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Piancastagnaio, 10 luglio 2018. Manifestazione contro centrale PC6

Il Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata e la Rete Nazionale Nogesi promuovono una manifestazione per martedì 10 luglio 2018 a Piancastagnaio, ore 17 – 20,30, presso i Giardini Nasini contro la paventata realizzazione di una nuova centrale flash, la PC6 da 20MW, in località ASCA, dove già esiste la centrale PC3 da 20 MW.

 

Di seguito il comunicato/volantino (che puoi scaricare CLICCANDO QUI):

 

Il Sindaco di Piancastagnaio Vagaggini e la Giunta favorevoli
alla nuova centrale flash PC6 di 20 MW

Eppure solo un anno fa proprio il sindaco Vagaggini si era dichiarato nettamente contrario a un nuovo impianto flash di Enel; anzi, contrarissimo, aggiungeva, perché la sua priorità era quella di tutelare la salute dei cittadini!
Affermazioni condivisibili considerate le problematiche derivanti dalle centrali esistenti, di cui ora sembra essersi scordato, PC3, PC4, PC5 relativamente alla qualità dell’aria e alle sostanze potenzialmente nocive che dalle stesse fuoriescono.
Ci saremmo aspettati che il suo NO, e quello della sua Giunta, fosse ancora più forte ora che i risultati dello studio InVetta hanno evidenziato la presenza allarmante di metalli pesanti nel sangue degli amiatini, e ora che è in corso un procedimento penale per la centrale Bagnore 4, presa a riferimento da Enel per il nuovo impianto che intende costruire a Piancastagnaio.
Invece, il primo cittadino, insieme alla sua Giunta, ha espressamente affermato dinanzi alla commissione VIA che “in merito alle emissioni in atmosfera, se gli impianti Amis assicurano prestazioni dichiarate, essendo il progetto presentato migliorativo rispetto alla situazione attuale, non può che dichiararsi favorevole alla centrale PC6, essendo interessato alla salute dei cittadini”.
Dimentica il Vagaggini che gli Amis abbattono e non totalmente solo due delle sostanze normate, nessuna certezza e/o protezione sembra esistere per le altre sostanze, alcune non normate, che secondo i dati Arpat, fuoriescono dalle centrali Enel. Dimentica anche che durante i fuori servizio le centrali emettono totalmente le sostanze in atmosfera senza alcun filtro.
Allarmante anche il silenzio assordante dei Sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata – Val d’Orcia che qualche mese fa avevano espresso la loro assoluta contrarietà alla realizzazione di qualsiasi installazione di centrali flash.
Eppure lo stesso Presidente Rossi dichiarava che dopo il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4 l’Amiata aveva raggiunto il suo punto di saturazione. No ad altre centrali!
Come si vede il Presidente Rossi e il sindaco Vagaggini si servono della stessa tecnica: prima rassicurano i cittadini e poi, a distanza di tempo, continuano a perseguire le logiche di sfruttamento del territorio adottate da sempre.
Il Presidente Rossi vuole trasformare il Monte Amiata nel secondo polo industriale geotermico: Larderello oggi ha più di trenta centrali elettriche alimentate da geotermia, l’Amiata quante ne deve “ospitare”?
È ormai chiaro a tutti che il Sindaco Vagaggini assecondi questo disegno svendendo il territorio che dovrebbe invece tutelare insieme alla salute dei cittadini, andando contro il parere stesso dell’Usl Sud-Est che chiede integrazioni in merito “al contesto e all’analisi dei rischi per quanto riguarda metalli pesanti, ambiente idrico, radioattività, coltivazioni locali”.

I Comitati Ambientalisti non intendono stare a guardare questo ulteriore disastro e preannunciano le più forti ed incisive azioni a salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita.

Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018: Giù le mani dalla nostra terra

4a edizione di “Giù le mani dalla nostra terra”, la Festa dei Comitati contro la Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante, che si terrà a Monticello Amiata (Gr) il 7 e l’8 luglio 2018.

