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A proposito di contraddizioni: i sindaci che oggi sono contro le centrali a reiniezione il 27 giugno difendono le centrali Enel

Abbiamo assistito negli ultimi tempi a posizioni più diverse dei Sindaci e degli amministratori, soprattutto del PD, con una sensibile virata critica verso certa geotermia; non si comprende quindi come, il 27 giugno 2017, quegli stessi sindaci siano schierati davanti al TAR toscano contro il ricorso  dei comitati per le centrali Enel, come Bagnore 3.

 

Dal momento che i Sindaci dell’Amiata si sono opposti davanti al TAR della Toscana contro le nostre critiche sulle autorizzazioni rilasciate a Bagnore 3, in deroga ai limiti emissivi sull’Ammoniaca, è utile rammentare gli scritti del prof. Riccardo Basosi (1) sulla pericolosità dell’Ammoniaca, emessa in gran quantità dalle centrali geotermiche dell’Amiata.

Il prof. Basosi e il dott. Bravi scrivono a pag.4 di “Geotermia d’impatto”, pubblicato sulla rivista QualEnergia del Giugno/Luglio 2015: “…Riteniamo quindi anomalo che il nuovo impianto realizzato a Bagnore da 40 MW, inaugurato a fine 2014, non rispetti i limiti previsti dalla stessa Regione nella DGRT 344, dato che la tecnologia utilizzata (flash + abbattitore) non è quanto di più tecnologicamente avanzato disponibile oggi dal punto di vista ambientale, ma probabilmente solo la scelta più conveniente dal punto di vista economico-finanziario….”. Dobbiamo quindi rammentare di nuovo perché hanno scritto anche in autorevoli riviste (2), non smentiti, nella speranza che i Sindaci dell’Amiata prendano conoscenza di tali scritti.

Secondo quanto riportato dal Report CAFE (Clean Air for Europe), le emissioni di Ammoniaca contribuiscono in maniera significativa alla formazione in atmosfera di particolato di origine secondaria (PM10 e PM 2,5) per circa il 20% in massa, i cui effetti sono nocivi per la qualità dell’aria e per la salute.
Nel 2005 il Report CAFE aveva valutato anche i danni specifici generati dall’Ammoniaca per l’Italia, quantificando il costo medio in Euro 20,5 al Kg.
Il costo sanitario annuo delle emissioni di Ammoniaca dalle centrali geotermiche dell’Amiata, che emettono per oltre il 43% di tutte le emissioni regionali (3) e sono ammontate nel 2010 a 4.334 tonnellate, è pertanto stimato solo per quell’anno in oltre 90 milioni di euro.

Per questi dati allarmanti una Direttiva del Parlamento Europeo ha imposto alla Regione la riduzione delle emissioni di Ammoniaca, ponendo limiti più restrittivi.
A questi limiti ci siamo appellati davanti al giudice amministrativo, ma trovando una forte resistenza.

Enel Green Power ammette in una lettera (4) che con gli impianti da autorizzare in Amiata non sta nei nuovi limiti e chiede alla Regione Toscana di aggirare la norma. La Regione non può modificare le norme e i limiti stabiliti, perché interverrebbero le Autorità Europee, ma la Provincia di Grosseto, sostenuta da Arpat e Regione, autorizza ugualmente l’esercizio di nuovi impianti, introducendo un altro criterio più permissivo.

Quindi il Forum Ambientalista e SOS Geotermia ricorrono anche alla Giustizia Amministrativa, ma i Sindaci dell’Amiata si oppongono davanti al Giudice con i loro avvocati. Questa in sintesi la storia che verrà discussa in udienza a Firenze il 27 di questo mese, davanti alla II Sezione del TAR Toscano.

Una divergenza nell’interpretazione della legge? Una normativa poco chiara? No: visto che è lo stesso Amministratore Delegato e rappresentante legale dell’Enel Green Power, ing.Montemaggi, a scrivere alla Regione (pensando evidentemente che la sua nota rimanesse riservata, oppure che il suo suggerimento fosse subito accolto), per chiedere di modificare quei limiti di legge perché le tecniche adottate da ENEL non li rispettano, stante il fatto che i fluidi dell’Amiata sono particolarmente inquinanti e ricchi di pericolosi elementi, tra i quali appunto l’Ammoniaca. (4)

Allora perché i Sindaci dell’Amiata sono più realisti del re? Tanto più che due strutture universitarie toscane, con articoli pubblicati su riviste internazionali (sia l’Università di Siena, con i lavori già rammentati di Basosi e Bravi, sia l’Univeristà di Firenze, con il Dipartimento (5) di Ingegneria industriale) hanno affermato che in Amiata non sono state introdotte le nuove tecnologie che sarebbero in grado di rispettare i suddetti limiti, anche se si perderebbero un po’ di profitti…

La Direttiva europea citata è la 2008/50/CE, che è stata emanata: “Ai fini della tutela della salute umana e dell’ambiente nel suo complesso” e, pertanto, dovrebbe stare molto a cuore ai Sindaci di paesi, come quello di Arcidosso, il più esposto ai vapori in uscita dalle centrali di Bagnore, in cui i dati sanitari, oggi scaricabili dal sito dell’Agenzia Regionale di Sanità, denunciano un eccesso di mortalità per tumori nei maschi fino a + 30%, rispetto ai dati regionali.

