Tag Archives: pc6

Piancastagnaio, 10 luglio 2018. Manifestazione contro centrale PC6

Il Comitato Salvaguardia Ambiente del Monte Amiata e la Rete Nazionale Nogesi promuovono una manifestazione per martedì 10 luglio 2018 a Piancastagnaio, ore 17 – 20,30, presso i Giardini Nasini contro la paventata realizzazione di una nuova centrale flash, la PC6 da 20MW, in località ASCA, dove già esiste la centrale PC3 da 20 MW.

 

Di seguito il comunicato/volantino (che puoi scaricare CLICCANDO QUI):

 

Il Sindaco di Piancastagnaio Vagaggini e la Giunta favorevoli
alla nuova centrale flash PC6 di 20 MW

Eppure solo un anno fa proprio il sindaco Vagaggini si era dichiarato nettamente contrario a un nuovo impianto flash di Enel; anzi, contrarissimo, aggiungeva, perché la sua priorità era quella di tutelare la salute dei cittadini!
Affermazioni condivisibili considerate le problematiche derivanti dalle centrali esistenti, di cui ora sembra essersi scordato, PC3, PC4, PC5 relativamente alla qualità dell’aria e alle sostanze potenzialmente nocive che dalle stesse fuoriescono.
Ci saremmo aspettati che il suo NO, e quello della sua Giunta, fosse ancora più forte ora che i risultati dello studio InVetta hanno evidenziato la presenza allarmante di metalli pesanti nel sangue degli amiatini, e ora che è in corso un procedimento penale per la centrale Bagnore 4, presa a riferimento da Enel per il nuovo impianto che intende costruire a Piancastagnaio.
Invece, il primo cittadino, insieme alla sua Giunta, ha espressamente affermato dinanzi alla commissione VIA che “in merito alle emissioni in atmosfera, se gli impianti Amis assicurano prestazioni dichiarate, essendo il progetto presentato migliorativo rispetto alla situazione attuale, non può che dichiararsi favorevole alla centrale PC6, essendo interessato alla salute dei cittadini”.
Dimentica il Vagaggini che gli Amis abbattono e non totalmente solo due delle sostanze normate, nessuna certezza e/o protezione sembra esistere per le altre sostanze, alcune non normate, che secondo i dati Arpat, fuoriescono dalle centrali Enel. Dimentica anche che durante i fuori servizio le centrali emettono totalmente le sostanze in atmosfera senza alcun filtro.
Allarmante anche il silenzio assordante dei Sindaci dell’Unione dei Comuni Amiata – Val d’Orcia che qualche mese fa avevano espresso la loro assoluta contrarietà alla realizzazione di qualsiasi installazione di centrali flash.
Eppure lo stesso Presidente Rossi dichiarava che dopo il riassetto di Piancastagnaio e Bagnore 4 l’Amiata aveva raggiunto il suo punto di saturazione. No ad altre centrali!
Come si vede il Presidente Rossi e il sindaco Vagaggini si servono della stessa tecnica: prima rassicurano i cittadini e poi, a distanza di tempo, continuano a perseguire le logiche di sfruttamento del territorio adottate da sempre.
Il Presidente Rossi vuole trasformare il Monte Amiata nel secondo polo industriale geotermico: Larderello oggi ha più di trenta centrali elettriche alimentate da geotermia, l’Amiata quante ne deve “ospitare”?
È ormai chiaro a tutti che il Sindaco Vagaggini assecondi questo disegno svendendo il territorio che dovrebbe invece tutelare insieme alla salute dei cittadini, andando contro il parere stesso dell’Usl Sud-Est che chiede integrazioni in merito “al contesto e all’analisi dei rischi per quanto riguarda metalli pesanti, ambiente idrico, radioattività, coltivazioni locali”.

I Comitati Ambientalisti non intendono stare a guardare questo ulteriore disastro e preannunciano le più forti ed incisive azioni a salvaguardia dell’ambiente e di chi vi abita.

