Colle Val d’Elsa, 20 marzo 2015. Convegno “Economia del Territorio e Geotermia” -foto, resoconto-

20150320_colle_convegno_img_sitoCONVEGNO
Economia del Territorio e Geotermia

Venerdì 20 marzo 2015 ore 15:00

C.R.E.A, Centro di Ricerca Energia e AmbientePolo Universitario

Viale G. Matteotti 15 , Colle Val d’Elsa

Scarica il Programma

Il convegno si propone di discutere l’interazione tra il Piano
Energetico Regionale, il Piano Paesaggistico e le attività
economiche nelle aree geotermiche.

La moratoria della Regione Toscana sembra condurre, secondo le
intenzioni del Consiglio Regionale, alla formulazione di una
proposta tecnico-scientifica per la riorganizzazione della
produzione energetica regionale senza penalizzare l’economia del
paesaggio.

A questo scopo sono stati invitati alcuni esperti per discutere
l’argomento e dare l’avvio ad un gruppo di lavoro che possa
presentare alla Regione Toscana una o più proposte che tengano
conto della complessità di tutte le variabili in gioco.

Programma

15:00 – 15:15
Alessandro Donati
C.R.E.A.: Ricerca e impresa per una politica energetica
15:15 – 15:30
Marco Spinelli
La moratoria della Regione Toscana: un’occasione per il territorio
15:30 – 15:45
Piero Pii
Il progetto e l’area di studio e di sperimentazione
15:45 – 16:00
Dario Conte
Il ruolo delle Associazioni nella gestione del territorio
16:00 – 16:15
Pino Merisio
La politica degli incentivi
16:15 – 16:30
Claudio Margottini
Le aree idonee alla geotermia
16:30 – 16:45
Andrea Borgia
Le centrali dell’Amiata
16:45 – 17:00
Sergio Chiacchella
Il ruolo di COSVIG e la centrale di Sesta

COFFE BREAK

17:30 – 17:45
Valerio Palma
Il valore economico del paesaggio
17:45 – 18:00
Paolo Campinoti
Le aziende locali e lo sviluppo dei piccoli impianti
18:00-18:15
Fausto Batini
Un approccio olistico per la valorizzazione delle risorse
geotermiche
18:15 – 18:30
Alessandro Piazzi
Il ruolo di ESTRA nell’economia del territorio.
18:30 – 18:45
Daniele Meregalli
La valutazione integrata dei progetto geotermici
18:45 – 19:00
Maria Rita Signorini
Il caso Buonconvento
19:00 – 19:15
Scilla Sonnino
Gli aspetti ambientali del Piano Paesaggistico
19:15 – 19:30
Roberto D’Autilia
Smart grids
19:30 – 19:45
Mauro Chessa
Getermia pulita e democratica: media e bassa entalpia
19:45 – 20:00
Alberto Ferrini
Conclusioni

CENA E DISCUSSIONE

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RESOCONTO DEL CONVEGNO
ECONOMIA DEL TERRITORIO E GEOTERMIA
( Colle Val d’Elsa 20.03.2015)

Il Convegno si è svolto a Colle Val d’Elsa nella splendida cornice del “Palazzone”, sede del CREA (Centro Ricerca Energia Ambiente ) il cui Direttore Alessandro Donati , aprendo i lavori, ha espresso parole di benvenuto.
Fabio Berti, Assessore al Comune di Colle, ha portato i saluti dell’Amministrazione e sottolineato l’importanza dei temi del workshop. Questo punto è stato anche ripreso dal Paolo Moschi, Assessore al Comune di Volterra, che ha parlato anche esplicitamente dell’interesse per la creazione di un “Distretto ad alta qualità di vita”.
L’intervento del Sindaco di Casole Piero Pii, in sintonia con i Sindaci di Castelnuovo Val di Cecina (PI), Colle Val d’Elsa (SI), Radicondoli (SI), San Gimignano (SI) e Volterra (PI) ha insistito sul valore costruttivo del Convegno la cui finalità era quella di proporre alla Regione Toscana un piano alternativo a quello della Geotermia Industriale per un Territorio, come quello dei sei Comuni aderenti al Convegno, fortemente antropizzato e con caratteristiche di unicità legate ad un intreccio mirabile, sviluppatosi nei secoli, fra ambiente, paesaggio, agricoltura e turismo sostenibile. Nel delineare questo ha anche prospettato diverse possibilità:
-la creazione di un Distretto Cecina con un piano urbanistico coordinato, con opzione prioritaria per un’Area di completo vincolo ambientale e con l’obiettivo di recupero dell’immenso patrimonio edilizio plasmatosi nell’arco di secoli
– il rigetto definitivo e irrevocabile da parte del Distretto Cecina del progetto geotermico industriale di Magma Energy per il devastante impatto che questo avrebbe su un Territorio che tanto ha già dato alla Geotermia e che ha chiaramente imboccato ben altre strade per uno sviluppo armonico a beneficio delle Popolazioni locali. In questo senso il sindaco Pii ha fortemente caldeggiato la partecipazione di CREA e COSVIG ai lavori
– l’iniziativa per l’inserimento del Distretto Cecina fra i siti “Patrimonio UNESCO”
– la forte espansione della componente turistico-alberghiera ed agricola nell’Area Casolese con notevole espansione occupazionale (si veda anche l’intervento dell’Arch. Capitani)

Il Dario Conte, nel suo intervento sul “ Ruolo delle Associazione nella gestione del Territorio” ha sottolineato che la scelta del termine “gestione” è voluta, dato che non solo di “difesa” del Territorio si tratta ma di vero e proprio progetto da delineare nel corso della Moratoria semestrale deliberata dalla Regione Toscana e finalizzato ad un’economia diversa dal brutale sfruttamento dell’Ambiente e basata sull’identificazione delle caratteristiche su cui puntare per uno sviluppo sostenibile.
È stata poi ricordata la peculiarità della recente Consultazione Popolare a Casole che ha visto, su 1.424 Votanti, un clamoroso successo del NO alla Geotermia con il 93 % dei consensi. DarioConte ha chiuso ringraziando le Istituzioni presenti e sottolineando che la crescita di consapevolezza delle Popolazioni locali nei confronti dei temi trattati rappresenta un risultato straordinario degli sforzi dei Volontari del Comitato Difensori della Toscana, di CasoleNostra e dell’Eco Museo Borgo La Selva a livello locale e, a quello Nazionale, del FAI, di ItaliaNostra, del WWF e della Rete del NO alla Geotermia Inquinante Speculativa.
A tutti un grazie convinto nella speranza di un’adesione sempre più vasta dei Cittadini agli ideali portati avanti dalle Associazioni citate, in piena sintonia con le Amministrazioni Comunali dell’Area del Cecina.
Di grande interesse è parso a tutti i presenti l’intervento di Pino Merisio (Rete Nazionale NO Geotermia Inquinante Speculativa ) che ha chiarito lucidamente la politica degli incentivi evidenziando come il 25 % delle bollette energetiche sia rappresentato dalla quota destinata alle energie rinnovabili. In parole povere, questo significa che un quarto dei tributi viene utilizzato per le “rinnovabili” che tali possono non essere (vedi Geotermia). Si realizza quindi il paradosso dei Contribuenti che sborsano una cifra enorme proprio per supportare piani di sviluppo largamente non condivisi nelle loro caratteristiche (vedi piano Magma Energy). Due altri punti di questo intervento hanno suscitato grande interesse:
– il raggiungimento, con largo anticipo, degli obiettivi ambientali individuati dall’Unione Europea come obbligatori da raggiungere entro il 2020
– la totale autosufficienza energetica già ampiamente raggiunta nel Territorio Senese. Ovviamente questo significa, in maniera inoppugnabile, che ogni surplus verrebbe finalizzato solo al commercio di energia, con gli aspetti negativi della produzione stessa che ricadrebbero sulle popolazioni locali senza alcuna contropartita in termini di crescita interna.

Il Andrea Borgia in un lungo e appassionato intervento, ha poi delineato gli allarmanti aspetti di inquinamento (non chiariti dai Produttori) legati allo sfruttamento Geotermico sul Monte Amiata. Ha anche auspicato una chiusura delle Centrali stesse con una lunga pausa di riflessione sugli aspetti negativi della Geotermia e sulla necessità di un reale ed efficace controllo degli agenti inquinanti sia a livello atmosferico ( con ricadute negative sulle produzione agricole, specie viti vinicole) che delle falde acquifere ( quest’ultimo largamente comprovato).

Dopo il coffee break ( GRAZIE ALLE ASSOCIAZIONI!) si sono succeduti altri importanti interventi.

Valerio Palma dell’Università Roma Tre – Tor Vergata, ha “incantato” la platea con un eccellente intervento sulla valutazione economica del Paesaggio e con una provocatoria valutazione (pari a zero euro!) della Gioconda di Leonardo. In altre parole, l’oratore ha delineato i parametri scientifici sui quali può basarsi la valutazione del Paesaggio che per ciò stesso diviene elemento trainante per l’economia di un Territorio. Il prolungato applauso che ha accolto l’intervento di questo giovane Ricercatore è valso più di mille parole.
Piero Ricci per Confindustria Siena e Alessandro Piazzi, Amministratore Delegato di ESTRA, si sono occupati degli aspetti energetici industriali. Il primo Relatore si è concentrato sulla promozione dei piccoli impianti, mentre il secondo ha relazionato sulla entità dell’apporto energetico occupandosi poi del recente ripristino della Centrale Idroelettrica di Colle con il recupero completo delle gore afferenti alla Centrale stessa. Concisa e lucida anche la delineazione delle fonti di approvvigionamento attuale di metano e dei tempi di recupero delle somme investite in campo energetico dalle Ditte imprenditrici del settore. AlessandroPiazzi si è anche soffermato sulle parole del Moderatore Dario Conte che aveva invitato a riflettere sul reale quesito dell’incontro, cioè “ quale energia per quale economia?”
Di grande lucidità ed efficacia, proprio a proposito del quesito ora esposto, è stato l’intervento di Valeria Capitani, del Comune di Casole, che ha fornito i dettagli del recupero ambientale della “Castello di Casole” con impegno impressionante di risorse e ha commentato quanto questo abbia avuto riflessi rilevanti in campo occupazionale (oltre 250 Addetti) e sull’indotto (economia del Territorio). Come era già stato accennato dal sindaco Pii, Valeria Capitani ha sottolineato l’enorme aumento delle presenze turistiche nell’Area Casolese e più in generale nella Val d’Elsa.
I numeri non si discutono e i numeri hanno dimostrato che un’economia agricolo-turistica rappresenta già un volano formidabile per l’economia locale. Anche per questo intervento gli applausi convinti valgono più di mille parole.
Lucidi, appassionati e puntuali anche gli interventi di Maria Rita Signorini (ItaliaNostra) e del Mauro Chessa (Rete dei Comitati).
Come paradigmatico, Maria Rita Signorini ha delineato il percorso partecipato, riguardante il Biogas, della Comunità di Buonconvento. Le continue informazioni, la partecipazione diretta ai lavori e la creazione di una giuria popolare hanno consentito agli abitanti di Buonconvento di stilare una carta che indica le raccomandazioni per :
– salvaguardia dell’Ambiente e del Paesaggio
– tutela delle risorse e dell’economia locale
– controlli e certificazioni
– tutela della salute e valutazione della distanza degli impianti dalle abitazioni

Si è trattato di un lavoro enorme che, basato su dati scientifici, ha consentito una presa di coscienza collettiva che si è tradotta in un informato (prima di tutto) e convinto NO ad impianti a Biogas, a conferma dell’irrinunciabile necessità di una corretta informazione per una solida decisione.

Fausto Batini, Amministratore Delegato di Magma Energy, ha ancora una volta presentato i dati relativi alle Centrali a ciclo binario con totale reimmissione dei liquidi e zero emissioni atmosferiche. Ha citato gli impianti similari già presenti in Paesi stranieri in aree non antropizzate, con ciò confermando che Magma Energy non ha mai realizzato impianti in Italia, ma non ha fornito alcun dato sull’impatto ambientale degli stessi. Ha ribadito i dati sui livelli occupazionali indicando in circa 200 il numero di addetti per la realizzazione di una Centrale; si tratta di addetti temporanei perché lo stesso Batini ha indicato in 20 elementi l’organico per la gestione di una centrale ove realizzata e in 8-10 elementi l’attuale organico tecnico-amministrativo di Magma Energy; si vedano, per ovvio confronto, i dati prima forniti dall’Arch. Capitani per la sola impresa Castello di Casole.
Nessun dato è stato fornito sul valore economico dell’indotto. Curiosamente, le diapositive di Fausto Batini mostravano proprio quegli splendidi paesaggi che rappresentano il vero valore del Distretto del Cecina e che verrebbero profondamente deturpati proprio dall’inserimento di una o più Centrali. Alle critiche circostanziate dei Relatori precedenti, l’amministratore delegato della Magma ha replicato in maniera dura ribadendo l’esistenza di un contratto già firmato dalla Regione Toscana e quindi a suo dire vincolante, con ciò chiudendo la porta ad ogni trattativa o ad una riconsiderazione del Progetto industriale sulla base dei lucidi e circostanziati dati economici reali sino a quel momento presentati.
Scilla Sonnino, ecologa, ha di seguito esaminato gli aspetti fortemente negativi della Geotermia industriale sulla fauna dell’Area del Cecina, formulando un forte invito ad un ripensamento sugli impianti stessi che altererebbero in maniera irreversibile l’integrità del Territorio, riducendo fortemente l’unicità dell’Area e interrompendo quell’interscambio fra aree che è alla base della migrazione degli animali.
Roberto D’Autilia, ha sintetizzato un po’ il convegno individuando alcune linee di studio per presentare una proposta alla Regione Toscana al termine della moratoria. In particolare:
– Il calcolo comparato dell’efficienza energetica di una rete di piccoli impianti e di un sistema di grandi impianti
– La realizzazione di smart grid per ottimizzare le reti
– La concentrazioni di impianti nella stessa
– L’analisi degli scambi di energia con l’estero per una progettazione energetica europea
– La contabilizzazione del risparmio energetico nel burden sharing
– Incentivi ai Prosumer (produttori – consumatori)
– Valutazione integrata e complessiva dei progetti
– Metodologia esatta per la V.I.A
– Valutazione di Impatto Economico

Alberto Ferrini, Sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, ha chiuso i lavori riprendendo i temi proposti dal sindaco di Casole d’Elsa e ringraziando per il lavoro svolto, piattaforma indispensabile per i prossimi incontri.

