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17 luglio 2018, INCONTRO CON IL PRESIDENTE PD AL CONSIGLIO REGIONALE LEONARDO MARRAS

Quello che si è tenuto a Firenze martedì 17 luglio 2018 nella sede del gruppo PD del Consiglio Regionale con il capogruppo Marras è stato un incontro per alcuni aspetti positivo, ma da verificare con il Presidente Rossi e la Giunta sulle reali intenzioni che gli stessi vogliono portare avanti sia riguardo al tema della nuova centrale flash PC6 di 20 MW, proposta da Enel a Piancastagnaio, sia sul tema della “Moratoria” e della nuova legge regionale sulla Geotermia.

Alle posizioni espresse dai rappresentanti dei Comitati ambientalisti di SOS Geotermia e della Rete Nazionale NOGESI, che hanno evidenziato, con la relativa documentazione, le criticità e i gravi problemi ambientali e sanitari, già oggi presenti in Amiata a causa delle attuali cinque centrali di Piancastagnaio e di Bagnore, e quindi la gravità che avrebbe la realizzazione del nuovo impianto flash PC6 e delle altre previste in Amiata e in Toscana a ciclo binario, il capogruppo consiliare PD Marras ha espresso alcune posizioni e considerazioni condivisibili e sostanzialmente riassumibili nei seguenti punti principali:
– La necessità da parte della Regione Toscana di completare l’iter e la approvazione delle Aree Non Idonee (ANI), dopo il pronunciamento dei vari Comuni dell’Amiata e della Toscana, in gran parte contrari a centrali geotermiche nel proprio territorio;
–  La posizione che deve assumere la Regione Toscana di uscire da “contratti” o “patti” con l’Enel e quindi la non accelerazione di tali accordi;
– La necessità, invece, che venga definito un quadro di riferimento chiaro e preciso a livello regionale, da raggiungere con una nuova normativa sulla Geotermia e la revisione del Paer sulle Fonti rinnovabili, che portino, a detta di Marras, “a più ambiente, più lavoro”;
– La valutazione di una “Moratoria” per le centrali in Toscana, compresa quella di PC6, da attuare per il tempo necessario alla definizione della nuova legge sulla Geotermia, alla definizione delle ANI, alla definizione dei nuovi limiti delle emissioni a tutela della salute dei cittadini.

Il problema è che tali posizioni condivisibili dovranno trovare consenso e attuazione da parte del Presidente Rossi e della Giunta Regionale. Marras ha comunicato che incontrerà Rossi su tali problematiche e, in particolare, sulla necessità di definire una legge sulla geotermia e di conseguenza di valutare la necessità di una moratoria sui procedimenti in corso, il giorno 31 luglio p.v. Ci auguriamo che in tale incontro prevalgano le posizioni espresse da Marras e che siano fatte proprie dal Presidente e dalla Giunta.

In caso contrario, e in particolare se si dovesse perseverare sulla realizzazione della nuova centrale PC6 di Piancastagnaio, i Comitati della Rete Nazionale NOGESI organizzeranno tutte le manifestazioni e le iniziative di lotta per respingere tale sciagurata scelta.

Amiata, 19 luglio 2018

SOS Geotermia Amiata – Rete Nazionale NOGESI

Accordo sulla geotermia del governatore Rossi: No alla monetizzazione della salute!

Al “mercante” rispondiamo che non esistono popolazioni amiche della geotermia e popolazioni nemiche, ma solo popolazioni inquinate, del cui inquinamento Enel e le amministrazioni regionali (non solo Rossi) e comunali dovranno rispondere, di fronte alla storia e alla magistratura.

 

L’edizione del “Il Tirreno” del 7 luglio 2018 -vedi in fondo- ci dà notizia delle intenzioni del governatore Rossi di spillare più quattrini all’Enel per la geotermia nell’Alta Val di Cecina e nell’Amiata. Secondo il giornale l’accordo sarebbe vicino.
Le intenzioni del “mercante in fiera” Enrico Rossi, verso la scadenza del suo doppio mandato, sono abbastanza trasparenti: monetizzare la salute della popolazione, tentando di dividere popolazioni buone (quelle della zona geotermica nord, acquiescenti ai disastri della geotermia) da quelle cattive (quelle dell’Amiata, più riottose) con un po’ più di fondi da spillare ad Enel, briciole rispetto a quanto quest’ultima ottiene dagli incentivi statali.

Inoltre, l’accordo in preparazione perché fa parti diseguali fra uguali? L’ospedale di Volterra perché andrebbe salvaguardato più degli ospedali amiatini? E perché il fiume Cecina andrebbe salvaguardato più del fiume Fiora e del Paglia, forse l’acqua non è il bene più essenziale per tutti? E poi sul Cecina non dobbiamo dimenticare il famoso sbandieratissimo accordo del 2003, (ministro Matteoli gran cerimoniere, cecinese) “Cecina bacino pilota”, finanziato con ben 35 milioni di euro, che non ha affrontato né tanto meno risolto neanche uno solo degli enormi problemi di questo fiume, dagli enormi prelievi d’acqua di Solvay per estrarre salgemma, all’inquinamento pregresso da mercurio, dagli scarichi della Società chimica Larderello alla discarica di rifiuti pericolosi di Bulera (recentemente ri-autorizzata per altri 9 anni dalla Giunta Regionale), dai ladrocini irreparabili di ghiaie dal suo alveo allo spandimento per tutta la valle di Gabbriccio contenente amianto e cromo, agli scarichi della geotermia, ecc.