PC6: questa centrale non s’ha da fare. Approvata in Consiglio regionale mozione M5S per il NO alla centrale Enel in Amiata

Firenze, 8 novembre 2017, il Consiglio regionale all’unanimità approva la mozione del M5S con emendamenti del PD (leggi il testo e gli emendamenti), che impegna la Giunta ad esprimere parere negativo sul progetto della centrale Enel, di 20 MW, PC6 in loc.Asca, comune di Piancastagnaio in Amiata.

La mozione presentata dal M5S ed approvata riprende sostanzialmente le critiche sollevate dai comitati in merito all’ennesima megacentrale Enel da 20 MW di vecchia concezione a tecnologia “flash” con rilascio libero in atmosfera.

Una vittoria che sorprende, considerato che appena il giorno prima, 7 novembre, lo stesso Consiglio con i voti della maggioranza PD bocciava una mozione presentata da Sì Toscana che analogamente denunciava le emissioni climalteranti delle obsolete centrali Enel.

Lo stesso PD oggi approva la mozione del M5S e ne rivendica il risultato: sembra quasi che da un giorno all’altro abbia cambiato opinione. Se lo chiede anche il sito GreenReport sponsorizzato dal Cosvig.

Plaudono quindi i Comitati che da anni denunciano i gravi problemi legati alla geotermia ed in particolare alla geotermia Enel e sfidano la “politica” ad essere conseguente con una moratoria generale (che chiedono da anni) e una discussione seria sulle politiche economiche ed energetiche di questa Regione.


Comunicato Consiglio regionale Toscana n. 1526 del 8 novembre 2017

Geotermia: Piancastagnaio, mozione per dire no a nuova centrale
L’aula approva all’unanimità l’atto presentato dal gruppo del Movimento 5 Stelle e emendato dagli stessi firmatari e dai consiglieri Pd Stefano Scaramelli e Simone Bezzini

Firenze – Mozione unanime, in Consiglio regionale, per impegnare il Presidente e la Giunta regionale a “esprimere parere negativo sulla richiesta di Via, da parte di Enel, per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel comune di Piancastagnaio, in località Asca”, nonché per attivarsi nei confronti di Enel affinché vengano applicate le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti. L’atto, a firma del gruppo Movimento 5 Stelle, è stato presentato in aula da Giacomo Giannarelli che, partendo da quando la mozione è stata protocollata, 21 settembre 2017, si è soffermato sul momento giusto per discuterla e approvarla, visto che sabato 11 novembre ci sarà un corteo per dire no alla nuova centrale.
Parere favorevole per la consigliera Monica Pecori (Gruppo misto Toscana per tutti), che ha posto in dubbio che la geotermia sia fonte di energia rinnovabile. Stessa espressione di parere anche per Stefano Scaramelli (Pd) che, soffermandosi sul testo emendato, ha puntualizzato di essere a favore di una geotermia che può modernizzare le tecnologie. Gli emendamenti, proposti dai firmatari della mozione insieme ai consiglieri del Pd Scaramelli e Simone Bezzini, infatti, tendono a sottolineare maggiormente la necessità di attivarsi nei confronti di Enel per aggiornare le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti sul territorio dell’Amiata. I dati sono incontrovertibili, ha affermato il consigliere Tommaso Fattori (Sì Toscana a sinistra), quindi è fondamentale dire no ad Enel e applicare le migliori tecnologie. (ps)


