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Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018: Giù le mani dalla nostra terra

4a edizione di “Giù le mani dalla nostra terra”, la Festa dei Comitati contro la Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante, che si terrà a Monticello Amiata (Gr) il 7 e l’8 luglio 2018.

 

 

Qui di seguito il Programma della due giorni:

Giù le mani dalla nostra terra (scarica il manifesto)
Monticello Amiata, 7 – 8 luglio 2018

sabato 7 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 17.00 – Giardinetti
Mercato Artigiano, Mostra fotografica sui Grani Antichi, Accompagnamento musicale
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 19.30 – Giardinetti
proiezione video a cura di Genuino Amiatino
• ore 20.30 – Giardinetti
CONCERTO CON LE “RADICI NEL CEMENTO”, REGGAE DA ROMA ! ! ! ! ! ! !

domenica 8 LUGLIO 2018, PROGRAMMA DELLA GIORNATA
• ore 08.00 – Giardinetti
Partenza Passeggiata attraverso la Riserva di Poggio all’Olmo fino a Salaiola e ritorno, con sosta al campo di Alberto
• ore 11:30 – Campo di Alberto
Stollo dei Pensieri, Letture, Performances, Aperitivo
• ore 12.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ore 14.00 – Giardinetti
Monticello in piazza: Mercato contadino, Artisti di strada, Artigianato,
Laboratori, Musica
• ore 15.00 – Giardinetti
assemblea dei Comitati contro la Geotermia Speculativa ed Inquinante
• ore 17.00 – Giardinetti
Canti popolari con i cori: “La Monticellese” e “Gli strillozzi“
• ore 19.30 – Giardinetti
apertura Cucina – Pasti Antigeotermici a km Zero
• ORE 19.30 – GIARDINETTI
Dj-set reggae-dancehall con CECCODELLAROCCA

COMITATO AGORÀ-CITTADINANZA ATTIVA

Per contatti:
agora-cittadinanzattiva@inventati.org
http://agorattiva.noblogs.org/

Comunicato della Associazioni di Monticello Amiata sulla geotermia

A seguito di una iniziativa organizzata dal gruppo consigliare “A/gente Comune”, avente fra gli altri punti in discussione la questione geotermica, leggiamo sul Tirreno di sabato 26 agosto, che

“la maggioranza degli astanti di Monticello ha sottoscritto la risoluzione di «attendere le conclusioni della Conferenza dei servizi, confermando intanto le perplessità sul sito Monte Labro» e ha deciso di «chiedere all’amministrazione di individuare le aree non idonee». Una volta approvate quelle idonee, si avii un confronto sui benefici per il territorio”.

Quanto scritto non corrisponde assolutamente al vero. Nel momento in cui è stato chiesto di votare il documento sopra citato si sono alzate tre mani, rispetto alle decine di persone presenti.

L’articolo de Il Tirreno del 26/8/17. clicca per ingrandire

Documento che, tra le altre cose, non è stato mai discusso dai presenti e dalle associazioni paesane, ma è stato presentato già pronto da chi l’ha redatto, con un metodo di lavoro estraneo a quello che a Monticello siamo abituati ad usare.

Ribadiamo con la determinazione che ci appartiene che le Associazioni di Monticello non sono perplesse sul progetto di ricerca Monte Labbro, ma che lo rifiutano categoricamente. Che sono a conoscenza che tali sfruttamenti non portano benefici alla popolazione, ma sono speculativi ed inquinanti. Abbiamo discusso per tanto tempo, ma mai nessuno ha traballato nella convinzione che la geotermia non la vogliamo.

Contro la geotermia sulla nostra montagna e contro il Progetto di ricerca Monte Labbro in particolare, abbiamo detto, scritto e fatto tanto:

  • Abbiamo una equipè di avvocati ed esperti che ci affianca ormai da più di tre anni. Nel febbraio 2016 abbiamo presentato un ricorso al TAR che giace presso il tribunale amministrativo in attesa di essere attivato nel momento più opportuno;

  • la nostra opposizione è quotidiana ed è in stretta e proficua collaborazione con l’amministrazione comunale di Cinigiano, così come con gli altri comitati presenti sul territorio amiatino: quelli di Montenero, Pitigliano, Seggiano e con tutti coloro che si oppongono alla speculazione geotermica; non ultimo con le aziende;

