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Clamorose novità al Convegno sulla geotermia di Firenze del 24 marzo 2018 -COMUNICATO, VIDEO, FOTO-

Seguitissimi gli interventi e le novità che smontano la favola della geotermia “pulita e rinnovabile”

 

Firenze. Una serie di autorevoli e interessanti interventi nel corso del secondo Convegno di Firenze sulla geotermia, svoltosi nell’Auditorium del Consiglio della Regione Toscana, organizzato dalla Rete nazionale NO Gesi e dai Comitati toscani per la difesa del territorio, mentre all’esterno sotto grandi striscioni veniva diffuso materiale informativo e di protesta ai numerosi fiorentini che transitavano nella centralissima via Cavour, cittadini all’oscuro della problematica.

Tra le tante importanti testimonianze, due le notizie più clamorose, che non mancheranno di avere un seguito e che sicuramente riusciranno a rompere quel muro di menzogne costruito da una prepotente e falsa propaganda che vorrebbe ancora far credere la geotermia come una fonte energetica sempre pulita e rinnovabile, quando ormai dati scientifici e inoppugnabili dicono che centrali elettriche geotermiche toscane inquinano, sia per emissioni di gas climalteranti e di inquinanti tossici, più delle centrali elettriche alimentate con combustibili fossili.

La prima clamorosa conferma è stata fornita dall’on. Dario Tamburrano, europarlamentare del M5S, che da tempo sollecita le istituzioni europee ad identificare quelle forme di sfruttamento delle risorse geotermiche che, non essendo né rinnovabili né sostenibili, non meritano di essere finanziate dalle bollette dei consumatori, come invece sta avvenendo in Italia da molti anni. Per la prima volta la Commissione Europea ha avviato uno studio sulle emissioni delle centrali geotermoelettriche e la presidente della commissione parlamentare, Cecilia Wikström, rispondendo ad interrogazioni sul tema, ha annunciato la volontà della Commissione Europea di approfondire la questione. L’on. Dario Tamburrano valuta che “lo studio avviato dalla Commissione Europea è condizione necessaria, anche se non ancora sufficiente, per il varo di norme europee sulla geotermia a difesa dell’ambiente e della salute”. Siamo peraltro certi che un qualunque studio indipendente spazzerà via la propaganda sulla bontà della geotermia del Pd toscano. Auspichiamo che finalmente la Commissione Europea faccia quanto la maggioranza che governa in Regione non mai fatto e consenta l’audizione in Commissione di scienziati e tecnici indipendenti, docenti autorevoli nelle nostre Università.

Altra notizia importante è stata fornita dall’intervento dell’avvocato Michele Greco, che ha offerto una panoramica di quanto si è scelto di fare in altre Regioni d’Italia (come nella regione Piemonte), in attuazione di norme di legge a difesa e tutela delle falde idriche potabili o potenzialmente utilizzabili in futuro, individuando e tutelando con vincoli di uso diversificati le aree di ricarica delle falde idriche (art. 94 del D.Lgl.152/2006), mentre la Giunta della Regione Toscana continua ad omettere di applicare tale legge, come ha riferito anche il geologo Luigi Micheli, nonostante l’impegno a sanare tale ritardo sia stato preso dal Consiglio regionale. Un’altra maschera e ancora tanta propaganda da regime si stanno sgretolando.
È stato quindi denunciato, nei vari interventi sul tema, come la Regione Toscana, nel comunicare ai Comuni geotermici e ai Comuni confinanti i criteri usabili per indicare le Aree Non Idonee allo sfruttamento geotermico, abbia omesso di indicare la necessità di tutelare le risorse idriche e le aree di ricarica delle falde idropotabili.
Altrettanto interessanti sono stati gli interventi dei dottori Corrieri, Marchi e Gennaro riguardanti i dati sanitari preoccupanti delle popolazioni dell’Amiata e delle altre aree geotermiche della Toscana, che risiedono vicino alle centrali. E le testimonianze del professor Borgia sulle nuove tecnologie di ultima generazione per lo sfruttamento dell’energia geotermica e del professor Mastrolorenzo sui rischi irreversibili provocati dalle trivellazioni per pozzi geotermici.
La parte politica è stata altrettanto importante e ricca di prese di posizione con gli interventi dei consiglieri regionali Fattori (Sì Toscana), Giannarelli (M5S), Pecori (gruppo misto), che hanno dichiarato il loro impegno sui temi posti dal convegno e la loro azione al Consiglio regionale, per cambiare la politica di Rossi e della giunta sui temi energetici e delle rinnovabili.
Molto grave il comportamento del presidente Rossi, della giunta regionale e dei consiglieri regionali del Pd, tutti assenti, ancorché invitati a intervenire al convegno, sordi alle istanze dei comitati e dei cittadini.

Nei prossimi giorni daremo conto dello sviluppo e delle reazioni, stante che dell’autorevolezza del Convegno e dei relatori tutti dovranno prendere atto senza poter più dire che “non sapevano”.

Rete nazionale NoGESI – No Geotermia Speculativa e Inquinante


VIDEO INTEGRALE DEL CONVEGNO

Tempo e ordine degli interventi:
0.00.00 Apertura lavori Giovanna Limonta, Difensori della Toscana/rete NoGesi;
0.02.00 Saluti e intervento Tommaso Fattori, consigliere regionale SI Toscana a Sinistra;
0.17.00 Relazione introduttiva Velio Arezzini, portavoce rete NoGESI;
0.32.00 Intervento Pino Merisio, Sos Geotermia/rete NoGESI;
0.45.30 Intervento Ugo Corrieri, ISDE medici per l’ambiente;
1.03.00 Collegamento Valerio Gennaro, ISDE, Medicina Democratica;
1.13.30 Fabio Zita, ex funzionario regionale ufficio VIA;
1.27.00 Maurizio Marchi, Medicina Democratica;
1.51.00 Luigi Michele, geologo ex funzionario regionale;
2.10.33 Michele Greco, avvocato;
2.30.00 Andrea Borgia, geologo università di Perugia;
2.43.00 Giuseppe Mastrolorenzo, ricercatore Osservatorio naz.vesuviano;
2.59.00 Dario Tamburrano, deputato M5S parlamento europeo;
3.14.30 Monica Pecori, consigliere regionale Gruppo misto;
3.18.00 Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S;
3.36.00 Conclusioni Roberto Barocci, rete NoGESI.