Corre l’obbligo alla fine di questo resoconto di ringraziare caldamente diverse Persone :

tutti i Volontari (tanti !) delle Associazioni che si sono fatti carico della gestione di un evento estremamente proficuo e hanno organizzato al meglio la giornata ( buffet compreso).
tutti i Rappresentati delle Istituzioni soprattutto il Sindaco di Casole Piero Pii che ha coordinato la partecipazione dei sei Comuni aderenti all’iniziativa e, con la Giunta, ha deliberato un contributo economico destinato proprio alla riunione.
tutti quegli oltre 200 Cittadini che hanno invaso letteralmente l’Aula del Convegno, confermando la bontà di un’iniziativa (la prima di tante!) che permetta un’informazione corretta e consapevole, base per una decisione finale e condivisa.

Dario Conte – Presidente di CasoleNostra – Moderatore dell’incontro

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Geotermia toscana: moratoria vera o gioco delle tre carte?

rossi_asso_manica_sorgenia logoPassano meno di sei giorni, anzichè sei mesi, e riprendono le attività di ricerca. Sorgenia in prima fila.

E’ durata appena una settimana la “buona notizia” della moratoria sulla geotermia decisa dalla Regione Toscana il 12 febbraio; nel constatare che dopo tale data, nel territorio di Abbadia S.Salvatore, la Sorgenia Geothermal srl iniziava lavori di ricerca e di esplorazioni geotecniche, geoelettriche e geosismiche, il Comitato Ambiente Amiata, il Movimento di Cittadinanza di Abbadia ed Sos Geotermia (Rete NoGesi) il 17 febbraio hanno scritto (leggi sotto) al presidente Rossi e all’assessora Bramerini denunciando come tali attività contrastino con lo spirito e con il principio della moratoria enunciato nella legge regionale.

Tanto più se tali ricerche, che non possono essere altro che propedeutiche alla perforazione di pozzi, vengono fatte in Amiata, dove molti amministratori locali e gli stessi Rossi e Bramerini avevano giurato e spergiurato che con Bagnore 4 si era raggiunto il limite di sfruttamento compatibile con quel territorio.

Ma ai comitati, a strettissimo giro di posta, il 19 febbraio la Regione risponde che la moratoria “non blocca le attività già autorizzate nei permessi di ricerca vigenti non invasivi”, quindi “la Sorgenia Geothermal si trova nella legittimità per continuare a svolgere le attività autorizzate”, così come sono legittimate anche le altre decine di società che hanno avuto le autorizzazioni, evidentemente.

Avevamo scritto e detto che l’uscita di Rossi & Bramerini con la moratoria era dovuta alla protesta crescente tra i cittadini che poteva influire sugli esiti delle prossime elezioni regionali, e c’era il rischio che, passati i sei mesi previsti, tutto tornasse come prima.
Riconosciamo di aver sbagliato! Sono passati solo sei giorni ed è già palese la presa in giro e lo scopo puramente elettorale della sortita dei “nostri”.

Viene da chiedersi se davvero pensano che i cittadini siano così stupidi e che il trucco delle tre carte funzioni ancora?

Siamo quindi a chiedere, ancora, al presidente Rossi, alla Bramerini, a tutta la giunta e il consiglio, di essere seri e di dimostrare che la legge sulla moratoria non è un bluff elettorale, ma che davvero c’è l’intenzione di avviare uno studio che individui le aree non idonee alla geotermia speculativa ed i limiti ai permessi, comprese le attività propedeutiche e conseguenti.
Ma anche, e con più forza, di sciogliere la contraddizione tra una moratoria agli impianti a media entalpia con reiniezione dei fluidi e le centrali flash enel ad alta entalpia con rilascio libero di tonnellate di veleni nell’atmosfera.
E sarebbe bene che risposte chiare arrivino prima delle elezioni…

Sos Geotermia (Rete NoGesi) – Comitato Ambiente Amiata

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Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi
All’Assessore all’Energia Anna Rita Bramerini
e pc Al Sindaco del Comune di Abbadia San Salvatore – Ai Capigruppo Consiliari

In questi giorni abbiamo constatato che sono iniziati da parte della Società Sorgenia Geothermal srl i lavori di ricerca di esplorazioni geotecniche, geoelettriche e geosismiche nella zona dell’Amiata, nel territorio comunale di Abbadia San Salvatore, con movimenti di pesanti mezzi, delimitazione e picchettaggio dei terreni, etc, che hanno creato apprensione e discussione nella cittadinanza, che non era stata minimamente informata dell’inizio di tale attività di ricerca. Il Sindaco del Comune di Abbadia San Salvatore ha riferito di aver avuto di recente un incontro con la Società Sorgenia che gli aveva prospettato gli interventi di ricerca e l’inizio di tale attività, senza, però, minimamente informare né i Comitati, né la cittadinanza, né i Gruppi Consiliari.
Venuti comunque a conoscenza dell’inizio dei lavori di ricerca, finalizzati a individuare nuove aree di sfruttamento geotermoelettrico sull’Amiata (come se non bastassero le centrali di Piancastagnaio e Bagnore e la distruzione del territorio che si è già realizzata), ci poniamo il problema di come “tale attività sia compatibile e corrispondente alla volontà espressa dalla Regione Toscana con la proposta di legge ‘Disposizioni urgenti in materia di Geotermia’, approvata dalla giunta regionale il 12 gennaio e successivamente dallo stesso Consiglio regionale. In particolare l’articolo 1, comma 2 di tale legge, indicava, nei sei mesi successivi alla entrata in vigore della stessa “la sospensione dei procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione di pozzi esplorativi, nonché degli atti a essi preordinati relativi all’alta e alla media entalpia”.
Ci risulta che la Società Sorgenia Geothermal srl ha avuto la autorizzazione dalla Regione Toscana (nonostante il parere contrario della precedente Amministrazione Comunale e dei Comitati) per il permesso di ricerca per risorse geotermiche “Le Cascinelle” nei comuni di Abbadia San Salvatore, Castiglione d’Orcia e Radicofani nel marzo 2012, con validità fino al marzo 2016.
Ci chiediamo se la legge di moratoria di sei mesi sopra citata sia applicabile anche ai permessi di ricerca già autorizzati prima della approvazione della stessa. Vi chiediamo quindi la interpretazione “giuridicamente corretta” di quanto espresso nel dispositivo sopra citato (comma 2, articolo 1), poiché ci sembra assurdo che una decisione politica così importante assunta dalla Giunta e dal Consiglio Regionale abbia fatto salve tutte le autorizzazioni già concesse prima della approvazione di tale legge. In tal caso non possiamo non far rimarcare la gravità di tale dispositivo.
Attendiamo vostre delucidazioni in merito e richiediamo che in ogni modo (modificando anche con successiva deliberazione il contenuto del secondo comma dell’articolo 1, rendendolo attuativo anche per le ricerche già autorizzate), si intervenga per bloccare le ricerche in atto della società Sorgenia e altre previste a breve in altri territori dell’Amiata, anche alla luce di quanto affermato dal Paer, il Piano Ambientale Energetico Regionale, approvato insieme alla moratoria dei permessi, che “riconosce la specificità dell’Amiata, dove la potenza raggiunta con la risorsa geotermica costituisce il punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la vocazione socio-economica del territorio”.
Non comprendiamo quindi che senso abbia approvare una legge di moratoria per sei mesi “per avere il tempo per verificare la sostenibilità ambientale e socio-economica dei territori interessati dai permessi di ricerca relativi alle risorse geotermiche” e poi permettere alle società di andare avanti con le ricerche, come sta avvenendo in un’area già altamente interessata dallo sfruttamento geotermico, come l’Amiata. Oltre tutto con un permesso di ricerca concesso a una società che da quanto abbiamo appurato, dalla visura ordinaria Società di Capitale effettuata il 30 /01/2015 presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Milano, risulta essere costituita dal 2008, con un unico socio, un unico amministratore, con un capitale sociale in srl pari a soli 10.000 euro e che risulta nella voce attività: “inattiva”.
Abbadia San Salvatore 17/02/2015
Comitato Ambiente Amiata – Movimento di Cittadinanza per l’Informazione e la Partecipazione alle Scelte del Territorio di Abbadia San Salvatore – SOS Geotermia (Rete Nazionale NoGesi)

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La Nazione del 24 febbraio 2015
La Regione replica alle posizioni dei comitati contro la geotermia
«Moratoria reale, niente finzioni»
REPLICHE L’assessore all’ambiente Annarita Bramerini difende le scelte del presidente Rossi

«LA MORATORIA è reale, non è una finzione». L’amministrazione regionale replica alle posizioni dei comitati contro la geotermia sull’efficacia della sospensione per sei mesi dei permessi di ricerca prevista con l’ultima legge regionale. Una sospensione fortemente voluta dal presidente Enrico Rossi e che di fatto ha bloccato una serie di problematiche per il suo governo dovuto alle tantissime proteste dei comitati. LA MORATORIA, come noto, si applica alle nuove richieste di permessi di ricerca, mentre per quanto riguarda quelli presentati prima della entrata in vigore della legge, ed è probabilmente l’oggetto di maggiore attenzione dei comitati, la sospensione blocca il passaggio alla fase successiva, che consente la realizzazione di piezometri o attività di indagine per pozzi esplorativi (la cosiddetta attività invasiva), oggetto infatti di verifica di assoggettabilità a Via. «E’ chiaro che se qualcuno aveva ottenuto l’autorizzazione per attività di ricerca non invasive – scrive la Regione – prima della moratoria e le sta portando avanti, non sta violando alcuna norma. Rimane comunque sempre attivabile l’attività di controllo da parte dell’autorità di vigilanza mineraria per verificare la corrispondenza tra le attività non invasive autorizzate e quelle effettivamente realizzate. Questo, tra l’altro, è quanto è stato chiarito ai comitati che hanno segnalato nei giorni scorsi l’attività di un’azienda». LA REGIONE sta inoltre approntando lo studio al quale la moratoria è funzionale. Lo studio servirà a individuare i criteri obiettivi sulla base dei quali esaminare le richieste, offrendo anche ai Comuni, chiamati ad esprimere pareri, uno strumento quantomai opportuno vista la complessità della materia. In questo modo saremo in grado di legare lo sviluppo della risorsa alla sostenibilità ambientale e alla vocazione socio economica dei territori interessati dai permessi di ricerca. E’ bene precisare che lo studio non riguarderà la distinzione tra media e alta entalpia, come i comitati hanno scritto. Tanto meno il Paer individua aree non idonee alla geotermia, bensì prevede lo sviluppo dell’alta e della media entalpia a patto che questo sia subordinato all’impiego di tecnologie impiantistiche e pratiche gestionali altamente efficienti, e riconosce la specificità dell’Amiata dove la potenza raggiunta con la risorsa geotermica costituisce il punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la vocazione socio economica dei territori.

Il Tirreno del 24 febbraio 2015
Geotermia, la Regione difende la moratoria

«La moratoria è reale, non è una finzione». La Regione replica ai comitati amiatini contro la geotermia sull’efficacia della sospensione per sei mesi dei permessi di ricerca prevista con legge regionale. «La moratoria – spiega la Regione – si applica alle nuove richieste di permessi di ricerca; per quelli presentati prima della entrata in vigore della legge la sospensione blocca il passaggio alla fase successiva, che consente la realizzazione di piezometri o attività di indagine per pozzi esplorativi (attività invasiva)». Chi ha ottenuto l’autorizzazione prima della moratoria, e le sta portando avanti, non viola alcuna norma. La Regione sta inoltre approntando lo studio per individuare i criteri obiettivi per esaminare le richieste ma precisa che lo studio non riguarderà la distinzione tra media e alta entalpia.

ToscanaNotizie del 23 febbraio 2015
Geotermia: la moratoria è reale e con lo studio si definiranno i criteri per il futuro
Scritto da Chiara Bini

FIRENZE – La moratoria è reale, non è una finzione. L’amministrazione regionale replica alle posizioni dei comitati contro la geotermia sull’efficacia della sospensione per sei mesi dei permessi di ricerca prevista con l’ultima legge regionale.
La moratoria, come noto, si applica alle nuove richieste di permessi di ricerca, mentre per quanto riguarda quelli presentati prima della entrata in vigore della legge, ed è probabilmente l’oggetto di maggiore attenzione dei comitati, la sospensione blocca il passaggio alla fase successiva, che consente la realizzazione di piezometri o attività di indagine per pozzi esplorativi (la cosiddetta attività invasiva), oggetto infatti di verifica di assoggettabilità a Via.
E’ chiaro che se qualcuno aveva ottenuto l’autorizzazione per attività di ricerca non invasive prima della moratoria e le sta portando avanti, non sta violando alcuna norma. Rimane comunque sempre attivabile l’attività di controllo da parte dell’autorità di vigilanza mineraria per verificare la corrispondenza tra le attività non invasive autorizzate e quelle effettivamente realizzate. Questo, tra l’altro, è quanto è stato chiarito ai comitati che hanno segnalato nei giorni scorsi l’attività di un’azienda.
La Regione sta inoltre approntando lo studio al quale la moratoria è funzionale. Lo studio servirà a individuare i criteri obiettivi sulla base dei quali esaminare le richieste, offrendo anche ai Comuni, chiamati ad esprimere pareri, uno strumento quantomai opportuno vista la complessità della materia. In questo modo saremo in grado di legare lo sviluppo della risorsa alla sostenibilità ambientale e alla vocazione socio economica dei territori interessati dai permessi di ricerca.
E’ bene precisare che lo studio non riguarderà la distinzione tra media e alta entalpia, come i comitati hanno scritto. Tanto meno il Paer individua aree non idonee alla geotermia, bensì prevede lo sviluppo dell’alta e della media entalpia a patto che questo sia subordinato all’impiego di tecnologie impiantistiche e pratiche gestionali altamente efficienti, e riconosce la specificità dell’Amiata dove la potenza raggiunta con la risorsa geotermica costituisce il punto di equilibrio tra il suo sfruttamento e la vocazione socio economica dei territori.

