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Titanic/Bagnore4, mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla

titanic_croce_enel copiaIllustrate -a pochi amiatini ‘che contano’– le meraviglie di Bagnore 4

Veniamo a conoscenza dai media (vedi articoli riportati in fondo) di un incontro in cui si annuncia il prossimo avvio del cantiere per la centrale Bagnore4 e se ne magnificano le ricadute sul territorio.
Dai diversi resoconti si rileva che si è parlato, riguardo alle ‘ricadute’, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto (ci hanno risparmiato le sponsorizzazioni delle sagre paesane…).
Premesso che usare l’argomento ‘soldi’, quando si parla di salute e territorio, è già una sconfitta per la popolazione e per la montagna e che comunque è un aspetto che ci interessa solo in via secondaria, non ci vogliamo sottrarre neanche a questo.
Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni ‘probabili’, ‘possibili’, di ricadute sulle attività locali come indotto, si badi bene, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo?
Per contro in Amiata abbiamo un aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’ARS Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono -anche- un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’arsenico che ormai è ben oltre la soglia di legge. Continua, e -prevedibilmente- aumenterà, l’emissione di tonnellate di sostanze inquinanti che, oltre a essere inalate dai cittadini, si depositano contaminando terreni e falde. Questa già drammatica situazione migliorerà o peggiorerà con la nuova centrale Bagnore4 più le altre in cantiere a Piancastagnaio? E con quali ulteriori costi?
Si parla di ‘volano economico’: probabilmente –ma non sicuramente– per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata?
Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? Il turismo, specie quello ambientale e di qualità, sarà ancora possibile? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati dall’attività geotermica? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? Come prospettato recentemente faremo i dissalatori e porteremo l’acqua dal mare alla montagna? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso?
Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni, cioè, proponiamo una Analisi Costi/Benefici, che è una metodologia scientifica utilizzata per poter fare -apputo- scelte consapevoli e partecipate, includendo tutte le ricadute economiche dirette, indirette, presenti e future sulla base di dati certi, quali quelli già registrati nella vicina Larderello/Pomarance, al fine di sapere quale sarà il futuro della montagna e dei nostri figli!
Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni.
Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra proseguiva a suonare e nel salone si brindava.

Maremma News del 14 gennaio 2013

Geotermia: “mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla”
Illustrate – a pochi amiatini “che contano”- le meraviglie di Bagnore 4, ma quali saranno le conseguenze sulla salute afferma il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata di SOS Geotermia?
Amiata: “Veniamo a conoscenza dai media di un incontro in cui – scrive il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata di SOS Geotermia – si annuncia il prossimo avvio del cantiere per la centrale Bagnore4 e se ne magnificano le ricadute sul territorio. Dai diversi resoconti – continua SOS Geotermia – si rileva che si è parlato, riguardo alle “ricadute”, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto (ci hanno risparmiato le sponsorizzazioni delle sagre paesane…). Premesso che usare l’argomento “soldi”, quando si parla di salute e territorio, è già una sconfitta per la popolazione e per la montagna e che comunque è un aspetto che ci interessa solo in via secondaria, non ci vogliamo sottrarre neanche a questo.
Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni “probabili”, “possibili”, di ricadute sulle attività locali come indotto, si badi bene, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo? Per contro in Amiata – afferma il Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata – abbiamo un aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’ARS Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono -anche- un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’arsenico che ormai è ben oltre la soglia di legge. Continua, e -prevedibilmente- aumenterà, l’emissione di tonnellate di sostanze inquinanti che, oltre a essere inalate dai cittadini, si depositano contaminando terreni e falde. Questa già drammatica situazione migliorerà o peggiorerà con la nuova centrale Bagnore4 più le altre in cantiere a Piancastagnaio? E con quali ulteriori costi? Si parla di “volano economico”: probabilmente -ma non sicuramente- per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata? Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? Il turismo, specie quello ambientale e di qualità, sarà ancora possibile? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati dall’attività geotermica? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? Come prospettato recentemente faremo i dissalatori e porteremo l’acqua dal mare alla montagna? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso? Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni, cioè, proponiamo una Analisi Costi/Benefici, che è una metodologia scientifica utilizzata per poter fare -appunto- scelte consapevoli e partecipate, includendo tutte le ricadute economiche dirette, indirette, presenti e future sulla base di dati certi, quali quelli già registrati nella vicina Larderello/Pomarance, al fine di sapere quale sarà il futuro della montagna e dei nostri figli! Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni. Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra – conclude SOS Geotermia, Coordinamento dei Movimenti per l’Amiata – proseguiva a suonare e nel salone si brindava”.

Il Tirreno del 12 gennaio 2013
Sta per partire il cantiere Bagnore 4
Un investimento da 123 milioni di euro che avrà ricadute economiche su tutto il territorio. Ecco cosa prevede il progetto
di Fiora Bonelli
MONTE AMIATA Ormai è questione di giorni. Parte, a breve, nell’Amiata grossetana, la costruzione della nuova centrale geotermica di Bagnore 4, della potenza di 40 MW e che produrrà 310 GWh, divisa in due gruppi da 20 MW ciascuna, che saranno terminati, il primo, entro settembre 2014 e il secondo, entro dicembre 2014. Il calendario. L’avvio delle attività costruttive è previsto per febbraio – marzo 2013 (attività di predisposizione cantiere a cura di EdilCoop). Ottenuta, dunque, l’autorizzazione unica il 21 dicembre scorso, ultimo e definitivo ok dopo il lunghissimo iter autorizzativo, Enel Green Power ha illustrato il progetto l’altro giorno alle istituzioni locali (il presidente della Unione Comuni Amiata Grossetana, Franco Ulivieri, il sindaco di Santa, Fiora Renzo Verdi, di Arcidosso, Emilio Landi, di Piancastagnaio, Fabrizio Agnorelli, di Castel del Piano, Claudio Franci) e a circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di associazioni di categoria del territorio. Le attività. Ne è emerso un piano di azione, che con i suoi 123 milioni di euro di investimenti per la costruzione della nuova centrale, mette in moto un meccanismo tale da avere ricadute importanti sul territorio e da costituire una concreta occasione per il suo sviluppo e per il suo rilancio imprenditoriale: «Enel Green Power – afferma Massimo Montemaggi responsabile dell’area geotermica di Enel Green Power – lavorerà per questa opera e in futuro per la sua manutenzione, in maggior parte con le imprese locali. Una tale sinergia favorisce la nostra azienda, ma affina, di contro, anche la professionalità, il potenziale e la qualità lavorativa delle imprese stesse. Vogliamo che cresca in loco (e noi lo favoriamo) un’imprenditoria affidabile e rispondente alle necessità dell’opera. E’ sicuramente un passo in avanti per lo sviluppo di tutto il territorio». Le ricadeute economiche. Del milionario investimento previsto per il progetto Bagnore 4, si ipotizza circa il 35 % come potenziale ricaduta sull’Amiata, in termini di lavori edili, elettrici e meccanici e contributi ambientali. Ma quale sarà, in termini di stretta ricaduta economica il quadro che stabilisce il progetto? Compensazioni ambientali: 26 milioni di euro in dieci anni. Contributi connessi alla produzione: circa 1.000.000 euro all’anno. Ricaduta potenziale durante la costruzione: 15 milioni di euro nel triennio 2013 – 2015. Ricaduta connessa all’esercizio degli impianti: oltre mezzo milione di euro all’anno per forniture e servizi. 2 milioni e 600.000 euro ogni anno che si riverseranno in tutto il territorio: «Oggi – commenta Massimo Montemaggi – parte un’iniziativa che costituiscono una leva per lo sviluppo. Una scommessa per tutti». Volano per l’economia. Nell’immediato futuro, legato al calore che Enel potrebbe distribuire a costo pressoché zero ci sta il potenziamento di iniziative artigianali e industriali che possano utilizzare il calore nei settori agroalimentare, vivaistico, degli allevamenti; lo sviluppo di una filiera geotermica nel campo della manutenzione e realizzazione degli impianti e soprattutto il teleriscaldamenti per uso civile e alberghiero soprattutto, magari con iniziative sollecitate e indirizzate dalle stesse istituzioni. La nuova centrale e le novità. «Dei 500 impianti geotermici del mondo, questo è sicuramente il migliore». Massimo Montemaggi ne è certo. Bagnore 4 farà scuola. L’impianto abbattitore di ammoniaca che servirà sia Bagnore 4 che Bagnore3 è unico al mondo e con tutti gli interventi di ottimizzazione (interconnessione vapore e gas e regolazione/automazione) potrà ridurre l’emissione totale annua di ammoniaca portandola per entrambe le centrali a valori inferiori del 40% rispetto a quelli attuali della sola Bagnore 3. L’abbattitore di ammoniaca lavorerà a fianco degli Amis, due nuovi e uno già in funzione, che abbatteranno l’H2S arrivando addirittura sotto la soglia imposta dalla Regione, che pretende il 90%: «Presumiamo di toccare il 95%», afferma Montemaggi. Autocontrollo e allarmi. Ma la novità più interessante è il sistema “intelligente” di autocontrollo degli impianti, con allarme prima che l’evento dannoso si verifichi. E nuove anche le torri refrigeranti di nuova generazione, che dimezzeranno drift e rumore”. Infine saranno istallati altri 3 piezometri oltre i 3 già esistenti. Immediata comunicazione dei dati ambientali a Santa Fiora e Arcidosso e Piancastagnaio. Il progetto Bagnore 4, relativamente alla parte mineraria, prevede: perforazione di 2 nuovi pozzi produttivi; ripristino di 2 pozzi esistenti; perforazione di 2 nuovi pozzi reiniettivi; perforazione di 3 pozzetti piezometrici.

