L’avevamo detto… e anche la regione Lazio conferma: ma quali ‘stili di vita amiatini’, di arsenico nell’acqua si muore!

Pubblicato lo studio epidemiologico della regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con concentrazioni di arsenico significative.

Di Arsenico in piccole dosi nell’acqua, definita “potabile” dalle Giunte Regionali, oggi si muore. Questo, per noi, era scontato e l’andiamo denunciando da anni ai Sindaci della nostra Provincia, inutilmente. Loro hanno sempre finto di non sapere.

Oggi il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio ha reso pubblici i dati di una indagine epidemiologica(1) doverosa sulla popolazione che è stata costretta a bere acqua definita “potabile” dalla Regione in deroga ai limiti sollecitati fin dagli anni’80 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Questo è scritto nella sintesi del recente studio del Servizio Sanitario(2): “In Provincia di Viterbo nei comuni con livelli di esposizione più elevata (Arsenico maggiore di 20 µgr/l) si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause del +11% e, complessivamente per tutte le cause tumorali, del 10% negli uomini e del 12% nelle donne”. Questo si registra rispetto ai dati dei residenti nei comuni che hanno potuto bere acqua nei limiti di 10.

Se si pensa che in provincia di Grosseto per molti anni si è stati costretti a bere acqua distribuita dall’Acquedotto del Fiora con valori anche superiore ai 20 e in alcuni casi anche con valori pari a 50, c’è di che indignarsi, perchè era noto che si sarebbero registrati molti morti in più.

Infatti davanti alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità degli anni ’80, che raccomandava di non superare il valore 10, ci si aspettava il massimo rigore perché le ricerche più recenti indicavano che tale valore limite era di compromesso, ma che bisognerebbe tendere a concentrazioni vicine allo zero.

Il dott. Bolognini scriveva nella rivista degli oncologi italiani(3): “Le ultime linee guida dell’EPA del 2006, riconoscevano comunque, per l’arsenico, il valore limite di 10 µgr/lt, il valore di 2 µgr/lt, relativo al rischio aggiuntivo di un caso di cancro in 70 anni per 10.000 persone ed il valore obiettivo zero”.

Se l’Epa, ente statale statunitense di protezione ambientale, pone l’obiettivo zero per l’Arsenico nelle acque potabili e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, da molti anni sollecita gli stati a darsi un limite di 10 µgr/lt, era da attendersi una grande attenzione a partire dai Sindaci. Nulla di ciò è avvenuto.

Ma non è solo disattenzione, perchè in Toscana i responsabili della salute pubblica hanno fatto carte false per dimostrare la naturalità del fenomeno. In Amiata, nei paesi dove alle deroghe nell’acqua potabile si sono aggiunte le emissioni di arsenico dalle centrali geotermiche dell’ENEL, troviamo scritto nell’ultimo studio di carattere epidemiologico(4): “Tra i singoli comuni della zona geotermica sud emergono eccessi di tumori negli uomini statisticamente significativi dell’ordine del +30% essenzialmente nell’ultimo periodo ad Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso”.

Ma, per gli ignari Sindaci e Giunta regionale, l’Enel non può essere disturbata e quei dati sarebbero solo il frutto di vizi e di ‘stili di vita’ inadeguati che, però, sorprendentemente, non producono gli stessi effetti mortali nei comuni limitrofi.

La cosa ancor più grave, se non fosse già abbastanza tragico il problema dell’arsenico, è che in Amiata si sommano, sempre grazie alla geotermia ‘Green’, tutta un’altra serie di inquinanti tossici e nocivi che, però, vengono ‘valutati’ singolarmente, mentre l’effetto della compresenza di diverse sostanze ne aumenta la pericolosità, come da letteratura scientifica. Nelle Note che seguono i riferimenti ad una serie di studi scientifici ‘pubblicati'(5) relativi agli inquinanti geotermici; ‘pubblicati’, nel lessico scientifico, significa accertati ed accettati, a differenza delle panzane che amministratori, tecnici ‘amici’ ed enel vorrebbero darci ad intendere sulla ‘naturalità’ dei fenomeni e sugli ‘stili di vita’ dissoluti degli amiatini e, buona ultima, delle ‘aree quasi del tutto non abitate’ dove ricadrebbero gli inquinanti.

