Giorni di ordinaria follia geotermica

Incidenti sul lavoro, divieti di uso dell’acqua, nuove centrali flash, leggi regionali contro direttive del governo, Arpat al collasso, scioperi della fame e barricate: grande è il disordine sotto il cielo, ma la situazione è eccellente?

 

 

Apprendiamo dal comunicato del P.Carc (scarica qui) che il 22 febbraio scorso a Piancastagnaio un grave incidente è occorso a un operaio di una delle ditte di manutenzione; l’operaio è stato investito dal vapore bollente a causa di una valvola malfunzionante ed è stato ricoverato ai grandi ustionati di Pisa.
Nell’augurare una pronta guarigione al lavoratore coinvolto, non possiamo non denunciare anche tali incidenti come frutti avvelenati della geotermia.

Il 1 marzo scorso a Piancastagnaio il sindaco Vagaggini vieta l’uso potabile (anche dopo bollitura) dell’acqua nelle località Pietralunga, Capannacce, Casetta, Tre Case e Buca di Rocco (scarica l’ordinanza) perchè, a seguito di analisi della Az.USL 7 fatte il 26 febbraio, risultava l’arsenico oltre la soglia di legge (12 µg/l contro 10 µg/l); il giorno stesso da nuove analisi sembrerebbe che il valore rilevato sia sceso inspiegabilmente a 2 µg/l. Proprio il sindaco Vagaggini, in prima fila nelle recenti piazzate dei sindaci geotermici, è grande sostenitore del progetto PC6 Enel per un’altra centrale flash a Piancastagnaio ed è tra quelli che accusano i comitati di essere “…esaltati… …da denunciare per danni!”; consigliamo il sindaco di denunciare chi causa l’avvelenamento delle (ex) acque pure dell’Amiata e dare spiegazioni ai suoi cittadini dei repentini sbalzi dei valori di arsenico rilevati.

Da fine febbraio, stato di agitazione dei lavoratori dell’Arpat, l’agenzia regionale che dovrebbe -tra l’altro- garantire i controlli sulle centrali geotermiche; denunciano i sindacati che Arpat è sull’orlo del collasso a causa di un quadro nazionale incerto, ma soprattutto per politiche regionali miopi e scelte aziendali incomprensibili, che hanno determinato un progressivo depauperamento di risorse umane e strumentali e disastri sotto l’aspetto organizzativo ed operativo. Da anni… …la Regione impone ad Arpat ulteriori vincoli di bilancio…” e “…l’attuale Direzione di Arpat si limita ad assistere al progressivo disastro…”; apprendiamo che i tagli produrranno una diminuzione secca dei salari con le inevitabili ricadute sulla qualità e quantità di controlli.
La Regione Toscana da una parte approva una legge sulla geotermia fatta su misura per l’Enel al solo scopo di “prendere gli incentivi”, che non recepisce le richieste di più stringenti controlli sulle emissioni e dall’altra manda in malora l’Arpat che dovrebbe essere l’agenzia deputata a controllare e garantire cittadini e ambiente. Se uno più uno fa due, è chiara l’intenzione di Rossi: sì alla geotermia senza noiosi e burocratici controlli…
Tra l’altro la legge regionale sulla geotermia fa a pugni con le intenzioni del governo che già hanno escluso la geotermia dagli incentivi nel FER1 e, come sembra, dovrebbero escluderli anche dal FER2; in tal caso la legge regionale sarebbe solo una scatola vuota.

Proprio sulla partita degli incentivi la regione sostiene le proteste dei sindaci geotermici che promettono barricate e marcette su roma, minacciando finanche lo sciopero della fame come il sindaco Verruzzi di Montieri, prontamente sostenuto da Rossi. (leggi anche questo articolo)

I comitati intanto proseguono con le tante iniziative di informazione e di lotta per contrastare i nuovi progetti di centrali flash dell’Enel (Triana e PC6), augurandosi che il governo tenga fede a quanto finora dichiarato sugli incentivi da dare solo per le energie realmente rinnovabili, tra cui è ormai certo che non rientri la geotermia.

Rete nazionale NoGESI – Sos Geotermia


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