Incentivi e FER2. Lettera al MISE dopo le interrogazioni parlamentari

Prosegue il dibattito, in Parlamento e nei territori, sugli incentivi pubblici che potrebbero trovare spazio nel FER2. Torniamo a puntualizzare al MISE la nostra posizione. La lettera del 16 novembre 2020 a seguito delle interrogazioni parlamentari a cui ha risposto la Dr.ssa Alessandra Todde, Sottosegretario al MISE.

 

 

Alla Dr.ssa Alessandra Todde, Sottosegretario al MISE
e, p.c.:  Sen. Stefano Patuanelli, Ministro dello Sviluppo Economico
On. Stefano Buffagni, Vice Ministro allo Sviluppo Economico
On. Mirella Liuzzi, Sottosegretario al MISE
On. Alessia Morani, Sottosegretario al MISE
Dr. Gianpaolo Manzella, Sottosegretario al MISE
e, p.c. Prof. Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri
Sen. Vito Claudio CRIMI, Capo politico del M5S
On. Nicola Zingaretti, Segretario del PD

Oggetto: Risposte a interrogazioni parlamentari su incentivi alla geotermia elettrica.

Gentile Sottosegretario,
abbiamo letto le sue risposte del 4.11.2020 alle due interrogazioni parlamentari degli onorevoli Moretto e Zucconi, entrambi sui contenuti del FER2 in relazione agli incentivi del settore geotermico (leggi sotto).

Ci soffermiamo in particolare sui seguenti punti:
1.Come da Lei affermato è da anni che si manifesta la difficoltà di accettazione degli impianti geotermici da parte dei territori: è ormai innegabile che sindaci a difesa dei loro territori, spesso le Regioni, hanno chiamato in ballo la Magistratura (Castel Giorgio (Umbria), Torre Alfina (Lazio), Poggio Montone (Toscana) per citare i più recenti) per impedire la localizzazione degli impianti (per una situazione più generale si veda l’allegato geo.2634).

2. Sul punto del “mantenimento e dell’aggiornamento tecnologico degli impianti esistenti”, tutti concentrati in Toscana (e non solo in parte, come detto nella risposta alle interrogazioni), le dobbiamo far rilevare come lo stesso Consiglio dei Ministri nella seduta del 10.09.2020 ha impugnato la legge della regione Toscana sulle ANI (aree non idonee alla geotermia) dando un pesante colpo di freno nei confronti della volontà fin qui manifestata dalla Regione Toscana di procedere al dissennato sviluppo dello sfruttamento geotermico, anche in aree in cui è lo Stato ad avere la competenza amministrativa. Essendo inidonea la legge regionale sulle ANI, l’autorizzazione degli impianti geotermici è tutt’oggi ferma e lo sarà per tutta la fase in cui si svilupperà il contenzioso con lo Stato e in caso, come ci auguriamo, che lo Stato prevalga si dovrà rimettere mano ad una legge regionale toscana più consona alle volontà dei territori, che avevano in passato manifestato la loro avversione alla geotermia.

3. Del resto, come a lei noto (le abbiamo recapitato solo negli ultimi mesi diverse lettere) siamo fermamente contrari ad incentivare e conseguentemente realizzare centrali elettriche geotermiche che inquinano, sono pericolose ed allo stesso tempo inefficienti e costose. Tale forma di produzione energetica dà luogo alla massiccia emissione di sostanze nocive e climalteranti (attraverso la tecnologia “flash”), mentre i nuovi impianti binari, oltre a non fornire alcuna garanzia in merito alla possibilità che i gas incondensabili re-iniettati nelle formazioni di provenienza permangano nel sottosuolo e non fuoriescano in superficie, possono provocare terremoti indotti o innescati, oltre al depauperamento ed inquinamento delle falde acquifere per uso potabile. La necessità di tutelare dette falde non è inferiore alla necessità di tutelare l‘atmosfera, anzi, mentre l’energia può essere prodotta con altre tecniche sostenibili, l’inquinamento degli acquiferi è irreversibile.
A questo proposito, l’eurodeputato Ignazio Corrao (M5S) ha depositato, il 30 settembre 2020, una interrogazione alla Commissione Europea, che incalza sul tema della geotermia e la spinge a stabilire limiti di emissioni delle centrali geotermiche nell’ambito della revisione della Direttiva 2010/75/UE; e a considerare l’ipotesi di escludere dagli incentivi le centrali produttrici di sostanze climalteranti, come quelle a tecnologia “flash” ad oggi attive in Toscana (allegato geo.2676).
Mentre siamo favorevoli ad incentivazione sulla bassa entalpia (Risoluzione delle Commissioni VIII e X Camera dei Deputati del 15.04.2015 mai realizzata) e sugli impianti DBHE (Deep Borehole Heat Exchanger) – Scambiatori di calore in pozzi profondi che a differenza degli altri sistemi, estraggono dal sottosuolo solamente calore, senza movimentare i fluidi sotterranei e senza entrare in contatto diretto con i fluidi geotermici. Essi subiscono una minima alterazione rispetto alle condizioni naturali di pressione oltre che ovviamente a quelle di temperatura; ciò riduce immensamente l’inquinamento derivante dal fluido geotermico, dai gas incondensabili in esso contenuti, da possibili “precipitazioni” di sali o da eventuali residui finali.

