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Centrale geotermica di Latera, dopo il disastro del 2000 Enel ci riprova, ma La Regione Lazio parte col piede sbagliato, poi si corregge, e le osservazioni vanno in scadenza il 12 settembre!

Senza vergogna e con arroganza l’Enel, fuggita da Latera nel 2000 lasciando sul campo rovine e danni, ci riprova.
Il Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Latera e la Rete Nazionale NOGESI chiedono alla Regione di annullare la procedura di VIA per violazione delle norme che la regolano, la Regione Lazio rimedia pubblicando per intero la documentazione di ENEL Green Power sul sito web dell’Ufficio VIA e le osservazioni vanno in scadenza il 12 settembre p.v.

Con una decisione che ha dell’incredibile, quasi una provocazione, Enel Green Power si ripresenta a Latera chiedendo di riaprire la vecchia centrale, già chiusa nel 2000 a seguito di incidenti, malfunzionamenti, ingestibilità dell’impianto, inquinamento atmosferico e a disturbi fisici avvertiti dalla popolazione in tutto il bacino del Lago di Bolsena; un disastro dal quale Enel, a suo tempo, era fuggita… Un precedente che non ha eguali nel panorama italiano e straniero!

Dopo una iniziale rinuncia, però, Enel ha pensato bene di mantenersi il permesso di ricerca fino al 2024, nella speranza che col tempo la popolazione dimenticasse e potesse di nuovo riprovarci; ad ottobre 2016 riperimetra l’area del permesso di ricerca (per fare posto alla istanza geotermica della società Latera Sviluppo, attualmente accettata con riserva dal MISE perché la “richiesta potenza elettrica non risulta disponibile, in quanto eccedente la capienza di 50 MW elettrici complessivamente autorizzabili, come stabilito dalla legge”) ed il 31 maggio2017 presenta l’istanza in VIA presso la Regione Lazio, che le popolazioni della Tuscia vivono come vera provocazione.

Però il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi!

Infatti l’ufficio VIA della Regione Lazio, pubblicando sul proprio sito web solo alcuni documenti, non rispetta le norme di legge ed i comitati sono costretti a diffidare l’Ufficio ad andare avanti. L’ufficio VIA subito dopo si corregge e pubblica tutta la documentazione depositata da Enel Green Power e da tale data possono partire i tempi per le osservazioni, che pertanto non scadono più il 30 luglio, ma il 12 settembre 2017!

Del resto la Regione Lazio non brilla per trasparenza sui siti web. E non lo diciamo solo noi: lo rileva la Bussola della Trasparenza, la piattaforma del Governo che effettua monitoraggi periodici di tutti i siti web delle pubbliche amministrazioni. Secondo la Bussola la Regione Lazio, su 47 enti monitorati, è al 17° posto mentre il Consiglio Regionale del Lazio è addirittura al 30° posto.

Intanto parte la mobilitazione dei cittadini con una prima manifestazione “ERRARE È UMANO – Passeggiata contro il perseverare del pericolo geotermico” che si terrà a Latera il 30 luglio a partire dalle ore 9 che prevede una visita allo scempio della vecchia centrale ENEL, mai smantellata, e dove sono ancora evidenti le rovine delle serre costruite con l’illusione di ottenere energia a basso costo, peraltro mai fornita…

Nel frattempo anche le amministrazioni locali si sono mobilitate costituendo a Latera il 5 luglio 2017 il “Coordinamento dei sindaci dell’Alta Tuscia contrari alla geotermia” al quale hanno aderito i Comuni di Latera, Farnese, Ischia di Castro, Grotte di Castro, Gradoli, Onano, Acquapendente, Cellere, Canino che hanno attivato un “tavolo di lavoro permanente” in opposizione ai progetti geotermici a media ed alta entalpia che interessano il viterbese, tra cui in primo piano gli impianti previsti a Latera da parte di Enel Green Power e Latera Sviluppo, gli impianti di Farnese ed Ischia di Castro, nonché quelli di Caprarola e Carbognano.

Comitato per la tutela della salute e dell’ambiente di Latera
Comitato Farnese, ambiente, salute e territorio
Comitato Caprarola-Carbognano
Rete Nazionale NOGESI


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Mercurio e centrali geotermiche. Quando la toppa è peggio del buco

Aggiornamento importante 26/4/2017

A seguito dei nostri comunicati sull’incidenza delle centrali geotermiche nell’inquinamento da mercurio, riceviamo e pubblichiamo una informativa dell’Autorità di bacino del Fiume Tevere che ribadisce che le emissioni delle centrali geotermiche in Amiata sono indicate tra le sorgenti di inquinamento di mercurio del bacino del Paglia-Tevere:

si riscontra alla Vs. comunicazione e-mail informandoVi di aver disposto la pubblicazione sul sito istituzionale della scrivente Autorità di bacino, al link http://www.abdac.it/index.php/it/content_page/17-eventi/147-attivita-di-monitoraggio-del-mercurio, la seguente news/informativa che si riporta integralmente qui di seguito per opportuna conoscenza:

“In relazione ai diversi comunicati diffusi on-line sulla problematica, si ricorda
che è attivo dal settembre del 2016 presso lʼAutorità di bacino un tavolo di
coordinamento tra le Regioni Lazio, Umbria e Toscana, al quale lʼAutorità
assicura la trasmissione di ogni segnalazione da parte dei soggetti interessati
per le valutazioni delle Strutture competenti.
Il tavolo ha già licenziato un Piano di indagine per la verifica della
contaminazione da mercurio nel sistema fluviale Paglia-Tevere (scarica il Piano)
Con riguardo alla valutazione della componente della geotermia lo stesso Piano
dʼindagine afferma che : ”Occorre segnalare che il mercurio ha anche altre fonti
di emissione attive nel territorio amiatino, connesse agli usi geotermici delle
acque sotterranee, e che, per la sua volatilità, esistono fenomeni di ampia
diffusione a livello globale, tanto che nel 2013 è stata firmata la Convenzione
internazionale di Minamata sul Mercurio, per contenere lʼemissione di questo
metallo nellʼambiente, convenzione non ancora entrata in vigore per mancata
ratifica da parte di un numero sufficiente di stati. LʼItalia è tra i firmatari, ma non
ha ancora ratificato lʼaccordo”.
I dati e le informazioni che risulteranno dal programma di esecuzione del
suddetto Piano dʼindagine saranno resi pubblici e disponibili nel sito
istituzionale dellʼAutorità a conclusione della prima fase operativa.
Si ricorda anche con lʼoccasione che nel corso delle attività della prima fase del
Piano dʼindagine sono previsti ulteriori particolari momenti di partecipazione
pubblica che saranno tempestivamente promossi e divulgati, il primo dei quali
si è già svolto il 9 gennaio u.s. presso la Sala Consiliare di Orvieto (http://www.abdac.it/index.php/it/indagine-mercurio)”.

Ufficio di Segreteria Particolare – Autorità di bacino del Fiume Tevere


Comunicato stampa 23/4/2017

A seguito dei recenti convegni che la rete NoGESI ha organizzato ad Orvieto, Abbadia S.SalvatoreAcquapendente in merito all’inquinamento da mercurio del fiume Paglia, l’Enel il 19 aprile us con un comunicato (vedi sotto) si è evidentemente sentita in dovere di rispondere (ad “alcuni soggetti”). Ma la toppa, come spesso accade, è peggio del buco, come di seguito illustriamo.

 

L’Enel scrive che i nuovi impianti AMIS di abbattimento del Mercurio installati di recente nelle centrali geotermiche dell’Amiata consentono di abbattere la quasi totalità di tale inquinante e che le centrali dell’Enel non c’entrano con l’inquinamento accertato del fiume Paglia, che arriva al Tevere e fino al mar Tirreno.

Intanto c’è da prendere atto che l’ENEL ci dà indirettamente ragione ad aver sollevato molti anni fa il problema della nocività delle emissioni geotermiche in Amiata, se è vero che ha dovuto investire molto in 34 nuovi impianti per ridurre gli inquinanti a quel “quasi tutto”. Se non ci fosse stato l’allarme lanciato da semplici cittadini, si sarebbe continuato ad emettere quanto è stato documentato negli anni scorsi.

Ma che fine hanno fatto le tonnellate di Mercurio emesse quando gli impianti Amis non erano installati?
Ed oggi, quando tali impianti sono fuori servizio, il che succede spesso, quanto Mercurio esce?

Per gli ingegneri dell’ENEL la legge della conservazione delle masse sembrerebbe che non esista più. Hanno forse dimenticato che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma?

Queste sono le emissioni annuali, riferite agli anni 2007-2009 di alcuni inquinanti rilasciati in atmosfera dalle centrali geotermiche e misurate nel flusso di massa da ARPAT (nota del Dip. ARPAT di Siena del 12.5.2011 Prot. n° 32765): Acido solfidrico 2.799 t/a, Mercurio 889,14 kg/a Arsenico 28,97 kg/a, Ammoniaca 2.460 t/a.

Come si vede le quantità annue sono nell’ordine delle tonnellate, cioè 1.000 chilogrammi, uguale a 1 milione di grammi o ad 1 miliardo di milligrammi, 1.000 miliardi di microgrammi. E poiché per inquinare le acque potabili basta 1 microgrammo di Mercurio per litro, una sola tonnellata di Mercurio è in grado di avvelenare 1.000 miliardi di litri d’acqua, una quantità enorme, ben oltre le portate di qualunque sorgente e, purtroppo, è documentato dall’Allegato 6 allo Studio epidemiologico del CNR di Pisa del 2010 che nei paesi dell’Amiata al crescere delle concentrazioni di Mercurio misurate in quei paesi, crescono vertiginosamente le morti in un relazioni statisticamente significative, perché una parte di quel Mercurio è trattenuto anche dai corpi umani in gravissima sofferenza.

