEFINIRE LE INIZIATIVE DI PROTESTA
DA METTERE IN ATTO.

TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

Riportiamo il relativo comunicato

L’AGRICOLTURA E IL TURISMO POSSONO CONVIVERE CON LE CENTRALI GEOTERMICHE?

La questione della GEOTERMIA sta diventando molto urgente, perché le prospettive che si aprono dopo le ripetute affermazioni sui suoi presunti benefici da parte delle Istituzioni e delle Società geotermiche, sono preoccupanti per il nostro immediato futuro.

Se fossero realizzati gli obiettivi che i nostri governanti nazionali e regionali caldeggiano, si avrebbe un’invasione di pozzi geotermici, di centrali sia del tipo flash che del tipo binario e cioè di quelle che immettono nell’aria tutto quello che estraggono e di quelle che dovrebbero reimmettere tutto ciò che estraggono nel bacino geotermico, anche se a una discreta distanza dal punto di estrazione.

Questo tipo soprattutto, definito con imprecisione, “a emissioni zero” che poi dopo un po’ è diventato “a emissioni quasi zero”, viene propagandato come la soluzione tecnologica che risolve tutti i problemi che fino ad ora ha posto la geotermia.

I motivi per cui ci sembra giusto continuare ad opporsi a questo tipo di sfruttamento delle risorse geotermiche sono stati evidenziati in molte occasioni con il contributo di scienziati esperti dell’argo-mento attraverso i loro studi e le ricerche sul campo. E ci sono anche motivi che, prescindendo dalla scienza e dalla ricerca, possono essere compresi e affermati da chiunque, solo confrontando alcuni dati.

Infatti, prima di individuare i motivi dei forti rischi per l’ambiente e per la salute umana, ce n’è uno di tipo economico. In una Toscana che ci viene invidiata per le bellezze storiche, paesaggistiche e per le produzioni agricole di qualità che qui si svolgono, si può verificare che, proprio nelle aree dove storicamente si sfrutta la geotermia, si registra l’età media più alta della regione e il reddito medio più basso, per l’esodo e la mancanza di occupazione tra i giovani.

Ove la geotermia ha caratterizzato il territorio con i suoi impianti industriali oggi abbiamo più alto il livello di povertà e di crisi, tanto che recentemente la stessa Regione Toscana ha individuato l’area nord, Larderello/Travale, come “area di crisi”, mentre il valore immobiliare è – con l’area sud/Amiata – il più basso della Toscana (vedi a lato il “borsino immobiliare”, da Il Tirreno del 10/6/17).

Nel territorio della provincia di Grosseto, come del resto in quelli dell’alto Lazio e dell’Umbria che sono pure coinvolti da richieste di decine di permessi di ricerca, si svolge un tipo di agricoltura tradizionale fatta essenzialmente di piccole e medie aziende che da anni hanno investito denari propri e contributi europei per sviluppare le loro attività legate alle produzioni agricole e al turismo. Tutto questo corre grossi rischi di essere demolito dalla conversione da area agricola ad area industriale per il massimo sfruttamento della geotermia.

Dopo il primo tentativo effettuato dalla Società TOSCOGEO s.r.l. di realizzare un impianto di tipo binario all’interno della Concessione di ricerca “Bagnolo”, al quale ha poi rinunciato lo scorso anno, ora è la volta della Società SORGENIA GEOTHERMAL s.r.l. a proporre un altro progetto all’interno della Concessione confinante, denominata “Poggio Montone”, che comunque prevede la realizzazione degli impianti nella zona a valle degli abitati di Saragiolo, Bagnolo, Marroneto e Santa Fiora.

Per opporsi a questa nuova aggressione al nostro territorio ed alle sue risorse, il Partito della Rifondazione Comunista di Santa Fiora organizza per SABATO 14 OTTOBRE, alle ore 16, presso la Sala del Popolo del Palazzo Comunale, un’ASSEMBLEA PUBBLICA alla quale sono invitati i cittadini, gli operatori economici e gli Amministratori, per illustrare il progetto e definire le iniziative di protesta da mettere in atto.

Grande successo di partecipazione agli Stati Generali della Geotermia ad Acquapendente domenica 8 ottobre 2017

Sono venuti al pettine i limiti tecnologici, ambientali, sanitari e di danni economici della utilizzazione della geotermia. Si allarga e si consolida il numero delle aree contrarie alla geotermia in Centro-Italia ed in Campania. Aumentano anche i sindaci toscani che dichiarano il loro territorio “non idoneo alla geotermia”.

 

La giornata di domenica 8 ottobre ad Acquapendente, aperta dai saluti del sindaco di Acquapendente Ghinassi e dall’intervento dell’on.Terrosi, da anni in prima fila in questa battaglia, ha avuto un grande successo di pubblico ed ha mostrato come l’opposizione alla geotermia elettrica speculativa ed inquinante sta guadagnando rapidamente sempre più terreno nelle regioni dell’Italia Centrale ed in Campania, dove il Governo ed altri enti vogliono insediare impianti geotermici.

Come spesso avviene quando le “tematiche” riescono veramente ad essere sottoposte alla “critica” dei cittadini a partire dai loro reali bisogni (come nelle vertenze contro il nucleare, per l’acqua pubblica, ecc.). Questo ci rafforza nella convinzione delle giustezza della nostra lotta intrapresa 4 anni fa, con la nascita della Rete Nazionale NOGESI, e della necessità di continuarla ed estenderla.

I nodi tecnico-economici ormai ineludibili della geotermia sono stati messi a nudo: la non utilità della geotermia nel contrastare i cambiamenti climatici e quindi della necessità di un suo ripensamento anche verso gli incentivi che riceve come “energia rinnovabile”; la non accettabilità sociale della geotermia “flash” di cui si rende conto ormai anche Enel Green Power, se è costretta a correre parzialmente ai ripari cercando nuove tecnologie per ridurre idrogeno solforato e mercurio; la favola della totale re-immissione degli incondensabili degli impianti binari a media entalpia, almeno nell’Italia Centrale il cui sottosuolo è ricco di gas incondensabili, unita alla loro reale non convenienza economica, avendo rendimenti ridicoli.

Particolarmente apprezzate dal folto pubblico sono state le relazioni scientifiche del dr.Mastrolorenzo, che ha illustrato il percorso del contrasto alla geotermia nell’isola di Ischia e la vicenda del recente terremoto, del prof.Borgia –di ritorno dagli Stati Uniti- che dopo aver ribadito le problematiche degli impianti a tecnologia “flash” ha parlato della innovazione che in California ed in Giappone i governi finanziano circa la geotermia di terza generazione (BHE) e infine dell’avv.Greco che si è soffermato sulle gravi modificazioni della nuova legislazione sulla VIA (valutazione di impatto ambientale).

Particolarmente apprezzati gli interventi dei sindaci – simbolo della lotta alla geotermia nelle rispettive Regioni: Garbini per l’annosa vicenda di Castel Giorgio (Umbria), Di Biagi per la nuova vicenda dell’impianto Nuova Latera appena “entrato“ in fase di VIA alla regione Lazio, ed il sindaco Secco di Seggiano in Toscana, uno dei sindaci che ha dichiarato il territorio del suo comune “non idoneo alla geotermia”. E del nuovo presidente della Provincia di Viterbo Nocchi cha ha confermato la intenzione della Provincia di assumere in prima persona la battaglia contro la geotermia, in perfetta sintonia con il recente protagonismo dei sindaci della Tuscia laziale.

Nel pomeriggio, alla presenza della quasi totalità dei comitati che nella varie regioni si battono contro la geotermia (dalla Valdera a Piancastagnaio, a Scansano, a Caprarola, Farnese e Latera, ai comitati umbri contro l’impianto binario di Castel Giorgio e i nuovi permessi di ricerca Montalfina/Monte Rubiaglio, solo per citarne alcuni) sono stati analizzati i problemi emergenti, in primis la vicenda delle “aree non idonee” in Toscana (di cui si è ipotizzata la possibilità di dar vita ad un coordinamento dei sindaci toscani contro la geotermia), ma anche le altre problematiche sul tappeto: fine della legislatura, contrasto dei territori ai permessi di ricerca, referendum anti-geotermici, campagna contro INGV dopo la scandalosa vicenda del terremoto di Ischia, campagne di controinformazione sulla geotermia-con attivazione di un rapporto con altre economie danneggiate dalla geotermia- anche allo scopo di raccogliere fondi per le vertenze legali che si dovessero fronteggiare, campagna nazionale contro la nuova VIA in collegamento con analoghe Reti nazionali interessate (No TRIV, ecc.) e decisi i prossimi passi per la continuazione e l’allargamento della vertenza.