4. Molto importante, prima delle definizione finale del Decreto FER è la volontà, da Lei espressa, quale orientamento del suo Ministero di procedere ad una “consultazione pubblica” che noi accogliamo positivamente, per esprimere ancora il nostro diniego alle incentivazioni (particolarmente gravi in tempi di COVID 19) e per esprimere la nostra valutazione sulle tecnologie correnti usate per la geotermia (infatti la nostra richiesta di audizione era stata formalizzata dal MISE per il 12 marzo 2020, poi rinviata per il COVID 19).

5. Da ultimo si dice nella risposta alle interrogazioni che sono “pervenute talune richieste specifiche degli operatori della geotermia che rimettono in discussione alcune soluzioni tecnologiche già definite nel 2019, come già anticipato”. Vorremmo conoscere tali richieste per sottoporle ai nostri esperti e per prepararci alla consultazione pubblica.

Gentile Sottosegretario,
Le riconfermiamo la richiesta di essere convocati alla “consultazione pubblica” e di ricevere la documentazione relativa a quanto esposto al punto 5.

Distinti saluti,

Rete Nazionale NOGESI – NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante


Interrogazione presentata da MORETTO Sara (ITALIA VIVA)
Martedì 3 novembre 2020
MORETTO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
l’energia geotermica rappresenta un’importantissima fonte di energia rinnovabile e sostenibile, diffusa e utilizzata in molte regioni del mondo con notevoli vantaggi;
le centrali geotermiche garantiscono energia dall’impatto ambientale minimo che forniscono in maniera costante senza inquinamento e pericoli per le persone o territori;
nonostante i numerosi benefici legati all’energia geotermica, il comparto soffre di una scarsa valorizzazione, come dimostra il fatto che solo l’1 per cento dell’energia mondiale è di derivazione geotermica;
il comparto geotermico è da sempre cruciale per la produzione di tale energia e il valore della potenza geo-termoelettrica installata si è dimostrato in costante crescita nel corso degli anni;
il Governo si è impegnato anche sul piano europeo a perseguire un percorso di valorizzazione delle fonti rinnovabili, affermando come il Documento programmatico di bilancio di quest’anno includerà fra le linee principali del Pnrr – fondamentale ai fini del Recovery plan – la rivoluzione «verde», la transizione ecologica e un piano di investimenti mirati al potenziamento delle fonti rinnovabili;
nonostante oggi più di un terzo dell’energia elettrica prodotta in Italia derivi dalle rinnovabili, dal 2012 lo sviluppo del comparto ha subito un brusco rallentamento, tanto da rendersi necessario un cambio di passo per raggiungere gli obiettivi 2030, individuati da ultimo dal Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec);
in questo quadro il decreto «FER2» rappresenta uno snodo cruciale per le imprese impegnate nelle energie rinnovabili, liberando miliardi di euro di incentivi in agevolazioni per piccoli e nuovi impianti o per potenziare quelli esistenti;
tale decreto, tuttavia, non è ancora stato adottato nonostante gli annunci da parte del Ministro e di esponenti di Governo, che ne promettevano l’approvazione entro settembre 2020 creando aspettative tra le aziende, i lavoratori e le comunità interessate;
il ritardo e la generale incertezza circa il «FER2» appaiono stigmatizzabili, considerando la difficile fase economica legata al Coronavirus. L’adozione del decreto «FER2» è essenziale per ridare impulso a un comparto strategico anche per gli obiettivi comuni stabiliti con il Green deal per l’Italia e per l’Unione europea –:
quali iniziative intenda adottare al fine di garantire l’adozione del decreto «FER2» in tempi rapidi, assicurando alle imprese del settore geotermico tempistiche chiare e definite che possano consentire loro, nonché alle altre imprese impegnate sul fronte delle fonti rinnovabili, di programmare i propri investimenti e progetti di sviluppo con precisione, piena cognizione di causa e senza lesione alcuna del legittimo affidamento.