Il Tirreno del 13 gennaio 2013
«Bagnore 4, una risorsa per le imprese»
L’Amiata si apre con interesse alla nuova centrale. Ulivieri: «Quella di Enel è una carta da giocare bene per rilanciarsi»
di Fiora Bonelli
MONTE AMIATA «Disponibilità di Enel Green Power e grande interesse dell’imprenditoria locale amiatina». Il messaggio che arriva dal territorio produttivo è forte e chiaro: la costruzione della nuova centrale di Bagnore 4 è un treno sul quale l’Amiata della crisi deve salire. Le ditte, soprattutto quelle legate alla costruzione e all’edilizia che giovedì mattina, in numero consistente, erano al meeting con Enel Green Power e istituzioni, hanno mostrato nei confronti dell’operazione da 123 milioni di euro, un grandissimo interesse. Maurizio Pellegrini, coordinatore Cna per l’Amiata, anche lui presente all’incontro, lo spiega con una certa soddisfazione: «L’operazione sembra partita bene. Da parte di Enel c’è stata la massima disponibilità a coinvolgere l’imprenditoria locale in questa grande costruzione geotermica. Io -riferisce Pellegrini – ho detto in sede di riunione, che non eravamo andati a presentare il conto a Enel Green Power, perché eravamo fra quelli che abbiamo sempre visto la geotermia più come una risorsa che come un problema, rispettando, naturalmente, come l’ottenimento dell’autorizzazione unica dimostra, tutte le prescrizioni e le regole. Le aziende locali potranno trovare in questa operazione una vera e propria boccata di ossigeno di prim’ordine, che in uno scenario di crisi come quello che stiamo vivendo non è un valore aggiunto, ma un valore sostanziale». Di interesse per il territorio parla anche il presidente dell’Unione Amiata grossetana Franco Ulivieri, ma le sue considerazioni vanno oltre e si configurano anche come appello «a chi non condivide la scelta geotermia e l’ha osteggiata a lungo. Noi ci aspettiamo molto da Enel – afferma Ulivieri – Questa è una vera scommessa, in questo momento una delle poche carte da giocare per il nostro territorio. Comprendo che molti, da anni, sono portatori di idee diverse, idee che sono servite molto a creare le condizioni perché oggi questa centrale possa sorgere in Amiata, fornita di tutte le carte in regola e con piena disponibilità di Enel. Faccio dunque appello al buon senso di tutti in modo che si possa fare fronte unico per permettere a questa Amiata di rinascere». Tutte le richieste fatte, d’altra parte, sono state accolte da Enel Green Power. «Siamo consapevoli che questo è uno dei passaggi che nel territorio lascerà il segno, ma credo che sia il caso di sottolineare che in questo momento ci vuole fiducia reciproca – aggiunge Olivieri – Dunque il mio messaggio è un invito a comportamenti e riflessioni animate da buon senso e da buona volontà. Una scelta siffatta si mette in campo sia per l’interesse del territorio che per stare dentro a quel processo di sfruttamento di energie rinnovabili che riguarda la gran parte della nostra nazione. Osteggiarlo non lo riteniamo opportuno. A fronte, infatti, di un percorso lunghissimo e pieno di ostacoli, crediamo adesso che vi siano le condizioni per dire sì. Va da sé che nel momento in cui certe prescrizioni non fossero messe in atto, non staremmo con le mani in mano».

«Sono certe le correlazioni tra aumento di tumori e concentrazioni crescenti di arsenico»
AMIATA “Contabilità incostituzionale”. La definisce così Roberto Barocci del Forum Ambientalista di Grosseto, riferendosi ai dati economici relativi ai nuovi investimenti, collegati alla realizzazione della nuova centrale termoelettrica di Bagnore 4 a Santa Fiora. «Sarebbe opportuno, e corretto, per consentire una completa valutazione da parte della pubblica opinione, che quei dati siano rapportati non solo agli utili economici che le imprese locali riceveranno, ma anche ai danni alla salute che saranno collegati alle ulteriori emissioni di arsenico, mercurio nei paesi dell’Amiata», prosegue Barocci. Secondo Barocci gli studi fatti dall’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) non lasciano dubbi alla logica universale. «Sono praticamenter certe le correlazioni tra un incremento statisticamente significativo di molte malattie tumorali e mortali registrate nei comuni geotermici dell’Amiata e le concentrazioni crescenti di Arsenico, Mercurio e Acido solfidrico…, registrate negli stessi comuni geotermici; è certo che alla produzione delle suddette concentrazioni tossiche e nocive concorrono anche le centrali geotermiche; è certa la conclusione che le centrali geotermiche in Amiata concorrono ad un eccesso di mortalità statisticamente significativo». La contrarietà all’ipotesi di aprire una nuova central geotermica da parte degli ambientalisti era pressoché scontata. E ancora una volta viene certificata dagli studi. «Come quelli del dottor Voller dell’Ars sugli stili di vita, che hanno ulteriormente e definitivamente smentito le ipotesi strumentali: ovvero che quegli eccessi di mortalità registrati nei comuni geotermici potessero essere dovuti a più pericolosi stili di vita degli amiatini -prosegue Barocci – Allora, se vengono rapportati i numeri, mettendo al numeratore le “Compensazioni ambientali” ricevute ogni anno dai comuni geotermici e pari a 2,6 milioni di euro e al denominatore il numero di morti aggiuntivi, registrato ogni anno negli stessi comuni geotermici, che sono ben 24, si otterrà il compenso anno per ciascun morto aggiuntivo, che è una cifra inferiore a quanto normalmente le compagnie di assicurazioni auto risarciscono i parenti delle vittime per le morti da incidenti stradali». «Ci vergogna dover ricorrere a questa contabilità umiliante per rammentare che in questa Regione si sta calpestando la Costituzione», conclude Barocci.

La Nazione del 13 gennaio 2013
INGEGNERE Massimo Montemaggi
«Bagnore 4 sarà la centrale geotermica migliore del mondo»

AMIATA I LAVORI PER 120 MILIONI INIZIERANNO A PRIMAVERA
INCONTRO DI ENEL con gli imprenditori locali: si è svolto nella sede dell’Unione dei Comuni amiatini un incontro tra i vertici di Enel, gli amministratori locali e gli imprenditori. Un appuntamento atteso durante il quale l’ingegnere Massimo Montemaggi, responsabile per la geotermia di Enel Green Power, ha illustrato il progetto di Bagnore 4 che dovrebbe entrare nella sua fase realizzativa a partire da questa primavera. In attesa anche di conoscere l’esito del ricorso al Tar avanzato dai comitati ambientalisti. Franco Ulivieri, presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, si ritiene soddisfatto del percorso intrapreso e ricorda come l’incontro sia stata l’occasione per confrontarsi anche con gli imprenditori locali. Infatti questi, all’interno dei cospicui investimenti che Enel ha intenzione di riversare per la costruzione della nuova centrale (circa 120 milioni di euro), avranno senz’altro un ruolo importante. Ricorda infine Ulivieri che Enel rappresenta una risorsa per il territorio alla quale non si può rinunciare. Montemaggi ha spiegato che fra i 500 impianti geotermici che si sono in tutto il mondo «quello di Bagnore 4 sarà sicuramente il migliorre. La centrale ha detto l’ingegnere sarà destinata a fare scuola, l’impianti di abbattimento dell’ammoniaca è unico al mondo e ridurrà l’emissione del 40% rispetto all’attuale di Bagnore 3.

AMBIENTALISTA
Barocci dubbioso «Valutiamo non solo gli utili economici»
INTANTO il Forum Ambientalista Grosseto contesta il progetto della nuova centrale termoelettrica di Bagnore 4 a Santa Fiora. «Per una corretta valutazione dice Roberto Barocci del Forum sarebbe opportuno considerare non solo i dati degli utili economici per le imprese locali, ma anche i danni alla salute collegati alle emissioni nei paesi dell’Amiata. Gli studi dell’Agenzia regionale di sanità non lasciano dubbi: sono certe le correlazioni tra un incremento significativo di molte malattie mortali registrate nei Comuni geotermici dell’Amiata e le concentrazioni crescenti di arsenico, mercurio e acido solfidrico registrate negli stessi Comuni». 

Il Giunco.net del 14 gennaio 2013
Geotermia, sull’Amiata investimenti per oltre 120 milioni di euro
ARCIDOSSO – Incontro ad Arcidosso nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano per parlare dello sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata.
Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa.
La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata.
L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento.
All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali.
«Enel Green Power – ha detto Montemaggi – intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio».

SienaFree.it del 14 gennaio 2013
Amiata: Enel Green Power, Comuni e imprese insieme per lo sviluppo geotermico. 123,3 milioni di investimento
Si è svolto a Arcidosso, presso la sede dell’Unione dei Comuni, alla presenza dei Sindaci e del Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano, l’incontro con l’imprenditoria locale promosso da Enel Green Power e Amministrazioni per il progetto Bagnore 4
Oltre 40 milioni di euro di ricadute economiche per il territorio
Incontro importante e molto partecipato, svoltosi ad Arcidosso presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata.
All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali.
Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che, terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa.
La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento.
Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti.
“Enel Green Power” ha detto Montemaggi “intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata  capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio”.

La Nazione del 15 gennaio 2013
Bagnore 4 «Un’opportunità per l’agroalimentare da non perdere»
AMIATA – ENEL GREEN POWER illustra i vantaggi del progetto di Bagnore 4. «L’incontro anticipano i vertici di Enel è stato importante, hanno partecipato i rappresentanti dell’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, dei comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali». Nello specifico Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, primo fra tutti il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa. «La nuova centrale di Bagnore 4 ha spiegato l’Ingegner Massimo Montemaggi sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio». L’INCONTRO fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una delle opportunità aggiuntive, connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili. «Se verrà adeguatamente utilizzata Concludono tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti». C.B.

Il Tirreno del 15 gennaio 2013
Geotermia: l’Enel investe 123 milioni sull’Amiata
È di 123,3 milioni di euro l’investimento per lo sviluppo della risorsa geotermica e il rilancio economico dell’Amiata, secondo i progetti di Enel Green Power. Tra i progetti presentati nei giorni scorsi ad Arcidosso quello di sviluppo di Bagnore 4. La nuova centrale sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. «Contestualmente – dice Enel – si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio».

