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Convegno Viterbo 13.1.2018. La Provincia coordinerà i Sindaci e proporrà moratoria nel Lazio

Buona partecipazione di pubblico al convegno della Provincia di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia.
La Provincia di Viterbo assumerà su di sé il coordinamento dei sindaci della Tuscia e proporrà l’allungamento della moratoria prevista dalla Regione Lazio. Approvato dal convegno l’appello dei parlamentari europei sul tema geotermia.

La contestazione alla geotermia elettrica speculativa e inquinante sbarca in Tuscia. Il convegno- organizzato dalla Provincia di Viterbo, con la collaborazione della Rete Nazionale NOGESI e l’Associazione lago di Bolsena- ha visto una buona partecipazione di pubblico (parlamentari –come gli On. Terrosi e Mazzoli-, amministratori, comitati, cittadini) ma si è qualificato per l’importanza delle tematiche sviluppate dai relatori che hanno messo a nudo, se ancora ce ne fosse bisogno, le problematiche, i rischi e le criticità della geotermia elettrica.
Dopo il saluto del presidente della provincia Pietro Nocchi che ha indicato le linee di sviluppo del convegno, Velio Arezzini, portavoce pro-tempore della Rete Nazionale NOGESI, ha posto sul tappeto con molta efficacia le considerazioni che fanno della geotermia elettrica (tecnologie flash e binarie) una attività non ecologica, come invece si vuol far credere, e che riceve ad oggi incentivi alle rinnovabili che sono la vera causa dello invadenza della geotermia. La scrittrice Geraldine Meyer ha sollevato la necessità-rivolta criticamente agli amministratori-di curare e di far conoscere ai cittadini le immense bellezze della Tuscia.
E’ seguita la sezione tecnica del convegno: il prof. Andrea Borgia, geologo, professore universitario, si è soffermato diffusamente –anche per chi si avvicina per la prima volta al tema geotermia- sulle varie problematiche (inquinamento dell’aria, consumo di acqua potabile, effetti sismici, subsidenza) che accompagnano sia la versione flash (come in Amiata e a Latera) che quella degli impianti binari, quando la percentuale di incondensabili-come è in Centro Italia-è molto alta. L’ing. Piero Bruni ha illustrato lo stato del lago di Bolsena e le conseguenze nefaste che porterebbe la realizzazione dell’impianto binario di Castel Giorgio, inserito nel bacino idrologico del lago. Da qui la necessità di estendere la tutela del lago anche al suo bacino. Molto interessante la relazione del dr. Giuseppe Pagano che si è soffermata sugli effetti nefasti della geotermia elettrica sul termalismo nel Lazio ed in Toscana, sia in termini di influenza sulla quantità dei fluidi che sulla qualità in quanto potrebbero mettere a rischio il “riconoscimento terapeutico” (le caratteristiche sanitarie) delle acque termali, producendo un duro colpo al settore che ha una evidente peso economico sulle economie della Provincia di Viterbo, in particolare.
Sono poi intervenuti vari amministratori dei comuni coinvolti (i sindaci di Acquapendente, Caprarola, Latera) che hanno ribadito la scelta di campo già fatta contro la geotermia, forti anche della recente bocciatura dell’impianto geotermico di Torre Alfina. Molto interessante l’intervento del responsabile tecnico della Provincia di Viterbo l’ing. Dello Vicario che ha spiegato l’attuale posizione critica della Provincia verso la scelta geotermica.
Prima della conclusione del convegno ad opera del presidente della Provincia, è intervenuto il prof. Angelo Bini, presidente dei produttori di castagne biologiche della Tuscia, il quale ha ricordato una storia del passato che vale la pena di raccontare, perché sia di insegnamento per l’oggi: che in occasione della battaglia contro il nucleare di Montalto di Castro (circa 40 anni fa) il PCI (lui era un militante comunista) era a favore del nucleare perché presi dal “lavoro” (molte cooperative rosse pensavano di lavorare con il nucleare), ma di fronte alle contestazioni- proprio nella sede della Provincia di Viterbo – si svolse una riunione con il prof. Ippolito, grande luminare in materia, segretario generale del CNEN e allora parlamentare europeo del PCI, sull’argomento “scorie nucleari” su cui Ippolito non poté negare l’esistenza irrisolta del problema e questo contribuì a far cambiare posizione al PCI sul nucleare.

