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CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI: Ischia di Castro, 17 febbraio 2018

SABATO 17 FEBBRAIO 2018 ORE 17 A ISCHIA DI CASTRO (VT)
CONFERENZA SULLA GEOTERMIA ELETTRICA
Prosegue incessante il ciclo di conferenze della Rete Nazionale NOGESI (No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante).

Scarica la locandina con il programma

Questa volta saremo ospiti del Comune di Ischia di Castro (VT) che unitamente a Farnese è destinatario di una istanza di costruzione ed esercizio di una centrale geotermoelettrica da parte della società tedesca Geothermics (con ben 4 pozzi profondi circa 4km l’uno) presentata a fine anno 2016 al settore VIA della Regione Lazio.
Inutile dire che gli enti locali e la Provincia di Viterbo si sono espressi da tempo contro tale insediamento, la stessa Regione Lazio ha richiesto una moratoria che scade il prossimo 16 febbraio 2018, il Consiglio Provinciale di Viterbo in data 31.01.2018 ha chiesto alla nuova Regione Lazio (che si insedierà dopo il 4 marzo) di allungare tale moratoria finché non sarà disponibile la carta idro-geo-termica capace di individuare le aree idonee e non idonee alla geotermia.

Ma la geotermia elettrica non gode in questo momento di grande popolarità:
a) Al Parlamento Europeo, presentato dal gruppo europeo del M5S e subito appoggiato dalla Sinistra europea, è passata -nonostante il voto contrario di Forza Italia, Lega, e perfino di 17 eurodeputati Pd)- una votazione in cui è richiesto all’Europa l’emissione di una normativa (oggi inesistente) sui limiti di emissione all’ambiente dei gas incondensabili provenienti dalle centrali geotermiche;
b) per la prima volta il Tribunale di Grosseto ha aperto una inchiesta sulle emissioni nell’ambiente delle centrali geotermoelettriche di ENEL Green Power dell’Amiata;
c) i cicli binari (come a Farnese- Ischia e Caprarola-Carbognano) contrabbandati come “ecologici” in realtà non riescono a re-immettere i gas incondensabili (che pertanto finiscono nell’ambiente) perlomeno in zone come il Centro-Italia dove la quantità di gas incondensabili è molto alta; lo stesso governatore Rossi della Toscana, che ha costruito “un mito “ sulla geotermia, è costretto dalla mobilitazione dei sindaci e comitati ad emettere un nuova legge in materia che riduca i livelli di inquinamento…


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Convegno Viterbo 13.1.2018. La Provincia coordinerà i Sindaci e proporrà moratoria nel Lazio

Buona partecipazione di pubblico al convegno della Provincia di Viterbo sulla geotermia elettrica in Tuscia.
La Provincia di Viterbo assumerà su di sé il coordinamento dei sindaci della Tuscia e proporrà l’allungamento della moratoria prevista dalla Regione Lazio. Approvato dal convegno l’appello dei parlamentari europei sul tema geotermia.

