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Amiata di nuovo sotto attacco col progetto PC6 di Piancastagnaio. Bufera in Comune, il NO del sindaco

Fabio Landi in uno dei tanti incontri sulla geotermia

Un fulmine a ciel sereno l’ipotesi di un nuovo impianto ad alta entalpia (tipo “flash”, a rilascio libero in atmosfera) dell’Enel a Piancastagnaio, il PC6, per il quale il 6 aprile era stato pubblicato l’avviso di avvio delle procedure di VIA. Un’ipotesi in contrasto con quanto stabilito dal PAER, Piano Ambientale e Energetico Regionale, che stabilisce, in merito all’area del monte Amiata, che ormai si è arrivati a “un punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa con le tecnologie oggi impiegate e la vocazione socio economica dei territori”; l’Enel, con questa mossa, entra a gamba tesa e smentisce seccamente quanto ripetuto e ribadito da tutti gli amministratori, locali e regionali, soprattutto del PD come il capogruppo regionale Marras, che sulla questione Amiata, cioè che questo territorio ha raggiunto, con Bagnore 4, l’equilibrio e che quindi non si sarebbero realizzate più altre centrali!

Luigi Vagaggini

La questione diventa esplosiva nel comune di Piancastagnaio, dove si era avviata un esperienza di “democrazia partecipata” in cui amministratori e cittadini potessero collaborare; frutto di tale esperienza è la Commissione Geotermia, presieduta da Fabio Landi che oggi si è dimesso per contrastare apertamente e con forza questo nuovo progetto, come scrive nel comunicato stampa che segue. Anche il Sindaco Luigi Vagaggini ha dichiarato ufficialmente di essere contrario alla costruzione della Centrale PC6 avverso la quale il Comune di Piancastagnaio sta predisponendo le proprie osservazioni.

 

Riportiamo il comunicato stampa di Fabio Landi, la proposta di mozione e un successivo articolo del Corriere di Siena che bene inquadra la situazione a Piancastagnaio

Dimissioni nel “Gruppo di Geotermia”

Fabio Landi in qualità di Coordinatore del Gruppo Geotermia del Comune di Piancastagnaio ha rassegnato le proprie dimissioni dallo stesso Gruppo in quanto ritiene di non poter più condividere il modus operandi del Sindaco e di parte della Giunta, confermando, anche con la sottoscrizione della proposta di mozione depositata in data 24.5.2017, la propria assoluta contrarietà alla costruzione della nuova centrale PC6. Il Comune di Piancastagnaio circa un anno e mezzo fa ha iniziato un’esperienza di democrazia partecipata che permetteva ai cittadini di far parte di Commissioni strutturate in diversi argomenti da trattare. Il Gruppo Geotermia, composto da soggetti che sull’argomento avevano ed hanno opinioni diversificate, ha sempre visto la presenza constante dell’assessore all’ambiente Franco Capocchi ed ha avuto modo di affrontare la discussione sulle centrali a ciclo binario mentre l’Amministrazione di Piancastagnaio, consapevole del proprio ruolo di garante del territorio, con l’ausilio degli stessi membri della Commissione si sta dotando di centraline di monitoraggio continuo della qualità dell’aria, come primo passo di un programma più ampio. Recentemente la Commissione si è trovata a discutere della richiesta di VIA presentata da Enel alla regione Toscana per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel Comune di Piancastagnaio, denominata PC6. Tale richiesta, avendo per oggetto la stessa tecnologia flash applicata alle centrali esistenti, pur se dotata di alcuni miglioramenti tecnologici, ha immediatamente posto ai membri della Commissione dubbi sulla compatibilità ambientale del medesimo progetto. Per questi motivi, dopo l’analisi del progetto, la Commissione si è incontrata con i tecnici Enel che non hanno affatto risolto i dubbi emersi già dalla prima lettura. In particolare i nodi da sciogliere per la Commissione rimangono i seguenti:
a) La nuova Centrale sarà realizzata con le stesse tecnologie Flash di quelle già esistenti con l’aggiunta di alcuni accorgimenti tecnici che non impediranno comunque di immettere in atmosfera inquinanti, fra cui anche gas con effetto serra.
b) La riduzione delle emissioni delle centrali già esistenti da parte di Enel sembra subordinata alle maggiori risorse economiche che gli deriveranno dal nuovo impianto; Enel cioè non pare disponibile ad installare le nuove tecnologie sugli impianti in essere senza ottenere l’autorizzazione alla costruzione di PC6.
c) La nuova centrale sarà ubicata in un’area collocata nell’ambito di un corpo franoso segnalato dal Comune come area a pericolosità elevata.
d) Il Progetto Enel, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e sugli effetti della salute vorrebbe prendere a riferimento lo studio ARS il quale, a suo dire. riporterebbe risultati sulla salute tranquillizzanti, mentre l’attuale responsabile dell’Agenzia ARS durante l’ultima presentazione dei nuovi dati avvenuta a Piancastagnaio il 24.2.2017 ha affermato che lo studio ARS non era “utilizzabile” per stabilire la correlazione tra Geotermia e l’aumentata mortalità sull’Amiata e quindi, si deve ritenere (in applicazione del principio di precauzione), anche per non escluderne il nesso.
e) Il Progetto prevede un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera e un rilascio di circa 2500 litri annui di “drift”, anche se la ricaduta avviene in una zona circoscritta alla centrale.
f) Il Progetto giustifica l’impatto minimo di una eventuale ricaduta di inquinanti con la scarsa densità abitativa delle stesse.
In considerazione di quanto sopra alcuni membri della Commissione assolutamente contrari alla realizzazione dell’impianto, hanno presentato una proposta di mozione (leggi sotto) indirizzata a tutti i Consiglieri Comunali, al Sindaco e alla Giunta, auspicando che la facciano propria vista anche la contrarietà al Progetto manifestata nelle diverse sedi.

–ooOoo–

Proposta di mozione

Al Sindaco, alla Giunta ed ai Consiglieri del Comune di Piancastagnaio

I sottoscritti già membri del Gruppo di democrazia partecipata “Commissione Geotermia” del Comune di Piancastagnaio
Premesso che
Con protocollo del 6/4/2017 l’Enel ha depositato in Regione Toscana la richiesta di VIA per la realizzazione di una nuova centrale da 20 MW nel Comune di Piancastagnaio in loc. “Asca”.
Tale richiesta, che si cumula con le altre che hanno per oggetto centrali a bassa entalpia provenienti da diversi soggetti ed al vaglio delle Commissioni competenti, si pone all’interno di un quadro complesso nel quale lo sviluppo dello sfruttamento geotermico con tecnologia flash non sembra rispettare i criteri di compatibilità ambientale che i Protocolli stipulati fra Regione ed Enel richiedono.
In particolare:
Il “Protocollo Generale sulla geotermia” del 2007 firmato dalla Regione Toscana, dalle Province di Siena, Pisa e Grosseto, da 5 Comunità Montane e da 15 Comuni, impegnava l’Enel alle verifiche ambientali e sanitarie, allo smantellamento della vecchia centrale PC 2, alla costruzione del termodotto e ad una produzione geotermoelettrica di 60 MW, riconosciuta e accettata come limite massimo sostenibile per Piancastagnaio, da tutti i protagonisti del Protocollo.
Nell’ l’’Accordo Volontario Attuativo del Protocollo d’Intesa, denominato Accordo Generale sulla Geotermia, sottoscritto tra la Regione Toscana ed ENEL il 20 Aprile 2009, al punto 3 della premessa, che è parte integrante e sostanziale dell’Accordo, si prevede:
“La geotermia rappresenta un’esclusiva toscana a livello nazionale. La coltivazione geotermica presenta, tuttavia, criticità per le popolazioni delle aree interessate e per l’ambiente circostante in particolare per quanto riguarda le coltivazioni dell’Amiata. Pertanto, al fine di assicurare uno svolgimento sostenibile di tale attività, soprattutto tenuto conto della specificità rappresentata dalle coltivazioni sull’Amiata, è stato ricercato un accordo di carattere generale con il gestore degli impianti e sono stati attivati studi rivolti a scongiurare rischi di inquinamento e di danni alla salute dei cittadini. La previsione di sviluppo dell’attività geotermica in queste aree, pertanto, resta subordinata alla verifica, sul piano scientifico, delle condizioni di assoluta salubrità della coltivazione geotermica”.
Gli studi attualmente condotti sugli effetti dello sfruttamento geotermico sull’ambiente e sulla salute non hanno fornito risposte esaustive ed anzi hanno rilevato una serie di criticità soprattutto nel settore sanitario, tanto che la Regione Toscana ha commissionato un nuovo studio di approfondimento all’ARS, denominato “Studio InVetta”.
La evidente necessità di approfondimenti e le incertezze, chiaramente espresse da tanti Organi istituzionali, hanno rafforzano la necessità di applicazione del Principio di Precauzione (art. 3 D.Lgs 152/2006 e art. 2 L.R. Toscana 10/10), tanto che nel Piano Ambientale ed Energetico Regionale (PAER 2015) è stato stabilito che “per il territorio dell’Amiata, il riassetto della concessione di Piancastagnaio (60 MW) e la nuova centrale di Bagnore 4 (40MW) hanno portato la potenza complessivamente istallata a 100 MW, punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori”,
Tale principio, frutto del comune sentore degli organi politici è stato ribadito nella risoluzione n° 140 del Consiglio Regionale Toscano del 1° febbraio 2017 dove si impegna la Giunta regionale a definire le aree non idonee alla produzione di energia geotermica e “per quanto riguarda l’area dell’Amiata, a proseguire e rendere permanenti le azioni di monitoraggio già poste in essere dagli organismi preposti, a partire da ARS ed ARPAT, anche al fine di sviluppare ulteriori approfondimenti tecnici sugli impatti ambientali della coltivazione geotermica, così come già previsto nell’accordo volontario attuativo (2009) del Protocollo di intesa tra Regione Toscana ed Enel del 2007, anche tenendo conto che in Amiata, come indicato nel PAER, il riassetto della concessione di Piancastagnaio e la nuova centrale denominata Bagnore 4 hanno portato la potenza complessivamente istallata a 100 MW che il PAER considera punto di equilibrio tra lo sfruttamento della risorsa e la vocazione socio economica dei territori”
Da ultimo il principio di precauzione e la salvaguardia dell’ecosistema amiatino è stato ribadito nella Decisione della Regione Toscana n. 16 del 2.5.2017, relativo al diniego del Permesso di Ricerca denominato “Castiglion D’Orcia” della Tosco Geo s.r.l.
Infine allo stesso principio si ritiene che debba uniformarsi anche l’individuazione delle aree “non idonee” che verranno selezionate sulla base delle linee guida di cui alla Decisione n.40 del 2/5/2017 Regione Toscana relativa a “Indirizzi agli uffici della Giunta regionale per la predisposizione delle linee guida per la individuazione delle aree non idonee per la geotermia”,
Premesso inoltre che il Comune di Piancastagnaio, in applicazione del proprio ruolo di garante del territorio, si sta dotando di centraline di monitoraggio continuo della qualità dell’aria, come primo passo di un programma più ampio che deve vedere l’ARPAT maggiormente presente sul territorio comunale, vista l’insufficienza dei controlli fino ad adesso condotti.
Premesso inoltre che
dall’esame del Studio di Valutazione di Impatto Ambientale presentato da Enel emergono le seguenti criticità:
1) La nuova Centrale sarà realizzata con le stesse tecnologie Flash di quelle già esistenti con l’aggiunta di pochi accorgimenti tecnici che non impediranno comunque all’Enel di immettere in atmosfera inquinanti.
2) Nella relazione Tecnica, presentata la riduzione delle emissioni delle centrali già esistenti da parte di Enel è subordinata alle maggiori risorse economiche che gli deriveranno dal nuovo impianto.
3) Il Progetto prevede che la nuova Centrale immetta in atmosfera gas con effetto serra come metano per 63 tonnellate l’anno, e anidride carbonica per 73 tonnellate l’anno.
4) La nuova centrale sarà ubicata in un’area collocata nell’ambito di un corpo franoso segnalato dal Comune come area a pericolosità elevata.
5) Il Progetto Enel, dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico e sugli effetti della salute vorrebbe prendere a riferimento lo studio ARS il quale, a suo dire. riporterebbe risultati sulla salute tranquillizzanti, mentre l’attuale responsabile dell’Agenzia ARS durante l’ultima presentazione dei nuovi dati avvenuta a Piancastagnaio il 24.2.2017 ha affermato che lo studio ARS non era “utilizzabile” per stabilire la correlazione tra Geotermia e l’aumentata mortalità sull’Amiata e quindi, si deve ritenere (sempre in applicazione del principio di precauzione) anche per non escluderne il nesso. 
6) Il Progetto prevede un aumento delle emissioni inquinanti in atmosfera e un rilascio di circa 2500 litri annui di “drift” (minuscole gocce d’acqua contenenti sostanze tipiche dei fluidi geotermici come Arsenico, Antimonio, Piombo 210 radioattivo, Acido Borico, Mercurio ecc.), anche se l’Enel afferma che la ricaduta del drift avviene in una zona circoscritta alla centrale. Il Progetto giustifica l’impatto minimo di questo inquinamento con il fatto che nelle zone di massima ricaduta degli inquinanti la densità abitativa è bassa e va da 1 a 6 abitanti per Km quadrato.
7) Il Progetto dell’Enel, conferma che esistono attualmente metodi e tecnologie che possono migliorare e ridurre le emissioni delle centrali “Flash”, questo significa che tali tecnologie devono essere applicate anche a quelle già in esercizio che altrimenti non possono essere definite centrali nelle quali sono utilizzate “le migliori tecnologie disponibili” (criterio peraltro preso da riferimento nei controlli Arpat).
Tutto premesso,
si impegna Sindaco e Giunta e il Consiglio Comunale ad
1) Esprimere parere negativo sulla richiesta di Via da parte di Enel
2) Imporre ad Enel di applicare le migliori tecnologie di cui afferma potersi dotare per ridurre le emissioni delle centrali già esistenti
3) Chiedere alla Regione Toscana, entro i termini previsti dalla decisione n. 40 del 2.5.2017 (90 gg. dalla comunicazione) che il territorio di Piancastagnaio per le sue caratteristiche ambientali e antropiche venga qualificato come zona “non idonea” almeno all’ulteriore sviluppo di sfruttamento geotermico che produca emissioni in atmosfera.
Piancastagnaio, 24 maggio 2017

