Coronavirus e centrali geotermiche: ci mancava anche questo!

Un recente studio mette in relazione inquinamento e diffusione del Covid-19. Quale relazione con le emissioni delle centrali geotermiche e perché fermare subito l’attività geotermica.

 

 

In un recente studio del SIMA (Società Italiana di Medicina Ambientale) con l’Università di Bologna e l’Università di Bari “si evidenzia una relazione tra i superamenti dei limiti di legge delle concentrazioni di PM10 registrati nel periodo 10 Febbraio-29 Febbraio e il numero di casi infetti da COVID-19 aggiornati al 3 Marzo” arrivando alle conclusioni che “si evidenzia come la specificità della velocità di incremento dei casi di contagio che ha interessato in particolare alcune zone del Nord Italia potrebbe essere legata alle condizioni di inquinamento da particolato atmosferico che ha esercitato un’azione di carrier (cioè da vettore di trasporto) e di boost (cioè di impulso alla diffusione virulenta). Come già riportato in casi precedenti di elevata diffusione di infezione virale in relazione ad elevati livelli di contaminazione da particolato atmosferico, si suggerisce di tenere conto di questo contributo sollecitando misure restrittive di contenimento dell’inquinamento”.

Di cosa parliamo e che c’entrano le centrali geotermiche dell’Enel?

L’Ammoniaca (NH3) è universalmente riconosciuto come un precursore del particolato secondario inorganico PM10 e PM2,5. Quindi più Ammoniaca significa più inquinamento da particolato atmosferico.
Le centrali geotermiche toscane emettono mediamente (anni 2016-2018) 7.598 tonnellate di Ammoniaca all’anno (*); si consideri che nello studio Basosi-Bravi (su dati IRSE-regione Toscana) viene calcolato che le emissioni toscane sono il 39% di tutte le emissioni d’Italia.
Possiamo quindi affermare che la Toscana, soprattutto nelle aree geotermiche, è soggetta ad un maggior inquinamento da particolato atmosferico, simile, e a volte maggiore, di quello rilevato nella pianura Padana oggetto dello studio del Sime/università Bologna/Bari.

Pertanto le autorità preposte alla tutela della salute regionale, dalla regione Toscana, all’Ars, Arpat, Asl e Sindaci dovrebbero in via cautelativa attenersi alla sollecitazione dello studio citato a prendere misure restrittive di contenimento dell’inquinamento.
Noi riteniamo che tale ulteriore possibile correlazione tra centrali geotermiche e danni alla salute non possa che rafforzare la richiesta di immediata sospensione di tutta l’attività geotermica in essere e di progetto.

Rimane comunque incomprensibile come sia passato in Italia nel più assoluto disinteresse delle autorità preposte alla tutela della salute, il dato del numero dei morti premature in Italia per gli eccessi di polveri sottili calcolato dal Rapporto “Air quality in Europe 2018” e pubblicato dall’Agenzia europea dell’ambiente: circa 60.000 morti annue. Tale numero è almeno 15 volte superiore ai morti oggi registrati in Italia per il Coronavirus.

Rete Nazionale NOGESI, SOS Geotermia, Forum Ambientalista toscano

(*) Ammoniaca NH3. Il calcolo delle emissioni complessive per gli anni 2016, 2017 e 2018, è stato fatto moltiplicando le emissioni medie (dati ARPAT 2002-2016) relative alla produzione di 1 MWh per la produzione annuale lorda che è stata rispettivamente 6.225,3 GWh (2016), 6201,2 GWh (2017) e 6105,4 GWh (2018) (Dati TERNA)
Emissioni per produrre un Mwh: 1,23 Kg/h (con amis) 3,07 Kg/h (senza amis)
Emissioni totali calcolate con amis attivi: 2016 7.657 Tonn., 2017 7.627 Tonn., 2018 7.510 Tonn.
Emissioni medie annue: 7.598 Tonnellate
Vedi: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2352340919306936

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