Oggi l’Enel afferma che esce solo “vapore acqueo per oltre il 99,5%”, ma non ci dice quanto è grande quel cento! 
Quando quel cento si misura in metri cubi con moltissimi zeri, allora quel 0,5% assume valori preoccupanti. Le attuali emissioni di Mercurio dalle centrali geotermiche del campo di Bagnore a Santa Fiora (con tutti gli impianti di abbattimento in funzione) secondo quanto misurato da Arpat sono pari a circa 10 grammi ogni ora. Vale a dire una quantità di Mercurio che rende non potabile (cioè sopra ai limiti di legge) una quantità di acqua pari a 10 milioni di litri all’ora o 10 mila metri cubi all’ora.

D’altra parte basta osservare quanto pubblicato in prestigiose riviste (e mai smentito), dal prof.Riccardo Basosi, docente all’università di Siena e rappresentate italiano in U.E. per le innovazioni tecnologiche in ambito energetico: dalle centrali dell’Amiata esce in atmosfera il 42,5% di tutto il Mercurio emesso da tutte le industrie in Italia (vedi tabella 2 sotto) ed è, anche per questo, che afferma che le centrali geotermiche in Amiata inquinano più delle centrali a carbone di pari potenza. Ma l’Enel le chiama pulite.

 

Comunicato Enel Green Power del 19/4/2017

MERCURIO, ENEL GREEN POWER: “TOTALE ININFLUENZA DEL MERCURIO DA COLTIVAZIONE GEOTERMICA SU RETICOLO IDROGRAFICO PAGLIA”

In riferimento agli ultimi dati diffusi da alcuni soggetti, in base ai quali il fiume Paglia avrebbe concentrazioni di mercurio superiori ai limiti di legge a causa delle centrali geotermiche, Enel Green Power smentisce nella maniera più categorica e precisa anzitutto che gli impianti AMIS (Abbattimento Mercurio e Idrogeno Solforato), installati su tutte le 34 centrali geotermiche toscane, consentono di abbattere la quasi totalità del mercurio e dell’H2S, tanto che dalle torri di raffreddamento esce vapore acqueo per oltre il 99,5% e ogni emissione di gas incondensabili, sostitutiva peraltro di emissioni naturali, è costantemente monitorata e molto al di sotto dei limiti di legge. I quasi 6 miliardi di kWh prodotti in Toscana consentono infatti di evitare l’immissione in atmosfera di oltre 2.500 milioni di tonnellate di CO2 annue e di evitare l’utilizzo di 1,3 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio.
Per quanto riguarda il mercurio, a seguito di cinque anni di monitoraggi, è acclarata la totale ininfluenza delle ricadute di mercurio da coltivazione geotermica sul reticolo idrografico che attraversa i territori delle centrali geotermiche per confluire nel fiume Paglia. Con le autorizzazioni degli ultimi anni per il riassetto di Piancastagnaio e per la costruzione della centrale geotermica Bagnore 4, infatti, è stata realizzata una rete di punti di controllo delle acque nei pressi delle centrali, composta da 8 stazioni di acque superficiali tra Piancastagnaio e Santa Fiora, 9 stazioni di acque di falda nei comuni di Castiglione d’Orcia, Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio, Castel del Piano, Santa Fiora e Arcidosso, 4 piezometri nei territori di Santa Fiora e Abbadia San Salvatore oltre a 3 punti di prelievo in località Merigar nel comune di Santa Fiora.
I risultati di questa importante e costante attività, in corso dal 2012 e svolta sia da Enel sia da Arpat in modo autonomo e indipendente, hanno confermato valori di concentrazioni di mercurio nelle acque di gran lunga al di sotto del limite di soglia previsto per le acque potabili che è di un microgrammo a litro. L’eventuale presenza di alte quantità di mercurio nelle acque del fiume Paglia, quindi, non può essere assolutamente imputata alle centrali geotermiche le cui acque circostanti sono tra le più monitorate della Toscana. Enel Green Power è a disposizione per ogni ulteriore approfondimento.


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Titanic/Bagnore4, mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla

titanic_croce_enel copiaIllustrate -a pochi amiatini ‘che contano’– le meraviglie di Bagnore 4

Veniamo a conoscenza dai media (vedi articoli riportati in fondo) di un incontro in cui si annuncia il prossimo avvio del cantiere per la centrale Bagnore4 e se ne magnificano le ricadute sul territorio.
Dai diversi resoconti si rileva che si è parlato, riguardo alle ‘ricadute’, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto (ci hanno risparmiato le sponsorizzazioni delle sagre paesane…).
Premesso che usare l’argomento ‘soldi’, quando si parla di salute e territorio, è già una sconfitta per la popolazione e per la montagna e che comunque è un aspetto che ci interessa solo in via secondaria, non ci vogliamo sottrarre neanche a questo.
Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni ‘probabili’, ‘possibili’, di ricadute sulle attività locali come indotto, si badi bene, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo?
Per contro in Amiata abbiamo un aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’ARS Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono -anche- un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’arsenico che ormai è ben oltre la soglia di legge. Continua, e -prevedibilmente- aumenterà, l’emissione di tonnellate di sostanze inquinanti che, oltre a essere inalate dai cittadini, si depositano contaminando terreni e falde. Questa già drammatica situazione migliorerà o peggiorerà con la nuova centrale Bagnore4 più le altre in cantiere a Piancastagnaio? E con quali ulteriori costi?
Si parla di ‘volano economico’: probabilmente –ma non sicuramente– per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata?
Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? Il turismo, specie quello ambientale e di qualità, sarà ancora possibile? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati dall’attività geotermica? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? Come prospettato recentemente faremo i dissalatori e porteremo l’acqua dal mare alla montagna? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso?
Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni, cioè, proponiamo una Analisi Costi/Benefici, che è una metodologia scientifica utilizzata per poter fare -apputo- scelte consapevoli e partecipate, includendo tutte le ricadute economiche dirette, indirette, presenti e future sulla base di dati certi, quali quelli già registrati nella vicina Larderello/Pomarance, al fine di sapere quale sarà il futuro della montagna e dei nostri figli!
Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni.
Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra proseguiva a suonare e nel salone si brindava.