 

 

Qui di seguito il Programma della due giorni:

Giù le mani dalla nostra terra (scarica il manifesto)
Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018

sabato 7 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 17.00 – Giardinetti
Mercato Artigiano, Mostra fotografica sui Grani Antichi, Accompagnamento musicale
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 19.30 – Giardinetti
proiezione video a cura di Genuino Amiatino
• ore 20.30 – Giardinetti
CONCERTO CON LE “RADICI NEL CEMENTO”, REGGAE DA ROMA ! ! ! ! ! ! !

domenica 8 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 08.00 – Giardinetti
Partenza Passeggiata attraverso la Riserva di Poggio all’Olmo fino a Salaiola e ritorno, con sosta al campo di Alberto
• ore 11:30 – Campo di Alberto
Stollo dei Pensieri, Letture, Performances, Aperitivo
• ore 12.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 14.00 – Giardinetti
Monticello in piazza: Mercato contadino, Artisti di strada, Artigianato,
Laboratori, Musica
• ore 15.00 – Giardinetti
assemblea dei Comitati contro la Geotermia Speculativa ed Inquinante
• ore 17.00 – Giardinetti
Canti popolari con i cori: “La Monticellese” e “Gli strillozzi“
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ORE 19.30 – GIARDINETTI
Dj-set reggae-dancehall con CECCODELLAROCCA

COMITATO AGORÀ-CITTADINANZA ATTIVA

Per contatti:
agora-cittadinanzattiva@inventati.org
http://agorattiva.noblogs.org/

Firenze, 20 giugno 2018. DOSSIER GEOTERMIA AMIATA

In occasione dell’incontro con dell’incontro con le forze di minoranza del
Consiglio Regionale della Toscana del 20 giugno 2018, la Rete nazionale NoGESI ha presentato il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA, suddiviso in 5 capitoli:

 

 

1 – LE EMISSIONI DELLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE IN AMIATA
2 – ACQUIFERO DEL MONTE AMIATA E GEOTERMIA
3 – AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI ARSENICO NELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
4 – QUESTIONI SANITARIE
5 – APPUNTI PER UN’ALTERNATIVA POSSIBILE ALLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE AMIATINE 

Scarica il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA 

Piancastagnaio, 18 maggio 2018. Conferenza Salute e Geotermia: quale compatibilità?

SCARICA LA LOCANDINA

Continuano le iniziative che Sos Geotermia, unitamente alla Rete Nogesi, ed ai gruppi locali (No Geo Amiata), sta portando avanti per informare la cittadinanza sullo stato dello sviluppo geotermico e salute nel territorio amiatino, anche alla luce dei risultati preliminari dello studio InVetta che non possono che contribuire ad alimentare uno stato di allerta e preoccupazione per le sorti di una popolazione la quale, ormai da anni, è sotto l’assedio di un indiscriminato sfruttamento geotermico.

Gli organizzatori degli eventi, reduci dalla partecipatissima assemblea del 12 maggio scorso ad Arcidosso, comunicano che intendono essere presenti con assemblee e presidi in tutti i comuni dell’Amiata, anche per supplire alle carenze informative degli organi istituzionalmente preposti, lamentando il fatto che ad oggi i risultati preliminari dello Studio InVetta siano stati presentati solo ad Arcidosso.

I militanti delle predette associazioni, anche supportati da soggetti politici ed istituzioni annunciano di avere già chiesto nelle deputate sedi la moratoria dell’attività di Enel e l’arresto di tutti i progetti di sfruttamento del territorio che sono in corso ed al vaglio della commissione VIA Regionale, e che intendono perseguire tutte le azioni giudiziarie più opportune a tutela della salute e del territorio.

Alle assemblee sono invitati a partecipare tutti gli esponenti politici locali che hanno a cuore le sorti del territorio e che sono chiamati ad esprimere il loro effettivo pensiero sul “quadro ambientale e sanitario” che si sta delineando, senza potersi ormai nascondere dietro ambiguità e mezzi termini.

I cittadini avranno modo di capire chi effettivamente non teme il confronto ed è disposto a schierarsi davvero per la tutela della salute, applicando anche il principio di precauzione e chi, al contrario, continua a sottostare alle logiche di uno sviluppo che ha portato i Comuni dell’area storica della Geotermia, in alta Val di Cecina, ad essere i più poveri della Toscana e con l’età media della popolazione residente la più vecchia della Toscana.

