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Ischia di Castro, 17 febbraio 2018, il convegno e le iniziative

Farnese compie un altro passo in avanti nell’opposizione ai progetti di geotermia speculativa. All’inizio e alla fine del paese sono infatti appena apparsi due banner di tre metri con su stampato “No alla geotermia, difendiamo il nostro territorio”.

L’idea nasce dal locale comitato “Farnese, ambiente, salute e territorio”. Un segnale, quello voluto dalla squadra, che da un lato tende la mano alla popolazione tutta, dall’altro pone un segno indelebile sulla programmazione futura del borgo e sulle sue volontà.
“Ringraziamo l’amministrazione comunale per il supporto – spiega il Comitato – Volevamo sensibilizzare i concittadini con un atto dimostrativo deciso. E abbiamo potuto farlo grazie al rinnovato impegno del sindaco Biagini e dei suoi collaboratori, che hanno subito condiviso con noi il progetto”.

Sempre il Comitato: “Invitiamo i comuni limitrofi a fare altrettanto, e confidiamo che i sindaci del Coordinamento possano operare in tale prospettiva. È fondamentale che i nostri paesi presentino a prima vista la contrarietà a tali pessime pratiche speculative”.
I banner sono stati affissi sabato scorso in concomitanza con un’assemblea pubblica coordinata dalla Rete Nogesi, ad Ischia di Castro, nelle sale dell’Auditorium comunale. Diversi attivisti provenienti dall’Amiata, dove proprio la geotermia rappresenta un grave e storico problema, hanno sviscerato dati, consigliato i presenti, e stimolato un dibattito interessantissimo.

“La moratoria regionale che stoppava i progetti geotermici per sei mesi è scaduta il 16 febbraio scorso – ha illustrato Vittorio Fagioli della Rete – ciò vuol dire che la geotermia torna ad essere il problema concreto del territorio. Le società si rimetteranno in marcia sia su Ischia che su Farnese e Latera, per un totale di quattro centrali e numerosi scavi. Siamo di nuovo in guerra”.
Chiusura del Comitato: “Auspichiamo che la Regione proroghi, come richiesto, la sospensione ai lavori. In un momento così delicato, per via delle molteplici elezioni e per la discussione in Parlamento europeo di una legge che stabilisca limiti e contributi al comparto geotermico, sarebbe opportuno che per il semplice principio di precauzione non si muovesse nulla. Ringraziamo per l’ospitalità il primo cittadino di Ischia, Salvatore Serra. Un plauso lo giriamo anche ai relatori della conferenza, dottor Landi, geologo Borgia e Fagioli, nonché ai partecipanti all’assemblea. Rimaniamo a disposizione di chiunque volesse affiancarci o di chi gradisse ricevere informazioni più approfondite”. 

Comitato Farnese Ambiente, salute e territorio

(Foto di Noemi Federici)


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CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI: Ischia di Castro, 17 febbraio 2018

SABATO 17 FEBBRAIO 2018 ORE 17 A ISCHIA DI CASTRO (VT)
CONFERENZA SULLA GEOTERMIA ELETTRICA
Prosegue incessante il ciclo di conferenze della Rete Nazionale NOGESI (No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante).

Scarica la locandina con il programma

Questa volta saremo ospiti del Comune di Ischia di Castro (VT) che unitamente a Farnese è destinatario di una istanza di costruzione ed esercizio di una centrale geotermoelettrica da parte della società tedesca Geothermics (con ben 4 pozzi profondi circa 4km l’uno) presentata a fine anno 2016 al settore VIA della Regione Lazio.
Inutile dire che gli enti locali e la Provincia di Viterbo si sono espressi da tempo contro tale insediamento, la stessa Regione Lazio ha richiesto una moratoria che scade il prossimo 16 febbraio 2018, il Consiglio Provinciale di Viterbo in data 31.01.2018 ha chiesto alla nuova Regione Lazio (che si insedierà dopo il 4 marzo) di allungare tale moratoria finché non sarà disponibile la carta idro-geo-termica capace di individuare le aree idonee e non idonee alla geotermia.