Il Tirreno del 22 febbraio 2015
Ricerca geotermica in tempi di moratoria. Comitati all’attacco
Sorgenia conduce indagini nel sottosuolo di Abbadia. La Regione: «Regolare». Ma chiama l’Autorità di vigilanza
di Fiora Bonelli

CASTEL DEL PIANO. Geotermia: moratoria vera o gioco delle tre carte? Lo chiedono, provocatoriamente, le associazioni contrarie allo sfruttamento geotermico dell’Amiata Sos Geotermia, rete Nogesi e Comitato ambiente Amiata dopo che, a sei giorni dall’inizio della moratoria alle ricerche geotermiche stabilita dalla Regione, la Sorgenia ha ripreso i lavori di ricerca e di esplorazioni geotecniche, geoelettriche e geosismiche ad Abbadia San Salvatore. «Passano meno di sei giorni, anziché sei mesi, e riprendono le attività di ricerca con Sorgenia in prima fila – denuncia Sos geotermia – È durata appena una settimana la “buona notizia” della moratoria geotermia decisa dalla Regione il 12 febbraio». Il Movimento di Cittadinanza di Abbadia e Sos Geotermia (Rete Nogesi) il 17 febbraio hanno scritto al presidente della Regione Rossi e all’assessore regionale all’Ambiente Bramerini denunciando come «tali attività contrastino con lo spirito e con il principio della moratoria enunciato nella legge regionale. Tanto più se tali ricerche, che non possono essere altro che propedeutiche alla perforazione di pozzi, vengono fatte in Amiata, dove molti amministratori locali e gli stessi Rossi e Bramerini avevano giurato e spergiurato che con Bagnore 4 si era raggiunto il limite di sfruttamento compatibile con quel territorio», dicono i comitati. A loro, a strettissimo giro di posta, il 19 febbraio la Regione ha risposto che la moratoria non blocca le attività già autorizzate nei permessi di ricerca vigenti non invasivi. «Alla Regione – si legge nella nota di risposta – risulta che nel comune di Abbadia San Salvatore la Sorgenia Geothermal stia conducendo indagini geofisiche, quindi non invasive». La moratoria, prosegue la nota, «non blocca le attività già autorizzate nei permessi di ricerca vigenti non invasivi» ma «sospende solo i procedimenti (di valutazione ambientale e autorizzativi) relativi alle istanze di proroga del permesso di ricerca e di modifica al programma di lavori già autorizzato, ma in quest’ultimo caso, solo laddove si richieda l’autorizzazione alla perforazione di pozzi esplorativi». La Regione ha comunque trasmesso la segnalazione dei comitati all’Autorità di vigilanza mineraria per verifiche. Ad ogni modo la Sorgenia ad oggi Geothermal si trova nella legittimità per continuare a svolgere le attività autorizzate, così come lo sono altre decine di società. E per i comitati è la dimostrazione che la moratoria è una beffa. «Avevamo scritto e detto che l’uscita di Rossi e Bramerini con la moratoria era dovuta alla protesta crescente tra i cittadini – scrivono i comitati – che poteva influire sugli esiti delle prossime elezioni regionali e c’era il rischio che, passati i sei mesi previsti, tutto tornasse come prima. Riconosciamo di aver sbagliato. Sono passati solo sei giorni ed è già palese la presa in giro e lo scopo puramente elettorale della sortita dei “nostri”. Viene da chiedersi se davvero pensano che i cittadini siano così stupidi e che il trucco delle tre carte funzioni ancora?». I comitati chiedono dunque ai vertici regionali se «davvero c’è l’intenzione di avviare uno studio che individui le aree non idonee alla geotermia speculativa e i limiti ai permessi, comprese le attività propedeutiche e conseguenti. Ma anche, e con più forza di sciogliere la contraddizione tra una moratoria agli impianti a media entalpia con reiniezione dei fluidi e le centrali flash enel ad alta entalpia con rilascio libero di tonnellate di veleni nell’atmosfera. E sarebbe bene che risposte chiare arrivino prima delle elezioni».

Nasce Nogesi. Associazioni unite contro le centrali

Nasce anche sull’Amiata la Rete Nogesi (No geotermia speculativa e inquinante). Il battesimo il 15 febbraio ai Bagnoli di Arcidosso. Nogesi chiama a raccolta tutti i comitati, gruppi, cittadini dell’Amiata per definire un percorso comune nelle diverse battaglie sulla geotermia, da quella contro le centrali flash di Bagnore e Piancastagnaio a quelle contro le centrali a media entalpia in progetto su tutto il territorio amiatino, Montenero-Monticello, Seggiano, Murci, Casa del Corto, Monte Labro. Oltre 50 persone in rappresentanza di gruppi e comitati di Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Monticello, Montenero, Valle dell’Albegna, Liberaonlus oltre a rappresentanti del M5S di Arcidosso, di Insieme per Arcidosso, del Comune di Seggiano, del Prc di Santa Fiora, che per la prima volta si sono incontrati con la volontà di unire le forze e progettare un percorso di lotte comuni. Sul piatto, la necessità di un’informazione capillare, lo studio di proposte per uno sviluppo sostenibile della montagna, il bisogno di coordinamento. Lunga la lista dei prossimi appuntamenti fra cui quello del 14-15 marzo a Colle val d’Elsa. Info: nogesi_amiata@inventati.org.

GoNews del 21 febbraio 2015
Geotermia, i comitati: “Riprese in meno di sei giorni le attività di ricerca. Si faccia chiarezza”
…segue ns. comunicato

Il Cittadino online del 21 febbraio 2015
“Geotermia toscana: moratoria vera o gioco delle tre carte?”
…segue ns. comunicato

Contropiano.org del 21 febbraio 2015
Geotermia toscana: moratoria vera o gioco delle tre carte?
…segue ns. comunicato

Grosseto Notizie del 21 febbraio 2015
Geotermia, i comitati: “La moratoria della Regione è un bluff elettorale”
…segue ns. comunicato

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Nasce la Rete NoGESI (NO Geotermia Speculativa e Inquinante) dell’Amiata

logo rete no geotermiaComunicato stampa Rete NoGESI Amiata

Si è tenuta domenica 15 scorso, ai Bagnoli di Arcidosso, l’assemblea promossa dalla Rete NOGESI (No Geotermia Speculativa e Inquinante) rivolta a tutti i comitati, gruppi, cittadini dell’Amiata per definire un percorso comune nelle diverse battaglie sulla geotermia, da quella contro le centrali flash di Bagnore e Piancastagnaio a quelle contro le diverse centrali a media entalpia, pilota e non, in progetto su tutto il territorio amiatino, Montenero/Monticello, Seggiano, Murci, Casa del Corto, Monte Labro.

Oltre 50 persone in rappresentanza di gruppi e comitati di Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Abbadia S.S., S.Fiora, Monticello, Montenero, Valle dell’Albegna, Liberaonlus oltre a rappresentanti del M5S di Arcidosso, di “Insieme per Arcidosso”, dell’amministrazione di Seggiano, del PRC di S.Fiora, per la prima volta si sono incontrati con la volontà di unire le forze e progettare un percorso di lotte comuni sulla geotermia.

Si è sviluppata una interessante discussione che ha analizzato le situazioni degli impianti esistenti e dei progetti in attesa di concessioni e lo stato delle battaglie locali e nazionali. È emersa unanimemente la necessità di condividere informazioni e metodi e di proseguire coordinandosi per rendere efficace ogni azione sia in ambito locale, regionale che nazionale.

L’assemblea ha posto particolare attenzione alla necessità di realizzare un’informazione capillare, che affronti soprattutto l’aspetto sanitario e le ricadute di tipo economico. In un momento di così grave crisi economica, di rinunce e di sacrifici, invece di investire per valorizzare l’economia principe della nostra montagna, votata al turismo e all’agroalimentare di qualità, si lascia che essa venga schiacciata da interessi speculativi, del tutto alieni al bene comune. Per contrastare tale tendenza l’assemblea si è data anche il compito di studiare  proposte in grado di garantire effettivamente uno sviluppo sostenibile.

E’ altrettanto necessario sostenere o ricreare “il senso di comunità” e la relazione diretta tra persone per sviluppare un clima di attenzione e scambio per tradurre in azioni l’amore per questa terra.

Alla fine sono stati elencati gli appuntamenti che la Rete NoGESI andrà ad organizzare nelle prossime settimane:

  • Sostenere e partecipare alla manifestazione del 21 febbraio a Firenze in difesa della Salute Pubblica, organizzata dal Coordinamento Toscano per il Diritto alla Salute;
  • il fine settimana 14-15 marzo si terrà a Colle val d’Elsa un convegno, organizzato dalla Rete e dal Coordinamento dei sindaci toscani sul progetto geotermico della Regione Toscana, a cui è stato invitato il Presidente Rossi che ha dato la sua disponibilità a partecipare;
  • l’11 aprile a Grosseto, presso il Palazzo della Provincia alle ore 09:00 si terrà una giornata di formazione per i medici di base sul tema delle nano particelle e delle relative nano patologie, a cui seguirà, nel pomeriggio, un’assemblea sull’argomento aperta a tutti;
  • ci siamo impegnati in una iniziativa a Roma in occasione della discussione parlamentare sulle Risoluzioni presentate da parte del Pd, SEL e M5S sulla geotermia;
  • l’assemblea, infine, si è impegnata ad organizzare una manifestazione tra Monticello Amiata e Montenero d’Orcia contro il Progetto di centrale geotermica ivi presentato.

Alla fine dell’assemblea di ieri abbiamo deciso di creare dei gruppi di lavoro con cui organizzare le nostre iniziative future. I gruppi sono:

  • Gruppo Comunicazione / Informazione;
  • Gruppo Intervento Legale;
  • Gruppo analisi economica dell’impatto della geotermia sul territorio;
  • Gruppo Osservatorio democratico sulla Salute;
  • Gruppo di studio sulle energie alternative;
  • Gruppo iniziative ed eventi.

Chiunque voglia aderire alla Rete e/o partecipare ad uno dei gruppi di cui sopra può scrivere anogesi_amiata@inventati.org

 

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Il Tirreno del 22 febbraio 2015
Nasce Nogesi. Associazioni unite contro le centrali

Nasce anche sull’Amiata la Rete Nogesi (No geotermia speculativa e inquinante). Il battesimo il 15 febbraio ai Bagnoli di Arcidosso. Nogesi chiama a raccolta tutti i comitati, gruppi, cittadini dell’Amiata per definire un percorso comune nelle diverse battaglie sulla geotermia, da quella contro le centrali flash di Bagnore e Piancastagnaio a quelle contro le centrali a media entalpia in progetto su tutto il territorio amiatino, Montenero-Monticello, Seggiano, Murci, Casa del Corto, Monte Labro. Oltre 50 persone in rappresentanza di gruppi e comitati di Arcidosso, Castel del Piano, Seggiano, Abbadia San Salvatore, Santa Fiora, Monticello, Montenero, Valle dell’Albegna, Liberaonlus oltre a rappresentanti del M5S di Arcidosso, di Insieme per Arcidosso, del Comune di Seggiano, del Prc di Santa Fiora, che per la prima volta si sono incontrati con la volontà di unire le forze e progettare un percorso di lotte comuni. Sul piatto, la necessità di un’informazione capillare, lo studio di proposte per uno sviluppo sostenibile della montagna, il bisogno di coordinamento. Lunga la lista dei prossimi appuntamenti fra cui quello del 14-15 marzo a Colle val d’Elsa. Info: nogesi_amiata@inventati.org.

Il Cittadino online del 17 febbraio 2015
Sull’Amiata è nata la Rete NOGESI
…segue ns. comunicato.

Grosseto Notizie del 17 febbraio 2015
Geotermia: nasce anche sull’Amiata la Rete NoGESI
…segue ns. comunicato.

Maremmanews del 17 febbraio 2015
Nasce anche sull’Amiata la Rete NoGesi
…segue ns. comunicato.

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Geotermia. Amiata, la foglia di fico dell’Osservatorio sulla salute, i comitati presentano esposto in Procura

foglia fico_bagnore NOTTEDopo anni di omissioni arriva l’osservatorio sulla salute, presentato in pompa magna a S.Fiora dai sindaci geotermici pro-enel insieme ad Ars, Asl e Arpat: sbagliato nel merito e nel metodo.

Nel merito, perchè è chiaro a tutti che la posizione di chi vuole la geotermia amiatina innocua per la salute non regge più, talmente tante e tali le proteste che, ormai fuori tempo massimo, era necessaria la foglia di fico che coprisse le vergogne di anni di pareri parziali e contraddittori, di accuse agli ‘stili di vita’, di incredibili dichiarazioni sull’aria ‘migliore della Toscana’ e così via.
A questo punto, un ‘osservatorio’ che si prende altri 3 anni per dare un responso, alla modica somma di 840.000 euro, senza nemmeno imporre una moratoria immediata delle emissioni, è solo un ulteriore rimandare nel tempo, sperando forse che passi la bufera delle proteste.

Nel metodo, contestiamo decisamente che non si sia cercato il contraddittorio, chiedendo l’apporto anche di quegli esperti che negli anni hanno studiato i dati sanitari, a partire dal Prof.Valerio Gennaro dell’Istituto Tumori di Genova ai toscani di Medicina Democratica, e che non si siano acquisiti -o non siano mai stati resi pubblici-, come suggerito a suo tempo dallo stesso Prof.Valerio Gennaro, i dati sulla salute già presenti negli archivi delle Asl, degli ospedali, dei medici di base, come nel registro tumori, per avere un quadro immediato dello stato di salute di una comunità (Referto epidemiologico). A pensar male, viene il sospetto che non si voglia scoprire davvero una amarissima realtà che costringa gli amministratori a prendere finalmente drastiche decisioni.