Per questo VENERDI’ 18 MAGGIO 2018, alle ore 21,00 presso la Saletta Comunale di Piancastagnaio (Si) si terrà una

CONFERENZA PUBBLICA
Tutela della Salute e Sviluppo Geotermico:
quale compatibilità?

INTRODUCE: Velio Arezzini – Portavoce Rete Nazionale NOGESI

RELAZIONE: Fabio Landi – ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) – “Lo Studio Epidemiologico ARS (Agenzia Regionale di Sanità). Primi risultati del Progetto InVetta”

INTERVENTI: Roberto Barocci– Forum Ambientalista Grosseto – “Iniziative a difesa delle falde idropotabili”;
Beatrice Pammolli – SOS Geotermia – “Iniziative dei Comitati rispetto ai Progetti Geotermici in corso a Piancastagnaio;
Silvia Perfetti e Lapo Rossi– Attivisti Movimento 5 Stelle – “Petizioni lanciate in Europa e iniziative a livello Regionale”

DIBATTITO PUBBLICO

CONCLUSIONI: Cinzia Mammolotti – Comitato No GEO Amiata

Sono invitati i Cittadini, i Sindaci, I medici, I Consiglieri, i Partiti Politici,
Le Organizzazioni e Associazioni dei Comuni dell’Amiata


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Amiatanews.it

Corriere di Siena 15/5/18 (clicca per ingrandire)

Arcidosso,12 maggio 2018. Conferenza “I rischi sanitari della Geotermia in Amiata”

SABATO 12 MAGGIO 2018 ore 16
ARCIDOSSO (GR) – Sala Consiliare

CONFERENZA PUBBLICA
I rischi sanitari della Geotermia in Amiata

Scarica la locandina

 

RELAZIONE: Dr. Ugo CORRIERI – Coordinatore Italia Centrale ISDE
Lo studio epidemiologico del 2010 della Fondazione «G. Monasterio» CNR – Regione Toscana e i primi risultati del Progetto INVETTA a cura di ARS (Agenzia Regionale di Sanità)

INTERVENTO: Prof. Andrea BORGIA – Geologo Università di Perugia

DIBATTITO PUBBLICO

CONCLUSIONI: Velio Arezzini – Portavoce Rete Nazionale NOGESI

Sono invitati i Cittadini, i Sindaci, i Consiglieri, i Partiti Politici, le Organizzazioni e Associazioni dei Comuni dell’Amiata

Progetto InVETTA Ars: i dati (parziali) non possono che confermare un allarmante problema sanitario in Amiata. Moratoria subito delle centrali geotermiche, esistenti e di progetto!

Tutte le analisi finora effettuate segnalano un eccesso generale di tutti gli inquinanti: Mercurio, Arsenico, Nichel, Cromo, Cobalto e, novità per l’Amiata, il Tallio, trovati in sangue e urina.

QUI LA PRESENTAZIONE ARS DEL PROGETTO INVETTA AD ARCIDOSSO 23/4/18 CON I DATI

 

Da molti anni, sulla base inequivocabile dei dati analitici del primo studio epidemiologico del CNR del 2010 (scarica qui), sosteniamo che le emissioni geotermiche in Amiata concorrono nel determinare gli eccessi di mortalità e di patologie registrati.
La Regione Toscana, mentre da una parte sta autorizzando altre nuove centrali geotermiche nel completo disprezzo dei principi di prevenzione e precauzione, dall’altra continua a finanziare nuovi studi sulle cause degli eccessi di mortalità per determinare “con certezza” ciò che non è determinabile: cioè l’esclusione della geotermia nelle patologie e nella mortalità in eccesso in Amiata.

Infatti, il nuovo studio InVETTA, non considerando l’insieme delle fonti inquinanti presenti e documentate in Amiata non sarà esaustivo e darà -probabilmente- l’alibi per chiedere nuove ricerche, rimandando, sine die, conclusioni certe.

Ma, ciò nonostante, non si può minimizzare sui risultati dei dati presentati dall’Ars il 23 aprile ad Arcidosso che smentiscono ancora chi continua a rassicurare sulla salute degli amiatini.
Premesso che abbiamo solo dati parziali, non essendo stata ancora analizzato tutto il campione previsto ed anche la popolazione non esposta, i cui risultati andranno comparati a quelli del campione amiatino, emergono comunque dati allarmanti, pubblicati dalla Agenzia Regionale di Sanità, in riferimento ai valori medi indicati dalla Società Italiana dei Valori di Riferimento (SIVR).