Corriere di Viterbo, scarica sotto il pdf

Il dr. Pietro Nocchi, presidente della Provincia di Viterbo- concludendo il convegno- ha assunto come Provincia l’impegno di coordinare i sindaci della Tuscia-convocando immediatamente i sindaci per decidere con loro le prossime mosse- e si adopererà come Consiglio Provinciale sull’allungamento della “moratoria” (che scade il 16.02.2018) già prevista dalla Regione Lazio nella legge di bilancio. Ha poi letto l’appello al Parlamento Europeo sulla geotermia, affinché sia sostenuta –in materia- la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, che è stato approvato dal convegno e sarà inviato ai parlamentari europei.

Dopo le conclusioni del presidente Nocchi è intervenuto brevemente l’eurodeputato Dario Tamburrano che ha illustrato l’appello appena letto, da inviare al Parlamento Europeo perché venga votato mercoledì 18 gennaio 2018.

L’intero convegno è stato ripreso dalla TV orvietana RTUA che lo manderà in onda sui programmi 18, 171 e 271 e si incaricherà di metterlo prossimamente sul canale Youtube. VEDI QUI


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Corriere di Viterbo: scarica il pdf

BUON 2018! CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI DELLA RETE NOGESI SULLA GEOTERMIA ELETTRICA

Continua l’opera di informazione della Rete nazionale NoGESI, contro la geotermia inquinante e speculativa.
Il programma prevede una serie di conferenze e incontri tra Toscana, Lazio e Umbria da gennaio a marzo del 2018 alla presenza di persone attive nei vari comitati e nella difesa del territorio.

SCARICA QUI IL MANIFESTO/LOCANDINA

Di seguito il primo calendario di incontri:

Sabato 20 Gennaio 2018 a Scansano (GR) con V. Arezzini, A. Borgia, F. Landi, R. Barocci
Sabato 27 Gennaio 2018 a Castel Giorgio (TR) con F. Carotenuto, G. Mastrolorenzo, R. Barocci, F. Biondi
Sabato 3 Febbraio 2018 a Latera (VT) con V. Arezzini, A. Borgia, G. Pagano, F. Landi
Sabato 17 Febbraio 2018 a Ischia di Castro (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, G. Mastrolorenzo, F. Landi
Sabato 24 Febbraio 2018 a Caprarola (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, F. Quattrocchi, F. Biondi
Sabato 3 Marzo 2018 a Terricciola (PI) con M. Rovini, P. Merisio, L. Micheli, M. Marchi
Sabato 10 Marzo 2018 a Casole D’Elsa (SI) con G. Limonta, P. Merisio, L. Micheli

 

Per Sabato 13 Gennaio 2018 dalle ore 9.30 alle 13.00 presso la Provincia di Viterbo, via Aurelio Saffi, 39 – Sala Conferenze – ci sarà un incontro/tavola rotonda organizzata dalla stessa Provincia di Viterbo in collaborazione con la Rete NoGESI e l’Ass.Lago di Bolsena.
SCARICA QUI IL MANIFESTO/LOCANDINA
il programma:
● Ore 9:30 Conduce: Vittorio Fagioli, Rete Nazionale NOGESI Saluto: Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo Introduzione: Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI, “Le problematiche della geotermia elettrica”
● Ore 10:00 LE BELLEZZE DELLA TUSCIA: Geraldine Meyer, autrice di “Fuori luogo”, la prima guida sentimentale dedicata alla Tuscia viterbese
● Ore 10:15 LA SCIENZA – Prof. Andrea Borgia, geologo, Univ. Milano, “Le tecnologie ad alta e media entalpia” – Ing. Piero Bruni, presidente Assoc. Lago di Bolsena, “Geotermia e Lago di Bolsena” – Dr. Giuseppe Pagano, geologo, “Il termalismo in Tuscia”
● Ore 11:30 TAVOLA ROTONDA Sono stati invitati: – Mauro Buschini, Assessore Ambiente Regione Lazio – Eros Brega, Presidente Commissione Ambiente Regione Umbria – Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo – Angelo Ghinassi, Sindaco di Acquapendente – Paolo Equitani, Sindaco di Bolsena – Francesco Di Biagi, Sindaco di Latera
● Ore 12:30 CONCLUSIONI – Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo.