Comunicato M5S del 9 novembre 2017

CONSIGLIO DICE NO ALLA NUOVA CENTRALE DA 20 MW, PARTITI COSTRETTI A VENIRCI DIETRO
Da Giacomo Giannarelli

Ieri il Consiglio regionale ha approvato, con emendamenti una nostra mozione molto importante.
La Regione dirà no alla nuova centrale ENEL da 20Mw a Piancastagnaio e chiederà all’azienda di aggiornare le tecnologie degli impianti già esistenti in Amiata, per ridurre le emissioni.
Uno spartiacque per le politiche regionali, dopo decenni di genuflessione davanti ad Enel.
Abbiamo costretto i partiti a venirci dietro, raggiungendo un obiettivo finora irraggiungibile per i cittadini del territorio. Per l’ennesima volta è il Movimento 5 Stelle a restituire dignità alle istituzioni. Finalmente infatti la Regione alzerà la schiena e si metterà dalla parte dei cittadini dicendo no ad un impianto che, bene ricordarlo, Enel dichiarava portatore di “limitati” effetti sulla salute perché la ricaduta degli inquinanti avrebbe riguardato aree poco popolate.
I cittadini abbiano memoria, da quando siamo entrati in Consiglio regionale la geotermia ad alta entalpia non è più un totem e i territori possono indicarsi non idonei allo sfruttamento geotermico. Due risultati che nessuna altra forza politica prima era riuscita a centrare. Prossimo obiettivo convincere il Consiglio ad abbracciare la nostra linea: sì a bassa entalpia, media entalpia solo se per autosufficienza di una comunità che la richiede,per progetti di economia circolare, e ad emissioni zero. I modelli ci sono, basta adattarli alle nostre esigenze paesaggistiche: si guardi l’impianto geotermico tedesco di Sauerlach, da 5 Mw con impatto zero grazie alle “migliori tecnologie disponibili” che qui ARPAT ascrive alle “flash” di ultima generazione.
N.B. l’atto approvato ieri impegna quindi la giunta a
– Esprimere parere negativo sulla richiesta di VIA per la realizzazione di una nuova centrale da 20MW nel Comune di Piancastagnaio
– Attivarsi nei confronti di ENEL affinché vengano applicate le tecnologie di ultima generazione per ridurre le emissioni delle centrali esistenti
Ora tutti sabato a Piancastagnaio per la manifestazione indetta da SOS Geotermia – Rete nazionale NoGesi – Comitati NeoGea Amianta


Leggilo su:

AmiataNews.it

QuiNewsAmiata.it

Corriere Fiorentino

Corriere di Siena 9/11/17

Amiata di nuovo sotto attacco col progetto PC6 di Piancastagnaio. Bufera in Comune, il NO del sindaco

Fabio Landi in uno dei tanti incontri sulla geotermia

Un fulmine a ciel sereno l’ipotesi di un nuovo impianto ad alta entalpia (tipo “flash”, a rilascio libero in atmosfera) dell’Enel a Piancastagnaio, il PC6, per il quale il 6 aprile era stato pubblicato l’avviso di avvio delle procedure di VIA. Un’ipotesi in contrasto con quanto stabilito dal PAER, Piano Ambientale e Energetico Regionale, che stabilisce, in merito all’area del monte Amiata, che ormai si è arrivati a “un punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa con le tecnologie oggi impiegate e la vocazione socio economica dei territori”; l’Enel, con questa mossa, entra a gamba tesa e smentisce seccamente quanto ripetuto e ribadito da tutti gli amministratori, locali e regionali, soprattutto del PD come il capogruppo regionale Marras, che sulla questione Amiata, cioè che questo territorio ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali!

Luigi Vagaggini

La questione diventa esplosiva nel comune di Piancastagnaio, dove si era avviata un esperienza di “democrazia partecipata” in cui amministratori e cittadini potessero collaborare; frutto di tale esperienza è la Commissione Geotermia, presieduta da Fabio Landi che oggi si è dimesso per contrastare apertamente e con forza questo nuovo progetto, come scrive nel comunicato stampa che segue. Anche il Sindaco Luigi Vagaggini ha dichiarato ufficialmente di essere contrario alla costruzione della Centrale PC6 avverso la quale il Comune di Piancastagnaio sta predisponendo le proprie osservazioni.