Chiudiamo il comunicato riportando una dichiarazione di Riccardo Nardi, cittadino di Roccalbegna (GR), comparsa sul “Il Tirreno” dello scorso 6 ottobre: “…ma quanto esposto fino ad adesso è poca cosa rispetto all’offensiva geotermica portata avanti a testa bassa da regione Toscana ed altri enti. La gente comincia ad essere stufa e spaventata dell’impatto sulla salute e sull’ambiente dei “veleni rinnovabili” e si riunisce in comitati. Tutto il geotermico va ripensato dalle tecnologie ai siti estrattivi e trovo la risposta, minacciando di scavare altri pozzi proprio su Monte Labbro, inopportuna ed autoritaria”.

Rete nazionale NoGESI


Leggilo su:

Pressenza.com

OrvietoSì.it

Pisorno.it

LaCittà.eu

Il Cittadino online

OrvietoNews.it

 

Geotermia, ma in che mani siamo?

Al di là delle pomposità della conferenza mondiale di Firenze, gli “addetti ai lavori” confermano le criticità e i rischi legati alle centrali geotermiche. Come da anni i Comitati denunciano!
Moratoria subito!

 

“Segui il denaro”. Mentre l’11 settembre a Firenze andava in scena la conferenza mondiale il cui scopo ultimo era quello di “battere cassa” chiedendo ai governi maggiori investimenti e “semplificazioni” per l’energia geotermica, dopo anni di contestazione da parte della Rete Nazionale NOGESI e dei molti Comitati locali (con il sostegno di scienziati preoccupati dell’impatto ambientale, sanitario e socio-economico dei territori, contro l’avventura della “geotermia elettrica” dell’Enel e delle nuove aziende sguinzagliate dalla “privatizzazione selvaggia” operata da Berlusconi-Scajola nel 2010), cominciano ad “aprirsi le prime crepe” di un fronte che, grazie ai lauti incentivi, fino ad oggi sembrava compatto, anche sul fronte delle tecnologie impiegate.

Ne sono esempio i due recentissimi articoli di “QualEnergia” del settembre 2017. La prima intervista, a firma Alessandro Codegoni del 21/9/2017 è illuminante, perché pone una domanda cardine sulla geotermia: “La geotermia è una risorsa energetica utile alla riduzione delle emissioni di gas serra?”, cioè la geotermia è capace di essere una risorsa energetica utile alla riduzione delle emissioni di gas che alterano il clima, che è poi la ragione per cui essa gode di incentivi statali proprio perché ritenuta sostenibile e rinnovabile?

Basosi, Università di Siena

Due tesi a confronto, quella del prof. Riccardo Basosi dell’Università di Siena e quella dell’ing. Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power. “Questo aspetto –scrive il giornalista- è stato sollevato nel 2014 dal professor Riccardo Basosi, chimico-fisico dell’Università di Siena, in una ricerca pubblicata insieme al ricercatore indipendente Mirko Bravi sul Journal of Cleaner Production. Usando dati ufficiali, di fonte Arpa Toscana, Basosi ha mostrato come le quattro centrali dell’Amiata fra il 2001 e il 2009, abbiano emesso, per ogni MWh prodotto, una quantità di gas in grado di alterare il clima (in gran parte CO2), mediamente maggiore di quella di una centrale a metano, e in alcuni casi vicina a quella di una centrale a carbone. Precisa Basosi. «Ci siamo concentrati sull’Amiata proprio perché il problema delle emissioni di CO2 è lì particolarmente rilevante: basti considerare che quelle centrali producono l’11% dell’elettricità geotermica della Toscana, ma ben il 28% delle emissioni di CO2 da quella fonte».

Montemaggi di EGP

Non sorprendentemente l’ingegnere Massimo Montemaggi, responsabile geotermia Enel Green Power, non è affatto d’accordo con le conclusioni di Basosi”, ma è tuttavia costretto a dire [prima importante ammissione] “Che poi le centrali geotermiche italiane emettano molta CO2, è assolutamente inevitabile, visto che le rocce attraverso cui passano i fluidi geotermici sono per lo più carbonati, che, una volta dissolti nell’acqua, rilasciano biossido di carbonio”.

Ma -ribatte Basosi- “nell’area dell’Amiata, questa CO2 era pressoché bloccata nel sottosuolo e sarebbe stata rilasciata in tempi molto più lunghi, secoli o millenni, se non fosse stato per i pozzi geotermici che vanno a pescarla a migliaia di metri sottoterra”.

Ed in attesa che si decida -continua il giornalista- se oggi dell’Amiata, domani in altri luoghi simili, (la emissione di CO2) supera quella che si aveva prima della loro installazione, esse in effetti aggiungono gas serra in atmosfera, contribuiscono al cambiamento climatico e non dovrebbero godere degli incentivi per combatterlo”, la domanda che si pone il giornalista è: “Viene da chiedersi se allora non sarebbe comunque il caso di seguire quanto suggerisce Basosi e reiniettare nel sottosuolo tutti i gas che escono con i fluidi geotermici, così da evitare ogni inquinamento e ogni aggiunta di gas climalteranti all’atmosfera”. E la risposta di Montemaggi è lapidaria: «Guardi, si potesse fare, l’Enel lo avrebbe già fatto, anche solo per i ricchi incentivi previsti per queste tecnologie a “impatto zero” dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il punto è che tecnicamente non si può fare: questi gas sono troppo abbondanti nei fluidi geotermici italiani, se li reiniettassimo non solo troverebbero presto il modo di fuoriuscire da qualche parte, ma finirebbero per rovinare il giacimento geotermico, creando una “bolla” alla sua sommità, che ostacolerebbe l’estrazione dei fluidi».

Il giornalista lo incalza ricordando che in Germania sono stati realizzati impianti binari con la totale reiniezione dei gas incondensabili e Montemaggi dà la stoccata finale: «Sì, ma quello è un caso molto particolare di acqua quasi priva di gas disciolti: ripeto, nelle nostre aree geotermiche non è possibile trovare fluidi così privi di gas da consentire la loro reiniezione totale nel sottosuolo» e il giornalista “Sarà, ma 10 progetti per impianti di quel tipo sono stati presentati al MiSE, e molti di essi saranno realizzati proprio nelle aree geotermiche di Toscana, Umbria e Lazio”, Montemaggi chiude «Lo so, e sono molto curioso di vedere come faranno a realizzare una cosa che, per noi di Enel, che abbiamo decenni di esperienza geotermica alle spalle, è tecnicamente non sostenibile» (!).

Ce n’è abbastanza per mettere in un angolo la geotermia sia dal punto di vista delle tecnologie finora impiegate da Enel, che di quelle che vorrebbero impiegare in futuro (impianti binari) i “venditori di pentole”.

E qualche preoccupazione sul fatto che non sia tutto a posto deve circolare dentro l’Enel se è stato lanciato un Bando internazionale di EGP per “trovare” una tecnologia in grado di ridurre le emissioni di acido solfidrico e mercurio rispetto ai livelli attuali (quindi i tanto decantati abbattitori AMIS, come sostenuto da scienziati e dai comitati locali, non sono adeguati!).

La prima cosa che si nota è che il testo sul sito internazionale di EGP in inglese è diverso da quello italiano, forse perché è meglio non spiegare tutto agli italiani?
Infatti “in Patria” la necessità di ridurre gli inquinanti della geotermia “flash” è molto sfumato e si dice solamente che la nuova “challenge” (sfida), è rivolta ad abbattere i costi della soda (che è molto costosa) poiché i filtri AMIS permettono già “di ridurre praticamente a zero i gas naturali e i metalli associati al vapore geotermico, eliminando i disagi provocati dal caratteristico odore derivante dalle emissioni di acido solfidrico e favorendo l’integrazione degli impianti nel territorio” ed ancora: “Il sistema AMIS non è perfetto, ma quasi. Il sorbente chimico utilizzato per far reagire ed eliminare l’acido solfidrico è la soda (idrossido di sodio) che presenta diversi svantaggi, tra cui l’elevato costo”. Da qui la necessità della “challenge” ma ricordando, per non essere da meno, “che il team EGP è già al lavoro con un tavolo dedicato all’argomento, ma allo stesso tempo ha voluto estendere il quesito anche all’esterno attraverso Open Innovability, lo spazio di crowdsourcing di idee dedicato all’innovazione e alla sostenibilità”.