«Bagnore 4, osservatorio fondamentale»
Il sindaco Landi: la sua presenza è contenuta nella Via del progetto, vogliamo le più ampie garanzie
AMIATA – Entro febbraio comincerà la costruzione della nuova centrale geotermica di Bagnore 4. Iter laboriosissimo, osteggiato dai comitati ambientalisti, ma a questo punto arrivato al traguardo con tutte le precauzioni del caso, compreso un osservatorio per verifiche e controlli che non durerà un giorno, ma sarà per sempre, per tutta la durata della vita della centrale. Enel Green Power ha accolto senza problemi le richieste in questo senso avanzate dai comuni amiatini, che hanno voluto inserire il punto nella stessa Valutazione di Impatto Ambientale di cui si è fatto portavoce a più riprese il presidente della conferenza dei sindaci dell’Unione comuni Amiata grossetana Emilio Landi. Il quale, alla vigilia della partenza dei lavori di costruzione di Bagnore 4 spiega: «La presenza di un osservatorio per monitorare costantemente la situazione emissioni nel corso degli anni, è un punto contenuto nella Via rilasciata dalla Regione a Enel – dice Landi – Chiaramente noi di fronte a dati forniti da Arpat, Asl, Ars e da altri enti istituzionali, abbiamo dato piena fiducia ai risultati, ma pensiamo anche che occorra monitorare e verificare nel corso del tempo. Non è che quei dati sono acquisiti una volta per tutte. Vogliamo insomma, dare le più ampie garanzie ai cittadini ed essere in grado di dire ad ogni momento, lo stato dell’arte della geotermia. Certo non abbiamo professionalità, nei nostri comuni, in grado di valutare i dati, ma attiveremo delle consulenze extra, oltre quelle previste per legge, che sono, appunto Arpat e Ars e Asl, oltre che Enel stessa». Su questo elemento di controllo a cui parteciperanno anche gli stessi comuni con tecnici da loro stessi nominati, punta l’accento anche il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, che non ha mai nascosto la sua fiducia nella risorsa geotermica, volano di sviluppo per il territorio, fatte salve tutte le precauzioni possibili: «Siamo contenti di questa partenza – afferma Verdi – perché ci crediamo e ci abbiamo messo sempre la faccia. Oltre tutto ai controlli del cosiddetto osservatorio, parteciperemo anche noi comuni. Oltre ai professionisti Enel, la quale di buon grado si è messa a disposizione perché le verifiche siano al top, ci saranno quelli regionali e quelli che attiveremo noi dell’Unione dei comuni Amiata grossetana. Dunque da questo punto di vista abbiamo messo in campo il massimo per garantire i cittadini. A Enel Green Power chiediamo, adesso, di accompagnare in questa scommessa il settore delle imprese locali, che dovranno essere le prime a risentire le ricadute benefiche di un’operazione così imponente». Fiora Bonelli

Corriere di Maremma del 15 gennaio 2013
Terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa. Pronti 123 milioni di investimenti Enel Green Power presenta ad Arcidosso il progetto di sviluppo di Bagnore 4
ARCIDOSSO. Incontro importante e molto partecipato, ad Arcidosso, nella sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata. All’iniziativa hanno partecipato il Responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il Presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il Sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il Sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci, circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali. Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che, terminato l’iter autorizzativo, sta per partire nella sua fase operativa. La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti. “Enel Green Power – ha detto Montemaggi – intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’Amiata che avranno significative ricadute sul territorio”.

Sviluppo Progetto Bagnore 4, oltre 40 milioni di euro di ricadute economiche per il territorio Enel green power, comuni e imprese insieme
SIENA. Incontro importante e molto partecipato, svoltosi ad Arcidosso presso la sede dell’Unione dei Comuni dell’Amiata Grossetano: ad organizzarlo Enel Green Power, Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetano, Comuni di Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano per lo sviluppo della risorsa geotermica ed il rilancio economico dell’Amiata. All’iniziativa hanno partecipato il responsabile Geotermia Enel Green Power Massimo Montemaggi, il presidente dell’Unione dei Comuni Amiata Grossetano Franco Ulivieri, il sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi, il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, il Sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e circa 50 piccoli e medi imprenditori locali e rappresentanti di Associazioni di categoria di aziende locali. Enel Green Power ha presentato i suoi progetti nell’area geotermica amiatina, in primis il progetto di sviluppo di Bagnore 4 che ha terminato l’iter autorizzativo e sta per partire nella sua fase operativa. La nuova centrale di Bagnore 4 sarà realizzata con tecnologie altamente innovative nel campo ambientale, impiantistico e dell’ inserimento architettonico che consentiranno di minimizzare e migliorare l’impatto della geotermia in Amiata. Contestualmente si creerà una straordinaria opportunità per il rilancio economico e occupazionale dell’area. L’investimento complessivo è di 123,3 milioni di euro, di cui oltre 40 avranno una ricaduta sul territorio. L’incontro fa parte di una serie di iniziative promosse da Enel Green Power e finalizzate a facilitare la ricaduta locale dell’investimento. Una ulteriore opportunità connessa al nuovo progetto è costituita dalla disponibilità di calore, a prezzi assolutamente competitivi, per utilizzi industriali e civili: se adeguatamente utilizzata, tale opportunità potrà consentire di sviluppare o rafforzare iniziative artigianali e industriali nel campo agroalimentare e serricolo, oltre che del riscaldamento degli ambienti. “Enel Green Power” ha detto Montemaggi “intende favorire la creazione di un distretto industriale locale, sempre più specializzato e capace di fare sistema con un’elevata capacità progettuale, logistica ed operativa, per sostenere le importanti prospettive di sviluppo geotermico sull’ Amiata che avranno significative ricadute sul territorio.

Rispondono gli ambientalisti Critiche da “Sos Geotermia”
SANTA FIORA. Il Coordinamento Movimenti per l’Amiata Sos Geotermia critico sui progetti di sviluppo di Enel Green Power: “Si è parlato, riguardo alle ‘ricadute’, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, come posti di lavoro, soldi come indotto. Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni ‘probabili’, ‘possibili’, di ricadute sulle attività locali come indotto per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale. E dopo? Per contro in Amiata abbiamo un aumento certo di alcune patologie, rilevate dall’Ars Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche e che sono – anche – un costo sociale ed economico; la falda potabile continua a ridursi di 1 metro al mese (rilevazioni piezometro di poggio Trauzzolo) e sono stati installati, a spese dei cittadini, filtri per l’abbattimento dell’arsenico.

La Nazione del 16 gennaio 2013
Provocazione «Bagnore 4 come il Titanic»
AMIATA. I COMITATI antigeotermia insorgono: non sono trascorsi che pochi giorni dall’incontro illustrativo del progetto di Bagnore 4, la nuova centrale geotermica, presentato da Enel Green Power con la partecipazione dell’ingegner Montemaggi, che il comitato Sos Geotermia è già sul piede di guerra. «BAGNORE 4 come il Titanic dicono: mentre l’Amiata affonda nel salone si brinda e si balla». Con questo paragone certo provocatorio il comitato introduce il comunicato di protesta manifestando la sua ormai nota contrarietà al progetto. Il comitato continua dicendo che in occasione della presentazione «si è parlato soprattutto di soldi e delle ricadute occupazionali sul territorio che secondo la loro analisi dureranno il tempo di realizzazione del cantiere stimato in 5 anni. Dopo quel periodo però cosa resterà sull’Amiata?». Con questa provocazione si chiudono gli interrogativi del comitato che propone agli amministratori locali di valutare bene il rapporto esistente tra costi e benefici. Cristiano Bernacchi

Il Tirreno del 16 gennaio 2013
SOS GEOTERMIA «Bagnore 4 come il Titanic» Il comitato ambientalista: «Si parla solo di soldi, non di salute»
di Fiora Bonelli
AMIATA. Titanic-Bagnore4: mentre l’Amiata affonda, nel salone si brinda e si balla. SoS Geotermia, che da tempo si posiziona contro lo sfruttamento geotermico in montagna, prospettando scenari drammatici per inquinamento aria, diminuzione acquifera e malattie in eccesso per gli amiatini, ancora una volta bacchetta tutti e di fronte alla notizia che vi sarebbero state economicamente ricadute benefiche per la montagna con l’inizio dei lavori per Bagnore 4, così commenta: «Si è parlato, riguardo alle ricadute, solo di soldi: soldi elargiti come compensazioni ambientali, soldi come posti di lavoro, soldi come indotto. Si parla di 2,6 milioni di euro l’anno, per 10 anni, di compensazioni ambientali, soldi che andranno nelle casse dei comuni (in proporzioni differenziate) più altri milioni e milioni probabili, possibili, di ricadute sulle attività locali come indotto, per il periodo del cantiere della centrale. Così come l’impegno per l’occupazione si risolve, sulla carta, a 100 posti sempre e solo per il periodo di costruzione della centrale». E dopo sembra chiedersi il comitato ambientalista? Che addita, di contro, «l’aumento certo di alcune patologie e di mortalità, rilevate dall’Ars Regionale, alle quali concorrono anche le attività geotermiche, la riduzione acqua e l’emissione inquinanti». Si parla di volano economico, afferma SoS geotermia: probabilmente -ma non sicuramente- per il periodo del cantiere l’economia locale registrerà un dato positivo, ma chi non guarda oltre il proprio naso dovrebbe pensare agli scenari futuri. Finito il cantiere (5 anni) e finite le compensazioni ambientali (10 anni), cosa resterà sull’Amiata? «Le attività di pregio del territorio, castagne, olio, formaggi, dolci, e tutta la filiera agroalimentare, potranno ancora sfruttare il valore aggiunto della provenienza? – si chiede SoS Geotermia – Il turismo, specie quello ambientale ? Le case, gli immobili, i terreni verranno svalutati o rivalutati? Se l’acquifero continuasse a diminuire e/o le concentrazioni di arsenico aumentassero ancora dove si prenderà l’acqua? E cosa ne sarà del turismo termale (Saturnia, Bagno Vignoni, San Casciano, San Filippo) il cui bacino idrotermale potrebbe essere compromesso? Proponiamo agli amministratori una valutazione più seria delle semplici suggestioni», esorta il coordinamento dei comitati geotermici che aggiunge: «Non riusciamo a quantificare, oggi, le perdite economiche connesse alla trasformazione del monte Amiata in area geotermica, ma alla luce del buon senso ci sembra che i costi siano di gran lunga maggiori dei guadagni. Perciò non ci uniamo al coro esultante, che ci ricorda appunto l’affondamento del Titanic mentre l’orchestra proseguiva a suonare e nel salone si brindava».

Documentario ‘Green Lies -Il volto sporco dell’energia pulita-‘: il trailer sulla geotermia

E’ in corso di realizzazione ‘Green Lies -Il volto sporco dell’energia pulita-‘, progetto della  SMK Videofactory, un documentario sulle cosiddette energie pulite e rinnovabili.
Chi sta realizzando l’inchiesta si è posto un interrogativo su cui lavorare:

Ma l’economia si sta davvero muovendo verso una formula compatibile con i molteplici ecosistemi ambientali? E ancora, è possibile mirare ad un sistema energetico green che sia efficace, se le sue premesse rimangono saldamente ancorate alle logiche del profitto?
Green Lies, il nuovo documentario di SMK Videofactory si pone proprio questo obiettivo: condurre un’indagine sugli aspetti meno chiari e spesso poco trasparenti che stanno dietro alla nuova frontiera della green economy. Il documentario vuole avere la forma seriale di quattro puntate di inchiesta da circa 20-25 minuti cadauna, che verranno poi racchiuse dentro un unico film. I 4 casi specifici che costituiranno l’ossatura tematica del film sono:
Eolico
Solare
Biomassa
Geotermia

Il capitolo sulla geotermia riguarda specificatamente la questione del monte Amiata dove sono già state realizzate riprese ed interviste.
Per prenotare una o più copie del documentario e sostenerne quindi la realizzazione collegarsi al link delle Produzioni dal Basso e cliccare su ‘SOSTIENI’ seguendo le istruzioni.  Di seguito il trailer sulla geotermia.

