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Castel Giorgio, 27 gennaio 2018. Grande partecipazione alla conferenza sulla geotermia

Castel Giorgio, sabato 27 gennaio 2018. Conferenza “No alla Geotermia Elettrica Speculativa ed Inquinante”, organizzata dalla Rete NOGESI. Grande partecipazione di pubblico.
L’interesse mirato dei cittadini verso gli interventi. Un crescendo di approfondimenti sul tema.

 

Si inizia con il sindaco del comune di Castel Giorgio, Andrea Garbini che riassume l’escursus della lotta contro la speculazione sul territorio di Castel Giorgio e dei comuni limitrofi su cui insistoni i progetti degli impianti in questione. Riferisce la contrarietà anche delle amministrazioni dei comuni di Allerona, Castel Viscardo, Orvieto ed Acquapendente.

Il dott. Fausto Carotenuto che sottolinea l’importanza dell’essere coesi sul tema alla lotta contro la geotermia di tutte le forze politiche locali che non conosce colori e bandiere e come è importante che la cittadinanza si faccia sentire.

Il dott. Roberto Barocci insieme alla commozione, coincidente con il giorno della Memoria per la shoah, a lui tornano alla memoria i volti dei tanti amici morti sull’Amiata. Si perchè sull’Amiata nelle vicinanze delle centrali geotermiche si è innalzata la mortalità a percentuali che sfiorano il 13% rispetto alla media nazionale. Il 13 % corrisponde a centinaia di persone.

Il vulcanologo Giuseppe Mastrolorenzo riporta il caso dei campi Flegrei, il supervulcano, per il momento bocciato e di Ischia che resta in attesa. Territori già provati, storicamente, da terremoti e dissesti idrogeologici.

Il geologo Francesco Biondi che evidenzia le problematiche che possono scaturire dalle trivellazioni e dalla realizzazione dei pozzi geotermici, in un’area che ospita il bacino idrico da cui attingono acqua potabile svariati comuni dell’orvietano e non solo. Solo uno dei molteplici temi che mettono in mostra i dubbi sulla bontà della geotermia.

Riassumendo, lo stato di fatto dei territori locali si trova così configurato:
> il progetto pilota di Torre Alfina è stato bocciato per incompatibilità ambientale;
> il progetto pilota di Castel Giorgio ha superato tutti i livelli di approvazione e attende da troppo tempo che la regione Umbria neghi l’intesa. L’intesa è un atto politico, non di carattere tecnico.
> I due progetti per permesso di ricerca geotermico denominati “Monterubiaglio” e “Montalfina” sono stati autorizzati dalla regione Umbria, con l’opposizione dei sindaci e dei territori.

In ultimo dai cittadini un appello alla presidente Marini che si può vedere affisso nelle vie di Castel Giorgio (vedi immagine a lato)

 

Dalla conferenza di Scansano richiesta di moratoria

Di seguito il comunicato di Scansano Sos Geotermia sula conferenza del 22 gennaio 2018

 

Sospendere tutte le procedure autorizzative inerenti i permessi di ricerca geotermici vigenti in Toscana: parte da Scansano l’appello alla Regione Toscana perché ogni decisione sia rinviata alla conclusione della mappatura delle Aree Non Idonee, già in discussione in Regione, e all’attuazione di quanto prescritto dal Decreto Legislativo 152/2006 in materia di mappatura e protezione delle falde acquifere.

La mozione, indirizzata alla Giunta Regionale Toscana e ai gruppi consiliari è stata approvata all’unanimità al termine di una partecipata conferenza pubblica organizzata dalla Rete Nogesi e dal Comitato Scansano Sos Geotermia, tenutasi sabato nella Sala del Consorzio Tutela del Morellino di Scansano.

Velio Arezzini, portavoce della Rete Nogesi, Roberto Barocci, Rete Nogesi, Fabio Landi, Sos Geotermia e Andrea Borgia, Geologo Università di Milano, hanno illustrato con ricchezza di dati e studi l’impatto ambientale, sanitario ed economico che la geotermia ha già avuto in un territorio particolare come quello dell’Amiata, il cui sottosuolo, di origine vulcanica e ricco di giacimenti e miniere, è ad altissimo rischio di inquinamento. Il pericolo non va esportato in Maremma.

Secondo i comitati che si battono contro lo sfruttamento industriale della risorsa geotermica in Maremma, per un elementare principio di precauzione, sarebbe illogico concedere altri permessi di ricerca prima che vengano individuate le Aree Non Idonee e le sorgenti idriche con le relative aree di salvaguardia.

Né vale l’argomento utilizzato dalle società che chiedono di poter proseguire il loro sondaggi, riducendo il tutto a mera ricerca mineraria: quelle perforazioni profonde sono altamente invasive e molto costose e dunque, da un lato comportano comunque rischi per l’ambiente e la salute, dall’altro proprio per il loro costo, sono finalizzate, con tutta evidenza, alla successiva richiesta di permesso a costruire le centrali.

Per tutto questo i comitati chiedono alla Regione di fermarsi in attesa che il quadro sia più definito e nello stesso tempo auspicano con forza che i sindaci dei comuni coinvolti dai vari progetti geotermici – come avvenuto nel viterbese, dove la Provincia si è assunta il coordinamento dei Sindaci della Tuscia – sappiano fare squadra e unire le forze per aprire una vera e propria vertenza con la Regione Toscana.

In questo avranno al loro fianco i cittadini, che in tutti questi mesi si sono impegnati per diffondere informazioni e notizie alla popolazione e sollecitare le prese di posizione delle più importanti realtà cooperative e produttive della Maremma.