Diverso il tono usato dal sito internazionale di Enel Green Power. In dettaglio si dice che “uno dei maggiori problemi della energia geotermica è legato alle emissioni nell’atmosfera degli impianti di potenza, principalmente idrogeno solforato e mercurio. Il primo è caratterizzato da un odore appena supera la soglia di pochi ppb (parti per miliardo), molto al di sotto del valore di 100 ppb (come media nelle 24 ore) stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la protezione della salute della popolazione. Le concentrazioni di idrogeno solforato nell’ambiente, misurato da ENEL ed ARPAT è molto inferiore del valore di riferimento dell’OMS e quindi non ci sono problemi per la salute della popolazione. Tuttavia il cattivo odore di ”uova marce” è spesso percepito nelle aree geotermiche, dipendendo dalle condizioni atmosferiche, e rappresenta una seccatura (!). Come per il mercurio, l’emissione di questo elemento è molto basso, ma ci sono alcune preoccupazioni circa la possibile “crescita” a lungo andare e a significative distanze dagli impianti di potenza, dovuto alla mobilità di questo elemento.”

Ed ancora: “La “pulizia” delle emissioni ed in particolare la eliminazione dell’idrogeno solforato è un punto cruciale per la perfetta compatibilità tra lo sfruttamento della geotermia ed il prezioso uso del territorio, necessità fondamentale per ottenere il consenso delle comunità locali”. Consenso perduto, come preso atto dallo stesso ing. Montemaggi che ha dichiarato su Il Tirreno del 13/9 scorso: ”La sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante”.

Terlizzese, MISE

Lo stesso giornalista aveva intervistato, l’8/9 scorso, il Direttore Generale per la sicurezza, anche ambientale, delle attività minerarie ed energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico, ing. Franco Terlizzese sui destini della geotermia, che lamenta che “essendo l’Italia un paese densamente abitato, le resistenze delle popolazioni locali a questi impianti sono molto forti” e che “per esempio Ingv e Cnr stanno incontrando grossi problemi nel convincere i comuni dei Campi Flegrei a lasciargli perforare un pozzo profondo per indagini scientifiche, figuriamoci per la geotermia. E visto il recente terremoto ad Ischia direi che il momento non è dei migliori: alla paura dell’inquinamento atmosferico, si aggiungerebbe quella, infondata, che queste attività possano innescare sismi, bradisismi o persino eruzioni” (affermazioni ormai smentite da una lunga e corposa letteratura scientifica).

Ma -chiede il giornalista- “Avere un impianto pilota di “nuova geotermia” che dimostri che si può produrre elettricità dal sottosuolo senza emissioni, sarebbe stato fondamentale per sbloccare la situazione”, risponde Terlizzese: “Sicuramente, e forse avremmo potuto farne uno in passato, usando le risorse tecnico-scientifiche dei nostri enti di ricerca pubblici, ma sono fiducioso che si cominci la costruzione di almeno un impianto di questo tipo entro il prossimo anno. Non pensiamo però che i cicli binari siano la panacea: personalmente ho qualche dubbio sulla loro reale convenienza, ma certo bisognerà costruirne qualcuno ed effettuare più ricerca su questi sistemi per capirlo (cioè, non sappiamo bene la convenienza e gli effetti di questi impianti, quindi facciamoli e poi si vedrà, …allucinante!)

Finché intorno alle geotermia ruoteranno gli enormi interessi legati agli incentivi statali, nonostante le crepe mostrate, si continuerà imperterriti a sfruttare e devastare i territori.

Fermiamo immediatamente centrali e progetti e apriamo una riflessione seria sull’energia in Italia e se sia necessaria questa geotermia inquinante e speculativa.

L’8 ottobre 2017 ad Acquapendente (VT) vi invitiamo tutti per l’iniziativa nazionale
4° STATI GENERALI DELLA GEOTERMIA

4° STATI GENERALI DELLA GEOTERMIA – Acquapendente (VT) 8 ottobre 2017

Ad un anno dalla precedente convocazione degli Stati generali della Geotermia, sempre ad Acquapendente l’8 ottobre 2017 si svolgerà la quarta edizione.

Riportiamo di seguito il programma dei lavori e la locandina da SCARICARE

 

 

ACQUAPENDENTE (VT), DOMENICA 8.10.2017, ORE 10,00
Biblioteca Comunale di Acquapendente (Via Cantorrivo 13), accanto Cinema Olympia

● 10.00 Saluti del dr. Angelo Ghinassi, sindaco di Acquapendente, e Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI
● 10.15 Introduzione ai lavori di Vittorio Fagioli
● 10,30 Stato delle Aree Non Idonee (ANI) alla Geotermia in Toscana di Pino Merisio
● 10,40 Interventi degli onn. Alessandra Terrosi e Adriano Zaccagnini
● 11.00 Intervento del dr. Giuseppe Mastrolorenzo su terremoto di Ischia e geotermia
● 11.10 Intervento del Prof. Andrea Borgia sulle novità sperimentali in geotermia (USA e Giappone)
● 11.20 Intervento del nuovo presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi
● 11.30 Intervento di sindaci impegnati nella lotta alla geotermia: Andrea Garbini (Castel Giorgio- Umbria), Francesco Di Biagi (Latera-Lazio) e Gianpiero Secco (Seggiano-Toscana)
● 12.00 Intervento dell’avv. Michele Greco circa la nuova legge sulla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale)
● 12.15 Interventi dalle situazioni di lotta: Monte Labbro (Franco V.), Mensano (Giovanna L.), Farnese (Carla R.), Caprarola (Pietro N.), Latera (Luigi F.), MontalfinaMonterubiaglio (Annalisa B.), Scansano (Lamberto S.), Valdera (Carlo G.), Piancastagnaio (Beatrice P.), Poggio Montone (Carlo B.)
● 13.30 – 14:30 Sospensione lavori -PRANZO-
● 14,30 Ripresa dei lavori: dibattito e decisioni
● 16.30 Conclusioni di Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI

Ingresso con offerta libera e consapevole


Leggilo su:

ViterboNews.it

Radiogionale.info

OrvietoSi.it

TusciaWeb.eu

AltoLazioNotizie.it

LaCitta.eu

OnTuscia.it

OrvietoNews.it

Ad Abbadia S.S. va in scena il tradimento della comunità

Gravissimo voltafaccia del Consiglio comunale di Abbadia San Salvatore che, il 27 settembre 2017, apre alla possibilità di realizzare centrali anche nel suo territorio tradendo la memoria storica che vedeva questo Comune e questa comunità da sempre contrari alla geotermia e soli a non aderire al Protocollo d’intesa del 2007 (scarica pdf) impedendo la realizzazione di centrali e rinunciando ai “trenta denari” delle compensazioni ambientali di cui beneficiano i Comuni “geotermici”.
Passa quindi la mozione della maggioranza che prevede, in ossequio alle direttive regionali sulla ANI, l’individuazione di un’area disponibile alla realizzazioni di centrali geotermiche; fatto ancor più grave è che ai voti della maggioranza si sono uniti quelli di due consiglieri di opposizione Andrea e Angela Tondi della lista civica “Abbadia Futura”, lista che ha sempre ribadito la contrarietà alla geotermia, tanto che il capogruppo Castro e l’altro consigliere Pacini hanno votato contro.

Pubblichiamo il comunicato distribuito in occasione del Consiglio del 27/9 dai Comitati e il resoconto del Corriere di Siena successivo.

 

Geotermia anche a Abbadia?

Il consiglio comunale di Abbadia San Salvatore assumerà oggi, mercoledì 27 settembre 2017, una decisione gravissima, che contrasta con la storia di una comunità fermamente contraria allo sviluppo geotermico nel proprio territorio e che si è nel tempo opposta a qualsiasi forma di “geotermia” per motivi di ordine ambientale, sanitario, economico-sociale e energetico (non c’è necessità di energia elettrica).

La mozione presentata dal gruppo di maggioranza sulle ANI (Aree non idonee alla Geotermia) chiede alla Regione Toscana che venga “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”.

Una “apertura” agli impianti “a ciclo binario”, di vecchia data e che presentano comunque seri problemi come sismicità, reimmissione degli incondensabili quando la loro percentuale (come in centro Italia) è alta, problemi alle falde acquifere, etc.

Una scelta economica e culturale miope e arretrata, che sostanzialmente avalla la strategia della Regione Toscana, che vuol fare dell’Amiata un secondo distretto geotermico, sul modello di Larderello, dove far confluire le mire speculative della lobby geotermica non più solo nazionale, ma mondiale.

