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5 novembre 2013. Sos Geotermia e MD portano l’Amiata al 37° Congresso dell’Ass. Italiana di Epidemiologia

20131105_manifesto aie cropSOS Geotermia, insieme a Medicina Democratica di Livorno e al dott. Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Istituto Nazionale Ricerca sul Cancro di Genova, hanno ricevuto l’invito ad essere presenti a Roma il 5-6 novembre 2013 con i contenuti del loro lavoro nella “sessione poster” organizzata nello spazio museale dell’Università di Roma “La Sapienza” per tutta la durata del XXXVII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Epidemiologia e durante il lunch time.
Uno dei temi centrali del Congresso è: “Quale ricerca per dare fondamento scientifico a politiche orientate a principi di appropriatezza, costo-efficacia, eco-compatibilità ambientale e giustizia?”
Una delle risposte a questo tema viene data nel Congresso dal nostro lavoro, che critica in termini argomentati le conclusioni definite “rassicuranti” della Ricerca Epidemilogica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano del CNR/ARS Toscana dell’ottobre 2010.
Il sunto è presentato nel manifesto, che sarà esposto negli spazi assegnati, dai volantini che lo riproducono e che verranno distribuiti ai presenti, assieme a precedenti materiali di informazione elaborati da SOS Geotermia e al testo che segue:

L’Allegato 6 allo Studio epidemiologico dell’Agenzia Regionale di Sanità (ARS) sulla popolazione residente nei comuni geotermici individua ben 54 relazioni, statisticamente significative, tra incrementi di malattie e concentrazioni crescenti nell’ambiente degli stessi inquinanti prodotti in maniera consistente anche dalle centrali geotermiche.

Pertanto con il linguaggio della logica, valida dai tempi di Aristotele, possiamo ritenere come vera l’esistenza di una relazione tra l’aumento notevole di malattie registrato (a) e le concentrazioni crescenti di diversi inquinanti (b), cioè che a = f(b) è vera.

In Amiata queste sono le emissioni annuali di alcuni inquinanti rilasciati in atmosfera dalle centrali geotermiche e misurate nel flusso di massa da ARPAT (nota del Dip.ARPAT di Siena del 12.5.2011 Prot. n° 32765, All.1):

20131105_tabella aie crop(I suddetti dati ARPAT sono tutti riferiti all’anno 2008, mentre per Pc5 quelli segnati con * sono riferiti al 2009 e quelli segnati con ** sono riferiti al 2007).

Pertanto essendo riconosciuta nei comuni geotermici come vera anche la relazione tra gli stessi inquinanti presenti nell’ambiente (b) e le emissioni delle centrali geotermiche (c), cioè se è vera: b = f(c), possiamo affermare come vera anche che a = f(c), cioè che l’eccesso di malattie è anche funzione delle emissioni delle centrali geotermiche.

Secondo il dott. Francesco Cipriani, Direttore dell’ARS regionale:
“E’ chiaro che esiste un problema sanitario nell’ area amiatina, ma secondo noi non dipende dalla geotermia. Ribadisco che se la mortalità è alta in quella zona, evidentemente ci sono in gioco diverse cause e, quasi sicuramente, non la geotermia”.