Ad esempio, per il Mercurio nel sangue la suddetta SIVR indica nel 2017 un valore medio nella popolazione non esposta in Italia di 1,2 microgrammo per litro (μgr/l) e che il 95% della popolazione italiana è sotto il valore di 5,2 μgr/l. Ebbene in Amiata secondo i dati InVETTA abbiamo un valore medio tre volte superiore al valore medio nazionale con il 30% dei casi, circa 200 persone sulle 637 analizzate in complesso, che superano il valore di 5,2μgr/l , con molti casi dieci/venti volte superiori al valore medio.
E certo sarebbe strano il contrario, considerato che lo studio del prof. Basosi, rappresentante italiano in sede UE per le energie rinnovabili, ha quantificato il Mercurio emesso nel 2010 in atmosfera con le centrali ENEL in Amiata pari al 42,5% di tutto il Mercurio emesso da tutte le industrie presenti sul territorio italiano. Se si pensa che tale emissioni ammontano a 400 kg/anno, pari 400.000.000.000 μgr/anno, ce n’è per tutti noi in abbondanza.
Ad aggravare la situazione del Mercurio, oltre ai segnalati valori oltre il 10% anche per il Nichel, il Cromo, l’Arsenico il Cobalto, è la situazione, relativamente nuova per l’Amiata, del Tallio, del quale si rilevano valori di più del doppio dei valori medi; giova rammentare che anche il Tallio, come afferma Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia, “è un veleno molto potente, tossico sia per inalazione che per ingestione” e “questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido – conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma – e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni”.

Con la consapevolezza che la classe politica corresponsabile dell’odierna situazione, anche sanitaria, causata dalla geotermia ad alta e media entalpia sia destinata a scomparire, diffidiamo ancora una volta gli amministratori pubblici, dalla Regione Toscana ai Comuni, ad attivarsi immediatamente con la sospensione di ogni attività geotermica (moratoria) almeno fin quando gli enti preposti, Ars e Arpat, non daranno esiti definitivi alle ricerche, anche in base al principio di precauzione dettato dalle regole comunitarie della UE.

Sos Geotermia – Rete nazionale NoGESI


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Il Cittadino online

Il Tirreno (clicca sull’immagine per ingrandire, o vai alla notizia online)

 

 

 

 

 

 

 

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LA SENTENZA DEL TAR UMBRIA SULLA GEOTERMIA A CASTEL GIORGIO E’ UN VERO ABBAGLIO

PERCHE’ FONDATA SU DISPOSIZIONI NORMATIVE INCONFERENTI E/O INTERPRETATE IN MODO ABERRANTE, SU UNA RICOSTRUZIONE DEI FATTI DISTORTA E TRAVISATA OLTRE CHE SU MOTIVAZIONI ILLOGICHE E CONTRADDITTORIE CON UNA SCORRETTA INTERPRETAZIONE DI ISTITUTI GIURIDICI DI RANGO COSTITUZIONALE CHE REGOLANO I RAPPORTI TRA STATO E REGIONI, COME QUELLO DELL’INTESA. Scarica qui l’atto

 

 

Non ci è mai capitato di leggere una sentenza più bislacca di questa che annulla atti endoprocedimentali (quindi non decisivi) della Regione Umbria e obbliga il MISE, con una motivazione non prevista dalla legge, a provvedere entro 45 giorni rimettendo gli atti alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Leggi indicate in modo sbagliato o interpretate in malo modo per cercare di negare una verità che è nella legge che regola la materia, quel D.Lgs.22/2010- come modificato dal D.Lgs.28/2011- per cui per autorizzare un impianto pilota geotermico è necessaria l’intesa della Regione. E bene ha fatto il MISE nel settembre 2016 a limitarsi, dopo l’incontro con il sindaco di Castel Giorgio (capofila dei comuni contrari alla geotermia sull’Alfina), a sollecitare la Regione dell’Umbria ad emettere l’intesa negativa o positiva che fosse.