Maremma News del 14 gennaio 2013

Geotermia: “mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla”
Illustrate – a pochi amiatini “che contano”- le meraviglie di Bagnore 4, ma quali saranno le conseguenze sulla salute afferma il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata di SOS Geotermia?
Amiata: “Veniamo a conoscenza dai media di un incontro in cui – scrive il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata di SOS Geotermia – si annuncia il prossimo avvio del cantiere per la centrale Bagnore4 e se ne magnificano le ricadute sul territorio. Dai diversi resoconti – continua SOS Geotermia – si rileva che si è parlato, riguardo alle “ricadute”, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto (ci hanno risparmiato le sponsorizzazioni delle sagre paesane…). Premesso che usare l’argomento “soldi”, quando si parla di salute e territorio, è già una sconfitta per la popolazione e per la montagna e che comunque è un aspetto che ci interessa solo in via secondaria, non ci vogliamo sottrarre neanche a questo.
Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni “probabili”, “possibili”, di ricadute sulle attività locali come indotto, si badi bene, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo? Per contro in Amiata – afferma il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata – abbiamo un aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’ARS Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono -anche- un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’arsenico che ormai è ben oltre la soglia di legge. Continua, e -prevedibilmente- aumenterà, l’emissione di tonnellate di sostanze inquinanti che, oltre a essere inalate dai cittadini, si depositano contaminando terreni e falde. Questa già drammatica situazione migliorerà o peggiorerà con la nuova centrale Bagnore4 più le altre in cantiere a Piancastagnaio? E con quali ulteriori costi? Si parla di “volano economico”: probabilmente -ma non sicuramente- per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata? Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? Il turismo, specie quello ambientale e di qualità, sarà ancora possibile? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati dall’attività geotermica? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? Come prospettato recentemente faremo i dissalatori e porteremo l’acqua dal mare alla montagna? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso? Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni, cioè, proponiamo una Analisi Costi/Benefici, che è una metodologia scientifica utilizzata per poter fare -appunto- scelte consapevoli e partecipate, includendo tutte le ricadute economiche dirette, indirette, presenti e future sulla base di dati certi, quali quelli già registrati nella vicina Larderello/Pomarance, al fine di sapere quale sarà il futuro della montagna e dei nostri figli! Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni. Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra – conclude SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata – proseguiva a suonare e nel salone si brindava”.