Cosa sarà dell’Amiata se alle centrali inquinanti flash di Piancastagnaio e Bagnore si aggiungeranno decine di impianti in un’area limitata, che ha ben altre vocazioni ambientali e economiche?

Una scelta fuori tempo che contrasta con quella della maggior parte dei comuni geotermici della Toscana e delle regioni limitrofe (Umbria e Lazio), le cui amministrazioni e popolazioni ritengono la “geotermia” non sostenibile e anzi dannosa per le altre attività, sulle quali i territori investono per il loro futuro.

Per il futuro dell’Amiata gruppi di cittadini sempre più numerosi stanno pensando a altro, alla valorizzazione delle risorse autentiche della montagna e di quel patrimonio cospicuo di aria, acqua, foreste, storia e cultura che solo la realizzazione di un Parco Nazionale Naturale può tutelare, garantendo sostenibilità ambientale e crescita economica.

Comitato Ambiente Amiata – Movimento di Cittadinanza – Sos Geotermia

—oOo—

Corriere di Siena 29/9/17

La mozione Pd sulle “Ami” spacca la lista civica “Abbadia Futura”

da sin.: Angela e Andrea Tondi, Rosario Castro, Andrea Pacini della lista Abbadia Futura

Abbadia San Salvatore. Colpo di scena mercoledì 27 settembre us durante la seduta del consiglio comunale di Abbadia San Salvatore, convocato per trattare diversi argomenti e, in particolare, l’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare “Centrosinistra per Abbadia San Salvatore” sulle Ani (Aree Non idonee alla Geotermia). Un documento, nel quale il gruppo di maggioranza chiedeva alla regione toscana di considerare l’intero territorio comunale di Abbadia area “non idonea” alla attività geotermoelettrica, “fatta eccezione per un’area residuale, individuata nella zona industriale Val di Paglia, in cui è ipotizzabile la sperimentazione di un impianto geotermico di piccola taglia a media entalpia, a ciclo binario con totale reimmissione del fluido”. Una scelta contro corrente, che ha infranto il “mito” del comune di Abbadia quale ultimo baluardo resistente a difesa di un territorio che è sempre più meta di progetti speculativi della lobby geotermica nazionale e mondiale. L’ordine del giorno è stato approvato a maggioranza, con i due voti a favore dei consiglieri di minoranza (lista civica “Abbadia Futura”) Andrea Tondi e Angela Tondi, mentre il capogruppo Rosario Castro e il consigliere Antonio Pacini hanno espresso voto contrario. [M.B.]

FIRENZE, 11 SETTEMBRE 2017, SUMMIT SULLA GEOTERMIA: (LE SOLITE) BALLE SPAZIALI!

La lobby geotermica insiste sulla sostenibilità per continuare e incrementare gli aiuti di Stato: ma ormai il gioco è scoperto, decine di territori non la bevono più…

 

Organizzato dal Governo italiano assieme ad IRENA, Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, va in scena a Firenze la mattina dell’11 settembre 2017 la conferenza ministeriale della GGA (Global Alliance Geothermal)(1) “Lavorare insieme per promuovere l’energia geotermica verso un futuro energetico sostenibile”, che viene a battere cassa, stavolta a livello mondiale, a favore della geotermia. Con le solite balle sull’energia geotermica rinnovabile, pulita, sostenibile, chiedono ancora più sostegno (soldi) ai governi.

La lobby geotermica mondiale, ospitata dal renzianissimo sindaco di Firenze Nardella, prova a rilanciare la geotermia, addirittura ponendosi come obiettivo l’aumento, al 2030, del 500% per la geotermia, al cui confronto il Renzi del “raddoppio della geotermia toscana” è un pivellino.

Adnan Z. Amin, IRENA

Ovviamente per puntare a tale obiettivo è necessario che gli Stati, cioè le tasche dei cittadini, finanzino ricerca e sviluppo, come lamenta Adnan Z. Amin, il gran capo dell’Irena (che coordina la GGA), sugli “elevati costi iniziali e dalle difficoltà di finanziamento, dai deficit nelle infrastrutture di trasmissione dell’energia, dalla mancanza di politiche realmente capacitanti e dalla scarsa informazione e consapevolezza presenti in molte amministrazioni locali”  chiedendo quindi di “…identificare e ad implementare meccanismi che diano maggiore sicurezza ad investitori e costruttori…”,cioè: dateci i soldi pubblici!

Assessore Stefano Ciuoffo

La Toscana rilancia, da brava prima della classe, per bocca dell’Assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo riportando quanto già chiesto dal suo Presidente Rossi al MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) e spiega che “…l’idea è di indirizzare parte dei loro fondi europei verso la ricerca mineraria di risorse geotermiche e verso l’innovazione tecnologica degli impianti geotermici per migliorare l’efficienza energetica e ridurre gli impatti ambientali… con investimenti coordinati per campagne di sensibilizzazione volte al risparmio energetico e all’accettazione sociale dell’attività geotermica”.

Ministro Galletti

Tutta la baracca si regge sulla “balla spaziale” che la geotermia sarebbe un’energia rinnovabile, pulita, sostenibile, tesi ormai smontata essendo dimostrato che non è rinnovabile, che presenta rischi sismici e sanitari, oltre che agli impatti ambientali e paesaggistici, legate alla specificità dei singoli territori. Ma quando si ragiona in termini di profitti economici si tira dritto, come hanno ribadito i nostri governanti a Firenze, ad iniziare dal ministro dell’Ambiente Galletti che dichiara che “Dobbiamo sviluppare nuove tecnologie e incoraggiare nuovi investimenti…” e che l’Italia “…si impegna nella promozione dell’energia geotermica e delle fonti energetiche rinnovabili in quanto componente vitale per lo sviluppo sostenibile del pianeta…” e che “la geotermia contempli tecnologie pulite, alte tecnologie in grado di coniugare la fornitura di energia elettrica e calore, indispensabili allo sviluppo, con il rispetto del delicato equilibrio ambientale dei luoghi, e delle identità culturali delle popolazioni che li abitano… …nel quadro di un’economia a basse emissioni di carbonio e dello sviluppo sostenibile”, mentre la viceministra per lo Sviluppo economico, Teresa Bellanova

Viceministra Bellanova

afferma che “…la massima compatibilità ambientale nell’uso di questa importante risorsa e’ il paradigma da cui passa un rinnovato impulso per lo sviluppo del settore in Italia…” e che “…quella geotermica è una fonte di energia con caratteristiche che la rendono unica a partire dalla sua rinnovabilità e stabilità, una disponibilità costante per l’approvvigionamento energetico che non si trova nelle altre fonti pulite. Si tratta di vantaggi strategici che rendono la geotermia indispensabile per raggiungere gli obiettivi climatici fissati dall’Accordo di Parigi…”.

Ma tutti costoro sanno, o dovrebbero sapere, che le centrali geotermiche italiane, soprattutto quelle con tecnologie “flash” ,come quelle del monte Amiata, hanno un impatto climalterante pari e superiore alle centrali a combustibili fossili, come accertato dallo studio Basosi-Bravi e che “…l’emissione di CO2 delle centrali geotermiche è dello stesso ordine di grandezza di quella delle centrali alimentate da combustibili fossili…” e “…il confronto mostra che dal punto di vista dell’ACP (Potenziale di Acidificazione, ndr), l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermoelettriche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio dell’ACP di Bagnore 3 (il campo geotermico di Bagnore emette 21,9 kg SO2equiv/MWh) è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas…”, quindi “…la produzione di elettricità dalle centrali geotermiche dell’area del Monte Amiata non può essere considerata “Carbon free”. E gli impianti binari non hanno meno problemi come sismicità, reimmissione degli incondensabili quando la loro percentuale-come in centro Italia-è alta, problemi alle falde acquifere, ecc.

In merito poi allo sviluppo dell’occupazione le balle spaziali aumentano cercando di oscurare il “milione di posti di lavoro” del Cavaliere: le migliaia o le decine di migliaia di addetti legati alla geotermia sono una favola che vanno ripetendo, sapendo (o dovendo sapere) che la geotermia in Italia occupava, a fine 2014, solamente 650 addetti (Fonte enel/emas, Dichiarazione ambientale 2015, scarica qui il pdf).Pure dovrebbero sapere che proprio nelle aree dove storicamente si sfrutta la geotermia è più alto il livello di povertà e di crisi, tanto che recentemente la stessa Regione Toscana ha individuato l’area nord, Larderello/Travale, come “area di crisi”, mentre il valore immobiliare è -con l’area su/Amiata- il più basso della Toscana (vedi “borsino immobiliare”, sopra, da Il Tirreno del 10/6/17).