PC3 a Piancastagnaio, 25 ottobre 2013

 

 

dal Corriere di Siena del 25 maggio 2017

“Chiesti i documenti sulla centrale. L’enel ora rifletta sulla tecnologia”

Piancastagnaio. “Il gruppo di democrazia partecipata che si occupa di Geotermia ha predisposto una mozione che è stata presentata a tutti i consiglieri comunali e al sottoscritto”, riferisce il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, alle prese questa volta con il progetto di una nuova centrale geotermica da 20 MW, che Enel Green Power intende realizzare in Amiata, in questo territorio comunale. “La mozione è stata preparata all’indomani dell’incontro che la commissione ha effettuato con i tecnici Enel. E le risultanze della riflessione avvenuta all’interno del gruppo sono state da me inviate all’ingegner Montemaggi, perché ritenevo giusto per un motivo di trasparenza che, benché controparte, la società venisse informata del dibattito scaturito dalla riunione congiunta. Questo mio atteggiamento, però, non è stato gradito. Le proposte della commissione, che ha elaborato anche le osservazioni alla Via da inviare in Regione, saranno vagliate da sindaco e maggioranza. Ma anche noi invieremo le nostre osservazioni. Dovremmo avere ancora più tempo per formularle, perché la responsabile dell’ufficio Edilizia e Urbanistica del comune ha richiesto una ulteriore documentazione e la sospensione dei termini per la presentazione delle osservazioni. Al più presto mi incontrerò con l’assessore regionale anche per richiedere i tempi e i termini che ci consentano di esprimere concretamente e con coerenza quello che pensiamo sul progetto”. E, di seguito: “La nuova richiesta prevede la realizzazione di una centrale ‘flash’, con la stessa tecnologia delle centrali già esistenti in Amiata. Così non va bene. Sono assolutamente contrario. Enel ci rifletta. A me risulta che in Cile siano stati realizzati impianti di nuova generazione, privi di emissioni in atmosfera. Per non parlare del premier Renzi, il quale, dopo la visita alla centrale di Stillwater negli Usa, intervenendo alla scuola di formazione del partito democratico, declamò la esperienza, il know how e la capacità innovativa di Enel. Qui, invece, ci ritroviamo con le tecnologie e le caratteristiche di sempre e che suscitano non poche perplessità. Perplessità che dovrò condividere con la maggioranza”. Il progetto per la realizzazione della centrale PC6 e di tutte le opere connesse, accessorie e complementari può essere consultato presso la regione toscana, il comune di Piancastagnaio, la unione dei comuni Amiata Val d’Orcia e sul sito web della regione. Se non vi sarà una sospensione dei termini, le osservazioni – anche dei singoli cittadini – dovranno essere presentate entro il 5 giugno pv. (Mariella Baccheschi)

–ooOoo–

Corriere di Siena del 26 maggio 2017: l’Enel ci spiega come migliori tecnologie, sviluppate in Toscana, si possono utilizzare, …sì, ma in Cile! in Amiata tenetevi pure le vecchie “flash”…

…ma per il sito finto-ambientalista GreenReport.it, sponsorizzato da Cosvig, si cantano le lodi del progetto di centrale PC6 (LEGGI QUI) ignorando, appunto, che si tratta della riproposizione “riverniciata” delle vecchie centrali flash come a Bagnore, e mettendo l’accento sulla riduzione delle emissioni, in particolare CO2, fatto ormai smentito sia dalle misurazioni Arpat che dallo studio Basosi/Bravi.  

…anche Abbadia S.Salvatore si muove su PC6, approvata all’unanimità mozione contro la geotermia dell’enel

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Benni molla l’evento sponsorizzato dall’Enel e il sindaco Marini perde le staffe

benni sindacoInformato della situazione in Amiata, lo scrittore abbandona Cristicchi mentre il sindaco se la prende con i comitati antigeotermici
Lo scrittore Stefano Benni, ospite della serata clou di “Narrastorie” di Cristicchi sponsorizzato da Enel, coerentemente e a fronte dell’impossibilità di garantire anche soli tre minuti prima del suo spettacolo ai comitati antigeotermici, rinuncia a partecipare all’evento. Non possiamo che ammirare il gesto e la coerenza.
Ci auguriamo che anche altri “artisti” del cartellone ne seguano l’esempio, a cominciare da Paolini che pure, in “Vajont”, attaccava qella che sarebbe diventata l’Enel e che già causava tanti danni e morti.

Tale rinuncia deve aver colpito il sindaco di Arcidosso, Marini, che in un infuocato comunicato stampa (leggi sotto) se la prende con i comitati e i cittadini antigeotermici accusandoli di “atto vandalico.., …atto gravissimo che sfregia la manifestazione” contestando “con fermezza il modo di porsi quasi “intimidatorio” di alcuni esponenti dei comitati”, chiamando in causa per nome e cognome anche un consigliere dell’opposizione e un membro del M5S amiatino e accusando tutti anche di arrecare un danno economico per il turismo. Peccato non sia così puntuale nel contestare il ventilato raddoppio delle centrali amiatine annunciato dal suo premier Renzi e, di fatto, avallato dal governatore Rossi nella sua ultima sortita in Amiata o, ancora, non dica nulla sul furto di striscioni e opere artistiche dei bambini avvenuto il giorno che lui inaugurava la centrale di Bagnore 4 e invochi la censura per i comitati nelle iniziative dei paesi dell’Amiata, sembrerebbe addirittura -ma stentiamo a crederlo- andando a misurare quanti centimetri di suolo pubblico occupavano i banchetti antigeotermici.

Il Sindaco parla inoltre della necessità di limitare il diritto di critica, ma sembra che non sappia che diversi reati di opinione del codice fascista Rocco, come quello che mandava al confine chi si era dimostrato “capace di provocare il deperimento del sentimento patriottico” sono stati annullati dalla Corte Costituzionale, prima ancora che dal Parlamento. A lui quel codice manca e li invoca.

In realtà Marini non vuole rispondere su due fatti, ampiamente documentati da autorevoli scienziati, ai quali non ha mai potuto replicare:
1- con quale argomentazione logica ha approvato con la centrale Bagnore 4 l’ immissione in atmosfera di ulteriori inquinanti, sapendo che nello Studio epidemiologico del CNR del 2010, in Allegato 6 dal titolo significativo: “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari. Analisi dei ricoverati e analisi delle mortalità” sono state individuate e registrate ben 54 relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie mortali nei residenti dei comuni geotermici e le concentrazioni crescenti degli stessi inquinanti, emessi dalle centrali Enel, presenti e misurati nei comuni geotermici?

2- come può sostenere che le centrali ENEL meritano i contributi pubblici per le energie pulite quando in articoli recenti di autorevoli scienziati, si afferma che le emissioni della geotermia dell’Amiata rappresentano il 17,7% per l’ammoniaca e il 42,5% per il mercurio di tutte le emissioni italiane relative ai settori industriali. Per quanto riguarda le emissioni climalteranti delle centrali geotermiche dell’Amiata, gli stessi ricercatori scrivono in un recente studio, validato dalla comunità scientifica internazionale, che dal punto di vista del potenziale di acidificazione, l’impatto derivante dall’energia prodotta dalle centrali geotermiche del Monte Amiata è in media 2,2 volte maggiore dell’impatto di una centrale a carbone. Il valore medio per Bagnore 3 è 4,3 volte più alto di una centrale a carbone e circa 35,6 volte più alto di una centrale a gas?

Non solo Marini non può spiegare le sue scelte, non sa dare una spiegazione al fatto conclamato che i suoi concittadini sono esposti da molti anni ad eccessi di mortalità e cerca di riesumare il Codice Rocco, ma si inventa pure che la stragrande maggioranza dei cittadini di Arcidosso la pensano come lui e che i contrari alla geotermia “sono un numero risibile”. In realtà lui governa con il consenso di un partito di minoranza solo grazie al fatto che gli altri tre partiti presenti alle ultime elezioni tutti e tre contrari alla geotermia, non si sono coalizzati, ma che in ogni caso nell’insieme rappresentano la maggioranza dei cittadini votanti.


di seguito il comunicato stampa del sindaco Marini di Arcidosso:

Comunicato stampa/Il sindaco Marini spiega le cause della mancata partecipazione di Stefano Benni al festival “Narrastorie”
COMUNE DI ARCIDOSSO·MERCOLEDÌ 17 AGOSTO 2016
Questa mattina ho convocato una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della mancata partecipazione di Stefano Benni a “Narrastorie”, il festival del racconto di strada che si terrà nel comune amiatino dal 23 al 28 agosto.
L’autore Stefano Benni (come tutti gli altri artisti che prenderanno parte al “Narrastorie”) è stato tempestato da una notevole mole di messaggi privati (mail) e pubblici (su FB e siti) da parte di alcuni esponenti dei comitati antigeotermia, che hanno chiesto di avere degli spazi all’interno del suo spettacolo e della manifestazione per parlare della questione geotermica. Alcuni di questi messaggi, in particolare, sono stati inviati da un consigliere di minoranza del comune di Arcidosso, Corrado Lazzeroni e da un’esponente dei comitati, Silvia Perfetti e sono apparsi sul sito ufficiale di Benni. Conseguentemente al pesante clima di tensione provocato ad arte, Benni ha deciso di disdire il suo spettacolo, ritenendo che non ci fossero le condizioni di serenità necessarie per la sua performance.
Sono molto amareggiato per la mancata presenza di un nome di prestigio come quello di Benni all’interno del programma di “Narrastorie” e ritengo che l’intervento d’intromissione di questi esponenti dei comitati sia un atto gravissimo che sfregia la manifestazione, uno degli eventi più importanti dell’estate toscana, ed esprimo solidarietà a Simone Cristicchi, direttore artistico del festival, anch’esso fortemente dispiaciuto. Questa, infatti, non è un’azione contro il primo cittadino e l’amministrazione comunale di Arcidosso né contro Enel, che è uno degli sponsor del festival, ma è un autentico atto vandalico contro l’immagine del nostro territorio e di chi ci lavora, con ricadute negative per tutti gli operatori nel pieno della stagione turistica.
Mi preme sottolineare che in democrazia tutte le opinioni vanno ascoltate e rispettate, ma contesto con fermezza il modo di porsi quasi “intimidatorio” di alcuni esponenti dei comitati antigeotermia in contesti e luoghi non appropriati come quello di una manifestazione dedicata all’arte e alla cultura, momento di aggregazione per tutti. Cosa che è avvenuta per esempio anche il 13 e il 14 agosto scorsi, quando alcune persone distribuivano volantini contro la geotermia durante il Music Parade di Montelaterone e durante la Festa della Luna a Salaiola. Anche quest’anno si è ripetuto purtroppo quello che avvenne l’anno scorso quando Cristicchi portò a Monte Labbro lo spettacolo su David Lazzaretti. Le questioni geotermiche possono e devono essere affrontate nelle sedi opportune, come è stato sempre fatto in numerosissime occasioni ormai da molti anni, ma è gravemente sbagliato e scorretto sfruttare l’attenzione che possono offrire certi eventi per portare avanti una protesta che nuoce all’immagine dell’intero territorio.
“Narrastorie” va avanti e offrirà spettacoli di livello nazionale di altissima qualità e intrattenimento per tutti, grandi e piccini. Sarà importante non solo per la comunità di Arcidosso ma per tutta l’Amiata. Di questo voglio ringraziare tutti coloro che direttamente e indirettamente stanno lavorando per l’organizzazione dell’evento e in particolare Simone Cristicchi che, oltre ad essere un grande e sensibilissimo artista, è un vero e sincero amico dell’Amiata. Simone è stato oggetto di squallidi attacchi personali da parte di alcuni esponenti dei comitati, pur non avendo percepito nessun compenso né l’anno scorso con il progetto su Davide Lazzaretti, che sta portando in scena in tantissimi teatri italiani facendo conoscere Lazzaretti e il Monte Labbro, né quest’anno come direttore artistico del festival.