 

Riportiamo il comunicato stampa di Fabio Landi, la proposta di mozione e un successivo articolo del Corriere di Siena che bene inquadra la situazione a Piancastagnaio

Dimissioni nel “Gruppo di Geotermia”

Fabio Landi in qualità di Coordinatore del Gruppo Geotermia del Comune di Piancastagnaio ha rassegnato le proprie dimissioni dallo stesso Gruppo in quanto ritiene di non poter più condividere il modus operandi del Sindaco e di parte della Giunta, confermando, anche con la sottoscrizione della proposta di mozione depositata in data 24.5.2017, la propria assoluta contrarietà alla costruzione della nuova centrale PC6. Il Comune di Piancastagnaio circa un anno e mezzo fa ha iniziato un’esperienza di democrazia partecipata che permetteva ai cittadini di far parte di Commissioni strutturate in diversi argomenti da trattare. Il Gruppo Geotermia, composto da soggetti che sull’argomento avevano ed hanno opinioni diversificate, ha sempre visto la presenza constante dell’assessore all’ambiente Franco Capocchi ed ha avuto modo di affrontare la discussione sulle centrali a ciclo binario mentre l’Amministrazione di Piancastagnaio, consapevole del proprio ruolo di garante del territorio, con l’ausilio degli stessi membri della Commissione si sta dotando di centraline di monitoraggio continuo della qualità dell’aria, come primo passo di un programma più ampio. Recentemente la Commissione si è trovata a discutere della richiesta di VIA presentata da Enel alla regione Toscana per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel Comune di Piancastagnaio, denominata PC6. Tale richiesta, avendo per oggetto la stessa tecnologia flash applicata alle centrali esistenti, pur se dotata di alcuni miglioramenti tecnologici, ha immediatamente posto ai membri della Commissione dubbi sulla compatibilità ambientale del medesimo progetto. Per questi motivi, dopo l’analisi del progetto, la Commissione si è incontrata con i tecnici Enel che non hanno affatto risolto i dubbi emersi già dalla prima lettura. In particolare i nodi da sciogliere per la Commissione rimangono i seguenti:
a) La nuova Centrale sarà realizzata con le stesse tecnologie Flash di quelle già esistenti con l’aggiunta di alcuni accorgimenti tecnici che non impediranno comunque di immettere in atmosfera inquinanti, fra cui anche gas con effetto serra.
b) La riduzione delle emissioni delle centrali già esistenti da parte di Enel sembra subordinata alle maggiori risorse economiche che gli deriveranno dal nuovo impianto; Enel cioè non pare disponibile ad installare le nuove tecnologie sugli impianti in essere senza ottenere l’autorizzazione alla costruzione di PC6.
c) La nuova centrale sarà ubicata in un’area collocata nell’ambito di un corpo franoso segnalato dal Comune come area a pericolosità elevata.
d) Il Progetto Enel, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e sugli effetti della salute vorrebbe prendere a riferimento lo studio ARS il quale, a suo dire. riporterebbe risultati sulla salute tranquillizzanti, mentre l’attuale responsabile dell’Agenzia ARS durante l’ultima presentazione dei nuovi dati avvenuta a Piancastagnaio il 24.2.2017 ha affermato che lo studio ARS non era “utilizzabile” per stabilire la correlazione tra Geotermia e l’aumentata mortalità sull’Amiata e quindi, si deve ritenere (in applicazione del principio di precauzione), anche per non escluderne il nesso.
e) Il Progetto prevede un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera e un rilascio di circa 2500 litri annui di “drift”, anche se la ricaduta avviene in una zona circoscritta alla centrale.
f) Il Progetto giustifica l’impatto minimo di una eventuale ricaduta di inquinanti con la scarsa densità abitativa delle stesse.
In considerazione di quanto sopra alcuni membri della Commissione assolutamente contrari alla realizzazione dell’impianto, hanno presentato una proposta di mozione (leggi sotto) indirizzata a tutti i Consiglieri Comunali, al Sindaco e alla Giunta, auspicando che la facciano propria vista anche la contrarietà al Progetto manifestata nelle diverse sedi.