Montemaggi (EGP) e Vaccari (PD)

Ma nel contorno di questo summit molti personaggi hanno trovato modo di parlare di geotermia: Montemaggi dell’Enel Green Power e tale sen. Vaccari (PD) (Carneade, chi è costui?): l’uno ammette che “la sommossa di tanti territori contro lo sfruttamento dell’energia rinnovabile che arriva dal sottosuolo è dilagante”, l’altro lo rassicura “occorre andare avanti con i progetti. E non sottostare alla dittatura dei comitati». 

Come non si può sorvolare sulle dichiarazioni dell’Ing.Terlizzese, DG MISE, che –con sicumera degna di miglior causa-sui rischi ambientali assicura:

Terlizzese, DG MISE

“Esistono, ma la tecnologia può azzerarli… Quello che non molti sanno, però, è che esiste una risposta tecnologica per ognuno di questi potenziali problemi. Esistono ad esempio sistemi a circuito chiuso, che non prevedono il prelievo e la reiniezione dei fluidi geotermici, e che di conseguenza non hanno impatti sulle falde acquifere né sulla sismicità. Stiamo lavorando per elaborare queste informazioni a trasferirle alla popolazione”. E non sa dire altro che tirare fuori dal cilindro nientepopodimenoche …gli impianti cd “binari”! 

C’è da rilevare, su questo summit mondiale della geotermia di Firenze dell’11 u.s., l’annuncio a sorpresa fatto solo pochi giorni prima dell’evento e l’assenza del CNR e dell’INGV, nonché di esperti universitari, pare non invitati; due fatti che, maliziosamente, inducono a pensare che si temessero contestazioni e voci dissonanti che di certo si sarebbero verificate con la presenza dei cittadini, dei comitati e di qualche scienziato o ricercatore, secondo cui lo sfruttamento in Italia della geotermia non è possibile perché non ci sono sufficienti condizioni di geoetica, di tecniche e di sicurezza. Del resto la stessa logica–non utilizzo di esperti di enti nazionali- è stata usata nella redazione della “Linee guida sulla geotermia” imposta al Governo dal Parlamento.

Firenze, 11 settembre 2017

Nonostante quindi la firma anche del nostro Governo alla cd. Dichiarazione di Firenze (scarica qui il pdf), la consapevolezza tra i cittadini che la geotermia non è sostenibile ed, anzi, mette a rischio lo sviluppo di altre attività legate ai territori, sarà la causa del fallimento politico ed economico di tali scelte sbagliate.

La Rete nazionale NoGESI continuerà nella sua battaglia contro la geotermia: Gutta cavat lapidem! (la goccia perfora la pietra!).

Rete nazionale NoGESI – NO Geotermia Speculativa e Inquinante

Nota (1): Global Alliance Geothermal (GGA), la piattaforma multi-stakeholder pubblici, privati e intergovernativi impegnati a sostenere globalmente lo sviluppo di questa fonte. L’associazione, lanciata nel 2015 durante la COP21 di Parigi, riunisce sotto il coordinamento di IRENA (Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) 42 paesi e 29 partner.


Leggilo su:

Radiogiornale.info

Il Cittadino online

Gita in Germania per i comuni interessati alla geotermia, tutto spesato dalla rete Geotermica

Proprio come le gite di due giorni dei venditori di pentole, la Rete Geotermica porta in gita gli amministratori locali. Noi non compriamo niente, grazie.

 

 

La Rete Geotermica, rete di società per azioni che hanno lo scopo di realizzare impianti per la produzione di elettricità sfruttando i vapori geotermici, propone agli Amministratori dei Comuni geotermici e dei Comuni ad essi limitrofi, chiamati a indicare alla Regione Toscana quali aree del proprio territorio comunale sono idonee a sopportare tali impianti, una visita in Germania agli impianti geotermoelettrici a ciclo binario costruiti a 20 km a sud di Monaco di Baviera.

Siamo stati invitati anche noi, ma non andremo per i seguenti motivi:

1- la scelta di caratterizzare i territori come aree industriali è una scelta che deve passare attraverso un’analisi attenta dei Costi e Benefici per la collettività, specie quando questa ha da tempo investito in attività economiche antitetiche a quelle industriali.
Se si ragiona sui numeri della realtà oggi presente in alta Val di Cecina, dove per prime sono state agevolate le attività geotermiche toscane, da Larderello a Pomarance, possiamo dimostrare che la scelta geotermica è una scelta sbagliata, perché oggi in quell’area si trovano i Comuni più poveri della Toscana, con la popolazione più vecchia e bisognosa di sostegni esterni, perché definiti “area di crisi”.
Gli impianti geotermici portano ad una monocoltura industriale allontanando gli investimenti in produzioni agricole di qualità o in agriturismo o in attività turistiche, come invece è avvenuto intensamente in tutto il resto della Toscana meridionale.

2- Le emissioni “zero” sono una speranza della Rete Geotermica, nel caso migliore una pia illusione, in quello peggiore e stante allo stato delle attuali conoscenze tecniche nell’Italia centrale sono una menzogna. E’ banale dover rammentare che la composizione dei vapori geotermici varia notevolmente tra un’area ed un’altra, a seconda della natura geochimica del bacino sfruttato, e che mentre in altri paesi europei i gas incondensabili sono poca cosa, nel centro Italia sono nell’ordine dell’8% (!) e tali gas verrebbero immessi in atmosfera, perché non reinniettabili. Perfino il Governo in Parlamento ha dovuto ammettere che in realtà si tratta di “emissioni quasi zero”…

3- La Rete Geotermica non ha mai dato un contributo utile a denunciare lo stato di gravissimo inquinamento ambientale prodotto dalle centrali geotermiche a rilascio in atmosfera dell’Enel esistenti ed operanti in Toscana e, nonostante la sua asserita capacità tecnica, ha sempre coperto le scelte delle Amministrazioni della Regione Toscana, che hanno manipolato e falsato l’informazione sanitaria ed ambientale in materia di impatto geotermico, dimostrando l’inaffidabilità politica della loro organizzazione.
Inoltre riteniamo inaffidabile e avversario dei comitati e dei territori il suo vicepresidente Stefano Boco (ex senatore dei Verdi) nonché Presidente di Magma Energy Italia perché in questa sua ultima veste si è distinto prima non rispettando il referendum di Casole d’Elsa contrario al suo impianto mentre aveva dichiarato che si sarebbe attenuto al risultato e poi per aver portato in tribunale, perdendo, il sindaco Pii che, legittimamente, aveva fatto sospendere i lavori di ricerca.

4. Oggi, come certifica anche Terna, non c’è bisogno di altra energia elettrica e di altre centrali, tanto che Enel sta dismettendo parte delle sue, e, in ogni caso, ci sono alternative meno impattanti e pericolose della geotermia, come, ad esempio, il solare.

5. La Toscana e, in particolare l’Amiata “hanno già dato”, hanno pagato, anche caro, il contributo alla speculazione geotermica per cui bisogna oggi pensare come chiudere le centrali esistenti e non come farne di nuove.

6. Finchè la geotermia avrà gli incentivi dallo Stato (pagati dai cittadini in bolletta) che, di fatto, rendono questi investimenti privi di rischio, non ci può essere un confronto con chi, più che “imprenditore”, pare solo “prenditore”.

Per tutto questo non accettiamo di essere portati in giro, sia in senso letterale che figurato, e invitiamo sindaci e consiglieri a rifiutare questo inopportuno tentativo della Rete Geotermica di ingraziarsi gli amministratori pubblici che, ricordiamo, sono votati dai cittadini e non dalle imprese.


Leggilo su:

Il Cittadino online

Radiogiornale.info

Corriere di Siena 1 (pdf)

Corriere di Siena 2 (pdf)

Campagna di sostegno alle spese legali. CHI LOTTA PUO’ PERDERE, CHI NON LOTTA HA GIA’ PERSO

Avremmo potuto non avviare iniziative legali a difesa della salute dei residenti, denunciando l’indifferenza della magistratura alle condizioni di vita e dell’ambiente in Amiata, avremmo potuto non presentare i Ricorsi al Tribunale Amministrativo della Regione Toscana contro le autorizzazioni alle centrali geotermiche di Bagnore. Oggi non saremmo chiamati a dare seguito all’ultima Sentenza di quel tribunale, che ci condanna a pagare le spese legali delle controparti, pari a diverse migliaia di euro.