Il Tirreno del 12 gennaio 2013
Sta per partire il cantiere Bagnore 4
Un investimento da 123 milioni di euro che avrà ricadute economiche su tutto il territorio. Ecco cosa prevede il progetto
di Fiora Bonelli
MONTE AMIATA Ormai è questione di giorni. Parte, a breve, nell’Amiata grossetana, la costruzione della nuova centrale geotermica di Bagnore 4, della potenza di 40 MW e che produrrà 310 GWh, divisa in due gruppi da 20 MW ciascuna, che saranno terminati, il primo, entro settembre 2014 e il secondo, entro dicembre 2014. Il calendario. L’avvio delle attività costruttive è previsto per febbraio – marzo 2013 (attività di predisposizione cantiere a cura di EdilCoop). Ottenuta, dunque, l’autorizzazione unica il 21 dicembre scorso, ultimo e definitivo ok dopo il lunghissimo iter autorizzativo, Enel Green Power ha illustrato il progetto l’altro giorno alle istituzioni locali (il presidente della Unione Comuni Amiata Grossetana, Franco Ulivieri, il sindaco di Santa, Fiora Renzo Verdi, di Arcidosso, Emilio Landi, di Piancastagnaio, Fabrizio Agnorelli, di Castel del Piano, Claudio Franci) e a circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di associazioni di categoria del territorio. Le attività. Ne è emerso un piano di azione, che con i suoi 123 milioni di euro di investimenti per la costruzione della nuova centrale, mette in moto un meccanismo tale da avere ricadute importanti sul territorio e da costituire una concreta occasione per il suo sviluppo e per il suo rilancio imprenditoriale: «Enel Green Power – afferma Massimo Montemaggi responsabile dell’area geotermica di Enel Green Power – lavorerà per questa opera e in futuro per la sua manutenzione, in maggior parte con le imprese locali. Una tale sinergia favorisce la nostra azienda, ma affina, di contro, anche la professionalità, il potenziale e la qualità lavorativa delle imprese stesse. Vogliamo che cresca in loco (e noi lo favoriamo) un’imprenditoria affidabile e rispondente alle necessità dell’opera. E’ sicuramente un passo in avanti per lo sviluppo di tutto il territorio». Le ricadeute economiche. Del milionario investimento previsto per il progetto Bagnore 4, si ipotizza circa il 35 % come potenziale ricaduta sull’Amiata, in termini di lavori edili, elettrici e meccanici e contributi ambientali. Ma quale sarà, in termini di stretta ricaduta economica il quadro che stabilisce il progetto? Compensazioni ambientali: 26 milioni di euro in dieci anni. Contributi connessi alla produzione: circa 1.000.000 euro all’anno. Ricaduta potenziale durante la costruzione: 15 milioni di euro nel triennio 2013 – 2015. Ricaduta connessa all’esercizio degli impianti: oltre mezzo milione di euro all’anno per forniture e servizi. 2 milioni e 600.000 euro ogni anno che si riverseranno in tutto il territorio: «Oggi – commenta Massimo Montemaggi – parte un’iniziativa che costituiscono una leva per lo sviluppo. Una scommessa per tutti». Volano per l’economia. Nell’immediato futuro, legato al calore che Enel potrebbe distribuire a costo pressoché zero ci sta il potenziamento di iniziative artigianali e industriali che possano utilizzare il calore nei settori agroalimentare, vivaistico, degli allevamenti; lo sviluppo di una filiera geotermica nel campo della manutenzione e realizzazione degli impianti e soprattutto il teleriscaldamenti per uso civile e alberghiero soprattutto, magari con iniziative sollecitate e indirizzate dalle stesse istituzioni. La nuova centrale e le novità. «Dei 500 impianti geotermici del mondo, questo è sicuramente il migliore». Massimo Montemaggi ne è certo. Bagnore 4 farà scuola. L’impianto abbattitore di ammoniaca che servirà sia Bagnore 4 che Bagnore3 è unico al mondo e con tutti gli interventi di ottimizzazione (interconnessione vapore e gas e regolazione/automazione) potrà ridurre l’emissione totale annua di ammoniaca portandola per entrambe le centrali a valori inferiori del 40% rispetto a quelli attuali della sola Bagnore 3. L’abbattitore di ammoniaca lavorerà a fianco degli Amis, due nuovi e uno già in funzione, che abbatteranno l’H2S arrivando addirittura sotto la soglia imposta dalla Regione, che pretende il 90%: «Presumiamo di toccare il 95%», afferma Montemaggi. Autocontrollo e allarmi. Ma la novità più interessante è il sistema “intelligente” di autocontrollo degli impianti, con allarme prima che l’evento dannoso si verifichi. E nuove anche le torri refrigeranti di nuova generazione, che dimezzeranno drift e rumore”. Infine saranno istallati altri 3 piezometri oltre i 3 già esistenti. Immediata comunicazione dei dati ambientali a Santa Fiora e Arcidosso e Piancastagnaio. Il progetto Bagnore 4, relativamente alla parte mineraria, prevede: perforazione di 2 nuovi pozzi produttivi; ripristino di 2 pozzi esistenti; perforazione di 2 nuovi pozzi reiniettivi; perforazione di 3 pozzetti piezometrici.

Il Tirreno del 13 gennaio 2013
«Bagnore 4, una risorsa per le imprese»
L’Amiata si apre con interesse alla nuova centrale. Ulivieri: «Quella di Enel è una carta da giocare bene per rilanciarsi»
di Fiora Bonelli
MONTE AMIATA «Disponibilità di Enel Green Power e grande interesse dell’imprenditoria locale amiatina». Il messaggio che arriva dal territorio produttivo è forte e chiaro: la costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 è un treno sul quale l’Amiata della crisi deve salire. Le ditte, soprattutto quelle legate alla costruzione e all’edilizia che giovedì mattina, in numero consistente, erano al meeting con Enel Green Power e istituzioni, hanno mostrato nei confronti dell’operazione da 123 milioni di euro, un grandissimo interesse. Maurizio Pellegrini, coordinatore Cna per l’Amiata, anche lui presente all’incontro, lo spiega con una certa soddisfazione: «L’operazione sembra partita bene. Da parte di Enel c’è stata la massima disponibilità a coinvolgere l’imprenditoria locale in questa grande costruzione geotermica. Io -riferisce Pellegrini – ho detto in sede di riunione, che non eravamo andati a presentare il conto a Enel Green Power, perché eravamo fra quelli che abbiamo sempre visto la geotermia più come una risorsa che come un problema, rispettando, naturalmente, come l’ottenimento dell’autorizzazione unica dimostra, tutte le prescrizioni e le regole. Le aziende locali potranno trovare in questa operazione una vera e propria boccata di ossigeno di prim’ordine, che in uno scenario di crisi come quello che stiamo vivendo non è un valore aggiunto, ma un valore sostanziale». Di interesse per il territorio parla anche il presidente dell’Unione Amiata grossetana Franco Ulivieri, ma le sue considerazioni vanno oltre e si configurano anche come appello «a chi non condivide la scelta geotermia e l’ha osteggiata a lungo. Noi ci aspettiamo molto da Enel – afferma Ulivieri – Questa è una vera scommessa, in questo momento una delle poche carte da giocare per il nostro territorio. Comprendo che molti, da anni, sono portatori di idee diverse, idee che sono servite molto a creare le condizioni perché oggi questa centrale possa sorgere in Amiata, fornita di tutte le carte in regola e con piena disponibilità di Enel. Faccio dunque appello al buon senso di tutti in modo che si possa fare fronte unico per permettere a questa Amiata di rinascere». Tutte le richieste fatte, d’altra parte, sono state accolte da Enel Green Power. «Siamo consapevoli che questo è uno dei passaggi che nel territorio lascerà il segno, ma credo che sia il caso di sottolineare che in questo momento ci vuole fiducia reciproca – aggiunge Olivieri – Dunque il mio messaggio è un invito a comportamenti e riflessioni animate da buon senso e da buona volontà. Una scelta siffatta si mette in campo sia per l’interesse del territorio che per stare dentro a quel processo di sfruttamento di energie rinnovabili che riguarda la gran parte della nostra nazione. Osteggiarlo non lo riteniamo opportuno. A fronte, infatti, di un percorso lunghissimo e pieno di ostacoli, crediamo adesso che vi siano le condizioni per dire sì. Va da sé che nel momento in cui certe prescrizioni non fossero messe in atto, non staremmo con le mani in mano».