Ovviamente i cittadini ed i comitati non possono certo aspettare altro tempo senza alcuna garanzia e mentre in Amiata si continua ad ammalarsi e morire più che in altre zone senza che, ufficialmente, se ne conosca la ragione.
Per questo martedì scorso, 20 gennaio, a firma di Barocci come Forum Ambientalista, ma a nome dei comitati e dei cittadini, è stato presentato in Procura a Grosseto un primo “Esposto/Denuncia in merito alla mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche. Omissioni e manipolazione dei pareri in sede istruttoria della Valutazione di Impatto Ambientale per la centrale di Bagnore 4″, nella convinzione che sia possibile, in mancanza di decisioni politiche di fronte a fatti così evidenti, un intervento della magistratura che tuteli il diritto alla salute e alla salvaguardia del territorio.

Invitiamo a scaricare e leggere l’esposto (cliccando sul link) che mette in fila tutte le criticità sulla salute, evidenziando le omissioni che hanno permesso il raddoppio delle centrali con il Piano di Riassetto di Piancastagnaio e di Bagnore 4.
BUONA LETTURA!

 

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Il Tirreno del 31 gennaio 2015
«Questo osservatorio difende la salute»
Dopo la denuncia degli ambientalisti, Regione e Ars rilanciano il neonato studio sulla popolazione dei territori geotermici 

PITIGLIANO «La Regione, d’accordo con i Comuni e le Asl, da anni sta monitorando la salute delle aree geotermiche e ha ora incaricato Ars di procedere ad ulteriori approfondimenti. Con l’esposto alla Procura i Comitati rischiano di generare ingiustificato allarmismo nei cittadini e uno stato generale di confusione». Questa la posizione della Regione Toscana, diffusa ieri in una nota, dopo l’ultima azione del Comitato Sos Geotermia che ha presentato un esposto in Procura riguardo la mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche. Secondo i Comitati il neonato osservatorio è sbagliato nel merito e nel metodo. Nel merito, perché la posizione di chi sostiene che la geotermia amiatina è innocua per la salute – secondo i comitati – non regge più. Nel metodo, perché i comitati contestano che non si sia cercato il contraddittorio, cioè che la Regione non abbia chiesto l’apporto anche di quegli esperti che negli anni hanno studiato i dati sanitari, a partire – spiegano i comitati antigeotermici – dal professor Valerio Gennaro dell’Istituto Tumori di Genova ai toscani di Medicina Democratica. «A questo punto – sostengono i comitati – un osservatorio che si prende altri tre anni per dare un responso, alla modica somma di 840.000 euro, senza nemmeno imporre una moratoria immediata delle emissioni, è solo un ulteriore rimandare nel tempo. A pensar male, viene il sospetto che non si voglia scoprire davvero un’amarissima realtà che costringa gli amministratori a prendere drastiche decisioni». Diametralmente opposta la posizione della Regione. «Le indagini precedenti al nuovo studio – spiegano da Firenze – avevano evidenziato infatti eccessi di malattie nell’Amiata non riconducibili alla geotermia e che facevano pensare piuttosto a un mix di altri fattori di rischio (tra questi erano state avanzate anche ipotesi riconducibili all’attività sessuale degli amiatini, ndr). Da qui la decisione di procedere a ulteriori approfondimenti». «La decisione di mettere in campo uno studio così complesso a difesa della salute della popolazione – dice Francesco Cipriani direttore dell’Ars – va proprio nella direzione da tempo sollecitata dalle istituzioni. L’esposto è perciò francamente poco comprensibile». (f.f.)

La Nazione del 31 gennaio 2015
L’ALTRO FILONE. LA REGIONE RISPONDE AL COMITATO: «SI CREA SOLO INGIUSTIFICATO ALLARMISMO»
«Nuovo studio sulla geotermia, sbagliato l’esposto in Procura»

UNA MOSSA che potrebbe mettere a rischio quanto la Regione sta facendo per monitorare la situazione geotermia sull’Amiata. «La Regione, d’accordo con i Comuni e le aziende sanitarie, infatti, da anni sta monitorando la salute delle aree geotermiche e ha ora incaricato l’Ars (Agenzia regionale di sanità) per procedere ad ulteriori approfondimenti -spiegano dall’amministrazione di Palazzo Panciatichi- con l’esposto alla Procura i Comitati rischiano di generare ingiustificato allarmismo nei cittadini e uno stato generale di confusione». Questa la posizione della Regione dopo l’ultima azione del Comitato Sos Geotermia che ha presentato un esposto in Procura riguardo la mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche. «Le indagini precedenti al nuovo studio, avevano evidenziato infatti eccessi di malattie nell’Amiata non riconducibili alla geotermia prosegue il comunicato della Regione Toscana e che facevano pensare piuttosto ad un mix di altri fattori di rischio. Da qui la decisione di procedere a ulteriori approfondimenti». SULLA STESSA lunghezza d’onda il direttore dell’agenzia di sanità, Francesco Cipriani. «La decisione di mettere in campo uno studio così complesso a difesa della salute della popolazione dice Francesco Cipriani direttore dell’Ars va proprio nella direzione da tempo sollecitata dalle istituzioni. L’esposto è perciò francamente poco comprensibile». L’esposto presentato dal Comitato è relativo «dubbi e omissioni che ci sarebbero state a loro dire nell’istruttoria della valutazione di impatto ambientale». Un’iniziativa per chiedere alla magistratura di dare chiarezza ai dubbi degli ambientalisti.

Toscana Notizie (regione) del 30 gennaio 2015
Amiata, monitoraggio salute attivo da anni. E ora anche un nuovo studio
Scritto da Chiara Bini
FIRENZE – La Regione, d’accordo con i Comuni e le Asl, da anni sta monitorando la salute delle aree geotermiche ed ha ora incaricato Ars di procedere ad ulteriori approfondimenti. Con l’esposto alla Procura i Comitati rischiano di generare ingiustificato allarmismo nei cittadini e uno stato generale di confusione.
Questa la posizione della Regione Toscana dopo l’ultima azione del Comitato Sos Geotermia che ha presentato un esposto in Procura riguardo la mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche.
Le indagini precedenti al nuovo studio, avevano evidenziato infatti eccessi di malattie nell’Amiata non riconducibili alla geotermia e che facevano pensare piuttosto ad un mix di altri fattori di rischio. Da qui la decisione di procedere a ulteriori approfondimenti.
“La decisione di mettere in campo uno studio così complesso a difesa della salute della popolazione – dice Francesco Cipriani direttore dell’Ars –  va proprio nella direzione da tempo sollecitata dalle istituzioni. L’esposto è perciò francamente poco comprensibile”.

La Nazione del 30 gennaio 2015
Geotermia, esposto in Procura
Il Comitato ambientalista chiede verifiche su prevenzione e documenti

NON VOGLIONO più aspettare. E hanno deciso di rivolgersi alla magistratura. «Sos Geotermia» ha infatti presentato un esposto, a firma di Roberto Barocci come Forum Ambientalista, ma a nome dei comitati e dei cittadini «in merito alla mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche». Si tratterebbe di «omissioni – si legge – e manipolazione dei pareri in sede istruttoria della Valutazione di Impatto Ambientale per la centrale di Bagnore 4, nella convinzione che sia possibile, in mancanza di decisioni politiche di fronte a fatti così evidenti, un intervento della magistratura che tuteli il diritto alla salute e alla salvaguardia del territorio». Secondo gli ambientalisti, «mentre si concretizzano quegli eccessi di rischio sanitario accertati nello studio dell’Ars Ars – prosegue l’atto atto depositato in Procura – , non si prendono le possibili misure di prevenzione e, invece, si è autorizzato il raddoppio della potenza geotermica in Amiata, con le nuove centrali a Bagnore 4 e il riassetto di quelle di Piancastagnaio, compiendo gravi omissioni e manipolazioni dei pareri espressi nelle procedure autorizzatorie». Un esposto che arriva dopo quello presentato l’ 8 febbraio del 2011 cui «si aggiungono nuovi e più recenti documenti, tutti di fonte autorevole, che – secondo gli ambientalisti – confermano la necessità di indagini della Magistratura volte ad individuare le eventuali responsabilità di quanti non hanno eliminato o ridotto le cause della grave situazione sanitaria, già registrata in Amiata nel 2010 e riconfermatanel 2012, situazione sanitaria che, con i nuovi impianti in fase di realizzazione, potrebbe divenire ancora più tragica». Da Sos Geotermia chiedono dunque «che si verifichi se, nell’eventualità eventualità di un’indebita indebita violazione delle norme in sede di Via, siano stati commessi reati da parte di coloro che hanno o che potrebbero aver contribuito ai danni» e anche che «si verifichi se tali violazioni abbiano dato vantaggi patrimoniali collegati all’abuso d’ufficio».

Il Tirreno del 30 gennaio 2015
Osservatorio sulla salute. C’è l’esposto alla Procura

SANTA FIORA. L’osservatorio sulla salute dell’Amiata, una foglia di fico? Per lo meno così lo definiscono i comitati antigeotermici che hanno presentato un esposto in Procura. Ma Ars commenta: «Facciano pure, ma ci saremmo aspettati che ci dicessero bravi. Il mondo va alla rovescia». Insomma i comitati antigeotermici insistono e lanciano un “j’accuse” a tutta l’organizzazione che da sei anni sta lavorando per cercare quali siano le cause di mortalità in eccesso in Amiata, che al contrario delle zone geotermiche Toscana Nord mostra uno stato di salute non in linea coi dati regionali, soprattutto per i maschi.
L’osservatorio coordinato da Ars Toscana, in collaborazione con enti e istituti toscani, Arpat, Cnr, Asl, medici di base e pediatri delle zone interessate e che avrà una sede materiale e stabile nel comune di Santa Fiora, secondo i Comitati «è sbagliato nel merito e nel metodo. Nel merito, perchè la posizione di chi sostiene che la geotermia amiatina è innocua per la salute non regge più». A che serve dunque l’osservatorio?: «A questo punto – incalzano i comitati – un osservatorio che si prende altri 3 anni per dare un responso, alla modica somma di 840.000 euro, senza nemmeno imporre una moratoria immediata delle emissioni, è solo un ulteriore rimandare nel tempo. Nel metodo, contestiamo decisamente che non si sia cercato il contraddittorio, chiedendo l’apporto anche di quegli esperti che negli anni hanno studiato i dati sanitari, a partire dal professor Valerio Gennaro dell’Istituto Tumori di Genova ai toscani di Medicina Democratica. A pensar male, viene il sospetto che non si voglia scoprire davvero una amarissima realtà che costringa gli amministratori a prendere finalmente drastiche decisioni».
Dunque martedì 27 gennaio a firma di Roberto Barocci come Forum Ambientalista, ma a nome dei comitati e dei cittadini, è stato presentato in Procura a Grosseto un primo esposto sulla mancanza di attività di prevenzione a difesa della salute dei cittadini residenti in aree prossime alle attività geotermiche. Omissioni e manipolazione dei pareri in sede istruttoria della Valutazione di impatto ambientale per la centrale di Bagnore 4.
Di fronte alla notizia, la risposta politica arriva dal sindaco Federico Balocchi che parla di «campagna denigratoria, smentita dai dati e danno per un territorio che non lo merita».
«Un ottimo risultato l’osservatorio – afferma Balocchi – che dà garanzie alla salute dei cittadini, non solo in relazione alla geotermia». E Francesco Cipriani, responsabile Ars Toscana così commenta la notizia: «Ognuno è libero di muoversi come crede. Noi stiamo proseguendo un percorso avviato scientificamente che ci ha permesso, grazie a una serie di indizi, a cercare le ragioni di eccesso di mortalità, soprattutto nei maschi, in problemi non riconducibili alla geotermia, ma ad un mix di fattori. Siccome la nostra ricerca ci ha portato a queste conclusioni, nel primo step, perché avremmo dovuto far chiudere le centrali?. Piuttosto abbiamo fatto aprire ad Asl gli ambulatori. Adesso l’osservatorio, finanziato con 840.000 euro per tre anni (i soldi occorrono-chiosa Cipriani – checchè ne dicano i comitati), fa seguito alle precedenti indagini condotte in collaborazione col Cnr di Pisa. La nuova indagine epidemiologica permetterà di approfondire vari fattori di rischio, legati a storie di vita personali e condizioni familiari, mettendo in campo un biomonitoraggio mirato. Tutto quello che i comitati avevano richiesto. Ci dovrebbero dire bravi».(f.b.)

Corriere di Maremma/Siena del 30 gennaio 2015
Osservatorio della salute I comitati presentano un esposto in Procura
…segue ns. comunicato

AbbadiaNews del 30 gennaio 2015:
Geotermia, i comitati presentano un esposto in Procura
…segue ns. comunicato

GoNews del 29 gennaio 2015
Sos Geotermia, i comitati presentano esposto in Procura per “mancata attività di prevenzione”
…segue ns. comunicato

Il Giunco.net del 25 gennaio 2015
Geotermia, esposto dei comitati «La salute dei cittadini non è difesa» e attaccano l’osservatorio
…segue ns. comunicato

Contropiano.org del 29 gennaio 2015
Geotermia: Amiata, la foglia di fico dell’Osservatorio sulla salute
…segue ns. comunicato

Alètheia online del 29 gennaio 2015
Geotermia. Amiata, la foglia di fico dell’Osservatorio sulla salute, i comitati presentano esposto in Procura
…segue ns. comunicato

Grosseto Notizie del 29 gennaio 2015
Geotermia, esposto dei comitati in Procura: “Sia tutelata la salute dei cittadini”
…segue ns. comunicato

Grosseto Oggi del 29 gennaio 2015
Sos Geotermia: “Amiata, la foglia di fico dell’Osservatorio sulla salute, i comitati presentano esposto in Procura”
Il comunicato dell’associazione ambientalista
…segue ns. comunicato

Il Cittadino online del 29 gennaio 2015
Amiata: la foglia di fico dell’osservatorio sulla salute
…segue ns. comunicato

Maremmanews del 29 gennaio 2015
Geotermia: “La foglia di fico dell’Osservatorio sulla salute”
…segue ns. comunicato

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LA TOSCANA, PATRIA DELLA GEOTERMIA, OPTA PER LA “MORATORIA” SUGLI IMPIANTI…

rossi indietro tutta…“al fine di non compromettere in modo irreversibile il territorio ed evitare rischi alla sostenibilità ambientale e socio-economica” (così recita la proposta di legge approvata dalla giunta Regione Toscana il 12 gennaio 2015)

Il Governatore Rossi, che all’indomani della presentazione della Risoluzione Braga sulla geotermia (a cui sono seguiti con analoga impostazione le Risoluzioni Pellegrino e Segoni e di segno opposto la Risoluzione Abrignani) dichiarava ai giornali (Il Tirreno 22.11.2014) di essere contrario alla moratoria perché “non si devono porre limiti alla ricerca e al potenziale sviluppo di energia da fonti rinnovabili”, oggi cambia idea sotto l’incalzare di contestazioni sempre più ampie, anche di sindaci, dell’insostenibile piano speculativo Berlusconi-Scajola. Dichiara addirittura (www.toscana.notizie.it del 14.1.2015) che l’eccessiva richiesta di trivellazioni geotermiche in Toscana determina il “conseguente legittimo esplodere di proteste in tutta la Toscana, a causa dell’addensamento delle ricerche”.