Avremmo potuto riaffermare che in Toscana le vicende incredibili dell’inceneritore di Scarlino dimostrano che non esiste la legalità nell’azione delle Amministrazioni pubbliche (siamo alla quarta autorizzazione, rilasciata da Enti pubblici, allo stesso impianto a svolgere un esercizio dannoso alla collettività, dopo ben tre sentenze del Consiglio di Stato che hanno annullato le tre precedenti autorizzazioni, rilasciate negli ultimi quindici anni dagli stessi Enti pubblici) e citare nostri maestri, affermando che “…la legalità ha due facce: l’una interna, la sostanziale, l’altra esterna, la formale…Scambiando queste due facce ci si illude.
La realtà ha mostrato nel modo più evidente che la legalità è una sola ed esiste fin dove essa si concilia con gli interessi della classe dominante, vale a dire, nella società capitalistica, con gli interessi della classe padronale” (Antonio Gramsci- Scritti politici).

Se avessimo scelto questa strada qualcuno ci avrebbe sicuramente criticato come ideologici per questo abbiamo deciso di percorrere anche la strada delle iniziative legali.

Ci siamo forse anche illusi di raggiungere un esito positivo. Infatti avevamo documentato al collegio giudicante che la stessa Enel aveva affermato, con una lettera scritta alla Regione Toscana, che con le tecnologie scelte ed adottate in Amiata, non riesce a rispettare i limiti stabiliti dalla Regione. Quella lettera (che non avremmo mai dovuto leggere) è stata scritta nientemeno che dall’Amministratore Delegato dell’Enel Green Power, ing. Montemaggi, il quale, dopo la fissazione da parte della Regione dei nuovi limiti di legge per le emissioni di Ammoniaca, richiesti dalla Comunità Europea, esplicitamente proponeva alla Regione un diverso limite più permissivo.

Ci abbiamo messo la faccia, tanta energia e anche denari, senza mai chiedere o avere alcun tipo di finanziamento; oggi chiediamo a tutti coloro che davvero hanno a cuore il monte Amiata e sono indignati per la speculazione della geotermia in Toscana e non solo, di fare un piccolo passo avanti e sostenere, insieme a noi, le spese che il TAR ci ha condannato a pagare.

La battaglia deve continuare e può essere vinta solo se tutti si sentono coinvolti in prima persona, anche nel caso di far fronte a sentenze a noi contrarie.

Le sottoscrizioni debbono essere fatte utilizzando il seguente canale: https://sosgeotermia.noblogs.org/comesostenerci/

Grazie a tutti,
Sos Geotermia

qui la sentenza del TAR del 21/6/17


SOTTOSCRITTORI AL 30/9

Lorenzo B.               100
Guido C.                    50
Mauro B.                  100
Stefano G.                 20
Riccardo G.              100
Fiorella C.                  50
Lamberto S.              20
Giuliana G.                20
Pio G.                       100
Antonella P.              100
Gregorio C.                20
Antonella D.              30
Cristiana M.               50
Daniele M.                 50
Stefania C.                 50
Marina G.                   50
Carlo G.                     500 (raccolti a Arcidosso)
Carlo B.                     100
Giuliana G.               100
Roberto B.                100
Gemma C.                  50
Pino M.                     100
Roberto B.                200
Marzia G.                    70
Eleonora V.                50
Giacomo A.                10
Gauthier R.               100
Annamaria L.             20
Anna T.                      300
Luciano M.                  50
Gerardo M.                 20
Angelo P.                     30
Matteo C.                    60
Carlo B.                      250 (raccolti a S.Fiora)
Corrado L.                   20
Velio A.                       100
Mariella B.                 100
Alvaro G.                    100
Emilia S.                       20
Carlo G.                        50 
Gail A. – Walter A.M.   50

Un grazie a tutti voi e un invito a tutti gli altri:
FATE UNA DONAZIONE
FATECI SENTIRE CHE E’ GIUSTO E UTILE CONTINUARE LA LOTTA


21 SETTEMBRE 2017 – ABBADIA S.SALVATORE
“UNA PIZZA PER SOLIDARIETA'”
PARTECIPA ANCHE TU!

 


Leggilo su:

Il Cittadino online

Latera (VT), 30 luglio 2017. Giornata contro la geotermia: Errare è umano…

Aggiornamenti luglio 2017 (in fondo, dopo il programma):

1. Documento “Geotermia Nuova Latera: Quando gli incentivi aumentano l’effetto serra” 

2. ANCHE IL SINDACO DI VITERBO MICHELINI PRONTO AD ENTRARE NEL COORDINAMENTO DEI SINDACI DELL’ALTA TUSCIA CONTRO LA GEOTERMIA

Scarica la locandina formato A4 in pdf, 245 kb

Scarica il manifesto 51×73 in pdf, 3 Mb

 

Domenica 30 luglio 2017, dalle ore 9, persone di ogni provenienza e credo politico, i comitati di varie regioni del centro Italia, e politici locali e parlamentari, si troveranno a Latera per un evento denominato “Errare è umano. Passeggiata contro il perseverare del pericolo geotermico”.

Promotore dell’evento il neonato Comitato per la tutela delle salute e dell’ambiente di Latera, assieme al Comitato Farnese, ambiente salute e territorio e a MaremmAttiva; col supporto di Rete Nazionale NOGESI.

La giornata di sensibilizzazione parte al mattino, con una passeggiata fino alla vecchia centrale geotermoelettrica, accompagnata da musica itinerante. Seguiranno le testimonianze di chi ha vissuto la vicenda e le conseguenze della centrale stessa. Nel pomeriggio infine è prevista una tavola rotonda aperta, in cui raccontare e ascoltare.

A quindici anni di distanza dal rovinoso e fallimentare esperimento di Enel, conclusosi con la chiusura dell’impianto – spiega il Comitato – l’incubo della speculazione geotermica torna a minacciare Latera e la Tuscia.
Due richieste distinte su Latera, in particolare, sono ora al vaglio delle istituzioni. La prima di Enel Green Power nella zona della vecchia centrale dismessa, la seconda da parte della società Latera Sviluppo srl per costruirne una ‘pilota’. A queste due richieste si sommano le decine di permessi rilasciati in tutto il Lazio, in Umbria e nella parte bassa della Toscana. Una vera corsa agli incentivi pubblici“.

L’occasione nasce per porre un fermo “no” alla speculazione geotermica e all’inquinamento dei territori che si estendono da Latera passando per Farnese e Ischia di Castro, fino all’Alfina ed al monte Amiata; ma allo stesso tempo occasione di incontro e condivisione di un crescente “si” a prospettive e sviluppo sostenibile dei territori interessati.

Il programma:

– Ore 9-11: Partenza da Latera, Piazza IV Novembre (parcheggio all’ingresso del paese), per visita alla vecchia centrale geotermoelettrica in disuso, con musica itinerante della Piccola Orchestra Tascabile. Percorso molto facile e in ombra, con varie soste narrative, durata 2 ore ca.

– Ore 12: Pranzo conviviale al parco comunale dei Castagneti, con jam session

– Ore 15: Tavola rotonda aperta (sempre ai Castagneti), per uno sviluppo sostenibile del territorio

Per informazioni, cell. 3398709711-3393233935

Comitato per la tutela delle salute e dell’ambiente di Latera


Leggilo su: 

OrvietoNews.it

Radiogiornale.info

Adesione della Fed. prov. di Viterbo di Rifondazione comunista/Sinistra Europea su La Città.eu


AGGIORNAMENTI luglio 2017

Pubblicato a cura dell’Osservatorio Lago di Bolsena QUI

Geotermia Nuova Latera: Quando gli incentivi aumentano l’effetto serra

Gli incentivi nel settore energetico sono motivati in primo luogo dall’urgenza di ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e di evitare un surriscaldamento catastrofico dell’atmosfera. Sono incentivate le energie “rinnovabili” – termine impreciso che sottintende e include due aspetti della sostenibilità ambientale: quello di fonti rinnovabili di energia (non esauribili nella scala dei tempi geologici) e quello di fonti “pulite” (sfruttabili senza emissione di sostanze inquinanti e/o dannose per gli ecosistemi, p. e. gas ad effetto serra).
Tradizionalmente, “rinnovabili” sono considerate in modo sommario tutte le fonti di energia che non generano gas ad effetto serra durante il processo stesso di generazione di energia. Il loro “fattore di emissione” (emission factor EF) – la quantità di gas ad effetto serra prodotta per unità di energia – era definito uguale a zero.