NOTE:

1– L’indagine epidemiologica del Lazio e scaricabile anche qui: http://www.tusciamedia.com/component/content/article/267-cronaca/17952-arsenico-ecco-i-dati-su-mortalita-e-malattie.html

2– Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale della Regione Lazio – Valutazione Epidemiologica degli effetti sulla salute in relazione alla contaminazione de Arsenico nelle acque potabili nelle popolazioni residenti nei comuni del Lazio , pag. 7 – Aprile 2012. Si può scaricare da: http://www.osservatorelaziale.it/public/allegati/files/126.pdf

3– AIOM – Dott. Michelangiolo Bolognini – I cancerogeni nelle acque per uso umano, in “Progetto Ambiente e Tumori 2001”, marzo 2009 n.23.

4– Regione Toscana – Fondazione G. Monasterio. Progetto di ricerca epidemiologica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano, “Progetto Geotermia”, ottobre 2010, svolto su committenza Agenzia Regionale Sanità, pag.89 per gli incrementi di mortalità e pag.68 per i caratteri delle aree di confronto. Si scarica da: http://www.ars.toscana.it/web/guest

5– STUDI PUBBLICATI:

1° studio in Tossicologica Sciences 128
Pubblicazione (anno 2012)
Si legge: l’H2S è importante nella attivazione neuronale in condizioni normali e patologiche-
L’H2S è molto spesso Tossico e spesso fatale ad alte concentrazioni; da tossicità al sistema nervoso centrale, può compromettere la funzione neurologica, alterare il metabolismo, distruggere la struttura del cervello e portare alla perdita di parte dei neuroni.
Lo studio parte dall’analisi di vari pubblicazioni per dire questo e la bibliografia è allegata.

2° Studio Environmental Research
Pubblicazione Gennaio 2012
Si legge: l’aumento intermittente di H2S incrementa l’uso di farmaci per malattie respiratorie (studio su pazienti Islandesi)

3° Studio Respiratory Physiology & Neurobiogolgy
In Pubblicazione
Si legge: l’H2S è molto importante nei meccanismi biologici del sistema respiratorio .
L’H2S è  la primaria intossicazione chimica da gas naturale e gli effetti chimici dipendono dalla concentrazione e dalla durata dell’esposizione.
Nello studio è riportata una figura n. 2 nella quale si esplicano gli effetti di H2S che sono: Proliferazione delle cellule muscolari lisce delle vie respiratorie (BPCO), Broncocostrizione (asma), morte cellulare, migrazione e proliferazione delle cellule polmonari (tumori), differenziazione cellulare (tumore), transizione delle cellule mesenchimali (tumore), ipossia polmonare (asma), infiammazione neurogenetica, e stress ossidativo (radicali liberi e tumori).
L’H2S può interferire con l’efficacia dei farmaci usati nelle patologie respiratorie.

4° Studio Atioxidants & Redox signaling
Pubblicazione 2011

Si legge: l’encefalopatica etilmalonica, è una patologia genetica la cui causa può essere riportata ad un accumulo di H2S in tessuti critici come la mucosa intestinale, il fegato, i muscoli ed il cervello.
Lo studio parla di una correlazione dell’H2S con questa patologia.

5° Studio Environmental Health
Pubblicazione settembre 2012
Si legge: Titolo “incidenza dei tumori dei residenti islandesi nelle aree geotermiche ad alta temperatura fra il 1981 al 2010”. tra le due aree confrontate
Questi residenti sono esposti ad emissioni geotermiche e si cerca la correlazione con l’insorgenza di tumori rispetto alla zona con minori emissioni.
Le conclusioni sono che servono più informazioni chimico fisiche sulle esalazioni e sulle popolazioni ma ci sono eccessi significativi su carcinoma della mammella e della pelle.
Emergono  quindi, tra le due aree confrontate, indicazioni di una relazione fra gli effetti e l’esposizione; lo stato social, il fumo, l’habitat sono stati considerati fra i fattori di rischio anche se non si possono escludere fattori “confondenti” (altri fattori non considerati dagli sperimentatori).