15 dicembre 2012. Iniziativa Sos Geotermia a Piancastagnaio: pochi, ma in buona compagnia… Nonostante il tempo proibitivo, positiva la giornata di mobilitazione

‘Piove, governo (regionale) ladro!’. Questo il pensiero degli ottanta ‘resistenti’ che sabato scorso, 15 dicembre, hanno risposto all’appello per una giornata di mobilitazione a Piancastagnaio dove l’Enel procede alacremente a nuove perforazioni geotermiche camuffate da ‘piano di riassetto’.
Il meteo dei giorni precedenti e le previsoni lasciavano prevedere che sarebbe stata una giornata dura, come in effetti è stata, con gelo, vento e pioggia che hanno scoraggiato molte persone che già avevano dato la loro adesione all’iniziativa e che hanno comunque confermato il loro sostegno nonostante l’assenza in piazza.
La valutazione della giornata rimane positiva per il fatto che comunque Piancastagnaio, paese ‘storico’ dello sfruttamento geotermico, per la prima volta ha potuto vedere ed ascoltare qualcosa di diverso dalle tranquillizzanti parole che per anni gli hanno propinato amministratori ed Enel. L’agguerrito corteo, che ha attraversato tutto il paese, contava della presenza degli illustri amministratori locali e regionali, dai sindaci dei paesi amiatini, al presidente della provincia grossetana Marras, all’assessore e al presidente regionali Bramerini e Rossi, i quali, riprodotti in maschere, ripetevano ciascuno il proprio refrain.
In testa lo striscione del ‘coordinamento SOS Geotermia’, poi quello “Non è questo il futuro che vogliamo” e ancora ” Per
un lavoro utile e dignitoso per tutti”, “Lavoro, Beni comuni, Ambiente”, “No alla geotermia”; lasciato il paese il corteo è sceso fino al cantiere Enel del pozzo pc36, dove le parole hanno lasciato spazio alla realtà di un enorme coacervo di trivelle, tralicci, tubi, reti, serbatoi appare sul fianco della montagna, come se un pezzo dell’ILVA di Taranto fosse stato trapiantato nella ‘verde’ Toscana. E, come per Taranto, la speranza è che anche i lavoratori, che più degli altri subiscono gli effetti delle centrali, si uniscano alla richiesta di un lavoro dignitoso per tutti in un ambiente sano senza cedere al ricatto ‘lavoro contro salute’.
Al termine del corteo c’è stata la prevista assemblea dove si è ricapitolata l’intera vicenda del ‘piano di riassetto di Piancastagnaio’ e della nuova costruenda centrale di ‘Bagnore 4’ nel comune di S.Fiora, per la quale il coordinamento Sos Geotermia ha da poco presentato ricorso al TAR con ben 11 contestazioni.
Tra le voci autorevoli spiccava quella del geologo prof.Borgia che ‘eroicamente’ continua a sostenere i comitati amiatini in questa battaglia per salvare il monte Amiata.
‘La salute non può essere un valore negoziabile. È possibile per l’Amiata un modello economico alternativo che salvaguardi le risorse, la salute, il territorio e sia a favore dei cittadini e non delle multinazionali’ sono, in sintesi, i concetti cardine su cui costruire, oltre all’opposizione alla geotermia Enel, anche proposte concrete di sviluppo sociale ed economico della Montagna.
Molte quindi le indicazioni per nuove iniziative, tra le quali certamente una da farsi in località Bagnore prima dell’inizio dei lavori.
Continuerà nel frattempo l’opera di informazione con la popolazione amiatina, con la coscienza di essere, come ha esortato Don Gallo, ‘partigiani dell’Amiata’.

15 dicembre 2012 tutti a Piancastagnaio, difendiamo il futuro!

Presentiamo dei video che ci aiutano a capire cosa succede e pensare a cosa può succedere nel futuro all’Amiata e ai suoi abitanti. Il primo è una ‘giornata particolare’ passata per i cantieri del finto ‘piano di riassetto’ di Piancastagnaio che significa nuove centrali e nuove strade, km di tubazioni e ancora emissioni.
L’appuntamento è per tutti il 15 dicembre a Piancastagnaio per una giornata di mobilitazione.

 

…ancora bugie: alla Regione Toscana non rimane che indagare su Venere

Pubblichiamo le ultime bugie, sprechi e costi a carico dei cittadini per giustificare l’eccedenza di mortalità nella zona geotermica dell’Amiata. Tutto pur di non mettere in discussione l’Enel e quello che si sta compiendo ai danni della popolazione e del territorio.
N.B. la documentazione richiamata nonchè la presentazione (pps) e il volantino, sono scaricabili nella sezione ‘Documentazione’ di questo sito.

Mentre la Regione Toscana autorizza Enel a triplicare lo sfruttamento geotermico in Amiata, che ridurrà le portate delle sorgenti del Fiora, i Sindaci si fanno sostenitori di progetti per fornire acqua potabile dissalando l’acqua di mare, anziché fare manutenzione delle tubazioni (si perde oltre il 50% dell’acqua immessa) e realizzando abbattitori di Arsenico, anziché pretendere le bonifiche e scontrarsi con soggetti potenti, quali ENEL ed ENI. Risulta evidente la scelta di lasciare le risorse idriche naturali ai soggetti privati, che pagano un contributo agli Enti locali e Regione, e di puntare sui dissalatori/abbattitori, a spese dei contribuenti. Ma, oltre a non bere più acqua naturale, quell’acqua ci costerà tantissimo in spese di gestione degli impianti, in sicuro aumento. Ai contribuenti ignari si racconterà dell’inflazione, della crisi…

Rimane da far accettare alla popolazione toscana due questioni: l’idea della naturalità della crescita dell’Arsenico nelle fonti di acqua naturale e il fenomeno dei cattivi stili di vita, quale causa del notevole eccesso di tumori sull’Amiata.

Su questi due fronti i tecnici si sono messi al lavoro con impegno da tempo. Sulla crescita della concentrazione di Arsenico, l’ARPAT ha rinnegato i dati analitici prodotti dalle USL negli anni ’90, ma le loro argomentazioni non sono documentate. La USL 9 con i dott.ri Madrucci, Boncompagni e Morganti, preso atto dello Studio epidemiologico dell’ARS, che ha evidenziato negli uomini un eccesso di mortalità statisticamente significativo del +13% nei comuni geotermici dell’Amiata, ha proposto e ottenuto finanziamenti per 18.000 euro1 in ricerche su problemi della salute correlati all’uso di alcol, del tabacco e alle malattie infettive, causate da virus, tramite esposizione a fluidi corporei come sperma, liquidi vaginali e sangue infetto. Mentre la Regione Toscana indaga su Bacco, Tabacco e Venere, a cui sarebbero particolarmente dediti gli abitanti dei comuni geotermici, il Servizio Sanitario del Lazio2 ha reso pubblici i dati di una indagine sulla popolazione della limitrofa provincia di Viterbo, che, come quella toscana, è stata costretta a bere acqua definita potabile dalla Regione in deroga ai limiti di legge, documentando che di Arsenico in piccole dosi nell’acqua potabile, oggi si muore, con un un eccesso statisticamente significativo di mortalità per tutte le cause del +11%.

Se si pensa che in Toscana per molti anni si è stati costretti a bere acqua in deroga, c’è di che indignarsi. Per ottenere quelle deroghe, senza ricorrere alla eliminazione delle fonti inquinanti, l’ARPAT ha compiuto un ennesimo capolavoro di disinformazione3.

Secondo quanto riportato dai Decreti della Regione Toscana, l’Acquedotto del Fiora ha presentato alle autorità studi realizzati in collaborazione con ARPAT, attestanti che nelle acque naturali della provincia di Grosseto “sono presenti elevate anomalie di origine naturale dipendenti da particolarissime condizioni geochimiche”e, pertanto, non eliminabili con opere di bonifica, come previsto dalla legge.

Per giustificare queste conclusioni è stato realizzato uno Studio3 campionando come acque naturali, acque che naturali non erano. Infatti,sono state prese in esamediverse acque sicuramente inquinate da attività antropica, prelevate nei siti già inseriti nei Piani Regionali di Bonifica e oggetto di procedura di bonifica, come le acque dei canali drenanti le miniere o acque inquinate, a valle di discariche minerarie da bonificare. I dirigenti dell’ARPAT erano sicuramente informati dell’inquinamento procurato dai canali drenanti le miniere, avendo ricevuto dati e informazioni in tal senso nell’ambito delle procedure di bonifica, realizzate negli anni precedenti al suddetto Studio.

Appare scontato che i dottori della USL 9 documenteranno che Bacco, Tabacco e Venere facciano male alla salute, ma non potranno mai smentire l’ultimo studio reso noto dal dott. Voller, dell’ARS Toscana4, che dopo una indagine sui consumi degli abitanti nei comuni geotermici conclude che in Amiata non si registrano stili di vita e consumi di tabacco e alcol diversi dai comuni limitrofi!

Abbiamo riproposto una domanda, formulata nel rispetto della legge transitiva della logica ad ENEL e alla Regione Toscana5 senza ottenere una risposta. La ripetiamo ai dottori della USL 9: “Essendo riconosciuta nei comuni geotermici dell’Amiata come vera la relazione tra l’aumento notevole di mortalità in funzione di concentrazioni crescenti di arsenico, mercurio ecc; essendo ritenuta ancora come vera l’esistenza di emissioni significative di arsenico, mercurio, ecc.,dalle centrali geotermiche, non ritenete vera anche la seguente conclusione: che l’incremento delle malattie e mortalità sull’Amiata sia dovuto anche alle emissioni delle centrali geotermiche?”

Note:
1
AUSL 9, Deliberazione n° 369 del 1.10.2012, DRGT 893/2012 “approvazione Progetti Area Geotermica”.
2
Regione Lazio Dipartimento di Epidemiologia, Valutazione pidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione da Arsenico nelleacque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio. Aprile 2012. Vedi: http://www.osservatorelaziale.it/public/allegati/files/126.pdf
3
ARPAT, Contratto di ricerca fra ARPAT e prof Mario Dall’Aglio del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi “La Sapinza” di Roma (1995-2003),Caratterizzazione e valutazione delle acque naturali in Provincia di Grosseto
4
Regione Toscana, Agenzia Regionale Sanità, dott. Voller, Le informazioni sugli stili di vita. 2012.
5
Regione Toscana, Settore VIA, Art.15, comma 7, L.R.79/98: Contraddittorio del 18.7.2012… Verbale. Gruppo Consiliare “Prospettiva comune “di Piancastagnaio.