 

Anticipiamo inoltre che Sabato 10 febbraio 2018 – ore 9.00 Firenze, Consiglio Regionale Toscana – Auditorium, Via Cavour 4 – stiamo costruendo un importante incontro regionale –

LEGGI QUI IL PROGRAMMA

VITERBO & GEOTERMIA. LETTERA APERTA AI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA PER LE ELEZIONI PROVINCIALI

I candidati Nocchi ed Equitani

I candidati Nocchi ed Equitani

Ripubblichiamo la “lettera aperta” dell’Associazione Lago di Bolsena che invita i candidati alle prossime elezioni per la Provincia di Viterbo ad esprimersi in merito ai progetti geotermici dell’area. 

 

 

Un recente articolo sulla geotermia e il rischio di terremoti apparso sui media ci da lo spunto per una lettera aperta diretta ai candidati alla presidenza della Provincia di Viterbo, Paolo Equitani e Pietro Nocchi, e indirettamente anche ai 60 Comuni che il 17 settembre dovranno fare la scelta fra i due. Con la presente chiediamo ai candidati di manifestare pubblicamente i loro programmi in merito alla geotermia.

Nell’immediato futuro il problema più urgente nel nostro territorio è appunto quello di contrastare la geotermia visto che è al centro di pesanti richieste di ricerca geotermica, in particolare attorno ai laghi vulcanici di Bolsena e di Vico. Piccole e grandi imprese si sono lanciate in questo nuovo Eldorado nella speranza di arricchirsi approfittando dei generosi incentivi elargiti dallo Stato, ma nel nostro contesto geologico la geotermia produce inaccettabili danni collaterali, quali l’aumento del rischio sismico, l’inquinamento da arsenico della falda acquifera usata per la rete potabile, l’interferenza con le sorgenti termali e la diversa vocazione del territorio per cui tutti i sindaci interessati si sono dichiarati contrari.

Attorno al lago di Bolsena ci sono due impianti che in tempi brevi potrebbero ottenere l’autorizzazione, uno è a Castel Giorgio in Umbria a pochi chilometri a nord del lago di Bolsena e l’altro, vicino a Latera, che è una rielaborazione del vecchio impianto ENEL di triste memoria. In superficie i due impianti sono tecnicamente molto diversi, ma nel sottosuolo sono simili ed hanno un grave difetto comune, prelevano acqua calda da 1000 – 2000 metri di profondità e dopo averle tolto calore nella centrale la reimmettono raffreddata nel sottosuolo ad una distanza di 4 – 5 km dal punto di prelievo.

I Proponenti ritengono che nel sottosuolo l’acqua raffreddata venga richiamata verso la zona di prelievo scaldandosi nuovamente lungo il percorso. Secondo illustri scienziati questo è improbabile, l’acqua invece di tornare da dove è venuta si accumulerà nella zona di reiniezione in un compartimento delimitato da faglie. Sarebbe quindi un travaso permanente di quantità enormi. L’impianto di Castel Giorgio estrae da sotto il bacino idrologico del Tevere mille tonnellate all’ora di fluido geotermico che poi scarica sotto il bacino idrogeologico del lago di Bolsena. Questo per 24 ore al giorno, per 365 giorni per 25 anni. Per inciso il Lazio diventerebbe la discarica dei reflui dell’Umbria.