6° Studio Environmental Health Perspectives
Pubblicazione 2002
Si legge: Titolo “asma e pericolosità degli inquinanti nell’area”
Le persone con asma possono avere un rischio additivo per gli effetti dell’inquinamento ambientale. L’insieme di inquinanti sono + tossici della somma degli effetti dei singoli inquinanti.
Questo vale anche per gli antigeni (sostanze che danno allergie) o composti irritanti respirati dai pazienti con asma.

7° Studio Environmental Health Perspectives
Pubblicazione settembre 2012
Si legge: Titolo “E’ la CO2 all’interno di ambienti, inquinante? Effetti indiretti di concentrazioni da basse a moderate di CO2 sull’uomo nella capacità cognitica (decision-Making Performance)
L’aumento della concentrazione di Co2 riduce significativamente la performance cognitiva

8° Studio journal environmental and public Health
Pubblicazione 2012
Si legge: Studio su lavoratori allevatori industriali di maiali
Alimentare maiali in ambienti confinati pone le persone a esposizione di gas come ammoniaca, H2s ed altri composti solforati. Al di là del fatto che sia spiacevole questi gas danno effetti avversi sui polmoni, cervello ed altri organi
L’H2S avvelena il cervello ed i mitocondri (respirazione cellulare) combinandosi in modo irreversibile. Basse dosi di h2s aumentano neuromediatori.
Test dimostrano disfunzioni permanenti al cervello in lavoratori esposti ad H2S

9° Studio journal off animal science
Pubblicazione 2010
Si legge: (genericamente) Studio su lavoratori allevatori industriali di maiali
L’odore di composti solforati, può stimolare sintomi somatici basati sull’attivazione del nervo trigemino.
La combinazione fisica e psicologica è stata descritta come sindrome da stress ambientale. Sottoponendo gli individui a condizioni patologiche come asma ed altre complicazioni.
L’H2S rappresenta il più grande rischio per la salute, Anche l’aumento della CO2 può essere un rischio per la salute umana.

La Nazione del 9 novembre 2012

AMIATA SUL PIEDE DI GUERRA. IL COMITATO SOS GEOTERMIA
Allarme arsenico nell’acqua. Riunione in sala consiliare
Preoccupante studio epidemiologico della Regione Lazio
di Cristiano Bernacchi
DOPO le rassicurazioni del sindaco di Castel del Piano, con una lettera aperta in cui garantisce la qualità dell’acqua amiatina, il comitato «Sos geotermia» risponde ironicamente e anticipa le future iniziative che sull’argomento si svolgeranno. Il comitato ambientalista ricorda come siano scontate e prevedibili le giustificazioni addotte dal sindaco per sostenere la qualità dell’acqua amiatina. «L’acqua potabile distribuita dal Fiora è monitorata e sottoposta a costanti analisi, in più non solo rispetta i parametri di legge sulla presenza di arsenico, ma è ben al di sotto dei limiti previsti dalla legislazione vigente (10 microgrammi/litro)». La questione dal punto di vista del comitato è che, esclusi i due casi chiariti, dove i limiti superavano i parametri di legge perché le utenze erano allacciate direttamente alla condotta di trasporto, l’acqua non possiede delle percentuali così lontane dai limiti come viene descritto. «Ma soprattutto ci tengono a ricordare la questione non è la forbice nella quale si rientra per presenza di arsenico nell’acqua che viaggia tra i 4,4 ug/l e gli 8,3 ug/l nel territorio di Castel del Piano, ma di seguire la strada indicata dall’Oms(Organizzazione mondiale della santà) per azzerare completamente la presenza di arsenico nell’acqua. E in questo siamo lontanissimi, come lo siamo nell’adottare il sano principio di precauzione tanto presente nelle direttive dell’Oms». IN PIÙ è di poche settimane fa, la pubblicazione dello studio epidemiologico della Regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con significative concentrazioni di arsenico. «Le conferme dello studio come ripetono i comitati sono il frutto di anni di deroghe per la presenza di arsenico nell’acqua con livelli assai superiori a quelli di oggi fissati nei 10 microgrammi per litro. In più sull’Amiata la malefica sinergia tra arsenico, acido solfidrico e altri inquinanti immessi nell’aria mettono a rischio il patrimonio ambientale che un tempo rappresentava questa montagna». IL PROSSIMO appuntamento del comitato è per domani alle 17 in sala consiliare a Castel del Piano, dove verrà anche presentato il libro di Roberto Barocci «Arsenico e scellerati progetti», nel quale un capitolo è dedicato proprio all’Amiata.

