Amiata. Lettera dei cittadini di Saragiolo contro l’impianto geotermico di Poggio Montone

Riceviamo e pubblichiamo

 

Egregi Sig.ri/re,

Vorremmo iniziare questa lettera presentandoci. Siamo un gruppo di cittadini di Saragiolo che vivono nella zona interessata dalla costruzione della centrale geotermica di Sorgenia denominata Poggio Montone . Più precisamente, siamo un gruppo di persone preoccupate per il proprio territorio, il proprio futuro e soprattutto per quello dei propri figli. Cittadini amareggiati dalla scarsa presenza e interesse di politici che si ricordano solo in tempi pre- elettorali di fare promesse, ma che mai si presentano a vedere chi e dove le loro scelte prendono forma …. a volte una bruttissima forma. Vi chiederete perché. La risposta è semplicissima, la centrale di Sorgenia per il contesto ambientale in cui è prevista è una evidente violenza naturalistica e un disastro ambientale preannunciato.

A livello mondiale si parla di salvaguardia, di quanto non ancora compromesso e, politicamente ci si dice disponibili a invertire la devastante tendenza all’abuso cieco di ogni risorsa. Per questo motivo vi chiediamo di uscire da dietro alle vostre scrivanie e venire a verificare come e dove certi progetti dovrebbero realizzarsi, modificando irreversibilmente angoli bellissimi e preziosi del territorio, inibendone senza soluzione lo sviluppo turistico a tema ambientale. Solo per la zona della centrale è previsto infatti l’abbattimento di 5 ettari di bosco di cerro (espropriandola ai proprietari che ne fanno regolarmente uso per la produzione di legna da riscaldamento) per sostituirlo con una colata di cemento!! Sorgenia racconta una storia tranquillizzante di rispetto ambientale e di basso impatto … a noi, documenti tecnici alla mano, questo appare come un vero raggiro e una inutile violenza al territorio e ai suoi abitanti.

Il biotopo che esiste in questo comprensorio è ricco, vario, unico e, a suo modo diverso da quello reperibile in altri distretti a minore e maggiore altitudine della nostra bellissima montagna. Secondo le stagioni si possono osservare intere distese di orchidee, margherite e gladioli selvatici, ginepri, diverse varietà di funghi e molte specie di erbe montane.

Questa area è inoltre immediatamente confinate con la RISERVA NATURALE DEL PIGELLETO nella quale sono censite piante rare e protette oltre ad una ricca fauna tra cui anche piccoli animali come la “Salamandra tergiditata” ormai rarissima. Il delicato equilibrio verrà sicuramente alterato e turbato dagli importanti interventi sul territorio in fase di costruzione oltre che dalla innegabile influenza legata all’inquinamento acustico, termico e luminoso che si produrrà con la centrale in funzione.
Per quanto riguarda inoltre l’approvvigionamento idrico che verrà prelevato dal torrente Senna, sappiamo bene che la portata del suddetto è strettamente legata alla stagionalità e il 20% del valore di portata che avete richiesto non sarà sufficiente a preservare l’habitat di numerose piccole specie di pesci, insetti e anfibi ed anche gamberi di fiume (grazie alla ossigenazione e pulizia delle acque) specie ormai in estinzione. Tale utilizzo d’acqua andrà sicuramente a compromettere un equilibrio già fortemente incrinato dalla variazione climatica che ha ridotto fortemente la quantità e la regolarità delle precipitazioni. A questo sicuramente si aggiungerà la modifica dell’habitat circostante per rendere la zona adatta ai prelievi, con la costruzione di pompe e possibili invasi per assicurarsi il rifornimento continuo dell’acqua da questo piccolo e prezioso torrente che garantisce anche l’irrigazione di orti nel sottostante abitato delle Capannacce. Abbiamo anche visto che non sono esclusi rischi di contaminazione della falda con il fluido geotermico e l’inibitore di incrostazioni che verranno usati per le perforazioni. Sorgenia assicura che sono sotto le soglie di tossicità ma, chi da anni ha avuto occasione di vederne gli effetti su questo territorio già sufficientemente sfruttato da questi insediamenti, sa che non è assolutamente così.