E così il 12 gennaio 2015 la Giunta Regionale Toscana approva una proposta di legge (qui il verbale e qui il testo della proposta) che blocca per almeno 6 mesi – dalla sua approvazione in Consiglio Regionale – tutti i “procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe, degli atti di assenso per la realizzazione dei pozzi esplorativi e degli atti ad essi preordinati – con lo scopo di stabilire il numero massimo dei pozzi da assentire e i criteri e parametri per la loro corretta distribuzione nel territorio.

Si è arrivati a questa situazione per effetto del piano Berlusconi-Scajola che, liberalizzando il settore e incentivando in maniera abnorme la produzione di energia da fonti geotermiche, ha determinato un eccessivo aumento dei progetti di ricerca e dei conseguenti pozzi esplorativi.

I maligni sostengono (e noi con loro) che nella scelta del Governatore Rossi non siano estranee logiche “elettorali” viste le imminenti elezioni amministrative; il che non fa che confermare vieppiù che la politica geotermica toscana non è più appetibile presso gli elettori che dovrebbero votarlo. Il tentare di togliere di mezzo dalla tornata elettorale amministrativa la geotermia è una candida ammissione della sua virulenza politica.

E così anche la Toscana (da tempo responsabile della grave situazione ambientale e sanitaria in Amiata) oggi riconosce di essere vittima della liberalizzazione introdotta dal piano geotermico Berlusconi-Scajola e della sua insostenibilità, allineandosi alle risoluzioni Braga-Pellegrino-Segoni e a quanto la Rete Nazionale No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante va da tempo richiedendo per una moratoria nazionale e la riscrittura di un nuovo piano geotermico.
Il possibile contrasto infatti tra la nuova legislazione toscana che verrà e i due  D.Lgs. 22/2010 e 28/2011 può essere solo risolta dal Parlamento nella riscrittura di una nuova legislazione geotermica unita ad un sistema importante per risolvere “l’addensamento delle ricerche”, che è rappresentato dall’abbattimento degli incentivi sia per gli impianti ad autorizzazione regionale che per quelli “pilota”, alla cui autorizzazione concorrono il MISE, il MATTM e la Regione ospitante.

Rete Nazionale NOGESI – No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante

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Corriere di Siena del 28 gennaio 2015
Dibattito. La rete NoGesi Gesi commenta la decisione della giunta regionale
“Geotermia, bene lo stop di 6 mesi”

AMIATA Il Governatore Rossi, che all’indomani indomani della presentazione della risoluzione Braga sulla geotermia dichiarava ai giornali di essere contrario alla moratoria – scrive Vittorio Fagioli, portavoce della Rete nazionale NoGesi Gesi (No Geotermia elettrica, speculativa e inquinante) – perché “non si devono porre limiti alla ricerca e al potenziale sviluppo di energia da fonti rinnovabili”, oggi cambia idea sotto l’incalzare incalzare di contestazioni sempre più ampie, anche di sindaci, dell’insostenibile insostenibile piano speculativo Berlusconi- Scajola. Dichiara addirittura che l’eccessiva eccessiva richiesta di trivellazioni geotermiche in Toscana determina il “conseguente legittimo esplodere di proteste, a causa dell’addensamento addensamento delle ricerche”. E così il 12 gennaio 2015 la giunta regionale toscana approva una proposta di legge che blocca per almeno 6 mesi tutti i “procedimenti per il rilascio dei permessi di ricerca e delle relative proroghe”. E così anche la Toscana (da tempo responsabile della grave situazione ambientale e sanitaria in Amiata) oggi riconosce di essere vittima della liberalizzazione introdotta dal piano geotermico Berlusconi- Scajola e della sua insostenibilità, allineandosi a quanto la Rete Nazionale No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante va da tempo richiedendo per una moratoria nazionale e la riscrittura di un nuovo piano geotermico.

Il Cittadino online del 27 gennaio 2015
Nogesi: “La Regione ammette l’eccesso di progetti geotermici”
…segue ns. comunicato.

GoNews del 26 gennaio 2015
Rete No Geotermia Elettrica: “Anche la Toscana opta per la ‘moratoria’ sugli impianti”
…segue ns. comunicato.

Alétheia del 26 gennaio 2015
Anche la Toscana opta per la moratoria sugli impianti geotermici
…segue ns. comunicato.

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Geotermia, segnali positivi dai Palazzi, che torni primavera!

fiorigasLa Rete Nazionale NOGESI (No Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante) in audizione al Parlamento il 19 gennaio, mentre il Consiglio di Stato dà ragione ai comitati sull’inceneritore di Scarlino per gli stessi motivi del ricorso su Bagnore 4. Intanto Rossi (Toscana) e Zaia (Veneto) fermano le trivelle per sei mesi.

 

Lunedì 19 us la voce dell’Amiata e degli altri comitati della Rete NOGESI è tornata di nuovo a farsi sentire in Parlamento, all’audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati – Risoluzioni sulla Geotermia.
Dopo 5 marzo 2014, giornata di mobilitazione nazionale a Roma, presso la Camera dei Deputati, abbiamo assistito ad una crescita di interesse continua dei parlamentari sulla questione geotermia, con la presentazione, a dicembre, di ben 3 risoluzioni (M5S, SEL e PD) che intervengono per cercare di regolamentare la materia.

Lunedì scorso quindi Monica Tommasi, Fausto Carotenuto, Roberto Barocci ed il sindaco di Casole Piero Pii a nome della Rete NOGESI, di cui Sos Geotermia fa parte, sono stati ascoltati dai parlamentari delle Commissioni riunite e presiedute da Ermete Realacci del Pd: è stato presentato un documento che riassume le questioni sostanziali di critica verso l’attuale geotermia e con le proposte della Rete  e tali temi sono stati esposti ai convenuti, rispondendo anche a specifiche richieste dei parlamentari Segoni (M5S) e Zaccagnini (SEL), che con la Braga (PD), anch’essa presente, sono i presentatori delle tre risoluzioni del dicembre scorso.

Siamo certi e convinti che le ragioni della tutela dei territori dall’assalto della geotermia speculativa, vecchia e nuova, troveranno accoglimento da parte delle Commissioni e si arrivi finalmente ad una regolamentazione che impedisca l’ulteriore saccheggio e il proliferare incontrollato delle trivelle.

Tale preoccupazione pare trovare riscontro anche nella decisione di due regioni, la Toscana e il Veneto, di procedere ad una moratoria alle trivelle per sei mesi al fine di regolamentare, anche a livello regionale, la materia; anche se le imminenti elezioni possono aver influito nelle decisioni, resta il fatto che queste amministrazioni hanno almeno capito che i cittadini non sono più disposti ad accettare in silenzio la distruzione, il saccheggio e la rapina dei territori e delle economie tradizionali locali legate a turismo e produzioni agroalimentari d’eccellenza.

Ma le buone notizie di questo inizio 2015 non finiscono qui, per la seconda volta una sentenza del Consiglio di Stato si pronuncia contro le autorizzazioni illegittime della Provincia di Grosseto per l’inceneritore di Scarlino; oltre la soddisfazione per la vittoria dei comitati che quella battaglia stanno conducendo, la questione interessa direttamente anche l’Amiata e Bagnore 4, su cui c’è pendente il ricorso proprio in Consiglio di Stato.
Ebbene, la motivazione vincente su Scarlino è che la VIA non ha tenuto conto delle emissioni cumulative del territorio in cui si vuole realizzare l’opera e non solo quindi quelle dell’impianto in oggetto; identica motivazione, tra le altre, è presente nel ricorso contro la VIA per Bagnore 4, VIA rilasciata appunto senza prendere in considerazioni tutti gli inquinanti e le emissioni presenti già sul territorio.
Confidiamo quindi che il Consiglio di Stato non potrà che esprimersi sulla VIA per Bagnore 4 con la stessa valutazione usata per la VIA di Scarlino.

 

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La Nazione del 22 gennaio 2014
AUDIZIONE IN COMMISSIONE COMITATI RICEVUTI DALL’ORGANISMO ORGANISMO PRESIEDUTO DA ERMETE REALACCI
Il dossier contro le centrali è arrivato alla Camera dei deputati

LA VOCE dell’Amiata e degli altri comitati della Rete Nogesi è tornata di nuovo a farsi sentire in Parlamento, all’audizione alle Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati in merito alle «Risoluzioni sulla Geotermia». Monica Tommasi, Fausto Carotenuto, Roberto Barocci ed il sindaco di Casole, Piero Pii a nome della Rete Nogesi, di cui Sos Geotermia fa parte, sono stati ascoltati dai parlamentari delle Commissioni riunite e presiedute da Ermete Realacci del Pd: è stato presentato un documento che riassume le questioni sostanziali di critica verso l’attuale geotermia e con le proposte della Rete e tali temi sono stati esposti ai convenuti, rispondendo anche a specifiche richieste dei parlamentari Segoni (M5S) e Zaccagnini (Sel), che con la Braga (Pd), anch’essa presente, sono i presentatori delle tre risoluzioni del dicembre scorso. «Siamo certi dice Roberto Barocci – e convinti che le ragioni della tutela dei territori dall’assalto della geotermia speculativa, vecchia e nuova, troveranno accoglimento da parte delle Commissioni e si arrivi finalmente ad una regolamentazione che impedisca l’ulteriore saccheggio e il proliferare incontrollato delle trivelle. Abbiamo prodotto uno studio del professor Basosi ha detto Barocci che spiega che cosa è la geotermia. Ovvero seri rischi di sismicità indotta, di inquinamento dei bacini idropotabili, in particolare da arsenico, rendimenti molto bassi, forti impatti sul territorio, sul paesaggio e sulle economia locali, l’impiego di pochissimo personale, società improvvisate. Ma anche eccessiva facilità nelle procedure di autorizzazione, attivazione di lobby politiche e crescente preoccupazione da parte delle popolazioni. Alle nostre parole, i deputati, hanno strabuzzato gli occhi dicendoci che nessuno gli aveva mai detto questo».

Il Tirreno del 22 gennaio 2015
L’INTERVENTO

UNA SENTENZA VALIDA ANCHE PER BAGNORE 4
di ROBERTO BAROCCI*
*per la rete di comitati Sos Geotermia
segue ns. comunicato.

Corriere di Maremma/Siena del 22 gennaio 2015
Amiata. Incontro con gli onorevoli contrari alla geotermia
La Rete NoGesi in Parlamento
segue ns. comunicato.

Alètheia online del 21 gennaio 2015
Geotermia, segnali positivi dai Palazzi. Forse una schiarita all’orizzonte
segue ns. comunicato.

GoNews del 21 gennaio 2014
Geotermia, segnali positivi dai ‘palazzi’ dai Movimenti per l’Amiata
segue ns. comunicato.

Il Cittadino online del 20 gennaio 2015
Geotermia, segnali positivi dai Palazzi
segue ns. comunicato.

Abbadia News del 20 gennaio 2015
Geotermia: la Rete Nazionale “NOGESI” in audizione al Parlamento
segue ns. comunicato.

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La Rete NOGESI porta la voce dell’Amiata in Parlamento

20140305_rm convegno geotermia camera_38Si è tenuta oggi, 19 gennaio 2015, l’audizione della Rete Nazionale NOGESI (NO alla Geotermia Elettrica, Speculativa e Inquinante) presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati che stanno lavorando ad una risoluzione sulla geotermia.
La delegazione, formata da Barocci, Carotenuto, Tommasi e il sindaco di Casole Pii, oltre ad esporre le ragioni dei diversi territori contro la geotermia che attualmente si fa e che si vorrebbe fare, ha consegnato ai parlamentari presenti un documento che riportiamo e che puoi scaricare qui.