In questo disperante contesto la banda ultra larga sembra, per lor signori, proprio la priorità assoluta, se a suggerirla al “mercante” sono le élite locali, quelle che hanno sostenuto questi scempi sistematici per decenni. Quanto poi al ripopolamento delle colline della val di Cecina, bisognerebbe riflettere profondamente sui motivi del loro spopolamento: in effetti i comuni di Castelnuovo e Pomarance (i più geotermizzati al mondo) sono tra i più poveri e con la popolazione più anziana della Toscana, con punte fino al 35% di ultrasessantacinquenni ed è proprio la monocoltura geotermica ad aver creato questa situazione. Non c’è lavoro, oltretutto l’aria è irrespirabile, i giovani ed intere famiglie emigrano in città. Un parzialissimo ripopolamento è costituito da immigrati albanesi e macedoni, che si adattano a fare i boscaioli, anche visto che Enel sta già affiancando le biomasse legnose ai fluidi geotermici in declino nelle centrali geotermiche.
Ma pare proprio che anche i sindaci toscani dell’Alta Val di Cecina, oltre a quelli dell’Amiata, non siano immensamente felici di colare a picco con Rossi…
Insomma, occorrerebbe una svolta radicale nelle politiche delle aree finora asservite alla geotermia, che invece il mercante Rossi conferma fino alla fine dei suoi giorni, in danno alla salute e al lavoro.

Da parte nostra continueremo fino alla vittoria a contestare la politica geotermica della Toscana, unica regione nel panorama nazionale rimasta “geotermica”. Anche se un recente studio commissionato dal PD di Grosseto individua una della cause del tracollo elettorale del PD appunto la geotermia. Seguire Rossi non porta bene…

Rete nazionale NoGESI – Medicina Democratica


Il Tirreno – Pomarance – del 7 luglio 2018

«Faremo l’accordo con Enel» rassicura il governatore Rossi. La Regione vuole incassare di più a vantaggio dei Comuni
Geotermia, protocollo chiuso entro l’estate
di SAMUELE BARTOLINI

Oggi al Parco delle Biancane di Monterotondo Marittimo, uno dei luoghi simbolo del turismo geotermico in Toscana, la serata “Italy Gold”, spettacolo con canzoni italiane d’autore interpretate dal soprano Silvia Dolfi e dalla sua band. Si esibiranno in uno scenario di rara bellezza quale l’anfiteatro naturale delle Biancane immerso nelle volute di vapori e giochi notturni di luci.Dalle 18 porte aperte all’impianto geotermico Enel Green Power di Monterotondo con visite guidate; alle 19.30 l’apericena geotermico al Parco delle Biancane e a seguire lo spettacolo serale “Italy Gold”.
LARDERELLO. «La trattativa è ancora in corso, ma entro l’estate raggiungeremo l’accordo». Il presidente della Regione Enrico Rossi non dice di più. La discussione tra Regione ed Enel Green Power sul nuovo protocollo della geotermia è ancora aperta, ma evidentemente il governatore è sicuro di chiuderla entro la fine della bella stagione. Rossi non lo dice, ma gli uffici regionali non smentiscono.La Regione vuole arrivare all’incasso di 60 milioni di euro l’anno con il nuovo accordo sulla geotermia. Se poi sarà qualche milione in meno, poco importa. Ma è quanto la Regione vuole da Enel Green Power per lo sfruttamento dei soffioni boraficeri nell’Alta Valdicecina e nell’Amiatino. È esattamente il doppio di quanto incassa finora. O meglio. È il doppio di quanto incassa ogni anno il Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche (Cosvig). Ma la Regione è dentro il capitale sociale di Cosvig. Un accordo da chiudersi dunque a vantaggio delle casse regionali. Oggi è il 6% del fatturato. La Toscana vuole salire al 10. La discussione ruota attorno a questo principio: io Regione permetto a te Enel Green Power di aumentare il numero delle centrali geotermiche, ma tu Enel Green Power mi garantisci un numero uguale o inferiore di emissioni inquinanti in atmosfera. Detto in altri termini: io Regione concedo a te Enel Green Power più autorizzazioni, incasso i soldi in più delle autorizzazioni, ma tu Enel adotti tecnologie ambientali così evolute da garantire emissioni bassissime.E fanno da modello le centrali geotermiche Bagnore 3 e 4 in attività nel comune di Santa Fiora. Bagnore 3 in funzione dal 1998 sviluppa 20 megawatt di potenza; Bagnore 4 accesa a dicembre 2014 e inaugurata a luglio 2016, il doppio. Ma sono entrambe dotate di un filtro chiamato Amis che abbatte il mercurio e l’idrogeno solforato. La Bagnore 3 ce n’ha uno, la Bagnore 4 ce n’ha due. Sono collegati l’uno con l’altro. E messe insieme, le due centrali consentono di ottimizzare le emissioni complessive. Regione ed Enel Green Power le prendono a esempio per scrivere il nuovo protocollo sulla geotermia.E i 60 milioni di euro che arriveranno dove andranno a finire? Anche qui Rossi non si espone, ma tutto fa pensare che andranno a disposizione dei territori. Le priorità dei cinque Comuni dell’Alta Valdicecina – Castelnuovo, Montecatini, Monteverdi, Pomarance e Volterra – sono sul tavolo del presidente Rossi da alcuni mesi. Aspettano solo di essere realizzate. Ecco cosa dicono. Stop ai tagli all’ospedale di Volterra. Ammodernamento della strada 439. Messa in sicurezza del fiume Cecina. Rilancio dell’economia tramite la banda ultra larga e il ripopolamento delle colline dell’Alta Valdicecina. E i 60 milioni di euro sarebbero come oro per la realizzazione di quei progetti. È la “roadmap” tracciata nella conferenza stampa di fine marzo a Palazzo Strozzi Sacrati presenti tutti i sindaci. Alberto Ferrini per Castelnuovo, Sandro Cerri per Montecatini, Carlo Giannoni per Monteverdi, Loris Martignoni per Pomarance, Marco Buselli per Volterra. Per la Regione l’assessore Vittorio Bugli e il consigliere Pd Antonio Mazzeo.