Manifesto apparso in questi giorni ad Arcidosso:

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Bagnore 4: e se il piezometro di Poggio Trauzzolo non fosse “impazzito”?

20141206_piezometro poggio trauzzolo HIPLe ipotesi del Prof.Borgia, alternative a quelle di semplice rottura del cavo del piezometro, aprono inquietanti scenari che, se veri, prefigurerebbero gravissime responsabilità per chi dovrebbe vigilare sui lavori di messa in esercizio della centrale Bagnore 4 e su chi dovrebbe tutelare la salute e il patrimonio idrico. Chissà che davanti al giudice ci vada qualcun altro e non i comitati.

“È ben evidente dai dati pubblicati sul sito della Regione Toscana l’andamento in risalita di tutti e tre i piezometri che dall’estate scorsa stavano monitorando la falda che alimenta le sorgenti del Fiora: il livello della falda al piezometro “David Lazzaretti” (a Poggio Trauzzolo) sale di quasi 1 metro in poco più di 2 mesi (luglio-agosto), mentre negli altri due piezometri (“La Valle” e “Madonna del Castagno” di Enel) sale di oltre 2 metri.
Questo gradiente di risalita è paragonabile a quello per il quale lo studio della Regione Mobidic indicò dipendere da un incremento della pressione nel campo geotermico.
Quindi, per analogia, si dovrebbe poter affermare anche in questo caso lo stesso”, osserva il prof Andrea Borgia nella attenta ricostruzione dell’andamento della falda acquifera del monte Amiata, attraverso la lettura comparata dei dati dei piezometri esistenti.

“Dal 9 settembre la falda a Poggio Trauzzolo non risale più. Due giorni dopo viene a mancare l’acqua in alcune case proprio sopra al campo geotermico, e -si dice- che la portata di alcune delle sorgenti del Monte Labro è diminuita significativamente. Inoltre, poco dopo, a fine settembre, la falda a Poggio Trauzzolo inizia a scendere repentinamente, mentre ai piezometri Enel la falda continua a salire di circa 50 cm fino al 22 ottobre, rimanendo poi costante.
A Poggio Trauzzolo la falda continua a scendere vorticosamente fino al 17 novembre -in tutto 70 cm in 40 giorni- proprio, guarda caso, contemporaneamente alla attivazione dei pozzi di alimentazione della nuova Centrale Geotermica Bagnore 4”.

Aggiunge poi, “Dato che il piezometro Poggio Trauzzolo si trova a monte di quelli di Enel, questo comportamento ha una sola spiegazione e cioè che la falda a monte dei piezomteri di Enel viene drenata verso il campo geotermico, inquinandosi irrimediabilmente. La quantità di acqua potabile persa durante questo abbassamento della falda è probabilmente dell’ordine di un miliardo di litri: se fosse venduta in bottigliette da un litro quanto ne ricaverebbero i comuni amiatini?”.

E, di seguito, “Dopo il 20 novembre il piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzisce” mostrando repentini e momentanei abbassamenti di pochi metri della falda.
E se, invece di essere errate, queste improvvise variazioni del livello della falda misurassero repentine transienti riduzioni di pressione del campo geotermico che, durante la messa in esercizio, possono corrispondere ad abbassamenti di oltre 1000 m di acqua?
E se il cavo si fosse eventualmente lesionato proprio a causa di queste improvvise oscillazioni?
Questa ipotesi, data la connessione diretta tra il campo geotermico e l’acquifero potabile dell’Amiata, non può e non deve essere scartata.
In particolare perché le improvvise oscillazioni della pressione nel campo geotermico potrebbero far risalire i fluidi geotermici contaminando direttamente la falda acquifera.
Proprio perché esiste una connessione ormai scientificamente dimostrata tra il campo geotermico e l’acquifero potabile e tale connessione è stata scartata nelle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) della nuova Centrale di Bagnore 4 e del Piano di Riassetto del Campo Geotermico di Piancastagnaio, le autorizzazione VIA dovrebbero dalla Regione essere sospese in autotutela.
Ma se ancora alcuni amministratori potessero dubitare di ciò, e insistessero nel non applicare il Principio di Precauzione imposto dalla legge, per avere l’ennesima conferma è sufficiente chiudere le centrali geotermiche e verificare se la falda torni a salire o meno.
In alternativa, Enel metta a disposizione di tutti i dati di prelievo di fluidi geotermici dai pozzi dai campi geotermici dell’Amiata”.

 

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GoNews dell’8 dicembre 2014
Bagnore 4, il comitato Sos Geotermia: “E se il piezometro di Poggio Trauzzolo non fosse impazzito?”
…segue ns. comunicato

Bagnore 4, presentato il ricorso al Consiglio di Stato

20140700_bagnore4_occhiDalla battaglia legale alle lotte contro la proliferazione di geotermia industriale in Amiata; i neo-sindaci in bilico tra il sì e il no.
Appello a sostenere le spese legali.

La settimana scorsa, col sostegno del Forum Ambientalista e del WWF, attraverso l’avv.Nunzi, abbiamo presentato al Consiglio di Stato il ricorso contro la sentenza del TAR Toscana sulla costruenda centrale Enel Bagnore 4.
Siamo convinti che l’autorizzazione concessa dalla Regione Toscana sia stata rilasciata con sostanziali violazioni di legge e siamo fiduciosi che il Consiglio di Stato vorrà approfondire le motivazioni, che pure erano state presentate al Tar, e riconoscerne la fondatezza fermando lo scempio che si sta aggiungendo alla già grave situazione in Amiata.
Nei prossimi giorni renderemo pubbliche le motivazioni del nuovo ricorso.
Di certo la lotta contro la geotermia industriale dannosa non finisce entro il perimetro giudiziario, ma investe il campo sociale e politico.
Da Arcidosso arrivano segnali di forte preoccupazione tra i cittadini che iniziano a subire gli effetti della centrale e del cantiere di Bagnore, solidarietà e sostegno concreto ai comitati che si stanno mobilitando in aree finora non interessate direttamente dalle centrali, come Montenero, Monticello, Cinigiano.
Di questi giorni sono le notizie della netta presa di posizione dei sindaci del versante grossetano contrari all’ipotesi della centrale di Montenero. Ci auguriamo che la prospettiva di una proliferazione selvaggia di trivelle abbia provocato un momento di riflessione sulle prospettive che si vogliono dare a questo territorio e che da questo si passi a ridiscutere anche delle ben più inquinanti e dannose centrali esistenti e previste sia a Bagnore che a Piancastagnaio.
Dialogo aperto con il nuovo sindaco di Abbadia Tondi, con il quale ci siamo incontrati, presente il dott.Borgia, al quale abbiamo rappresentato tutte le ragioni che debbono impedire la crescita di questa geotermia Enel in Amiata e che proprio da Abbadia, che già lo scorso anno in consiglio comunale si era espressa contro, possano partire proposte e progetti verso gli altri comuni per un futuro libero dalle centrali e che investa e punti sulle qualità del territorio.

AIUTACI A DIFENDERE LA MONTAGNA!
Nessuno ci paga, non abbiamo sponsor, finanziatori occulti od altro, tutte le nostra iniziative le facciamo mettendoci le nostre energie e i nostri soldi con il contributo dei tanti che fino ad oggi ci hanno dato una mano.
Rivolgiamo di nuovo un appello a tutti a contribuire per sostenere le spese legali,
basta CLICCARE QUI e seguire le istruzioni.

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Il Tirreno del 25 luglio 2014
Bagnore 4, il comitato fa appello al Consiglio di Stato
SANTA FIORA Sos Geotermia non si arrende e, convinta che l’autorizzazione concessa dalla Regione Toscana alla costruzione della nuova centrale geotermica di Enel Green Power sull’Amiata sia stata rilasciata con sostanziali violazioni di legge, fa appello al Consiglio di Stato. Le carte sono state inviate la settimana scorsa, col sostegno del Forum Ambientalista e del Wwf, attraverso l’avvocato Nunzi. «Siamo fiduciosi che il Consiglio di Stato vorrà approfondire le motivazioni, che pure erano state presentate al Tar, e riconoscerne la fondatezza fermando lo scempio che si sta aggiungendo alla già grave situazione in Amiata», spiega Sos Geotermia. Nei prossimi giorni saranno rese pubbliche le motivazioni del nuovo ricorso. «Di certo la lotta contro la geotermia industriale dannosa non finisce entro il perimetro giudiziario – prosegue Sos Geotermia – ma investe il campo sociale e politico. Da Arcidosso arrivano segnali di forte preoccupazione tra i cittadini che iniziano a subire gli effetti della centrale e del cantiere di Bagnore, solidarietà e sostegno concreto ai comitati che si stanno mobilitando in aree finora non interessate direttamente dalle centrali, come Montenero, Monticello, Cinigiano». Di questi giorni sono le notizie della netta presa di posizione dei sindaci del versante grossetano contrari all’ipotesi della centrale di Montenero. «Ci auguriamo – spiega Sos Geotermia – che la prospettiva di una proliferazione selvaggia di trivelle abbia provocato un momento di riflessione sulle prospettive che si vogliono dare a questo territorio e che da questo si passi a ridiscutere anche delle ben più inquinanti e dannose centrali esistenti e previste sia a Bagnore che a Piancastagnaio.Dialogo aperto con il nuovo sindaco di Abbadia Tondi, con il quale ci siamo incontrati, presente il dott.Borgia, al quale abbiamo rappresentato tutte le ragioni che debbono impedire la crescita di questa geotermia Enel in Amiata e che proprio da Abbadia, che già lo scorso anno in consiglio comunale si era espressa contro, possano partire proposte e progetti verso gli altri comuni per un futuro libero dalle centrali e che investa e punti sulle qualità del territorio».

QuiGrosseto del 24 luglio 2014
Bagnore 4, presentato il ricorso al Consiglio di Stato
…segue ns. comunicato

GoNews del 24 luglio 2014
Bagnore 4, SOS Geotermia presenta il ricorso al Consiglio di Stato
…segue ns. comunicato

Il Cittadino online del 24 luglio 2014
Ricorso al Consiglio di Stato per Bagnore 4
I Comitati contro la proliferazione di geotermia industriale in Amiata; i neo-sindaci tra il sì e il no
…segue ns. comunicato

MaremmaNews del 24 luglio 2014
Bagnore 4, presentato il ricorso al Consiglio di Stato
…segue ns. comunicato

AbbadiaNews.it del 24 luglio 2014
Geotermia, Bagnore 4: i comitati presentano ricorso al Consiglio di Stato
…segue ns. comunicato

Geotermia ad Abbadia? Sindaco Tondi, chiarezza e coerenza

abbadia saluti cropL’incontro con Enel e le dichiarazioni del Sindaco preoccupano i cittadini. Chiediamo un urgente incontro. Anche il Dott. Borgia vuole incontrare il Sindaco (lettera in fondo)

Dopo l’incontro preannunciato dalla stampa tra il neoeletto sindaco di Abbadia S.S. Tondi ed i rappresentanti dell’Enel a tutt’oggi niente sappiamo  sulle reali intenzioni del sindaco rispetto alla geotermia, mentre invece Enel è fin troppo chiara sulle intenzioni.