GALLERIA FOTOGRAFICA

Casole, 10/2/18. Speculazione e inquinamento da geotermia. I cittadini dicono basta ed attendono una risposta dalla Regione. Minacciato lo sciopero del voto.

Un sabato pomeriggio dedicato all’approfondimento delle tematiche ambientali per i cittadini che si sono riuniti al Centro Congressi di Casole D’Elsa. Il tema in discussione era la geotermia. La riunione di Casole è stata la quarta di una serie di conferenze promosse dalla Rete Nogesi ( No Geotermia Speculativa Inquinante) che si stanno svolgendo in diverse aree geografiche di Toscana, Umbria e Lazio, regioni interessate da numerosi progetti di geotermia industriale.

 

Il sindaco Piero Pii ha portato i suoi saluti e ha ricordato, in sintonia con i Comitati per la difesa del territorio, come sia necessario oggi dover salvaguardare il paesaggio, a maggior ragione per un Comune come Casole d’Elsa, sia per favorire l’economia locale, sia per rilanciare l’occupazione. Informava poi i presenti di come una grande società internazionale del settore turistico, dopo aver valutato l’integrità e la bellezza del territorio di Casole, abbia recentemente deciso di investire in loco. La considerazione conclusiva era che i posti di lavoro creati dal turismo e dall’agricoltura di qualità superano in quantità di gran lunga i pochi posti di lavoro offerti dalle centrali geotermiche e Casole oggi deve puntare principalmente sulla conservazione del paesaggio e sulla qualità della vita.

Il geologo Luigi Micheli ha elencato e commentato una serie di documenti e pubblicazioni che spiegano la correlazione esistente tra produzione geotermica e modificazione dei livelli delle falde idriche, fenomeno approfondito con molte ricerche in Amiata, ma ancora poco studiato nella zona geotermica di Larderello e dintorni dove sono in funzione ben 30 centrali. La proiezione finale di un’antica immagine testimoniante l’abbondante quantità d’acqua che si poteva ammirare un tempo in località I Lagoni prima dell’industrializzazione dell’area ha lasciato pochi dubbi in sala.

La proiezione del cortometraggio “La geotermia elettrica industriale” realizzato dalla videomaker Carla Pampaluna, attivista del Comitato No Geotermia Valdera, ha mostrato in pochi minuti e in modo chiaro le criticità di una fonte energetica che, da sempre spacciata come energia pulita e rinnovabile, rischia ora di invadere e danneggiare l’11% del territorio toscano.

Carlo Galletti di Legambiente Valdera ha parlato delle emissioni di CO2 e ha illustrato dati preoccupanti riguardanti le sostanze inquinanti prodotte e i materiali utilizzati e smaltiti sotto forma di rifiuti pericolosi dai gestori delle centrali geotermiche. Certo è difficile credere ancora che si tratti di energia pulita se consideriamo che tra le sostanze emesse dalle centrali appaiono imponenti quantità di mercurio, arsenico, ammoniaca, ecc. per non parlare delle tonnellate di acido cloridrico, acido solforico e soda caustica che vengono utilizzati, dati ufficiali riportati nelle dichiarazioni ambientali Emas della stessa Enel.

Hanno lasciato senza parole le cifre in euro degli incentivi che vengono versati a Enel per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica: nel 2016 ben 610,362 Milioni di €, pagati prelevando i soldi dalle bollette dei cittadini. Molti di più ne verrebbero dati a chi intende costruire nuove centrali, pilota o regionali che siano. Pino Merisio, di SOS geotermia, è stato categorico nell’affermare che “appare evidente la necessità di una revisione delle politiche degli incentivi che preveda l’eliminazione degli incentivi per gli impianti geotermoelettrici che non sono né rinnovabili né puliti e la necessità di investire sull’efficienza energetica, sul risparmio e su altre fonti energetiche rinnovabili più rispettose dell’ambiente”. (Scarica slides relazione Merisio)

Ha concluso gli interventi Giovanna Limonta del Comitato Difensori della Toscana che ha illustrato quali aree sono state identificate come non idonee alla geotermia dai Comuni di Casole, Radicondoli, Sovicille, Chiusdino, Castelnuovo Val di Cecina, Volterra e Pomarance. Entro il 30 settembre 2017, ha ricordato Giovanna Limonta, tutti i Comuni toscani avrebbero dovuto indicare alla Regione le aree da “risparmiare”. Il lavoro di esame e mappatura del territorio è stato svolto da tutti i Comuni intorno a Casole, eccezion fatta per Colle Val d’Elsa, e fortunatamente non sembra che i Comuni già sede di centrali siano disposti a cedere altro territorio alla geotermia. Casole indica il 100% non idoneo, Volterra invece apre le porte alla geotermia indicando l’area intorno a Saline, che è interessata da un permesso di ricerca Enel, come idonea alle centrali. La Regione però non sta rispettando i tempi, non ha ancora analizzato le proposte e dato una risposta, cosa che avrebbe dovuto fare entro il 30 novembre 2017, …cosa potranno sospettare i cittadini? Forse che il lavoro dei comuni possa essere stato inutile, un ennesimo spreco di soldi pubblici? Forse che potrebbe essere impopolare in periodo preelettorale comunicare che la volontà dei territori si deve piegare agli interessi di pochi imprenditori geotermici?

