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Enel, avanti tutta!

Dopo aver incassato il VIA su Bagnore 4 riprendono con vigore i lavori su Piancastagnaio

La VIA favorevole su Bagnore 4 sembra aver ridato maggior fiducia e vigore all’attività dell’Enel che continua, con rinnovata energia, i lavori previsti dal ‘Piano di riassetto geotermico di Piancastagnaio’; gli interventi in corso  sono relativi alle due postazioni di PC36 e PC38.
Si sta montando la trivella per perforare il primo (PC36) dei sei nuovi pozzi del piano di riassetto, cinque dei quali localizzati appena sotto al paese, nella zona dove sono avvenuti i maggiori incidenti con la fuoriuscita di fanghi e fumi che hanno già causato la morte di animali e solo per miracolo risparmiato le persone.
Le operazioni di perforazione del pozzo PC36, in località ‘i Mulini’, sono cominciate negli ultimi giorni, mentre è dai primi di ottobre che intorno a questa postazione c’è grande animazione, con la presenza di almeno 30 lavoratori provenienti dal centro perforazioni di Larderello (alla faccia della sbandierata occupazione promessa per i locali) e di grandi mezzi in movimento.
La postazione di perforazione PC38, è stata invece costruita ex-novo a partire dalla scorsa primavera, in marzo. Qui l’impianto di perforazione è ancora in fase di montaggio. Questa postazione è molto vasta e sono stati movimentati enormi quantità di terreno per creare la piazzola che assomiglia molto di più a una base spaziale, con la realizzazione di una nuova strada.
E non finisce qui. Si sta scavando ovunque per realizzare più di 14 Km di nuove tubature per acquedotti e termodotti, tutte a vista fuori terra, circa 1200 metri quadri di piazzali in cemento, il ripristino e la riperforazione di pozzi e piazzole esistenti.
L’impatto ambientale sarà devastante, lo stato della salute delle persone peggiorerà rispetto ad ora, ma la cosa più preoccupante  sono le conseguenze sulla quantità e sulla qualità della risorsa naturale più importante dell’Amiata: il suo bacino di acqua potabile!
Abbiamo da sempre avversato l’idea di considerare il ‘Piano di riassetto Piancastagnaio’ una semplice prosecuzione dell’attività esistente per la quantità e la qualità delle nuove opere ed impianti che sono previsti; si tratta a tutti gli effetti di nuovi pozzi e centrali che ben altre valutazioni avrebbero dovuto avere prima del rilascio delle autorizzazioni, come peraltro previsto dallo sciagurato ‘protocollo d’intesa’ del 2007.
Tanto più che la recente sentenza della Quarta Sezione della Corte di Giustizia Europea del 24 novembre 2011, procedimento C 404/09, riconosce esattamente quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che devono essere presi in considerazione gli “effetti cumulativi” nella valutazione di impatto ambientale di un progetto. In Amiata si continua a valutare, ed autorizzare, ogni singolo intervento come se questo non andasse ad incidere su una situazione preesitente già fin troppo compromessa.