Ma la geotermia elettrica non gode in questo momento di grande popolarità:
a) Al Parlamento Europeo, presentato dal gruppo europeo del M5S e subito appoggiato dalla Sinistra europea, è passata -nonostante il voto contrario di Forza Italia, Lega, e perfino di 17 eurodeputati Pd)- una votazione in cui è richiesto all’Europa l’emissione di una normativa (oggi inesistente) sui limiti di emissione all’ambiente dei gas incondensabili provenienti dalle centrali geotermiche;
b) per la prima volta il Tribunale di Grosseto ha aperto una inchiesta sulle emissioni nell’ambiente delle centrali geotermoelettriche di ENEL Green Power dell’Amiata;
c) i cicli binari (come a Farnese- Ischia e Caprarola-Carbognano) contrabbandati come “ecologici” in realtà non riescono a re-immettere i gas incondensabili (che pertanto finiscono nell’ambiente) perlomeno in zone come il Centro-Italia dove la quantità di gas incondensabili è molto alta; lo stesso governatore Rossi della Toscana, che ha costruito “un mito “ sulla geotermia, è costretto dalla mobilitazione dei sindaci e comitati ad emettere un nuova legge in materia che riduca i livelli di inquinamento…


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BUON 2018! CICLO DI CONFERENZE E INCONTRI DELLA RETE NOGESI SULLA GEOTERMIA ELETTRICA

Continua l’opera di informazione della Rete nazionale NoGESI, contro la geotermia inquinante e speculativa.
Il programma prevede una serie di conferenze e incontri tra Toscana, Lazio e Umbria da gennaio a marzo del 2018 alla presenza di persone attive nei vari comitati e nella difesa del territorio.

SCARICA QUI IL MANIFESTO/LOCANDINA

Di seguito il primo calendario di incontri:

Sabato 20 Gennaio 2018 a Scansano (GR) con V. Arezzini, A. Borgia, F. Landi, R. Barocci
Sabato 27 Gennaio 2018 a Castel Giorgio (TR) con F. Carotenuto, G. Mastrolorenzo, R. Barocci, F. Biondi
Sabato 3 Febbraio 2018 a Latera (VT) con V. Arezzini, A. Borgia, G. Pagano, F. Landi
Sabato 17 Febbraio 2018 a Ischia di Castro (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, G. Mastrolorenzo, F. Landi
Sabato 24 Febbraio 2018 a Caprarola (VT) con V. Fagioli, A. Borgia, F. Quattrocchi, F. Biondi
Sabato 3 Marzo 2018 a Terricciola (PI) con M. Rovini, P. Merisio, L. Micheli, M. Marchi
Sabato 10 Marzo 2018 a Casole D’Elsa (SI) con G. Limonta, P. Merisio, L. Micheli

 

Per Sabato 13 Gennaio 2018 dalle ore 9.30 alle 13.00 presso la Provincia di Viterbo, via Aurelio Saffi, 39 – Sala Conferenze – ci sarà un incontro/tavola rotonda organizzata dalla stessa Provincia di Viterbo in collaborazione con la Rete NoGESI e l’Ass.Lago di Bolsena.
SCARICA QUI IL MANIFESTO/LOCANDINA
il programma:
● Ore 9:30 Conduce: Vittorio Fagioli, Rete Nazionale NOGESI Saluto: Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo Introduzione: Velio Arezzini, portavoce Rete Nazionale NOGESI, “Le problematiche della geotermia elettrica”
● Ore 10:00 LE BELLEZZE DELLA TUSCIA: Geraldine Meyer, autrice di “Fuori luogo”, la prima guida sentimentale dedicata alla Tuscia viterbese
● Ore 10:15 LA SCIENZA – Prof. Andrea Borgia, geologo, Univ. Milano, “Le tecnologie ad alta e media entalpia” – Ing. Piero Bruni, presidente Assoc. Lago di Bolsena, “Geotermia e Lago di Bolsena” – Dr. Giuseppe Pagano, geologo, “Il termalismo in Tuscia”
● Ore 11:30 TAVOLA ROTONDA Sono stati invitati: – Mauro Buschini, Assessore Ambiente Regione Lazio – Eros Brega, Presidente Commissione Ambiente Regione Umbria – Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo – Angelo Ghinassi, Sindaco di Acquapendente – Paolo Equitani, Sindaco di Bolsena – Francesco Di Biagi, Sindaco di Latera
● Ore 12:30 CONCLUSIONI – Dr. Pietro Nocchi, Presidente della Provincia di Viterbo.

 

Anticipiamo inoltre che Sabato 10 febbraio 2018 – ore 9.00 Firenze, Consiglio Regionale Toscana – Auditorium, Via Cavour 4 – stiamo costruendo un importante incontro regionale –

LEGGI QUI IL PROGRAMMA

IERI IL CONSIGLIO DEI MINISTRI HA BOCCIATO IL PROGETTO GEOTERMICO DI TORRE ALFINA… E DUE!