–ooOoo–

Proposta di mozione

Al Sindaco, alla Giunta ed ai Consiglieri del Comune di Piancastagnaio

I sottoscritti già membri del Gruppo di democrazia partecipata “Commissione Geotermia” del Comune di Piancastagnaio
Premesso che
Con protocollo del 6/4/2017 l’Enel ha depositato in Regione Toscana la richiesta di VIA per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel Comune di Piancastagnaio in loc. “Asca”.
Tale richiesta, che si cumula con le altre che hanno per oggetto centrali a bassa entalpia provenienti da diversi soggetti ed al vaglio delle Commissioni competenti, si pone all’interno di un quadro complesso nel quale lo sviluppo dello sfruttamento geotermico con tecnologia flash non sembra rispettare i criteri di compatibilità ambientale che i Protocolli stipulati fra Regione ed Enel richiedono.
In particolare:
Il “Protocollo Generale sulla geotermia” del 2007 firmato dalla Regione Toscana, dalle Province di Siena, Pisa e Grosseto, da 5 Comunità Montane e da 15 Comuni, impegnava l’Enel alle verifiche ambientali e sanitarie, allo smantellamento della vecchia centrale PC 2, alla costruzione del termodotto e ad una produzione geotermoelettrica di 60 MW, riconosciuta e accettata come limite massimo sostenibile per Piancastagnaio, da tutti i protagonisti del Protocollo.
Nell’ l’’Accordo Volontario Attuativo del Protocollo d’Intesa, denominato Accordo Generale sulla Geotermia, sottoscritto tra la Regione Toscana ed ENEL il 20 Aprile 2009, al punto 3 della premessa, che è parte integrante e sostanziale dell’Accordo, si prevede:
“La geotermia rappresenta un’esclusiva toscana a livello nazionale. La coltivazione geotermica presenta, tuttavia, criticità per le popolazioni delle aree interessate e per l’ambiente circostante in particolare per quanto riguarda le coltivazioni dell’Amiata. Pertanto, al fine di assicurare uno svolgimento sostenibile di tale attività, soprattutto tenuto conto della specificità rappresentata dalle coltivazioni sull’Amiata, è stato ricercato un accordo di carattere generale con il gestore degli impianti e sono stati attivati studi rivolti a scongiurare rischi di inquinamento e di danni alla salute dei cittadini. La previsione di sviluppo dell’attività geotermica in queste aree, pertanto, resta subordinata alla verifica, sul piano scientifico, delle condizioni di assoluta salubrità della coltivazione geotermica”.
Gli studi attualmente condotti sugli effetti dello sfruttamento geotermico sull’ambiente e sulla salute non hanno fornito risposte esaustive ed anzi hanno rilevato una serie di criticità soprattutto nel settore sanitario, tanto che la Regione Toscana ha commissionato un nuovo studio di approfondimento all’ARS, denominato “Studio InVetta”.
La evidente necessità di approfondimenti e le incertezze, chiaramente espresse da tanti Organi istituzionali, hanno rafforzano la necessità di applicazione del Principio di Precauzione (art. 3 D.Lgs 152/2006 e art. 2 L.R. Toscana 10/10), tanto che nel Piano Ambientale ed Energetico Regionale (PAER 2015) è stato stabilito che “per il territorio dell’Amiata, il riassetto della concessione di Piancastagnaio (60 MW) e la nuova centrale di Bagnore 4 (40MW) hanno portato la potenza complessivamente istallata a 100 MW, punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori”,
Tale principio, frutto del comune sentore degli organi politici è stato ribadito nella risoluzione n° 140 del Consiglio Regionale Toscano del 1° febbraio 2017 dove si impegna la Giunta regionale a definire le aree non idonee alla produzione di energia geotermica e “per quanto riguarda l’area dell’Amiata, a proseguire e rendere permanenti le azioni di monitoraggio già poste in essere dagli organismi preposti, a partire da ARS ed ARPAT, anche al fine di sviluppare ulteriori approfondimenti tecnici sugli impatti ambientali della coltivazione geotermica, così come già previsto nell’accordo volontario attuativo (2009) del Protocollo di intesa tra Regione Toscana ed Enel del 2007, anche tenendo conto che in Amiata, come indicato nel PAER, il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale denominata Bagnore 4 hanno portato la potenza complessivamente istallata a 100 MW che il PAER considera punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori”