Al termine è stata data la parola al pubblico. Di certo nella sala non si respirava rassegnazione, anzi! Tra i vari interventi piuttosto indignati, qualcuno ha proposto lo sciopero elettorale dei Comuni che attendono una risposta dalla Regione da oltre due mesi. Una risposta che i cittadini esigono prima del 4 marzo e che li aiuterà nella scelta in cabina elettorale. Sconcertante è che nel frattempo, mentre i cittadini attendono che la fantomatica commissione regionale incaricata di analizzare le proposte invii i suoi verdetti, le procedure geotermiche continuano indisturbate il loro iter e gli imprenditori geotermici, tra cui alcuni orefici aretini, rilasciano dichiarazioni da cartomante, noncuranti del fatto che la Regione potrebbe decidere di mettere in atto finalmente la volontà dei territori e gli affari potrebbero non andare nel senso da loro sperato.

Comitato Difensori della Toscana
Rete nazionale NoGESI (No Geotermia Speculativa e Inquinante)


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Castel Giorgio, 27 gennaio 2018. Grande partecipazione alla conferenza sulla geotermia

Castel Giorgio, sabato 27 gennaio 2018. Conferenza “No alla Geotermia Elettrica Speculativa ed Inquinante”, organizzata dalla Rete NOGESI. Grande partecipazione di pubblico.
L’interesse mirato dei cittadini verso gli interventi. Un crescendo di approfondimenti sul tema.

 

Si inizia con il sindaco del comune di Castel Giorgio, Andrea Garbini che riassume l’escursus della lotta contro la speculazione sul territorio di Castel Giorgio e dei comuni limitrofi su cui insistoni i progetti degli impianti in questione. Riferisce la contrarietà anche delle amministrazioni dei comuni di Allerona, Castel Viscardo, Orvieto ed Acquapendente.

Il dott. Fausto Carotenuto che sottolinea l’importanza dell’essere coesi sul tema alla lotta contro la geotermia di tutte le forze politiche locali che non conosce colori e bandiere e come è importante che la cittadinanza si faccia sentire.

Il dott. Roberto Barocci insieme alla commozione, coincidente con il giorno della Memoria per la shoah, a lui tornano alla memoria i volti dei tanti amici morti sull’Amiata. Si perchè sull’Amiata nelle vicinanze delle centrali geotermiche si è innalzata la mortalità a percentuali che sfiorano il 13% rispetto alla media nazionale. Il 13 % corrisponde a centinaia di persone.

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo riporta il caso dei campi Flegrei, il supervulcano, per il momento bocciato e di Ischia che resta in attesa. Territori già provati, storicamente, da terremoti e dissesti idrogeologici.

Il geologo Francesco Biondi che evidenzia le problematiche che possono scaturire dalle trivellazioni e dalla realizzazione dei pozzi geotermici, in un’area che ospita il bacino idrico da cui attingono acqua potabile svariati comuni dell’orvietano e non solo. Solo uno dei molteplici temi che mettono in mostra i dubbi sulla bontà della geotermia.

Riassumendo, lo stato di fatto dei territori locali si trova così configurato:
> il progetto pilota di Torre Alfina è stato bocciato per incompatibilità ambientale;
> il progetto pilota di Castel Giorgio ha superato tutti i livelli di approvazione e attende da troppo tempo che la regione Umbria neghi l’intesa. L’intesa è un atto politico, non di carattere tecnico.
> I due progetti per permesso di ricerca geotermico denominati “Monterubiaglio” e “Montalfina” sono stati autorizzati dalla regione Umbria, con l’opposizione dei sindaci e dei territori.

In ultimo dai cittadini un appello alla presidente Marini che si può vedere affisso nelle vie di Castel Giorgio (vedi immagine a lato)

 

Geotermia speculativa e inquinante: l’inizio della fine?

Vengono finalmente al pettine i nodi delle critiche e delle denunce dei comitati, bollati per anni come allarmisti e terroristi.

Forse non è la vittoria finale contro la geotermia speculativa e inquinante, ma quel che sta succedendo in questo primo scorcio del 2018 fa ben sperare.

Continuano a cadere i tabù che da sempre erano considerati inviolabili:
– al Parlamento europeo, con gli emendamenti Tamburrano ed altri, si prende finalmente atto che la geotermia non è pulita per definizione e che quindi gli incentivi dovrebbero essere indirizzati verso quelle fonti che non producano danni all’ambiente;
Enel Green Power di nuovo in Tribunale, stavolta come indagata, a rispondere delle emissioni in atmosfera delle centrali del Monte Amiata che utilizzano la vecchia tecnologia “flash” a rilascio libero in atmosfera;
– il Presidente della Regione Toscana Rossi costretto dagli eventi a rivedere la strenua difesa della geotermia “senza se e senza ma”, dichiarando perfino un (falso) sostegno agli emendamenti del Parlamento europeo. Riconoscendo quindi che c’è una geotermia inquinante, tanto che annuncia una imminente legge regionale che, anticipando l’Europa, «stabilisca nuovi limiti all’emissione di inquinanti e della CO2 e migliori l’inserimento degli impianti geotermici nel paesaggio che li ospita». Cioè la riduzione delle emissioni, il che conferma che fino ad oggi tali centrali hanno inquinato (!), ma pensando però di risolvere il problema chiedendo più soldi all’Enel per tacitare sindaci e territori. Certo che la campagna elettorale contribuisce alle sorprendenti e contraddittorie sortite del governatore Rossi;
– di certo i fatti accennati sparigliano le carte anche tra i sostenitori della cosiddetta “buona geotermia”, cioè le “piccole” centrali binarie, definite a reimmissione totale dei gas. Infatti al recente convegno “Le nuove frontiere della geotermia – dalla geotermia elettrica alla cogenerazione geotermica” del 18 gennaio u.s. il tema scottante è stato proprio il problema della reimmissione per il quale bisognerà cercare una soluzione in quanto, ad oggi, tale tecnologia non riesce a farlo; tanto che da più parti, considerato che le società che propongono tali centrali spesso non ne hanno mai realizzata neanche una, si chiede un aiuto proprio all’Enel che fino ad oggi avevano criticato per le vecchie centrali flash. Peccato che Enel Green Power, per bocca del suo rappresentante Montemaggi, confermi che in presenza di gas incondensabili superiori all’1%, come generalmente avviene in Italia, sia IMPOSSIBILE la totale reimmissione, certificando quindi che tale tecnologia è comunque inquinante.