Nelle dichiarazioni rilasciate prima dell’incontro, lo stesso sindaco dichiarava “vogliamo capire dice le eventuali opportunità che anche noi potremmo avere con l’utilizzo delle basse e medie entalpie, o meglio con l’utilizzo del calore. Non si tratta di sconfessare le precedenti prese di posizioni ma solo di capire. Per ora vogliamo capire, confrontarci”; tali dichiarazioni contrastano però con quanto Enel si è premurata di comunicare: nessuna possibilità di medie e basse entalpie sull’Amiata, ma la riproposizione della sola alta entalpia con la proposta di una centrale da 20 MW  a rilascio libero nell’atmosfera (flash) che andrebbe a sommarsi ai già circa 120 MW di Piancastagnaio e i 60 MW di Bagnore con il rischio, più che probabile, di irreversibili conseguenze sulla salute, sull’aria e sull’acqua.

Ricordiamo al sindaco Tondi che poco più di un anno fa il Consiglio comunale aveva approvato una mozione molto chiara rispetto alla geotermia; infatti la delibera 25 del 30 aprile 2013 impegna il sindaco e la giunta alla tutela dell’ambiente soprattutto rispetto alle aggressioni della geotermia industriale dell’Enel e chiede anche impegni precisi sulla valutazione dell’impatto complessivo delle centrali esistenti e in costruzione (Piancastagnaio e Bagnore).
Tale delibera, se non revocata, continua a produrre i suoi effetti ed il sindaco dovrebbe, anzi, dare corso agli impegni presi in quella sede.

Per quanto riguarda la volontà dello stesso sindaco Tondi ‘ad essere informato e a capire’ crediamo che non basti incontrare l’Enel, che la geotermia la vende, ma sia necessario confrontarsi anche con chi si occupa della questione come i comitati, i medici e gli scienziati.

Rivolgiamo pertanto al sindaco una richiesta di incontro, che formalizzeremo domani, nella quale consegneremo la documentazione in nostro possesso e nel quale saremo ben lieti di rispondere ad ogni quesito per aiutarlo a comprendere, oltre ai vantaggi economici, anche i danni attuali e i rischi futuri della geotermia che l’Enel continua a propinare a tutta la montagna.

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Il Dott. Borgia scrive al Sindaco Tondi

Caro Fabrizio,

Come ben ricordi sei stato proprio te a farmi fare tra i lavori di ricerca più interessanti proprio in ambito geotermico in Amiata.
Ora dopo molti anni hai la possibilità di ristabilire la verità scientifica e tecnica sulla geotermia dalle tue parti. Purtroppo questa verità è stata nel tempo mascherata grazie alla accondiscendenza delle istituzioni, incluso quelle di ricerca ed insegnamento che dovrebbero essere per mandato imparziali. Questa non è una semplice mia opinione è la realtà che indicano i dati raccolti nel tempo dal Gestore e più recentemente dalla Regione Toscana.

Tali dati indicano inequivocabilmente che l’acquifero superficiale è stato abbassato di 100-400 m proprio dallo sfruttamento geotermico, facilitando la risalita di fluidi geotermici nell’acquifero superficiale ed andando ad inquinarlo (questo è stato proprio misurato dagli scienziati dell’INGV di Napoli), ma puoi vederlo con i tuoi stessi occhi e toccarlo con mano tutti i giorni se vai ad osservare lo “scarico” della Galleria Nuova ad Abbadia o lo scarico del pozzo poco sopra all’Ermeta: le analisi chimiche indicano inequivocabilmente che sono fluidi geotermici. Ma anche lungo l’asse del vulcano dove vi sono varie aree dove sono state misurate risalite di fluidi geotermici.  Te stesso puoi vedere da internet l’andamento del livello della falda acquifera e come questo sia legato alla produzione di vapore dai campi geotermici: quando si produce più vapore il livello della falda scende e quando se ne produce meno il livello sale. Che dire? Proprio l’incontrario di quanto il gestore a affermato in sede di VIA. I fluidi geotermici risalgono ed inquinano acquifero ed aria probabilmente anche nelle case.

Che dire poi dei terremoti indotti dallo sfruttamento geotermico? Le vostre case ed edifici pubblici resistono tutti senza problemi strutturali a terremoti che potrebbero arrivare forse anche a Magnitudo Locali superiori 6? Una buona cosa potrebbe essere far fare un controllo a tappeto su tutti gli edifici…

Che dire della subsidenza (argomento un tabú) che dall’inizio dello sfruttamento geotermico (dai dati del gestore) sembrerebbe essere stata di almeno un metro e che ha “messo in crisi” anche il ponte su Paglia…

Che dire delle emissioni di inquinanti in atmosfera di cui le centrali geotermiche amiatine sono se non vado errato le prime al mondo?

Molti, non tutti (per esempio non i terremoti indotti), questi problemi possono essere risolti con centrali a ciclo binario.

È ovvio che il gestore attuale non voglia far apparire sul “suo territorio” altri gestori che magari propongono la realizzazione centrali a ciclo binario con emissioni zero e minima depressurizzazione del campo geotermico dalla pressione originaria – pertanto molto meno impattanti delle sue. Mi sembra appunto che vi fosse un progetto di ricerca geotermica a ciclo binario proprio nel Comune di Abbadia della Sorgenia, può darsi?

Perchè non inviti anche me a confrontarmi con la tua Giunta e con tutti coloro che vorrai (scienziati, gestori, istituzioni come Regione Toscana, ecc.) in modo da avere un quadro completo della situazione? Non penso che vi siano persone che possano mettere in dubbio la mia serietà e capacità scientifica, visto che ho un’esperienza in merito che pochi possono vantare?

Un caro saluto,
Andrea

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La Nazione del 10 luglio 2014
Geotermia, il sindaco incontra i comitati contrari ai pozzi
ABBADIA DOPO LE APERTURE AI PROGETTI DI ENEL GREEN POWER
di Massimo Cherubini
L’APERTURA alla possibilità di insediamenti geotermici nel territorio comunale di Abbadia San Salvatore non piace ai comitati che da anni dicono no’ ai progetti di Enel Green Power. La posizione è stata ribadita dal dottor Andrea Borgia che, con i suoi studi, sostiene la posizione dei comitati che poggia sui rischi ambientali e della salute. Un problema, quello dell’attività geotermica in Amiata, che da anni e anni divide. Alla realtà dei fatti pozzi e centrali sono sorte un po’ ovunque, tranne nel comune di Abbadia San Salvatore che gas e emissioni le prende dai comuni limitrofi, ovvero in qualche caso a pochi chilometri di distanza dal paese che si è da sempre opposto. Di fronte a questo quadro (si deve considerare che i comuni che consentono l’utilizzo della geotermia incassano soldi) la nuova amministrazione, guidata dal sindaco Fabrizio Tondi, fin dagli inizi della campagna elettorale ha manifestato l’intenzione di aprire, su questo tema, un confronto a tutto campo. Il sindaco e i rappresentanti della giunta hanno dapprima incontrato i dirigenti di Enel Green Power e nei prossimi giorni incontreranno i rappresentanti dei comitati. Quando il quadro sarà chiarito, il dibattito per la decisione finale investirà i cittadini. «La nostra posizione afferma il sindaco Tondi – è quella di interlocutore, in nome e per conto dei cittadini, con tutte le parti interessate al progetto. Siamo pronti ad ascoltare tutte le parti. Come abbiamo fatto con Enel, una volta terminato anche l’incontro con i comitati contrari alla geotermia, ne riporteremo interamente il contenuto alla cittadinanza».

Corriere di Siena/Corriere di Maremma dell’8 luglio 2014
Abbadia San Salvatore Al confronto parteciperanno anche i comitati. “Vogliamo ascoltare tutte le posizioni”
Geotermia, ilsindaco incontra il dottor Borgia
ABBADIA SAN SALVATORE L’ amministrazione comunale si è detta pienamente disponibile ad incontrare il dottor Borgia e una delegazione dei comitati anti- geotermia. La decisione, fa sapere il sindaco, Fabrizio Tondi, non è maturata solo a seguito della lettera presentata da parte di Andrea Borgia allo stesso sindaco, ma rientra a pieno titolo in tutta quella serie di incontri di approfondimento sul tema della geotermia che l’ Amministrazione ha in programma. “Come abbiamo già avuto modo di dire – Spiega Tondi – la nostra posizione è quella di interlocutore in nome e per conto dei cittadini che rappresentiamo. Siamo dunque interessati ad ascoltare tutte le parti in causa e ad avere un quadro chiaro della situazione. Così come abbiamo fatto con Enel, una volta terminato anche questo incontro con i comitati contrari alla geotermia, ne riporteremo interamente il contenuto alla cittadinanza e così faremo con tutte le altre parti che andremo ad incontrare su questa tematica complessa. Ciò che ci preme non è fare gli interessi di uno o dell’ altro, ma riportare i fatti, i dati scientifici e tutto ciò che di concreto esiste in questa vicenda. Informare i cittadini, metterli di fronte alla complessità del quadro cercando di spiegare bene tutti i pro e i contro è l’ unico vero ruolo che ci spetta in questa vicenda, nel momento in cui sia effettivamente dimostrato che sull’ Amiata non sia possibile realizzare la media e la bassa entalpia. In circostanze diverse da queste, così come detto in campagna elettorale, l’ ultima parola non spetta all’ Amministrazione ma ai cittadini.” A questa apertura dell’ amministrazione comunale farà certamente seguito, a questo punto, un incontro del quale, comunica ancora Tondi, verrà data notizia quanto prima. Quindi l’ incontro con il dottor Borgia e una delegazione dei comitati anti- geotermia. rientra a pieno titolo in tutta quella serie di incontri di approfondimento sul tema della geotermia che la nuova amministrazione comunale ha in programma su tutta una serie di temi di particolare interesse per la comunità di Abbadia San Salvatore.

SienaFree del 7 luglio 2014
Amministrazione di Abbadia-Andrea Borgia: piena disponibilità all’incontro
Tondi: “Siamo interessati ad ascoltare tutti e ad avere un quadro chiaro della situazione”
L’Amministrazione Comunale di Abbadia San Salvatore si è detta pienamente disponibile ad incontrare il dott. Andrea Borgia e una delegazione dei comitati anti-geotermia. La decisione, fa sapere il sindaco, Fabrizio Tondi, non è maturata solo a seguito della lettera presentata da parte di Andrea Borgia allo stesso sindaco, ma rientra a pieno titolo in tutta quella serie di incontri di approfondimento sul tema della geotermia che l’Amministrazione ha in programma.
“Come abbiamo già avuto modo di dire – Spiega Tondi – la nostra posizione è quella di interlocutore in nome e per conto dei cittadini che rappresentiamo. Siamo dunque interessati ad ascoltare tutte le parti in causa e ad avere un quadro chiaro della situazione. Così come abbiamo fatto con Enel, una volta terminato anche questo incontro con i comitati contrari alla geotermia, ne riporteremo interamente il contenuto alla cittadinanza e così faremo con tutte le altre parti che andremo ad incontrare su questa tematica complessa. Ciò che ci preme non è fare gli interessi di uno o dell’altro, ma riportare i fatti, i dati scientifici e tutto ciò che di concreto esiste in questa vicenda. Informare i cittadini, metterli di fronte alla complessità del quadro cercando di spiegare bene tutti i pro e i contro è l’unico vero ruolo che ci spetta in questa vicenda, nel momento in cui sia effettivamente dimostrato che sull’Amiata non sia possibile realizzare la media e la bassa entalpia. In circostanze diverse da queste, così come detto in campagna elettorale, l’ultima parola non spetta all’Amministrazione ma ai cittadini.”
A questa apertura dell’Amministrazione Comunale farà certamente seguito, a questo punto, un incontro del quale, comunica ancora Tondi, verrà data notizia quanto prima.