  • siamo pronti a presentare un nuovo ricorso al TAR nel momento in cui la Conferenza dei servizi dovesse dare parere positivo allo scempio del Progetto Monte Labro. Visti i molti pareri negativi – quelli dell’Unione dei comuni dell’Amiata, quelli dei Comuni di Cinigiano ed Arcidosso e quello probabile della Sovrintendenza ai beni paesaggistici – ci aspettiamo dalla Regione il rispetto della volontà dei cittadini che vivono questi territori, delle aziende e della amministrazioni che li governano;

  • abbiamo organizzato la terza edizione di “Giù le mani dalla nostra terra” e sono scese in piazza persone, aziende, artigiani, artisti difendendo il valore aggiunto del nostro territorio;

  • i bambini, che ci ricordano che la terra ci ospita e non è a nostro sporco servizio, hanno voluto organizzare un campeggio all’ormai famoso Campo di Alberto con suoni, storie alla luce delle stelle;

  • continueremo, come abbiamo fatto negli ultimi tre anni e mezzo, a svolgere le nostre attività di contro-in/formazione sull’argomento con la comunità solidale di Monticello Amiata e con l’amministrazione di Cinigiano, organizzando dibattiti, feste, passeggiate, manifestazioni, azioni di protesta; scrivendo libri, cantando canzoni, proseguendo nei mille progetti che Monticello e i Monticellesi stanno organizzando:

    • continua il lavoro per: la produzione di grani antichi, l’acquisto di un mulino, un forno collettivo nel paese vecchio, la tutela dei prodotti tipici;

    • la valorizzazione dei luoghi di culto: uno su tutti quello della Madonna di Val di Prata che si troverebbe vicinissimo all’insediamento geotermico;

    • per la fine di settembre è prevista una giornata anti-geotermica ai giardinetti di Monticello, in cui verrà disegnato un grande graffito e, sempre in quell’occasione, si terrà un “contest hip-hop” per giovani amiatini;

    • come ormai da qualche anno, all’interno della Festa della Castagna 2017, la cantina “Agorà dei popoli” testimonierà lo spirito di accoglienza, la valorizzazione del territorio e la lotta alla speculazione geotermica.

E’ ancora lungo l’elenco delle iniziative che stiamo organizzando per l’inverno e la primavera prossimi. La nostra lotta non è “solo” contro la geotermia speculativa, ma è anche PER il nostro territorio, per farlo crescere in maniera equilibrata e rispettosa dell’ambiente e delle persone che lo vivono. Un percorso iniziato quasi quattro anni fa, che ha coinvolto e continua a coinvolgere non solo il Comitato Agorà CittadinanzAttiva, ma tutte le associazioni del paese, e che ci vede tutti compatti nel dire un NO secco e definitivo al Progetto di ricerca “Monte Labro” della Renewem (non si chiama più Geoenergy, come scritto erroneamente sempre nel solito articolo, da almeno due anni) così come a tutti quelli della Rete geotermica; un NO che è un SI: SI allo sviluppo equilibrato e biologico dell’agricoltura di qualità dei nostri territori, di un turismo sano e consapevole, di un’economia solidale e al servizio delle persone e non delle multinazionali.

Il nostro NO a qualunque sfruttamento geotermico è chiaro, corale, forte e inarrestabile perché è fatto da Tanti SI: tutti in difesa e promozione della nostra meravigliosa terra e di chi la abita.

Pro Loco Monticello Amiata
Agorà CittadinanzAttiva
Amici del Santuario di Val di Prata
Casa Museo
Coro “La Monticellese”
Genuino Amiatino


Leggilo su:

La Nazione 3/9

Ricorso al TAR contro il progetto di ricerca “Monte Labbro”

Monte-LabbroLa battaglia contro le centrali continua: dopo la bocciatura della regione per il progetto di Seggiano e l’incomprensibile via libera per Monte Labbro, distante pochi chilometri, i cittadini riuniti nel comitato Agorà CittadinanzAttiva e gli imprenditori della zona passano alle vie legali. Pubblichiamo il comunicato stampa.