Il travaso permanente di questa grande quantità da un compartimento ad un altro, causerà stress pressori e termici aumentando il rischio di terremoti e faciliterà la risalita di fluido geotermico cancerogeno nella falda superficiale. Siamo in una zona ad un alto rischio sismico, aggravato dal fatto che le costruzioni nei centri storici sono molto vulnerabili. Ricordiamo il terremoto di Tuscania. Non è il caso di andare a provocare terremoti per produrre cinque “miserabili” megawatt. Dell’impianto ENEL Nuova Latera non vale la pena parlarne: pare che emetta più anidride carbonica di un impianto convenzionale e non si capisce perché debba essere premiato con ricchi incentivi.

In conclusione i singoli comuni non possono essere lasciati soli a contrastare le varie richieste di sfruttamento geotermico, deve essere l’Amministrazione Provinciale a proporre ed ottenere che l’intera zona venga inserita fra quelle non idonee per lo sfruttamento geotermico. Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti e auguro buon lavoro a tutti.

Ing. Piero Bruni – Presidente dell’Associazione Lago di Bolsena


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E’ questa la BUONA GEOTERMIA sponsorizzata dal PD e dai lobbisti? Intanto i comitati diffidano il Presidente della Regione Lazio

mangiata abbuffata trivellaLa “gioiosa macchina da guerra” del PD e dei suoi amici lobbisti della geotermia, dal sindaco di Abbadia al Roggiolani, dal Forum Nimby di Beulke all’ex protezione civile Barberi, dai vari Abrignani ai vari sig.Rossi è in febbrile attività nello sponsorizzare la famigerata “buona geotermia” delle centrali a media entalpia (sperimentali e non) magnificandone l’assoluta compatibilità ambientale, senza peraltro mai accusare la “cattiva geotermia” (quella dell’Enel) perchè contro i potenti bisogna pure stare attentini…

Il progetto approvato per l’Alfina-Castel Giorgio, che attende il via libera dalle Regioni interessate, fa parte di questa “buona geotermia”, talmente buona che gli stessi amministratori dei comuni coinvolti, oltre ai cittadini e comitati, sono tutti contrari.

Per questo è partita una diffida a Zingaretti, presidente della Regione Lazio in cui si elencano tutte le gravi criticità del progetto.
Invitiamo alla lettura della diffida e della documentazione allegata per capire, laddove ci fossero ancora dubbi, con che robaccia dobbiamo confrontarci.

TESTO DELLA DIFFIDA

Al Presidente della Regione Lazio NICOLA ZINGARETTI
e p.c. al Presidente Regione Umbria CATIUSCIA MARINI
al Dirigente Ing. MARCELLO SARALLI – MISE

OGGETTO: Istanza di permesso per due impianti pilota geotermici ubicati rispettivamente nella Regione Umbria e nella Regione Lazio denominato «CASTEL GIORGIO-TORRE ALFINA», così come definito dall’art.9 del D. Lgs.28 del 03.03.2011, presentato dalla Società ITW&LKW Geotermia Italia S.p.A. con sede legale in Torino, Piazza Statuto, 16/ Diffida al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

I SOTTOSCRITTI

Piero Bruni, Presidente dell’Associazione Lago di Bolsena, capofila delle Associazioni del lago di Bolsena.
Fausto Carotenuto, Presidente del Comitato per la Difesa della Salute e del Territorio di Castel Giorgio – Castel Giorgio (Terni).
Vittorio Fagioli, Portavoce Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica Speculativa Inquinante,