La contestazione alla geotermia elettrica speculativa e inquinante sbarca in Tuscia. Il convegno- organizzato dalla Provincia di Viterbo, con la collaborazione della Rete Nazionale NOGESI e l’Associazione lago di Bolsena- ha visto una buona partecipazione di pubblico (parlamentari –come gli On. Terrosi e Mazzoli-, amministratori, comitati, cittadini) ma si è qualificato per l’importanza delle tematiche sviluppate dai relatori che hanno messo a nudo, se ancora ce ne fosse bisogno, le problematiche, i rischi e le criticità della geotermia elettrica.
Dopo il saluto del presidente della provincia Pietro Nocchi che ha indicato le linee di sviluppo del convegno, Velio Arezzini, portavoce pro-tempore della Rete Nazionale NOGESI, ha posto sul tappeto con molta efficacia le considerazioni che fanno della geotermia elettrica (tecnologie flash e binarie) una attività non ecologica, come invece si vuol far credere, e che riceve ad oggi incentivi alle rinnovabili che sono la vera causa dello invadenza della geotermia. La scrittrice Geraldine Meyer ha sollevato la necessità-rivolta criticamente agli amministratori-di curare e di far conoscere ai cittadini le immense bellezze della Tuscia.
E’ seguita la sezione tecnica del convegno: il prof. Andrea Borgia, geologo, professore universitario, si è soffermato diffusamente –anche per chi si avvicina per la prima volta al tema geotermia- sulle varie problematiche (inquinamento dell’aria, consumo di acqua potabile, effetti sismici, subsidenza) che accompagnano sia la versione flash (come in Amiata e a Latera) che quella degli impianti binari, quando la percentuale di incondensabili-come è in Centro Italia-è molto alta. L’ing. Piero Bruni ha illustrato lo stato del lago di Bolsena e le conseguenze nefaste che porterebbe la realizzazione dell’impianto binario di Castel Giorgio, inserito nel bacino idrologico del lago. Da qui la necessità di estendere la tutela del lago anche al suo bacino. Molto interessante la relazione del dr. Giuseppe Pagano che si è soffermata sugli effetti nefasti della geotermia elettrica sul termalismo nel Lazio ed in Toscana, sia in termini di influenza sulla quantità dei fluidi che sulla qualità in quanto potrebbero mettere a rischio il “riconoscimento terapeutico” (le caratteristiche sanitarie) delle acque termali, producendo un duro colpo al settore che ha una evidente peso economico sulle economie della Provincia di Viterbo, in particolare.
Sono poi intervenuti vari amministratori dei comuni coinvolti (i sindaci di Acquapendente, Caprarola, Latera) che hanno ribadito la scelta di campo già fatta contro la geotermia, forti anche della recente bocciatura dell’impianto geotermico di Torre Alfina. Molto interessante l’intervento del responsabile tecnico della Provincia di Viterbo l’ing. Dello Vicario che ha spiegato l’attuale posizione critica della Provincia verso la scelta geotermica.
Prima della conclusione del convegno ad opera del presidente della Provincia, è intervenuto il prof. Angelo Bini, presidente dei produttori di castagne biologiche della Tuscia, il quale ha ricordato una storia del passato che vale la pena di raccontare, perché sia di insegnamento per l’oggi: che in occasione della battaglia contro il nucleare di Montalto di Castro (circa 40 anni fa) il PCI (lui era un militante comunista) era a favore del nucleare perché presi dal “lavoro” (molte cooperative rosse pensavano di lavorare con il nucleare), ma di fronte alle contestazioni- proprio nella sede della Provincia di Viterbo – si svolse una riunione con il prof. Ippolito, grande luminare in materia, segretario generale del CNEN e allora parlamentare europeo del PCI, sull’argomento “scorie nucleari” su cui Ippolito non poté negare l’esistenza irrisolta del problema e questo contribuì a far cambiare posizione al PCI sul nucleare.

Corriere di Viterbo, scarica sotto il pdf

Il dr. Pietro Nocchi, presidente della Provincia di Viterbo- concludendo il convegno- ha assunto come Provincia l’impegno di coordinare i sindaci della Tuscia-convocando immediatamente i sindaci per decidere con loro le prossime mosse- e si adopererà come Consiglio Provinciale sull’allungamento della “moratoria” (che scade il 16.02.2018) già prevista dalla Regione Lazio nella legge di bilancio. Ha poi letto l’appello al Parlamento Europeo sulla geotermia, affinché sia sostenuta –in materia- la richiesta di una normativa europea e nazionale a tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, che è stato approvato dal convegno e sarà inviato ai parlamentari europei.

Dopo le conclusioni del presidente Nocchi è intervenuto brevemente l’eurodeputato Dario Tamburrano che ha illustrato l’appello appena letto, da inviare al Parlamento Europeo perché venga votato mercoledì 18 gennaio 2018.

L’intero convegno è stato ripreso dalla TV orvietana RTUA che lo manderà in onda sui programmi 18, 171 e 271 e si incaricherà di metterlo prossimamente sul canale Youtube. VEDI QUI


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Viterbo, il Presidente della Provincia sostiene i Sindaci contro la geotermia

foto NewTuscia

Pubblichiamo il comunicato del Comitato Farnese:

 

 