 

Monticello Amiata, 16 febbraio 2016

Alcuni imprenditori di Monticello Amiata e Agorà CittadinanzAttiva annunciano di aver affidato all’Avv. Michele Grecl’incarico di impugnare di fronte al TAR per la Toscana il decreto 17 dicembre 2015 n. 6183, con il quale la Regione Toscana ha escluso dalla valutazione di impatto ambientale (VIA) il progetto di pozzo esplorativo geotermico denominato “Monte Labbro 1” di oltre 4500 m. di profondità.
Al ricorso parteciperà anche il proprietario del terreno sul quale la proponente vorrebbe realizzare il pozzo, del tutto contrario all’opera e mai coinvolto, fino ad oggi, nel procedimento.
I ricorrenti, con il pieno supporto di Agorà CittadinanzAttiva, contesteranno alla Regione Toscana numerosi profili di illegittimità del decreto di esclusione dalla VIA oltre a manifesti vizi dell’azione amministrativa, caratterizzata da gravissimi sintomi di eccesso di potere.
I ricorrenti si avvarranno dell’ausilio di consulenti tecnici di comprovata esperienza, i quali dimostreranno come l’istruttoria che ha condotto al provvedimento sia stata carente, incoerente, illogica e contraddittoria.
La richiesta dei ricorrenti è di sottoporre il progetto a valutazione di impatto ambientale, l’unico procedimento idoneo ad approfondire le molteplici criticità che caratterizzano la realizzazione di un pozzo esplorativo di tale profondità, tenuto conto delle particolarissime caratteristiche del luogo in cui lo si vorrebbe realizzare, di straordinario pregio dal punto di vista ambientale, paesaggistico e naturalistico, e per questo da anni vocato al turismo di qualità.

Bagnore 4 sarà l’addio all’acquifero amiatino? Il Piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzito” dopo l’accensione della centrale.

maelstrom_20141129Allarme sul monte Amiata, dopo l’avvio avvenuto nei giorni scorsi, della nuova centrale geotermica di Bagnore 4 (40 MW), tra Santa Fiora e Arcidosso.
Non solo le insopportabili maleodoranze denunciate vigorosamente dai residenti dell’area e le preoccupazioni per le emissioni di Bagnore 3, dove Enel sta mettendo mano all’impianto Amis di filtraggio di mercurio e idrogeno solforato, ma anche i gravissimi rischi per la risorsa acqua, come sostiene il prof.Andrea Borgia, geologo e vulcanologo di fama mondiale, il quale allerta l’attenzione dei comitati, dei cittadini, delle autorità sul rischio per la falda acquifera potabile del Monte Amiata, tra le più importanti dell’Italia centrale.

“Da quando sono in corso le manovre di attivazione dell’impianto di Bagnore 4, il piezometro di Poggio Trauzzolo sale e scende vertiginosamente da un giorno all’altro, come non era mai successo prima”, spiega Borgia, molto allarmato dai grafici schizofrenici (vedi sotto) elaborati dall’apparecchio di misurazione della falda acquifera che si trova appunto nell’area di ricarica delle sorgenti del Fiora, “Per molti anni ho sostenuto la necessità di una chiusura temporanea, o almeno di una riduzione dello sfruttamento del vapore, degli impianti geotermoelettrici amiatini nei comuni di Santa Fiora e Piancastagnaio, proprio al fine di sperimentare il collegamento della falda idrica superficiale con la falda profonda geotermica. Più volte questa richiesta è stata ufficializzata alla Regione da me ed è ben nota ai comitati ed alla stampa”.

Quello che sta avvenendo a livello della falda potrebbe corrispondere alla messa in funzione di Bagnore 4 e indicare i gravi rischi che si stanno correndo. “È urgente ripristinare i livelli originali degli acquiferi al livello della falda misurata da ENEL prima dello sfruttamento geotermico”, aggiunge Borgia, “e richiedere alla Regione Toscana di sospendere in autotutela le autorizzazioni VIA di Bagnore 4 e del piano di Riassetto di Piancastagnaio”.

Le interferenze tra acquifero superficiale e quello geotermico producono serie ripercussioni tra cui un drastico abbassamento del livello della falda acquifera – il piezometro ha indicato un abbassamento di 200 metri rispetto ai livelli precedenti agli anni ’60 – il rilascio di sostanze gassose tossiche nell’acquifero (in particolare sembrano particolarmente aumentate le concentrazioni di metalli pesanti come l’arsenico) e potenziali problemi alla salute. Dall’inizio degli anni ’60 il bacino acquifero dell’Amiata (ha una utenza di 700.000 persone) sembra aver perduto circa duecento miliardi di litri di acqua potabile, pari al consumo di acqua da bere della popolazione mondiale per circa un mese, ed altrettanto di acqua immagazzinata!