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Il Cittadino online.it

Piancastagnaio, 10 luglio 2018. Manifestazione contro centrale PC6

Il Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata e la Rete Nazionale Nogesi promuovono una manifestazione per martedì 10 luglio 2018 a Piancastagnaio, ore 17 – 20,30, presso i Giardini Nasini contro la paventata realizzazione di una nuova centrale flash, la PC6 da 20MW, in località ASCA, dove già esiste la centrale PC3 da 20 MW.

 

Di seguito il comunicato/volantino (che puoi scaricare CLICCANDO QUI):

 

Il Sindaco di Piancastagnaio Vagaggini e la Giunta favorevoli
alla nuova centrale flash PC6 di 20 MW

Eppure solo un anno fa proprio il sindaco Vagaggini si era dichiarato nettamente contrario a un nuovo impianto flash di Enel; anzi, contrarissimo, aggiungeva, perché la sua priorità era quella di tutelare la salute dei cittadini!
Affermazioni condivisibili considerate le problematiche derivanti dalle centrali esistenti, di cui ora sembra essersi scordato, PC3, PC4, PC5 relativamente alla qualità dell’aria e alle sostanze potenzialmente nocive che dalle stesse fuoriescono.
Ci saremmo aspettati che il suo NO, e quello della sua Giunta, fosse ancora più forte ora che i risultati dello studio InVetta hanno evidenziato la presenza allarmante di metalli pesanti nel sangue degli amiatini, e ora che è in corso un procedimento penale per la centrale Bagnore 4, presa a riferimento da Enel per il nuovo impianto che intende costruire a Piancastagnaio.
Invece, il primo cittadino, insieme alla sua Giunta, ha espressamente affermato dinanzi alla commissione VIA che “in merito alle emissioni in atmosfera, se gli impianti Amis assicurano prestazioni dichiarate, essendo il progetto presentato migliorativo rispetto alla situazione attuale, non può che dichiararsi favorevole alla centrale PC6, essendo interessato alla salute dei cittadini”.
Dimentica il Vagaggini che gli Amis abbattono e non totalmente solo due delle sostanze normate, nessuna certezza e/o protezione sembra esistere per le altre sostanze, alcune non normate, che secondo i dati Arpat, fuoriescono dalle centrali Enel. Dimentica anche che durante i fuori servizio le centrali emettono totalmente le sostanze in atmosfera senza alcun filtro.
Allarmante anche il silenzio assordante dei Sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata – Val d’Orcia che qualche mese fa avevano espresso la loro assoluta contrarietà alla realizzazione di qualsiasi installazione di centrali flash.
Eppure lo stesso Presidente Rossi dichiarava che dopo il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4 l’Amiata aveva raggiunto il suo punto di saturazione. No ad altre centrali!
Come si vede il Presidente Rossi e il sindaco Vagaggini si servono della stessa tecnica: prima rassicurano i cittadini e poi, a distanza di tempo, continuano a perseguire le logiche di sfruttamento del territorio adottate da sempre.
Il Presidente Rossi vuole trasformare il Monte Amiata nel secondo polo industriale geotermico: Larderello oggi ha più di trenta centrali elettriche alimentate da geotermia, l’Amiata quante ne deve “ospitare”?
È ormai chiaro a tutti che il Sindaco Vagaggini assecondi questo disegno svendendo il territorio che dovrebbe invece tutelare insieme alla salute dei cittadini, andando contro il parere stesso dell’Usl Sud-Est che chiede integrazioni in merito “al contesto e all’analisi dei rischi per quanto riguarda metalli pesanti, ambiente idrico, radioattività, coltivazioni locali”.

I Comitati Ambientalisti non intendono stare a guardare questo ulteriore disastro e preannunciano le più forti ed incisive azioni a salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita.

Firenze, 20 giugno 2018. DOSSIER GEOTERMIA AMIATA

In occasione dell’incontro con dell’incontro con le forze di minoranza del
Consiglio Regionale della Toscana del 20 giugno 2018, la Rete nazionale NoGESI ha presentato il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA, suddiviso in 5 capitoli:

 

 

1 – LE EMISSIONI DELLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE IN AMIATA
2 – ACQUIFERO DEL MONTE AMIATA E GEOTERMIA
3 – AUMENTO DELLA CONCENTRAZIONE DI ARSENICO NELLE ACQUE DESTINATE AL CONSUMO UMANO
4 – QUESTIONI SANITARIE
5 – APPUNTI PER UN’ALTERNATIVA POSSIBILE ALLE CENTRALI GEOTERMOELETTRICHE AMIATINE 

Scarica il DOSSIER GEOTERMIA AMIATA 

Subsidenza da sfruttamento geotermico. Perchè nessuno ne parla?