“Rinnovabili” erano perciò definite l’energia del sole, del vento, del moto ondoso, l’energia idroelettrica, geotermica e anche quella nucleare.

Nel corso degli ultimi 20 anni la scienza ha elaborato un’analisi più differenziata della questione. Oggi i fattori di emissione delle diverse fonti di energia considerano l’insieme di tutti i gas emessi (in unità di “equivalenti CO2” – CO2eq) da una parte, e in più tutto il processo riguardo alla produzione di energia con una data fonte di energia, con un dato processo in un dato impianto, e questo “dalla culla alla morte” – durante tutto il ciclo di vita dell’impianto, dal reperimento dei materiali necessari fin al suo smantellamento.

La tabella presenta valori aggiornati di fattori di emissione per varie energie “rinnovabili” e non; ci permette quindi di paragonare il contributo all’effetto serra delle varie tecnologie:

Fattori di emissione in (gCO2eq)/kWh riferiti a tutto il ciclo di vita, per varie tecnologie di generazione di elettricità. Da “IPCC Working Group III – Mitigation of Climate Change, Annex III, p. 10, e Annex II, p. 14-31; IPCC (2014). In ordine di medie decrescenti.

Fattori di emissione in (gCO2eq)/kWh riferiti a tutto il ciclo di vita, per varie tecnologie di generazione di elettricità. Da “IPCC Working Group III – Mitigation of Climate Change, Annex III, p. 10, e Annex II, p. 14-31; IPCC (2014). In ordine di medie decrescenti.

tecnologia

minimo

medio

massimo

       

carbone

740

820

910

biomassa + carbone

620

740

890

gas – ciclo combinato

410

490

650

biomassa (Il valore corrisponde all’ipotesi che il CO2 liberato durante la combustione viene sequestrato dalla prossima generazione della vegetazione bruciata)

130

230

420

solare fotovoltaico industriale

18

48

180

solare fotovoltaico residenziale

26

41

60

geotermia

6

38

79

solare a concentrazione

9

27

63

idroelettrico

1

24

2200

eolico in mare

8

12

35

nucleare

4

12

110

eolico su terra

7

11

56

Questa tabella non considera tutti i casi particolari e tutte le condizioni particolari di emissione, e specificamente non prende in considerazione alcuni impianti geotermici, come per esempio la centrale Nuova Latera.

Il fluido geotermico estratto è particolare: contiene un’alta percentuale di CO2 (il “classico” gas ad effetto serra) – dal 3 al 6% del suo peso. Quasi tutto questo gas verrebbe rilasciato all’atmosfera. La centrale con una potenza nominale di 14 MWe estrae 500 tonnellate di fluido all’ora (i dati sono presi dalla descrizione tecnica fornita da ENEL Green Power).

Il fattore di emissione risulta quindi di più di 1000 (gCO2eq)/kWh (considerando solo CO2, e solo il processo stesso di generazione di energia, e in più negligendo il carattere ibrido dell’impianto)Uno sguardo alla tabella ci dice che la Nuova Latera avrebbe un contributo all’effetto serra più grande di una centrale a carbone (a parità di potenza).

La centrale Nuova Latera è un caso particolare, ma non unico: altri esempi simili sono la centrale di Kizildere nell’Anatolia e le centrali ENEL nella zona del Monte Amiata.

Siamo qui di fronte a un fatto grottesco: con gli incentivi destinati alla riduzione dell’effetto serra (pagati dalle famiglie con le loro bollette) l’ENEL vuole realizzare una centrale geotermica che aumenta l’effetto serra. Lo vogliamo permettere?


COMUNICATO STAMPA
Comitato Farnese, Ambiente salute e territorio

Leonardo Michelini entra nel Coordinamento dei sindaci della Tuscia contrari alla geotermia

Leonardo Michelini pronto ad entrare nel Coordinamento dei sindaci contrari alla geotermia.
Ieri pomeriggio, il sindaco di Viterbo, ha incontrato il pariruolo di Farnese Massimo Biagini. Una riunione a tre con il comitato “Farnese, ambiente, salute e territorio”, nella quale il primo cittadino del capoluogo si è detto interessato ad approfondire le roventi tematiche legate alla geotermia a media ed alta entalpia che riguardano sì l’Alta Tuscia, ma che a caduta potrebbero portare conseguenze disastrose in un raggio di ben trenta chilometri (oltre Viterbo, pertanto). Lo stesso Michelini ha chiarito che metterà a disposizione competenze e risorse utili per fronteggiare la questione.
Il Coordinamento dei sindaci contrari alla geotermia è quindi prossimo ad allargare il proprio raggio d’azione. Se infatti inizialmente il tavolo di lavoro ha giocoforza coinvolto solo i dieci paesi ubicati intorno a Latera (laddove si sta discutendo di due centrali geotermoelettriche, più quattro pozzi esplorativi), con l’entrata di Michelini, e le adesioni di Paolo Equitani (Bolsena) e di Eugenio Stelliferi (Caprarola, dove sono previste altre perforazioni), ecco che la “tavola rotonda” assumerà ben presto un aspetto provinciale. Un segnale compatto, di netta contrarietà alla geotermia, ma anche una sorta di “consorzio di tutela”, atto a prevenire sul territorio qualsiasi ulteriore tipo di speculazione presente e futura.
“Oggi il problema è Latera – ha spiegato Michelini – E quindi è giusto concentrarsi su di essa, con Farnese e Ischia di Castro annessi. Ma non si può stare a correre sempre qua e la per arginare tali stravaganti fenomeni. Uniamoci, trasversalmente, e cominciamo a programmare un destino comune. La Tuscia ha per natura e storia un destino legato a ben altro, penso alle tipicità agroalimentari, alle riserve, ai laghi, alle coste. Incentiviamo queste buone pratiche, unite anche a quel turismo che cresce costantemente, e poniamo dei fermi paletti a chi invece vorrebbe speculare o deturpare l’area”.
Nato lo scorso 5 luglio a Latera, il Coordinamento ingloba le amministrazioni di Latera stessa, di Farnese, Ischia di Castro, Canino, Cellere, Acquapendente, Grotte di Castro, Gradoli e Onano. I sindaci dei comuni appena elencati hanno già incaricato dei tecnici per presentare alla Regione le dovute osservazioni di contrarietà al progetto Enel di Latera. Ma non solo. Ad inizio settembre, infatti, si terrà a Viterbo la prima conferenza del nuovo Coordinamento. Una nuova e motivata entità provinciale, che racchiuderà in sé praticamente tutti i comuni della Tuscia (molti stanno già sottoscrivendo l’atto), e che a partire proprio dal progetto Latera vigilerà costantemente e trasversalmente al fine di tutelare il futuro della provincia intera.


AGGIORNAMENTO 28 luglio 2017
Presentata interrogazione in regione Lazio della consigliera Silvia Blasi (M5S)
Comunicato Gruppo Consiliare M5S Regione Lazio

“Ho depositato un’interrogazione in merito alle numerose richieste di sfruttamento di energia geotermica giunte agli uffici regionali che rischiano di creare una sorta di far west energetico nella Tuscia a causa dell’assenza di una pianificazione e programmazione del settore energetico. Il Piano energetico regionale risale infatti al 2001 ed attualmente è in corso una sua revisione che difficilmente vedrà luce in questa legislatura. La nostra provincia ha già dato tanto in termini di servitù energetiche, basta come esempio la centrale A. Volta Enel di Montalto di castro, monumento al fallimento della politica energetica nazionale, la centrale TVN Enel di Civitavecchia che seppure non insiste direttamente sul nostro territorio diffonde pericolosi inquinanti in un’area molto vasta del viterbese.
A queste due centrali si aggiungono gli oltre 80 ettari di centrale fotovoltaica di Montalto di castro, una delle più grandi d’Europa e l’impianto eolico di Piansano.
 
Viterbo è una provincia a vocazione agricola e insieme a Rieti ha i più bassi consumi di energia regionali. Prima di trovarci nuove servitù energetiche in un territorio fondamentalmente agricolo e ad alta valenza naturale mi piacerebbe capire gli obiettivi di questa iper produzione in una provincia così poco densamente popolata.
 
Ho quindi depositato un’interrogazione in consiglio regionale per sapere come si integra la produzione da risorsa geotermica in provincia di Viterbo con gli obiettivi e la programmazione energetica regionale. Un nodo fondamentale per non diventare territorio di conquista di società private con intenti esclusivamente speculatori e pericolosi per il nostro ambiente e la nostra salute.
 