Rete Nazionale NOGESI “No Geotermia Elettrica, Speculativa ed Inquinante”

a cui aderiscono:

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Qui sotto il Grafico con variazioni del livello della falda idropotabile, misurato sul piezometro della Regione Toscana a Poggio Trauzzolo. Le brusche oscillazioni degli ultimi giorni, in coincidenza con l’inizio dello sfruttamento di Bagnore 4,  sono la prova del collegamento della falda idropotabile con la falda geotermica, come sempre sostenuto dal Prof.Borgia, ma negato dalla Regione Toscana spalleggiata dall’Università di Siena e una vasta schiera di arruolati alla causa geotermica. CHI OGGI SPIEGHERA’ AI CITTADINI COSA STA SUCCEDENDO E COSA CI ASPETTA???

20141128_trauzzolo 20141128_trauzzolo_crop(ingrandimento)

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Il Giunco.net del 1 dicembre 2014
Geotermia, la Regione avvia un’indagine sulla falda. E sui cattivi odori interviene Arpat

AMIATA – «La Regione Toscana ha attivato una verifica coinvolgendo tutti gli uffici interessati, il servizio idrologico, gli enti di controllo ed Enel per individuare le possibili cause dell’andamento altalenante dei grafici elaborati dall’apparecchio di misurazione della falda acquifera (piezometro di Poggio Trauzzolo) che si trova appunto nell’area di ricarica delle sorgenti del Fiora». La comunicazione viene direttamente dalla Regione toscana, dopo l’intervento dei comitati “No geotermia” che parlavano di «allarme sul monte Amiata dopo l’avvio avvenuto nei giorni scorsi, della nuova centrale geotermica di Bagnore 4».
I comitati parlavano di «gravissimi rischi per la risorsa acqua, come sostiene Andrea Borgia, geologo e vulcanologo, il quale parla dei rischi per la falda acquifera potabile del Monte Amiata, tra le più importanti dell’Italia centrale. “Da quando sono in corso le manovre di attivazione dell’impianto di Bagnore 4, il piezometro di Poggio Trauzzolo sale e scende vertiginosamente da un giorno all’altro, come non era mai successo prima”, spiega Borgia».
Il piezometro è lo strumento che consente di misurare la pressione dell’acqua di una falda sotterranea.
Enel Green Power invece si dichiara «assolutamente allibita per il modo in cui vengono strumentalizzati i dati, senza considerare minimamente la verità scientifica delle rilevazioni. Infatti, il piezometro in questione denominato “David Lazzeretti” ha fatto registrare l’oscillazione di qualche decina di centimetri intorno alla data del 25 novembre, fatto che è stato collegato alle attività in corso per l’avvio della centrale Bagnore 4: occorre precisare che non esiste alcun nesso di “causa – effetto” tra l’avvio della Centrale e questa oscillazione o più in generale con i livelli della falda idropotabile. Tali affermazioni sono prive di fondamento scientifico, forniscono spiegazioni sommarie e creano allarmi ingiustificati senza alcuna base scientifico. L’andamento del livello della falda idropotabile è esclusivamente correlato alla piovosità/nevosità».
E sulla centrale di Bagnore 4 interviene anche Arpat che sta monitorando la qualità dell’aria «La fase di avvio della nuova Centrale geotermica di Bagnore 4 è sotto controllo e costantemente monitorata. Si ricorda che i dati relativi all’idrogeno solforato (indicatore delle maleodoranze avvertite in questi giorni dalla cittadinanza) sono pubblicati in un apposito bollettino sul sito Web ARPAT da metà settembre, con cadenza settimanale (vedi l’ultimo bollettino pubblicato ); questa attività specifica va a integrare il consueto monitoraggio della qualità dell’aria nelle zone geotermiche, che avviene attraverso la rete di ENEL Green Power (GP), che copre praticamente tutti i centri abitati interessati dalle emissioni delle centrali geotermoelettriche. Questi dati sono resi disponibili online www.enelgreenpower.com/it-IT/plants/air/ . Inoltre ARPAT gestisce in zona due mezzi mobili (vedi planimetria sotto)».
«Si fa presente che l’Agenzia ha verificato le modalità di gestione e la qualità dei dati prodotti dalla rete di monitoraggio ENEL GP, affiancando alcune di esse con un mezzo mobile ARPAT e confrontandone i dati – prosegue Arpat -. In particolare ad Arcidosso, da ormai quasi tre anni il mezzo mobile ARPAT GEO1, ha affiancato la rete di qualità dell’aria ENEL, prima in località Scoiattolo e poi, da più di un anno, in località Bagnoli. Inoltre in più occasioni è stato posizionato a fianco della centralina ENEL di Arcidosso il secondo mezzo mobile ARPAT GEO2. I dati che sono stati rilevati dai due mezzi mobili hanno mostrato che la centralina ENEL funziona correttamente ed è rappresentativa della zona di Arcidosso».
«I dati rilevati dai mezzi mobili GEO1 e GEO2 hanno anche confermato che non ci sono diversità significative nella qualità dell’aria fra il luogo dove è presente la stazione ENEL di Arcidosso, Scoiattolo, e Bagnoli – si legge ancora nella nota -. I dati della rete ENEL e del mezzo GEO1 vengono utilizzati per il bollettino settimanale sulla qualità dell’aria di Bagnore 4. I dati del mezzo GEO2 vengono utilizzati come ulteriori conferme sulla qualità dei dati raccolti dalla stazione ENEL di Arcidosso».
«Il mezzo mobile GEO1 ha necessità di una manutenzione straordinaria, che prevede fra l’altro la sostituzione del condizionatore. Tale manutenzione è stata rinviata per quanto possibile, ma è ora improcrastinabile, perchè al primo episodio di freddo si rischiano danni agli analizzatori, che peraltro sinora hanno funzionato regolarmente, fornendo quindi dati del tutto attendibili. Si è dato pertanto avviso preventivo al comune di Arcidosso e si è proceduto in data odierna a recuperare il mezzo GEO1, che rientrerà fra una decina di giorni ad Arcidosso. La qualità dell’aria è quindi anche in questo momento monitorata dalle centraline ENEL di Arcidosso, Santa Fiora, Bagnore e Merigar, nonchè dal mezzo mezzo ARPAT GEO2. Durante le operazioni di recupero del mezzo GEO1 è stata verificata la fattibilità di spostare a Bagnoli il mezzo GEO2, che ha un ingombro maggiore – conclude Arpat -, tale spostamento verrà effettuato entro mercoledì 3 dicembre».