E’ proprio un abbaglio o se preferite un suo sinonimo (sbaglio, errore, fraintendimento, malinteso, fallo, svista, lapsus, confusione, equivoco, gaffe, qui pro quo, cantonata, granchio, papera) o peggio.

L’aver infatti annullato gli atti endoprocedimentali (quindi “discorsivi” con il MISE) della Regione Umbria vistosamente non risolve il problema. L’intesa è un atto “forte” amministrativo e politico in merito alla scelte strategiche della Regione, essendo l’energia una materia concorrente (art.117 Cost.). Infatti Renzi provò a fare il referendum costituzionale con lo scopo di decider tutto dal Governo, ma per fortuna sappiamo come è finito…

Ci sarebbero altre numerose “chicche”, di cui è infarcita la sentenza, su cui dilungarsi; ma non lo facciamo perché ora il problema è impedire l’obbligo imposto al MISE dalla sentenza–ancorché iniqua- di agire entro 45 giorni. Con un immediato ricorso al Consiglio di Stato da parte dei territori: il comune di Castel Giorgio, parte in causa nella sentenza, deve ricorrere contro tale bislacca, ma pericolosa, sentenza in tempo utile da stoppare con il ricorso il MISE dall’obbligo di provvedere entro 45 giorni.

Lo stesso chiediamo agli altri sindaci che hanno partecipato alla conferenza dei servizi (Orvieto, Castel Viscardo, Porano, Acquapendente, Bolsena e Montefiascone) ovvero a quelli che hanno fatto ricorso al TAR contro il decreto di compatibilità ambientale emesso dal Ministro dell’Ambiente Galletti (Acquapendente, Allerona, Bolsena, Montefiascone, Castel Viscardo, Orvieto e la Provincia di Viterbo), con tutte le forme di opposizione possibili.

Ci auguriamo infine che anche la Regione Umbria ed il MISE ricorrano contro questa sentenza. La prima perché è la responsabile prima di questa situazione non avendo deciso su pressione dei territori e dello stesso Consiglio Regionale (su iniziativa della Commissione Ambiente) di bocciare tale progetto (e festa finita! Cosa che potrebbe fare anche in queste ore…), il secondo per la correttezza istituzionale che lo ha sempre contraddistinto.

Rete nazionale NoGESI – No Geotermia Speculativa e Inquinante

Casole, 10/2/18. Speculazione e inquinamento da geotermia. I cittadini dicono basta ed attendono una risposta dalla Regione. Minacciato lo sciopero del voto.

Un sabato pomeriggio dedicato all’approfondimento delle tematiche ambientali per i cittadini che si sono riuniti al Centro Congressi di Casole D’Elsa. Il tema in discussione era la geotermia. La riunione di Casole è stata la quarta di una serie di conferenze promosse dalla Rete Nogesi ( No Geotermia Speculativa Inquinante) che si stanno svolgendo in diverse aree geografiche di Toscana, Umbria e Lazio, regioni interessate da numerosi progetti di geotermia industriale.

 

Il sindaco Piero Pii ha portato i suoi saluti e ha ricordato, in sintonia con i Comitati per la difesa del territorio, come sia necessario oggi dover salvaguardare il paesaggio, a maggior ragione per un Comune come Casole d’Elsa, sia per favorire l’economia locale, sia per rilanciare l’occupazione. Informava poi i presenti di come una grande società internazionale del settore turistico, dopo aver valutato l’integrità e la bellezza del territorio di Casole, abbia recentemente deciso di investire in loco. La considerazione conclusiva era che i posti di lavoro creati dal turismo e dall’agricoltura di qualità superano in quantità di gran lunga i pochi posti di lavoro offerti dalle centrali geotermiche e Casole oggi deve puntare principalmente sulla conservazione del paesaggio e sulla qualità della vita.

Il geologo Luigi Micheli ha elencato e commentato una serie di documenti e pubblicazioni che spiegano la correlazione esistente tra produzione geotermica e modificazione dei livelli delle falde idriche, fenomeno approfondito con molte ricerche in Amiata, ma ancora poco studiato nella zona geotermica di Larderello e dintorni dove sono in funzione ben 30 centrali. La proiezione finale di un’antica immagine testimoniante l’abbondante quantità d’acqua che si poteva ammirare un tempo in località I Lagoni prima dell’industrializzazione dell’area ha lasciato pochi dubbi in sala.