Audizione presso le Commissioni riunite Ambiente e Attività produttive della Camera dei Deputati – Risoluzioni sulla Geotermia -

Documenti, informazioni e proposte alle Commissioni per una Geotermia socialmente utile

Il 5 marzo 2014 la scrivente Rete ha tenuto a Roma una giornata di mobilitazione nazionale presso la Camera dei Deputati, con lo scopo di aprire un dialogo con il Governo ed il Parlamento sul tema della geotermia elettrica.
Dalle numerose relazioni presentate al convegno da parte di parlamentari, amministratori, comitati ed illustri esponenti del mondo scientifico (1), sono emersi alcuni punti importanti e precise richieste al Governo. Infatti, il piano governativo di espansione e sviluppo della geotermia, varato nel 2010 dal governo Berlusconi IV, presenta una serie di problematiche, anche gravi, che non sono state sufficientemente considerate dalle istituzioni governative. Autorevoli scienziati a livello nazionale ed internazionale pongono il concreto problema dei danni per la salute, del depauperamento delle risorse idriche, della sismicità indotta ed innescata, della subsidenza ed, in genere, dell’inquinamento ambientale connessi con lo sfruttamento geotermico per la produzione di energia elettrica.
Le zone nelle quali la geotermia tradizionale, con emissioni dirette ed indirette in atmosfera, è già sviluppata hanno rivelato danni ambientali ed alla salute delle popolazioni (eppure per moltissimi anni è stato fatto credere colpevolmente che la “geotermia” era pulita e rinnovabile!). Le nuove forme di geotermia “a ciclo chiuso”, senza dichiarate emissioni in atmosfera, comportano tutta una serie di rischi, che in tutto il mondo – anche a seguito di incidenti verificatisi – hanno enormemente preoccupato le popolazioni e gli addetti ai lavori. Ciò ha dato luogo ad intensi programmi di ricerche sugli effetti delle tecniche di sfruttamento geotermico ed ha indotto le autorità locali (vedi anche in Italia le recenti scelte delle Giunte della Regione Toscana e Veneta) a preveder apposite normative tendenti a regolamentare il settore. Appare ormai chiaro a livello mondiale che lo sfruttamento geotermico per la produzione di energia elettrica ha degli impatti ambientali, che devono essere adeguatamente conosciuti, previsti e regolamentati. Esistono dei territori dove lo sfruttamento geotermico è sconsigliabile ed altri nei quali, con una serie di indispensabili accorgimenti a salvaguardia delle popolazioni e dell’ambiente, è invece possibile. In Italia, gli studi scientifici sul settore sono carenti, così come ancora del tutto carente è la normativa del caso.
Il principale problema da affrontare e superare è quello del dogma culturale della eco-compatibilità della geotermia, secondo il quale la geotermia è sempre di per sé pulita e rinnovabile. Un dogma alimentato dal circuito degli imprenditori geotermici attratti dagli enormi incentivi statali, e fideisticamente accettato dall’opinione pubblica e in molti ambienti della pubblica amministrazione senza discussioni o veri approfondimenti.
La realtà della ricerca scientifica mondiale e delle esperienze sul campo mostra invece con tutta evidenza che questo dogma è inaccettabile, e che non può guidare l’azione del Governo, in quanto la geotermia in generale- e particolarmente in Italia – non è né pulita, né rinnovabile. Lo sfruttamento geotermico può diventare accettabile unicamente a determinate condizioni, che dipendono dalle specificità dei territori e dalle tecnologie impiegate.
Alcune tecnologie cosiddette “flash”, sono così inquinanti da aver trasformato la montagna amiatina in uno dei siti inquinati del nostro Paese. Come recentissimamente sostenuto dai proff. Basosi e Bravi (2) :” In alcuni casi l’impatto della produzione di elettricità da geotermia è perfino maggiore di quello della produzione di elettricità da combustibili fossili “….inoltre :” la produzione di elettricità dalle centrali geotermiche dell’area del Monte Amiata non può essere considerata “carbon free” … le emissioni di gas serra sono in alcuni casi generalmente più alte di quelle prodotte da centrali a gas naturale ed in alcuni casi non molto lontane dai valori di centrali a carbone”.
Lo studio epidemiologico “Progetto di Ricerca Epidemiologica sulle popolazioni residenti nell’intero bacino geotermico toscano-Progetto Geotermia, realizzato nel 2010 da ARS e CNR di Pisa, ha stabilito come statisticamente significative le relazioni tra l’aumento notevole di mortalità, con il + 13% statisticamente significativo negli uomini in Amiata (3) e le concentrazioni crescenti, misurate nelle matrici ambientali , di arsenico, mercurio, acido solfidrico ecc. (4); essendo ritenuta ancora come vera l’esistenza di emissioni significative in atmosfera di arsenico, mercurio, acido solfidrico ecc. dalle centrali geotermiche dell’Amiata (2), per normale logica si deduce che le emissioni delle centrali geotermiche concorrono nel determinare l’incremento delle malattie e mortalità registrate in Amiata.
Gli studi comparativi sugli stili di vita realizzati dalla stessa ARS Toscana (5) hanno decisamente escluso che gli stili di vita possano essere la spiegazione di tali allarmanti dati sanitari. Queste le conclusioni dello studio Voller del 2012:“Il confronto tra la popolazione residente nei comuni delle due aree geotermiche e quella dell’area non geotermica compresa entro 50 chilometri dall’area geotermica, non rivela differenze rilevanti rispetto alle caratteristiche socio demografiche e agli stili di vita (fumo, alcol, dieta, attività fisica)”.
Inesistente, secondo il suddetto studio, è l’incidenza oggi delle patologie tipiche delle attività minerarie, anche perché le ultime miniere furono chiuse negli anni ’70 e ridicole, se non criminali, appaiono infine le dichiarazioni di quanti sostengono che le emissioni dei gas in uscita dalle centrali geotermiche dell’Amiata sarebbero naturali. Infatti, si omette di precisare che queste emissioni potrebbero naturalmente verificarsi in un periodo di tempo misurabile in milioni di anni e non in pochi mesi, come in realtà oggi avvengono grazie ai pozzi di estrazione che scendono a 4-5 mila metri di profondità.
Mentre le nuove tecnologie a “ciclo binario” a media entalpia (soprattutto quelli definiti “impianti pilota”) in itinere di approvazione in molte regioni del Paese (e segnatamente in Umbria, Lazio, Toscana) pur evitando l’emissione di veleni nell’aria, presentano numerose criticità, tra cui:
seri rischi di sismicità indotta nelle zone ad alta sismicità naturale; seri rischi di inquinamento dei bacini idropotabili, in particolare da arsenico, in territori che già sono al limite, se non al disopra, dei valori ammessi; possibili fenomeni di subsidenza dei terreni;
rendimenti molto bassi, a fronte di enormi incentivi governativi;
forti impatti negativi sul territorio, sulle economie locali e sul paesaggio di zone di alto pregio con vocazione turistica e agricola;
l’impiego di pochissimo personale mettendo a rischio altre attività produttive che impiegano invece molti più addetti;
libero afflusso nel settore di società improvvisate, soprattutto interessate a lucrare sugli incentivi e prive di seri requisiti per occuparsi di impianti con notevoli tassi di rischio;
eccessiva facilità nelle procedure di autorizzazione di ricerca e di impianti geotermici, stanti le attuali insufficienti normative;
forte attivazione delle attività di lobbying politico per garantire permessi di ricerca e sfruttamento anche dove ciò presenta dei seri rischi;
crescente preoccupazione delle popolazioni, che non si sentono affatto tranquillizzate da un quadro di questo tipo; nel quale – in assenza di salvaguardie – si sta sviluppando una sorta di corsa all’oro degli incentivi. Senza adeguate informazioni, condivisioni e predisposizioni cautelari.
La valutazione di questa serie di problemi non può essere lasciata ai centri di ricerca ed ai tecnici che lavorano per le società che fanno impianti geotermici. Troppo forti sono le attese e gli appetiti generati da incentivi governativi altissimi. Occorre che lo Stato riprenda in modo sostanziale e non solo formale la propria funzione di salvaguardia di tutti gli interessi in gioco, primo fra tutti quello delle popolazioni coinvolte.
Non si può portare avanti un piano di espansione della geotermia che appare procedere in modo frettoloso, improvvisato e per giunta a dispetto delle popolazioni locali. Laddove la geotermia è praticabile e sostenibile, occorre fornire ai cittadini proposte valide, mostrare con sincerità ed onestà i problemi e convincerle nei vantaggi di queste tecnologie. Per averne il consenso. Non ci si può basare solo sul consenso di strutture politiche spesso troppo sensibili al lavoro lobbistico delle imprese.
Molte le pressioni per procedere con urgenza alla realizzazione di questo piano, ma è di tutta evidenza che non c’è alcuna fretta, per vari motivi tra i quali:
il Paese ha già raggiunto elevati livelli di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili;
la forte e prolungata crisi economica sta riducendo drasticamente i consumi elettrici, tanto che l’ENEL–per la prima volta nella sua storia- sta programmando la chiusura di impianti di produzione di energia elettrica;
il divario tra la potenza elettrica installata in Italia ed i consumi è altissimo, tanto da permettere una valutazione oggi più attenta delle scelte energetiche, non sempre in passato -secondo noi- sviluppate nell’interesse del Paese e pure pesantemente pagate dai cittadini e dalle imprese sulle bollette elettriche.
Questi incentivi e questa fretta appaiono-particolarmente nella situazione attuale- del tutto inappropriati e forzosi. A meno che essi non servano esclusivamente a favorire circuiti industriali dotati di forti connessioni politiche, come dimostrano i continui e pesanti interventi di modifica legislativa favorevoli agli imprenditori geotermici. Interventi spesso in palese contrasto con i regolamenti parlamentari, con la Costituzione e con le normative europee.

Il modo di procedere attuale porta invece allo scontro con le opinioni pubbliche locali, ad impianti affidati frettolosamente a società inesperte, ad un elevato rischio di incidenti e ad una conclusione che sarà: “o una geotermia fatta male o nessuna geotermia”. Questo i cittadini e le istituzioni del nostro Paese non lo possono accettare.

Inoltre come a voi noto, lo scorso 10 aprile 2014 è apparso sulla prestigiosa rivista Science un articolo dal titolo “Human Activity May Have Triggered Fatal Italian Earthquake… “ riferito a quanto contenuto nel rapporto redatto dalla Commissione ICHESE (6) fino ad allora ignoto al grande pubblico, secondo cui non è dato escludere l’ipotesi di una correlazione tra le operazioni di trivellazione in corso ed il sisma che ha colpito l’Emilia nell’estate del 2012. Tralasciamo qui le considerazioni sulla omessa pubblicazione del Rapporto se non dopo le notizie di stampa e sul fatto che il giornalista di Science abbia ricevuto “pressioni per non pubblicare il rapporto”, oltre a tentativi tendenti a screditare l’operato degli scienziati.
Quello che ci interessa è che la Commissione ha evidenziato alcuni dati importanti – in particolare in merito ai “terremoti innescati” – che non possono essere taciuti:
1.Sostiene infatti la Commissione come: “una piccola perturbazione generata dall’attività umana è sufficiente a spostare il sistema da uno stato quasi-critico ad uno stato instabile”. Ed inoltre che “la condizione necessaria perché questo meccanismo si attivi è la presenza di una faglia già carica per uno sforzo tettonico, vicina ad un sito dove avvengono azioni antropiche che alterano lo stato di sforzo, dove vicina può voler dire anche decine di chilometri di distanza a seconda della durata e della natura dell’azione perturbante”;
2.Inoltre che: “poiché in questo caso le operazioni tecnologiche attivano solamente il processo di rilascio dello sforzo tettonico, la magnitudo dei terremoti innescati può essere grande, dello stesso ordine di quella dei terremoti tettonici, e dipenderà dall’entità della deformazione elastica accumulata sulla faglia a causa del carico tettonico”;
3.Aggiunge inoltre che: “l’esame di tutta la letteratura esistente mostra che la discriminazione tra la sismicità indotta o innescata e quella naturale è un problema difficile, e attualmente non sono disponibili soluzioni affidabili da poter essere utilizzate in pratica”; proseguendo conclude: “quindi non può essere escluso che le azioni combinate di estrazione ed iniezione di fluidi in una regione tettonicamente attiva possano aver contribuito, aggiungendo un piccolissimo carico, alla attivazione di un sistema di faglie che aveva già accumulato un sensibile carico tettonico e che stava per raggiungere le condizioni necessarie a produrre un terremoto”.
Il Rapporto termina con una prima indicazione di possibili azioni preventive che meglio saranno definite da numerosi “Indirizzi e Linee guida” la cui stesura è stata affidata al gruppo di lavoro costituito in data 27.02.2014, in ambito MISE, con Decreto del Direttore Generale della DGRME ing. Franco Terlizzese, attività ancora in corso.
Ci sembra rilevante inoltre che la Commissione ICHESE rilevi due nuove necessità che non hanno finora fatto parte della storia delle trivellazioni nel nostro Paese:
1.come sia necessario che “i dati in possesso delle compagnie siano da esse messi a disposizione degli enti responsabili per il controllo”;
2. e che “l’implementazione di un Programma di Interazione e Comunicazione con la popolazione e gli amministratori locali ha una importanza critica perché venga acquisita fiducia nella gestione ottimale delle operazioni”.
Ci confortano quindi la conclusioni “problematiche” della Commissione ICHESE, primo tentativo-se esse si tradurranno in efficaci procedure, aventi valore di legge – di realizzare il più volte richiesto “punto di vista “dello Stato in una materia dove troppo spesso si è lasciato fare alle compagnie, più interessate ai propri bilanci che alla incolumità delle popolazioni e delle economie residenti, oltre che dell’ambiente.

In conclusione si ritiene necessario operare secondo le seguenti direttrici:
1. una pianificazione delle aree di sfruttamento geotermico che definisca le zone dove questo sfruttamento non può avvenire, ispirandosi ad un sostanziale e rigoroso principio di precauzione;
2. un intervento ormai non più procrastinabile di riduzione/annullamento degli eccessivi incentivi alla geotermia elettrica, tenendo conto che essa è stata irragionevolmente considerata una energia rinnovabile o non esauribile (e non lo è scientificamente, poiché i pozzi di prelievo hanno una specifica durata dopo di che si esauriscono) e spesso non proprio “pulita” come sicuramente nel caso dello sfruttamento ENEL in Amiata (no carbon free);
3. più stringenti normative per la definizione dei soggetti dotati delle necessarie risorse e competenze per operare nel campo geotermico; trivellazioni profonde in zone spesso instabili e poco conosciute, richiedono altissime competenze, notevoli esperienze e grandi e comprovate capacità di intervento finanziario e tecnico in caso di incidenti; non possono essere società con capitali sociali limitati a lanciarsi in avventure geotermiche, come sta ora avvenendo;
4. una normativa più definita che garantisca in modo pienamente soddisfacente la minimizzazione del rischio di incidenti e l’identificazione della parte responsabile che deve essere sempre identificabile e essere in grado di pagare tutte le spese necessarie a riparare i danni che ha causato. La parte responsabile deve sempre essere chiaramente identificabile prima dell’avvio delle operazioni di sfruttamento geotermico;
5. introduzione di procedure di maggiore coinvolgimento delle popolazioni in tutte le fasi autorizzative, ivi incluse le fasi preliminari, nel pieno rispetto della Convenzione di Aarhus, recepita con l’art.6 della Direttiva 2011/92/UE dalla Unione Europea (e ratificata in Italia con legge n. 108 del 16.03.2001) che prevede che il pubblico debba essere informato “in una fase precoce delle procedure decisionali in materiale ambientale” e ben prima che sul progetto si pronunci l’amministrazione pubblica.