Di seguito quanto pubblicato sul sito dell’ARS Toscana: un grafico che bene illustra il valore delle scelte dei Sindaci dell’Amiata…

Forum Ambientalista Grosseto, aderente a SOS Geotermia

note: 

(1) Il prof. Riccardo Basosi, ordinario di Chimica Fisica presso l’Università di Siena, è stato nominato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, tra i Rappresentanti italiani nel Comitato di Horizon 2020, Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020;

(2) Bravi-Basosi, Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy, in “Journal of Cleaner Production”, 66 (2014), pp.301-308;

(3) La tabella sotto riportata è tratta dall’articolo a firma del prof. Riccardo Basosi e del dott. Mirko Bravi: “Geotermia d’impatto” pubblicato sulla rivista QualEnergia del Giugno/Luglio 2015.

(4) Lettera dell’AD di Enel Green Power acquisita tramite accesso autorizzato agli atti dal Forum Ambientalista presso l’Ufficio Tecnico del Comune di Santa Fiora; scarica il pdf.

(5) Lorenzo Bruscoli, Daniele Fiaschi, Giampaolo Manfrida and Duccio Tempesti, Dipartimento di Ingegneria Industriale, Università di Firenze “Improving the Environmental Sustainability of Flash Geothermal Power Plants – A Case Study” – – Pubblicato 18.11.2015 – Sustainability.


Il Tirreno del 26 giugno 2017

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Clima, da Parigi a Firenze, passando per Roma: quando le mucche inquinano più delle centrali geotermiche (invisibili)

muccaMa che strano, dopo Kyoto e nonostante le evidenze scientifiche, ancora si persevera con la “favola” che la geotermia amiatina non sia climalterante (come invece le centrali a fonti fossili, le industrie, le auto e …le mucche).

 

 

Oggi parliamo di ammoniaca e particolato Pm10 e Pm 2,5:

La componente dimenticata delle polveri sottili: il costo sanitario delle emissioni in Amiata

Il particolato fine (Pm10 e Pm 2,5) è pericoloso per la salute, tant’è che in questi giorni si èmappa diminuz aspett vita costretti a dover bloccare il traffico in molte città italiane. Su sollecitazione  dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Comunità Europea raccomanda la
riduzione delle emissioni che concorrono a formare tali particelle, che per le dimensioni molto ridotte, pari a quelle dei batteri, arrivano negli alveoli polmonari e possono entrare nella circolazione sanguigna, aggredendo tutti gli organi del corpo umano e riducendo l’aspettativa di vita
.

 

Le polveri sottili Pm10 e Pm 2,5 sono costituite chimicamente, per circa il 70%, da sali ammoniacali: Nitrato di Ammonio e Solfato di Ammonio. Mentre nelle città e nelle aree industriali gli ossidi di zolfo e di azoto (SO2 e NOx) vengono emessi dalle auto, dagli impianti di riscaldamento e dalle fabbriche, l’ammoniaca di solito proviene dalle attività agricole di concimazione e di allevamento del bestiame. Essendo molto piccole, le molecole di ammoniaca sono trasportate a molte decine di Km di distanza e in atmosfera subiscono varie reazioni chimiche.riviste


Su autorevoli riviste scientifiche americane (vedi: -F.Paulot e D.J.Jacob, “Hidden Cost of U.S. Agricultural Exports: Particulate Matter from Ammonia Emissions” in Environmental science & technology, 2014, 48 (2), pp 903–908 e -Erik Stokstad, “Ammonia Pollution From Farming May Exact Hefty Health Costs”, in Science 17 January 2014: Vol. 343è aperto un dibattito sia sul costo sanitario delle emissioni di ammoniaca, stimato di recente pari a 100 dollari al kg, che sulla convenienza o meno di incrementare le produzioni agricole interne per l’esportazione di cereali e carne che, richiedendo dosi notevoli di concimi ammoniacali, contribuiscono alla formazione delle polveri sottili. L’ammoniaca è infatti universalmente riconosciuta come un precursore del particolato inorganico, i cui effetti pericolosi e nocivi per la salute umana sono ormai accertati da almeno un decennio, tanto che la Regione Toscana ha promosso il progetto PATOS (Particolato Atmosferico in Toscana), con l’obiettivo di determinare la quantità e la provenienza delle sostanze che danno origine alle polveri sottili.

2015_patos stazioni campionamento

Le “stazioni di misura” del Progetto PATOS evitano accuratamente l’area geotermica tradizionale e l’Amiata, …strano.