«Sono certe le correlazioni tra aumento di tumori e concentrazioni crescenti di arsenico»
AMIATA “Contabilità incostituzionale”. La definisce così Roberto Barocci del Forum Ambientalista di Grosseto, riferendosi ai dati economici relativi ai nuovi investimenti, collegati alla realizzazione della nuova centrale termoelettrica di Bagnore 4 a Santa Fiora. «Sarebbe opportuno, e corretto, per consentire una completa valutazione da parte della pubblica opinione, che quei dati siano rapportati non solo agli utili economici che le imprese locali riceveranno, ma anche ai danni alla salute che saranno collegati alle ulteriori emissioni di arsenico, mercurio nei paesi dell’Amiata», prosegue Barocci. Secondo Barocci gli studi fatti dall’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) non lasciano dubbi alla logica universale. «Sono praticamenter certe le correlazioni tra un incremento statisticamente significativo di molte malattie tumorali e mortali registrate nei comuni geotermici dell’Amiata e le concentrazioni crescenti di Arsenico, Mercurio e Acido solfidrico…, registrate negli stessi comuni geotermici; è certo che alla produzione delle suddette concentrazioni tossiche e nocive concorrono anche le centrali geotermiche; è certa la conclusione che le centrali geotermiche in Amiata concorrono ad un eccesso di mortalità statisticamente significativo». La contrarietà all’ipotesi di aprire una nuova central geotermica da parte degli ambientalisti era pressoché scontata. E ancora una volta viene certificata dagli studi. «Come quelli del dottor Voller dell’Ars sugli stili di vita, che hanno ulteriormente e definitivamente smentito le ipotesi strumentali: ovvero che quegli eccessi di mortalità registrati nei comuni geotermici potessero essere dovuti a più pericolosi stili di vita degli amiatini -prosegue Barocci – Allora, se vengono rapportati i numeri, mettendo al numeratore le “Compensazioni ambientali” ricevute ogni anno dai comuni geotermici e pari a 2,6 milioni di euro e al denominatore il numero di morti aggiuntivi, registrato ogni anno negli stessi comuni geotermici, che sono ben 24, si otterrà il compenso anno per ciascun morto aggiuntivo, che è una cifra inferiore a quanto normalmente le compagnie di assicurazioni auto risarciscono i parenti delle vittime per le morti da incidenti stradali». «Ci vergogna dover ricorrere a questa contabilità umiliante per rammentare che in questa Regione si sta calpestando la Costituzione», conclude Barocci.

La Nazione del 13 gennaio 2013
INGEGNERE Massimo Montemaggi
«Bagnore 4 sarà la centrale geotermica migliore del mondo»

AMIATA I LAVORI PER 120 MILIONI INIZIERANNO A PRIMAVERA
INCONTRO DI ENEL con gli imprenditori locali: si è svolto nella sede dell’Unione dei Comuni amiatini un incontro tra i vertici di Enel, gli amministratori locali e gli imprenditori. Un appuntamento atteso durante il quale l’ingegnere Massimo Montemaggi, responsabile per la geotermia di Enel Green Power, ha illustrato il progetto di Bagnore 4 che dovrebbe entrare nella sua fase realizzativa a partire da questa primavera. In attesa anche di conoscere l’esito del ricorso al Tar avanzato dai comitati ambientalisti. Franco Ulivieri, presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, si ritiene soddisfatto del percorso intrapreso e ricorda come l’incontro sia stata l’occasione per confrontarsi anche con gli imprenditori locali. Infatti questi, all’interno dei cospicui investimenti che Enel ha intenzione di riversare per la costruzione della nuova centrale (circa 120 milioni di euro), avranno senz’altro un ruolo importante. Ricorda infine Ulivieri che Enel rappresenta una risorsa per il territorio alla quale non si può rinunciare. Montemaggi ha spiegato che fra i 500 impianti geotermici che si sono in tutto il mondo «quello di Bagnore 4 sarà sicuramente il migliorre. La centrale ha detto l’ingegnere sarà destinata a fare scuola, l’impianti di abbattimento dell’ammoniaca è unico al mondo e ridurrà l’emissione del 40% rispetto all’attuale di Bagnore 3.