Contropiano.org del 5 luglio 2014
Geotermia ad Abbadia? No grazie
…segue ns. comunicato

Il Cittadino online del 4 luglio 2014
“GEOTERMIA AD ABBADIA? SINDACO TONDI, CHIAREZZA E COERENZA”
L’incontro con Enel e le dichiarazioni del sindaco preoccupano i cittadini
…segue ns. comunicato

Maremmanews del 4 luglio 2014
“Geotermia ad Abbadia? Sindaco Tondi, chiarezza e coerenza”
…segue ns. comunicato

Abbadia News del 4 luglio 2014
Geotermia. Il Dott. Borgia scrive al Sindaco Tondi «L’acquifero è stato abbassato di 100-400 m dallo sfruttamento geotermico»
..segue lettera del dott.Borgia

Rossi si dà alla fuga

20131022_rossi_fuga_amiata_01Ciò che è accaduto ieri, martedì 22 ottobre, a Castel Del Piano, in occasione della visita all’Amiata del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, è la dimostrazione dell’arroganza di certi personaggi politici e amministratori che invece di ascoltare e rispondere alle osservazioni, critiche e precise domande dei comitati ambientali sui rischi su ambiente, salute, acqua dello sfruttamento geotermoelettrico di Enel, voluto con forza dalla stessa Regione Toscana, lascia il tavolo della discussione, facendo la parte dell’offeso, di fronte a una semplice interruzione e dandosi alla fuga.
Una visita nella quale si dovevano rassicurare gli amiatini sulle opere e sui finanziamenti che deriveranno dallo sfruttamento della energia geotermica. Solo soldi, come “compensazioni ambientali”,   senza minimamente preoccuparsi degli effetti disastrosi  anche per le prospettive future economiche di un territorio che deve invece puntare alla valorizzazione delle risorse naturali, ambientali (acqua, bosco, etc), turistiche, storico-culturali e di artigianato e  prodotti agroalimentari.
Una inconsueta presenza nell’Amiata, quella del Presidente Rossi, circondato da ossequiosi amministratori locali, che aveva il senso di una “visita pastorale”, alla quale non erano certamente previsti contraddittori, contestazioni e critiche, di fronte alle quali è sembrato più semplice darsi alla fuga.
Un bell’esempio di democrazia di un Presidente che si vanta spesso nella stampa di voler tenere un rapporto aperto e democratico con i cittadini. Il fatto è che Rossi non aveva forse gli argomenti per rispondere alle precise osservazioni e documentazioni dei comitati. Non accetta di essere criticato e  preferisce “pontificare” da Firenze invece di ascoltare e confrontarsi con i cittadini dell’Amiata.
Ma i problemi, sollevati dagli  attivisti dei movimenti amiatini, sono tutti lì in attesa di risposta.
I comitati  richiedono quindi un “contraddittorio” pubblico allo stesso Presidente da tenersi in una piazza di un  comune   amiatino, dove alla presenza degli  imprenditori e dei cittadini, spieghi  in particolare il perché  non accetta la proposta di “Moratoria” su tutta l’attività geotermica anche in attesa dei risultati degli ulteriori studi che la stessa Regione Toscana ha commissionato fino al 2016 e ha invece dato il via al raddoppio della produzione a Piancastagnaio e alla costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 a Santa Fiora.

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Il Cittadino online del 26 ottobre 2013
Sos Geotermia “pizzica” Rossi sulla situazione amiatina
Il comportamento del presidente della Regione definito “arrogante”
di Fabrizio Pinzuti
AMIATA. Non si sa se l’incontro con i movimenti ambientalisti del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi fosse previsto; i comunicati ufficiali parlavano di una visita sul versante grossetano dell’Amiata per toccare con mano le esperienze in campo agricolo compiute a Montenero D’Orcia, per tranquillizzare i cittadini sulla paventata chiusura, o ridimensionamento, dell’ospedale di Casteldelpiano e per incontrare i ragazzi che hanno utilizzato i bandi regionali dedicati ai giovani («sono circa 150 – ha ricordato il sindaco Franci – quelli che sono stati e che sono impiegati con questa metodologia di occupazione») e gli imprenditori della zona amiatina. Quello che è certo è che la visita del governatore è stata un ulteriore punto di confronto sulla geotermia.
In proposito SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, ha emesso un comunicato che suona come un’ulteriore critica per l’operato del presidente e questa volta non solo per le scelte generali e politiche compiute in tema di geotermia ma anche per l’atteggiamento tenuto nell’occasione da Rossi.
“Ciò che è accaduto martedì 22 ottobre, a Castel Del Piano – specifica la nota – in occasione della visita all’Amiata del Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, è la dimostrazione dell’arroganza di certi personaggi politici e amministratori che invece di ascoltare e rispondere alle osservazioni, critiche e precise domande dei comitati ambientali sui rischi su ambiente, salute, acqua dello sfruttamento geotermoelettrico di Enel, voluto con forza dalla stessa Regione Toscana, lascia il tavolo della discussione, facendo la parte dell’offeso, di fronte a una semplice interruzione e dandosi alla fuga. Una visita nella quale si dovevano rassicurare gli amiatini sulle opere e sui finanziamenti che deriveranno dallo sfruttamento della energia geotermica. Solo soldi, come “compensazioni ambientali”, senza minimamente preoccuparsi degli effetti disastrosi anche per le prospettive future economiche di un territorio che deve invece puntare alla valorizzazione delle risorse naturali, ambientali (acqua, bosco, etc), turistiche, storico-culturali e di artigianato e prodotti agroalimentari. Una inconsueta presenza nell’Amiata, quella del Presidente Rossi, circondato da ossequiosi amministratori locali, che aveva il senso di una “visita pastorale”, alla quale non erano certamente previsti contraddittori, contestazioni e critiche, di fronte alle quali è sembrato più semplice darsi alla fuga. Un bell’esempio di democrazia di un Presidente che si vanta spesso nella stampa di voler tenere un rapporto aperto e democratico con i cittadini. Il fatto è che Rossi non aveva forse gli argomenti per rispondere alle precise osservazioni e documentazioni dei comitati. Non accetta di essere criticato e preferisce “pontificare” da Firenze invece di ascoltare e confrontarsi con i cittadini dell’Amiata. Ma i problemi, sollevati dagli attivisti dei movimenti amiatini, sono tutti lì in attesa di risposta.
I comitati richiedono quindi un “contraddittorio” pubblico allo stesso Presidente da tenersi in una piazza di un comune amiatino, dove alla presenza degli imprenditori e dei cittadini, spieghi in particolare il perché non accetta la proposta di “Moratoria” su tutta l’attività geotermica anche in attesa dei risultati degli ulteriori studi che la stessa Regione Toscana ha commissionato fino al 2016 e ha invece dato il via al raddoppio della produzione a Piancastagnaio e alla costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 a Santa Fiora”. E’ attesa la replica del presidente.

Amiata Radio.com del 25 ottobre 2013
Il comitato ”Sos Geotermia” dell’Amiata: «Rossi non regge il contradditorio. Ha preferito darsi alla fuga»
GEOTERMIA AMIATA | Il comitato “SOS Geotermia – Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata” racconta l’incontro con il presidente della Regine, Enrico Rossi, avuto a Castel DelPiano, che doveva avere come argomento lo sfruttamento geotermoelettrico del territorio.
…segue ns.comunicato.

PrimaPaginaChiusi.it del 23 ottobre 2013
 IL COMITATO SOS GEOTERMIA: ROSSI SI DA’ ALLA FUGA
SIENA – Il Comitato SOS geotermia critica il Governatore toscano, Enrico Rossi. Durante un incontro tenutosi a Castel del Piano, sembra che il Governatore non abbia voluto rispondere ad lacune domande “scomode”. Pubblichiamo la versione del Comitato No alla Geotermia:  …segue ns.comunicato.

Valdelsa.net del 24 ottobre 2013
Il comitato ”Sos Geotermia” dell’Amiata: «Rossi non regge il contradditorio. Ha preferito darsi alla fuga»
…segue ns.comunicato.

Cortocircuito del 23 ottobre 2013
Castel del Piano: Enrico Rossi si dà alla fuga. No alla geotermia Enel!
Riceviamo da Sos Geotermia dopo la contestazione di ieri a Castel del Piano (Grosseto), ai danni del presidente della Regione Enrico Rossi, alla quale era presente anche l’assemblea Monte Libero:
…segue ns.comunicato.

Il Tirreno del 23 ottobre 2013
Cipressino, il caso va a Firenze
Presto un tavolo con gli enti locali. Che potrebbero chiedere un contributo a Enel
CASTEL DEL PIANO – La Regione Toscana, la Provincia di Grosseto e l’Unione dei comuni Amiata grossetana, insieme per il Cipressino. Per lo meno, pare. I sindaci dell’Amiata grossetana e il presidente dell’Unione hanno incontrato il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi durante la visita che il presidente regionale ha dedicato alla montagna, con la speranza di risolvere, finalmente, uno dei problemi più vecchi e più scottanti del comprensorio amiatino, chiacchieratissima querelle che si trascina da decenni e che torna alla ribalta soprattutto in periodi preelettorali. Il Cipressino lo invocano le imprese, lo chiede adesso la politica e le istituzioni e forse adesso è la volta buona. Infatti, secondo quanto hanno concertato le istituzioni locali col presidente Rossi, fra una quindicina di giorni a Firenze si dovrebbe tenere un incontro fra Unione, sindaci, provincia e regione per sottoscrivere un protocollo per dare una svolta al Cipressino. Ognuna delle istituzioni metterà delle risorse e se queste non saranno sufficienti si chiederà la collaborazione di Enel e si cercheranno risorse aggiuntive nei patti territoriali. Un’operazione che se vedrà la luce ufficiale potrà ristorare soprattutto le imprese che hanno scelto di restare in Amiata nonostante una viabilità da far tremare le vene e i polsi. Enel, dunque, come possibile interlocutore e sostenitore dell’operazione e proprio contro Enel e lo sfruttamento geotermico dell’Amiata non hanno mancato di manifestare alcuni esponenti dei comitati antigeotermici. Mentre il governatore Enrico Rossi incontrava gli imprenditori nel palazzo comunale, alcuni rappresentanti dei comitati stendevano striscioni e intonavano slogan contro la politica della regione Toscana favorevole alla geotermia e contro Enel green Power. Nei volantini di SoS geotermia si leggeva: «Coloro che pensano di conciliare l’occupazione e la valorizzazione del territorio con la geotermia dell’Enel, vendono fumo». (f.b.)

“I fatti di Arcidosso”. Cronaca di una frattura tra poteri forti e comunità locali

 