Però il progetto PATOS ha omesso di segnalare l’ammoniaca prodotta dalle centrali geotermiche dell’Enel in Amiata (a pag.52 del rapporto Patos, la zona dell’Amiata e le centrali geotermiche non vengono segnalate tra le fonti di emissioni di ammoniaca) ed anche l’ARPAT, le USL e l’Agenzia Regionale di Sanità, che da anni studiano le cause degli eccessi di mortalità registrati nella zona, non hanno mai preso in considerazione gli effetti di queste emissioni, in particolare per quanto riguarda i costi sanitari ad esse associati.

emissioni basosi bravi

Riccardo Basosi e Mirco Bravi, “Geotermia d’impatto”, in QualEnergia giungo/luglio 2015

Eppure, è accertato da vari studi autorevoli (vedi anche: Riccardo Basosi e Mirco Bravi, “Geotermia d’impatto”, in QualEnergia giungo/luglio 2015 scaricabile qui) che dalle centrali geotermiche presenti in Amiata si produce circa il 43% delle intere emissioni toscane di ammoniaca e il 17,7% delle intere emissioni italiane. A denunciare tale situazione è il prof. Riccardo Basosi, una delle più autorevoli personalità scientifiche italiane (*), che scrive: ”Paulot e Jacob, chimici dell’Harvard University (tiny.cc/PaulotJacob), descrivono le modalità di interazione dell’NH3 in atmosfera per formare particelle nocive e calcolano che l’impatto sulla salute umana (secondo l’EPA) negli Stati Uniti è pari a 100 $ al kg di NH3 emesso in atmosfera. Il problema dell’ammoniaca è stato discusso nel 2014 anche da Eric Stokstad sulla rivista Science giungendo alle stesse conclusioni (tiny.cc/Stokstad). A livello europeo, il CAFE (tiny.cc/CAFE) aveva quantificato nel 2005 i danni generati dall’NH3 specifici per l’Italia in media pari a 20,5 euro/kg di NH3”.
Il
costo sanitario annuo delle emissioni di ammoniaca dalle centrali geotermiche dell’Amiata, che sono ammontate nel 2010 a 4.334 tonnellate, è pertanto stimato solo per quell’anno in oltre 90 milioni di euro, ma il Presidente della Regione Enrico Rossi ha recentemente sostenuto che le centrali geotermiche sono da incrementare.

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Si vedano anche le slides di Roberto Barocci per l’intervento all’VIII congresso di Medicina Democratica a Firenze: SCARICA IN FORMATO PDF

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Il Prof. Riccardo Basosi è ordinario di Chimica Fisica presso l’Università di Siena, è stato nominato dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, Rappresentante italiano per le innovazioni in ambito energetico nel Comitato di Horizon 2020 (UE), Programma quadro della ricerca europea per il periodo 2014-2020.
Rappresenta l’Università di Siena nel soggetto gestore del PIERRE, è presidente del Comitato Tecnico Scientifico dello stesso Polo di Innovazione ed è membro, per il sistema della ricerca, del Comitato di Indirizzo Tecnologico del DTE-Toscana.
Direttore del Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Siena e Delegato del Rettore per l’energia e l’alta tecnologia; Direttore del Master per l’Uso Razionale ed Efficiente dell’Energia (Energy Manager), Siena.
Membro del Comitato Tecnico Scientifico Energia presso la Regione Toscana; Membro del Comitato Scientifico dell’ISSI (Istituto Sviluppo Sostenibile Italia); Delegato italiano per il progetto europeo COST P15.

20151228_locandina nazione polveri geotermia

20151228_nazione polveri geotermia

GoNews del 27 dicembre 2015:
Sull’Amiata la maggior parte di produzione di ammoniaca della regione
…segue ns. comunicato

QuiNewsMaremma.it del 27 dicembre 2015:
Geotermia, tra le polveri sottili anche ammoniaca
Il gruppo Sos Geotermia segnala il mancato rapporto della presenza di ammoniaca nel progetto Patos – Particolato Atmosferico in Toscana
…segue stralcio del ns. comunicato

i-Siena del 28 dicembre 2015:
“Sforamento polveri sottili. La geotermia come possibile causa”. La Lega chiede maggiori approfondimenti
di David Busato

Siena. Riceviamo e pubblichiamo: “L’inquinamento registrato nelle ultime settimane e lo sforamento continuo dei valori di Pm10 nell’aria, che sta alla base dello stop alle auto che in questi giorni ha sollevato molte proteste da parte di singoli cittadini e partiti politici, potrebbe avere come concausa anche lo sfruttamento delle risorse geotermiche. «A detta di alcuni esperti le centrali geotermiche dell’Amiata produrrebbero il 43% dell’intera emissione toscana di ammoniaca nell’aria, che è uno dei principali componenti del Pm10 e del Pm 2,5. Vogliamo che l’assessore all’Ambiente chiarisca in modo inconfutabile che non ci sia correlazione tra lo sforamento delle polveri sottili e lo sfruttamento della Geotermia amiatina.» afferma in una nota la consigliera regionale della Lega Nord Elisa Montemagni, membro della IV Commissione ambiente del Consiglio regionale.
Lega Nord-Ufficio Stampa

Il Cittadino online:
SOS Geotermia: “Una componente dimenticata delle polveri sottili”
E’ il costo sanitario delle emissioni
…segue ns. comunicato

La Postilla del 28 dicembre 2015:
AMIATA, geotermia: “La componente dimenticata delle polveri sottili, il costo sanitario delle emissioni”
…segue ns. comunicato