Accogliamo con entusiasmo l’interesse dimostrato dal presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, in merito alla questione delle perforazioni e delle centrali geotermiche sparse a macchia d’olio nell’intero territorio della Tuscia.
Pochi giorni addietro, lo stesso Nocchi, ci ha ricevuti assieme ad altre realtà associative e politiche, negli uffici della Provincia.
Ancor prima, sempre Nocchi, aveva affrontato l’argomento ad Acquapendente, in occasione degli Stati generali della geotermia, promossi dalla Rete nazionale Nogesi.
Il presidente della Provincia si è detto preoccupato di un’aggressione così radicale del viterbese, area storicamente votata a ben altro sviluppo. Si è inoltre pronunciato come disponibile a promuovere “Il coordinamento dei sindaci della Tuscia contrari alla geotermia”, tramutando il coordinamento stesso in un tavolo tecnico-politico di difesa su scala provinciale. Ad oggi, va ricordato, il coordinamento ingloba una decina di primi cittadini dell’Alta Tuscia, laddove il problema è maggiormente diffuso (tre sono i progetti in ballo tra Latera, Ischia, Farnese e Valentano).
E a proposito di progetti, occorre sottolineare che l’emendamento passato in Regione lo scorso fine agosto, fortemente voluto sia dal consigliere Enrico Panunzi che dal pari ruolo Daniele Sabatini, avrà valore fine a febbraio. Rimane quindi pochissimo tempo per cooperare, prima che il blocco al geotermico imposto dalla Pisana cessi. A partire da marzo, infatti, si tornerà a dibattere di geotermia, e la speranza è che lo si faccia con un piano energetico locale che indichi nero su bianco le zone idonee e quelle non. E se non bastasse da agosto ad oggi la normativa vigente, su scala nazionale, è stata modificata ad hoc accelerare gli iter.
Per arrivare a tale data preparati, pronti, e certi che la geotermia non rappresenta una valida alternativa per il futuro della Tuscia, facciamo un appello trasversale al mondo politico. Comprendiamo che in vista delle elezioni nazionali di marzo, di quelle regionali estive, e delle comunali di Viterbo a seguire, non è questo il momento più semplice per affrontare questioni così delicate.
Ma proprio perché la speculazione geotermica è una piaga che ricadrebbe sull’intera provincia, senza distinzioni di credo politico, sarebbe opportuno che tutte le fazioni cooperassero nell’interesse dei propri elettori.
Rimaniamo a disposizione di chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento, sottolinenando che la nostra opera di vigilanza sul territorio proseguirà senza sosta.

Comitato Farnese – ambiente, salute e territorio


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Centrale geotermica di Latera, dopo il disastro del 2000 Enel ci riprova, ma La Regione Lazio parte col piede sbagliato, poi si corregge, e le osservazioni vanno in scadenza il 12 settembre!

Senza vergogna e con arroganza l’Enel, fuggita da Latera nel 2000 lasciando sul campo rovine e danni, ci riprova.
Il Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Latera e la Rete Nazionale NOGESI chiedono alla Regione di annullare la procedura di VIA per violazione delle norme che la regolano, la Regione Lazio rimedia pubblicando per intero la documentazione di ENEL Green Power sul sito web dell’Ufficio VIA e le osservazioni vanno in scadenza il 12 settembre p.v.

Con una decisione che ha dell’incredibile, quasi una provocazione, Enel Green Power si ripresenta a Latera chiedendo di riaprire la vecchia centrale, già chiusa nel 2000 a seguito di incidenti, malfunzionamenti, ingestibilità dell’impianto, inquinamento atmosferico e a disturbi fisici avvertiti dalla popolazione in tutto il bacino del Lago di Bolsena; un disastro dal quale Enel, a suo tempo, era fuggita… Un precedente che non ha eguali nel panorama italiano e straniero!

Dopo una iniziale rinuncia, però, Enel ha pensato bene di mantenersi il permesso di ricerca fino al 2024, nella speranza che col tempo la popolazione dimenticasse e potesse di nuovo riprovarci; ad ottobre 2016 riperimetra l’area del permesso di ricerca (per fare posto alla istanza geotermica della società Latera Sviluppo, attualmente accettata con riserva dal MISE perché la “richiesta potenza elettrica non risulta disponibile, in quanto eccedente la capienza di 50 MW elettrici complessivamente autorizzabili, come stabilito dalla legge”) ed il 31 maggio2017 presenta l’istanza in VIA presso la Regione Lazio, che le popolazioni della Tuscia vivono come vera provocazione.

Però il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi!

Infatti l’ufficio VIA della Regione Lazio, pubblicando sul proprio sito web solo alcuni documenti, non rispetta le norme di legge ed i comitati sono costretti a diffidare l’Ufficio ad andare avanti. L’ufficio VIA subito dopo si corregge e pubblica tutta la documentazione depositata da Enel Green Power e da tale data possono partire i tempi per le osservazioni, che pertanto non scadono più il 30 luglio, ma il 12 settembre 2017!

Del resto la Regione Lazio non brilla per trasparenza sui siti web. E non lo diciamo solo noi: lo rileva la Bussola della Trasparenza, la piattaforma del Governo che effettua monitoraggi periodici di tutti i siti web delle pubbliche amministrazioni. Secondo la Bussola la Regione Lazio, su 47 enti monitorati, è al 17° posto mentre il Consiglio Regionale del Lazio è addirittura al 30° posto.