Pertanto si pone concretamente –ed il presidente Rossi farebbe bene a valutarlo essendo governatore dell’unica regione italiana “geotermica” – come superare il tema delle tecnologie “inquinanti” (sia flash che binarie) e quindi, a seguito di una moratoria di ogni attività, avviare un tavolo di confronto e di studio sulle politiche energetiche, sulle alternative praticabili e sull’innovazione tecnologica (DBHE e TEG), come sta già avvenendo in USA ed in Giappone.

Noi crediamo che tanta frenetica attività serva solo ad evitare di affrontare una volte per tutte la questione geotermia nella giusta ottica che da sempre i cittadini, i comitati e tanti amministratori locali chiedono:
fermare subito tutti gli impianti inquinanti; moratoria sui progetti delle nuove centrali flash e binarie, spingere verso l’innovazione tecnologica;
utilizzo di risorse (ad esempio gli incentivi goduti impropriamente dalle attuali centrali) per la ricerca e lo sviluppo di fonti energetiche alternative, davvero pulite e rinnovabili nonché al risparmio energetico e l’efficientamento energetico degli edifici;
sostegno alle economie locali che valorizzino i territori e le produzioni locali.

Sappiano i sostenitori della geotermia speculativa e inquinante che su questo continueremo le nostre battaglie.

Rete Nazionale NOGESI


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Geotermia, finalmente cadono due tabù: indagata l’Enel e l’Europa prende atto che la geotermia può essere inquinante

Montemaggi, Amministratore di Enel Green Power, indagato per le emissioni delle centrali geotermiche in Amiata. Il GUP ammette l’incidente probatorio sulle emissioni; al Parlamento europeo si prende atto che la geotermia non sempre è pulita e rinnovabile.

 

Massimo Montemaggi, legale rappresentante di Enel Green Power è indagato per ipotesi di reato, in relazione alle emissioni fuori norma delle centrali geotermiche di Bagnore sul monte Amiata.

Il GIP di Grosseto dr. Mezzaluna ha ammesso l’incidente probatorio affidando l’incarico al perito. Oggetto della perizia sono la conformità o meno alla normativa di settore delle emissioni relative agli inquinanti Ammoniaca e Mercurio e l’adozione di ENEL delle migliori tecnologie disponibili per contenere l’attività inquinante. Il GIP ha quindi convalidato l’indagine della Procura, attivata da un esposto, dopo che gli attuali amministratori dei Comuni dell’Amiata, con fare arrogante e di sfida, avevano invitato i militanti di SOS Geotermia a rivolgersi in Procura avendo questi divulgato documenti scritti da tecnici nelle più prestigiose riviste scientifiche internazionali, mai smentitii.

Pertanto rammentiamo oggi tali documenti:
1- gli studi dell’autorevole prof. Riccardo Basosi dell’Università di Siena sulla illegalità degli inquinanti emessi dalle centrali di Santa Fiora. Il prof. Basosi e il dott. Bravi concludono “Riteniamo quindi anomalo che il nuovo impianto realizzato a Bagnore da 40 MW, inaugurato a fine 2014, non rispetti i limiti previsti dalla stessa Regione nella DGRT 344, dato che la tecnologia utilizzata (flash + abbattitore) non è quanto di più tecnologicamente avanzato disponibile oggi dal punto di vista ambientale, ma probabilmente solo la scelta più conveniente dal punto di vista economico-finanziario”.
2- gli studi del Dipartimento di Ingegneria industriale dell’Università di Firenze sulle diverse tecnologie alternative applicabili alle centrali di Bagnore, che conclude: “I risultati dimostrano che è possibile ottenere sostanziali benefici dal punto di vista della sostenibilità dei sistemi geotermici applicando diverse soluzioni tecnologiche; tuttavia, questo è inevitabilmente ottenuto al prezzo della prestazione termodinamica cioè, una riduzione della potenza dal 10% al 20% che dovrebbe essere accettata”.
A questi abbiamo aggiunto una lettera con cui l’Enel ammetteva che con gli impianti progettati in Amiata non stava nei nuovi limiti di legge e chiedeva alla Regione Toscana di modificarli (pensando evidentemente che la sua nota rimanesse riservata, scarica il pdf). Tuttavia la Regione non ha potuto assecondare le richieste di ENEL, 

perché le sole emissioni di Ammoniaca sono il 43% di tutte le emissioni regionali (vedi tabella a lato) e sarebbero intervenute le Autorità Europee. Infatti in Amiata la quantità di Ammoniaca emessa è nell’ordine di diverse migliaia di tonnellate all’anno, quando la stessa UE nel Report CAFE, afferma che tali emissioni contribuiscono in maniera significativa alla formazione di particolato di origine secondaria (PM10 e PM2,5), il cui costo sanitario medio è di euro 20,5 al Kg di Ammoniaca emessa, il che significa che per il solo 2010 il costo per le emissioni in Amiata è stimato in oltre 90 milioni di euro.
Per valutare il valore etico e morale delle scelte dei Sindaci dell’Amiata, di seguito si riporta l’andamento, per il comune di Arcidosso, il più esposto ai vapori in uscita dalle centrali di Bagnore, i dati sanitari oggi scaricabili dal sito dell’Agenzia Regionale di Sanità, che denunciano un eccesso di mortalità

 per tumori nei maschi di circa il + 30%, rispetto ai dati regionali (vedi tabella a lato).