DIFFIDANO IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO NICOLA ZINGARETTI

per i seguenti motivi relativi all’oggetto
Il 29 Ottobre e il 16 Novembre 2015 il Presidente dell’Associazione lago di Bolsena ha inviato al Presidente della Regione Lazio una relazione tecnica che illustra l’impatto ambientale che avrebbe l’impianto geotermico a Castel Giorgio sull’acquifero del lago di Bolsena (allegati 1 e 2). Non avendo avuto alcun riscontro e data l’urgenza per essere in fase inoltrata la relativa Conferenza dei Servizi si è ritenuto necessario ricorrere alla presente diffida nei confronti del Presidente della Regione Lazio al fine di attivare la Sua personale attenzione su quanto segue.
Il progetto geotermico della ITW&LKW Geotermia Italia SpA (di seguito SpA italiana) non è un progetto industrialequale sarebbe se fosse stato proposto da una grossa azienda quale ENEL o ENI. Presenta ad una prima analisi le caratteristiche di un progetto finanziario, probabilmente nato al fine di beneficiare dei generosi incentivi offerti dallo Stato italiano. Il Direttivo è prevalentemente formato da commercialisti, l’ufficio tecnico è un consulente esterno, il Project Manager sembra non faccia parte della struttura societaria. La società proponente non ha mai fatto un lavoro industriale o artigianale per cui non può offrire referenze precedenti, tantomeno commisurabili all’opera da eseguire. Malgrado ciò si è proposta per affrontare un progetto molto complesso, multimilionario, pericoloso per le persone e per l’ambiente, laddove un altro soggetto di ben altro spessore tecnico e finanziario (ENEL) ha rinunciato per le difficoltà tecniche incontrate.
La SpA italiana ha un unico socio, la ITW & LKW BETEILIGUNGS GMBH, società di partecipazioni di diritto austriaco a responsabilità limitata. La SpA italiana è stata fondata dal socio unico con un capitale di 200.000 euro, poi integrati da prestiti del medesimo per fronteggiare le spese di avviamento fino ad un valore stimabile in 2-3 milioni di euro. Recentemente il capitale è stato aumentato ad un milione di euro, forse convertendo parte del prestito in capitale senza comportare cambiamenti sostanziali.
Il capitale richiesto per realizzare i due progetti è dell’ordine di 50-60 milioni di euro, mentre la SpA italiana ha un capitale di solo un milione di euro e nessuna esperienza nel settore geotermico. In Italia per esercitare una attività bisogna essere iscritti in un albo che garantisce professionalità, solidità finanziaria e che rilascia certificati antimafia, antiriciclaggio, ecc. La SpA italiana manca di questi requisiti.
Il valore delle azioni è attualmente pressoché nullo, ma se la SpA italiana riuscisse ad ottenere l’autorizzazione per gli impianti di Castel Giorgio e dell’Alfina il valore delle azioni aumenterebbe di alcuni milioni di euro “senza muovere zolla” per cui la prima parte dell’operazione finanziaria sarebbe molto ben riuscita, tutta a favore del socio unico austriaco, possessore delle azioni. Ma per realizzare il primo impianto occorrerebbe reperire sul mercato internazionale i mancanti 25 milioni di euro.
Se le azioni fossero vendute sul mercato internazionale, chi sarebbero i veri finanziatori dell’operazione? E se l’acquirente delle azioni fosse una lobby illegale che vuole assicurarsi un reddito all’estero per i prossimi 25 anni? Può lo Stato italiano trattare con una controparte attualmente senza sufficiente capitale, senza esperienza e che non può dichiarare chi sarà (o eventualmente chi è) il vero finanziatore responsabile dell’opera?