lazzaretti_elicottero“I fatti di Arcidosso”, con questo titolo la stampa dell’epoca raccontava l’accaduto 135 anni fa’.
Il 18 Agosto 1878 David Lazzaretti e i suoi seguaci, in gran parte braccianti e lavoratori della terra, danno vita ad una grande processione che da Monte Labbro avrebbe dovuto raggiungere Arcidosso e Castel del Piano, per una visita ai santuari di questi paesi.
Una pacifica manifestazione, colorata da bandiere e vessilli, e dai costumi indossati dai lazzarettisti che sfilano insieme a mogli e figli, bambini e bambine con corone di fiori sulla testa.
All’ingresso di Arcidosso la processione viene fermata dalle forze dell’ordine che intimano a Lazzaretti di retrocedere e sciogliere il corteo. David risponde che andrà avanti, che lui porta la pace e la misericordia e che è pronto a versare il suo sangue  per amore di Cristo.
Partono degli spari da parte della forza pubblica e Lazzaretti viene colpito a morte.
Nei giorni immediatamente precedenti la processione, tra gli abitanti di Arcidosso si era sparsa la voce che i lazzarettisti sarebbero arrivati in paese e avrebbero saccheggiato le case dei benestanti, i preti dai loro pulpiti annunciavano disgrazie e violenza ed un clima di preoccupazione e paura si era diffuso fra la gente.
L’11 maggio 2013, 135 anni dopo, si è tenuta ad Arcidosso una manifestazione pubblica organizzata dal coordinamento SOS Geotermia, alla quale hanno aderito le maggiori organizzazione nazionali e locali per la tutela dell’ambiente e dei beni comuni.
Tutto si è svolto serenamente e positivi sono stati i risultati.
La manifestazione era contro le centrali geotermoelettriche di ENEL e contro la cattiva e dannosa politica per lo sviluppo geotermico in Amiata portata avanti dalla Giunta Regionale Toscana, dal suo presidente Enrico Rossi e dall’assessore all’Ambiente e all’Energia Anna Rita Bramerini, con la complicità di sindaci e assessori dei Comuni dell’Amiata che hanno sottoscritto gli accordi tra ENEL e Regione. Tra l’altro questi signori del PD, o chi per loro quando si chiamavano Ulivo o DS, nei primi anni 2000, insieme alle Province di Grosseto e Siena erano di tutt’altra opinione, assessore Bramerini compresa, e dichiaravano  sulla stampa che la geotermia era insostenibile e incompatibile con le risorse di questo territorio.
Dicevano esattamente quello che oggi dicono gli ambientalisti di SOS Geotermia. 
Il percorso dei manifestanti è stato l’opposto di quello che avevano fatto oltre un secolo fa i lazzarettisti:  partenza  da Arcidosso, località Aiuole, direzione Monte Labbro, proprio perché su questa strada si trovano la centrale ENEL di Bagnore 3 (20MW) ed il luogo dove dovrebbe essere costruita Bagnore 4 (40 MW), la centrale più grande dell’Amiata, prevista nell’area geotermica più inquinante a livello regionale.
Nei giorni immediatamente precedenti l’appuntamento, in Arcidosso sono iniziate a circolare voci che vi potevano essere pericoli di provocazioni o eventuali atti di violenza da parte di soggetti provenienti da fuori, proprio per disturbare lo svolgimento della manifestazione.
Un allarmismo esagerato, come poi i fatti hanno dimostrato.
Durante la giornata si è discusso sulle problematiche e i danni causati dalla geotermia, si sono difesi i diritti delle persone che amano la loro terra, e poi si è dato vita al corteo, pacifico e tranquillo, con striscioni colorati e bandiere, allietato da musicisti, canti e dai consueti slogan di occasione.
Non sono gli ambientalisti i violenti, come spesso si vorrebbe far credere, la violenza è ben altro. La violenza è quella che quotidianamente subiscono i più deboli, coloro che non hanno soldi neppure  per vivere, coloro che non hanno lavoro o che lo perdono da un giorno all’altro, senza alcuna prospettiva e speranza per la propria famiglia.
Violenza è quella che 135 anni fa subirono i lazzarettisti, arrestati dalla forza pubblica e imprigionati per oltre un anno con l’accusa di “attentato contro la sicurezza dello stato”, e poi tutti assolti nel processo tenutosi a Siena.
Violenza è quella che ogni giorno subisce l’ambiente per gli interessi economici di società alle quali interessa soltanto il profitto.
Violenza è quella che subiscono l’Amiata e le sue popolazioni alle quali viene imposto lo sviluppo dell’attività geotermica, in un territorio dove le sue ricchezze si vedono alla luce del sole e non vanno ricercate sottoterra.  
Noi non avevamo mai avuto timori né di provocatori, né di infiltrati, anzi vogliamo ringraziare tutti coloro che sono venuti da altri paesi a sostenere la nostra lotta e che continuano a dimostrare sensibilità ed interesse verso questi problemi, a differenza di altri che si rifiutano di prendere coscienza di quello che sta succedendo sull’Amiata e mettono la testa sotto terra come gli struzzi, ignari e increduli della triste eredità che verrà lasciata ai loro figli e nipoti.
L’allarme comunque ha avuto le prevedibili e non auspicate conseguenze:
uno spiegamento di forze dell’ordine mai registrato sull’Amiata, neppure durante le lotte dei minatori. Polizia in stato di allerta attrezzata di tutto punto, carabinieri, guardie forestali, mezzi mobili e cavalli, e l’elicottero che volteggiava sulla testa dei  manifestanti. Poi il blocco del corteo alla centrale di Bagnore 3, una prescrizione imposta dalla Questura di Grosseto per motivi di sicurezza.
Un cordone di poliziotti schierati in mezzo alla strada ha impedito che il corteo continuasse a sfilare lungo la provinciale per avvicinarsi al luogo dove dovrebbe essere costruita Bagnore 4.
I manifestanti non si dirigevano verso un centro abitato, non andavamo ad Arcidosso, come un tempo avevano fatto i lazzarettisti, si recavano nelle campagne, ai margini di un campo già devastato dai lavori di movimento terra che ENEL sta facendo  in un’area ad alto rischio frane.
Perché questo enorme schieramento di forze dell’ordine? A difesa di che cosa? Di un campo ormai coperto di fango e di sterpaglie, già distrutto da ruspe e escavatori? Quali danni avrebbero mai potuto fare i manifestanti in un’area dove non è rimasto più nulla, chiusa con rete e cancello?
Quel campo fa parte del Sito di Interesse Comunitario e Regionale del “Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albegna” (SIC e SIR) oltre che Zona di Protezione Speciale dell’avifauna, voluti dalle pubbliche istituzioni, un tempo allettate dai finanziamenti dell’Unione Europea (Progetto LIFE Natura) per la valorizzazione delle risorse naturali ed oggi più interessate ai soldi di ENEL, versati, ironia della sorte, a titolo di “compensazioni ambientali”.
Per giunta confinanti con l’area geotermica di Bagnore si trovano altri due SIC e SIR, quello del “Cono vulcanico del Monte Amiata” e quello dell’ ”Alto corso del fiume Fiora” che è anche ZPS, e a poche centinaia di metri il Parco Faunistico dell’Amiata.  Come si può pensare che possano conciliarsi e convivere realtà così contrapposte: natura e biodiversità di un territorio e tonnellate di inquinanti immessi in atmosfera dalle centrali ENEL, alcuni definiti da ARPAT “con caratteristiche tossicologiche ed ecotossicologiche rilevanti”.
Prima si prendono i contributi per difendere e valorizzare l’ambiente, poi le “compensazioni” per permettere di inquinarlo.
Quando non esistono più valori e principi, e si è ormai incapaci di governare un territorio, tutto allora può dipendere dalle circostanze e dalle offerte del mercato.
Ma, ritornando ai “fatti di Arcidosso” dell’11 maggio,  noi diciamo che le garanzie di  sicurezza ci devono essere date non per un giorno all’anno, in occasione di una pacata manifestazione, ma anche negli altri 364 giorni.
Quello che chiedono i comitati per l’ambiente, facendosi interpreti di un’esigenza comune e da tutti condivisa, è la sicurezza per il domani dei loro figli, ai quali vorrebbero lasciare un territorio dove vivere serenamente come vi hanno vissuto i loro padri.
Sull’Amiata le mortalità negli uomini sono state il 13% in più rispetto a quelle registrate nei comuni limitrofi e nella Regione, un dato preoccupante che nei paesi di Arcidosso, Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio  ha raggiunto il + 30%  per le morti per tumori.
Noi non abbiamo industrie, non abbiamo discariche né inceneritori, e neppure termovalorizzatori, abbiamo invece un ambiente ricco di risorse naturali dove la qualità della vita dovrebbe essere superiore che altrove.
E se prima di chiudere una fontanella in loc. La Cascata d’Alto, dove l’arsenico a partire dal 2002 risultava al di sopra dei limiti previsti dalla legge, mentre tutti sapevano che la gente continuava a rifornirvisi di acqua, ritenendola migliore di quella del rubinetto, sono passati dieci anni, noi crediamo di avere tutte le ragioni per dire che non ci fidiamo di coloro che dovrebbero tutelare la nostra salute e il nostro territorio.

20130511_manifestazione_arcidosso_bagnore_Lamiatautogestita (9)

Il Cittadino online 12 giugno 2013
Amiata: la manifestazione di SOS Geotermia e gli strascichi di polemiche
E’ passato un mese dall’appuntamento che ha portato in piazza un migliaio di persone
di Fabrizio Pinzuti
AMIATA – E’ passato un mese dalla marcia organizzata da SOS Geotermia che portò un migliaio di persone dalle Aiole, località nel Comune di Arcidosso, fino alle centrali geotermiche di Bagnore, nel Comune di Santa Fiora e ancora si discute sul valore e sul significato di quella manifestazione, accompagnata da una serie di eventi collaterali.
SOS Geotermia, coordinamento dei comitati dell’Amiata, non manca di sottolineare che la manifestazione, oltre ad essere stata del tutto pacifica, ha  costituito una frattura tra poteri forti e comunità locali. Vi hanno aderito le maggiori organizzazioni nazionali e locali per la tutela dell’ambiente e dei beni comuni, ma soprattutto, secondo SOS Geotermia, è stata una chiara risposta “contro le centrali geotermoelettriche di ENEL e contro la cattiva e dannosa politica per lo sviluppo geotermico in Amiata portata avanti dalla Giunta Regionale Toscana, dal suo presidente Enrico Rossi e dall’assessore all’Ambiente e all’Energia Anna Rita Bramerini, con la complicità di sindaci e assessori dei Comuni dell’Amiata che hanno sottoscritto gli accordi tra ENEL e Regione”. Nella nota del coordinamento si denunciano anche le contraddizioni, o i cambiamenti di rotta, di politici ed amministratori: “Tra l’altro questi signori del PD, o chi per loro quando si chiamavano Ulivo o DS, nei primi anni 2000, insieme alle Province di Grosseto e Siena erano di tutt’altra opinione, assessore Bramerini compresa, e dichiaravano sulla stampa che la geotermia era insostenibile e incompatibile con le risorse di questo territorio. Dicevano esattamente quello che oggi dicono gli ambientalisti di SOS Geotermia”. Altro punto della nota è la denuncia della macchinazione mediatica e politica creata intorno alla manifestazione: “Nei giorni immediatamente precedenti l’appuntamento, in Arcidosso sono iniziate a circolare voci che vi potevano essere pericoli di provocazioni o eventuali atti di violenza da parte di soggetti provenienti da fuori, proprio per disturbare lo svolgimento della manifestazione. Un allarmismo esagerato, come poi i fatti hanno dimostrato. Durante la giornata si è discusso sulle problematiche e i danni causati dalla geotermia, si sono difesi i diritti delle persone che amano la loro terra, e poi si è dato vita al corteo, pacifico e tranquillo, con striscioni colorati e bandiere, allietato da musicisti, canti e dai consueti slogan di occasione”. Immediato il contrattacco: “Non sono gli ambientalisti i violenti, come spesso si vorrebbe far credere, la violenza è quella che quotidianamente subiscono i più deboli, coloro che non hanno soldi neppure  per vivere, coloro che non hanno lavoro o che lo perdono da un giorno all’altro, senza alcuna prospettiva e speranza per la propria famiglia … Violenza è quella che ogni giorno subisce l’ambiente per gli interessi economici di società alle quali interessa soltanto il profitto. Violenza è quella che subiscono l’Amiata e le sue popolazioni alle quali viene imposto lo sviluppo dell’attività geotermica, in un territorio dove le ricchezze si vedono alla luce del sole e non vanno ricercate sottoterra. Noi non avevamo mai avuto timori né di provocatori, né di infiltrati, anzi vogliamo ringraziare tutti coloro che sono venuti da altri paesi a sostenere la nostra lotta e che continuano a dimostrare sensibilità ed interesse verso questi problemi, a differenza di altri che si rifiutano di prendere coscienza di quello che sta succedendo sull’Amiata e mettono la testa sotto terra come gli struzzi, ignari e increduli della triste eredità che verrà lasciata ai loro figli e nipoti. L’allarme comunque ha avuto le prevedibili e non auspicate conseguenze: uno spiegamento di forze dell’ordine mai registrato sull’Amiata, neppure durante le lotte dei minatori. Polizia in stato di allerta attrezzata di tutto punto, carabinieri, guardie forestali, mezzi mobili e cavalli, e l’elicottero che volteggiava sulla testa dei manifestanti. Poi il blocco del corteo alla centrale di Bagnore 3, una prescrizione imposta dalla Questura di Grosseto per motivi di sicurezza. Un cordone di poliziotti schierati in mezzo alla strada ha impedito che il corteo continuasse a sfilare lungo la provinciale per avvicinarsi al luogo dove dovrebbe essere costruita Bagnore 4. I manifestanti non si dirigevano verso un centro abitato … si recavano nelle campagne, ai margini di un campo già devastato dai lavori di movimento terra che ENEL sta facendo  in un’area ad alto rischio frane. Perché questo enorme schieramento di forze dell’ordine? A difesa di che cosa? Di un campo ormai coperto di fango e di sterpaglie, già distrutto da ruspe e escavatori? Quali danni avrebbero mai potuto fare i manifestanti in un’area dove non è rimasto più nulla, chiusa con rete e cancello?” Quest’ultimo punto offre il fianco per denunciare altre supposte contraddizioni o cambiamenti di strategia di amministratori e politici: “Quel campo fa parte del Sito di Interesse Comunitario e Regionale del “Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albegna” (SIC e SIR) oltre che Zona di Protezione Speciale (ZPS) dell’avifauna, voluti dalle pubbliche istituzioni, un tempo allettate dai finanziamenti dell’Unione Europea (Progetto LIFE Natura) per la valorizzazione delle risorse naturali ed oggi più interessate ai soldi di ENEL, versati, ironia della sorte, a titolo di “compensazioni ambientali”. Per giunta confinanti con l’area geotermica di Bagnore si trovano altri due SIC e SIR, quello del “Cono vulcanico del Monte Amiata” e quello dell’ ”Alto corso del fiume Fiora” che è anche ZPS, e a poche centinaia di metri il Parco Faunistico dell’Amiata.  Come si può pensare che possano conciliarsi e convivere realtà così contrapposte: natura e biodiversità di un territorio e tonnellate di inquinanti immessi in atmosfera dalle centrali ENEL, alcuni definiti da ARPAT “con caratteristiche tossicologiche ed ecotossicologiche rilevanti”. Prima si prendono i contributi per difendere e valorizzare l’ambiente, poi le “compensazioni” per permettere di inquinarlo. Quando non esistono più valori e principi, e si è ormai incapaci di governare un territorio, tutto allora può dipendere dalle circostanze e dalle offerte del mercato. Ma, ritornando ai “fatti di Arcidosso” dell’11 maggio, noi diciamo che le garanzie di sicurezza ci devono essere date non per un giorno all’anno, in occasione di una pacata manifestazione, ma anche negli altri 364 giorni. Quello che chiedono i comitati per l’ambiente, facendosi interpreti di un’esigenza comune e da tutti condivisa, è la sicurezza per il domani dei loro figli, ai quali vorrebbero lasciare un territorio dove vivere serenamente come vi hanno vissuto i loro padri. Sull’Amiata le mortalità negli uomini sono state il 13% in più rispetto a quelle registrate nei comuni limitrofi e nella Regione, un dato preoccupante che nei paesi di Arcidosso, Abbadia S. Salvatore e Piancastagnaio  ha raggiunto il + 30%  per le morti per tumori. Noi non abbiamo industrie, non abbiamo discariche né inceneritori, e neppure termovalorizzatori, abbiamo invece un ambiente ricco di risorse naturali dove la qualità della vita dovrebbe essere superiore che altrove”.
Prendendo infine spunto dalla chiusura di una fontanella dieci anni dopo che era stata accertata la presenza di arsenico al di sopra dei limiti di legge, la nota chiude affermando che “noi crediamo di avere tutte le ragioni per dire che non ci fidiamo di coloro che dovrebbero tutelare la nostra salute e il nostro territorio”.