Nel rispetto della autonomia delle giurisdizioni, spetterà quindi al Giudice Penale stabilire, in contraddittorio tra le parti, la verità sulla pericolosità delle emissioni.

Rileviamo inoltre che proprio ieri, 17 gennaio, al Parlamento europeo è caduto il tabu della “geotermia rinnovabile sempre e comunque” e, su iniziativa dell’on. Tamburrano, è stato approvato “l’impegno della Commissione, entro il dicembre 2018, di valutare la necessità di una proposta legislativa intesa a regolamentare le emissioni, da parte delle centrali geotermiche, di tutte le sostanze, tra cui il CO 2 , che sono nocive per la salute e ambiente, sia nelle fasi esplorative che in quelle operative, sulla base della considerazione che, a seconda delle caratteristiche geologiche di una determinata zona, la produzione di energia geotermica può generare gas a effetto serra e altre sostanze dai liquidi sotterranei e da altre formazioni geologiche del sottosuolo e che gli investimenti dovrebbero essere mirati esclusivamente alla produzione di energia geotermica a basso impatto ambientale, con conseguente risparmio di gas a effetto serra rispetto alle fonti tradizionali”.

Forum Ambientalista Grosseto – SOS geotermia – Rete nazionale NoGESI


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Greenreport.it (il solito articolo del direttore a favore dell’enel, senza se e senza ma…)

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La Nazione 24/1/18

Abbadia SS, 2 dicembre 2017, giornata di studio. SULL’AMIATA STOP A NUOVE CENTRALI E AL POLO GEOTERMICO

Una partecipazione numerosa e interessata di cittadini provenienti dall’intero territorio amiatino ha vivacizzato la giornata di studio organizzata dalla Rete Nogesi e dai movimenti che lottano in difesa del Monte Amiata che si è tenuta ad Abbadia San Salvatore sabato 2 dicembre.
Rimarcata la totale assenza delle istituzioni, mentre le uniche risposte di impossibilità a partecipare sono arrivate dalla Protezione civile e da Acquedotto del Fiora.

Vulcanologi e geologi hanno concentrato i loro interventi sugli effetti e rischi che le trivellazioni e le centrali geotermiche arrecano al territorio, alle risorse idriche, all’ambiente e di conseguenza all’uomo, alla sua salute.

Cosa avviene nel sottosuolo andando a perforare sino a 4.000 metri per poi estrarre e reiniettare fluidi? Le centrali a ciclo binario della “Buona geotermia” sono davvero sicure e ad impatto zero? Quali le problematiche correlate ai fluidi geotermici e ai gas incondensabili? Quali conseguenze sul bacino idrico del Monte Amiata tra i più importanti del centro Italia con 700.000 utenze?
La montagna dell’Amiata, antico vulcano, ha caratteristiche geomorfologiche che la rendono un territorio tanto particolare quanto fragile, non a caso è considerata a rischio sismico e sottoposta a vincolo idrogeologico. Nella “Carta della pericolosità geologica” – ne ha parlato il geologo Massimo Bisconti – sono evidenziate le aree sottoposte a vincolo di inedificabilità assoluta. È anche emerso che talune centrali e pozzi sono stati realizzati da Enel in aree vincolate. A Piancastagnaio il territorio si è abbassato di un metro in circa 30 anni e ciò a causa dell’estrazione di vapore.
Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore Osservatorio Vesuviano, afferma che il fenomeno di subsidenza può anche accelerare fenomeni franosi. Non solo, è risaputo a livello mondiale che tra le conseguenze delle centrali geotermiche (anche a ciclo binario) vi sono quelle della sismicità indotta e dell’irreversibilità del danno per cui “quando andiamo ad intervenire con trivellazioni e centrali si va a modificare l’intero sistema in modo permanente e ad innescare processi irreversibili. “Proprio l’assoluta irreversibilità e l’imprevedibilità delle modificazioni termofluidodinamiche e meccaniche dei sistemi idrotermali, a seguito di trivellazioni, estrazioni e reiniezioni di fluidi impone la rigorosa applicazione del ‘principio di precauzione’. Tale principio obbliga a evitare azioni delle quali non sia prevedibile e quantificabile l’effetto a breve, medio e lungo termine, a tutela dell’ambiente naturale, delle risorse e della pubblica incolumità. In caso contrario si tratterebbe di sperimentazione non dichiarata ed eticamente e giuridicamente inaccettabile sull’ambiente e sulle persone”, ha dichiarato. Da qui la responsabilità soprattutto dei presidenti delle Regioni e dei sindaci primi responsabili della salute, della sicurezza del territorio e della tutela delle risorse anche per le generazioni future nel rispetto dei principi fondamentali della “geoetica”.
L’alterazione della falda acquifera interagisce con il sistema idrotermale: cosa può accadere alle sorgenti di Bagni San Filippo o Bagno Vignoni? Roberto Barocci nella sua presentazione evidenzia l’obbligo della Regione Toscana di applicare il Piano di Tutela delle acque e come tale obbligo venga omesso, contravvenuto. “Abbiamo già perso la metà della risorsa idrica e aumentato la presenza di sostanze inquinanti tra cui l’arsenico”. (scarica le slides, pdf 1,8 Mb)
Andrea Borgia, geologo, dopo aver ricordato che le popolazioni dell’Amiata sono soggette a un “lento avvelenamento” da mercurio, arsenico e uranio (confermato dalle analisi di laboratorio sui capelli e, di recente, dai primi esami del sangue dello studio epidemiologico InVetta – Ars), ha riferito il recente parere del settore idrogeologico regionale, sede di Pisa, secondo cui “i livelli piezometrici sono caratterizzati da cicli di recessione e di ricarica pluriennali, che sembrerebbero indipendenti dalle precipitazioni”. Mentre i dati dei piezometri della regione, fin dal gennaio scorso, hanno mostrato come l’acqua venga risucchiata verso il basso dallo sfruttamento del campo geotermico.