Sabato 10 novembre 2012 a Castel del Piano, Incontro/assemblea e presentazione del libro ‘Arsenico e scellerati progetti’

Alle ore 17,00 di sabato 10 novembre 2012 ci incontriamo nella Sala consiliare del Comune a Castel del Piano.
Sarà l’occasione per aggiornare i cittadini degli sviluppi legati alla questione acqua, geotermia, territorio. Si discuterà delle iniziative da fare insieme dopo l’approvazione del progetto di Bagnore4 che triplicherà la potenza attuale, della risposta del Sindaco alla petizione dei cittadini che chiedono sicurezza per l’acqua, delle altre ‘novità’ sulla geotermia in Amiata.
Sarà l’occasione per presentare al pubblico l’ultimo libro di Roberto Barocci ‘Arsenico e scellerati progetti. Cronache di abusi ed omissioni a danno delle fonti d’acqua potabile’, temi più che mai attuali per il monte Amiata, a cui Barocci dedica un capitolo del libro stesso.

TI ASPETTIAMO!!

La Nazione del 9 novembre 2012

AMIATA SUL PIEDE DI GUERRA. IL COMITATO SOS GEOTERMIA
Allarme arsenico nell’acqua. Riunione in sala consiliare
Preoccupante studio epidemiologico della Regione Lazio
di Cristiano Bernacchi
DOPO le rassicurazioni del sindaco di Castel del Piano, con una lettera aperta in cui garantisce la qualità dell’acqua amiatina, il comitato «Sos geotermia» risponde ironicamente e anticipa le future iniziative che sull’argomento si svolgeranno. Il comitato ambientalista ricorda come siano scontate e prevedibili le giustificazioni addotte dal sindaco per sostenere la qualità dell’acqua amiatina. «L’acqua potabile distribuita dal Fiora è monitorata e sottoposta a costanti analisi, in più non solo rispetta i parametri di legge sulla presenza di arsenico, ma è ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente (10 microgrammi/litro)». La questione dal punto di vista del comitato è che, esclusi i due casi chiariti, dove i limiti superavano i parametri di legge perché le utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto, l’acqua non possiede delle percentuali così lontane dai limiti come viene descritto. «Ma soprattutto ci tengono a ricordare la questione non è la forbice nella quale si rientra per presenza di arsenico nell’acqua che viaggia tra i 4,4 ug/l e gli 8,3 ug/l nel territorio di Castel del Piano, ma di seguire la strada indicata dall’Oms(Organizzazione mondiale della santà) per azzerare completamente la presenza di arsenico nell’acqua. E in questo siamo lontanissimi, come lo siamo nell’adottare il sano principio di precauzione tanto presente nelle direttive dell’Oms». IN PIÙ è di poche settimane fa, la pubblicazione dello studio epidemiologico della Regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con significative concentrazioni di arsenico. «Le conferme dello studio come ripetono i comitati sono il frutto di anni di deroghe per la presenza di arsenico nell’acqua con livelli assai superiori a quelli di oggi fissati nei 10 microgrammi per litro. In più sull’Amiata la malefica sinergia tra arsenico, acido solfidrico e altri inquinanti immessi nell’aria mettono a rischio il patrimonio ambientale che un tempo rappresentava questa montagna». IL PROSSIMO appuntamento del comitato è per domani alle 17 in sala consiliare a Castel del Piano, dove verrà anche presentato il libro di Roberto Barocci «Arsenico e scellerati progetti», nel quale un capitolo è dedicato proprio all’Amiata.

‘Arsenico? Tranquilli, l’acqua è ottima’ …e i morti solo ‘danni collaterali’

Il Sindaco Franci fa lo struzzo e si trincera dietro ‘i limiti di legge’

Ai cittadini, preoccupati per le concentrazioni di arsenico nell’acqua potabile, che chiedono risposte e interventi urgenti il sindaco di Castel del Piano Franci ribatte nel modo più scontato si potesse immaginare (di seguito il testo), ‘siamo ben al di sotto dei limiti di legge’, ed anzi, si lancia in un esaltante ‘l’acqua è di ottima qualità’.
Sarebbe facile ironia ricordargli come al convegno del PD del 16 maggio troneggiava acqua imbottigliata o come la sua collega assessore regionale è stata vista uscire dalla coop con il suo bravo cestello di minerale; forse l’acqua dell’Amiata è ottima solo per il popolino. E quel 13% di morti in più che si registrano in Amiata? La favola degli ‘stili di vita’ dissoluti degli amiatini non funziona più, forse parlare di ‘danni collaterali’ necessari ad incassare le prebende elargite dall’Enel sarebbe almeno più corretto.
A parte le battute, amare, nessuno ha mai detto che, oggi (visto che in 10 anni di deroghe si è bevuta anche con livelli più che doppi e tripli), l’acqua superi i limiti di legge, ma in considerazione che i valori dell’arsenico nell’acqua non sono poi così ‘ben al di sotto dei limiti’, ma dalle nostre analisi, viaggiano, per Castel del Piano dal 4,4 ug/l di Montenero fino all’8,3 ug/l, i cittadini chiedevano provvedimenti per rispettare quelle precauzioni dettate anche dall’OMS e che tendono a portare il limite verso lo zero, essendo l’arsenico un cancerogeno certo di classe 1 per cui non esiste una quantità ‘innocua’ ed è sconsigliato, oltre il limite di 5, ai bambini e altre persone debilitate. Senza contare che, con le centrali che emettono inquinanti in quantità industriali, all’arsenico presente nell’acqua si sommano tutti gli altri inquinanti che respiriamo e mangiamo.
A questo il sindaco si è ben guardato di rispondere.
Ma di dati ce ne sono in abbondanza e gli amministratori dovrebbero conoscerli, senza nascondere la testa sotto la sabbia dei ‘limiti di legge’.
Ma noi diciamo di più: la sinergia ‘malefica’ fra arsenico, acido solfidrico e gli altri inquinanti sta mettendo a rischio il futuro stesso della montagna, del suo territorio e delle sue genti e la centrale di Bagnore4 in progetto è un ‘salto nel buio’ la cui responsabilità va ascritta prima di tutto agli amministratori, locali e regionali.
Fossimo nei panni dei sindaci dell’Amiata non saremmo così sicuri e tranquilli, anche perchè la gente si è svegliata e non si accontenta più dei silenzi complici e delle sagre sponsorizzate dall’Enel.

La risposta del sindaco Franci alla Petizione dei cittadini di Castel del Piano:

Cari cittadini,
ho ricevuto nei giorni scorsi la petizione popolare in merito alla qualità dell’acqua.
In più occasioni, nei mesi scorsi, il tema è stato oggetto di discussione in seno al Consiglio Comunale. Non posso, quindi, in questa occasione, che ripetere ciò che ho avuto modo di sottolineare di fronte al Consiglio stesso.
L’acqua potabile distribuita in rete dall’Acquedotto del Fiora e che sgorga dai rubinetti delle case, delle scuole, delle aziende ecc.. , viene costantemente monitorata e sottoposta ad analisi sia dalla ASL sia dall’Acquedotto del Fiora.
L’acqua distribuita non solo rispetta i parametri di legge, ma è anche di ottima qualità e ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente.
Si sono determinati , nel nostro Comune,due casi nei quali gli esami dell’acqua hanno rilevato una presenza di arsenico al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Queste due utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto  che fornisce acqua  ai serbatoi di distribuzione.  Non era possibile perciò trattare adeguatamente l’acqua fornita.
L’Acquedotto del Fiora ha provveduto a realizzare due nuovi allacciamenti collegati alla rete urbana di distribuzione.
Da tempo ormai nessun allacciamento viene effettuato alla condotta adduttrice.
Sostenere, quindi, che l’acqua che utilizziamo giornalmente possa arrecare danno alla salute mi sembra fuori luogo e priva di fondamento.
In questo contesto non è giustificata la richiesta di installare fontane pubbliche dotate di filtri per fornire acqua distillata ai cittadini.
Ognuno di noi infatti può tranquillamente utilizzare quella del rubinetto della propria abitazione o delle fontanelle pubbliche allacciate alla rete cittadina, presenti in sufficienza e che forniscono acqua di ottima qualità.
Castel del Piano, 26 ottobre 2012

Il Sindaco Claudio Franci

Maremma News del 28 ottobre 2012:

Sos Geotermia: “Il Sindaco Franci fa lo struzzo e si trincera dietro ‘i limiti di legge'”
Torna il comitato Sos Geotermia sull’argomento arsenico. Nonostante i limiti di concentrazione nell’acqua sono al di sotto dei limiti di legge, l’associazione continua ad attaccare. Questa volta l’attenzione si concentra sul sindaco Franci.

Monte Amiata: “Ai cittadini, preoccupati per le concentrazioni di arsenico nell’acqua potabile, che chiedono risposte e interventi urgenti il sindaco di Castel del Piano Franci ribatte nel modo più scontato si potesse immaginare, ‘siamo ben al di sotto dei limiti di legge’, ed anzi, si lancia in un esaltante ‘l’acqua è di ottima qualità’ – scrivono dal comitato Sos Geotermia – Sarebbe facile ironia ricordargli come al convegno del PD del 16 maggio troneggiava acqua imbottigliata o come la sua collega assessore regionale è stata vista uscire dalla coop con il suo bravo cestello di minerale; forse l’acqua dell’Amiata è ottima solo per il popolino. E quel 13% di morti in più che si registrano in Amiata? La favola degli ‘stili di vita’ dissoluti degli amiatini non funziona più, forse parlare di ‘danni collaterali’ necessari ad incassare le prebende elargite dall’Enel sarebbe almeno più corretto. A parte le battute, amare, nessuno ha mai detto che, oggi (visto che in 10 anni di deroghe si è bevuta anche con livelli più che doppi e tripli), l’acqua superi i limiti di legge, ma in considerazione che i valori dell’arsenico nell’acqua non sono poi così ‘ben al di sotto dei limiti’, ma dalle nostre analisi, viaggiano, per Castel del Piano dal 4,4 ug/l di Montenero fino all’8,3 ug/l, i cittadini chiedevano provvedimenti per rispettare quelle precauzioni dettate anche dall’OMS. Senza contare che, con le centrali che emettono inquinanti in quantità industriali, all’arsenico presente nell’acqua si sommano tutti gli altri inquinanti che respiriamo e mangiamo. A questo il sindaco si è ben guardato di rispondere. Ma di dati ce ne sono in abbondanza e gli amministratori dovrebbero conoscerli, senza nascondere la testa sotto la sabbia dei ‘limiti di legge’. Ma noi diciamo di più: la sinergia ‘malefica’ fra arsenico, acido solfidrico e gli altri inquinanti sta mettendo a rischio il futuro stesso della montagna, del suo territorio e delle sue genti e la centrale di Bagnore4 in progetto è un ‘salto nel buio’ la cui responsabilità va ascritta prima di tutto agli amministratori, locali e regionali. Fossimo nei panni dei sindaci dell’Amiata – concludono – non saremmo così sicuri e tranquilli, anche perchè la gente si è svegliata e non si accontenta più dei silenzi complici e delle sagre sponsorizzate dall’Enel”.