Da ultimo il principio di precauzione e la salvaguardia dell’ecosistema amiatino è stato ribadito nella Decisione della Regione Toscana n. 16 del 2.5.2017, relativo al diniego del Permesso di Ricerca denominato “Castiglion D’Orcia” della Tosco Geo s.r.l.
Infine allo stesso principio si ritiene che debba uniformarsi anche l’individuazione delle aree “non idonee” che verranno selezionate sulla base delle linee guida di cui alla Decisione n.40 del 2/5/2017 Regione Toscana relativa a “Indirizzi agli uffici della Giunta regionale per la predisposizione delle linee guida per la individuazione delle aree non idonee per la geotermia”,
Premesso inoltre che il Comune di Piancastagnaio, in applicazione del proprio ruolo di garante del territorio, si sta dotando di centraline di monitoraggio continuo della qualità dell’aria, come primo passo di un programma più ampio che deve vedere l’ARPAT maggiormente presente sul territorio comunale, vista l’insufficienza dei controlli fino ad adesso condotti.
Premesso inoltre che
dall’esame del Studio di Valutazione di Impatto Ambientale presentato da Enel emergono le seguenti criticità:
1) La nuova Centrale sarà realizzata con le stesse tecnologie Flash di quelle già esistenti con l’aggiunta di pochi accorgimenti tecnici che non impediranno comunque all’Enel di immettere in atmosfera inquinanti.
2) Nella relazione Tecnica, presentata la riduzione delle emissioni delle centrali già esistenti da parte di Enel è subordinata alle maggiori risorse economiche che gli deriveranno dal nuovo impianto.
3) Il Progetto prevede che la nuova Centrale immetta in atmosfera gas con effetto serra come metano per 63 tonnellate l’anno, e anidride carbonica per 73 tonnellate l’anno.
4) La nuova centrale sarà ubicata in un’area collocata nell’ambito di un corpo franoso segnalato dal Comune come area a pericolosità elevata.
5) Il Progetto Enel, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e sugli effetti della salute vorrebbe prendere a riferimento lo studio ARS il quale, a suo dire. riporterebbe risultati sulla salute tranquillizzanti, mentre l’attuale responsabile dell’Agenzia ARS durante l’ultima presentazione dei nuovi dati avvenuta a Piancastagnaio il 24.2.2017 ha affermato che lo studio ARS non era “utilizzabile” per stabilire la correlazione tra Geotermia e l’aumentata mortalità sull’Amiata e quindi, si deve ritenere (sempre in applicazione del principio di precauzione) anche per non escluderne il nesso. 
6) Il Progetto prevede un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera e un rilascio di circa 2500 litri annui di “drift” (minuscole gocce d’acqua contenenti sostanze tipiche dei fluidi geotermici come Arsenico, Antimonio, Piombo 210 radioattivo, Acido Borico, Mercurio ecc.), anche se l’Enel afferma che la ricaduta del drift avviene in una zona circoscritta alla centrale. Il Progetto giustifica l’impatto minimo di questo inquinamento con il fatto che nelle zone di massima ricaduta degli inquinanti la densità abitativa è bassa e va da 1 a 6 abitanti per Km quadrato.
7) Il Progetto dell’Enel, conferma che esistono attualmente metodi e tecnologie che possono migliorare e ridurre le emissioni delle centrali “Flash”, questo significa che tali tecnologie devono essere applicate anche a quelle già in esercizio che altrimenti non possono essere definite centrali nelle quali sono utilizzate “le migliori tecnologie disponibili” (criterio peraltro preso da riferimento nei controlli Arpat).
Tutto premesso,
si impegna Sindaco e Giunta e il Consiglio Comunale ad
1) Esprimere parere negativo sulla richiesta di Via da parte di Enel
2) Imporre ad Enel di applicare le migliori tecnologie di cui afferma potersi dotare per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti
3) Chiedere alla Regione Toscana, entro i termini previsti dalla decisione n. 40 del 2.5.2017 (90 gg. dalla comunicazione) che il territorio di Piancastagnaio per le sue caratteristiche ambientali e antropiche venga qualificato come zona “non idonea” almeno all’ulteriore sviluppo di sfruttamento geotermico che produca emissioni in atmosfera.
Piancastagnaio, 24 maggio 2017