Risposta  TODDE Alessandra – SOTTOSEGRETARIO DI STATO – (SVILUPPO ECONOMICO)
Mercoledì 4 novembre 2020
Com’è noto, con il question time di cui si discute l’Onorevole interrogante nel premette i vantaggi, anche ambientali, dell’energia geotermica chiede di conoscere i tempi di adozione dello schema di decreto ministeriale Fer2, riguardante l’incentivazione delle rinnovabili che hanno i maggiori costi tra cui, appunto, la geotermia.
In premessa, vorrei evidenziare come il peso quantitativo della geotermia sul bilancio energetico è limitato dalla disponibilità delle risorse, più che dalle politiche di incentivazione del Governo. A differenza di altre tecnologie che offrono maggiori possibilità di localizzazione e quindi di sviluppo di nuovi impianti, per la geotermia il potenziale esiste ma è necessariamente limitato per i motivi prima accennati.
Un ulteriore aspetto che va considerato e che incide sulla reale possibilità di sviluppo di tale tecnologia è dato dalle procedure autorizzative, che sono particolarmente complesse e spesso caratterizzate da difficoltà di accettazione da parte dei territori, oltre che dai tempi lunghi di sviluppo dell’investimento.
Il rilievo preponderante del tema autorizzativo è desumibile anche dal documento «Assessment of the final national energy and climate plan of Italy» pubblicato dalla CE nei giorni scorsi.
La Commissione, nello specifico, se da un lato ha valutato come ambiziosi gli obiettivi sulle fonti rinnovabili, dall’altro ha evidenziato come le politiche e le misure di sviluppo dovrebbero incentrarsi sulla semplificazione dei procedimenti autorizzativi di impianti di nuova costruzione e la promozione degli interventi di ammodernamento e potenziamento degli impianti esistenti, e dunque in coerenza con i citati interventi contenuti del decreto Semplificazioni e le previsioni del disegno di legge di delega per il recepimento della direttiva.
Nel contesto nazionale, assume inoltre rilievo il tema del mantenimento e dell’aggiornamento tecnologico degli impianti esistenti (quasi interamente concentrati in Toscana).
Il Ministero dello sviluppo economico nel 2019, ha sviluppato un approfondito lavoro di confronto tecnico con gli operatori e le Amministrazioni pubbliche direttamente interessate, con l’obiettivo di verificare come sostenere, attraverso la normativa di settore e la politica di incentivazione, lo sviluppo della geotermia a emissioni nulle, ma anche, il rifacimento e il miglioramento ambientale degli impianti geotermici esistenti. Oggi queste possibilità sono infatti disponibili, per cui è sembrato doveroso perseguire anche questo obiettivo, tra l’altro condiviso dalla Regione Toscana che ha anche adottato una legge in materia e che dovrà definire il regime concessorio per gli impianti in questione.
Lo schema di decreto FER2 è stato quindi definito alla luce delle risultanze di questo confronto, oltre che integrato nei mesi successivi con la regolamentazione degli incentivi per le altre fonti, tra cui in particolare biogas e biomasse, in confronto con i Ministeri concertanti (ambiente e politiche agricole).
Nel frattempo, sono pervenute talune richieste specifiche degli operatori della geotermia che rimettono in discussione alcune soluzioni tecnologiche già definite nel 2019, proponendo altre soluzioni tecnologiche, sempre con l’obiettivo di migliorare l’impatto ambientale degli impianti esistenti, e sono in corso le dovute valutazioni.
Salvo quindi l’opportunità di una consultazione pubblica, dopo l’acquisizione dei pareri della Conferenza unificata e di ARERA, si potrà notificare alla Commissione Europea per la verifica di compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato, tema che mi riservo di sviluppare maggiormente nella risposta dell’Onorevole Zucconi incentrata esclusivamente su questo specifico argomento.

