Geotermia, perchè incentivare centrali che producono rifiuti radioattivi?

Oltre a tutte le problematiche da sempre segnalate in merito agli impianti geotermici, si aggiunge anche la produzione di rifiuti radioattivi NORM. La Rete NoGESI si appella di nuovo al Parlamento affinché non siano concessi incentivi a questo tipo di energia, inquinante e speculativa. Di seguito il testo inviato a Deputati e Senatori.

 

Gentili parlamentari,

La nuova legge italiana DECRETO LEGISLATIVO 31 luglio 2020 n. 101 entrato in vigore il 27 agosto 2020 riporta che gli impianti di produzione di energia geotermica, impianti di alta e media entalpia, con particolare riguardo alla manutenzione dell’impianto, producono rifiuti denominati TENORM (Technological Enhanced Naturally Occurring Radioactive Materials) , cioè materiali radioattivi di origine naturale ma concentrati tecnologicamente.

Dal punto di vista energetico vengono enucleate, secondo i dati pubblicati da ISPRA e MATTM, tutte le industrie che usano combustibili “sporchi” (carbone, petrolio, gas naturale, geotermia (da pag.113- a pag.126 del Censimento attività NORM).

In pratica questi rifiuti possono essere prodotti durante lo scavo dei pozzi e le prove di produzione, oltre ad accumulo nei filtri e nelle incrostazioni. Si parla di varie tonnellate a MWe nella vita di un impianto. I costi di smaltimento di questi rifiuti sono altissimi quando l’Italia non ha ancora un deposito nazionale di tali rifiuti.

Come è possibile incentivare tali impianti come energia rinnovabile?

Rete Nazionale NoGESI (No Geotermia Speculativa e Inquinante)

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