Il Tirreno del 27 ottobre 2012:

SOS ARSENICO Castel del Piano Il sindaco ai cittadini «Acqua ottima»
CASTEL DEL PIANO Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, ribadisce: l’acqua che esce dai rubinetti di casa e dalla fontane del paese è buona, nessun pericolo per la salute e nessun intervento di emergenza necessario. Lo ripete, Franci, in una lettera aperta ai suoi concittadini scritta in risposta alla petizione popolare sulla qualità dell’acqua depositata sulla sua scrivania nei giorni scorsi. «L’acqua potabile distribuita in rete dall’Acquedotto del Fiora e che sgorga dai rubinetti delle case, delle scuole, delle aziende ecc… – scrive il sindaco – viene costantemente monitorata e sottoposta ad analisi sia dall’Asl sia dall’Acquedotto del Fiora. L’acqua distribuita – assicura – non solo rispetta i parametri di legge, ma è anche di ottima qualità e ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente». Franci ridimensiona poi la gravità di alcuni casi segnalati nei giorni scorsi: «Si sono determinati, nel nostro Comune,due casi nei quali gli esami dell’acqua hanno rilevato una presenza di arsenico al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Queste due utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto che fornisce acqua ai serbatoi di distribuzione. Non era possibile perciò trattare adeguatamente l’acqua fornita. L’Acquedotto del Fiora ha provveduto a realizzare due nuovi allacciamenti collegati alla rete urbana di distribuzione». Per il sindaco, dunque, «sostenere che l’acqua che utilizziamo giornalmente possa arrecare danno alla salute» è fuori luogo. «In questo contesto non è giustificata la richiesta di installare fontane pubbliche dotate di filtri per fornire acqua distillata ai cittadini. Ognuno di noi infatti – conclude – può tranquillamente utilizzare quella del rubinetto della propria abitazione o delle fontanelle pubbliche allacciate alla rete cittadina, che forniscono acqua di ottima qualità».

La Nazione del 27 ottobre 2012:

«L’acqua è monitorata dal Fiora e rispetta i parametri di legge»
CASTEL DEL PIANO REPLICA DEL SINDACO FRANCI DOPO LA RACCOLTA FIRME DEI CITTADINI
ACQUA di ottima qualità. Il sindaco di Castel del Piano, Claudio Franci, garantisce la buona salute dell’acqua distribuita nel territorio comunale. Il primo cittadino interviene in seguito alla petizione popolare sull’acqua potabile firmata da 350 cittadini dopo che Sos Geotermia, in primavera, rese pubblici i dati delle analisi delle acque in Amiata. «In più occasioni, nei mesi scorsi sottolinea il primo cittadino il tema è stato oggetto di discussione in seno al Consiglio comunale. L’acqua potabile distribuita in rete dall’acquedotto del Fiora e che sgorga dai rubinetti delle case, delle scuole, delle aziende, viene costantemente monitorata e sottoposta ad analisi sia dall’Asl sia dall’acquedotto del Fiora. L’acqua distribuita non solo rispetta i parametri di legge, ma è anche di ottima qualità e ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente». Il sindaco fa poi riferimento a due casi specifici. «Si sono determinati, nel nostro Comune afferma Franci due casi nei quali gli esami dell’acqua hanno rilevato una presenza di arsenico al di sopra dei limiti previsti dalla legge. Queste due utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto che fornisce acqua ai serbatoi di distribuzione. Non era possibile perciò trattare adeguatamente l’acqua fornita. L’Acquedotto del Fiora ha provveduto a realizzare due nuovi allacciamenti collegati alla rete urbana di distribuzione. Sostenere che l’acqua che utilizziamo possa arrecare danno alla salute mi sembra fuori luogo. In questo contesto non è giustificata la richiesta di installare fontane pubbliche dotate di filtri per fornire acqua distillata ai cittadini».

L’avevamo detto… e anche la regione Lazio conferma: ma quali ‘stili di vita amiatini’, di arsenico nell’acqua si muore!

Pubblicato lo studio epidemiologico della regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con concentrazioni di arsenico significative.

Di Arsenico in piccole dosi nell’acqua, definita “potabile” dalle Giunte Regionali, oggi si muore. Questo, per noi, era scontato e l’andiamo denunciando da anni ai Sindaci della nostra Provincia, inutilmente. Loro hanno sempre finto di non sapere.

Oggi il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio ha reso pubblici i dati di una indagine epidemiologica(1) doverosa sulla popolazione che è stata costretta a bere acqua definita “potabile” dalla Regione in deroga ai limiti sollecitati fin dagli anni’80 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questo è scritto nella sintesi del recente studio del Servizio Sanitario(2): “In Provincia di Viterbo nei comuni con livelli di esposizione più elevata (Arsenico maggiore di 20 µgr/l) si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause del +11% e, complessivamente per tutte le cause tumorali, del 10% negli uomini e del 12% nelle donne”. Questo si registra rispetto ai dati dei residenti nei comuni che hanno potuto bere acqua nei limiti di 10.

Se si pensa che in provincia di Grosseto per molti anni si è stati costretti a bere acqua distribuita dall’Acquedotto del Fiora con valori anche superiore ai 20 e in alcuni casi anche con valori pari a 50, c’è di che indignarsi, perchè era noto che si sarebbero registrati molti morti in più.

Infatti davanti alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità degli anni ’80, che raccomandava di non superare il valore 10, ci si aspettava il massimo rigore perché le ricerche più recenti indicavano che tale valore limite era di compromesso, ma che bisognerebbe tendere a concentrazioni vicine allo zero.

Il dott. Bolognini scriveva nella rivista degli oncologi italiani(3): “Le ultime linee guida dell’EPA del 2006, riconoscevano comunque, per l’arsenico, il valore limite di 10 µgr/lt, il valore di 2 µgr/lt, relativo al rischio aggiuntivo di un caso di cancro in 70 anni per 10.000 persone ed il valore obiettivo zero”.

Se l’Epa, ente statale statunitense di protezione ambientale, pone l’obiettivo zero per l’Arsenico nelle acque potabili e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da molti anni sollecita gli stati a darsi un limite di 10 µgr/lt, era da attendersi una grande attenzione a partire dai Sindaci. Nulla di ciò è avvenuto.

Ma non è solo disattenzione, perchè in Toscana i responsabili della salute pubblica hanno fatto carte false per dimostrare la naturalità del fenomeno. In Amiata, nei paesi dove alle deroghe nell’acqua potabile si sono aggiunte le emissioni di arsenico dalle centrali geotermiche dell’ENEL, troviamo scritto nell’ultimo studio di carattere epidemiologico(4): “Tra i singoli comuni della zona geotermica sud emergono eccessi di tumori negli uomini statisticamente significativi dell’ordine del +30% essenzialmente nell’ultimo periodo ad Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso”.

Ma, per gli ignari Sindaci e Giunta regionale, l’Enel non può essere disturbata e quei dati sarebbero solo il frutto di vizi e di ‘stili di vita’ inadeguati che, però, sorprendentemente, non producono gli stessi effetti mortali nei comuni limitrofi.

La cosa ancor più grave, se non fosse già abbastanza tragico il problema dell’arsenico, è che in Amiata si sommano, sempre grazie alla geotermia ‘Green’, tutta un’altra serie di inquinanti tossici e nocivi che, però, vengono ‘valutati’ singolarmente, mentre l’effetto della compresenza di diverse sostanze ne aumenta la pericolosità, come da letteratura scientifica. Nelle Note che seguono i riferimenti ad una serie di studi scientifici ‘pubblicati'(5) relativi agli inquinanti geotermici; ‘pubblicati’, nel lessico scientifico, significa accertati ed accettati, a differenza delle panzane che amministratori, tecnici ‘amici’ ed enel vorrebbero darci ad intendere sulla ‘naturalità’ dei fenomeni e sugli ‘stili di vita’ dissoluti degli amiatini e, buona ultima, delle ‘aree quasi del tutto non abitate’ dove ricadrebbero gli inquinanti.

NOTE:

1– L’indagine epidemiologica del Lazio e scaricabile anche qui: http://www.tusciamedia.com/component/content/article/267-cronaca/17952-arsenico-ecco-i-dati-su-mortalita-e-malattie.html

2– Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio – Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione de Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio , pag. 7 – Aprile 2012. Si può scaricare da: http://www.osservatorelaziale.it/public/allegati/files/126.pdf

3– AIOM – Dott. Michelangiolo Bolognini – I cancerogeni nelle acque per uso umano, in “Progetto Ambiente e Tumori 2001”, marzo 2009 n.23.

4– Regione Toscana – Fondazione G. Monasterio. Progetto di ricerca epidemiologica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano, “Progetto Geotermia”, ottobre 2010, svolto su committenza Agenzia Regionale Sanità, pag.89 per gli incrementi di mortalità e pag.68 per i caratteri delle aree di confronto. Si scarica da: http://www.ars.toscana.it/web/guest

5– STUDI PUBBLICATI:

1° studio in Tossicologica Sciences 128
Pubblicazione (anno 2012)
Si legge: l’H2S è importante nella attivazione neuronale in condizioni normali e patologiche-
L’H2S è molto spesso Tossico e spesso fatale ad alte concentrazioni; da tossicità al sistema nervoso centrale, può compromettere la funzione neurologica, alterare il metabolismo, distruggere la struttura del cervello e portare alla perdita di parte dei neuroni.
Lo studio parte dall’analisi di vari pubblicazioni per dire questo e la bibliografia è allegata.

2° Studio Environmental Research
Pubblicazione Gennaio 2012
Si legge: l’aumento intermittente di H2S incrementa l’uso di farmaci per malattie respiratorie (studio su pazienti Islandesi)

3° Studio Respiratory Physiology & Neurobiogolgy
In Pubblicazione
Si legge: l’H2S è molto importante nei meccanismi biologici del sistema respiratorio .
L’H2S è  la primaria intossicazione chimica da gas naturale e gli effetti chimici dipendono dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione.
Nello studio è riportata una figura n. 2 nella quale si esplicano gli effetti di H2S che sono: Proliferazione delle cellule muscolari lisce delle vie respiratorie (BPCO), Broncocostrizione (asma), morte cellulare, migrazione e proliferazione delle cellule polmonari (tumori), differenziazione cellulare (tumore), transizione delle cellule mesenchimali (tumore), ipossia polmonare (asma), infiammazione neurogenetica, e stress ossidativo (radicali liberi e tumori).
L’H2S può interferire con l’efficacia dei farmaci usati nelle patologie respiratorie.