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Interrogazione presentata da ZUCCONI Riccardo – LUCASELLI Ylenja (FRATELLI D’ITALIA)
Martedì 3 novembre 2020
ZUCCONI e LUCASELLI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che:
doveva vedere la luce all’inizio dell’anno, ma per il decreto «FER2» il percorso si sta inevitabilmente rivelando più lungo del previsto e negli ambienti di settore qualcuno comincia ad avanzare dubbi sulla sua effettiva approvazione;
a settembre 2020 i Ministri Patuanelli e Provenzano avevano assicurato che il provvedimento era pronto, anche per l’avvio dell’iter a livello europeo, ma ad oggi non se ne conoscono nemmeno i contenuti;
il decreto «FER2» nasce con l’obiettivo di completare il lavoro svolto dal decreto ministeriale «FER1», definendo regole e incentivi per le cosiddette rinnovabili innovative, quali tecnologie più costose dei tradizionali eolico e fotovoltaico, come l’eolico offshore, il solare termodinamico Csp e gli impianti per produrre energia da onde e maree;
secondo quanto rivelato dalla sottosegretaria per lo sviluppo economico, Alessandra Todde, una delle priorità d’azione sarà quella di sostenere l’energia geotermica migliorandone l’impatto: «Si è concordato sul fatto che è opportuno promuovere la realizzazione di nuovi assetti che migliorino sostanzialmente le prestazioni ambientali, poiché sono oggi disponibili soluzioni tecnologiche che consentono tale risultato con un’accettabile maggiorazione degli incentivi»;
si tratta di un provvedimento importante e atteso da oltre un anno per un comparto produttivo sostenibile, da cui dipendono l’economia e le prospettive demografiche di interi territori e il futuro di migliaia di addetti e delle loro famiglie;
l’enorme ritardo nell’emanazione del decreto «FER2» frena investimenti assolutamente indispensabili in un periodo di profonda crisi economica come quello che sta attraversando l’Italia –:
quali siano i contenuti del decreto «FER2» e quali siano le reali tempistiche di adozione del provvedimento.

Risposta  TODDE Alessandra – SOTTOSEGRETARIO DI STATO – (SVILUPPO ECONOMICO)
Mercoledì 4 novembre 2020

Gli Onorevoli interroganti, con l’atto in parola chiedono di conoscere i contenuti ma soprattutto i tempi del cosiddetto «decreto ministeriale Fer2».
Nel ribadire quanto già affermato nella risposta all’atto dell’Onorevole Moretto e in linea con quanto già lì osservato, rappresento che il Ministero dello sviluppo economico in qualità di amministrazione procedente, ha aggiornato lo schema di decreto alle disposizioni legislative intervenute, a fine 2019, in materia di biogas e biomasse e ha avviato il confronto con i Ministeri dell’ambiente e delle politiche agricole, chiamati a esprimere il proprio concerto. Questo aggiornamento era necessario per mantenere coerenza alla politica di incentivazione ed evitare disomogeneità tra i vari strumenti e categorie di impianti.
La bozza di decreto è quindi stata trasmessa agli uffici dei Ministeri concertanti e, dopo alcuni mesi di confronto tecnico, si è arrivati a convergere su molteplici questioni riguardanti in particolare biomasse e biogas, di precipuo interesse del Ministero delle politiche agricole.
Nel frattempo, sono pervenute talune richieste specifiche degli operatori della geotermia che rimettono in discussione alcune soluzioni tecnologiche già definite nel 2019, come già anticipato.
Si conta pertanto, già nelle prossime settimane, di procedere all’acquisizione dei pareri della Conferenza unificata e dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), nonché ad una consultazione pubblica. Successivamente, lo schema di decreto – come anticipato – sarà notificato alla Commissione Europea per la verifica di compatibilità con le regole sugli aiuti di Stato.