La non rinnovabilità di questa energia è provata inoltre dalle enormi emissioni di gas climalteranti, che sul Monte Amiata risultano pari, se non superiori a quelle delle centrali a carbone. L’equivoco della energia geotermica continua, troppi gli interessi dietro gli incentivi che arrivano a pioggia in modo del tutto improprio. Si capisce bene come il concetto della geotermia sia collegato strettamente al puro profitto.

Seguiranno altre iniziative in tutta l’Amiata, alta Tuscia e Toscana. E, nel mese di febbraio 2018, una forte mobilitazione in Regione Toscana.

Abbadia San Salvatore 04/12/2017

Rete Nazionale NoGesi
Comitati e Cittadini in difesa del Monte Amiata


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Abbadia S.Salvatore, 2 dicembre 2017. “Effetti e rischi dello sfruttamento geotermico: dal sottosuolo all’ambiente e alla persona”, giornata di studio

Sabato pomeriggio 2 dicembre ore 15.00/19.00 si terrà ad Abbadia San Salvatore presso il Centro Giovani, via Mentana, una giornata di studio sul tema “Effetti e rischi dello sfruttamento geotermico: dal sottosuolo all’ambiente e alla persona”. Interverranno il geologo Massimo Bisconti con una introduzione sulla struttura vulcanica del M. Amiata e sugli aspetti geomorfologici; a seguire lo studioso Roberto Barocci del Forum Ambientalista di Grosseto sulla legislazione in essere in Toscana sulla tutela delle falde idriche e il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo, primo ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano INGV , il quale relazionerà sulle centrali pilota ad Ischia e Campi Flegrei sui rischi connessi all’attività di trivellazione e dello sfruttamento dell’energia geotermica. Il tema territorio e salute: inquinamento dalle centrali geotermiche sulle acque, suolo e aria verrà esposto dal geologo Andrea Borgia. L’iniziativa vuole essere un approfondimento sulle gravi conseguenze che le centrali geotermiche determinano sul bacino idrico e termale del M. Amiata, sulla salute umana e sull’ambiente. Da anni cittadini e comitati, sostenuti anche da Associazioni nazionali e da esperti del settore, accusano la Regione Toscana ed Enel Green Power di inquinamento ambientale e sanitario, del depauperamento delle acque e denunciano la non rinnovabilità della risorsa che tra l’altro implica enormi emissioni di CO2. In risposta la Regione intende trasformare il comprensorio del M. Amiata in un polo geotermico al pari di Larderello con la costruzione di decine di centrali non tenendo conto dell’importanza strategica del bacino idrico, del vincolo idrogeologico, paesaggistico, dell’alto rischio sismico e dei fenomeni di subsidenza già in atto.

Programma:

GIORNATA DI STUDIO
EFFETTI E RISCHI DELLO SFRUTTAMENTO GEOTERMICO:
DAL SOTTOSUOLO ALL’AMBIENTE E ALLA PERSONA
SABATO 2 DICEMBRE 2017 ORE 15/19 ABBADIA SAN SALVATORE
CENTRO GIOVANI, VIA MENTANA 16

PARTECIPANO
VELIO AREZZINI,”SALUTO”, PRESIDENTE PRO TEMPORE RETE NAZIONALE NOGESI
CINZIA MAMMOLOTTI, “INTRODUZIONE AI LAVORI E MODERATRICE”, RETE NOGESI
MASSIMO BISCONTI: “LA STRUTTURA VULCANICA DEL M. AMIATA”, GEOLOGO
ROBERTO BAROCCI: “LA MANCATA DIFESA DELLE FALDE IDROPOTABILI IN TOSCANA, FORUM AMBIENTALISTA GROSSETO aderente a SOS GEOTERMIA
GIUSEPPE MASTROLORENZO: “CENTRALI GEOTERMICHE PILOTA A ISCHIA E CAMPI FLEGREI: RISCHI CONNESSI ALL’ATTIVITA’ DI TRIVELLAZIONE NELLO SFRUTTAMENTO DELL’ENERGIA GEOTERMICA”, PRIMO RICERCATORE OSSERVATORIO VESUVIANO. VULCANOLOGO INGV.
ANDREA BORGIA: “TERRITORIO E SALUTE: INQUINAMENTO DELLE CENTRALI GEOTERMICHE“ GEOLOGO , ESPERTO CAMPO GEOTERMICO DEL M.AMIATA

ORGANIZZANO
RETE NAZIONALE NOGESI
COMITATI E CITTADINI IN DIFESA DEL MONTE AMIATA

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Abbadia/Piancastagnaio, 11 novembre 2017. Riuscita manifestazione per dare un futuro all’Amiata

In 400 da tutta la Toscana per chiedere la moratoria di ogni attività geotermica esistente e di progetto per dare una prospettiva di sviluppo diversa.