Ripubblichiamo l’articolo dei Difensori della Toscana pubblicato il 26/5/18

 

 

Che cos’è la subsidenza?

La subsidenza è un fenomeno di abbassamento del suolo che può avere cause naturali, legate a processi geologici, e cause artificiali o antropiche legate alle azioni dell´uomo, una di queste è il prelievo di fluidi dal sottosuolo.

Proviamo ad immaginare i serbatoi geotermici come delle grandissime spugne immerse nel sottosuolo formate da rocce porose, fratturate in più punti, dove il fluido geotermico a temperature e pressioni elevate riesce a scorrere e diffondersi lentamente e liberamente (ricordiamo che il fluido geotermico è composto da acqua per circa il 95%, per il restante 5% da gas, acidi, sali ed altre sostanze più o meno velenose). Dopo anni di sfruttamento in cui il fluido viene sottratto dai pozzi geotermici, senza un’adeguata reiniezione che compensi quanto sottratto, sotto la compressione dei pesanti strati geologici soprastanti le spugne indebolite dallo svuotamento inesorabilmente collassano e si schiantano. Il processo avviene lentamente nel tempo, centimetro dopo centimetro, con microterremoti che si ripetono a breve distanza di tempo altrimenti con terremoti più potenti ogni tot anni. Questo processo di sprofondamento è irreversibile. La spugna di roccia non ha proprietà elastiche e una volta schiacciata rimane in questa condizione per sempre. Anche se finisce lo sfruttamento il volume perso non potrà più tornare. Le generazioni future potranno sicuramente ingegnarsi nello sviluppare nuove tecnologie per sfruttare l’energia geotermica in modo rispettoso per l’ambiente, ma la terra che troveranno sarà già stata profondamente modificata da chi purtroppo oggi l’ambiente non lo rispetta, così come troveranno ormai impoveriti i serbatoi di energia presenti nel sottosuolo.

Nell’area circostante le centrali di Larderello, in un raggio di 5 km, tra il 1923 e il 1986 lo sprofondamento medio è stato di 120 cm, come dire 2 cm all’anno. In quell’area sono presenti centinaia di case abitate. Inutile ricordare che dove c’è subsidenza ci sono dissesti e frane. Nell’area vicina alle centrali di Sasso Pisano la velocità di sprofondamento ha raggiunto i 3,5 cm all’anno. Intorno alle centrali di Radicondoli, nelle vicinanze di Montalcinello, tra il 1973 e il 1991 lo sprofondamento è arrivato fino a 40 cm (Arpat). Prendendo questi ultimi dati abbiamo provato a calcolare il volume scomparso sotto agli impianti di Radicondoli: in soli diciotto anni il serbatoio sotterraneo si è ridotto di oltre un milione di metri cubi.

Parliamo ora della reiniezione dei fluidi. Viene raccontato da Arpat che la reiniezione mitiga i fenomeni di subsidenza. Arpat si è però dimenticata di dire che quando la reiniezione non viene fatta nello stesso serbatoio di provenienza non mitiga un bel niente. Gli acquedotti aziendali che Enel ha cominciato a costruire negli anni ’90 per convogliare le acque di condensa verso i pozzi di reiniezione, purtroppo per noi non si fermano negli immediati dintorni delle singole centrali, ma viaggiano per decine di chilometri (rete acquedotti). Accade così che i fluidi in uscita dalle centrali di Radicondoli, invece di essere reiniettati sul posto, vengono dirottati verso Larderello per essere reiniettati in altri serbatoi lontani da Radicondoli.  Per negare la dannosità di tale attività qualche geologo prezzolato potrà sempre raccontare che la Toscana è caratterizzata dall’avere un unico grande serbatoio geotermico e che anche dal punto di vista normativo non esiste nessun problema.

C’è un’altra questione sulla reiniezione e riguarda anche i progetti relativi alle centrali binarie. Anche se fosse effettuata la reiniezione totale la subsidenza ci sarebbe lo stesso perchè non possono essere reiniettati i fluidi troppo vicino al punto di estrazione e perché il volume dei fluidi raffreddati in uscita dall’impianto è inferiore rispetto al volume dei fluidi entranti. Per quanto riguarda le centrali Enel è ancora peggio, forse nemmeno il 35% del quantitativo totale di fluido estratto viene recuperato per essere reiniettato. Per la maggior parte i fluidi vengono dispersi in atmosfera attraverso le torri evaporative (es. progetto-Milia pag. 19). Sull’argomento spreco di acqua e soldi pubblici torneremo prossimamente e parleremo di cosa succede in Val di Cornia.

Ma come viene affrontato il problema della subsidenza a livello europeo? L’Europa affronta la questione in modo molto serio. L’ESA, l’ente spaziale europeo, ha avviato fin dal 1991 un progetto di monitoraggio dei vari parametri della superficie terrestre lanciando nello spazio i satelliti ERS a cui sono seguiti i satelliti Envisat e i Sentinel. Questi satelliti riescono a misurare la subsidenza anche se è solo di un millimetro.