Salta l’incontro tra i sindaci e il coordinamento sos geotermia?

altan_si_no_seccaAvevamo raccolto l’invito dei sindaci di S.Fiora e Arcidosso ad un incontro/confronto sulla geotermia e le ricadute sulla salute delle popolazioni esposte, nella convinzione che finalmente si potesse avviare un ‘dialogo’ franco sulla questione, uscendo dalla logica delle tifoserie e delle risse verbali.
Sembrava che ci fossero tutte le condizioni per svolgere tale incontro il 6 maggio con la presenza di qualificati interlocutori, quali l’Ars regionale, che ha redatto lo studio epidemiologico sulle ‘aree geotermiche’ e il Dott. Gennaro Valerio, epidemiologo, dell’Istituto Tumori di Genova; voci autorevoli che avrebbero aiutato gli amministratori e la popolazione a capire meglio i termini della questione.
A pochi giorni dalla definizione dell’incontro sembra invece che, tramite la Conferenza dei Sindaci dell’Amiata grossetano, siano intenzionati a rinviare l’atteso incontro.
Non sappiamo bene le motivazioni che avrebbero indotto i sindaci a tale ripensamento e riteniamo che -se fosse davvero così- non sarebbe un buon segnale per i cittadini e per tutti coloro che avevano ben sperato dell’apertura di una nuova fase di dialogo tra le parti.
Nella speranza che l’incontro possa ancora essere fatto e ribadendo la nostra disponibilità ad ogni confronto, rivolgiamo di nuovo l’invito ai sindaci a non perdere questa preziosa occasione.
Il coordinamento sos geotermia ribadisce le sue ferme posizioni, condivise ormai da gran parte della popolazione e da tante associazioni, comitati, sindacati, partiti e movimenti che hanno aderito alla prossima manifestazione nazionale dell’11 maggio in Amiata.

La Nazione del 25 aprile 2013

DELUSIONE
Salta l’incontro con i sindaci
di Cristiano Bernacchi
DOPO l’apparente distensione dei rapporti tra detrattori e sostenitori della geotermia con la previsione di un incontro-confronto, ecco la doccia fredda: sembra che l’incontro slitti a data da definire. Stupore da parte di Sos Geotermia che, dopo le intenzioni di apertura del sindaco Verdi e la disponibilità del collega Landi, pensava di avere un confronto sull’argomento che per il momento sfuma. I comitati anti geotermia si chiedono le ragioni di una simile scelta che sembra essere uscita dalla Conferenza dei Sindaci dell’Amiata Grossetano e sperano «che ci sia un ripensamento verso la conferma del sospirato incontro che è atteso dicono non solo dagli oppositori della geotermia, ma anche da molti cittadini che ancora oggi non hanno le idee chiare».

Il Tirreno del 26 aprile 2013

Geotermia, polemiche accese sul seminario con gli esperti
Sos denuncia: la conferenza dei sindaci vuole rinviare l’incontro che illustrerà le ricadute sulla salute. Ma Landi replica: «Nessun giochino, la data slitta soltanto per permettere a tutti di essere presenti»
di Fiora Bonelli
MONTE AMIATA. Non c’è nessun contraddittorio in vista fra istituzioni e comitati antigeotermici. Ma un convegno istituzionale è certo che si farà a breve. La geotermia in Amiata torna ancora sulla scena, e questa volta con Sos Geotermia che insinua il dubbio che salti l’incontro già stabilito, tra i sindaci e il coordinamento comitati. Il quale, facendo riferimento a un “invito” dei sindaci di S.Fiora e Arcidosso ad un incontro/confronto sulla geotermia e le ricadute sulla salute delle popolazioni, afferma: «Sembrava che ci fossero tutte le condizioni per svolgerlo il 6 maggio, con la presenza di qualificati interlocutori, quali l’Ars regionale, che ha redatto lo studio epidemiologico sulle ‘aree geotermiche’ e il dottor Gennaro Valerio, epidemiologo, dell’Istituto Tumori di Genova; a pochi giorni dalla definizione dell’incontro sembra invece che, tramite la conferenza dei sindaci dell’Amiata grossetano, siano intenzionati a rinviare l’atteso incontro». Ma le cose non stanno così. A Sos Geotermia che ribadisce, prima di tutto, le sue posizioni antigeotermiche, risponde il sindaco di Arcidosso, Emilio Landi, presidente della conferenza dei sindaci Amiata grossetana, che non solo assicura che l’appuntamento non è stato cancellato, ma mette anche molti altri puntolini sulle i: «Il seminario organizzato a livello istituzionale – ci tiene a precisare Landi – è stato rimandato di due settimane perché in questo modo ci sarà la disponibilità di tutti i relatori. Quindi nessun “giochino” da parte istituzionale. In secondo luogo, la nostra iniziativa che, ripeto, è istituzionale, non è certamente un confronto con i comitati. Qui si tratta, invece, di andare a presentare alla popolazione tutta i risultati di 10 anni di studi dell’Ars e dell’Arpat. Ci sono anni e anni di lavoro scientifico sull’argomento e alla popolazione, purtroppo, arrivano solo informazioni di parte. Noi vogliamo ricondurre l’informazione nell’ambito del rigore della scienza. E’ arrivato il momento. Questi studi sono stati presentati sia a Firenze che a Radicondoli e sono assai corposi. Per cui se alla fine delle spiegazioni dei relatori, qualcuno vorrà fare qualche domanda, va bene, ma non si pensi di fare come al solito, una o più controrelazioni. Mica siamo la controparte. Sono le istituzioni che vanno a presentare il risultato di una ricerca minuziosa, che per essere completa si è articolata e prolungata nel tempo. Un lavorone, di cui i cittadini devono essere messi al corrente». Poi Landi precisa: «Se i comitati vogliono portare il loro esperto, non sarà il nostro convegno la location adeguata per l’illustrazione di una sua relazione. Potrà fare qualche domanda, non altro. Voglio dire, insomma, che noi andiamo a presentare come istituzioni locali e regione, uno studio. Questo è quel che ci preme fare e questo è l’obiettivo. Saranno presenti i direttori Ars e Arpat, il cui impegno in questi anni è stato massimo. E finalmente si chiariranno secondo scienza i termini della questione». E chiude: «Se poi, una volta, vorremo organizzare un tavolo di dibattito e contraddittorio, questa è un’altra storia e non la escludiamo. Ma adesso ci preme, per amor di verità, questo passaggio istituzionale e scientifico».

Il Cittadino online del 24 aprile 2013

In forse l’incontro tra i sindaci grossetani ed Sos geotermia
La Conferenza pare intenzionata a rinviare l’appuntamento
AMIATA. Avevamo raccolto l’invito dei sindaci di S. Fiora e Arcidosso ad un incontro/confronto sulla geotermia e le ricadute sulla salute delle popolazioni esposte, nella convinzione che finalmente si potesse avviare un ‘dialogo’ franco sulla questione, uscendo dalla logica delle tifoserie e delle risse verbali.
Sembrava che ci fossero tutte le condizioni per svolgere tale incontro il 6 maggio con la presenza di qualificati interlocutori, quali l’Ars regionale, che ha redatto lo studio epidemiologico sulle ‘aree geotermiche’ e il Dott. Gennaro Valerio, epidemiologo, dell’Istituto Tumori di Genova; voci autorevoli che avrebbero aiutato gli amministratori e la popolazione a capire meglio i termini della questione.
A pochi giorni dalla definizione dell’incontro sembra invece che, tramite la Conferenza dei Sindaci dell’Amiata grossetano, siano intenzionati a rinviare l’atteso incontro.
Non sappiamo bene le motivazioni che avrebbero indotto i sindaci a tale ripensamento e riteniamo che -se fosse davvero così- non sarebbe un buon segnale per i cittadini e per tutti coloro che avevano ben sperato dell’apertura di una nuova fase di dialogo tra le parti.
Nella speranza che l’incontro possa ancora essere fatto e ribadendo la nostra disponibilità ad ogni confronto, rivolgiamo di nuovo l’invito ai sindaci a non perdere questa preziosa occasione.
Il coordinamento sos geotermia ribadisce le sue ferme posizioni, condivise ormai da gran parte della popolazione e da tante associazioni, comitati, sindacati, partiti e movimenti che hanno aderito alla prossima manifestazione nazionale dell’11 maggio in Amiata.

CONFRONTO SULLA GEOTERMIA: VERDI RISPONDE, SOS RILANCIA

carte_confrontoSOS Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro.

Ora il Sindaco di Santa Fiora, Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha  problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”.(vedi articolo sotto)

Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti.

Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari.

Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente.

Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 18 aprile 2013

Geotermia, ora i sindaci si appellano ai cittadini
Landi: «Ci crediamo e vogliamo discuterne con loro»
ARCIDOSSO ANCHE VERDI (SANTA FIORA) È D’ACCORDO
di Maria Brigida Langellotti
DA UN LATO i cittadini preparano una mobilitazione contro lo sfruttamento geotermico dell’Amiata, dall’altro le amministrazioni comunali amiatine organizzano un’assemblea pubblica per presentare gli studi condotti finora sull’argomento che dimostrerebbero come le centrali geotermiche non danneggiano il territorio. L’assemblea è in programma all’inizio di maggio ed è organizzata dalle amministrazioni comunali di Arcidosso e di Santa Fiora. «Durante l’assemblea pubblica, che con molta probabilità si svolgerà ad Arcidosso ha spiegato il sindaco di Arcidosso, Emilio Landi verranno presentati gli studi elaborati dall’Ars (Agenzia sanitaria toscana) e dall’Arpat. I dati dell’Ars sono già stati presentati a Firenze e adesso saranno illustrati anche alla popolazione amiatina: lo studio dell’Ars ha riguardato lo stato di salute della popolazione residente nelle aree geotermiche toscane. Dagli studi effettuati abbiamo avuto garanzie che lo sfruttamento delle risorse geotermiche del nostro territorio non metterebbe a rischio la salute dei cittadini. Inoltre, le amministrazioni locali, con l’Unione dei Comuni montani dell’Amiata grossetana, stanno attivando un Osservatorio, che si avvarrà delle competenze dell’Università, per avere dei parametri corretti. In più verranno installate delle centraline fisse di monitoraggio a ridosso delle centrali e abbiamo anche chiesto ulteriori piezometri per verificare l’incidenza delle centrali sulle acque». ANCHE il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, conferma l’intenzione dell’amministrazione di continuare a sostenere il progetto della geotermia: «Il Comune di Santa Fiora continua a credere nello sviluppo della geotermia, comunque continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per escludere un potenziale inquinamento. L’attenzione rimane alta, non a caso abbiamo in programma un’assemblea pubblica per analizzare gli studi effettuati sull’argomento». Intanto continua il «muro contro muro» tra coloro che da sempre si sono dichiarati contrari alla nascita delle centrali geotermiche sul territorio del Monte Amiata, tanto da aver dato vita al comitato «Sos geotermia», coloro che sostengono lo sfruttamento geotermico, considerato positivo per lo sviluppo dell’occupazione e delle fonti rinnovabili, e gli amministratori locali che non si sono opposti alla realizzazione delle centrali sull’Amiata. Il braccio di ferro si è fatto ancora più duro dopo che, alcune settimane fa, Enel Green Power ha annunciato il via ai lavori di realizzazione della nuova centrale Bagnore 4 che si aggiungerà alla centrale Bagnore 3, già presente nel comune di Santa Fiora. E proprio per protestare contro questa nuova centrale geotermica che il coordinamento «Sos geotermia» ha organizzato una manifestazione in programma l’11maggio. L’assemblea dei comitati è previsto alle 10.30 in piazza Indipendenza ad Arcidosso. Alle 14 partirà il corteo verso la centrale di Bagnore 4.

Il Cambiamento.it del 9 aprile 2013

Amiata: il sindaco di Santa Fiora replica ai comitati ambientalisti
Il Primo Cittadino si dichiara aperto al confronto
di Fabrizio Pinzuti

PIANCASTAGNAIO – Come era prevedibile il primo e, almeno a quanto ci risulta, unico amministratore pubblico a raccogliere l’appello e, in un certo senso, il guanto della sfida con i comitati ambientalisti di SOS Geotermia, è stato il sindaco Renzo Verdi di Santa Fiora, nel cui territorio comunale è cominciata la costruzione della megacentrale di Bagnore 4 (produzione prevista a regime 60 megawatt).  I comitati hanno sempre organizzato assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute e in questi ultimi tempi gli incontri si sono infittiti. Si sono però sempre lamentati di non aver “quasi mai avuto la possibilità concreta di incontrare gli a amministratori locali e di ragionare con loro”. Ora però il primo cittadino di Santa Fiora, uno dei comuni più geotermici, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Verdi insomma risponde e SOS Geotermia a sua volta rilancia replicando: “Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare dalle parole ai fatti”. Da parte nostra seguiremo con il massimo dell’attenzione e della puntualità questi momenti importanti di confronto tra amministratori e comitati per darne un’adeguata informazione.

La Nazione del 10 marzo 2013

«La manifestazione anti-geotermia? Ci auguriamo sia pacifica»
AMIATA IL SINDACO DI SANTA FIORA RESTA FEDELE AL FRONTE DEL «SÌ» INAUGURATO NEL 2007
«ERO E RESTO convinto che la geotermia può dare un valore aggiunto al territorio». Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, ribadisce il sostegno dell’amministrazione al modello energetico che prevede lo sfruttamento delle risorse geotermiche. Un tema «caldo» nel territorio amiatino che ha diviso i cittadini in due fronti: i favorevoli allo sviluppo geotermico e i contrari. Da questa frattura è nato il movimento Sos geotermia, che raccoglie i cittadini impegnati nella salvaguardia del Monte Amiata e nel contrasto allo sfruttamento geotermico. E proprio il coordinamento dei movimenti per l’Amiata Sos geotermia dopo l’annuncio di Enel Green Power dell’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4 a Santa Fiora e Arcidosso, è tornato a riaccendere i riflettori sulla querelle. Una battaglia che non preoccupa l’amministrazione. «IL COMUNE sottolinea il primo cittadino di Santa Fiora continuerà a sostenere il percorso intrapreso nel 2007, da quando partecipa con la Regione al tavolo istituzionale sulla geotermia. In ogni caso non abbasseremo la guardia e continueremo a chiedere un miglioramento tecnologico per l’abbattimento completo di un potenziale inquinamento». Il sindaco ammette di non essere a conoscenza della manifestazione annunciata dal coordinamento Sos geotermia: «Siamo in democrazia, ognuno può avere le proprie idee. Non sapevo della manifestazione: ne prendo atto, l’essenziale è che avvenga rispettando la legge e in maniera pacifica. Il Comune resta aperto al confronto, non abbiamo avuto un contatto con il coordinamento ma non abbiamo problemi a incontrare chi ne fa parte. L’amministrazione non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato».

La Nazione del 12 marzo 2013

Comitati pronti al confronto ma «decisi a non mollare»
Presa di posizione dopo l’annuncio dei lavori per Bagnore 4
AMBIENTE «SOS GEOTERMIA» ANNUNCIA UNA MANIFESTAZIONE
di Maria Brigida Langellotti
DISPONIBILI al confronto, ma determinati a difendere i loro principi e il loro territorio. Anzi più intenzionati che mai a continuare la lotta contro lo sfruttamento delle risorse geotermiche dei territori amiatini, in vista della manifestazione e che si svolgerà a maggio. Roberto Barocci, tra i membri del coordinamento Sos Geotermia, formato dai comitati ambientali e dai cittadini che si battono contro la realizzazione delle centrali geotermiche del territorio, nonché presidente del Forum ambientalista di Grosseto, spiega quali sono le azioni che il coordinamento ha previsto per contrastare lo sviluppo geotermico nei territori dell’Amiata. Un coordinamento formato dai comitati ambientali di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, da vari associazioni, due liste civiche di Piancastagnaio e Abbadia San Salvatore e tanti cittadini. Adesso la mobilitazione si fa ancora più articolata dopo che, la settimana scorsa, Enel Green Power ha annunciato l’avvio dei lavori per la realizzazione della centrale geotermica Bagnore4. «Non abbiamo intenzione sottolinea Barocci di stare a guardare. Per questo abbiamo annunciato la manifestazione di maggio, con molta probabilità a Santa Fiora, che coinvolgerà anche realtà nazionali. L’obiettivo è quello di chiedere una moratoria delle centrali geotermiche in Amiata». Barocci precisa che il coordinamento non ha mia negato il confronto: «chiediamo aggiunge al sindaco di Santa Fiora un incontro pubblico per parlare di salute e geotermia e per spiegare le nostre preoccupazioni. Il coordinamento continuerà a sostenere la validità delle proprie tesi, confermate anche da studi regionali: secondo la legge non si possono aggiungere altre condizioni di inquinamento in quei territori che già sono soggetti a fattori inquinanti».

Corriere di Maremma del 13 marzo 2013

Geotermia: Verdi risponde, Sos rilancia

Sos Geotermia in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per praticare il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e salute, ma quasi mai abbiamo avuto la possibilità concretadi incontrare gli amministratori locali edi ragionare con loro. Ora il sindaco di Santa Fiora,Verdi, si dichiara “aperto al confronto”, aggiunge che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e conclude affermando che “l’Amministrazione pubblica non è sorda, ma resta favorevole a un percorso partecipato”. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi dalle enunciazioni di principio ai fatti concreti. Proponiamo per questo, nel mese prossimo a Santa Fiora o ad Arcidosso, in una data da concordare con le Amministrazioni, un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, tema tanto delicato, quanto importante in Amiata, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presentioggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Per il rispetto dovuto ai cittadini preoccupati e per coerenza, ci auguriamo che i nostri amministratori siano in grado di passare delle parole ai fatti.

La Nazione del 14 marzo 2013

Sos Geotermia disponibile «Organizziamo un incontro»
AMIATA. «SOS GEOTERMIA in questi ultimi anni ha organizzato molte assemblee pubbliche per favorire il confronto e la partecipazione dei cittadini sui temi della geotermia e della salute, ma quasi mai c’è stata la possibilità concreta di incontrare gli amministratori locali e di ragionare con loro». Così il comitato interviene dopo le dichiarazioni del sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi che si era detto aperto al confronto con i cittadini per affrontare insieme il tema della geotermia. «Il sindaco Verdi continuano da Sos geotermia si dichiara aperto al confronto, aggiungendo che non ha problemi a incontrare i cittadini che sono contrari alla geotermia in Amiata e che l’amministrazione resta favorevole a un percorso partecipato. Benissimo. E’ quello che abbiamo sempre auspicato e chiediamo che si passi ai fatti». A tale proposito Sos geotermia propone un dibattito pubblico: «Proponiamo di organizzare ad Arcidosso o Santa Fiora, nel mese di aprile, in una data da concordare un dibattito pubblico a più voci sul tema della salute, entrando nel merito delle emissioni di inquinanti presenti oggi sul territorio e degli studi compiuti sugli effetti sanitari. Proponiamo una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti».

Il Tirreno del 14 marzo 2013

LA PROPOSTA DI LAZZERONI E BIANCHINI
Geotermia sì o no, in arrivo un referendum
di Fiora Bonelli
CASTEL DEL PIANO Adesso per la geotermia si va a chiedere un referendum. Lanciano l’idea Corrado Lazzeroni e Marcello Bianchini, che hanno organizzato una riunione per domani alle 20,30 presso le ex scuole elementari di Bagnoli. Per attivare il referendum, afferma Lazzeroni in una lettera aperta ai cittadini «è necessario raggiungere il 15% di firme dell’attuale corpo elettorale di ogni comune. Le opzioni potrebbero essere: favorevole alla geotermia, contrario alla geotermia, favorevole alla sola geotermia con ciclo binario con conversione delle precedenti centrali gà costruite». Anche Sos geotermia coordinamento dei Movimenti per l’Amiata, propone un pubblico incontro sulla querelle geotermia con una presentazione dei problemi svolta da due relatori, uno per parte, e poi un dibattito aperto ai partecipanti, moderato da un giornalista indipendente. Ma a scanso di equivoci, anche Enel Green Power rilancia, dopo la notizia che anche un esperto mondiale di geotermia come il prof. Horne si era espresso in termini lusinghieri sulla centrale di Bagnore 4 di Santa Fiora, i cui lavori sono cominciati da una settimana: «Horne – spiega Montemaggi responsabile Geotermia Toscana – è un’autorevole personalità in campo scientifico, assolutamente obiettiva e neutrale, che presiede la più importante associazione geotermica a livello mondiale. Per il nostro lavoro, che ha affrontato un articolato iter a livello istituzionale con studi di università e soggetti terzi e un percorso di partecipazione che si è concluso con il contraddittorio in Regione con tutti i soggetti del territorio, abbiamo dato risposte precise e puntuali. Sappiamo quindi quanto sia affidabile e innovativa la nuova centrale geotermica Bagnore 4, ma ci fa molto piacere che a livello internazionale si riconosca la nostra eccellenza tecnologica e si ribadisca che la tipologia dell’impianto è una scelta da fare in base al fluido del serbatoio geotermico e non viceversa». Altre notizie positive in materia di geotermia arrivano dalla Nuova Zelanda e di nuovo dagli Usa: il professore Michael Bates dell’Università della California ha condotto uno studio sulla popolazione di Rotorua, esposta ad emissioni geotermiche naturali: la ricerca, pubblicata su Environmental Research mostra che l’esposizione cronica a basse concentrazioni di acido solfidrico non è associata a incrementi di rischio per asma e sintomi respiratori simili all’asma. Al contrario c’è una diminuzione della prevalenza di asma e sintomi correlati. «Infine – commenta Montemaggi – gli studi sulla salute fatti da istituzioni, enti di ricerca e soggetti terzi, assicurano che non ci sono rischi per la popolazione. In ogni caso, Enel Green Power ha brevettato gli impianti Amis che eliminano anche il tipico odore dell’acido solfridico. A Bagnore 4 vi sarà inoltre un innovativo impianto di abbattimento dell’ammoniaca, che sarà eliminata per la quasi totalità. Insomma, Bagnore 4 è un’opportunità di sviluppo per il territorio, in termini energetici ed economici, e potrà dare anche calore ai paesi e alle aziende della zona».