La proiezione del cortometraggio “La geotermia elettrica industriale” realizzato dalla videomaker Carla Pampaluna, attivista del Comitato No Geotermia Valdera, ha mostrato in pochi minuti e in modo chiaro le criticità di una fonte energetica che, da sempre spacciata come energia pulita e rinnovabile, rischia ora di invadere e danneggiare l’11% del territorio toscano.

Carlo Galletti di Legambiente Valdera ha parlato delle emissioni di CO2 e ha illustrato dati preoccupanti riguardanti le sostanze inquinanti prodotte e i materiali utilizzati e smaltiti sotto forma di rifiuti pericolosi dai gestori delle centrali geotermiche. Certo è difficile credere ancora che si tratti di energia pulita se consideriamo che tra le sostanze emesse dalle centrali appaiono imponenti quantità di mercurio, arsenico, ammoniaca, ecc. per non parlare delle tonnellate di acido cloridrico, acido solforico e soda caustica che vengono utilizzati, dati ufficiali riportati nelle dichiarazioni ambientali Emas della stessa Enel.

Hanno lasciato senza parole le cifre in euro degli incentivi che vengono versati a Enel per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica: nel 2016 ben 610,362 Milioni di €, pagati prelevando i soldi dalle bollette dei cittadini. Molti di più ne verrebbero dati a chi intende costruire nuove centrali, pilota o regionali che siano. Pino Merisio, di SOS geotermia, è stato categorico nell’affermare che “appare evidente la necessità di una revisione delle politiche degli incentivi che preveda l’eliminazione degli incentivi per gli impianti geotermoelettrici che non sono né rinnovabili né puliti e la necessità di investire sull’efficienza energetica, sul risparmio e su altre fonti energetiche rinnovabili più rispettose dell’ambiente”. (Scarica slides relazione Merisio)

Ha concluso gli interventi Giovanna Limonta del Comitato Difensori della Toscana che ha illustrato quali aree sono state identificate come non idonee alla geotermia dai Comuni di Casole, Radicondoli, Sovicille, Chiusdino, Castelnuovo Val di Cecina, Volterra e Pomarance. Entro il 30 settembre 2017, ha ricordato Giovanna Limonta, tutti i Comuni toscani avrebbero dovuto indicare alla Regione le aree da “risparmiare”. Il lavoro di esame e mappatura del territorio è stato svolto da tutti i Comuni intorno a Casole, eccezion fatta per Colle Val d’Elsa, e fortunatamente non sembra che i Comuni già sede di centrali siano disposti a cedere altro territorio alla geotermia. Casole indica il 100% non idoneo, Volterra invece apre le porte alla geotermia indicando l’area intorno a Saline, che è interessata da un permesso di ricerca Enel, come idonea alle centrali. La Regione però non sta rispettando i tempi, non ha ancora analizzato le proposte e dato una risposta, cosa che avrebbe dovuto fare entro il 30 novembre 2017, …cosa potranno sospettare i cittadini? Forse che il lavoro dei comuni possa essere stato inutile, un ennesimo spreco di soldi pubblici? Forse che potrebbe essere impopolare in periodo preelettorale comunicare che la volontà dei territori si deve piegare agli interessi di pochi imprenditori geotermici?

Al termine è stata data la parola al pubblico. Di certo nella sala non si respirava rassegnazione, anzi! Tra i vari interventi piuttosto indignati, qualcuno ha proposto lo sciopero elettorale dei Comuni che attendono una risposta dalla Regione da oltre due mesi. Una risposta che i cittadini esigono prima del 4 marzo e che li aiuterà nella scelta in cabina elettorale. Sconcertante è che nel frattempo, mentre i cittadini attendono che la fantomatica commissione regionale incaricata di analizzare le proposte invii i suoi verdetti, le procedure geotermiche continuano indisturbate il loro iter e gli imprenditori geotermici, tra cui alcuni orefici aretini, rilasciano dichiarazioni da cartomante, noncuranti del fatto che la Regione potrebbe decidere di mettere in atto finalmente la volontà dei territori e gli affari potrebbero non andare nel senso da loro sperato.