Ma cosa fa la Regione? Mentre con una mano stanzia 650000 euro per monitorare dissesti, frane e subsidenza con l’altra mano firma un’autorizzazione che in pratica consente ad Enel di poter reiniettare i fluidi dove e come gli pare  disinteressandosi completamente della subsidenza (decreto-5756-2015).

Fine della prima parte

Difensori della Toscana

Fonti: Arpat, Enel, Regione Toscana, ESA

Piancastagnaio, 18 maggio 2018. Conferenza Salute e Geotermia: quale compatibilità?

SCARICA LA LOCANDINA

Continuano le iniziative che Sos Geotermia, unitamente alla Rete Nogesi, ed ai gruppi locali (No Geo Amiata), sta portando avanti per informare la cittadinanza sullo stato dello sviluppo geotermico e salute nel territorio amiatino, anche alla luce dei risultati preliminari dello studio InVetta che non possono che contribuire ad alimentare uno stato di allerta e preoccupazione per le sorti di una popolazione la quale, ormai da anni, è sotto l’assedio di un indiscriminato sfruttamento geotermico.

Gli organizzatori degli eventi, reduci dalla partecipatissima assemblea del 12 maggio scorso ad Arcidosso, comunicano che intendono essere presenti con assemblee e presidi in tutti i comuni dell’Amiata, anche per supplire alle carenze informative degli organi istituzionalmente preposti, lamentando il fatto che ad oggi i risultati preliminari dello Studio InVetta siano stati presentati solo ad Arcidosso.

I militanti delle predette associazioni, anche supportati da soggetti politici ed istituzioni annunciano di avere già chiesto nelle deputate sedi la moratoria dell’attività di Enel e l’arresto di tutti i progetti di sfruttamento del territorio che sono in corso ed al vaglio della commissione VIA Regionale, e che intendono perseguire tutte le azioni giudiziarie più opportune a tutela della salute e del territorio.

Alle assemblee sono invitati a partecipare tutti gli esponenti politici locali che hanno a cuore le sorti del territorio e che sono chiamati ad esprimere il loro effettivo pensiero sul “quadro ambientale e sanitario” che si sta delineando, senza potersi ormai nascondere dietro ambiguità e mezzi termini.

I cittadini avranno modo di capire chi effettivamente non teme il confronto ed è disposto a schierarsi davvero per la tutela della salute, applicando anche il principio di precauzione e chi, al contrario, continua a sottostare alle logiche di uno sviluppo che ha portato i Comuni dell’area storica della Geotermia, in alta Val di Cecina, ad essere i più poveri della Toscana e con l’età media della popolazione residente la più vecchia della Toscana.

Per questo VENERDI’ 18 MAGGIO 2018, alle ore 21,00 presso la Saletta Comunale di Piancastagnaio (Si) si terrà una

CONFERENZA PUBBLICA
Tutela della Salute e Sviluppo Geotermico:
quale compatibilità?

INTRODUCE: Velio Arezzini – Portavoce Rete Nazionale NOGESI

RELAZIONE: Fabio Landi – ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) – “Lo Studio Epidemiologico ARS (Agenzia Regionale di Sanità). Primi risultati del Progetto InVetta”

INTERVENTI: Roberto Barocci– Forum Ambientalista Grosseto – “Iniziative a difesa delle falde idropotabili”;
Beatrice Pammolli – SOS Geotermia – “Iniziative dei Comitati rispetto ai Progetti Geotermici in corso a Piancastagnaio;
Silvia Perfetti e Lapo Rossi– Attivisti Movimento 5 Stelle – “Petizioni lanciate in Europa e iniziative a livello Regionale”

DIBATTITO PUBBLICO

CONCLUSIONI: Cinzia Mammolotti – Comitato No GEO Amiata

Sono invitati i Cittadini, i Sindaci, I medici, I Consiglieri, i Partiti Politici,
Le Organizzazioni e Associazioni dei Comuni dell’Amiata


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Amiatanews.it

Corriere di Siena 15/5/18 (clicca per ingrandire)

Larderello, 8 maggio 2018. 200 ANNI DI GEOTERMIA: ORA BASTA!

Inquinamento, malattie, terremoti, povertà: hanno fatto un deserto e lo chiamano sviluppo sostenibile

Condividiamo e pubblichiamo il comunicato di Medicina Democratica sull’iniziativa dell’8 maggio 2018 a Larderello.

Martedì 8 maggio Enel ha promosso una kermesse a Larderello con il CNR e altri soggetti, per festeggiare i suoi enormi profitti estratti dalla geotermia, a forza di inquinamento, malattie nella popolazione, terremoti e povertà.

In breve, cominciamo dalla povertà: i Comuni di Pomarance e Castelnuovo Val di Cecina sono i più poveri della Toscana, dalle statistiche dell’IRPET (Istituto regionale programmazione economica Toscana), a causa della monocoltura geotermica. Basso reddito pro-capite, popolazione che invecchia e diminuisce, natalità molto bassa, valore degli immobili in picchiata. Un territorio senza prospettive, che è costretto a pietire le imposizioni e le elemosine della multinazionale.