Scarica il manifesto ed il volantino

Il Tirreno del 3 novembre 2013
Il caso geotermia Amiata scuote gli scienziati
Presentato al congresso dell’Aie lo studio del Comitato: «Gli inquinanti prodotti dalle centrali possono concorrere ad aumentare le malattie. Lo dice la logica»    
di Francesca Ferri
ROMA.  Il “caso geotermia” in Amiata entra nei lavori del 27º congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia, a Roma, e lascia il segno. I partecipanti – scienziati e ricercatori di varie università e istituti di ricerca – non sono rimasti indifferenti ai dati relativi alle sostanze inquinanti rilasciate in atmosfera dalle cinque centrali amiatine e certificate dall’Arpat (tabella a destra). Né alle 54 relazioni, certificate dallo studio epidemiologico dell’Agenzia regionale di sanità (Ars) della Toscana tra incrementi di malattie e concentrazioni crescenti degli inquinanti prodotti dalle centrali. E, soprattutto, non sono rimasti insensibili alle conclusioni a cui sono giunti gli amministratori regionali che, nonostante le relazioni tra aumento di inquinanti e incremento di malattie nella popolazione, hanno definito «rassicurante» il quadro. Su questi punti si è concentrata la relazione del comitato Sos Geotermia condotta con Medicina Democratica di Livorno e con il dottor Valerio Gennaro, epidemiologo dell’Istituto nazionale di ricerca sul cancro di Genova, e presentata da Roberto Barocci. Il congresso (dal 4 novembre ad oggi) quest’anno è focalizzato sulle strategie per una sanità pubblica sostenibile ed equa e s’intitola “Dentro la crisi. Oltre la crisi”, tema particolarmente caro al comitato, che da anni si batte contro la geotermia sull’Amiata. Il comitato era stato invitato a presentare il lavoro nella sessione poster. All’appuntamento romano Sos Geotermia ha portato le misurazioni fatte dall’Arpat nel 2008 e divulgate nel 2011, sulle emissioni di sostanze inquinanti rilasciate in atmosfera dalla centrale Bagnore 3 a Santa Fiora e dalle quattro centrali di Piancastagnaio (Pc 2, Pc3, Pc4 e Pc5) e misurate nel flusso di massa, cioè nella loro quantità complessiva. È questo uno dei due parametri che la legge prevede di monitorare. L’altro è la concentrazione delle sostanze (al metro cubo). Secondo le norme regionali attuali, per essere in regola una centrale geotermica deve rispettare o l’uno o l’altro parametro. In parole semplici: un inquinante può essere immesso in atmosfera in quantità pressoché illimitate purché non ci finisca tutto insieme. Va diluito. «Nella presentazione al congresso – spiega Barocci – ho invece sostenuto che, dal punto di vista sanitario, ciò che conta è la quantità totale che il territorio riceve». Quante sono queste quantità? L’Arpat lo certifica: in un anno le centrali dell’Amiata rilasciano in atmosfera 2.700 tonnellate di acido solforico, 28,97 chili di arsenico, 2.460 tonnellate di ammonio, 889,14 chili di mercurio, 11,01 tonnellate di acido borico e 655.248 tonnellate di anidride carbonica. «Dove finiscono tutte queste sostanze?», chiede Barocci. Arpat non ha mai dato una risposta. Una risposta, molto preoccupante, l’ha data invece l’Ars a un’altra domanda: esiste una relazione tra incrementi di malattie e concentrazioni crescenti, nell’ambiente, degli stessi inquinanti prodotti in maniera consistente anche dalle centrali geotermiche? La risposta è stata «sì», in 54 relazioni «statisticamente significative». «Pertanto con il linguaggio della logica, valida dai tempi di Aristotele – spiega Sos Geotermia – possiamo ritenere come vera l’esistenza di una relazione tra l’aumento notevole di malattie registrato e le concentrazioni crescenti di diversi inquinanti. Essendo riconosciuta nei comuni geotermici come vera anche la relazione tra gli stessi inquinanti presenti nell’ambiente e le emissioni delle centrali geotermiche, possiamo affermare come vero che l’eccesso di malattie è anche funzione delle emissioni delle centrali geotermiche». Perché dunque la Regione conclude che il quadro epidemiologico nell’area geotermica è «rassicurante»? «È una conclusione fuori dalla logica», spiega Barocci. «Mi sono confrontato con ricercatori del Cnr e dell’Ars e qualcuno mi ha detto: “Non hai tutti i torti”». Ma, soprattutto, lo stupore è stato grande tra le file degli scienziati, «convinti finora – spiega Barocci – che la geotermia fosse una fonte pulita e rinnovabile di energia. Penso che lo sia, ma non ovunque, non in Amiata, perché qui il sottosuolo è ricco di metalli pesanti che, con l’attività geotermica, escono fuori insieme al vapore acqueo». Gli scienziati che hanno partecipato al congresso hanno cominciato a pensarci.