Dopo l’impianto geotermico pilota di Scarfoglio (NA), bocciato dalla Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e dalla Regione Campania, ieri, 22 dicembre 2017, il Consiglio dei Ministri ha bocciato il progetto pilota geotermico di Torre Alfina, nel comune di Acquapendente (provincia di Viterbo). Un nuovo colpo allo sgangherato piano Berlusconi –Scajola sulla privatizzazione della geotermia elettrica!

Infatti, attratte da vistosi incentivi statali (in realtà pagati dai cittadini e dalle imprese) aziende -spesso senza alcuna esperienza- si lanciano nel settore, che ha mostrato-al di là della facile pubblicistica- limiti tecnologici molto forti.

L’attività geotermica è una attività mineraria come il carbone, il gas, il petrolio, con tutte le problematiche tecnologiche, ambientali e di sanità che da sempre contraddistinguono tali settori.
Finché le tecnologie impiegate-vecchie di un secolo-non cambieranno sarà necessario spostare fluidi dal sottosuolo all’esterno, spesso-come in Centro Italia- con difficoltà immense, dipendendo dalla percentuale di gas incondensabili come l’acido solfidrico (quello che puzza di uova marce), mercurio, arsenico e perfino… uranio!

Con problemi ambientali e sanitari ormai dilaganti come in Toscana, sul monte Amiata, a causa degli impianti geotermici di ENEL Green Power che si ostina a seguire -senza alcuna innovazione- vecchie tecnologie, mentre nel mondo paesi più avanzati come gli USA ed il Giappone ne stanno sperimentando di nuove decisamente meno impattanti.
E intanto la magistratura sta aprendo inchieste giudiziarie sempre più puntuali contro i danni ambientali e sanitari sul Monte Amiata.

Quando il presidente della Regione Toscana Rossi si convincerà che il “vaso è colmo” e che decine di sindaci e di territori sono contrari alla geotermia elettrica idrotermale e che chiedono altri modelli di sviluppo del proprio territorio?

Ma torniamo all’impianto geotermico “binario” di Torre Alfina: bene hanno fatto – e come Rete Nazionale NOGESI li ringraziamo- i cittadini, le associazioni, l’amministrazione comunale di Acquapendente ed i sindaci umbri e della Tuscia, il Consiglio Regionale dell’Umbria, a dire forte e prolungato il loro NO agli impianti geotermici sulla Piana dell’Alfina e i minacciati impianti di Latera (!), Farnese- Ischia di Castro e Caprarola-Carbognano. Vogliamo in merito segnalare il grosso impegno dell’On. Alessandra Terrosi in difesa delle peculiarità dei territori umbro-laziali.

L’impianto bocciato è di fronte a quello previsto a Castel Giorgio, dove ancora la Regione Umbria non ha trovato la determinazione di bocciare tale impianto: speriamo che la recente bocciatura di Torre Alfina sblocchi anche Castel Giorgio, posto sullo stesso altopiano dell’Alfina, a poche decine di metri di distanza.

Rete Nazionale NOGESI (NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante)


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Viterbo, il Presidente della Provincia sostiene i Sindaci contro la geotermia

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Pubblichiamo il comunicato del Comitato Farnese:

 

 