Il Tirreno del 25 ottobre 2012

Arsenico, dati choc dal Lazio
Uno studio conferma la stessa incidenza di mortalità della Toscana: la rabbia di Sos Geotermia

AMIATA Pubblicato lo studio epidemiologico della regione Lazio che conferma la stessa incidenza di mortalità tra le popolazioni laziali e toscane esposte ad acqua con concentrazioni di arsenico significative. «Di Arsenico in piccole dosi nell’acqua, definita “potabile” dalle Giunte regionali, oggi si muore – dice il coordinamento per i movimenti dell’Amiata, Sos Geotermia – Questo, per noi, era scontato e l’andiamo denunciando da anni ai sindaci della nostra Provincia, inutilmente. Loro hanno sempre finto di non sapere». Il dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio ha reso pubblici i dati di una indagine epidemiologica doverosa sulla popolazione che è stata costretta a bere acqua definita “potabile” dalla Regione in deroga ai limiti sollecitati fin dagli anni’80 dall’organizzazione Mondiale della Sanità. Questo è scritto nella sintesi del recente studio. «In Provincia di Viterbo nei comuni con livelli di esposizione più elevata (Arsenico maggiore di 20 µgr/l) si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause del +11% e, complessivamente per tutte le cause tumorali, del 10% negli uomini e del 12% nelle donne. Questo si registra rispetto ai dati dei residenti nei comuni che hanno potuto bere acqua nei limiti di 10. Se si pensa che in provincia di Grosseto per molti anni si è stati costretti a bere acqua distribuita dall’Acquedotto del Fiora con valori anche superiore ai 20 e in alcuni casi anche con valori pari a 50, c’è di che indignarsi, perchè era noto che si sarebbero registrati molti morti in più». Infatti davanti alle indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità degli anni ’80, che raccomandava di non superare il valore 10, ci si aspettava il massimo rigore perché le ricerche più recenti indicavano che tale valore limite era di compromesso, ma che bisognerebbe tendere a concentrazioni vicine allo zero. «Se l’Epa, ente statale statunitense di protezione ambientale, pone l’obiettivo zero per l’Arsenico nelle acque potabili e l’Oms da molti anni sollecita gli stati a darsi un limite di 10 µgr/lt, era da attendersi una grande attenzione a partire dai sindaci – prosegue il coordinamento – Nulla di ciò è avvenuto. Ma non è solo disattenzione, perchè in Toscana i responsabili della salute pubblica hanno fatto carte false per dimostrare la naturalità del fenomeno». In Amiata, nei paesi dove alle deroghe nell’acqua potabile si sono aggiunte le emissioni di arsenico dalle centrali geotermiche dell’Enel, ecco cosa viene scritto nell’ultimo studio di carattere epidemiologico. «Tra i singoli comuni della zona geotermica sud emergono eccessi di tumori negli uomini statisticamente significativi dell’ordine del +30% essenzialmente nell’ultimo periodo ad Abbadia San Salvatore, Piancastagnaio e Arcidosso. Ma, per gli ignari sindaci e giunta regionale, l’Enel non può essere disturbata e quei dati sarebbero solo il frutto di vizi e di stili di vita inadeguati che, però, sorprendentemente, non producono gli stessi effetti mortali nei comuni limitrofi».

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