PC3 a Piancastagnaio, 25 ottobre 2013

 

 

dal Corriere di Siena del 25 maggio 2017

“Chiesti i documenti sulla centrale. L’enel ora rifletta sulla tecnologia”

Piancastagnaio. “Il gruppo di democrazia partecipata che si occupa di Geotermia ha predisposto una mozione che è stata presentata a tutti i consiglieri comunali e al sottoscritto”, riferisce il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, alle prese questa volta con il progetto di una nuova centrale geotermica da 20 MW, che Enel Green Power intende realizzare in Amiata, in questo territorio comunale. “La mozione è stata preparata all’indomani dell’incontro che la commissione ha effettuato con i tecnici Enel. E le risultanze della riflessione avvenuta all’interno del gruppo sono state da me inviate all’ingegner Montemaggi, perché ritenevo giusto per un motivo di trasparenza che, benché controparte, la società venisse informata del dibattito scaturito dalla riunione congiunta. Questo mio atteggiamento, però, non è stato gradito. Le proposte della commissione, che ha elaborato anche le osservazioni alla Via da inviare in Regione, saranno vagliate da sindaco e maggioranza. Ma anche noi invieremo le nostre osservazioni. Dovremmo avere ancora più tempo per formularle, perché la responsabile dell’ufficio Edilizia e Urbanistica del comune ha richiesto una ulteriore documentazione e la sospensione dei termini per la presentazione delle osservazioni. Al più presto mi incontrerò con l’assessore regionale anche per richiedere i tempi e i termini che ci consentano di esprimere concretamente e con coerenza quello che pensiamo sul progetto”. E, di seguito: “La nuova richiesta prevede la realizzazione di una centrale ‘flash’, con la stessa tecnologia delle centrali già esistenti in Amiata. Così non va bene. Sono assolutamente contrario. Enel ci rifletta. A me risulta che in Cile siano stati realizzati impianti di nuova generazione, privi di emissioni in atmosfera. Per non parlare del premier Renzi, il quale, dopo la visita alla centrale di Stillwater negli Usa, intervenendo alla scuola di formazione del partito democratico, declamò la esperienza, il know how e la capacità innovativa di Enel. Qui, invece, ci ritroviamo con le tecnologie e le caratteristiche di sempre e che suscitano non poche perplessità. Perplessità che dovrò condividere con la maggioranza”. Il progetto per la realizzazione della centrale PC6 e di tutte le opere connesse, accessorie e complementari può essere consultato presso la regione toscana, il comune di Piancastagnaio, la unione dei comuni Amiata Val d’Orcia e sul sito web della regione. Se non vi sarà una sospensione dei termini, le osservazioni – anche dei singoli cittadini – dovranno essere presentate entro il 5 giugno pv. (Mariella Baccheschi)

–ooOoo–

Corriere di Siena del 26 maggio 2017: l’Enel ci spiega come migliori tecnologie, sviluppate in Toscana, si possono utilizzare, …sì, ma in Cile! in Amiata tenetevi pure le vecchie “flash”…

…ma per il sito finto-ambientalista GreenReport.it, sponsorizzato da Cosvig, si cantano le lodi del progetto di centrale PC6 (LEGGI QUI) ignorando, appunto, che si tratta della riproposizione “riverniciata” delle vecchie centrali flash come a Bagnore, e mettendo l’accento sulla riduzione delle emissioni, in particolare CO2, fatto ormai smentito sia dalle misurazioni Arpat che dallo studio Basosi/Bravi.  

…anche Abbadia S.Salvatore si muove su PC6, approvata all’unanimità mozione contro la geotermia dell’enel

L'immagine può contenere: sMS