Per tutto quanto sopra esposto si motiva con forza il rinnovo della richiesta di un provvedimento di moratoria sospensivo di tutte le procedure in atto relative a permessi di sfruttamento geotermico “flash” (in Toscana a cominciare dalle aree dell’Amiata), di impianti binari “pilota” e di ricerca geotermica, nonché un intervento di riduzione/annullamento degli incentivi relativi alla geotermia elettrica. In attesa di disporre di un quadro normativo maggiormente idoneo alla salvaguardia delle popolazioni e dell’ambiente, che consenta di:
6. ripensare l’economicità del piano di sviluppo geotermico;
7. valutare in modo più approfondito e sistematico le criticità e gli impatti delle varie tecnologie ed adeguare la normativa in modo conseguente;
8. mappare il territorio nazionale decidendo le zone di esclusione, dove gli impianti geotermici presentano rischi eccessivi o comunque problematiche legate alla distruzione delle già esistenti economie (Alfina umbro -laziale e Val d’Orcia toscana per fare due esempi, che stanno sollevando allarme nella pubblica opinione).

Pertanto nel consegnare alle Commissioni parlamentari i documenti autorevoli citati e le relazioni tecniche degli scienziati, che hanno partecipato al nostro convegno del marzo scorso, affinché ciascuno possa essere consapevole delle proprie decisioni e delle responsabilità politiche che ne derivano, auspichiamo che si giunga ad una sintesi unitaria dei contenuti delle Risoluzioni n.7-00486 Braga, n.7-00529 Pellegrino e n.7-00530 Segoni, sintesi finalizzata alla riscrittura di un nuovo Piano geotermico nazionale che possa concedere un’opportunità per il paese, anziché la sopravvivenza del Piano speculativo e inquinante di Berlusconi – Scajola.

Buon lavoro.

Rete Nazionale NO Geotermia Elettrica Speculativa e Inquinante.

Note e documenti allegati:
1- Le Relazioni del Convegno si possono vedere e ascoltare dal sito:

http://sosgeotermia.noblogs.org/2014/03/06/roma-5-marzo-2014-la-mobilitazione-contro-la-geotermia-elettrica/

2- M. Bravi et R. Basosi “Environmental impact of electricity from selected geothermal power plants in Italy”, in Journal of Cleaner Production, Volume 66, 1 March 2014, Pages 301-308) Si scarica da: http://www.sciencedirect.com/science?_ob=ShoppingCartURL&_method=add&_eid=1-s2.0-S0959652613007798&_ts=1419498545&md5=16aa0d440f16509f44027cc0c7a0abd3
3- L’eccesso di mortalità registrato nell’area amiatina, per i maschi e per tutte le cause di morte, è molto simile sia rispetto all’intera regione toscana (+13,7%, pag. 82 dello Studio CNR-ARS), sia rispetto all’area di riferimento locale (+13,1%), scelta sulla base di caratteri di omogeneità socio economica (pag.68 dello Studio).Lo studio CNR-ARS è scaricabile da: https://www.ars.toscana.it/it/geotermia-e-salute/dati-e-statistiche/1728-progetto-di-ricerca-epidemiologica-sulle-popolazioni-residenti-nellintero-bacino-geotermico-toscano-ottobre-2010.html
4- Vedi Allegato 6 dello studio ARS-CNR che si scarica dal file 16 nella suddetta pagina dal titolo: “Risultati statisticamente significativi delle analisi di correlazione geografica tra dati ambientali e dati sanitari. Analisi dei ricoverati e analisi della mortalità.”
5- Fabio Voller, Ars, “Le informazioni sugli stili di vita”, Ottobre 2012. Vedi: http://www.ars.toscana.it/files/eventi/eventi_2012/geotermia_e_salute/2012_10_25_presentazione_stili_vita_voller.pdf
6- International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region

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I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel

tre moschettieri enel_scrittaMarini, Vagaggini e Balocchi arruolati alla causa geotermica: no turismo e agricoltura, ma meccanica ed edilizia! Il 12 gennaio i tre moschettieri organizzano un incontro tra Enel e imprese locali.

Non avendo alcun alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale che si sta aggravando e i morti e malati in più sul monte Amiata, di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, per conto di Enel, organizzano un “banchetto” per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello.

Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati ufficiali della disoccupazione e della miseria economica nelle aree di Larderello, per inorridire all’idea di trasformare così le ricchezze ancora presenti dell’Amiata, ma evidentemente questi amministratori contano sulla labile memoria delle genti e sull’ingordigia di pochi.

Ma la realtà e la storia sono lì a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che la geotermia toscana fino ad oggi ha portato solo danni ambientali, alla salute ed economici.

Anche volendo foderarsi gli occhi di prosciutto, come evidentemente fanno i nostri sindaci, sui problemi sanitari ed ambientali, ma le ricadute per l’economia dove sarebbero?
Gli occupati delle 34 centrali toscane arrivano ai 600 addetti, che -calcola Italia Nostra- sono solo quelli occupati nel turismo nel solo comune di Casole d’Elsa, dove un sindaco più attento agli interessi e alla salute della sua comunità, ha preso atto che, a seguito di un referendum sulla realizzazione di un impianto in cui il NO ha raggiunto il 93,4 %, la geotermia nel suo comune “non s’ha da fare”.
Soltanto il sistema Montalcino, Montecucco, agroalimentare e olio extravergine -come affermano gli stessi imprenditori – fattura otre un miliardo di euro e dà lavoro a oltre 5mila persone; sistema che grazie alla geotermia rischia di saltare.
Ma poi, Piancastagnaio oggi, dopo decine di anni di sfruttamento geotermico, quanto ha guadagnato in termini di posti di lavoro?

Ma i nostri sindaci, evidentemente allettati dalle briciole che potrebbe (con il condizionale) elargire Enel, credono che la Toscana, e l’Amiata in questo caso, non possano vivere di turismo e agricoltura, ma che bisogna puntare sui settori meccanico ed edile.
Quindi trasformare un paradiso ambientale, storico, enogastronomico e di colture pregiate in un inferno industriale e di cemento!
Per il “ferro” ci sta ben pensando l’Enel e le altre decine di squali della manna incentivi energetici, ma per l’edilizia, veramente, di cosa stiamo parlando? L’Amiata, e ancor più l’area Larderello, sono le zone in cui il prezzo degli immobili è più basso, dove ci sono molti venditori e pochissimi acquirenti, e sarebbe strano il contrario, visto come stanno conciando questi territori.
Costruire per chi, per cosa??

L’unica cosa saggia che dovrebbero fare questi amministratori è prendere atto che sono degli irresponsabili nei confronti dei territori e dei cittadini e degli incompetenti anche solo da un punto di vista strettamente economico.
E quindi dimettersi.

 

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Il Tirreno del 13 gennaio 2015
«La geotermia porta decadenza economica»
CASTEL DEL PIANO La geotermia porterà all’Amiata la stessa decadenza che ha portato nel pisano e in Val di Cecina? A sostenerlo, ribadendo quanto già affermato nell’attacco ai sindaci che per lunedì hanno organizzato con le imprese un incontro affinchè possano beneficiare delle ricadute dello sfruttamento del vapore, è Sos geotermia. Il coordinamento dei comitati antigeotermici non ritiene veitiero che la geotermia sia un serbatoio di lavoro, che possa aiutare le imprese e dunque sia un motore dello sviluppo locale amiatino e anzi vuol dimostrare il contrario, mettendo a confronto i dati della zona geotermica di Larderello e gli altri centri dei soffioni con il comprensorio amiatino. «È possibile – spiega Sos geotermia – verificare i dati e il quadro della documentata decadenza economica, che emerge dai dati ufficiali della Regione Toscana per la zona di più antico insediamento geotermico in provincia di Pisa, nella Val di Cecina (Pomarance, Larderello, Castelnuovo) con dati in omogeneo calo per dotazione industriale, pil, popolazione, reddito pro-capite, occupazione, età media, attività turistiche ed agricole». Sos geotermia fornisce dunque i dati: in particolare il complesso economico della Val de Cecina è in netto ritardo rispetto alle performances della Toscana: gli addetti ad attività extra agricoltura sono in calo, c’è una costante diminuzione della popolazione, l’indice di vecchiaia è fra i più alti della Toscana, 2,48 a fronte dell’1,97 della Toscana. Il settore più consistente, di contro, è sempre quello del commercio e quello del turismo, di gran lunga sopra la media regionale. In sostanza si sottolinea che il numero di addetti nelle attività extra agricole è diminuito, dal 1991 al 2001 del 6,6% a fronte di un incremento regionale dei oltre il 4%. La produzione di energia elettrica, nonostante dal 1991 al 2001 abbia subito una forte riduzione, impiega il 9,1% di addetti. Va tuttavia rilevato, per chiarezza, che i dati messi in evidenza da Sos geotermia riguardano un campione di anni che vanno dagli ultimi anni ‘90, e arrivano fino al 2003. Di fronte alla lettura dei dati, Sos geotermia conclude: «Questo è il quadro di decadenza che si vuole imporre anche in Amiata assecondando le attività Enel». (f.b.)

La Nazione del 13 gennaio 2015
PIANCASTAGNAIO INCONTRO FRA I SINDACI DELLA MONTAGNA ED ENEL GREEN POWER
Geotermia, tariffe scontate per l’energia fornita alle aziende locali
ECONOMIA All’incontro fra i sindaci e Green Power erano presenti rappresentanti di 46 aziende locali
di Giuseppe Serafini
«FAREMO la nostra parte, con Enel Green Power. Vogliamo che questa opportunita’ di confronto con l’Enel e la geotermia sia davvero l’inizio di una collaborazione che possa portare nuove e incisive occasioni di sviluppo e lavoro sull’ Amiata». Il sindaco di Piancastagnaio, Luigi Vagaggini, assieme ai colleghi amiatini Marini di Arcidosso e Balocchi di Santa Fiora, è stato il promotore del primo faccia a faccia tra Enel Green Power e imprenditori dei due versanti della montagna. Erano presenti 46 aziende del territorio, che qualche giorno fa in un documento avevano caldeggiato il fattore geotermia come un’unica e irripetibile occasione di sviluppo economico dell’area. Geotermia come ricaduta nel territorio, dove l’indotto deve avere possibilita’ di sviluppo. Da parte sua, l’ingegner Montemaggi, responsabile dell’Enel, ha parlato di seicento milioni di investimenti nell’Amiata, a fronte delle nuove realizzazioni geotermiche. Green Power si e’ impegnata a far sì che le eventuali ricadute siano volano di sviluppo per le aziende del territorio. Da terra di conquista, come ha detto il sindaco di Arcidosso Marini, ad interlocutore privilegiato. Enel Green Power e’ una ricchezza sotteranea, come per anni lo e’stato il mercurio e le miniere. Tra le varie opportunita’ allo studio ci sono sconti sulle tariffe energetiche per le attivita’ produttive nelle aree geotermiche, attivazione del calore nelle aree di Casa del Corto e della Rota, per Piancastagnaio, e nell’aiola per Santa Fiora ed Arcidosso, con tariffe a basso prezzo. Per quanto riguarda il problema sanitario, il 22 gennaio sara’ aperto a Santa Fiora, come da protocollo Enel-Regione, il primo ambulatorio per il monitoraggio della salute dei cittadini, con riferimento alla geotermia. Un centro al quale tutti i cittadini amiatini potranno rivolgersi e che fara’ capo, con i suoi due medici, al dipartimento di sanita’ della Regione Toscana. Il pool di medici collaborera’ strettamente con i medici di base dei comuni interessati dalla geotermia.

La Nazione del 12 gennaio 2015
(ed.Grosseto)
«I sindaci dell’Amiata si dimettano. Con la geotermia nessuno guadagna»
Il comitato «Sos» contro Marini e Balocchi: «Dicano la verità»

IL TEMA geotermia continua a tener banco. Il comitato Sos Geotermia prende posizione e attacca a testa bassa i sindaci Marini di Arcidosso e Balocchi di Santa Fiora. «Non avendo alcun alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale che si sta aggravando e i morti e malati in più sul monte Amiata, di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso e Santa Fiora, per conto di Enel, organizzano un banchetto per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello». È una presa di posizione netta quella del comitato: «Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati ufficiali della disoccupazione e della miseria economica nelle aree di Larderello, per inorridire all’idea di trasformare così le ricchezze ancora presenti dell’Amiata, ma evidentemente questi amministratori contano sulla labile memoria delle genti e sull’ingordigia di pochi. Ma la realtà e la storia sono lì a dimostrare, se ancora ce ne fosse bisogno, che la geotermia toscana fino ad oggi ha portato solo danni ambientali, alla salute ed economici. Anche volendo foderarsi gli occhi di prosciutto, come evidentemente fanno i nostri sindaci, sui problemi sanitari ed ambientali, ma le ricadute per l’economia dove sarebbero? Gli occupati delle 34 centrali toscane arrivano ai 600 addetti». «MA I NOSTRI sindaci, evidentemente allettati dalle briciole che potrebbe (con il condizionale) elargire Enel, credono che la Toscana, e l’Amiata in questo caso, non possano vivere di turismo e agricoltura, ma che bisogna puntare sui settori meccanico ed edile. Quindi trasformare un paradiso ambientale, storico, enogastronomico e di colture pregiate in un inferno industriale e di cemento! Per il ferro ci sta ben pensando l’Enel e le altre decine di squali della manna incentivi energetici, ma per l’edilizia, veramente, di cosa stiamo parlando? L’Amiata, e ancor più l’area Larderello, sono le zone in cui il prezzo degli immobili è più basso, dove ci sono molti venditori e pochissimi acquirenti, e sarebbe strano il contrario, visto come stanno conciando questi territori. Costruire per chi, per cosa?L’unica cosa saggia che dovrebbero fare questi amministratori è prendere atto che sono degli irresponsabili nei confronti dei territori e dei cittadini e degli incompetenti anche solo da un punto di vista strettamente economico. E quindi dimettersi».