AMBIENTALISTA
Barocci dubbioso «Valutiamo non solo gli utili economici»
INTANTO il Forum Ambientalista Grosseto contesta il progetto della nuova centrale termoelettrica di Bagnore 4 a Santa Fiora. «Per una corretta valutazione dice Roberto Barocci del Forum sarebbe opportuno considerare non solo i dati degli utili economici per le imprese locali, ma anche i danni alla salute collegati alle emissioni nei paesi dell’Amiata. Gli studi dell’Agenzia regionale di sanità non lasciano dubbi: sono certe le correlazioni tra un incremento significativo di molte malattie mortali registrate nei Comuni geotermici dell’Amiata e le concentrazioni crescenti di arsenico, mercurio e acido solfidrico registrate negli stessi Comuni». 

Il Giunco.net del 14 gennaio 2013
Geotermia, sull’Amiata investimenti per oltre 120 milioni di euro
ARCIDOSSO – Incontro ad Arcidosso nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano per parlare dello sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata.
Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa.
La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata.
L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento.
All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali.
«Enel Green Power – ha detto Montemaggi – intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio».

SienaFree.it del 14 gennaio 2013
Amiata: Enel Green Power, Comuni e imprese insieme per lo sviluppo geotermico. 123,3 milioni di investimento
Si è svolto a Arcidosso, presso la sede dell’Unione dei Comuni, alla presenza dei Sindaci e del Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, l’incontro con l’imprenditoria locale promosso da Enel Green Power e Amministrazioni per il progetto Bagnore 4
Oltre 40 milioni di euro di ricadute economiche per il territorio
Incontro importante e molto partecipato, svoltosi ad Arcidosso presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata.
All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali.
Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che, terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa.
La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento.
Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti.
“Enel Green Power” ha detto Montemaggi “intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata  capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio”.

La Nazione del 15 gennaio 2013
Bagnore 4 «Un’opportunità per l’agroalimentare da non perdere»
AMIATA – ENEL GREEN POWER illustra i vantaggi del progetto di Bagnore 4. «L’incontro anticipano i vertici di Enel è stato importante, hanno partecipato i rappresentanti dell’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, dei comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali». Nello specifico Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, primo fra tutti il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa. «La nuova centrale di Bagnore 4 ha spiegato l’Ingegner Massimo Montemaggi sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio». L’INCONTRO fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una delle opportunità aggiuntive, connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili. «Se verrà adeguatamente utilizzata Concludono tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti». C.B.

Il Tirreno del 15 gennaio 2013
Geotermia: l’Enel investe 123 milioni sull’Amiata
È di 123,3 milioni di euro l’investimento per lo sviluppo della risorsa geotermica e il rilancio economico dell’Amiata, secondo i progetti di Enel Green Power. Tra i progetti presentati nei giorni scorsi ad Arcidosso quello di sviluppo di Bagnore 4. La nuova centrale sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. «Contestualmente – dice Enel – si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio».

«Bagnore 4, osservatorio fondamentale»
Il sindaco Landi: la sua presenza è contenuta nella Via del progetto, vogliamo le più ampie garanzie
AMIATA – Entro febbraio comincerà la costruzione della nuova centrale geotermica di Bagnore 4. Iter laboriosissimo, osteggiato dai comitati ambientalisti, ma a questo punto arrivato al traguardo con tutte le precauzioni del caso, compreso un osservatorio per verifiche e controlli che non durerà un giorno, ma sarà per sempre, per tutta la durata della vita della centrale. Enel Green Power ha accolto senza problemi le richieste in questo senso avanzate dai comuni amiatini, che hanno voluto inserire il punto nella stessa Valutazione di Impatto Ambientale di cui si è fatto portavoce a più riprese il presidente della conferenza dei sindaci dell’Unione comuni Amiata grossetana Emilio Landi. Il quale, alla vigilia della partenza dei lavori di costruzione di Bagnore 4 spiega: «La presenza di un osservatorio per monitorare costantemente la situazione emissioni nel corso degli anni, è un punto contenuto nella Via rilasciata dalla Regione a Enel – dice Landi – Chiaramente noi di fronte a dati forniti da Arpat, Asl, Ars e da altri enti istituzionali, abbiamo dato piena fiducia ai risultati, ma pensiamo anche che occorra monitorare e verificare nel corso del tempo. Non è che quei dati sono acquisiti una volta per tutte. Vogliamo insomma, dare le più ampie garanzie ai cittadini ed essere in grado di dire ad ogni momento, lo stato dell’arte della geotermia. Certo non abbiamo professionalità, nei nostri comuni, in grado di valutare i dati, ma attiveremo delle consulenze extra, oltre quelle previste per legge, che sono, appunto Arpat e Ars e Asl, oltre che Enel stessa». Su questo elemento di controllo a cui parteciperanno anche gli stessi comuni con tecnici da loro stessi nominati, punta l’accento anche il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, che non ha mai nascosto la sua fiducia nella risorsa geotermica, volano di sviluppo per il territorio, fatte salve tutte le precauzioni possibili: «Siamo contenti di questa partenza – afferma Verdi – perché ci crediamo e ci abbiamo messo sempre la faccia. Oltre tutto ai controlli del cosiddetto osservatorio, parteciperemo anche noi comuni. Oltre ai professionisti Enel, la quale di buon grado si è messa a disposizione perché le verifiche siano al top, ci saranno quelli regionali e quelli che attiveremo noi dell’Unione dei comuni Amiata grossetana. Dunque da questo punto di vista abbiamo messo in campo il massimo per garantire i cittadini. A Enel Green Power chiediamo, adesso, di accompagnare in questa scommessa il settore delle imprese locali, che dovranno essere le prime a risentire le ricadute benefiche di un’operazione così imponente». Fiora Bonelli