4° Studio Atioxidants & Redox signaling
Pubblicazione 2011

Si legge: l’encefalopatica etilmalonica, è una patologia genetica la cui causa può essere riportata ad un accumulo di H2S in tessuti critici come la mucosa intestinale, il fegato, i muscoli ed il cervello.
Lo studio parla di una correlazione dell’H2S con questa patologia.

5° Studio Environmental Health
Pubblicazione settembre 2012
Si legge: Titolo “incidenza dei tumori dei residenti islandesi nelle aree geotermiche ad alta temperatura fra il 1981 al 2010”. tra le due aree confrontate
Questi residenti sono esposti ad emissioni geotermiche e si cerca la correlazione con l’insorgenza di tumori rispetto alla zona con minori emissioni.
Le conclusioni sono che servono più informazioni chimico fisiche sulle esalazioni e sulle popolazioni ma ci sono eccessi significativi su carcinoma della mammella e della pelle.
Emergono  quindi, tra le due aree confrontate, indicazioni di una relazione fra gli effetti e l’esposizione; lo stato social, il fumo, l’habitat sono stati considerati fra i fattori di rischio anche se non si possono escludere fattori “confondenti” (altri fattori non considerati dagli sperimentatori).

6° Studio Environmental Health Perspectives
Pubblicazione 2002
Si legge: Titolo “asma e pericolosità degli inquinanti nell’area”
Le persone con asma possono avere un rischio additivo per gli effetti dell’inquinamento ambientale. L’insieme di inquinanti sono + tossici della somma degli effetti dei singoli inquinanti.
Questo vale anche per gli antigeni (sostanze che danno allergie) o composti irritanti respirati dai pazienti con asma.

7° Studio Environmental Health Perspectives
Pubblicazione settembre 2012
Si legge: Titolo “E’ la CO2 all’interno di ambienti, inquinante? Effetti indiretti di concentrazioni da basse a moderate di CO2 sull’uomo nella capacità cognitica (decision-Making Performance)
L’aumento della concentrazione di Co2 riduce significativamente la performance cognitiva

8° Studio journal environmental and public Health
Pubblicazione 2012
Si legge: Studio su lavoratori allevatori industriali di maiali
Alimentare maiali in ambienti confinati pone le persone a esposizione di gas come ammoniaca, H2s ed altri composti solforati. Al di là del fatto che sia spiacevole questi gas danno effetti avversi sui polmoni, cervello ed altri organi
L’H2S avvelena il cervello ed i mitocondri (respirazione cellulare) combinandosi in modo irreversibile. Basse dosi di h2s aumentano neuromediatori.
Test dimostrano disfunzioni permanenti al cervello in lavoratori esposti ad H2S

9° Studio journal off animal science
Pubblicazione 2010
Si legge: (genericamente) Studio su lavoratori allevatori industriali di maiali
L’odore di composti solforati, può stimolare sintomi somatici basati sull’attivazione del nervo trigemino.
La combinazione fisica e psicologica è stata descritta come sindrome da stress ambientale. Sottoponendo gli individui a condizioni patologiche come asma ed altre complicazioni.
L’H2S rappresenta il più grande rischio per la salute, Anche l’aumento della CO2 può essere un rischio per la salute umana.

La Nazione del 9 novembre 2012

AMIATA SUL PIEDE DI GUERRA. IL COMITATO SOS GEOTERMIA
Allarme arsenico nell’acqua. Riunione in sala consiliare
Preoccupante studio epidemiologico della Regione Lazio
di Cristiano Bernacchi
DOPO le rassicurazioni del sindaco di Castel del Piano, con una lettera aperta in cui garantisce la qualità dell’acqua amiatina, il comitato «Sos geotermia» risponde ironicamente e anticipa le future iniziative che sull’argomento si svolgeranno. Il comitato ambientalista ricorda come siano scontate e prevedibili le giustificazioni addotte dal sindaco per sostenere la qualità dell’acqua amiatina. «L’acqua potabile distribuita dal Fiora è monitorata e sottoposta a costanti analisi, in più non solo rispetta i parametri di legge sulla presenza di arsenico, ma è ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente (10 microgrammi/litro)». La questione dal punto di vista del comitato è che, esclusi i due casi chiariti, dove i limiti superavano i parametri di legge perché le utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto, l’acqua non possiede delle percentuali così lontane dai limiti come viene descritto. «Ma soprattutto ci tengono a ricordare la questione non è la forbice nella quale si rientra per presenza di arsenico nell’acqua che viaggia tra i 4,4 ug/l e gli 8,3 ug/l nel territorio di Castel del Piano, ma di seguire la strada indicata dall’Oms(Organizzazione mondiale della santà) per azzerare completamente la presenza di arsenico nell’acqua. E in questo siamo lontanissimi, come lo siamo nell’adottare il sano principio di precauzione tanto presente nelle direttive dell’Oms». IN PIÙ è di poche settimane fa, la pubblicazione dello studio epidemiologico della Regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con significative concentrazioni di arsenico. «Le conferme dello studio come ripetono i comitati sono il frutto di anni di deroghe per la presenza di arsenico nell’acqua con livelli assai superiori a quelli di oggi fissati nei 10 microgrammi per litro. In più sull’Amiata la malefica sinergia tra arsenico, acido solfidrico e altri inquinanti immessi nell’aria mettono a rischio il patrimonio ambientale che un tempo rappresentava questa montagna». IL PROSSIMO appuntamento del comitato è per domani alle 17 in sala consiliare a Castel del Piano, dove verrà anche presentato il libro di Roberto Barocci «Arsenico e scellerati progetti», nel quale un capitolo è dedicato proprio all’Amiata.

Il Tirreno del 25 ottobre 2012

Arsenico, dati choc dal Lazio
Uno studio conferma la stessa incidenza di mortalità della Toscana: la rabbia di Sos Geotermia

AMIATA Pubblicato lo studio epidemiologico della regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con concentrazioni di arsenico significative. «Di Arsenico in piccole dosi nell’acqua, definita “potabile” dalle Giunte regionali, oggi si muore – dice il coordinamento per i movimenti dell’Amiata, Sos Geotermia – Questo, per noi, era scontato e l’andiamo denunciando da anni ai sindaci della nostra Provincia, inutilmente. Loro hanno sempre finto di non sapere». Il dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha reso pubblici i dati di una indagine epidemiologica doverosa sulla popolazione che è stata costretta a bere acqua definita “potabile” dalla Regione in deroga ai limiti sollecitati fin dagli anni’80 dall’organizzazione Mondiale della Sanità. Questo è scritto nella sintesi del recente studio. «In Provincia di Viterbo nei comuni con livelli di esposizione più elevata (Arsenico maggiore di 20 µgr/l) si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause del +11% e, complessivamente per tutte le cause tumorali, del 10% negli uomini e del 12% nelle donne. Questo si registra rispetto ai dati dei residenti nei comuni che hanno potuto bere acqua nei limiti di 10. Se si pensa che in provincia di Grosseto per molti anni si è stati costretti a bere acqua distribuita dall’Acquedotto del Fiora con valori anche superiore ai 20 e in alcuni casi anche con valori pari a 50, c’è di che indignarsi, perchè era noto che si sarebbero registrati molti morti in più». Infatti davanti alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità degli anni ’80, che raccomandava di non superare il valore 10, ci si aspettava il massimo rigore perché le ricerche più recenti indicavano che tale valore limite era di compromesso, ma che bisognerebbe tendere a concentrazioni vicine allo zero. «Se l’Epa, ente statale statunitense di protezione ambientale, pone l’obiettivo zero per l’Arsenico nelle acque potabili e l’Oms da molti anni sollecita gli stati a darsi un limite di 10 µgr/lt, era da attendersi una grande attenzione a partire dai sindaci – prosegue il coordinamento – Nulla di ciò è avvenuto. Ma non è solo disattenzione, perchè in Toscana i responsabili della salute pubblica hanno fatto carte false per dimostrare la naturalità del fenomeno». In Amiata, nei paesi dove alle deroghe nell’acqua potabile si sono aggiunte le emissioni di arsenico dalle centrali geotermiche dell’Enel, ecco cosa viene scritto nell’ultimo studio di carattere epidemiologico. «Tra i singoli comuni della zona geotermica sud emergono eccessi di tumori negli uomini statisticamente significativi dell’ordine del +30% essenzialmente nell’ultimo periodo ad Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso. Ma, per gli ignari sindaci e giunta regionale, l’Enel non può essere disturbata e quei dati sarebbero solo il frutto di vizi e di stili di vita inadeguati che, però, sorprendentemente, non producono gli stessi effetti mortali nei comuni limitrofi».

Castel del Piano. Petizione su arsenico ed acqua, il sindaco Franci risponda!

E’ stata consegnata al sindaco Franci di Castel del Piano una petizione popolare promossa dai cittadini dopo che Sos Geotermia, in primavera, rese pubblici i dati delle analisi delle acque in Amiata che confermavano un livello di concentrazione di arsenico molto preoccupante.
Ora quasi 350 cittadini (oltre il 7% della popolazione), mettendoci la faccia …e la firma, chiedono al sindaco conto di perchè finora non sono state ‘rimosse le cause’ e ‘data informazione’ (come prescritto dall’Europa) e chiedono di attivare tutte le soluzioni di emergenza possibili. Sos Geotermia si associa e sostiene la richiesta dei cittadini e si augura che almeno di fronte ai cittadini ed ‘elettori’, il sindaco Claudio Franci, ed il PD tutto, diano una risposta immediata e pubblica.
Peraltro, ricordiamo al sindaco Franci e a tutto il PD amiatino che ad un convegno di questo partito il 16 maggio 2012 lo stesso coordinatore PD amiatino Tiberi sosteneva che non basta rimanere nei limiti di legge, ma bisogna scendere almeno al 50%.
Speravamo che dopo quelle affermazioni avremmo avuto un diverso atteggiamento degli amministratori, ma il silenzio sulla questione ‘arsenico e acqua’ e il successivo ‘VIA libera’ al progetto di centrale a Bagnore4 hanno dimostrato che, a pensare bene, la salute e la difesa del territorio non sono tra i le prime preoccupazioni in agenda del PD.
Di seguito riportiamo il testo della petizione consegnata.