Al termine della conferenza è stata approvata all’unanimità la seguente mozione:

Moratoria sulla geotermia in Toscana

I comitati territoriali che si battono contro la geotermia elettrica speculativa aderenti alla Rete NOGESI chiedono che la Regione Toscana sospenda ogni decisione sulla concessione delle VIA richieste per permessi di ricerca profonda in diversi comuni della regione fintanto che non si completi la zonizzazione delle aree idonee così come previsto dalla DELIBERAZIONE 15 maggio 2017, n. 516 della stessa Giunta regionale. La moratoria deve anche coprire il tempo necessario a dar seguito a quanto previsto dall’Art. 94 del D.Lgl. 152/2006 che impone alle Amministrazioni regionali la “Disciplina delle aree di salvaguardia delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano.” In particolare la Legge impone che (comma 1) «su proposta delle Autorità d’ambito, le regioni, per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee destinate al consumo umano… nonché per la tutela dello stato delle risorse, individuano le aree di salvaguardia distinte in zone di tutela assoluta e zone di rispetto, nonché, all’interno dei bacini imbriferi e delle aree di ricarica della falda, le zone di protezione.»
È del tutto evidente che, nel rispetto del principio di precauzione, permessi di ricerca profonda, invasivi e con grande impatto ambientale, non possano essere concessi prima che sia definita, di concerto con i Comuni coinvolti la mappa delle Aree Non Idonee e delle sorgenti idriche da tutelare.
A tal proposito si auspica che, al pari di quanto avvenuto nel Lazio, dove la Provincia di Viterbo ha assunto su di sé il coordinamento dei sindaci della Tuscia per proporre l’allungamento della moratoria già prevista dalla Regione Lazio, i Sindaci dei Comuni della Maremma sappiano fare rete per coordinare il confronto con l’amministrazione regionale e così dare più forza alla difesa di un territorio unico che non può essere trasformato da polo di produzione di eccellenze agroalimentari e vitivinicole in distretto industriale geotermico.

Sono stati fatti molti passi avanti ma molti di più ne restano da fare, uniti si può!
Comitato Scansano Sos Geotermia


Leggilo su:

La Nazione 24/1/18

 

 

 

 

 

 

 

Il Giunco.net

OrvietoSì.it

OrvietoNews.it

Arcidosso. I cittadini chiedono un confronto e il sindaco “svicola”

svicolone bagnoreMolti ricordano senz’altro il simpatico personaggio dei cartoni animati di Hanna e Barbera di nome Svicolone, famoso perchè quando si trovava in situazioni imbarazzanti “svicolava tutto a mancina”.
Il sindaco Marini di Arcidosso, invitato dai cittadini a confrontarsi e dare risposte, come responsabile della salute pubblica, dopo le clamorose rivelazioni dell’arch.Zita, ex responsabile delle procedure VIA in Regione, preferisce evitare confronti pubblici e risponde solo con una missiva (che riportiamo sotto).
Barocci, del Forum Ambientalista e di Sos Geotermia, invia al primo cittadino la risposta che segue:

20160422_invito arcidosso

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Possibile che nei comuni geotermici dell’Amiata sia documentata da cinque anni una decimazione degli uomini e questo fatto certo non trovi una seria risposta da parte dei responsabili della salute pubblica?

Nello scontro tra l’arch.Zita, ex responsabile della procedura di VIA, che ha accusato il Presidente della Regione Toscana e il Direttore dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) di aver manipolato nel 2012 i pareri formulati sugli aspetti sanitari dello Studio di Impatto Ambientale presentato da Enel, il sindaco di Arcidosso Marini ha reso alla stampa la sua verità. Ma Marini sembra dimenticare che l’oggetto della valutazione, sia del primo che del secondo parere dell’ARS, era lo Studio di Impatto Ambientale, presentato da ENEL, da approvare in sede di rilascio della VIA per Bagnore 4.
Il Sindaco è il massimo responsabile locale della salute e gli studi ufficiali sullo stato di salute degli uomini nei comuni geotermici in Amiata hanno documentato nel 2010 sia l’esistenza di una decimazione in atto (+ 13% di mortalità rispetto ai dati attesi), sia la relazione statisticamente certa tra un incremento di mortalità e la concentrazione crescente di inquinanti emessi anche dalle centrali Geotermiche per ben 54 patologie (Allegato 6 allo studio CNR). Davanti ad un quadro sanitario già preoccupante, davanti alla costruzione di una nuova centrale che ha triplicato la potenza installata e, oggi, davanti ad accuse gravi sulla incoerenza dei pareri sanitari dell’ARS, sembrerebbe ovvio che un sindaco, che afferma di operare con “con grande lucidità ed equilibrio”, si affidi a soggetti terzi, competenti ed estranei alla polemica in atto. Invece Il sindaco Marini ripete sia la difesa del Direttore dell’ARS che quella del Presidente Rossi, motivando che non capisce cosa potrebbe “aggiungere di più rispetto a quello che hanno già chiarito gli organi della regione e in particolare quelli di ARS”. Un modo poco lucido ed equilibrato!
Ma il sindaco Marini va oltre: non riporta il primo parere dell’ARS, senza dubbio negativo dello Studio di Impatto Ambientale presentato da ENEL, oggetto prioritario della valutazione in capo all’Ufficio dell’arch.Zita. Marini riporta una frase del secondo parere esclusivamente riferita ad un particolare marginale (l’areale di ricaduta dell’Acido Solfidrico), dimenticando di riportare la frase in cui nel primo parere si afferma che lo studio dell’Enel era inaccettabile.
Venerdì prossimo distribuiremo ad Arcidosso tutti i documenti, in modo da informare correttamente la cittadinanza.

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista di Grosseto, aderente a SOS Geotermia

clicca per ingrandire la lettera del sindaco Marini