Accogliamo con entusiasmo l’interesse dimostrato dal presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi, in merito alla questione delle perforazioni e delle centrali geotermiche sparse a macchia d’olio nell’intero territorio della Tuscia.
Pochi giorni addietro, lo stesso Nocchi, ci ha ricevuti assieme ad altre realtà associative e politiche, negli uffici della Provincia.
Ancor prima, sempre Nocchi, aveva affrontato l’argomento ad Acquapendente, in occasione degli Stati generali della geotermia, promossi dalla Rete nazionale Nogesi.
Il presidente della Provincia si è detto preoccupato di un’aggressione così radicale del viterbese, area storicamente votata a ben altro sviluppo. Si è inoltre pronunciato come disponibile a promuovere “Il coordinamento dei sindaci della Tuscia contrari alla geotermia”, tramutando il coordinamento stesso in un tavolo tecnico-politico di difesa su scala provinciale. Ad oggi, va ricordato, il coordinamento ingloba una decina di primi cittadini dell’Alta Tuscia, laddove il problema è maggiormente diffuso (tre sono i progetti in ballo tra Latera, Ischia, Farnese e Valentano).
E a proposito di progetti, occorre sottolineare che l’emendamento passato in Regione lo scorso fine agosto, fortemente voluto sia dal consigliere Enrico Panunzi che dal pari ruolo Daniele Sabatini, avrà valore fine a febbraio. Rimane quindi pochissimo tempo per cooperare, prima che il blocco al geotermico imposto dalla Pisana cessi. A partire da marzo, infatti, si tornerà a dibattere di geotermia, e la speranza è che lo si faccia con un piano energetico locale che indichi nero su bianco le zone idonee e quelle non. E se non bastasse da agosto ad oggi la normativa vigente, su scala nazionale, è stata modificata ad hoc accelerare gli iter.
Per arrivare a tale data preparati, pronti, e certi che la geotermia non rappresenta una valida alternativa per il futuro della Tuscia, facciamo un appello trasversale al mondo politico. Comprendiamo che in vista delle elezioni nazionali di marzo, di quelle regionali estive, e delle comunali di Viterbo a seguire, non è questo il momento più semplice per affrontare questioni così delicate.
Ma proprio perché la speculazione geotermica è una piaga che ricadrebbe sull’intera provincia, senza distinzioni di credo politico, sarebbe opportuno che tutte le fazioni cooperassero nell’interesse dei propri elettori.
Rimaniamo a disposizione di chiunque fosse interessato ad approfondire l’argomento, sottolinenando che la nostra opera di vigilanza sul territorio proseguirà senza sosta.

Comitato Farnese – ambiente, salute e territorio


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Comitato Farnese: Nuove perplessità sulla geotermia, alla luce di quanto emerso a Firenze

Anche il “Comitato Farnese, ambiente, salute e territorio” il 20/9 us interviene sul meeting interministeriale sulla geotermia di Firenze dell’11 settembre 2017. Riportiamo di seguito.

 

Alla luce di quanto emerso nelle sale del Meeting ministeriale sull’energia di Firenze, e dopo le incredibili dichiarazioni del direttore generale del ministero dello Sviluppo economico Franco Terlizzese, siamo molto preoccupati per il futuro dell’Alta Tuscia, e ancor più convinti che la geotermia non può assolutamente essere la chiave di volta del viterbese.

Assieme al Comune di Farnese e alla Rete Nazionale Nogesi abbiamo appena inviato una lettera alla Regione Lazio per l’annullamento della procedura Via del progetto ‘Piana del Diavolo’  quello che coinvolge sia Farnese che Ischia di Castro. Due pozzi per Comune, con perforazioni di quattro chilometri. Come già successo per il progetto ‘Nuova Latera’ di Enel Green Power, scendendo nello specifico, la Regione non ha pubblicato integralmente sul suo sito internet la documentazione necessaria per poter approfondire l’argomento e per poter, volendo, presentare delle osservazioni in merito. Siamo certi che pure stavolta, come nel caso appena citato di ‘Nuova Latera’, alla Pisana saranno costretti a ripartire da zero. Iter annullato, e nuovi sessanta giorni di tempo a disposizione di cittadini e tecnici per poter presentare le perplessità del caso.

E a proposito di contrarietà, crescono le adesioni al ‘Coordinamento dei sindaci della Tuscia contrari alla geotermia’. Negli ultimi giorni i primi cittadini di Bolsena e Montefiascone sono ufficialmente entrati a far parte del tavolo tecnico di lavoro. Segno evidente che ormai l’intera provincia non ritiene il geotermico un’energia rinnovabile.

Per tornare poi a parlare di ‘Nuova Latera’, del progetto Enel Green Power riguardante la riapertura della vecchia e discussa centrale, “sono state presentate entro i tempi previsti le osservazioni, da parte del Coordinamento, stilate da tecnici competenti. Anche il sindaco di Viterbo, Leonardo Michelini, ha firmato il documento”.

Progetti futuri. Domenica 8 ottobre (ore 10), nella biblioteca comunale di Acquapendente, sono convocati gli Stati generali della geotermia. Un appuntamento giunto alla sua quarta edizione, ideato dalla rete Nogesi, nel quale si farà il punto della situazione e si programmerà una netta opposizione alla geotermia.

Chiudiamo porgendo gli auguri al neoeletto presidente della Provincia Pietro Nocchi , confermando la nostra piena disponibilità a dialogare e a supportare i suoi impegni presi in fase di campagna elettorale. Nocchi ha infatti ricordato a mezzo stampa che la Provincia ha espresso l’indirizzo politico di contrarietà ai progetti di ricerca di risorse geotermiche. Individuando per la Tuscia uno sviluppo ben lontano da lobby alla ricerca di facili finanziamenti.