Comitato Difensori della Toscana
Rete nazionale NoGESI (No Geotermia Speculativa e Inquinante)


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Il Cittadino online.it

Valdelsa.net

Sbornia elettorale: Rossi sostiene tutto e il contrario di tutto …smentito da tutti

Incredibile soddisfazione (!) del presidente della Toscana sulle mozioni sulla geotermia al Parlamento europeo, anche se proprio l’area PD ha cercato di bloccarle e solo due mesi fa il Consiglio regionale ne ha bocciata una analoga.

 

Sarà il vento elettorale che fa spiegare le vele dei candidati sempre a favore di qualsiasi avvenimento che possa portare consensi.
E’ il caso del presidente della regione Toscana Enrico Rossi che, all’indomani della messa sotto indagine dell’Enel per le centrali amiatine e dopo che il Parlamento europeo ha approvato due mozioni sostenute dall.on Tamburrano ed altri parlamentari UE, che sfatano il tabù della geotermia sempre e comunque pulita, si lascia andare a dichiarazioni di soddisfazione, ed anzi di primogenitura, di tale ultima iniziativa.

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Afferma infatti Rossi: “Il Parlamento europeo ha approvato un emendamento sull’energia geotermica che reputo positivo e per la cui approvazione io stesso sono intervenuto, sollecitando alcuni eurodeputati italiani a sostenerlo” e che l’emendamento “si colloca nel solco del lavoro fatto finora per ridurre le emissioni delle centrali geotermiche”.(vedi box a lato, Il Tirreno 19/1/18 oppure Ansa 17/1/18)

I fatti lo smentiscono.

Lo stesso on.Tamburrano (M5S), promotore degli emendamenti, ci racconta come è andato il voto: “L’assemblea plenaria dell’Europarlamento ha invece bocciato altri due emendamenti che avevamo presentato alla plenaria per rendere più rapida e più sicura la strada verso la normativa UE. Contro questi emendamenti le forze politiche europee di centrodestra e centrosinistra hanno alzato un muro. O, se preferite, hanno fatto l’ennesimo inciucio…“, “…L’emendamento sulla geotermia al quale l’Europarlamento ha detto di sì portava il numero 37… Si sono tenute due votazioni sull’emendamento 37, in modo che fosse possibile esprimersi separatamente sulla seconda parte del testo, quella che contiene i germogli di una legislazione UE sulle emissioni. Il PD italiano infatti voleva bocciarla. La prima parte del testo ha avuto un’approvazione quasi plebiscitaria: 628 sì, 42 no e 13 astenuti. La seconda e decisiva parte é stata approvata con 395 sì, 272 no e 10 astensioni…”; tra i NO proprio quelli di area PD: “Renata Bonafè, Mercedes Bresso, Renata Briano, Nicola Caputo, Caterina Chinnici, Silvia Costa, Nicola Danti, Paolo De Castro, Isabella De Monte, Michela Giuffrida, Roberto Gualtieri, Cécile Kashetu Kyenge, Luigi Morgano, Alessia Maria Mosca, Pina Picierno, Patrizia Toia, Daniamo Zoffoli”.
Non si capisce quindi Rossi su chi avrebbe fatto “pressioni” e con quali risultati se proprio i deputati della sua area hanno cercato di bloccare gli emendamenti!