La SpA italiana non avendo alcuna esperienza nel settore geotermico, si è rivolta ad un consulente esterno per realizzare i due progetti. Quello di Castel Giorgio è sbagliato dal punto di vista ambientale perché preleverebbe da sotto il bacino del Tevere 1000 tonnellate all’ora di fluido geotermico con alta concentrazione di arsenico e lo riverserebbe sotto il bacino idrogeologico del lago di Bolsena, mettendo a rischio d’inquinamento la falda superficiale dalla quale viene attinta l’acqua per la rete potabile della provincia di Viterbo. Il progetto dell’Alfina è ugualmente sbagliato perché ubicato in area protetta, dove non può essere autorizzato dal Ministero dei Beni Culturali (il procedimento è reperibile sul sito del Comune di Acquapendente).
Per considerare l’impianto di Castel Giorgio compatibile con l’ambiente bisognerebbe che la SpA italiana dimostrasse “al di sopra di ogni ragionevole dubbio” che non vi sarà risalita di fluido geotermico verso la falda superficiale ad uso potabile. Accade invece il contrario, vi sono incontestabili relazioni tecniche che dimostrano che vi sarà una importante risalita di arsenico quantificabile in alcune tonnellate nel corso della concessione (vedasi i citati allegati 1 e 2).
L’interferenza fra pozzi geotermici e la falda superficiale utilizzata per la rete potabile è stata riconosciuta dal settore di VIA della Regione Lazio. (Determina G16874 del 25/11/2014). Il Responsabile del Procedimento, che ha condotto l’istruttoria con la collaborazione di un tavolo tecnico composto da sei esperti ha scritto: “i pozzi di estrazione e di reiniezione costituenti l’impianto pilota, interferiscono dal punto di vista quali/quantitativo con l’acquifero vulcanico vulsino, in particolare con la falda idropotabile di importanza regionale captata in numerosi pozzi e sorgenti dell’area”
Malgrado l’autorevole istruttoria l’allora Dirigente Tecnico, ora in pensione, ha espresso parere favorevole all’impianto geotermico a condizione che venga effettuato il monitoraggio chimico. E’ un chiaro espediente per concedere l’autorizzazione alla SpA italiana in mancanza dei necessari requisiti. La SpA ha proposto per il monitoraggio un consulente esterno con il quale ha provati conflitti di interesse. Il monitoraggio sarebbe comunque un tardivo controllo a posteriori, anzitutto l’impianto deve essere autorizzato e costruito e dopo averlo fatto funzionare per qualche anno si potrebbe rilevare un aumento percepibile della concentrazione di arsenico di qualche microgrammo per litro. A quel punto il danno irreversibile sarebbe già fatto.
Quanto espresso dal Dirigente è solo un discutibile parere: la responsabilità della decisione finale spetta al Presidente della Regione Lazio che dovrà decidere se autorizzare o meno gli impianti di Castel Giorgio e dell’Alfina tenendo conto: della inadeguatezza finanziaria e tecnica della SpA italiana; dell’inquinamento con arsenico della falda potabile; dell’opposizione dei Comuni e della Popolazione espressa in data 9.11.2015 da 25 consigli comunali (allegato n. 3) ; dell’aumento del rischio sismico; delle poco trasparenti autorizzazioni ministeriali e del fatto che il lago è un SIC-ZPS-ZSC per il quale la Regione non ha ancora deliberate le obbligatorie misure di tutela, situazione che ha provocato un avviso di pre-infrazione da parte della UE.
Siamo certi che il Presidente Zingaretti, dopo aver preso visione del quadro da noi descritto non avrà alcuna difficoltà a negare l’autorizzazione agli impianti geotermici definiti in oggetto. Qualora per motivi a noi non noti gli impianti venissero autorizzati, ricorreremmo alla UE per chiedere una urgente ispezione che con l’occasione potrebbe essere estesa alla mancanza del tratto di collettore lacuale a ponente e alle altre deficienze del collettore.

ALLEGATI
All. 1 – 00. Relazione Castel Giorgio con 15 suballegati del 29 Ott. 2015
All. 2 – 00. Geotermia e inquinamento idrico del 16 Nov. 2015
All. 3 – geo.843-L’assemblea interregionale dei Comuni ribadisce il no alla geotermia
Nota: Gli allegati sono reperibili sul sito www.bolsenaforum.net