Nello stesso atto, chiedo di sapere a che punto è lo stato di attuazione di un ordine del giorno a mia prima firma approvato all’unanimità in consiglio regionale che impegnava la Giunta ad una moratoria sugli impianti geotermici di competenza regionale. La mancata programmazione, soprattutto in settori ‘delicati’ come quello dell’energia, può avere conseguenze devastanti per un territorio, ed è nostro dovere scongiurarlo con tutti i mezzi.

Incendi in Amiata. Sciacalli, non ci provate…

Pubblichiamo l’appello dei Cittadini indignati del Monte Amiata in merito alle voci, riprese anche da un giornale radio della Rai, di possibili responsabilità degli ambientalisti negli incendi che continuano a devastare l’Amiata, così come l’Italia intera.
Sciacalli che anche di fronte a tanta tragedia non perdono l’occasione per mostrare odio contro chi questa montagna invece vuole difenderla da tutti gli scempi, incendi o centrali che siano.

 

Siamo un gruppo di persone e varie realtà associative, riunitesi per la salvaguardia del Monte Amiata e delle sue acque.

Vogliamo segnalare che il Giornale Radio di RAI1 nell’edizione delle 8:00 del 18 Luglio 2017, dal minuto 5:26, ha attribuito la responsabilità degli incendi scoppiati a Piancastagnaio, sul Monte Amiata, agli ambientalisti, che da anni si battono per la tutela di un territorio segnato dallo sfruttamento, un tempo minerario ed oggi geotermico.

La trascrizione dell’audio: «Situazione ancora difficile anche nel comune di Piancastagnaio, in provincia di Siena. Tra i cittadini c’è la convinzione che gli incendi siano legati a chi non vuole le centrali geotermiche. I vapori, infatti, che fuoriescono dalle centrali e ricadono sul territorio sarebbero responsabili dell’aumento di arsenico nell’acqua. “Gli incendi sono scoppiati vicino alle centrali dove c’è la produzione col vapore. Molte persone hanno sempre digerito male questa cosa perché sapendo che ci sono i fumi, che in effetti fanno un pochino male, viene da pensare che qualcuno possa averlo fatto di proposito: chiaro e limpido”.»
Ascolta l’audio:

 

Siamo indignati!
Non è la prima volta che accuse infondate vengono scagliate contro il mondo ambientalista, ma adesso si è tragicamente perso il senso del ridicolo.

I cosiddetti “comitati antigeotermia” già in passato sono stati accusati di «terrorismo antigeotermico», «gravissimo danno di immagine», «procurato allarme sociale», «persecuzione antidemocratica», «atti vandalici», «polemiche strumentali», «sfregio all’immagine del territorio», «provocare un pesante clima di tensione», «atteggiamenti intimidatori», «squallidi attacchi personali» e chi più ne ha, più ne metta.

Mai però si era giunti all’assurdo di accusare noi “ambientalisti” di voler fisicamente danneggiare il territorio – che naturalmente vorremmo invece difendere.

Dovremmo aggiungere anche «piromani» alla lista e riderci sopra, come con gli altri epiteti?
Noi abitanti ed amanti del Monte Amiata – che, non dimentichiamo, è un importantissimo bacino acquifero del centro Italia minacciato da livelli crescenti di arsenico – siamo innamorati del territorio; da decenni ci battiamo per conservarne il magico equilibrio, messo a repentaglio (oggi come ieri) dalla rapacità speculativa ed incurante del “progresso” che guarda con miopia soltanto al profitto economico immediato.

È questo il clima che vogliamo respirare? Criminalizzare i cittadini inquinati?

Ci sentiamo profondamente offesi dal servizio andato in onda e chiediamo che si dia celermente risposta alla nostra richiesta di spiegazioni da parte del servizio pubblico – anche alla luce dell’interrogazione al Ministro degli Interni della Sen. Alessia Petraglia, sostenuta da Marco Sabatini e Daniela Lastri di Sinistra Italiana Toscana.

Per cominciare, in attesa di chiarimenti e/o smentite – ed oltre ad interrogarci sull’identità dell’intervistato, le cui gravissime affermazioni hanno dato lo spunto per un’offensiva, paradossale e fuorviante generalizzazione – chiediamo formalmente al Direttore del Giornale Radio di RAI1 di concederci spazio per delle interviste riparatorie.

Cittadini indignati del Monte Amiata

Avviata una petizione online su Change: CLICCA QUI

Aderiscono:
SOS geotermia – Coordinamento Movimenti Amiata (https://sosgeotermia.noblogs.org)
Rete nazionale No GESI – No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante
Comitato Difensori della Toscana (https://www.facebook.com/pg/comitatodifensori.dellatoscana.5)
Agorà CittadinanzAttiva – comitato cittadini, Monticello Amiata (https://agorattiva.noblogs.org)
Rete Centrali Zero (https://retecentralizero.noblogs.org)
Comitato Fumarole (https://fumarole.noblogs.org)
Genuino Amiatino – rete Genuino Clandestino (https://genuinoamiatino.noblogs.org)
Comitato Maremmattiva Pitigliano Sorano (https://www.facebook.com/maremmattiva)
Comitato Farnese ambiente, salute e territorio (https://www.facebook.com/Comitato-Farnese-ambiente-salute-e-territorio-1386157201451446)
Comitato per la Tutela della Salute e dell’ambiente di Latera
Comitato Controvento, Seggiano
Movimento Agende Rosse, gruppo “Peppino Impastato” – Grosseto (https://www.facebook.com/groups/agenderossegrosseto)
Mariarita Signorini – presidente Italia Nostra Toscana (http://www.italianostra.org/?page_id=340)
Valerio Gennaro – medico epidemiologo ambientale presso IRCCS, associazione Medici Per l’Ambiente – ISDE, Genova
Mauro Chessa – geologo
Dario Tamburrano – deputato Europeo Movimento 5 Stelle (http://www.dariotamburrano.it)
Federica Daga – commissione ambiente Camera Deputati, Movimento 5 Stelle (http://www.federicadaga.net)
Tommaso Fattori – consigliere regionale, capogruppo Sinistra Italiana Toscana, referendum per l’acqua (http://www.tommasofattori.it)
Meetup Arcidosso presente a 5 stelle (https://www.facebook.com/arcidossopresentea5stelle)
Comitato di Zona Partito della Rifondazione Comunista Amiata Grossetana
Corrado Lazzeroni – consigliere comune Arcidosso
Pier Paolo Camporesi – capogruppo minoranza comune Arcidosso
No Geotermia Arcidosso (https://www.facebook.com/NO-Geotermia-Arcidosso-1511415942505278)


Interrogazione al Ministro degli Interni sugli incendi sul Monte Amiata

Dichiarazione congiunta della sen. di Sinistra Italiana Alessia Petraglia e Marco Sabatini/Daniela Lastri coordinatori regionale di SI.
Roma, 19 luglio 2017 – “Da alcuni giorni anche la Toscana è interessata da vari roghi ed incendi ma ad andare in fumo non è soltanto il nostro patrimonio naturale ma anche la capacità di dare una corretta informazione sul tema da parte del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale” così la senatrice Alessia Petraglia di Sinistra Italiana che ha presentato una interrogazione al ministro dell’Interno per capire se tra geotermia e incendi esiste una qualche correlazione e se sì in che modo. “Il territorio di Piancastagnaio in modo particolare è flagellato da incendi quasi sicuramente di natura dolosa. Oggi però scopriamo, da un servizio della RAI ( Giornale Radio GR1 del 18/07/2017, edizione delle 8 ) che per alcuni abitanti del luogo gli incendi sarebbero appiccati da chi non vuole le centrali geotermiche. Nessun nome, nessuno che si assuma la responsabilità di certe dichiarazioni, eppure provocare incendi è un reato molto grave ed anche accusare qualcuno. A cosa mira questa tipologia di informazione? Messa così sembra che voglia cucire addosso ai cittadini che legittimamente e in maniera democratica esprimono il loro pensiero, anche in contrasto con le centrali geotermiche, una camicia da veri e propri criminali”.
“Indipendentemente dalla opinione di ciascuno sul tema della geotermia – aggiungono Marco Sabatini/Daniela Lastri, coordinatori regionali di Sinistra Italiana – troviamo poco professionale e di bassa qualità informativa, un telegiornale nazionale che contribuisce, tra l’altro senza citare fonti e senza riportare il nome di chi ha fatto certe affermazioni, a far passare l’idea che gli incendi in Amiata, ed in particolare a Piancastagnaio, siano responsabilità di chi è contrario alle centrali.”


Il Tirreno, 21 luglio 2017