Ma ancor più surreale è il fatto che il 7 novembre scorso, proprio nel Consiglio regionale della Toscana, il consigliere Tommaso Fattori aveva presentato una proposta che in qualche modo anticipava i contenuti degli emendamenti europei; anche in quel caso l’area PD compatta bocciava la proposta, come rileva oggi lo stesso Fattori: Peccato che PD e MDP solo pochi mesi fa abbiano bocciato in consiglio regionale un nostro atto che chiedeva esattamente l’approvazione dell’emendamento votato adesso dal Parlamento europeo. Peraltro usavamo le stesse identiche parole contenute nel testo approvato a Bruxelles, dico allora a Rossi e al PD, è singolare essere favorevoli al tetto alle emissioni e all’uso delle migliori tecnologie disponibili quando ne discutono gli europarlamentari ed essere invece contrari quando ne discutono i consiglieri regionali…” concludendo che “Da oltre due anni sto insistendo perchè il Consiglio regionale e la giunta pongano attenzione alla vera e propria emergenza degli impianti Enel in Amiata. Sono oggi tornato a chiedere, in via ufficiale, di convocare in audizione alcuni fra i principali studiosi che hanno pubblicato importanti studi scientifici che descrivono un quadro allarmante sugli impianti geotermici amiatini. Un’audizione che mi era stata assicurata ormai un anno fa, e adesso la Procura della Repubblica si è mossa prima del consiglio regionale, il che è vergognoso. La politica deve aver il coraggio di intervenire ma nessuno in questi anni ha osato alzare la voce con Enel, la quale, anzi, detta la linea indisturbata e non ha nessuna intenzione di investire soldi per minimizzare gli impatti su ambiente e salute.” (fonte, comunicato Tommaso Fattori-Sì Toscana)

Possiamo quindi comprendere che la “sbornia elettorale” provochi dichiarazioni avventate e meriti inesistenti, ma il presidente Rossi sappia che i cittadini e i comitati che da anni chiedono una vera moratoria sulla geotermia inquinante e speculativa e l’apertura di una discussione sulla geotermia toscana, hanno memoria lunga e ricordano bene il suo ruolo nell’intera vicenda, dai Protocolli con Enel e l’ex ministro Bersani fino alle odierne, e improvvide, dichiarazioni.


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Il Tirreno 21/1/18

 

 

 

 

 

 

 

Il Cittadino online.it

MaremmaNews.it

La Nazione 24/1/18

Abbadia/Piancastagnaio, 11 novembre 2017. Riuscita manifestazione per dare un futuro all’Amiata

In 400 da tutta la Toscana per chiedere la moratoria di ogni attività geotermica esistente e di progetto per dare una prospettiva di sviluppo diversa.

 

 

 

Organizzata da SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi e Comitati NoGeo Amiata una marcia liberatoria da Abbadia S.Salvatore a Piancastagnaio, un corteo determinato e colorato come non se ne vedeva dall’11 maggio 2013 a Bagnore, tanti amiatini e tanti in rappresentanza degli altri territori toscani sotto attacco dei progetti di nuove centrali.

Dietro il grande striscione d’apertura “NO ALLA GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA, INQUINANTE!” tante bandiere colorate con il “no alla geotermia”, contro i progetti in Val d’Orcia, a Radicondoli, in Valdera e in Valdelsa e gli altri progetti cd.binari.

Ma anche per la moratoria delle più inquinanti centrali Enel, vero trave che tanti amministratori ancora non riescono, o non vogliono, vedere; proprio tre giorni prima, l’8 novembre scorso, anche il consiglio regionale ha dovuto prendere atto, approvando la mozione del M5S per il NO alla nuova centrale Enel PC6, che la geotermia “flash” dell’Enel non è più sostenibile, come espresso chiaramente nel “Manifesto dell’Amiata” e rilanciato nelle conclusioni.

Conclusione del corteo a Piancastagnaio dove si è discusso e confermato che un futuro possibile per l’Amiata e tutta la Toscana è legato ad una nuova e più forte spinta sull’economia legata alle eccellenze del territorio, dal paesaggio alle produzioni enogastronomiche; interventi e discussioni anche sulle proposte di un Parco Naturale e dell’utilizzo della geotermia a bassa entalpia mediante pompe di calore che potrebbero attivare una filiera con maggiori prospettive di posti di lavoro, come anche il rilancio del termalismo e lo sviluppo del turismo naturalistico, storico e spirituale.

Insomma, tante potenzialità e proposte per un diverso futuro dell’Amiata, ma una unica certezza: basta con la geotermia speculativa e inquinante.

SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi



Servizio di Carla Pampaluna


GALLERIA FOTOGRAFICA
(grazie a Daniela, Silvia, Yuri, Mauro, Beatrice, Simonetta, Silvia, Roberto, Gabriele, Lapo, Mariella, Comitato Difensori della Toscana, Comitato x Radicondoli, AmiataNews, a cui appartengono le immagini)


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