 

 

 

Organizzata da SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi e Comitati NoGeo Amiata una marcia liberatoria da Abbadia S.Salvatore a Piancastagnaio, un corteo determinato e colorato come non se ne vedeva dall’11 maggio 2013 a Bagnore, tanti amiatini e tanti in rappresentanza degli altri territori toscani sotto attacco dei progetti di nuove centrali.

Dietro il grande striscione d’apertura “NO ALLA GEOTERMIA ELETTRICA, SPECULATIVA, INQUINANTE!” tante bandiere colorate con il “no alla geotermia”, contro i progetti in Val d’Orcia, a Radicondoli, in Valdera e in Valdelsa e gli altri progetti cd.binari.

Ma anche per la moratoria delle più inquinanti centrali Enel, vero trave che tanti amministratori ancora non riescono, o non vogliono, vedere; proprio tre giorni prima, l’8 novembre scorso, anche il consiglio regionale ha dovuto prendere atto, approvando la mozione del M5S per il NO alla nuova centrale Enel PC6, che la geotermia “flash” dell’Enel non è più sostenibile, come espresso chiaramente nel “Manifesto dell’Amiata” e rilanciato nelle conclusioni.

Conclusione del corteo a Piancastagnaio dove si è discusso e confermato che un futuro possibile per l’Amiata e tutta la Toscana è legato ad una nuova e più forte spinta sull’economia legata alle eccellenze del territorio, dal paesaggio alle produzioni enogastronomiche; interventi e discussioni anche sulle proposte di un Parco Naturale e dell’utilizzo della geotermia a bassa entalpia mediante pompe di calore che potrebbero attivare una filiera con maggiori prospettive di posti di lavoro, come anche il rilancio del termalismo e lo sviluppo del turismo naturalistico, storico e spirituale.

Insomma, tante potenzialità e proposte per un diverso futuro dell’Amiata, ma una unica certezza: basta con la geotermia speculativa e inquinante.

SOS Geotermia, Rete Nazionale NoGesi



Servizio di Carla Pampaluna


GALLERIA FOTOGRAFICA
(grazie a Daniela, Silvia, Yuri, Mauro, Beatrice, Simonetta, Silvia, Roberto, Gabriele, Lapo, Mariella, Comitato Difensori della Toscana, Comitato x Radicondoli, AmiataNews, a cui appartengono le immagini)


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La Nazione 12/11/17

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Geotermia climalterante e incentivata impropriamente. Mozione in Consiglio regionale Toscana -aggiornamento: PD boccia mozione-

La mozione di Sì Toscana a Sinistra, che chiede coerenza sulle emissioni clima alteranti delle centrali geotermiche, merita il nostro apprezzamento poiché, utilizzando i numeri reali di CO2 emessa, cerca di eliminare una rendita parassitaria, molto dannosa alla collettività, per spostare i contributi pubblici, pari ogni anno a 5,8 miliardi di euro, sulle energie effettivamente rinnovabili; cioè a favore di investimenti sul calore geotermico o sul fotovoltaico, utili alla collettività e capaci di generare un grosso moltiplicatore di lavoro e reddito locale.

Ma, per inquadrare l’entità e la gravità di quanto sta accadendo, è necessario fare una breve sintesi dei recenti avvenimenti, dai quali il lettore potrà comprendere la natura etica e morale di quanti governano:

– nel 2010 viene pubblicato il primo studio epidemiologico sulla salute nei comuni geotermici e viene documentato che gli stessi inquinanti emessi in gran quantità dalle centrali geotermiche dell’Amiata concorrono a determinare un eccesso di mortalità negli uomini del +13%, cioè centinaia di morti in più del previsto;

– sempre nel 2010 la Giunta regionale approva una Delibera (n.344 + Allegato A) che documenta il fatto che in Amiata i flussi geotermici sono molto diversi e molto più pericolosi di quelli dell’area di Larderello, con emissioni di CO2 “con valori più che doppi rispetto all’area tradizionale…maggiori rispetto a quelle di una moderna centrale termoelettrica alimentata a metano o ad olio combustibile”;

– nel 2015 SOS Geotermia e NOGesi portano in audizione del Parlamento italiano diversi scienziati, che espongono i dati sulle emissioni in atmosfera delle centrali geotermiche. Le Commissioni VIII (Ambente) e X, (Attività produttive) all’unanimità approvano una Risoluzione con la quale “impegnano il Governo a favorire lo sviluppo e la diffusione della geotermia a bassa entalpia, ossia ad impianti che sfruttano il calore a piccole profondità, per l’importante contributo che può dare alla riduzione del fabbisogno energetico del patrimonio edilizio italiano ed ad assumere iniziative per rivedere gli attuali meccanismi incentivanti garantiti al geotermico, in quanto fonte rinnovabile, al fine di sostenere maggiormente quelle a minore impatto ambientale”;

– viceversa, nel 2016 il Governo con Decreto rinnova i contributi alle centrali geo termoelettriche. A quelle dell’Amiata, che continuano ad alterare il clima, il Governo ha regalato nel 2016 oltre 90 milioni di euro, pagati dalle bollette dei cittadini;

– nel 2017, SOS Geotermia calcola il costo sanitario, pari a 88 milioni di euro per l’anno 2010, relativo alla sola emissione di ammoniaca in Amiata dalle centrali ENEL, che generano le micidiali Pm 2,5, utilizzando le stime del Rapporto CAFE 2005 dell’Unione Europea

Noi riteniamo, alla luce dei suddetti fatti, che il Governo nazionale e quello della Regione toscana abbiano legalizzato un inganno a danno della popolazione con effetti dannosi anche sul clima e che il Governo non rispetti né il Parlamento italiano, né la Costituzione Italiana.