Comitato Farnese, ambiente, salute e territorio


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Sindaci con la schiena dritta: nasce il Coordinamento dell’Alta Tuscia contrari alla geotermia

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E’ una emorragia di consensi per chi voleva far credere ad una geotermia pulita e rinnovabile. Ormai anche gli amministratori locali hanno capito che la geotermia non porta alcuno sviluppo ed, anzi, danneggia le produzioni locali e lo sviluppo di un’economia legato alle bellezze e alle eccellenze dei territori.
Il Alta Tuscia, provincia di Viterbo, al confine con la Toscana del monte Amiata, i Sindaci voglio essere protagonisti delle scelte e, con il sostegno dei comitati e dei cittadini, danno vita ad un Coordinamento che vuole combattere collettivamente contro le mire della speculazione geotermica, vecchia e nuova.
Pubblichiamo il resoconto della riunione a cura del Comitato Farnese – Ambiente, salute e territorio.

 

COSTITUZIONE COORDINAMENTO SINDACI DELL’ALTA TUSCIA
CONTRARI ALLA GEOTERMIA
Nasce il “Coordinamento dei sindaci dell’Alta Tuscia contrari alla geotermia”.

Ieri, 5 luglio, all’interno del Comune di Latera, dieci sindaci si sono riuniti ed hanno istituito un tavolo di lavoro permanente di opposizione ai progetti geotermici a media ed alta entalpia che interessano il viterbese. La riunione segue alle numerose delibere di Giunta e di Consiglio delle amministrazioni dei mesi precedenti, ai pareri di contrarietà emersi in tali occasioni, nonché a quanto proposto dagli stessi primi cittadini nell’assemblea pubblica tenutasi ad Ischia di Castro lo scorso 19 giugno.

Presenti in sala, oltre al sindaco ospitante Francesco Di Biagi, i pariruolo Massimo Biagini (Farnese), Salvatore Serra (Ischia di Castro), Piero Camilli (Grotte di Castro), Luigi Buzi (Gradoli, in rappresentanza anche di Giovanni Giuliani, Onano), Angelo Ghinassi (Acquapendente), Edoardo Giustiniani (Cellere). Assenti invece, ma informati e concordi, Lina Novelli (Canino) e Francesco Pacchiarelli (Valentano). In sala, infine, il comitato “Farnese, ambiente salute e territorio”.

Il gruppo di lavoro appena costituitosi si impegnerà a partire dall’immediato in un’opera di netta contrapposizione alle varie speculazioni in ambito geotermoelettrico che stanno emergendo in Alta Tuscia.

La priorità, al momento, è contrastare la riapertura della centrale di Latera. Chiusa dal 2002, in seguito a malfunzionamento, ingestibilità dell’impianto stesso, inquinamento atmosferico e malori avvertiti fino ad oltre venti chilometri di distanza, la centrale è tornata a far parlar di sé negli ultimi tempi, poiché la società Enel Green Power ha presentato in Regione istanza di Via per la riapertura.

Il coordinamento si è detto favorevole ad impegnare una squadra di tecnici per presentare alla stessa Regione le opportune osservazioni, entro e non oltre la data del 29 luglio (ultimo giorno possibile).

Al problema Latera seguono le quattro perforazioni di esplorazione (due a Farnese ed altrettante ad Ischia, progetto “Piana del diavolo”), sulle quali la Regione sta lavorando, dopo aver richiesto materiale e controdeduzioni alle parti interessate (comuni, provincia, enti amministrativi e società Geothermics Italy srl). In ballo vi è infine anche il “permesso di ricerca di risorse geotermiche” finalizzato alla sperimentazione di un impianto pilota, sempre a Latera, della società Latera sviluppo. Di competenza del Mise, in stand-by.

“Non sarà una battaglia di poco conto – la voce congiunta dei sindaci – ma vogliamo assolutamente affrontarla. Viviamo un territorio incontaminato che deve puntare ad altre scelte, questo tipo di speculazioni vanno fermate. Invitiamo i colleghi di tutto il viterbese ad unirsi al tavolo di lavoro, ricordando loro che solo operando in unità di intenti si possono raggiungere buoni risultati. La questione non riguarda solo l’Alta Tuscia, qualora infatti uno di questi progetti dovesse andare a buon fine, le conseguenze sarebbero disastrose per l’intera provincia”.


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