(ed.Siena)
Geotermia. Ambientalisti all’attacco dei sindaci

AMIATA. OGGI I SINDACI di Piancastagnaio, Arcidosso e Santa Fiora si incontreranno con Green Power per chiedere alla società che sfrutta la geotermia di favorire una ricaduta positiva sull’economia locale. Il Coordinamento dei movimenti per l’Amiata criticano i tre sindaci Vagaggini, Marini e Balocchi e rimproverano loro di essere «arruolati alla causa geotermica», di non tenere in alcun conto le esigenze del turismo e dell’agricoltura ma solo quelle «della meccanica e dell’edilizia». «Non avendo alcun argomento per giustificare lo scempio ambientale e i morti e malati in più sull’Amiata – dice il Coordinamento – di fronte all’avvio della nuova megacentrale Bagnore 4 che già inizia a produrre i suoi effetti, i sindaci di Arcidosso, Santa Fiora e Piancastagnaio, per conto di Enel, organizzano un banchetto per le imprese locali, prefigurando un radioso futuro per l’economia amiatina, grazie alla geotermia, così come, secondo loro, già succede nell’area di Larderello. Ce ne vuole di faccia tosta: basterebbe leggere i dati della disoccupazione e della miseria economica a Larderello, per inorridire».

Il Tirreno del 12 gennaio 2015
INTERVENTO
TRE SINDACI E LO SCEMPIO GEOTERMIA
…segue ns. comunicato.

Grosseto Notizie dell’11 gennaio 2015
Sos Geotermia: “Sindaci amiatini irresponsabili, si dimettano”
…segue ns. comunicato.

Il Giunco.net dell’11 gennaio 2015
Ambientalisti «Nella geotermia non c’è futuro, neppure occupazionale. Si distrugge un territorio»
…segue ns. comunicato.

Contropiano.org dell’11 gennaio 2015
Monte Amiata. I sindaci apparecchiano la tavola all’Enel
…segue ns. comunicato.

GoNews dell’11 gennaio 2015
Sos Geotermia: “I sindaci organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel”
…segue ns. comunicato.

QuiGrosseto dell’11 gennaio 2015
I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel
…segue ns. comunicato.

MaremmaNews dell’11 gennaio 2015
I sindaci geotermici dell’Amiata organizzano la mensa dei poveri per conto dell’Enel
…segue ns. comunicato.

Il Cittadino online dell’11 gennaio 2015
Geotermia: Marini, Vagaggini e Balocchi arruolati alla causa
…segue ns. comunicato.

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LA GEOTERMIA NON E’ RINNOVABILE. CHI LO DICE? L’ENEL. Per rianimare i pozzi, che naturalmente perdono potenza, hanno usato l’EGS, definito su The Economist, “il fracking geotermico”

fracking rapaceSappiamo per certo che la geotermia in generale, ed in particolare quella amiatina, non è ‘pulita’ in quanto, soprattutto con il rilascio libero in atmosfera della vecchia tecnologia ‘flash’ delle centrali del monte Amiata, sono tonnellate le sostanze tossiche e climalteranti che vengono disperse in atmosfera e sul suolo, come riferisce Arpat e lo studio Basosi-Bravi.

Anche la favola della rinnovabilità dell’energia geotermica, smentita da molti studiosi tra cui il prof.Borgia, viene confermata da un’insospettabile relazione della stessa Enel che ha presentato in un convegno internazionale sulla geotermia tenutosi ad Orleans, in Francia, tra il 12 e il 15 febbraio 2006.

Partecipa, per conto dell’Enel, Guido Cappetti che con una eloquente presentazione racconta i mirabolanti risultati ottenuti su pozzi che andavano declinando, attraverso una ‘stimolazione chimica’ ad alta pressione, una tecnica chiamata EGS (Enhanced Geothermal Systems) definito anche dall’autorevole The Economist come ‘fracking geotermico’, equiparabile alla ben nota pratica del fracking usato per recuperare il gas intrappolato nelle rocce e sotto accusa in tutto il mondo per la sismicità indotta e la distruzione delle risorse idriche di falda.
L’EGS è la tecnica che è stata usata anche a Basilea, in Svizzera, e che ha provocato sismicità fino a magnitudo 3,4 nel 2006, costringendo a cessare le attività ed abbandonare il progetto geotermico.

Dalle slides pubblicate sul sito della conferenza di Orleans (di seguito i links), saltano agli occhi, ai profani come noi, due cose:

– lo sfruttamento intensivo porta all’esaurimento, o meglio alla forte riduzione, della produttività dei pozzi;

– per far aumentare tale produttività hanno testato l’iniezione a pressione di una miscela di acido cloridrico e fluoruro di idrogeno (HCl e HF) con acqua.

– tale pratica è stata sicuramente usata nell’area nord di Larderello-Travale, ma anche nel pozzo Bagnore 25 e nessuno può garantire che non venga tuttora utilizzata per ‘rianimare’ i pozzi che perdono potenza, visto che l’Enel mantiene uno stretto riserbo sulle attività interne alle centrali.

Sarebbe doveroso, oltrettutto, che l’Arpat, ma anche l’Ars e i sindaci per gli aspetti sanitari, chiedessero ad Enel tutti i dati delle operazioni e delle sostanze utilizzate nelle centrali amiatine, e non solo, e che rendessero pubblici tali dati, compresi quelli sulle quantità di ‘vapore’ estratto che è necessario per valutare correttamente il bilancio idrico che proprio per questo motivo probabilmente non è mai stato fatto né mai si farà, nonostante le imposizioni di legge.

 

LINKS:

> Il sito della conferenza di Orleans

> Il documento Enel presentato da Cappetti

> The Economist su EGS/fracking

 

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La Nazione del 30 dicembre 2014
«Ma la geotermia non è rinnovabile»
I comitati attaccano le tecniche per «rianimare» i pozzi
di NICOLA CIUFFOLETTI
«LA GEOTERMIA non è rinnovabile». Lapidario il commento di Sos Geotermia che tende a scardinare le politiche di Enel sul territorio amiatino. I comitati ambientalisti che certo non hanno accolto con buoni propositi la nuova centrale geotermica di Bagnore 4 proseguono nelle loro attività di controinformazione e appoggiati anche da studiosi del calibro del Professor Borgia affermano: «Sappiamo per certo che la geotermia in generale, ed in particolare quella amiatina, non è pulita in quanto, soprattutto con il rilascio libero in atmosfera della vecchia tecnologia flash delle centrali del monte Amiata, si parla di tonnellate per le sostanze tossiche e climalteranti che vengono disperse in atmosfera e sul suolo, come riferisce Arpat e lo studio Basosi-Bravi».
POI CONTINUANO: « Per rianimare i pozzi, che perdono potenza spiegano sarebbe stato utilizzato l’Egs, definito su The Economist, il fracking geotermico». Per il comitato la rinnovabilità dell’energia geotermica è una favola: «una storia smentita da molti studiosi tra cui il professor Borgia che viene confermata da un’insospettabile relazione della stessa Enel che ha presentato in un convegno internazionale sulla geotermia tenuto ad Orleans, in Francia, tra il 12 e il 15 febbraio 2006».
ECCO LA SPIEGAZIONE: «Al convegno partecipò per conto dell’Enel Guido Cappetti che con un’eloquente presentazione racconta i mirabolanti risultati ottenuti su pozzi che andavano declinando, attraverso una stimolazione chimica ad alta pressione, una tecnica chiamata Egs (Enhanced Geothermal Systems) equiparabile alla ben nota pratica del fracking usato per recuperare il gas intrappolato nelle rocce e sotto accusa in tutto il mondo per la sismicità indotta e la distruzione delle risorse idriche di falda».
PER SOS GEOTERMIA la tecnica Egs provoca sismicità: «è la tecnica che è stata usata anche a Basilea, in Svizzera, e che ha provocato sismicità fino a magnitudo 3,4 nel 2006, costringendo a cessare le attività ed abbandonare il progetto geotermico».
«DALLA SPIEGAZIONE che Enel dà a Orleans emerge che lo sfruttamento intensivo porta all’esaurimento, o meglio alla forte riduzione, della produttività dei pozzi e per far aumentare tale produttività è stata testata l’iniezione a pressione di una miscela di acido cloridrico e fluoruro di idrogeno (HCl e HF) con acqua. Tale pratica, continua Sos geotermia, è stata usata nel pozzo Bagnore 25 e nessuno può garantire che non venga tuttora utilizzata per rianimare i pozzi che perdono potenza, visto che l’Enel mantiene uno stretto riserbo sulle attività interne alle centrali».
POI IL COMITATO conclude: «sarebbe doveroso, oltretutto, che l’Arpat, ma anche l’Ars e i sindaci per gli aspetti sanitari, chiedessero ad Enel tutti i dati delle operazioni e delle sostanze utilizzate nelle centrali amiatine».

QuiGrosseto del 24 dicembre 2014
Sos Geotermia: la geotermia non è rinnovabile. chi lo dice? l’Enel
…segue ns. comunicato

MaremmaNews del 23 dicembre 2014
La geotermia non è rinnovabile, lo dice Enel
…segue ns. comunicato

Contropiano.org del 23 dicembre 2014
La geotermia non è rinnovabile. Chi lo dice? L’Enel
…segue ns. comunicato

Il Cittadino online del 23 dicembre 2014
SOS Geotermia: “Enel ‘rianima’ i pozzi con l’EGS”
…segue ns. comunicato

Cortocircuito.org del 23 dicembre 2014
LA GEOTERMIA NON E’ RINNOVABILE. CHI LO DICE? L’ENEL
…segue ns. comunicato

GoNews del 23 dicembre 2014
“La geotermia non è rinnovabile, lo dice Enel
…segue ns. comunicato

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Bagnore 4: e se il piezometro di Poggio Trauzzolo non fosse “impazzito”?

20141206_piezometro poggio trauzzolo HIPLe ipotesi del Prof.Borgia, alternative a quelle di semplice rottura del cavo del piezometro, aprono inquietanti scenari che, se veri, prefigurerebbero gravissime responsabilità per chi dovrebbe vigilare sui lavori di messa in esercizio della centrale Bagnore 4 e su chi dovrebbe tutelare la salute e il patrimonio idrico. Chissà che davanti al giudice ci vada qualcun altro e non i comitati.

“È ben evidente dai dati pubblicati sul sito della Regione Toscana l’andamento in risalita di tutti e tre i piezometri che dall’estate scorsa stavano monitorando la falda che alimenta le sorgenti del Fiora: il livello della falda al piezometro “David Lazzaretti” (a Poggio Trauzzolo) sale di quasi 1 metro in poco più di 2 mesi (luglio-agosto), mentre negli altri due piezometri (“La Valle” e “Madonna del Castagno” di Enel) sale di oltre 2 metri.
Questo gradiente di risalita è paragonabile a quello per il quale lo studio della Regione Mobidic indicò dipendere da un incremento della pressione nel campo geotermico.
Quindi, per analogia, si dovrebbe poter affermare anche in questo caso lo stesso”, osserva il prof Andrea Borgia nella attenta ricostruzione dell’andamento della falda acquifera del monte Amiata, attraverso la lettura comparata dei dati dei piezometri esistenti.

“Dal 9 settembre la falda a Poggio Trauzzolo non risale più. Due giorni dopo viene a mancare l’acqua in alcune case proprio sopra al campo geotermico, e -si dice- che la portata di alcune delle sorgenti del Monte Labro è diminuita significativamente. Inoltre, poco dopo, a fine settembre, la falda a Poggio Trauzzolo inizia a scendere repentinamente, mentre ai piezometri Enel la falda continua a salire di circa 50 cm fino al 22 ottobre, rimanendo poi costante.
A Poggio Trauzzolo la falda continua a scendere vorticosamente fino al 17 novembre -in tutto 70 cm in 40 giorni- proprio, guarda caso, contemporaneamente alla attivazione dei pozzi di alimentazione della nuova Centrale Geotermica Bagnore 4”.

Aggiunge poi, “Dato che il piezometro Poggio Trauzzolo si trova a monte di quelli di Enel, questo comportamento ha una sola spiegazione e cioè che la falda a monte dei piezomteri di Enel viene drenata verso il campo geotermico, inquinandosi irrimediabilmente. La quantità di acqua potabile persa durante questo abbassamento della falda è probabilmente dell’ordine di un miliardo di litri: se fosse venduta in bottigliette da un litro quanto ne ricaverebbero i comuni amiatini?”.

E, di seguito, “Dopo il 20 novembre il piezometro di Poggio Trauzzolo “impazzisce” mostrando repentini e momentanei abbassamenti di pochi metri della falda.
E se, invece di essere errate, queste improvvise variazioni del livello della falda misurassero repentine transienti riduzioni di pressione del campo geotermico che, durante la messa in esercizio, possono corrispondere ad abbassamenti di oltre 1000 m di acqua?
E se il cavo si fosse eventualmente lesionato proprio a causa di queste improvvise oscillazioni?
Questa ipotesi, data la connessione diretta tra il campo geotermico e l’acquifero potabile dell’Amiata, non può e non deve essere scartata.
In particolare perché le improvvise oscillazioni della pressione nel campo geotermico potrebbero far risalire i fluidi geotermici contaminando direttamente la falda acquifera.
Proprio perché esiste una connessione ormai scientificamente dimostrata tra il campo geotermico e l’acquifero potabile e tale connessione è stata scartata nelle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA) della nuova Centrale di Bagnore 4 e del Piano di Riassetto del Campo Geotermico di Piancastagnaio, le autorizzazione VIA dovrebbero dalla Regione essere sospese in autotutela.
Ma se ancora alcuni amministratori potessero dubitare di ciò, e insistessero nel non applicare il Principio di Precauzione imposto dalla legge, per avere l’ennesima conferma è sufficiente chiudere le centrali geotermiche e verificare se la falda torni a salire o meno.
In alternativa, Enel metta a disposizione di tutti i dati di prelievo di fluidi geotermici dai pozzi dai campi geotermici dell’Amiata”.

 

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GoNews dell’8 dicembre 2014
Bagnore 4, il comitato Sos Geotermia: “E se il piezometro di Poggio Trauzzolo non fosse impazzito?”
…segue ns. comunicato

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