SOS Geotermia


Aggiornamento 7/11/17: IL PD NELL’OZONO!

Marras in aula, a nome del PD, afferma che la mozione sia la “scusa” per dire NO alla geotermia; chiede, ed ottiene dal suo partito, i voti contro la mozione che viene quindi bocciata con 17 voti, contro 11 a favore e un astenuto. 
Resoconto sulla Nazione e Tirreno del 9/11/17:


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La Repubblica – Firenze 5/11/17

Rilancio del greenwashing geotermico, in campo i “green” cristiani

Il caso del Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura a Firenze e Larderello dal 2 al 5 novembre, sponsorizzato da Enel.

[Greenwashing: strategia di comunicazione di certe imprese, organizzazioni o istituzioni politiche finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi per l’ambiente dovuti alle proprie attività o ai propri prodotti. (da Wikipedia)]

 

Dopo anni di controinformazione e di denunce dei comitati che hanno smontato l’assioma geotermia=energia pulita, assistiamo a una ripresa in larga scala di campagne e iniziative progeotermiche spesso presentate con una riverniciata “green” e “ambientalista” grazie anche a media che o non conoscono, oppure -peggio- conoscono e tacciono, la verità su questo tipo di energia, soprattutto quella fatta in Italia.

Basterebbe ricordare le pubblicazioni, mai smentite da Enel Green Power o altri, del prof.Riccardo Basosi e Mirko Bravi che dimostrano che le centrali geotermiche in Amiata emettono sostanze inquinanti e clima alteranti molto maggiori delle centrali a gas e pari alle centrali a carbone di pari potenza.

Non ci meraviglia certo l’attivismo dell’Enel e delle tante aziende, spesso improvvisatesi geotermiche per sedere al banchetto degli incentivi, che hanno tutto l’interesse a promuovere l’immagine della geotermia come pulita, rinnovabile e che rispetta la natura ed, anzi, contribuisce addirittura a ridurre le emissioni inquinanti, insomma, una manna per l’ambiente!
Poco da recriminare, fanno il mestiere loro, i loro interessi.

Quello che indigna è sicuramente certa politica, certi personaggi e certi media quando si fanno complici di tali interessi. Abbiamo negli anni dato conto di tanti “arruolati” alla geotermia, da Legambiente a Slowfood, dal geologo catodico Tozzi agli Amici della Terra italiani a Jacopo Fo, fino agli ex verdi Boco e Roggiolani diventati addirittura imprenditori geotermici…

Nonostante tutto e tutti gli arruolati, nei territori oggetto di speculazione geotermica le popolazioni hanno ben capito la situazione, tanto che è un fiorire di comitati in ogni luogo dove ci sono o si prospetta la realizzazione di centrali. Questo probabilmente induce le imprese a continuare, e rilanciare, l’operazione di greenwashing sulla geotermia non essendo più sufficienti le sponsorizzazioni Enel di ogni sagra di paese.

Registriamo oggi un “FORUM INTERNAZIONALE DELL’INFORMAZIONE
PER LA SALVAGUARDIA DELLA NATURA” con titolo “Economia e finanza nell’era no-carbon” che si tiene a Firenze e Larderello dal 2 al 5 novembre organizzato da GREENACCORD, una “…associazione culturale, di ispirazione cristiana…” che “…opera sul terreno della sensibilizzazione attorno a temi e scenari ambientali…” e “…si rivolge, in particolare, al mondo dell’informazione e della comunicazione, italiano e internazionale, per sollecitare riflessioni e approfondimenti circa ruolo e responsabilità di giornalisti e comunicatori in ordine alle tematiche ecologiche….”.

Papa Francesco contro il fracking

Messa così, considerato anche che papa Francesco spesso esprime posizioni di difesa dell’ambiente contro speculazioni e inquinamento, sembrerebbe positivo, ma qualcosa deve essere andato storto perchè dal programma leggiamo che uno dei “partner principali” è l’Enel che in tema di danni all’ambiente è forse in Italia il maggior responsabile, dal carbone al nucleare, al petrolio fino alla geotermia, senza dimenticare il Vajont…
Al centro del Forum gira la questione geotermia come soluzione di tutti i mali, salvaguardia dell’ambiente e rilancio economico, con “visite guidate” nel territorio di Larderello che oggi è la prova vivente, o morente, dell’esatto contrario.

Altrettanto stonata rispetto ai temi ci pare la presentazione dell’iniziativa fatta fare, nientepopodimenochè, a Massimo Montemaggi, responsabile geotermia di Enel Green Power pubblicata sulla rivista Toscana Oggi, distribuita in ambito diocesano, e sul sito della stessa testata.

Basta poi verificare nel programma che nessuno scienziato, nessun sindaco e nessuno dei comitati critici con la geotermia inquinante e speculatica che si fa e si vorrebbe fare in Toscana sia stato invitato. Quindi è lecito pensare che proprio di una operazione di greenwashing si tratti, questa volta cercando (e trovando) alleanze con una parte del mondo cattolico e cristiano.
Chissà cosa ne pensa papa Francesco?

Ci auguriamo sia stato solo un deprecabile passo falso e invitiamo i promotori di questa iniziativa di rimediare ad una acritica adesione allo sfruttamento geotermico dando spazio anche alle voci contrarie, saremmo ben lieti di indicargli autorevoli esperti della materia e conoscitori dei territori.


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Aggiornamento 12/11/17

Diamo atto alla testata TOSCANA OGGI, che abbiamo citato nel comunicato, che nel numero 39 pubblica un approfondimento sulla questione in cui da conto delle criticità che denunciano i comitati, allegando anche una nostra breve sintesi; CLICCA QUI PER LA NOTIZIA ONLINE

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