Il Tirreno del 30 novembre 2014
NO GEOTERMIA
«Piezometri impazziti,  acqua dell’Amiata a rischio»
SANTA FIORA.  Se Arpat e sindaco rassicurano, sul monte Amiata continua la forte preoccupazione dopo il recente avvio della nuova centrale geotermica di Bagnore 4 (40 MW). Sul piatto di chi ha paura ci sono i cattivi odori denunciati dai residenti dell’area, ma anche i gravissimi rischi per la risorsa acqua. Lo ribadiscono i comitati amiatini aderenti alla Rete “NoGesi” ( No geotermia elettrica, speculativa e inquinante) che rendono pubblica un’inquietante segnalazione del professor Andrea Borgia, geologo e vulcanologo di  fama mondiale sul rischio per la falda acquifera potabile del Monte Amiata, tra le più importanti dell’Italia centrale. «Da quando sono in corso le manovre di attivazione dell’impianto di Bagnore 4, il piezometro di Poggio Trauzzolo sale e scende vertiginosamente da un giorno all’altro, come non era mai successo prima», spiega Borgia, allarmato dai grafici schizofrenici elaborati dall’apparecchio di misurazione della falda acquifera che si trova appunto nell’area di ricarica delle sorgenti del Fiora. «Per molti anni ho sostenuto la tesi di una chiusura temporanea (o almeno di una riduzione dello sfruttamento del vapore)  degli impianti geotermoelettrici amiatini nei comuni di Santa Fiora e Piancastagnaio, proprio al fine di sperimentare il collegamento della falda idrica  superficiale con la falda profonda geotermica. Più volte questa richiesta è stata ufficializzata alla Regione da me ed è ben nota ai comitati e alla stampa». Per Borgia quello che sta avvenendo a livello della falda potrebbe corrispondere alla  messa in funzione di Bagnore 4. «È urgente ripristinare i livelli originali degli acquiferi al livello della falda misurata da Enel prima dello sfruttamento geotermico – aggiunge _ e richiedere alla Regione Toscana di sospendere in autotutela le autorizzazioni Via di Bagnore 4 e del  piano di Riassetto di Piancastagnaio». Le interferenze tra acquifero superficiale e quello geotermico producono serie ripercussioni tra cui un drastico abbassamento del livello della falda acquifera _  il piezometro ha indicato un abbassamento di  200 metri rispetto ai livelli precedenti agli anni ‘60 _, il rilascio di sostanze gassose tossiche nell’acquifero (in particolare sembrano aumentate le concentrazioni di metalli pesanti come l’arsenico) e potenziali problemi alla salute. Dall’inizio degli anni ‘60 – ammoniscono i Comitati – il bacino acquifero dell’Amiata (utenza di 700mila persone) sembra aver perduto circa duecento miliardi di litri di acqua potabile, pari al consumo di acqua da bere della popolazione mondiale per circa un mese, e altrettanto di acqua immagazzinata.