Terremoti: sono stati almeno una decina nell’ultimo mese di aprile 2018, di cui due di grado 3,6 della scala Richter, gli ultimi di migliaia di terremoti che hanno terrorizzato le aree geotermiche nord e sud negli ultimi decenni, specialmente da quando si tenta di re-iniettare nel sottosuolo una parte dei fluidi geotermici. Si aspetta che “ci scappi il morto” per prendere seriamente in considerazione questo aspetto inquietante? Strettamente correlata ai terremoti è la subsidenza dei terreni, vastissimi, osservata e misurata dagli organismi competenti, con una maggiore messa in pericolo di strutture pubbliche e private.

Malattie e morti: l’indagine CNR/2010 metteva in evidenza 535 morti in più nelle aree geotermiche, a confronto dei comuni confinanti, che certo non sono “bianchi” cioè immuni dall’inquinamento geotermico. I successivi studi della Regione Toscana confermano questo impatto sanitario, pur ridimensionandolo nei numeri e soprattutto nella lettura: “le cause non sono correlabili con la geotermia – dicono – ma con gli stili di vita ed altre cause”. Invece valga per tutti l’esempio di Volterra, comune confinante: mortalità superiore del 10,2% alla media toscana negli anni dal 2005 al 2014, ospedalizzazione superiore del 7,3% alla media toscana negli anni 2012/2016 (vedi QUI). Preoccupanti infine i primi risultati dello studio INVETTA (analisi del sangue e delle urine di oltre mille amiatini) con concentrazioni di metalli pesanti anche tre volte superiori a quelle di un qualsiasi italiano.

Inquinamento di aria, acqua, suoli: (calcoli del movimento su dati orari Arpat 2013/2015) con 1812 kg di mercurio/anno, 1463 kg di arsenico/anno, 3.202 tonn/anno di ammoniaca (obiettivo da raggiungere), 4.849 tonn/anno di acido solfidrico, oltre a 69.944 kg di acido borico e molte altre sostanze cancerogene in tracce, come cadmio radon uranio e cromo, e sostanze climalteranti come il metano e la CO2, la geotermia toscana si rivela un enorme disastro ambientale, che costerà molto di più per le bonifiche di quanto adesso renda ad Enel in incentivi statali e vendita di energia elettrica

Conclusione: fermare le centrali geotermiche, cominciando da subito, sostituendole con fotovoltaico ed eolico, nessun nuovo permesso di sfruttamento geotermico.

 

Progetto InVETTA Ars: i dati (parziali) non possono che confermare un allarmante problema sanitario in Amiata. Moratoria subito delle centrali geotermiche, esistenti e di progetto!

Tutte le analisi finora effettuate segnalano un eccesso generale di tutti gli inquinanti: Mercurio, Arsenico, Nichel, Cromo, Cobalto e, novità per l’Amiata, il Tallio, trovati in sangue e urina.

QUI LA PRESENTAZIONE ARS DEL PROGETTO INVETTA AD ARCIDOSSO 23/4/18 CON I DATI

 

Da molti anni, sulla base inequivocabile dei dati analitici del primo studio epidemiologico del CNR del 2010 (scarica qui), sosteniamo che le emissioni geotermiche in Amiata concorrono nel determinare gli eccessi di mortalità e di patologie registrati.
La Regione Toscana, mentre da una parte sta autorizzando altre nuove centrali geotermiche nel completo disprezzo dei principi di prevenzione e precauzione, dall’altra continua a finanziare nuovi studi sulle cause degli eccessi di mortalità per determinare “con certezza” ciò che non è determinabile: cioè l’esclusione della geotermia nelle patologie e nella mortalità in eccesso in Amiata.

Infatti, il nuovo studio InVETTA, non considerando l’insieme delle fonti inquinanti presenti e documentate in Amiata non sarà esaustivo e darà -probabilmente- l’alibi per chiedere nuove ricerche, rimandando, sine die, conclusioni certe.

Ma, ciò nonostante, non si può minimizzare sui risultati dei dati presentati dall’Ars il 23 aprile ad Arcidosso che smentiscono ancora chi continua a rassicurare sulla salute degli amiatini.
Premesso che abbiamo solo dati parziali, non essendo stata ancora analizzato tutto il campione previsto ed anche la popolazione non esposta, i cui risultati andranno comparati a quelli del campione amiatino, emergono comunque dati allarmanti, pubblicati dalla Agenzia Regionale di Sanità, in riferimento ai valori medi indicati dalla Società Italiana dei Valori di Riferimento (SIVR).