Già dal 2017 numerosi Comuni della Toscana hanno dato vita ad un progetto denominato “Vettamare” e identificando percorsi e sentieri hanno disegnato itinerari naturalistici per collegare l’Amiata al Tirreno così da promuovere un turismo escursionistico ( a piedi, bici o cavallo ) di collegamento tra costa ed entroterra.
Proprio in riferimento a questo tipo di turismo, la centrale di Sorgenia, verrà a chiudere ogni passaggio proprio nella vallata in cui si snoda l’unica possibilità di accesso fuori da insediamenti industriali o geotermici già esistenti. In tal modo il cono dell’Amiata verrà tagliato definitivamente fuori da questo importante sviluppo di turismo in espansione, come è già successo per il ramo della Francigena che saliva storicamente fino ad Abbadia e che non vede ad oggi nessun significativo utilizzo.

Il traffico pesante che sempre accompagna la costruzione di centrali andrà inoltre a peggiorare gravemente le condizioni assolutamente precarie della strada provinciale che attraversa l’abitato di Saragiolo già strutturalmente inadeguata al tipo e al numero di mezzi oggi in circolazione. Verrà inoltre sottratta all’attuale uso di passeggiata, la strada sterrata che partendo dal paese e seguendo il crinale porta all’area interessata all’installazione.

Noi non crediamo alla grossa bugia che viene narrata per giustificare l’iniziativa sulla realizzazione di nuovi posti di lavoro. Per diretta ammissione di tecnici di Sorgenia, intervenuti in assemblee pubbliche, la centrale sarà quasi totalmente automatizzata e quindi necessiterà solo di qualche tecnico e forse di un guardiano. Per contro saranno penalizzate tutte le attività direttamente o indirettamente legate al turismo ambientale così da ridurre anziché incrementare l’occupazione.

Ci sono persone che hanno investito soldi e fatica per costruire qualcosa creando attività per se stessi e per le persone del territorio senza calcolare il possibile indotto su altre attività e proprio a queste si toglie ogni possibilità di sviluppo e certificazione di qualità. Vorremmo inserire la testimonianza della proprietaria di un agriturismo situato nella zona di Santa Fiora e come avrete modo di capire dalle sue parole la costruzione di una centrale potrebbe vanificare tutti i progetti che si sono proposti per il futuro: “La nostra struttura agrituristica è nata con immensi sacrifici della nostra famiglia per offrire alla comunità un punto di riferimento nel settore turistico. La costruzione di un impianto a così breve distanza, ci penalizzerebbe e potrebbe mettere a repentaglio ogni sacrificio fatto, inoltre crediamo nel turismo come risorsa fondamentale per il territorio, come leva di rinascita e di salvaguardia dell’ambiente nel quale ci troviamo. Per questo siamo convinti che una nuova centrale, in prossimità di ambienti a vocazione turistica sia una contraddizione in termini “.

Per voi la dicitura “vincolo paesaggistico” vale solo per le ristrutturazioni di abitazioni che molte volte comportano l’attesa di mesi e mesi per avere le autorizzazioni e a volte anche rifiuti solo per cambiare una persiana o un tegolino? Per noi vincolo paesaggistico vuol dire non distruggere e deturpare un paesaggio naturale che rappresenta questo territorio e una speranza di futuro.

Avete davvero creduto alla barzelletta sulla riqualificazione dell’ecosistema? In un articolo di un quotidiano Sorgenia afferma che c’è una massiccia presenza di specie aliene, per noi l’unica razza aliena che in questo momento disturba il territorio è come sempre l’uomo che non rispetta!! Avete inoltre creduto al possibile ripristino ambientale in caso questa centrale “sperimentale “ per loro stessa ammissione non dovesse dare le risposte attese dal punto di vista dei risultati energetici, già discutibili nelle più rosee previsioni produttive? Nella stessa zona peraltro, circa 50 anni fa furono realizzati da Enel almeno 3 punti di perforazione a scopo di valutazione e subito abbandonati per insufficiente potenza rilevata ….

Abbiamo solo elencato alcuni dei punti per noi importanti, ma assai più numerose e dettagliate sono le nostre ragioni e motivazioni per osteggiare questa inutile e dannosa opera.

Ribadiamo quindi con forza il nostro invito a venire in questo angolo importantissimo per la regione Toscana perchè l’ossigeno e l’acqua qui prodotti servono a tutti. Venite a fare una bella passeggiata per vedere di persona il luogo dove il prossimo “ecomostro” verrà costruito.

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