L’Amiata si scalda di nuovo. Come in un giallo?

di Mauro Chessa, geologo, pubblicato originariamente su ‘Il Geologo’ n. 72, notiziario dell’Ordine dei Geologi della Toscana, giugno 2008 e ripubblicato dalla Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio ne ‘La questione ambientale – La vertenza Toscana’ nel gennaio 2011

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Chi segue anche con poca passione le vicende geologiche della Toscana sa che l’Amiata è oggetto dell’attenzione degli studiosi e della preoccupazione di molti residenti.

La faccenda non è una bazzecola, come vedremo, e preme dire subito e senza ambiguità che quanto segue vuole essere null’altro che un quadro sintetico, privo dell’ambizione di aggiungere alcunché nel merito. Affinché tale condizione sia sempre presente al paziente lettore queste righe sono declinate sul piano narrativo, lontane dal rigore dell’esposizione scientifica ed anzi alleggerite dal vezzo di trattare la spinosa faccenda come se fosse un thriller poliziesco dove si contrappongono l’accusa, che vede aggirarsi un soggetto pericoloso e ne denuncia i misfatti, e la difesa, che afferma l’assenza dei motivi di allarme e legge diversamente gli indizi.

Andiamo subito alla sequenza che con la sua forza scenica ci da il leit motiv che muove la trama: nella riunione pubblica del 22 febbraio 2008 ad Arcidosso, con i piedi nella sagoma tracciata con il gesso (mi si passi, per dare sfondo all’azione), l’Assessore regionale Anna Rita Bramerini comunica di aver ricevuto una comunicazione da parte del Prof. Borgia dove si paventa la possibilità che – mantenendo l’attuale sfruttamento del campo geotermico da parte dell’ENEL e le conseguenti interferenze tra falda superficiale e sistema geotermico – si possono manifestare altri e più gravi fenomeni rispetto a quelli registrati dal ’92 (che vedremo di seguito); la falda superficiale infatti fungerebbe da ‘coperchio’ rispetto al sistema termale sottostante. Bramerini afferma che se la tesi di Borgia risultasse fondata si dovrebbe pensare, al fine di evitare l’esposizione della popolazione a seri rischi, di far evacuare l’Amiata!…

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