Ad esempio, per il Mercurio nel sangue la suddetta SIVR indica nel 2017 un valore medio nella popolazione non esposta in Italia di 1,2 microgrammo per litro (μgr/l) e che il 95% della popolazione italiana è sotto il valore di 5,2 μgr/l. Ebbene in Amiata secondo i dati InVETTA abbiamo un valore medio tre volte superiore al valore medio nazionale con il 30% dei casi, circa 200 persone sulle 637 analizzate in complesso, che superano il valore di 5,2μgr/l , con molti casi dieci/venti volte superiori al valore medio.
E certo sarebbe strano il contrario, considerato che lo studio del prof. Basosi, rappresentante italiano in sede UE per le energie rinnovabili, ha quantificato il Mercurio emesso nel 2010 in atmosfera con le centrali ENEL in Amiata pari al 42,5% di tutto il Mercurio emesso da tutte le industrie presenti sul territorio italiano. Se si pensa che tale emissioni ammontano a 400 kg/anno, pari 400.000.000.000 μgr/anno, ce n’è per tutti noi in abbondanza.
Ad aggravare la situazione del Mercurio, oltre ai segnalati valori oltre il 10% anche per il Nichel, il Cromo, l’Arsenico il Cobalto, è la situazione, relativamente nuova per l’Amiata, del Tallio, del quale si rilevano valori di più del doppio dei valori medi; giova rammentare che anche il Tallio, come afferma Carlo Locatelli, direttore del Centro Nazionale di Informazione Tossicologica della Fondazione Maugeri di Pavia, “è un veleno molto potente, tossico sia per inalazione che per ingestione” e “questo elemento ha un assorbimento gastrico molto rapido – conferma Paolo Maurizio Soave, del Centro Antiveleni del policlinico Gemelli di Roma – e danneggia tutti gli organi, dal rene al pancreas al cuore ai polmoni”.

Con la consapevolezza che la classe politica corresponsabile dell’odierna situazione, anche sanitaria, causata dalla geotermia ad alta e media entalpia sia destinata a scomparire, diffidiamo ancora una volta gli amministratori pubblici, dalla Regione Toscana ai Comuni, ad attivarsi immediatamente con la sospensione di ogni attività geotermica (moratoria) almeno fin quando gli enti preposti, Ars e Arpat, non daranno esiti definitivi alle ricerche, anche in base al principio di precauzione dettato dalle regole comunitarie della UE.

Sos Geotermia – Rete nazionale NoGESI


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Il Cittadino online

Il Tirreno (clicca sull’immagine per ingrandire, o vai alla notizia online)

 

 

 

 

 

 

 

MaremmaNews.it

GREENWASHING: DOPO L’ENEL, SORGENIA

Pubblichiamo di seguito, condividendone i contenuti, il comunicato del “Circolo Raniero Amarugi” di Santa Fiora in relazione all’ennesima iniziativa sull’Amiata con l’ennesima sponsorizzazione “geotermica”; unica novità, stavolta non è l’Enel che le centrali già ce l’ha, ma la Sorgenia che le centrali le vorrebbe!

 

 

 

TRA CANTI E MUSICA SI CELEBRA (IN ANTICIPO)
L’ENNESIMA DEVASTAZIONE AMBIENTALE DEL TERRITORIO

La società Sorgenia s.p.a. vuole costruire una nuova centrale geotermica binaria da 5MW a Saragiolo, con un progetto che prevede la perforazione di nuovi pozzi geotermici (da 10 a 17) a valle di Saragiolo, Bagnolo e Marroneto: un’operazione devastante in zone già dichiarate a rischio frane.

Come si fa a conquistare la benevolenza delle popolazioni per questo nuovo scempio ambientale? Semplice: basta sponsorizzare sagre, feste ed iniziative culturali con la tecnica del Greenwashing geotermico, (strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un’immagine di sé ingannevolmente positiva sotto il profilo dell’impatto ambientale, allo scopo di distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli effetti negativi prodotti dalle proprie attività), cosa in cui è maestra l’Enel.

E’ ovvio che per fare ciò è necessaria la disponibilità delle istituzioni locali ma anche questo non è un problema: con la enorme quantità di incentivi, (che rappresentano dal 20 al 25% delle bollette pagate dei cittadini), si possono dare agli enti locali affamati di risorse qualche compensazione ambientale e una piscina geotermica.

Sorgenia ha imparato bene la lezione Enel e, ancor prima di avere realizzato la centrale, è già partita con la sponsorizzazione di Canta Fiora (Festival di musica popolare dal 27 aprile al 1 maggio a Santa Fiora). Anche gli artisti devono vivere, però un problema etico se lo dovrebbero porre: ha senso farsi finanziare da società che fanno della devastazione ambientale la loro ragione di profitto?
Si canta e si balla mentre si devasta l’ambiente.
Basta con la colonizzazione dell’Amiata da parte delle multinazionali dell’energia.

Santa Fiora, 4 aprile 2018

Rifondazione Comunista per Potere al Popolo “Circolo Raniero Amarugi” Santa Fiora

Clamorose novità al Convegno sulla geotermia di Firenze del 24 marzo 2018 -COMUNICATO, VIDEO, FOTO-

Seguitissimi gli interventi e le novità che smontano la favola della geotermia “pulita e rinnovabile”

 

Firenze. Una serie di autorevoli e interessanti interventi nel corso del secondo Convegno di Firenze sulla geotermia, svoltosi nell’Auditorium del Consiglio della Regione Toscana, organizzato dalla Rete nazionale NO Gesi e dai Comitati toscani per la difesa del territorio, mentre all’esterno sotto grandi striscioni veniva diffuso materiale informativo e di protesta ai numerosi fiorentini che transitavano nella centralissima via Cavour, cittadini all’oscuro della problematica.

Tra le tante importanti testimonianze, due le notizie più clamorose, che non mancheranno di avere un seguito e che sicuramente riusciranno a rompere quel muro di menzogne costruito da una prepotente e falsa propaganda che vorrebbe ancora far credere la geotermia come una fonte energetica sempre pulita e rinnovabile, quando ormai dati scientifici e inoppugnabili dicono che centrali elettriche geotermiche toscane inquinano, sia per emissioni di gas climalteranti e di inquinanti tossici, più delle centrali elettriche alimentate con combustibili fossili.