Corriere di Maremma del 15 gennaio 2013
Terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa. Pronti 123 milioni di investimenti Enel Green Power presenta ad Arcidosso il progetto di sviluppo di Bagnore 4
ARCIDOSSO. Incontro importante e molto partecipato, ad Arcidosso, nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata. All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali. Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che, terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa. La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti. “Enel Green Power – ha detto Montemaggi – intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio”.

Sviluppo Progetto Bagnore 4, oltre 40 milioni di euro di ricadute economiche per il territorio Enel green power, comuni e imprese insieme
SIENA. Incontro importante e molto partecipato, svoltosi ad Arcidosso presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata. All’iniziativa hanno partecipato il responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali. Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa. La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’ inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti. “Enel Green Power” ha detto Montemaggi “intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’ Amiata che avranno significative ricadute sul territorio.

Rispondono gli ambientalisti Critiche da “Sos Geotermia”
SANTA FIORA. Il Coordinamento Movimenti per l’Amiata Sos Geotermia critico sui progetti di sviluppo di Enel Green Power: “Si è parlato, riguardo alle ‘ricadute’, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, come posti di lavoro, soldi come indotto. Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni ‘probabili’, ‘possibili’, di ricadute sulle attività locali come indotto per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo? Per contro in Amiata abbiamo un aumento certo di alcune patologie, rilevate dall’Ars Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono – anche – un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’abbattimento dell’arsenico.

La Nazione del 16 gennaio 2013
Provocazione «Bagnore 4 come il Titanic»
AMIATA. I COMITATI antigeotermia insorgono: non sono trascorsi che pochi giorni dall’incontro illustrativo del progetto di Bagnore 4, la nuova centrale geotermica, presentato da Enel Green Power con la partecipazione dell’ingegner Montemaggi, che il comitato Sos Geotermia è già sul piede di guerra. «BAGNORE 4 come il Titanic dicono: mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla». Con questo paragone certo provocatorio il comitato introduce il comunicato di protesta manifestando la sua ormai nota contrarietà al progetto. Il comitato continua dicendo che in occasione della presentazione «si è parlato soprattutto di soldi e delle ricadute occupazionali sul territorio che secondo la loro analisi dureranno il tempo di realizzazione del cantiere stimato in 5 anni. Dopo quel periodo però cosa resterà sull’Amiata?». Con questa provocazione si chiudono gli interrogativi del comitato che propone agli amministratori locali di valutare bene il rapporto esistente tra costi e benefici. Cristiano Bernacchi

Il Tirreno del 16 gennaio 2013
SOS GEOTERMIA «Bagnore 4 come il Titanic» Il comitato ambientalista: «Si parla solo di soldi, non di salute»
di Fiora Bonelli
AMIATA. Titanic-Bagnore4: mentre l’Amiata affonda, nel salone si brinda e si balla. SoS Geotermia, che da tempo si posiziona contro lo sfruttamento geotermico in montagna, prospettando scenari drammatici per inquinamento aria, diminuzione acquifera e malattie in eccesso per gli amiatini, ancora una volta bacchetta tutti e di fronte alla notizia che vi sarebbero state economicamente ricadute benefiche per la montagna con l’inizio dei lavori per Bagnore 4, così commenta: «Si è parlato, riguardo alle ricadute, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto. Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni probabili, possibili, di ricadute sulle attività locali come indotto, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale». E dopo sembra chiedersi il comitato ambientalista? Che addita, di contro, «l’aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’Ars Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche, la riduzione acqua e l’emissione inquinanti». Si parla di volano economico, afferma SoS geotermia: probabilmente -ma non sicuramente- per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata? «Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? – si chiede SoS Geotermia – Il turismo, specie quello ambientale ? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San Casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso? Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni», esorta il coordinamento dei comitati geotermici che aggiunge: «Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni. Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra proseguiva a suonare e nel salone si brindava».