La Nazione del 30 novembre 2014
IL CASO. LA DENUNCIA DEL VULCANOLOGO

«Allarme sull’Amiata per la falda acquifera»
ALLARME sul monte Amiata, dopo l’avvio avvenuto nei giorni scorsi, della nuova centrale geotermica di Bagnore 4 (da 40 megawatt), nel territorio comunale di Santa Fiora. Non solo le insopportabili maleodoranze denunciate vigorosamente dai residenti dell’area, ma anche i gravissimi rischi «per la risorsa acqua, come sostiene Andrea Borgia, geologo e vulcanologo di fama mondiale , il quale allerta l’attenzione dei comitati, dei cittadini, delle autorità sul rischio per la falda acquifera potabile del Monte Amiata, tra le più importanti dell’Italia centrale. Da quando sono in corso le manovre di attivazione dell’impianto di Bagnore 4, il piezometro di Poggio Trazzuolo sale e scende vertiginosamente da un giorno all’altro, come non era mai successo prima molto allarmato dai grafici schizofrenici elaborati dall’apparecchio di misurazione della falda acquifera che si trova appunto nell’area di ricarica delle sorgenti del Fiora. Per molti anni ho sostenuto la tesi di una chiusura temporanea (o almeno di una riduzione dello sfruttamento del vapore) degli impianti geotermoelettrici amiatini nei comuni di Santa Fiora e Piancastagnaio, proprio al fine di sperimentare il collegamento della falda idrica superficiale con la falda profonda geotermica». Quello che sta avvenendo a livello della falda potrebbe corrispondere alla messa in funzione di Bagnore 4 e indicare i rischi che si stanno correndo. «È urgente ripristinare i livelli originali degli acquiferi al livello della falda misurata da Enel prima dello sfruttamento geotermico aggiunge Borgia e richiedere alla Regione Toscana di sospendere in autotutela le autorizzazioni Via di Bagnore 4 e del piano di riassetto di Piancastagnaio. Le interferenze tra acquifero superficiale e quello geotermico producono serie ripercussioni tra cui un drastico abbassamento del livello della falda acquifera – il piezometro ha indicato un abbassamento di 200 metri rispetto ai livelli precedenti agli anni 60 – il rilascio di sostanze gassose tossiche nell’acquifero (in particolare sembrano particolarmente aumentate le concentrazioni di metalli pesanti come l’arsenico) e potenziali problemi alla salute».

Contropiano.org del 29 novembre 2014
Piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzito” dopo l’accensione della centrale di Bagnore 4
…segue ns. comunicato.

Il Cittadino online del 29 novembre 2014
Piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzito” dopo l’accensione della centrale di Bagnore 4

Lo dichiara Andrea Borgia, geologo e vulcanologo
…segue ns. comunicato.

Maremmanews del 29 novembre 2014
Piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzito” dopo l’accensione della centrale di Bagnore 4
Lo dichiara il prof. Andrea Borgia, geologo e vulcanologo di fama mondiale.
…segue ns. comunicato.

GrossetoNotizie del 29 novembre 2014
Geotermia, i comitati: “Bagnore 4 inquina l’acqua”
…segue ns. comunicato.