La prima clamorosa conferma è stata fornita dall’on. Dario Tamburrano, europarlamentare del M5S, che da tempo sollecita le istituzioni europee ad identificare quelle forme di sfruttamento delle risorse geotermiche che, non essendo né rinnovabili né sostenibili, non meritano di essere finanziate dalle bollette dei consumatori, come invece sta avvenendo in Italia da molti anni. Per la prima volta la Commissione Europea ha avviato uno studio sulle emissioni delle centrali geotermoelettriche e la presidente della commissione parlamentare, Cecilia Wikström, rispondendo ad interrogazioni sul tema, ha annunciato la volontà della Commissione Europea di approfondire la questione. L’on. Dario Tamburrano valuta che “lo studio avviato dalla Commissione Europea è condizione necessaria, anche se non ancora sufficiente, per il varo di norme europee sulla geotermia a difesa dell’ambiente e della salute”. Siamo peraltro certi che un qualunque studio indipendente spazzerà via la propaganda sulla bontà della geotermia del Pd toscano. Auspichiamo che finalmente la Commissione Europea faccia quanto la maggioranza che governa in Regione non mai fatto e consenta l’audizione in Commissione di scienziati e tecnici indipendenti, docenti autorevoli nelle nostre Università.

Altra notizia importante è stata fornita dall’intervento dell’avvocato Michele Greco, che ha offerto una panoramica di quanto si è scelto di fare in altre Regioni d’Italia (come nella regione Piemonte), in attuazione di norme di legge a difesa e tutela delle falde idriche potabili o potenzialmente utilizzabili in futuro, individuando e tutelando con vincoli di uso diversificati le aree di ricarica delle falde idriche (art. 94 del D.Lgl.152/2006), mentre la Giunta della Regione Toscana continua ad omettere di applicare tale legge, come ha riferito anche il geologo Luigi Micheli, nonostante l’impegno a sanare tale ritardo sia stato preso dal Consiglio regionale. Un’altra maschera e ancora tanta propaganda da regime si stanno sgretolando.
È stato quindi denunciato, nei vari interventi sul tema, come la Regione Toscana, nel comunicare ai Comuni geotermici e ai Comuni confinanti i criteri usabili per indicare le Aree Non Idonee allo sfruttamento geotermico, abbia omesso di indicare la necessità di tutelare le risorse idriche e le aree di ricarica delle falde idropotabili.
Altrettanto interessanti sono stati gli interventi dei dottori Corrieri, Marchi e Gennaro riguardanti i dati sanitari preoccupanti delle popolazioni dell’Amiata e delle altre aree geotermiche della Toscana, che risiedono vicino alle centrali. E le testimonianze del professor Borgia sulle nuove tecnologie di ultima generazione per lo sfruttamento dell’energia geotermica e del professor Mastrolorenzo sui rischi irreversibili provocati dalle trivellazioni per pozzi geotermici.
La parte politica è stata altrettanto importante e ricca di prese di posizione con gli interventi dei consiglieri regionali Fattori (Sì Toscana), Giannarelli (M5S), Pecori (gruppo misto), che hanno dichiarato il loro impegno sui temi posti dal convegno e la loro azione al Consiglio regionale, per cambiare la politica di Rossi e della giunta sui temi energetici e delle rinnovabili.
Molto grave il comportamento del presidente Rossi, della giunta regionale e dei consiglieri regionali del Pd, tutti assenti, ancorché invitati a intervenire al convegno, sordi alle istanze dei comitati e dei cittadini.

Nei prossimi giorni daremo conto dello sviluppo e delle reazioni, stante che dell’autorevolezza del Convegno e dei relatori tutti dovranno prendere atto senza poter più dire che “non sapevano”.

Rete nazionale NoGESI – No Geotermia Speculativa e Inquinante


VIDEO INTEGRALE DEL CONVEGNO

Tempo e ordine degli interventi:
0.00.00 Apertura lavori Giovanna Limonta, Difensori della Toscana/rete NoGesi;
0.02.00 Saluti e intervento Tommaso Fattori, consigliere regionale SI Toscana a Sinistra;
0.17.00 Relazione introduttiva Velio Arezzini, portavoce rete NoGESI;
0.32.00 Intervento Pino Merisio, Sos Geotermia/rete NoGESI;
0.45.30 Intervento Ugo Corrieri, ISDE medici per l’ambiente;
1.03.00 Collegamento Valerio Gennaro, ISDE, Medicina Democratica;
1.13.30 Fabio Zita, ex funzionario regionale ufficio VIA;
1.27.00 Maurizio Marchi, Medicina Democratica;
1.51.00 Luigi Michele, geologo ex funzionario regionale;
2.10.33 Michele Greco, avvocato;
2.30.00 Andrea Borgia, geologo università di Perugia;
2.43.00 Giuseppe Mastrolorenzo, ricercatore Osservatorio naz.vesuviano;
2.59.00 Dario Tamburrano, deputato M5S parlamento europeo;
3.14.30 Monica Pecori, consigliere regionale Gruppo misto;
3.18.00 Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S;
3.36.00 Conclusioni Roberto Barocci, rete NoGESI.


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