Intanto parte la mobilitazione dei cittadini con una prima manifestazione “ERRARE È UMANO – Passeggiata contro il perseverare del pericolo geotermico” che si terrà a Latera il 30 luglio a partire dalle ore 9 che prevede una visita allo scempio della vecchia centrale ENEL, mai smantellata, e dove sono ancora evidenti le rovine delle serre costruite con l’illusione di ottenere energia a basso costo, peraltro mai fornita…

Nel frattempo anche le amministrazioni locali si sono mobilitate costituendo a Latera il 5 luglio 2017 il “Coordinamento dei sindaci dell’Alta Tuscia contrari alla geotermia” al quale hanno aderito i Comuni di Latera, Farnese, Ischia di Castro, Grotte di Castro, Gradoli, Onano, Acquapendente, Cellere, Canino che hanno attivato un “tavolo di lavoro permanente” in opposizione ai progetti geotermici a media ed alta entalpia che interessano il viterbese, tra cui in primo piano gli impianti previsti a Latera da parte di Enel Green Power e Latera Sviluppo, gli impianti di Farnese ed Ischia di Castro, nonché quelli di Caprarola e Carbognano.

Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Latera
Comitato Farnese, ambiente, salute e territorio
Comitato Caprarola-Carbognano
Rete Nazionale NOGESI


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Geotermia, assalto alla diligenza con la complicità del postiglione

A fronte dell’opposizione delle popolazione coinvolte e con il timore che la zonazione sottragga i territori alla speculazione, Enel e nuovi (im)prenditori accelerano le procedure, complici i poteri centrali e regionali.

 

Sfatato ormai il mito della geotermia pulita e rinnovabile, si fa avanti la consapevolezza che le centrali, sia ad alta che a media entalpia, possono produrre danni all’ambiente e alla salute.

Dovunque si avvii la progettazione di un impianto puntualmente i cittadini si organizzano in comitato e, a volte, con il supporto dei sindaci e delle amministrazioni locali. E’ ormai patrimonio comune l’idea che la geotermia, sia ad alta che a media entalpia, produce danni all’ambiente e alle persone senza peraltro creare posti di lavoro, anzi, togliendo spazio all’economia locale fatta di turismo e produzioni di eccellenza.

Sul terreno della politica assistiamo allo sgretolarsi del fronte compatto pro-geotermico e ormai sono numerose le interrogazioni presentate sia in ambito parlamentare italiano che europeo ad opera delle forze di opposizione -ultime, le interrogazioni del sen.Pepe e dell’on.Tamburrano (qui  e qui) nonché la necessità della definizione delle “aree non idonee alla geotermia” nelle Regioni Lazio e Toscana. Il Governo centrale è stato, dal suo canto, costretto dalla Risoluzione parlamentare sulla geotermia del 15.04.2015 ad emettere prime linee guida e un inizio di zonizzazione che andrà a regime entro un paio di anni. Ciò, lungi da rappresentare la soluzione definitiva, avevano però fino ad oggi sospeso o rallentato le procedure per le nuove centrali.

Anche sul fronte giudiziario abbiamo avuto importanti pronunciamenti che hanno visto soccombere l’Enel mentre sono in corso indagini contro “ignoti” per le emissioni in aria degli impianti geotermici dell’Amiata.

Ed è forse proprio la “nuova aria che tira” che ha impresso una accelerazione ai progetti di centrali a media entalpia in diversi comuni toscani e laziali e alla richiesta di un nuovo impianto ad alta entalpia dell’Enel a Piancastagnaio, il PC6, per il quale il 6 aprile è stato pubblicato l’avviso di avvio delle procedure di VIA. Questo nuovo “assalto alla diligenza” sembra quindi smentire le prese di posizione di molti amministratori, soprattutto del PD, che si erano espressi pubblicamente a favore della c.d. “zonazione” di cui alla risoluzione regionale toscana assicurando anche, come il capogruppo regionale Marras, che nel regolamento delle “aree non idonee” sarebbero stati inseriti “di default (cioè di norma)” tutti quei comuni che ad oggi non ospitano alcun impianto geotermico e ribadito, sulla questione Amiata, quanto già declamato negli ultimi anni dai sindaci e assessori regionali e cioè che questo territorio ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali!

L’impressione, fondata, è che quindi si voglia creare una situazione “di fatto” con decine di centrali autorizzate in modo che anche una eventuale zonazione che tenga conto delle giuste aspettative dei cittadini diventi un inutile esercizio di retorica pseudoambientalista a fronte di territori che a quel punto saranno ormai compromessi. Ci aspettiamo, peraltro, che anche le opposizioni politiche al Consiglio Regionale delle due regioni, che pure si erano spese nella speranza che un percorso condiviso fosse possibile, si esprimano nel merito e chiedano la sospensione delle procedure avviate. Invitiamo peraltro i sindaci, espressione delle comunità e responsabili della tutela della salute e dei territori, a denunciare queste modalità e impedire l’apertura di cantieri di qualsiasi tipo.

Di certo i cittadini e i comitati metteranno in campo ogni iniziativa necessaria a impedire che si prosegua a saccheggiare i territori.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


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