All’On. Sindaco del comune di Castel del Piano
Petizione Popolare
Le recenti notizie di analisi delle acque di rubinetto e di sorgente dell’Amiata di cui hanno parlato i giornali e un documento che circola in questi giorni, ci preoccupano molto.’
Per quanto quasi tutti entro i termini di legge, stabiliti in 10 microgrammi di arsenico per litro come massima concentrazione, ogni valore si trova ben al di sopra della soglia di sicurezza stabilita dall’Organizzazione Mondiale della sanità in due-cinque microgrammi per litro. Oltre tale limite, per bambini di età inferiore ai tre anni, donne gravide e persone affette da varie patologie (epatiche, renali, polmonari…), non è da considerasi acqua potabile. Mentre ne è sconsigliato l’uso quotidiano e protratto negli anni per tutti.
L’arsenico è un cancerogeno di classe uno ed è molto probabile che sia corresponsabile dell’alta incidenza di tumori nel nostro territorio. Affermare che le cose sono sempre state così significa scansare il problema ed affermare il falso. Nelle rilevazioni alle sorgenti l’arsenico ha avuto un’impennata del 300% (dati USL e ARPAT).
Anche l’incidenza di tumori è in aumento e affermare che questo è in buona parte dovuto allo stile di vita Amiatino, come le conclusioni di uno studio commissionato dalla regione hanno voluto far credere,  è un’assurdità (il documento in realtà al suo interno indicava tutt’altro).
Ma la mancanza  più grave è che avremmo dovuto ricevere informazioni cautelative e non tranquillizzanti, così da poter tutelare i soggetti sensibili, si sarebbero dovuti avvertire ospedale, casa di riposo, scuole, medici di base e segnalare le fontane pubbliche. Invece, un silenzio irresponsabile e richieste di deroghe per innalzare i livelli di potabilità. Grave è anche l’atteggiamento di alcuni giornali locali che di tanto in tanto sfiorano l’argomento soltanto per minimizzare e rassicurare.
Per questo chiediamo fermamente di porre fine a questo avvelenamento quotidiano, rimuovendo le cause che hanno determinato l’aumento dell’arsenico nelle acque e dandone la più ampia informazione -così come prevedevano le prescrizioni europee- e, nell’immediato, ponendo filtri appropriati in tempi brevi, garantendo che il pagamento di tali filtri non ricada sui cittadini, ma eventualmente usufruendo delle compensazioni ambientali di cui il comprensorio amiatino beneficia.’
Nell’attesa della purificazione della nostra acqua, tra l’altro pagata cara, chiediamo altresì l’immediata istallazione di fontane pubbliche di approvvigionamento dotate di filtri specifici per arsenico e distribuite in zone strategiche del paese. Se questa petizione non dovesse sortire effetto esigeremo una presa di responsabilità scritta e firmata da parte del Sig. Sindaco, in quanto responsabile della salute pubblica, sulla effettiva sicurezza sanitaria dei livelli di concentrazione raggiunti.
Perchè l’acqua dell’ Amiata deve tornare sicura, per la nostra salute e ancor più per quella dei nostri bambini. Certi di una presa di posizione celere da parte dell’Amministrazione Comunale seguono le firme di chi una risposta attende.

Corriere di Maremma 19 ottobre 2012

Castel del Piano. Quasi 350 le firme di protesta contro l’amministrazione
Arsenico, petizione al sindaco
di Adriano Crescenzi

CASTEL DEL PIANO – Una petizione su arsenico ed acqua è stata consegnata in questi giorni al sindaco Claudio Franci di Castel del Piano. Il sindaco è anche presidente della Società della Salute e da lui queste persone, alle quali si associa anche SoS Geotermia, si attendono una risposta convincente. La petizione popolare è stata presentata dopo che Sos Geotermia, in primavera, rese pubblici i dati delle analisi delle acque in Amiata che confermavano un livello di concentrazione di arsenico molto preoccupante. Ora quasi 350 cittadini (oltre il 7% della popolazione), chiedono al sindaco conto del perché finora non sono state ‘rimosse le cause’ e ‘data informazione’ (come prescritto dalle normative europee) e chiedono di attivare tutte le soluzioni di emergenza possibili. “Sos Geotermia si associa – informa l’associazione – e sostiene la richiesta dei cittadini augurandosi che almeno di fronte a cittadini ed ‘elettori, il sindaco Claudio Franci, ed il Pd tutto, diano una risposta immediata e pubblica”. Di seguito il testo della petizione consegnata al sindaco del comune di Castel del Piano: “Le recenti notizie di analisi delle acque di rubinetto e di sorgente dell’Amiata di cui hanno parlato i giornali e un documento che circola in questi giorni, ci preoccupano molto. Per quanto quasi tutti entro i termini di legge, stabiliti in 10 microgrammi di arsenico per litro come massima concentrazione, ogni valore si trova ben al di sopra della soglia di sicurezza stabilita dall’Organizzazione Mondiale della sanità in due-cinque microgrammi per litro. Oltre tale limite, per bambini di età inferiore ai tre anni, donne gravide e persone affette da varie patologie (epatiche, renali, polmonari…), non è da considerasi acqua potabile. Mentre ne è sconsigliato l’uso quotidiano e protratto negli anni per tutti. L’arsenico è un cancerogeno di classe uno ed è molto probabile che sia corresponsabile dell’alta incidenza di tumori nel nostro territorio. Affermare che le cose sono sempre state così significa scansare il problema ed affermare il falso. Nelle rilevazioni alle sorgenti l’arsenico ha avuto un’impennata del 300% (dati Usl e Arpat). Anche l’incidenza di tumori è in aumento e affermare che questo è in buona parte dovuto allo stile di vita Amiatino, come le conclusioni di uno studio commissionato dalla Regione hanno voluto far credere, è un’assurdità . Ma la mancanza più grave è che avremmo dovuto ricevere informazioni cautelative e non tranquillizzanti, così da poter tutelare i soggetti sensibili, si sarebbero dovuti avvertire ospedale, casa di riposo, scuole, medici di base e segnalare le fontane pubbliche. Invece, un silenzio irresponsabile e richieste di deroghe per innalzare i livelli di potabilità. Grave è anche l’atteggiamento di alcuni giornali locali che di tanto in tanto sfiorano l’argomento soltanto per minimizzare e rassicurare. Per questo chiediamo fermamente di porre fine a questo avvelenamento quotidiano, rimuovendo le cause che hanno determinato l’aumento dell’arsenico nelle acque e dandone la più ampia informazione – così come prevedevano le prescrizioni europee – e, nell’immediato, ponendo filtri appropriati in tempi brevi, garantendo che il pagamento di tali filtri non ricada sui cittadini, ma eventualmente usufruendo delle compensazioni ambientali di cui il comprensorio amiatino beneficia. Nell’attesa della purificazione della nostra acqua, tra l’altro pagata cara, chiediamo altresì l’immediata istallazione di fontane pubbliche di approvvigionamento dotate di filtri specifici per arsenico e distribuite in zone strategiche del paese. Se questa petizione non dovesse sortire effetto esigeremo una presa di responsabilità scritta e firmata da parte del sindaco, in quanto responsabile della salute pubblica, sulla effettiva sicurezza sanitaria dei livelli di concentrazione raggiunti. Perchè l’acqua dell’Amiata deve tornare sicura, per la nostra salute e ancor più per quella dei nostri bambini”.

Il Tirreno 18 ottobre 2012

Sos Geotermia. Una petizione con 350 proteste al sindaco Franci

CASTEL DEL PIANO – È stata consegnata al sindaco Franci di Castel del Piano una petizione popolare promossa dai cittadini dopo che Sos Geotermia, in primavera, aveva reso pubblici i dati delle analisi delle acque in Amiata che confermavano un livello di concentrazione di arsenico molto preoccupante. «Ora quasi 350 cittadini (oltre il 7% della popolazione), mettendoci la faccia …e la firma, chiedono al sindaco conto di perchè finora non sono state “rimosse le cause”», dice Sos Geotermia. «Le recenti notizie di analisi delle acque di rubinetto e di sorgente dell’Amiata e un documento che circola in questi giorni, ci preoccupano molto – si legge nella petizione – Per quanto quasi tutti entro i termini di legge, stabiliti in 10 microgrammi di arsenico per litro come massima concentrazione, ogni valore si trova ben al di sopra della soglia di sicurezza stabilita dall’Organizzazione Mondiale della sanità in due-cinque microgrammi per litro. Oltre tale limite, per bambini di età inferiore ai tre anni, donne gravide e persone affette da varie patologie, non è da considerarsi acqua potabile. Mentre ne è sconsigliato l’uso quotidiano e protratto negli anni per tutti». L’arsenico è un cancerogeno di classe. Affermare che le cose sono sempre state così significa scansare il problema ed affermare il falso. Nelle rilevazioni alle sorgenti l’arsenico ha avuto un’impennata del 300%. «Anche l’incidenza di tumori è in aumento e affermare che questo è in buona parte dovuto allo stile di vita amiatino, come le conclusioni di uno studio commissionato dalla regione hanno voluto far credere, è un’assurdità. Ma la mancanza più grave è che avremmo dovuto ricevere informazioni cautelative e non tranquillizzanti; invece, un silenzio irresponsabile e richieste di deroghe per innalzare i livelli di potabilità». Nell’attesa della purificazione dell’acqua, tra l’altro pagata cara, Sos Geotermia chiede «l’immediata istallazione di fontane pubbliche di approvvigionamento dotate di filtri specifici per arsenico e distribuite in zone strategiche del paese. Se questa petizione non dovesse sortire effetto esigeremo una presa di responsabilità scritta e firmata da parte del sindaco».

Don Gallo esorta a difendere l’Amiata. Il 12 ottobre sarà ad Arcidosso

In occasione dell’incontro ‘La Buona Novella’ con Don Andrea Gallo, che si terrà il prossimo 12 ottobre alle 21, presso il Park Hotel Colle degli Angeli in località Aiuole, Arcidosso lo abbiamo contattato per rammentargli i problemi ed i rischi che andiamo denunciando in merito all’attività geotermica in  Amiata.

Don Gallo, fedele al suo essere sempre ‘ostinato e contrario’, per dirla con le parole di De Andrè, ci risponde con un’esortazione che volentieri condividiamo con tutti gli amiatini, ma che dovrebbe essere un monito per tutti:

“Carissimi, siate “partigiani” dell’Amiata.
La salvaguardia del creato è una priorita assoluta.
Sono con Voi!  Ciao Don Gallo”

Ci vediamo tutti il 12 sera!